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Nuova Kia Sorento 2023: Restyling in Rendering

Kia Sorento 2023 è pronta al restyling di metà carriera che aggiornerà estetica e tecnologia.

Recentemente sono apparse in rete nuove foto spia della Sorento aggiornata, che mostrano alcuni nuovi dettagli dell’aspetto del SUV. Questi rendering di Kolesa.ru mostrano in anteprima l’aspetto definitivo dell’auto.

Render della nuova Sorento

La SUV coreana di medie dimensioni è stata presentata per la prima volta nel 2002 e prende il nome dalla località turistica italiana di Sorrento. Da allora, il modello è riuscito a cambiare generazione diverse volte, e oggi c’è già la quarta generazione con l’indice di fabbrica MQ4, che ha debuttato all’inizio del 2020. Sono passati solo due anni e mezzo, ma la Casa coreana sta già preparando una versione restyling del modello, e gli esemplari di prova sono già apparsi più volte dall’obiettivo delle fotospie.

Le loro parti anteriori e posteriori sono ancora pesantemente camuffate, ma qualcosa si può ancora distinguere. La Kia Sorento sarà modificata nella parte anteriore: ci saranno fari verticali completamente nuovi, la stessa soluzione sarà utilizzata sul crossover elettrico di punta EV9. La griglia manterrà la sua forma trapezoidale, ma avrà una finitura originale. Anche il paraurti anteriore sarà aggiornato, mentre il cofano e i parafanghi anteriori potrebbero rimanere invariati.

IL SUV COREANO

Lateralmente, non sono previsti cambiamenti significativi, mentre sul retro, attraverso il camuffamento, non sono ancora visibili differenze rispetto all’attuale crossover; a quanto pare, la Sorento manterrà le luci verticali separate. Tuttavia, la grafica sarà sicuramente aggiornata e potrebbe essere presente la striscia LED orizzontale che caratterizza molte altre novità del marchio coreano.

È ancora troppo presto per parlare di cambiamenti nella parte tecnica, ma è molto probabile che il modello restyling mantenga parzialmente o completamente la gamma di motori dell’attuale crossover. Varia a seconda del mercato: ad esempio, negli Stati Uniti la Sorento viene offerta con il 2.5 aspirato da 191 cavalli, oltre alla versione turbo di questo motore che produce 281 CV Ci sono anche un paio di modifiche ibride con motore da 1,6 litri, che sviluppano rispettivamente 227 e 261 CV.

La nuova Kia Sorento restyling sarà presentata nel corso 2023.

Nuova Ferrari SP51 2023: la Supercar Unica

L’ultima creazione one-off di Maranello è la Ferrari SP51, una speciale versione roadster della 812 GTS a motore anteriore.
Creata per un cliente di Taiwan dal reparto Progetti Speciali Ferrari e dal capo del design Flavio Manzoni, la Ferrari SP51 mantiene le proporzioni di base della 812, ma presenta cerchi e fari personalizzati e una carrozzeria dalla linea più morbida e fluida che le conferisce un sottile look retrò.
Anche la livrea blu e bianca che corre dal muso alla coda è un omaggio al passato della Ferrari, in particolare alla Ferrari 410 S del 1955. Ma la vernice a tre strati Rosso Passionale, sviluppata appositamente per questo progetto, rende la Ferrari SP51 assolutamente unica.
Sebbene la Ferrari 812 GTS di partenza abbia una struttura in alluminio, la Ferrari ha fatto largo uso di fibra di carbonio, in parte a vista, per modificare l’aspetto di ogni pannello, compreso il cofano, che scorre intorno alle due prese d’aria in composito sotto il parabrezza e contrasta con esse.

UNA FERRARI UNICA

L’elemento probabilmente più accattivante del design della Ferrari SP51 è l’ala trasversale in carbonio che collega i due contrafforti situati dietro i sedili del guidatore e del passeggero. La Ferrari afferma che si tratta di un riferimento stilistico ai prototipi sportivi degli anni Sessanta, in cui la barra centrale aggiungeva resistenza e nascondeva un elemento di sicurezza.
Ferrari sostiene inoltre che l’apice del processo di progettazione, che ha coinvolto il proprietario in ogni fase, si trova negli interni grazie all’inclusione di due idee particolari. Una è stata quella di incorporare nell’abitacolo la livrea esterna blu e bianca, applicata al cruscotto, al parafiamma posteriore e al tunnel centrale. L’altra è stata quella di utilizzare lo stesso colore Rosso Passionale per il tessuto dei sedili in Alcantara, con il risultato involontario di far sembrare questa Ferrari one-off da milioni di dollari una C3 Corvette modificata da George Barris nel 1973. Tuttavia, rappresenta un cambiamento rispetto al vecchio e noioso nero, e ci piacciono le cuciture blu e bianche, un altro collegamento alle strisce esterne.
Come sempre accade per queste vetture one-off, la Ferrari non fa alcun riferimento all’equipaggiamento di marcia, perché di solito questi componenti non vengono toccati dal team dei Progetti Speciali. Ciò significa che la SP51 monta probabilmente il V12 da 6,5 litri di serie della 812 Superfast/GTS, che eroga 800 CV a 8.500 giri/min e genera 718 Nm di coppia a 7.000 giri/min.

Addio Alpina B7: l’ultima BMW Serie 7

Alpina è stata acquisita da BMW all’inizio di quest’anno e ora si sostiene che il marchio di Buchloe non costruirà più la B7. Anche se non è stato confermato da un’altra fonte, un importatore Alpina ha annunciato su Facebook che l’ultima B7 è stata assemblata e che l’era della B7 è giunta al termine.
Il veicolo in questione è stato costruito sulla vecchia piattaforma G11/12 e non avrà un successore sulla piattaforma G70. In altre parole, la precedente generazione di BMW Serie 7 è stata la base per l’ultima Alpina B7, e l’ultimo esemplare destinato ad Alpina è diventato l’ultima Alpina B7 perché il produttore non intende realizzare la B7 sulla nuova piattaforma G70 di BMW.
Ora, ci sono state voci che hanno annunciato che la Alpina B7 non sarà costruita sulla piattaforma G70, ma non sono state confermate dai rappresentanti del BMW Group.

