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Nuova BMW M2 2023: Foto senza veli

Per BMW è difficile mantenere i propri segreti. Mentre la nuova M2 dovrebbe essere presentata a ottobre, ecco che si mostra senza camuffamenti in una serie di foto “rubate”. Nessuna griglia sporgente, ma un allargamento accentuato da angoli molto marcati.
BMW è impegnata nei preparativi per la presentazione ufficiale della nuova M2, che il costruttore ha annunciato per ottobre. Ma ora la coupé si mostra in anticipo, senza il minimo camuffamento, dopo che sono state diffuse sul Web delle foto “rubate” da quella che sembra essere la sede del marchio.
Gli scatti confermano lo stile spigoloso dell’auto che, sebbene rinunci alla griglia sovradimensionata di alcune BMW recenti, già divide. Gli angoli cubici e prominenti del paraurti e i catarifrangenti posteriori integrati distinguono a prima vista la M2 dalle altre Serie 2 Coupé. Il design comprende anche parafanghi allargati, grandi prese d’aria anteriori, un diffusore e il tipico terminale di scarico quadruplo BMW M. Per non parlare di quello che sembra un tetto in fibra di carbonio. Nella parte posteriore, la telecamera di retromarcia decentrata si fa notare e dà un po’ nell’occhio. Gli interni non si vedono.

DATI TECNICI

L’ultima BMW M “in vecchio stile”.
La nuova BMW M2 sarà l’ultima BMW M non elettrificata. Sarà alimentata dal motore a sei cilindri biturbo da 3,0 litri della M3 e della M4, con una potenza prevista di circa 450 CV. Il motore sarà abbinato alle ruote posteriori tramite un cambio manuale di serie. Verrà offerto anche un cambio automatico e un documento trapelato di recente (l’ennesimo) suggerisce che una M2 a trazione integrale completerà per la prima volta la gamma. La presentazione del modello farà parte delle celebrazioni per il 50° anniversario della BMW M.
In occasione del 50° anniversario, il BMW Welt di Monaco ospiterà, tra il 30 settembre e il 16 ottobre, diversi eventi dedicati a questa divisione sportiva. È possibile che il programma preveda la presentazione della BMW M2 e che la vettura qui raffigurata sia stata fotografata durante l’allestimento dell’evento. Una cosa è certa: la presentazione della nuova BMW M2 nella sua veste definitiva è solo questione di giorni. Il veicolo sarà prodotto in Messico e la sua commercializzazione è prevista per l’aprile 2023.

Nuova Ford Focus ST 2023: il Track Pack

Il futuro potrebbe non essere così roseo come un tempo per le hot hatch con motore termico, ma Ford Performance non trascura la nuova Ford Focus ST. La casa automobilistica ha annunciato una nuova opzione Track Pack per la hatchback manuale a cinque porte in Europa, che include sospensioni regolabili di KW Automotive, freni più potenti di Brembo, un nuovo set di ruote e sottili aggiornamenti stilistici.

Il Track Pack è stato sviluppato da Ford Performance, a seguito di test effettuati nei laboratori Ford e al Nürburgring. Il punto forte sono le sospensioni coillover regolabili di KW Automotive. Il telaio è abbassato di 10-15 mm rispetto al modello di serie, con molle verniciate a polvere fino al 50% più rigide, alloggiamenti degli ammortizzatori in acciaio inossidabile, regolazione a 12 livelli per la risposta in salita e a 16 livelli per l’estensione.

Un aggiornamento più evidente è il nuovo set di cerchi in lega da 19 pollici con finitura nera, più leggeri del 10% rispetto alle unità di serie. Inoltre, sono dotati di pneumatici Pirelli P Zero Corsa più aderenti per una maggiore trazione. Dietro di loro, possiamo vedere i dischi più grandi da 363 mm con pinze freno a quattro pistoncini Brembo verniciate di rosso, che secondo Ford “riducono il fading indotto dal calore durante le sessioni prolungate in pista”.

DATI TECNICI

Oltre ai nuovi cerchi a più razze, gli aggiornamenti visivi includono la finitura Agate Black sulla griglia, sul tetto e sulle calotte degli specchietti, abbinata agli inserti del paraurti, allo spoiler posteriore e al diffusore posteriore. Uno sguardo più attento rivela i contorni neri dei loghi ST invece che cromati. La Ford Focus ST è disponibile nelle tonalità Agate Black, Fantastic Red, Frozen White, Magnetic e l’esclusiva ST Mean Green per gli esterni. All’interno, il Track Pack offre i sedili Ford Performance con maggiore supporto.

Ford non ha incluso alcun aggiornamento del gruppo propulsore per la hot hatch. Ciò significa che il motore turbo a benzina EcoBoost da 2,3 litri di serie produce 280 CV (206 kW) di potenza e 420 Nm di coppia. Il Track Pack è disponibile esclusivamente in combinazione con il cambio manuale a sei rapporti che invia la potenza all’asse anteriore con l’aiuto del differenziale elettronico a slittamento limitato (eLSD). La hot hatch manuale accelera da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e può raggiungere una velocità massima di 250 km/h.