ADDIO ALPINE B7

L’indiscrezione in questione è apparsa quest’estate ed è stata supportata da alcuni fatti che l’hanno resa più di una semplice suggestione. Innanzitutto, non sono stati avvistati prototipi di Alpina B7 basati sulla G70. In secondo luogo, all’epoca la nuova BMW Serie 7 G70 era appena entrata in produzione.
In terzo luogo, nessuna delle due aziende ha smentito le voci e nessun sito web ha pubblicato foto spia di una Alpina B7 del 2024, per esempio. Non ci aspettavamo una conferma di alcun tipo, ma non c’era nulla che ci facesse pensare che non sarebbe successo.
Sebbene la notizia dell’uscita di scena dell’Alpina B7 potesse essere una voce in sé o un semplice malinteso, sta diventando sempre più chiaro che non si tratta di un errore e che l’esemplare verde mostrato nell’unica foto disponibile online è l’ultima Alpina B7 prodotta.
Come si può immaginare, i fan del marchio tedesco non sono stati contenti di apprendere che un modello così importante come la B7, prodotto a partire dalla generazione E32 della Serie 7, è stato dismesso. Non si può fare a meno di chiedersi quale sarà la prossima icona Alpina ad essere eliminata.
L’attuale accordo tra Alpina e BMW consente alla prima di sviluppare, produrre e vendere i propri modelli basati sui prodotti della prima fino all’ultimo giorno del 2025. In teoria, non dovrebbe essere cambiato nulla per Alpina, ma non sapremo mai cosa è successo dietro le quinte.

Nuova DS3 2022: Dati Tecnici e Restyling

Poche settimane dopo la DS7, anche la DS3 arriva al restyling. Un’operazione di rilancio prematura, visto che i risultati commerciali sono preoccupanti.

Per rilanciare la sua carriera poco brillante, il crossover cittadino ha accorciato il nome e ampliato l’autonomia della sua variante 100% elettrica, senza apportare modifiche stilistiche di rilievo.

Di norma, un’auto che arriva a metà vita si accontenta di riprogettare il frontale per limitare i costi di sviluppo. In DS, contro ogni aspettativa, hanno fatto un ulteriore passo in avanti, regalando alla nuova DS7 un restyling sia nel frontale che nel retro.

IL CROSSOVER PREMIUM

Perché il membro più giovane della famiglia di SUV DS non è stato oggetto di tanta attenzione per ottenere un nuovo look. Spesso criticata per la linea tortuosa dei suoi fari, avrebbe meritato un nuovo taglio del cofano per accompagnare fari più affusolati che ne avrebbero armonizzato il look con il resto della gamma.

Davanti il paraurti della DS3 2022 è più sottile ed è stato liberato di alcune delle cromature che lo ornavano in precedenza, mentre le luci diurne verticali sono state sostituite da più moderne strisce a LED ispirate alla DS4. Nella parte posteriore, la nuova arrivata si limita a specificare che è libera dal nome Crossback firmando “DS Automobiles” sulla barra che collega i suoi fari. A bordo non ci sono cambiamenti in vista, a parte l’introduzione di un nuovo volante e di un pannello centrale touchscreen ridisegnato, che incorpora l’ultima versione del software di infotainment DS Iris System.

La caratteristica principale di questo restyling è l’aggiornamento del motore 100% elettrico, più potente di 20 CV (156 CV) e con una batteria dalla capacità potenziata (54 kWh) che garantisce 402 km di autonomia (+61 km). Il taglio dei consumi arriva abbassando l’altezza da terra di 10 mm sulle versioni dotate di cerchi da 17″ e 18″ con profili più stretti. Così ribassata e senza il nome Crossback, la nuova DS 3 potrebbe sperare di ripetere il successo del suo predecessore, che ha venduto oltre 500.000 unità in 10 anni? Possiamo solo sperare che sia così.

Ordinabile dal 27 settembre, la nuova DS3 restyling avrà un prezzo leggermente superiore, a partire da 30.100 euro.

Auto elettriche e Nuovo Ordine Mondiale (Ultima Parte)

ognuno di noi, arrivato alla conclusione di qualcosa, cerca il proprio “canto del Cigno”. Ho voluto scrivere questo mio ultimo Post su un Blog per concludere anni di scrittura, dedicandolo alla fine ad una persona speciale. Ma dedico tutto l'articolo in tre pezzi alla “decriptazione” dei reali obbiettivi che la “nuova UE” dentro al Nuovo Ordine Mondiale sta definendo sotto l'alibi della elettrificazione dei trasporti Privati.Che non è una priorità per le Istituzioni. Auto elettrica e Digital Euro - Nessuno mi aveva mai parlato del nuovo “Millennium Bug” che tra le 23:59 del 31/12/2019 e le 00:00 del 01/01/2020 avrebbe colpito diversi sistemi informatici : operatori di settore hanno dichiarato che il 2020 iniziò con un caos digitale con diversi offline di sistemi di pagamento. Colpita da questo “Y2020 Bug” anche Supermicro Ltd., terzo produttore mondiale di Server e leader nel supporto al sistema globale della moneta elettronica. Curiosamente nessuno mi aveva mai parlato anche proprio dello scandalo Supermicro legato allo “Spy minichip” cinese inserito in diversi server presenti nell'apparato informatico di Istituzioni e banche internazionali: un complesso di 30 milioni di imprese USA tra le quali Apple ed Amazon. Da quello scandalo derivò un allarme generale sul trading globale e su tutta la catena di approvigionamento tecnologico : guarda caso la stessa catena interrotta “per causa di forza maggiore” del Lockdown. Guarda caso nell'anno in cui è scoppiato anche il caso dell'Hackeraggio su Solarwind....Quello che ho appena scritto sopra pare non riguardare in nulla l'argomento “core” del Post. In parte è vero. Se però dimentichiamo che tra le tante crisi in corso una inaspettata è stata – inaspettatamente - proprio quella dei Chips con il taglio della subfornitura mondiale. Ma dimostra anche che non tutto quello che sarebbe necessario sapere viene detto. E questo aspetto è il vero “Core” di un Post para-complottista. L'Europa non vuole salvare l'auto, ma l'Euro e le Utilities Abbiamo dimostrato, dati alla mano, che l'interesse dell'UE legato alla mobilità su strada non è l'impossibile elettrificazione di 260 milioni di auto private ma la sua riduzione, e supplenza con lo Sharing ed il Pooling; e che le politiche perseguite vanno verso Idrogeno, Biocarburanti ed elettrico per Trasporto Merci, vettori aerei e Trasporto collettivo persone. Anche perchè, dall'inizio di quest'anno, l'asfittica capacità produttiva dei Costruttori europei può tranquillamente andare in Cina dopo l'accordo ottenuto dalla Ue per l'abrogazione degli obblighi di Joint Ventures paritaria tra investitori esteri e produttori interni. Mentre la preoccupazione (o la strategia) dell'Esecutivo Europeo va verso il salvataggio delle Utilities e l'approvvigionamento di risorse energetiche e materie rare per l'autonomia energetica e la decarbonizzazione dei sistemi. Resta da chiudere il cerchio con gli ultimi due “Dossier” che la mente un po' farlocca del sottoscritto “Complottista” declina in questo modo: Connettività globale e Digital money legato alle automobili in circolazione in Europa. L'Automobile: meno auto, più Server, sportello bancario, ufficio mobile L'auto sempre connessa può essere un elemento della Blochchain di Cryptovalute, un terminale di data sharing, un Wallet per e-payments, un server per il Mining – ovviamente legale – di Digital Coin, fino a diventare uno Store ambulante di beni e merci virtualizzate, e persino uno sportello operativo per operazioni commerciali, di transazioni finanziarie e di “B2B”? Certamente si, con il vantaggio della tracciabilità costante del mezzo in movimento. Ecco perchè ripeto che l'interesse per l'Automotive Europeo non è l'auto elettrica ma l'auto sempre connessa. Che proprio per questo può in ogni caso essere - sia in ambito di Digital Money, che di Energy Sharing, che infine di Data Sharing - un supporto “peer-to-peer”. Tutto molto bello, purchè ai fini della sicurezza l'Unione Europea sia in grado di ottenere e consolidare: -A) che il “Digital Money Sharing” e le transazioni in valuta digitale siano in CBDC Euro e non in Cryptovalute parallele: una eventuale ed inevitabile “bolla” delle Cryptovalute quoterebbe il doppio dei titoli di cartastraccia legati ai Mutui Subprime del 2008. Mentre l'avvio legale e controllato di Moneta Digitale emessa da Banche Centrali avrebbe effetti positivi su volatilità, Svalutazione, Inflazione. A ral proposito l'UE non solo ha varato progetto e piattaforma di “Digital Euro” con un Test in avvio con Amazon, Nexi, EPI e CaixaBank; ma ha anche votato una propsta al vaglio del Parlamento Europeo per la verifica ed il controllo automatico e l'accesso ai dati dei Destinatari di tutte le transazioni senza soglia minima in Cryptovalute. Guarda caso se c'è un evento che sta frenando, dopo anni di guerra infruttuosa alle cryptovalute, questo mondo è il timore di uno shock energetico con inevitabile crollo della Rete informatica; oltre all'aumento del valore delle materie prime (il cui Trading ha avuto fino al Lockdown un Boom di operazioni di Trading, con un Trend oggi in crollo proprio per effetto del calo generalizzato di Cryptovalute che rischiano di svalutare troppo rispetto alle merci che intermediano); oltre infine all'aumento del rendimento delle valute per la crescita dei Tassi di interesse. L'auto come terminale di servizi, ma solo con CBDC Euro, Rete 5G, sostenibilità ambientale L'auto connessa, se inserita in un contesto di CBDC Euro, assolve perfettamente a questo fine: aumenta il Digital Payment, il Data Sharing tracciabile e sicuro, il “peer-to-peer” energetico, fino a costituire un virtuale “Hotspot” di connessione. Con un vantaggio: poter rendere tutto questo secondo un Protocollo europeo legato all'immatricolazione ed al mercato di destinazione del mezzo, condizione irrealizzabile in concreto per tutti gli altri terminali non iscrivibili in “Registri” ufficiali. Anche la prossima “rete 5G” deve assolvere contemporaneamente agli obbiettivi di maggiore domanda di connettività unita a maggior sicurezza e stabilità di rete. Ecco perchè l'Unione, mentre lavora a che la Rete “5G” evolva in modo ottimale, auspicabilmente con la contemporanea riduzione di altri supporti “IoT” in circolazione, guarda caso si è lanciata per prima a dichiarare un piano per l'accelerazione della Rete 6G. E guarda caso gli elementi che stanno destabilizzando le Cryptovalute e sui quali l'Unione Europea sta più massicciamente intervenendo sono proprio il potenziamento e la stabilizzazione della Rete di connessione Telefonia e Dati (approvvigionamento Materie fondamentali, supporto di Storage probabilmente da parte anche delle Gigafactory anche per la stabilità di un Cloud europeo dedicato), la garanzia di sicurezza e stabilità dell'approvvigionamento elettrico, la ricerca dell'autonomia energetica rispetto all'Import dall'estero. Questo è tutto abbastanza ridondato sinora dalle Istituzioni europee. Meno noto però è l'impegno assunto dalla UE a Davos per un programma dedicato a studio e produzione di microchips interamente europei. I vantaggi e la sicurezza dell'auto come “Smart Card a quattro ruote” Sempre nel test programmato con Amazon, Nexi, EPI e CaixaBank, si sta cercando di costruire un unico terminale di intermediazione per il Digital Euro per evitare la moltiplicazione di Carte, cellulari e PC. Su tutto questo la chiave di sicurezza dovrebbe consistere nelle Password Biometriche: molto presenti di già negli Smartphone ma con opzioni ridotte, e poco sicure sugli stessi, le password ed i sensori di rilevazione biometrica sono in pieno sviluppo nelle auto, almeno il 30% delle quali entro breve avranno sensori di rilevazione oculare, cardiaca, digitale e sonora. Perchè comunque la si possa considerare, ogni progresso ed evoluzione Cybernetica, telematica ed informatica porta con sé l'avvento di nuovi metodi di attacco. Ecco l'auto a cui pensa l'Unione Europea: vettore di trasporto, Client “peer-to-peer” per energy e Data Sharing, terminale di ePayment, hotspot per connettività, ma anche Ufficio e Server mobile nel nuovo concetto di Smart Working. Per chi se lo potrà permettere, nel mercato del nuovo. Non a caso, Vi anticipo di già il futuro prossimo delle Gamme auto ed il modello da scegliere senza timore di sbagliare, dopo il Suv. sarà il monovolume. Il futuro della UE per cittadini ed automobilisti? Pioveranno pietre Quand'ero giovane uscì un film: “Piovono Pietre”. Se potete, riguardatelo, e capirete il futuro dei cittadini europei nella nuova Unione. Scordate tutte le chiacchiere sulla pioggia di auto elettriche in arrivo sulle strade. In tema di auto, per gli europei si preparano solo nuove piogge di costi, tariffe, divieti, e problemi : tracciatura costante, meno valuta disponibile e variabile a seconda della produttività espressa in termini di creazione di valore aggiunto. Aumento dei flussi di immigrazione "lavorativa" giovane dall'estero; servizi di Welfare ed Healthcare più cari. Più soia in tavola e più materiale riciclato intorno a noi. Meno libertà ma soprattutto meno Social, che hanno ottenuto l'obbiettivo desiderato ed ora possono andare in pensione. Ci aspetta, è bene ricordarlo, una Unione non più Unione, che l'anno scorso - guarda caso - si è persino scordata di festeggiare gli 80 anni del "suo" Manifesto, quello di Ventotene. Questa è l'ultima parte ed è l'ultima riga di questo Post. Un caro saluto a tutti. Un addio ai Blog Dopo di che Vi dico sulle “pagine elettroniche” di un Blog che mi è caro - oltre che ben strutturato, a cura di un giovane amico davvero straordinario - che da oggi chiudo la mia esperienza di quasi 12 anni di pezzi sui Blog di Automotive. Mille motivi che non interessano a nessuno,ma chiudo con un solo messaggio agli amici automobilisti : faranno di tutto per togliervi soldi, sonno e serenità con la vostra vecchia auto. Se la amate, continuate a farlo. Soffrire per amore è a sua volta amore. Grazie di tutto, grazie a chi mi ha pazientemente ospitato in Rete. Un abbraccio a tutti. Per questo, perchè l'amore vero è quello che resta nel cuore anche dopo tanto tempo, dedico il mio ultimo Post di sempre all'amore di sempre, in ogni caso e nel bene e nel male. Ti voglio bene, Lucia. Riccardo Bellumori