Il Track Pack è già ordinabile in diversi mercati europei, tra cui Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo, Romania, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Le prime consegne della Ford Focus ST aggiornata sono previste per novembre.

Auto elettrica e Nuovo Ordine Mondiale, l’ABC dei complottisti è servito!

Auto elettrica e Nuovo Ordine Mondiale, l’ABC dei complottisti è servito!

Da quasi vent’anni l’occidente si interroga sulle prospettive di un mercato della mobilità elettrica che in realtà è finora realtà possibile solo in Oriente, ma che “qui da noi” è un mero alibi per circoscrivere e somministrare alla collettività temi e trasformazioni socio economiche fondamentali per lo sviluppo del prossimo futuro, soprattutto in Europa: Un futuro che non è per niente roseo.

Auto Elettrica e complottismo – A mia memoria l’auto elettrica è entrata da vera protagonista nel dibattito generale almeno in questi ultimi contesti: quando nel 2005 un improvviso focolaio di inflazione portò aumenti straordinari nei prezzi del Petrolio e delle risorse energetiche; quando nel 2008 dopo il Crack Lehman il mondo si trovò in tasca cartamoneta straccia, le Big Three rischiarono il fallimento e Obama lanciò la “ObamaCar” elettrica; arriviamo a pochi anni dopo – tra il 2009 ed il 2015 – quando in Europa scoppia il Boom delle criptovalute, delle rinnovabili e la loro affinità con la mobilità a “Zero Emissioni”, e nel mondo si registrano oltre 6 miliardi di Dollari investiti in Venture Capital rivolti alla mobilità ecologica; poi nel 2015 quando i postumi del Dieselgate spinsero i Governi, a caccia di consensi, a decretare la morte del motore classico; ancora nel Lockdown del 2020 quando il Covid ha rilanciato la lotta all’inquinamento e la smart mobility. Per arrivare ad oggi, quando praticamente il mondo sta affrontando contemporaneamente : crisi delle risorse energetiche, aumento del costo ed irreperibilità delle materie prime, costo del Petrolio, volatilità monetaria, lotta all’inquinamento, crisi del mercato auto, stop obbligato del motore tradizionale, fonti energetiche rinnovabili ed alternative al fossile, oltre all’argomento chiave della questione monetaria e delle criptovalute. Pensiamo di essere “noi” – occidentali – il problema, e non comprendiamo perché il coniglio dal cilindro per tutto questo sarebbe l’auto elettrica. Infatti non lo è: l’auto elettrica è solo il piatto di portata offerto per distrarre dal problema reale e dalla serie di soluzioni, tutte a carico della collettività: il problema da almeno 15 anni è la Cina ed i Continenti in prospettiva di sviluppo, e la soluzione dell’auto elettrica per il trasporto privato è e rimarrà una chimera, almeno in Occidente. Questo ha dato lo spunto per i Complottisti “DOC” di avviare una sorta di “controanalisi” di un fenomeno solo in apparenza “buono”. Io che non sono un complottista da sempre sono convinto che in Occidente l’auto elettrica 100% non sarà mai una opzione di massa; credo che alla fine ai Costruttori converrà difendere e mantenere, almeno per il trasporto privato, il caro e vecchio motore perché alla fine con questo i costi sono privati ed i vantaggi – in termini di drenaggio di soldi – rimangono pubblici.

L’UE licenzia “No Global”, “Fossil Free” e “No Waste”

Ho piena comprensione per lo status di disoccupazione che si presenterà di fronte ai piu’ agguerriti “No a qualcosa” : l’Unione Europea, se possibile, sta diventando più risoluta e spietata di loro. Dal punto di vista delle emissioni, si è obbligata al taglio del 55% della CO2 (su base 1990) entro 7 anni e ad azzerarla nel 2050; sotto l’aspetto degli sprechi darà un giro di vite per l’obbiettivo comune del 60% di riciclo di RSU entro il 2030 (obbiettivo lontanissimo al momento); per quanto riguarda il dietrofront alla globalizzazione, è talmente evidente che sulla base di sempre maggiori nuovi trattati di cooperazione e commercio, con le nuove rotte e le nuove movimentazioni spinte dal post lockdown, il mondo si avvia a “rilocalizzare” all’interno dei confini di ogni comunità politicamente definita processi produttivi endogeni, livelli di consumo sostenibili, fino alla rimappatura di flussi finanziari ed umani. Su questo l’UE arriva buon ultima, vista la Brexit e visto che Trump ha già trasformato gli Stati Uniti nella prima Nazione “No Global” d’Occidente. Ma su energia, fabbrisogno alimentare e clima l’Unione sembra voler fare sul serio, stavolta….

La mobilità elettrica privata? Solo micro. Trasporto merci e professionale, invece…

Facciamo un rapido punto della situazione, allora, in Europa per quanto riguarda Mobilità, Risorse energetiche ed evoluzione valutaria e sistemi di pagamento.