Ognuno di noi, arrivato alla conclusione di qualcosa, cerca il proprio “canto del Cigno”. Ho voluto scrivere questo mio ultimo Post su un Blog per concludere anni di scrittura, dedicandolo alla fine ad una persona speciale.

Ma dedico tutto l’articolo in tre pezzi alla “decriptazione” dei reali obbiettivi che la “nuova UE” dentro al Nuovo Ordine Mondiale sta definendo sotto l’alibi della elettrificazione dei trasporti Privati.Che non è una priorità per le Istituzioni.

Auto elettrica e Digital Euro – Nessuno mi aveva mai parlato del nuovo “Millennium Bug” che tra le 23:59 del 31/12/2019 e le 00:00 del 01/01/2020 avrebbe colpito diversi sistemi informatici : operatori di settore hanno dichiarato che il 2020 iniziò con un caos digitale con diversi offline di sistemi di pagamento. Colpita da questo “Y2020 Bug” anche Supermicro Ltd., terzo produttore mondiale di Server e leader nel supporto al sistema globale della moneta elettronica. Curiosamente nessuno mi aveva mai parlato anche proprio dello scandalo Supermicro legato allo “Spy minichip” cinese inserito in diversi server presenti nell’apparato informatico di Istituzioni e banche internazionali: un complesso di 30 milioni di imprese USA tra le quali Apple ed Amazon. Da quello scandalo derivò un allarme generale sul trading globale e su tutta la catena di approvigionamento tecnologico : guarda caso la stessa catena interrotta “per causa di forza maggiore” del Lockdown. Guarda caso nell’anno in cui è scoppiato anche il caso dell’Hackeraggio su Solarwind….Quello che ho appena scritto sopra pare non riguardare in nulla l’argomento “core” del Post. In parte è vero. Se però dimentichiamo che tra le tante crisi in corso una inaspettata è stata – inaspettatamente – proprio quella dei Chips con il taglio della subfornitura mondiale. Ma dimostra anche che non tutto quello che sarebbe necessario sapere viene detto. E questo aspetto è il vero “Core” di un Post para-complottista.

L’Europa non vuole salvare l’auto, ma l’Euro e le Utilities

Abbiamo dimostrato, dati alla mano, che l’interesse dell’UE legato alla mobilità su strada non è l’impossibile elettrificazione di 260 milioni di auto private ma la sua riduzione, e supplenza con lo Sharing ed il Pooling; e che le politiche perseguite vanno verso Idrogeno, Biocarburanti ed elettrico per Trasporto Merci, vettori aerei e Trasporto collettivo persone. Anche perchè, dall’inizio di quest’anno, l’asfittica capacità produttiva dei Costruttori europei può tranquillamente andare in Cina dopo l’accordo ottenuto dalla Ue per l’abrogazione degli obblighi di Joint Ventures paritaria tra investitori esteri e produttori interni. Mentre la preoccupazione (o la strategia) dell’Esecutivo Europeo va verso il salvataggio delle Utilities e l’approvvigionamento di risorse energetiche e materie rare per l’autonomia energetica e la decarbonizzazione dei sistemi.

Resta da chiudere il cerchio con gli ultimi due “Dossier” che la mente un po’ farlocca del sottoscritto “Complottista” declina in questo modo: Connettività globale e Digital money legato alle automobili in circolazione in Europa.

L’Automobile: meno auto, più Server, sportello bancario, ufficio mobile

L’auto sempre connessa può essere un elemento della Blochchain di Cryptovalute, un terminale di data sharing, un Wallet per e-payments, un server per il Mining – ovviamente legale – di Digital Coin, fino a diventare uno Store ambulante di beni e merci virtualizzate, e persino uno sportello operativo per operazioni commerciali, di transazioni finanziarie e di “B2B”? Certamente si, con il vantaggio della tracciabilità costante del mezzo in movimento.

Ecco perchè ripeto che l’interesse per l’Automotive Europeo non è l’auto elettrica ma l’auto sempre connessa. Che proprio per questo può in ogni caso essere – sia in ambito di Digital Money, che di Energy Sharing, che infine di Data Sharing – un supporto “peer-to-peer”. Tutto molto bello, purchè ai fini della sicurezza l’Unione Europea sia in grado di ottenere e consolidare:

-A) che il “Digital Money Sharing” e le transazioni in valuta digitale siano in CBDC Euro e non in Cryptovalute parallele: una eventuale ed inevitabile “bolla” delle Cryptovalute quoterebbe il doppio dei titoli di cartastraccia legati ai Mutui Subprime del 2008. Mentre l’avvio legale e controllato di Moneta Digitale emessa da Banche Centrali avrebbe effetti positivi su volatilità, Svalutazione, Inflazione. A ral proposito l’UE non solo ha varato progetto e piattaforma di “Digital Euro” con un Test in avvio con Amazon, Nexi, EPI e CaixaBank; ma ha anche votato una propsta al vaglio del Parlamento Europeo per la verifica ed il controllo automatico e l’accesso ai dati dei Destinatari di tutte le transazioni senza soglia minima in Cryptovalute. Guarda caso se c’è un evento che sta frenando, dopo anni di guerra infruttuosa alle cryptovalute, questo mondo è il timore di uno shock energetico con inevitabile crollo della Rete informatica; oltre all’aumento del valore delle materie prime (il cui Trading ha avuto fino al Lockdown un Boom di operazioni di Trading, con un Trend oggi in crollo proprio per effetto del calo generalizzato di Cryptovalute che rischiano di svalutare troppo rispetto alle merci che intermediano); oltre infine all’aumento del rendimento delle valute per la crescita dei Tassi di interesse.

L’auto come terminale di servizi, ma solo con CBDC Euro, Rete 5G, sostenibilità ambientale

L’auto connessa, se inserita in un contesto di CBDC Euro, assolve perfettamente a questo fine: aumenta il Digital Payment, il Data Sharing tracciabile e sicuro, il “peer-to-peer” energetico, fino a costituire un virtuale “Hotspot” di connessione. Con un vantaggio: poter rendere tutto questo secondo un Protocollo europeo legato all’immatricolazione ed al mercato di destinazione del mezzo, condizione irrealizzabile in concreto per tutti gli altri terminali non iscrivibili in “Registri” ufficiali.

Anche la prossima “rete 5G” deve assolvere contemporaneamente agli obbiettivi di maggiore domanda di connettività unita a maggior sicurezza e stabilità di rete. Ecco perchè l’Unione, mentre lavora a che la Rete “5G” evolva in modo ottimale, auspicabilmente con la contemporanea riduzione di altri supporti “IoT” in circolazione, guarda caso si è lanciata per prima a dichiarare un piano per l’accelerazione della Rete 6G. E guarda caso gli elementi che stanno destabilizzando le Cryptovalute e sui quali l’Unione Europea sta più massicciamente intervenendo sono proprio il potenziamento e la stabilizzazione della Rete di connessione Telefonia e Dati (approvvigionamento Materie fondamentali, supporto di Storage probabilmente da parte anche delle Gigafactory anche per la stabilità di un Cloud europeo dedicato), la garanzia di sicurezza e stabilità dell’approvvigionamento elettrico, la ricerca dell’autonomia energetica rispetto all’Import dall’estero.

Questo è tutto abbastanza ridondato sinora dalle Istituzioni europee. Meno noto però è l’impegno assunto dalla UE a Davos per un programma dedicato a studio e produzione di microchips interamente europei.

I vantaggi e la sicurezza dell’auto come “Smart Card a quattro ruote”

Sempre nel test programmato con Amazon, Nexi, EPI e CaixaBank, si sta cercando di costruire un unico terminale di intermediazione per il Digital Euro per evitare la moltiplicazione di Carte, cellulari e PC. Su tutto questo la chiave di sicurezza dovrebbe consistere nelle Password Biometriche: molto presenti di già negli Smartphone ma con opzioni ridotte, e poco sicure sugli stessi, le password ed i sensori di rilevazione biometrica sono in pieno sviluppo nelle auto, almeno il 30% delle quali entro breve avranno sensori di rilevazione oculare, cardiaca, digitale e sonora. Perchè comunque la si possa considerare, ogni progresso ed evoluzione Cybernetica, telematica ed informatica porta con sé l’avvento di nuovi metodi di attacco.