Appare evidente che se da un lato l’UE ha varato una sfilza di provvedimenti apparentemente restrittivi su produzione e circolazione di auto tradizionali, dall’altro si è espressa nella agevolazione, contribuzione e promozione del mondo “strutturale” (Reti di ricarica, riciclo componenti usate, etc) alla ecomobilità. Salta invece subito all’occhio un programma strategico ed ambizioso, che a mio avviso si sposa con quello delle 40 Gigafactory previste nel territorio europeo entro il 2030. Il programma di cui voglio parlare è “Flow”, che mira a promuovere un concetto di mobilità elettrica adatto all’utente finale a vantaggio del sistema energetico di tutta Europa. L’iniziativa sperimenterà, validerà e potenzierà il cosiddetto “Vehicle-to-X“, che consente lo scambio di energia tra veicoli, edifici e la rete. Concetto che si sposa bene, e lo spiego più avanti, con la Rete delle Gigafactory che sono da considerare a tutti gli effetti degli “Energy Storage” in grado di riversare in Rete tutta la potenza elettrica di cui dispongono per la produzione originariamente automobilistica.

Sotto l’aspetto della “Smart & Sharing” Mobility, invece, va ricordatoche la rivoluzione della micromobilità “post Lockdown” nelle città europee, dove il costo della congestione da mobilità urbana è ancora il più alto in Occidente con oltre 270 mld. di Euro all’anno a carico della collettività) va benissimo così, vista la riduzione di emissioni di CO2 nei centri urbani. Perché dunque disturbare un mercato europeo che con i suoi monopattini, eBikes e Scooter elettrici in proprietà e Sharing proietta nel 2021 un fatturato di oltre 45 miliardi di Euro e che ha prospettive di crescita di quasi un ulteriore 25% entro il 2030? Non a caso le Joint Ventures e le attività di M&A tra settore della Micromobilità ed i Costruttori sono in notevole crescita proprio in Europa.

L’Unione Europea dedica a tutto questo il programma Adrion (che mira a sostenere la transizione verde seguendo gli obiettivi fissati dal Green deal dell’UE) ed il progetto “TRIBUTE” (Integrated and Innovative Actions for Sustainable Urban Mobility Upgrade) per una ricerca tesa a individuare soluzioni innovative sulla mobilità per far fronte ai cambiamenti di questi anni.

La soluzione per l’Automotive europeo : stop alla proprietà di massa dell’auto privata…

Invece se si tratta di aiutare la ripresa di due settori in crisi nella UE – cioè il trasporto merci su gomma e quello dei vettori aerei – senza apportare danni all’ambiente, ecco pronta la serie di soluzioni che in seno a Commissione e Consiglio stanno prendendo piede: Idrogeno, BioGas (Lng) e dunque in parte elettricità sono parte di diversi progetti finanziati dalla Commissione europea come H2Haul legato alla mobilità merci su Gomma ad Idrogeno, in un comparto (il trasporto di merci stradale) che va assolutamente rivitalizzato per la continuata crisi derivante da Lockdown e guerra in Ucraina, al fine tuttavia di ridurre la catena dei costi logistici che ormai sono insostenibili. Importante anche il programma per i cargo aerei (13,4 di emissioni totali in UE e target entro 15 anni del 30% dei serbatoi riempito con carburanti sostenibili) e per i treni: l’UE stima che il 20% del traffico sulle rotaie europee viaggi ancora con treni a gasolio, motivo per il quale si è posto un obbiettivo al 2030 di un ricambio di almeno un terzo di vecchi convogli con trazione ad idrogeno. Vero è che la CO2 emessa dai treni a gasolio pesa oggi meno dell’1% (Fonte Centro Studi UE) ma quello che pesa è il consumo di carburante per tratta percorsa.

 Su questa base di obbiettivi di taglio della CO2 sul trasporto merci e persone professionale, capite bene che per ridurre drasticamente le emissioni del trasporto privato non resta che semplicemente abbattere una larga fetta di movimento dei quasi 270 milioni odierni di auto presenti nell’Unione. La soluzione è ovviamente quella della definitiva via alla rottamazione, e per facilitarla basterà aumentare esponenzialmente costi e disagi nella proprietà ed estendere dall’altro lato Smart Mobility, Sharing e Pooling di auto e moto. La soluzione obbligata per molti, è quella che sconsiglio finchè vi è possibile. L’auto europea che vi costringeranno a dare via potrebbe diventare, in qualche altra parte del mondo, o un ottimo usato che continua a vivere, oppure un ottimo “vintage”.

Solo qui da noi un’auto “vecchia” è un rottame……

La prima sorpresa: la scommessa dell’UE sull’automotive è per Bio-fuel ed Idrogeno

Abbiamo già parlato dello step al 2026 chiesto dai Costruttori tedeschi al Consiglio Europeo per la verifica del progresso sulla decarbonizzazione ottenuta da sistemi Ibridi Plug-In e carburanti neutri; ed abbiamo dimostrato che il Bioetanolo (astraendo dal Biodiesel che sarà sempre meno utilizzato al di fuori del mondo agricolo) è di per sé un carburante neutro. Ci ha davvero incuriosito l’iniziativa Europea di togliere due anni fa i dazi per l’import di bioetanolo per autotrazione, oltre ai risultati della relazione “Biofrac – Biofuels in European Union; a vision for 2030 and Beyond” che certificano le prospettive di produzione endogena e di diffusione del Bioetanolo nel trasporto privato, già largamente in uso in Svezia, Germania e Francia con la benzina “E85”.