Ecco l’auto a cui pensa l’Unione europea: vettore di trasporto, Client “peer-to-peer” per energy e Data Sharing, terminale di ePayment, hotspot per connettività, ma anche Ufficio e Server mobile nel nuovo concetto di Smart Working. Per chi se lo potrà permettere, nel mercato del nuovo. Non a caso, Vi anticipo di già il futuro prossimo delle Gamme auto ed il modello da scegliere senza timore di sbagliare, dopo il Suv. sarà il monovolume.

Il futuro della UE per cittadini ed automobilisti? Pioveranno pietre

Quand’ero giovane uscì un film: “Piovono Pietre”. Se potete, riguardatelo, e capirete il futuro dei cittadini europei nella nuova Unione. Scordate tutte le chiacchiere sulla pioggia di auto elettriche in arrivo sulle strade. In tema di auto, per gli europei si preparano solo nuove piogge di costi, tariffe, divieti, e problemi : tracciatura costante, meno valuta disponibile e variabile a seconda della produttività espressa in termini di creazione di valore aggiunto. Aumento dei flussi di immigrazione “lavorativa” giovane dall’estero; servizi di Welfare ed Healthcare più cari. Più soia in tavola e più materiale riciclato intorno a noi. Meno libertà ma soprattutto meno Social, che hanno ottenuto l’obbiettivo desiderato ed ora possono andare in pensione. Ci aspetta, è bene ricordarlo, una Unione non più Unione, che l’anno scorso – guarda caso – si è persino scordata di festeggiare gli 80 anni del “suo” Manifesto, quello di Ventotene. Questa è l’ultima parte ed è l’ultima riga di questo Post.

Un caro saluto a tutti. Un addio ai Blog

Dopo di che Vi dico sulle “pagine elettroniche” di un Blog che mi è caro – oltre che ben strutturato, a cura di un giovane amico davvero straordinario – che da oggi chiudo la mia esperienza di quasi 12 anni di pezzi sui Blog di Automotive. Mille motivi che non interessano a nessuno,ma chiudo con un solo messaggio agli amici automobilisti: faranno di tutto per togliervi soldi, sonno e serenità con la vostra vecchia auto. Se la amate, continuate a farlo. Soffrire per amore è a sua volta amore.

Grazie di tutto, grazie a chi mi ha pazientemente ospitato in Rete. Un abbraccio a tutti.

Per questo, perchè l’amore vero è quello che resta nel cuore anche dopo tanto tempo, dedico il mio ultimo Post di sempre all’amore di sempre, in ogni caso e nel bene e nel male.

Ti voglio bene, Lucia.

Riccardo Bellumori

Nuova BMW X1 2022: il SUV ibrido e DIESEL [VIDEO]

Nuova BMW X1 2022: il SUV ibrido e DIESEL [VIDEO]

Ecco finalmente svelata la terza generazione della BMW X1. Il modello sceglie l’elettrificazione ma non rinuncia alla trazione integrale a XDrive e al Diesel.

Addio Lamborghini Aventador: fine serie

Addio Lamborghini Aventador: fine serie

Dopo 11 anni, l’11.465esima Lamborghini Aventador è uscita dalla linea di produzione. Non solo è l’ultima Aventador mai prodotta, ma è anche l’ultima Lamborghini con motore V12 aspirato non elettrificato.

La Aventador LP 780-4 Ultimae Roadster sarà destinata a un cliente in Svizzera ed è stata verniciata in uno speciale colore azzurro da Ad Personam, il servizio di personalizzazione del marchio. Questa fine arriva dopo che le linee di produzione hanno dovuto essere riavviate e le catene di fornitura ricollegate, in seguito alla perdita di 15 esemplari dopo l’affondamento di una nave che trasportava auto nell’Atlantico.

Presentata per la prima volta al Salone dell’Automobile di Ginevra nel 2011, l’Aventador LP 700-4 ha continuato una lunga tradizione per il marchio. Alimentata da un nuovo V12 da 6,5 litri e 60˚, è entrata a far parte della schiera dei veicoli più famosi e meglio ricordati della Lamborghini.

“La Lamborghini Aventador è stata una vettura rivoluzionaria al momento del lancio e il modello di punta della Lamborghini per 11 anni di produzione”, ha dichiarato Stephan Winkelmann, Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini. “L’Aventador rappresenta un salto di due generazioni in termini di design e tecnologia, con un pacchetto eccezionale di tecnologie uniche e innovative e prestazioni semplicemente travolgenti”.

NUMERI DA RECORD

Nel corso della sua vita, la Lamborghini Aventador ha ottenuto un successo di vendite superiore a quello di tutte le precedenti vetture V12 della Lamborghini. Dopo cinque anni, ha eguagliato le vendite della Murcielago con 5.000 unità e ora ha venduto più di tutte le altre Lamborghini V12 messe insieme.

“Il motore V12 fa parte del patrimonio della Lamborghini fin dagli albori dell’azienda; è il cuore pulsante dei modelli dalla Miura alla Diablo, dalla Countach alla Murciélago”, ha dichiarato Winkelmann.

È quindi appropriato che questa sia l’ultima vettura V12 ad aspirazione naturale mai prodotta dal marchio. Tuttavia, non sarà l’ultimo V12. La prossima supercar di punta del marchio riceverà un motore ibrido plug-in che dovrebbe combinare motori elettrici e un V12. E, secondo Winkelmann, continuerà dove la Aventador ha lasciato.