Ricordiamo che una larga parte del Parco circolante Usato, previo intervento su parti meccaniche ed ECu del mezzo, potranno usare anche la E85, o persino adottare uno di tanti Kit Retrofit disponibili, e anche su questo l’Europa fa da traino morale, visto anche l’ultimo progetto “Life-Save” (Solar Aided Vehicle Electrification) proposto nel 2019. Visto anche il numero di Costruttori che sta lanciando sul mercato un proprio Kit Retrofit.

Seconda sorpresa: parli di Idrogeno, e spunta il “nucleare pulito”

E parliamo del Piano “RepowerEU”, nato per abbandonare la dipendenza da combustibili fossili (soprattutto russi) e stimolare investimenti per ottimizzare approvvigionamenti energetici di gas e nuove fonti energetiche non fossili; oltre alla serie di investimenti per il rinnovamento della rete di fornitura e produzione elettrica (con il monito della Presidente della Commissione a non sostituire il Gas con il carbone per produrre energia).

La soluzione ottimale risiede appunto nell’Idrogeno, del quale la Commissione Europea stima un importazione di fino a 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile, grazie allo sviluppo di tre grandi corridoi di importazione attraverso Mediterraneo, Mare del Nord ed Ucraina appena possibile; ovvero – come raccomandato – attraverso la produzione con fonti energetiche non fossili come il nucleare…Ecco perché l’Europa inizia a progettare le prime centrali commerciali a fusione nucleare da 500 megawatt: è il programma Demo (Demonstration Fusion Power Reactor), il successore del reattore sperimentale Iter che sta nascendo in Francia. Un traguardo che potrebbe essere raggiunto tra non non di 30 anni con il programma Horizon EUROfusion.

Idrogeno, Nucleare, Commodity e Digital Money: Bill Gates, Jeff Bezos, Elon Musk

Cos’hanno in comune tra loro questi signori? No, lasciamo perdere l’ipotesi che siano degli alieni rettiliani; e per il momento, perché sul Covid-19 non si scherza, lasciamo perdere anche le ipotesi sul rapporto “preventivo” che ai tre sarebbe stato additato dal complottismo più sfegatato. I tre nomi hanno in comune però tante affinità con tempi e crisi che attanagliano il mondo: ambiente, mobilità, trasporti, persino valute e mercato azionario. 

Tutti e tre i “Paperoni del mondo” peraltro, lo scorso anno – data di riapertura post lockdown – hanno venduto livelli impressionanti del capitale azionario delle proprie aziende: Bezos 4,9 mld di Dollari per Amazon, Elon Musk 6,9 mld di Dollari per Tesla, e Microsoft (nonostante l’apparente uscita volontaria di Bill Gates) 65,4 mln di Dollari, e apparentemente lo hanno fatto per “rimpinguare” i forzieri delle proprie Fondazioni (BEV, Earth Fund, Musk Foundation) dedicate ad azioni positive su Clima, accesso alla ricchezza, fame, cultura, mobilità eco-sostenibile. Tutto molto nobile, apparentemente, ma se andiamo nel dettaglio c’è qualcosa che non torna. O che preoccupa….Lo vediamo nella prossima parte!

(Fine Prima Parte)

Nuova Renault Scenic E-Tech 2023: Rendering

Il dominio globale dei SUV ha quasi estinto le monovolume compatte dal mercato, ma quando le nostre speranze per una nuova Scenic stavano svanendo, Renault ci ha dimostrato che ci sbagliavamo. La Scenic Vision Concept, presentata la scorsa primavera come anticipazione di un modello di serie in arrivo nel 2024, ha ridato vita al modello un tempo popolare.

Questo rendering di Carscoops.com ci permette di dare uno sguardo in anteprima al design. Per la prima volta dal 1996, la Renault Scenic abbandonerà la tradizionale silhouette da monovolume dei suoi predecessori, optando per una vera e propria posizione da crossover.

Come potete vedere nel rendering esclusivo realizzato dai nostri collaboratori, la Scenic avrà l’aspetto di un SUV. Nonostante i dettagli attenuati, il modello dovrebbe mantenere diverse caratteristiche di spicco. La vernice bicolore, la finta griglia che collega i fari a LED, le superfici distinte sul profilo, il motivo moderno della presa d’aria del paraurti e il sottile rivestimento in plastica intorno ai passaruota creano una presenza su strada discreta ma decisa.