Auto elettrica e Nuovo Ordine Mondiale, l’ABC dei complottisti è servito! (Seconda Parte)

Auto elettrica e Nuovo Ordine Mondiale, l’ABC dei complottisti è servito!(Seconda Parte)

I nessi di Causa ed Effetto della mobilità sostenibile nelle politiche europee sono irrazionali, e portano inevitabilmente a teorie e conclusioni non ortodosse ma abbastanza fondate, nei dibattiti tra “complottisti”. Vediamo perchè, facendo il confronto tra contesto reale ed atti delle Istituzioni europee

Auto elettrica e nuova UE – A beneficio dei “complottisti della Domenica” ho fin qui esposto un panorama per spiegare come sotto l’ombrello metaforico della mobilità elettrica l’Unione Europea stia progettando ben altro. Provo ad elencare sinteticamente tutto quello che la UE non dice….

In Europa i Marchi Auto vanno in Cina, le Utilities vanno in Default

Grazie al Comprehensive Agreement on Investment (CAI) i Costruttori europei potranno accedere dall’inizio di quest’anno al mercato cinese senza più l’obbligo di Joint Ventures “Fifty/Fifty” con i Marchi auto nazionali. Per questo tutto il comparto auto europeo ha aumentato investimenti e target commerciali in Cina. Cosa dovebbe spingere gli stessi Costruttori a servire un mercato europeo in crisi?

Diverso è il problema delle Utilities europee che rischiano il Default, motivo per cui l’Unione Europea vede la questione “Auto private” decisamente marginale rispetto al salvataggio (magari attraverso nazionalizzazione) delle Utilities e rispetto all’autonomia di materie prime e di risorse energetiche. Per questo secondo aspetto è nato il Fondo “ERMF” gestito dalla Alleanza europea ERMA, che si occupa di reperire – anche da investitori esteri – circa 100 miliardi di Euro per costruire in Europa un tesoretto di materiali rari con l’obbiettivo di produrre dentro i confini europei almeno il 20% di magneti di terre rare e turbine eoliche. Curioso che entrambe le produzioni dette richiamino la questione Idrogeno: le turbine eoliche per produrlo, mentre l’Idrogeno già oggi partecipa al processo di riciclo dei magenti da terre rare…..

Materie rare per Gigafactory e Nuke, Idrogeno per Trasporti, riscaldamento, ed altro

Al salvataggio delle Utilities puo contribuire invece la strategia energetica europea verso l”EaaS”, cioè Energy as a Service., ed alla base di un nuovo rapporto “EaaS” tra Utilities europee e consumatori c’è il ruolo delle Gigafactory….Motivo per cui ritenere che queste saranno create in Europa più per l’Energy Storage che per le cosidette auto elettriche, è più che un dubbio. Tuttavia è un dubbio anche che la ricerca spasmodica di materiali preziosi sia dovuta alla fame di batterie per auto, visti gli usi alternativi di quello che sta cercando l’Eurozona: ad esempio la Grafite è utile nelle cosidette “Bombe Blackout” ed indispensabile per il funzionamento delle centrali nucleari; il Cobalto usato come Catalizzatore è funzionale alla sintesi di Shale Oil e Gas per la conversione in Biofuel, e per la produzione a costo ridotto – rispetto al platino – di Idrogeno, oltre che alla produzione di carburo di tungsteno per la trivellazione; inoltre secondo le stime dell’analista George Heppel a Reuter, l’esigenza di Cobalto legato all’espansione della Rete 5G potrebbe raddoppiare entro il 2025; il Litio, che può essere ricavato dall’Idrogeno, è utile anche per l’accumulo fotovoltaico; il Manganese serve per le Batterie a Manganese/Idrogeno per lo Storage di Rete; infine il Nichel produce Grafene che, tanto per dire, in Europa sarà alla base delle Rete 5G, la fibra ottica e l’Energy Storage, anche di Idrogeno, ma anche per il filtraggio di acqua da arsenico e metalli pesanti. Idrogeno, Idrogeno…..Già: nessuno vi ha detto che la Commissione Europea sta finanziando con oltre 5 miliardi di Euro i programmi IPCEI “Hy2Tech” e “Hy2Use” per lo sviluppo e l’utilizzo prioritario dell’Idrogeno, per la cui produzione l’UE si è già espressa confidando nel supporto “pulito” dell’energia nucleare.

Trasporto Professionale elettrico e Idrogeno, auto private europee dal Rottamatore

La Sharing Mobility europea già oggi sta risolvendo i due problemi ambientali causati dalle auto private più inquinanti: abbatte la CO2 nei Centri urbani più inquinati d’Occidente – quelli europei – e decarbonizza l’“Ultimo Miglio” nella circolazione merci dei Centri urbani; in più permette comodamente tracciatura costante e monitoraggio tramite geolocalizzazione di mezzi e movimenti nella cinta urbana, e vincola al solo Digital Payment un fatturato previsto in crescita – nella zona UE – di oltre 62 miliardi di Euro nel servizio integrato di Sharing oltre che nella ricarica di Rete. Perchè dunque rompersi il capo nel risolvere la crescita costante di CO2 che ben 250 milioni di auto private stanno causando in Europa rispetto ai “soli” 163 milioni del 1990, cercando l’impossibile, cioè di convertirli tutti a “Zero Emission”? I pochi cittadini europei con capitale disponibile compreranno il nuovo, altri compreranno usato. Una buona fetta convertirà la vecchia auto per l’E85, i Kit Retrofit o il Gas. E una larga parte dei cittadini UE abbandonerà l’auto sostituendola con sistemi di mobilità alternativa. Così daremo un taglio di almeno il 25% del parco circolante usato.