Gilles Vidal, capo del design Renault, ha rivelato che lo stile della Vision Scenic Concept si evolverà, ma è pronto per la produzione al 90%. Tra le caratteristiche che non entreranno in produzione ci sono probabilmente la grafica a LED, i finestrini senza cornice e le porte suicide. Per quanto riguarda i fantascientifici cerchi da 21 pollici, questi potrebbero concretizzarsi, dal momento che il reparto design di Renault ha dimostrato il suo coraggio dando al modello di quarta generazione dei generosi cerchi da 20 pollici già nel 2016.

TANTA TECNOLOGIA

All’interno, l’abitacolo digitale “OpenR” dovrebbe essere condiviso con la Megane E-Tech e la Austral, e comprende un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici e un touchscreen da 12 pollici orientato verticalmente per l’infotainment basato su Android. Fedele all’eredità dei suoi predecessori, la nuova Renault Scenic E-Tech avrà una rinnovata attenzione alla praticità, con numerosi vani portaoggetti, un abitacolo spazioso e caratteristiche adatte alla famiglia. Purtroppo per le famiglie più numerose, la Grand Scenic a tre file e sette posti non vedrà un’altra generazione, ma la Scenic normale a cinque posti offrirà un ampio spazio per le gambe e per la testa dei passeggeri posteriori grazie a un packaging intelligente.

DATI TECNICI E MOTORE

La Renault Vision Scenic Concept ha introdotto il motore H2-Tech che combina un motore elettrico montato anteriormente che eroga 218 CV (160 kW), una cella a combustibile a idrogeno con autonomia di 22 CV (16 kW) e una batteria da 40 kWh, per un’autonomia fino a 800 km tra ricarica e rifornimento. Questa configurazione ibrida non convenzionale non è pronta per la produzione, e i funzionari Renault hanno ammesso che il modello finale avrà un propulsore elettrico più convenzionale.

Ciò significa che la Renault Scenic di quinta generazione riceverà la denominazione E-Tech, come membro della crescente gamma EV di Renault. Prevedibilmente, la Scenic sarà basata sull’architettura CMF-EV che è alla base della Megane E-Tech e della Nissan Ariya. Secondo le ultime notizie, la Scenic E-Tech sarà disponibile sia in versione FWD che AWD, con motore elettrico singolo o doppio. Per quanto riguarda i suoi fratelli, la Renault Megane E-Tech, solo FWD, offre fino a 218 CV (160kW) con una batteria da 60 kWh, mentre la Nissan Ariya arriva a 394 CV (290 kW) con una batteria più grande da 90 kWh. Si prevede che la linea della Scenic combini elementi di entrambi i modelli.

Se la Scenic E-Tech manterrà l’ingombro della concept, misurerà 4.490 mm di lunghezza. Questa cifra la posiziona nettamente al di sopra della Megane E-Tech, lunga 4.199 mm, leggermente al di sotto della nuova Renault Austral ibrida. Sarà anche più alta della Megane, consentendo un abitacolo più spazioso.

Per quanto riguarda i modelli elettrici rivali già presenti sul mercato, la Scenic E-Tech si confronterà con vetture del calibro della Volkswagen ID.4, della Hyundai Ioniq 5 e della Kia EV6. Nonostante sia più corta di tutte, sarà una delle offerte più orientate alla famiglia del segmento, giustificando il suo nome e la sua storia.

Il lancio sul mercato della Renault Scenic E-Tech è previsto per il 2024, il che significa che i prototipi camuffati della versione di serie potrebbero vedere la luce già l’anno prossimo. Vi terremo aggiornati su tutte le novità della monovolume che si sta gradualmente evolvendo in un SUV.

Volvo EX30 2023: Anteprima Rendering

Volvo vuole essere un marchio 100% elettrico a partire dall’anno 2030. Per questo motivo, nei prossimi anni lancerà un’offensiva di modelli elettrici che comprenderà berline, auto familiari, crossover, SUV… Inoltre, il costruttore svedese entrerà anche in categorie in cui finora non era presente.

L’azienda prevede di lanciare un B-SUV completamente elettrico per competere con modelli come la Jeep Avenger o la MINI Aceman. La nuova Volvo EX30 e sarà un gradino sotto le attuali XC40 Recharge e C40 Recharge. A differenza dei suoi fratelli, utilizzerà una piattaforma dedicata, non multi-energy.

LA GAMMA ELETTRICA

L’architettura scelta sarà la SEA del gruppo Geely, la casa madre di Volvo. Questa base è utilizzata anche nella smart #1 (ricordiamo che Geely possiede il 50% dell’azienda tedesca); infatti, entrambi i modelli saranno gemelli, quindi possiamo aspettarci che abbiano dimensioni e specifiche tecniche abbastanza simili.

Il lancio della Volvo EX30 è previsto per il 2023-2024.
A breve termine, la gamma sarà completata con l’arrivo di una versione Brabus, che aggiungerà un secondo propulsore sull’asse anteriore, portando la potenza combinata a 428 CV (315 kW). Grazie a questo propulsore, la smart #1 Brabus sarà in grado di completare lo sprint da 0 a 100 km/h in soli 3,9 secondi, diventando così il modello più veloce della sua categoria.

Nella Brabus non varieranno né la batteria né la potenza di ricarica, anche se la sua autonomia probabilmente ne risentirà a causa del maggior consumo del gruppo meccanico. È confermato che secondo il ciclo cinese CLTC omologherà circa 500 km di autonomia; tuttavia, al momento non si conosce la cifra che raggiungerà secondo il ciclo europeo WLTP.

È molto probabile che, come la smart #1, la Volvo EX30 sarà prodotta in Cina, dove verrà assemblata anche la MINI Aceman, che alla fine diventerà una delle sue principali rivali. Dal punto di vista estetico, possiamo aspettarci che sia più vicina alla silhouette da crossover della C40 Recharge che alle forme da SUV della XC40 Recharge.

Aion Hyper SSR: la Supercar Made in Cina

Aion è un sub-brand di veicoli elettrici (EV) del Guangzhou Automobile Group (GAC) cinese che attualmente vende berline e crossover completamente elettrici. Recentemente, l’azienda ha annunciato l’ingresso nel segmento delle supercar elettriche presentando la nuova Hyper SSR.

A prima vista, la Hyper SSR ha un aspetto particolare, con le sue porte a farfalla e la carrozzeria realizzata principalmente in fibra di carbonio per contenere il peso. Tra gli altri elementi di design spiccano i fari sottili che coprono quasi l’intera larghezza del frontale, le grandi prese d’aria nella parte inferiore, i fanali posteriori altrettanto sottili, il diffusore prominente e l’alettone posteriore attivo.

L’approccio sportivo e moderno al design si estende anche all’abitacolo minimalista, che presenta un volante di forma rettangolare simile a quelli delle auto da corsa e pedali in metallo lavorato. Sono presenti anche pannelli in fibra di carbonio e sedili ben imbottiti, oltre a un piccolo quadro strumenti digitale da 8,8 pollici davanti al guidatore.

Il sistema di infotainment touchscreen da 14,6 pollici, molto più grande, è posizionato in modo evidente sulla plancia sopra le bocchette d’aria centrali, mentre la lunga console centrale ospita pratici portabicchieri e un bracciolo per i passeggeri.

GAC Aion Hyper SSR-4GAC Aion Hyper SSR-5
Per quanto riguarda le specifiche del propulsore, la versione base della Hyper SSR sarà a trazione posteriore e il suo motore elettrico è abbinato a una trasmissione a due velocità. Questa opzione costerà 1,286 milioni di yuan e potrà scattare da 0 a 100 km/h in 2,3 secondi.

DATI TECNICI

Ci sarà anche una variante a trazione integrale, chiamata Hyper SSR Ultimate, con un prezzo di 1,688 milioni di yuan. Con un’altra unità motrice elettrica all’anteriore, la potenza totale del sistema della Ultimate è di 1.225 CV e la coppia alla ruota è di 12.000 Nm, il che riduce il tempo di sprint del secolo a 1,9 secondi. La cifra della coppia elevata dovrebbe riferirsi alla coppia totale combinata applicata alle ruote, non agli alberi di uscita dei motori elettrici, quindi è più difficile fare un confronto con le schede tecniche di altre supercar.

Gli ordini per la Hyper SSR sono ora aperti, con consegne previste a partire da ottobre 2023. Se siete curiosi di conoscere le dimensioni della supercar EV, le misure sono 4.538 mm di lunghezza, 1.988 mm di larghezza e 1.238 mm di altezza. La larghezza e l’altezza sono simili a quelle della Rimac Nevera, un’altra EV ultraveloce, anche se la proposta croata ha una lunghezza complessiva maggiore, pari a 4.750 mm.

Nuova Volvo EX90 2023: Rendering

A novembre Volvo presenterà il suo SUV elettrico EX90. Il veicolo è dotato di un nuovo sistema di sicurezza in grado di rilevare se il conducente è stanco, distratto, ubriaco o comunque fuori forma.

L’imminente Volvo EX90 è il successore del SUV a combustione XC90, uno dei bestseller della casa svedese. La nuova Volvo EX90 utilizzerà un sistema di monitoraggio del conducente di nuova concezione che funziona con telecamere all’interno dell’abitacolo. L’azienda lo ha presentato giovedì in un comunicato stampa.

Volvo vuole ridurre al minimo l’errore umano come causa di incidenti. Secondo l’azienda l’errore umano è una delle principali cause di incidenti e vuole reagire a questo problema. Il nuovo sistema di monitoraggio del conducente registra il suo comportamento e interviene se necessario.

“Osserviamo dove il conducente guarda e quanto spesso e per quanto tempo i suoi occhi sono chiusi”, spiega Emma Tivesten, esperta di sicurezza di Volvo, aggiungendo: “Questo ci permette di imparare molto sul loro attuale stato mentale e di salute. In base ai risultati delle nostre ricerche, il sistema di sensori riconosce se le prestazioni del conducente sono compromesse da sonnolenza, distrazione o altre forme di disattenzione e offre un aiuto supplementare in base alla situazione.”