Come detto, invece, intervenire da parte dell’Unione su almeno tre settori di trasporto al momento più discriminanti per l’economia (trasporto merci su Gomma, trasporto aereo e rete ferroviaria) sembra prioritario anche per la riduzione della CO2 prodotta: Idrogeno e BioGas (Lng) oltre all’elettricità per Truck&Bus, Idrogeno e Biofuel per i vettori aerei, trasformazione ad Idrogeno per i convogli ferroviari a Gasolio.

Gigafactory per l’Energy Storage in Europa

In tutto questo, allora, come fare a non capire che la voglia della UE di procacciamento di materiali rari definiti il “nuovo oro” non è legato all’auto elettrica ma ad altri due obbiettivi : L’Energy Storage delle Gigafactory, ma anche il supporto in valore di Commodity per l’avvio del programma “Digital Euro”? Le Gigafactory in Europa serviranno fondamentalmente l’Energy Storage di emergenza ed in modalità “EaaS” per alimentare la Rete elettrica (in sintonia con il progetto “Vehicle-To-X” per lo scambio energetico tra veicoli e la Rete). Per questo è aleatorio il piano di realizzazione delle complessive 40 Gigafactory previste dalla Unione Europea per lo sviluppo di almeno 1000 GWh entro il 2030 : il problema tra gli altri non è solo la carena di materie rare per la produzione di supporti di ricarica, ma è anche la criticità delle fonti di alimentazione primaria. Uno dei problemi sui quali Elon Musk sta per essere portato in Tribunale dagli ambientalisti tedeschi, per l’eccessivo consumo di dissesto idrico della Gigafactory Tesla di Grunheide. Invece resta tanto da fare per fornire, in caso di default da fornitura estera, almeno la quota parte di energia da fonti fossili che in UE corrisponde ancora al 61,4% del totale di Twh prodotti nel 2021. Ovviamente le Gigafactory non sono capaci di creare energia, ma di stoccarla…..E a proposito di materiali rari, cosa succede nei marciapiedi di tutte le città europee?

L’UE è già invasa da “terre rare”. Sui marciapiedi!

In Europa circolano ufficialmente immatricolati già circa 180.000 Scooter e moto elettriche, ma c’è un sottobosco – a mio avviso volutamente non definito – di almeno 5 milioni di eBikes e di almeno 2 milioni di monopattini elettrici già presenti in tutta la UE (oltre a circa 350 mln di Smartpone ed altrettanti tra PC e Desktop con un Boom di vendita proprio negli ultimi due anni) tutti ben provisti di Batterie a Litio, Manganese, Rame, ed altre materie prime rare. La vita media di ciascun terminale elencato non supera i 36 mesi prima della sua alienazione e rischio dispersione. Dal ciclo di ricambio e recupero si potrebbero ricavare da subito diverse migliaia di tonnellate di Materie prime rare, ma sulle modalità ed opportunità di riciclo di questi materiali, dalle batterie esistenti, nessun indizio da parte dell’UE… Eppure l’Unione ha fame di terre rare e materie prime, Commodity delle quali stanno facendo incetta Hedge Fund e titolari di programmi di Gigafactory, oltre a produttori diretti (Costruttori Europei che fanno da anni incetta di Litio, come Tesla, Stellantis, Renault, Daimler)…Per le nuove fonti fossili, invece? Che fine ha fatto lo Shale Oil&gas?

Le fonti energetiche alternative: Shale gas&Oil

In questo momento la stessa Unione vuole avviare nuove miniere in Portogallo e Spagna ma guarda caso anche in Francia, Polonia e Repubblica Ceca, molto ricche di Shale Gas. Riflettevo cosi sul fatto che la messa a regime di nuove miniere richiede almeno 20 anni, e che per intanto secondo IEA International Energy Agency in Europa sono disponibili 22 mila miliardi di metri cubi di Shale gas, e che mediamente si rintracciano a non piu di 3,5 km di profondita molto inferiore di quella da scavare necessaria per le altre materie rare e terre rare; come noto da tempo grazie all’uso di catalizzatori al Cobalto lo Shale Oil può adeguatamente essere raffinato per utilizzi nel Biofuel…..E se dunque le nuove trivellazioni mascherassero la esigenza sempre contestata dagli ecologisti europei di nuove risorse parafossili? Certo, non dubito che nel lungo termine l’estrazione mineraria diventerà una attività strutturale in Europa, ma per l’immediato la perforazione metterà più facilmente in contatto con lo Shale Gas&Oil.

Le nuove trivellazioni UE nascondono altri obbiettivi energetici?

In ambito di programma di trivellazioni decise dall’UE sono sicure almeno tre cose:

a) che in Germania è stato scoperto un enorme giacimento di Litio – sufficiente per alimentare oltre 400 milioni di vetture – ma situato a diversi chilometri di profondità;

b) che sebbene l’Europa punti all’autosufficienza nelle materie prime, il volume di sostituzione di auto in Europa non arriverà mai entro il 2030 ad un tasso necessario alla circolazione di 400 milioni di mezzi 100% elettrici;

c) che per la entrata a regime di nuove miniere sono necessari mediamente dai 15 ai 20 anni e dunque ogni eventuale fabbrisogno sarà soddisfatto a partire dal prossimo 2040 almeno;

d) che l’esplosione dei costi di Litio, Cobalto, Nichel, Manganese, Rame si scontra con il calo tendenziale – rilevato da BloombergNEF – secondo il quale i costi di produzione per Kwh di batterie sono passati dai 1000 Dollari del 2010 ai 156 Dollari nel 2019, fino a tendere agli odierni 60 Dollari: in parole povere sembra piu’ conveniente comprare direttamente il prodotto finale piuttosto che la materia prima. Ed allora, a cosa serve accaparrare tutte queste Commodity, se il loro utilizzo è così poco chiaro? Beh, è ovvio. Anche per costruire il “Digital Euro”. Vediamo perché, nella prossima puntata… (Fine seconda parte)

Riccardo Bellumori