Le telecamere tengono d’occhio i conducenti
Il sistema di monitoraggio utilizza due telecamere per osservare i conducenti. Registra quanto tempo i conducenti guardano la strada e se e quando il loro sguardo si perde.

LA GUIDA AUTONOMA DI VOLVO

Se si nota che gli sguardi finiscono troppo poco sulla strada, questo può essere un segno di distrazione, ad esempio dallo smartphone. Ma anche fissare troppo intensamente la strada può essere un segnale di allarme.

I conducenti potrebbero essere mentalmente altrove o, per altri motivi, non essere in grado di adattarsi in modo flessibile al traffico. Oltre alle telecamere, Volvo utilizza il volante capacitivo. Questo monitora la stabilità dell’input di sterzata e rileva quando il conducente lascia il volante o non lo tiene abbastanza saldamente.

L’intelligenza artificiale monitora le condizioni del conducente.
Secondo Volvo, il nuovo sistema brevettato utilizza algoritmi per il riconoscimento in tempo reale dei modelli di sguardo e del comportamento dello sterzo. Il veicolo dovrebbe essere in grado di adottare misure di supporto adeguate, se necessario.

Inizialmente, la Volvo EX90 si limita a un semplice segnale acustico di avvertimento, il cui volume aumenta con il potenziale pericolo della situazione. Se il conducente non reagisce agli avvisi sempre più chiari, l’auto deve essere in grado di fermarsi autonomamente sul ciglio della strada e di avvisare gli altri utenti della strada accendendo le luci di emergenza.

Ferrari Purosangue “Classica”: eretica, rivelatrice, odiseducativa?

E’ stata presentata la Purosangue, l’auto che segna un’epoca nella Gamma Ferrari. La prima fondamentalmente estranea ai canoni tradizionali del Brand. E che non è un Suv, ma non è nemmeno dotata di ausili Ibridi o di versioni elettriche per il momento: non può essere un caso né certamente una distrazione del management del Cavallino Rampante! E se fosse un messaggio squisitamente “politico” al mondo dell’auto, quasi un suggerimento a tornare a legiferare e a sostenere il caro, vecchio motore tradizionale ?

Ferrari Purosangue e Motore tradizionale

Settembre 2022: provate ad entrare in una comunissima Concessionaria per ordinare una nuova auto a benzina o Diesel, oppure a Gas senza alcun supporto Ibrido. A meno che non ne uscirete con una delle (ancora) tante Km Zero in giacenza, o con un semplice Usato, sarete accompagnati gentilmente alla porta.
Di questi tempi, però, c’è un Costruttore di grido che si permette di presentare un nuovo modello fondamentale per il suo mercato, ma inizialmente con opzione esclusivamente endotermica.
Per carità, mi si può rispondere: in tema di Suv già la Bentayga fu presentata solo endotermica; già, ma era sette anni fa e un attimo prima del Dieselgate….ma anche la “Urus” Lamborghini in prima battuta si è presentata solo endotermica. Sarà che siamo stati tutti suggestionati dalla leggendaria disputa tra Enzo e Ferruccio sulla famosa frizione di tanti anni fa, ma davvero questo lancio “classico” della Purosangue fa davvero più scalpore.
La Ferrari Purosangue è di fatto la prima ad aprire un target ed un posizionamento che finora nella Casa del Cavallino non erano mai esistiti, ma che le esigenze di mercato sempre più discriminanti – soprattutto con l’apertura delle frontiere in Medio ed Estremo Oriente – rendono necessari anche e soprattutto per non perdere il passo con la concorrenza diretta.
Eh già, per tutti i “puristi”della Ferrari che nel tempo hanno provato ad esorcizzare – senza successo – la “308 Gt4”, la “400i”, la “Mondial” quattro posti, fino alla “FF” con coda da Coupè Executive nonché la alternativa “Roma” (così incline allo stile di una Coupè classica piuttosto che ad una GT), un vero e proprio doppio smacco: non solo una linea e dimensioni da Ammiraglia “Suv/Non Suv”, ma addirittura un nome (Purosangue) che ricercata nel patrimonio enciclopedico “Treccani” significa letteralmente : “ …di razza pura, da distinguere dagli ibridi cosidetti mezzosangue…”

Niente “mezze misure”: Purosangue per ora solo endotermica! E che motore…

Purosangue appunto anche nella filosofia di approccio, almeno iniziale, perché sarà inizialmente commercializzata solo in versione endotermica con il V12 65° aspirato da 6500 cc. e 725 cavalli di potenza. Nessuna opzione Ibrida, per il momento. Una dimenticanza? Uno “strappo alla regola”?
Apparentemente nulla di tutto questo: se restiamo alle dichiarazioni della Ferrari espresse fino a pochi mesi fa alla Stampa ed agli investitori, la Gamma del Cavallino sarà elettrificata al 60% entro il 2026 (modelli Ibridi o 100% elettrici) mentre resterà endotermica la residua parte del 40% di Gamma. L’obbiettivo infine di far diventare Ferrari un Brand “carbon neutral” entro il 2030 non impedirà al Marchio di continuare a sviluppare motori classici.

Messaggio “ai naviganti” del mondo dell’auto??

Se c’è una qualità che non manca negli uffici tecnici Ferrari è l’ingegno. Se c’è qualcosa che non manca nella Gamma Ferrari è l’Ibrido: dal 2013 con LaFerrari, passando per la SF90 Stradale e la 296 GTB. Si dirà che la Purosangue a differenza delle suddette ha il motore anteriore e la trazione integrale, soluzione che in effetti – per come adottata dalla FF – non prevede ausili Hybrid al momento; ogni opzione in tal senso è rimandata al futuro non ancora determinato.
Tuttavia paiono significative alcune dichiarazioni del management di Ferrari, a cominciare da Vigna che ha affermato alla Stampa: “Abbiamo testato diverse opzioni; era chiaro che il V12, per le prestazioni e l’esperienza di guida che poteva fornire, fosse l’opzione giusta per il mercato”.
Ancora più significative le affermazioni, tuttavia, di Enrico Galliera (Senior Vice President Direzione Commerciale e Marketing in Ferrari) che ha piuttosto sottilmente affermato: “il motore tradizionale, accanto agli investimenti per sviluppare i modello elettrici, continuerà a crescere e non scomparirà. Non sappiamo ancora bene cosa accadrà nel 2035, nessuno lo sa, e io personalmente spero che nel frattempo si possano sviluppare tecnologie o combustibili che ci possano permettere di utilizzare ancora i motori tradizionali”. Come a dire : Cari Governanti, pensate anche a sviluppare o promuovere un ambito di sviluppo – energetico, tecnologico o legislativo – che permetta ai motori endotermici di sopravvivere…

Una domanda che a questo punto perviene e che è il caso di porsi: chi ha mai davvero ricordato al mondo che nel 2010, in piena estasi propagandistica per la mobilità elettrica – quale unica soluzione ecocompatibile – l’EPA (l’Ente americano che ha scoperchiato lo scandalo Dieselgate, per capirci…) aveva definito il programma brasiliano per la alimentazione ad etanolo come “Biocarburante” ottimale nella riduzione del 61% delle emissioni totali di Gas serra in Brasile?
Etanolo: una possibile via per la riduzione dei Gas Serra?
Da qui la giusta considerazione che un programma integrato di transizione e sviluppo delle motorizzazioni tradizionali (sia quelle nuove che quelle in via di uscita) alle nuove benzine E10 ed E 85 (per non parlare dell’azeotropo E100 usato in Brasile, del tutto assente di benzina) potrebbe di già pervenire ad un miglioramento sostanziale delle soglie di emissione. Questo è quel che ha accertato l’EPA per il Brasile. Ovviamente, sembra curioso che si parli di questo in un Post dedicato alla Ferrari Purosangue. Ma di certo le dichiarazioni ricordate sopra sono significative.

Non chiamatela SUV, ma sembra fatta apposta per esserlo…

Potrebbe essere un gesto di rispetto verso il “Guru” di FCA Sergio Marchionne, che nel 2017 negava ancora la possibilità di un SUV a marchio Ferrari. La Purosangue dunque non chiamatela SUV…Tuttavia con un corpo vettura di misure “canoniche” (Lungh. X Largh. X Alt. ; Passo) di mt. 4:97 X 2:0 X 1:58; 3:0 mt., la nuova Ferrari è curiosamente affine ai dimensionamenti di due avversarie di Target: una scomoda come la storica rivale Lamborghini con la “Urus” (mt. 5:11 X 2:0 X 1:63; 3:0 mt.) e con la neonata e prestigiosa “100% elettrica” Lotus Eletre (mt. 5:10 X 2:1 X 1:63; 3:0 mt.).
Tuttavia non è una mera questione di denominazioni: Purosangue nonostante motorizzazioni e quotazioni “lunari” si può considerare una Sport Utility a tutti gli effetti, destinata anche per una percentuale elitaria al mondo Aziendale e delle Flotte, se ben accompagnata – immaginiamo – da soluzioni finanziarie e modelli commerciali e di Service idonei alla mobilità delle Partite Iva.
Di certo crediamo utile segnalare la sua particolarità a tutt’oggi “eretica” basata sulla scelta di presentarsi anche solo momentaneamente con l’endotermico e basta.
E dunque, a meno di non voler considerare “provocatoria“ o addirittura “diseducativa” la nuova Purosangue, dobbiamo ritenerla a suo modo rivelatrice di un pensiero e di uno stato d’animo del mondo dell’auto.
Crediamo che da un Brand non solo iconico ma determinante per il mondo dell’auto siano pervenute dichiarazioni di sicuro effetto e da immagazzinare e ragionare da parte della politica. Chiudiamo ripetendo il concetto di Enrico Galliera: per cui speriamo anche noi che nel frattempo “si possano sviluppare tecnologie o combustibili che ci possano permettere di utilizzare ancora i motori tradizionali”
Riccardo Bellumori