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Nuova Lancia Aurelia 2026: crossover elettrico

Lancia si sta preparando al lancio di tre nuovi modelli per i prossimi sei anni, tra cui la Ypsilon nel 2024, l’Aurelia nel 2026 e la Delta nel 2028. Tra questi, l’Aurelia sarà la più grande rivelazione per il marchio italiano in termini di carrozzeria, con un nome storico utilizzato per un crossover completamente elettrico. Questo renderingdi Carscoops.comci permettedi dare un primo sguardo al modello.

La nuova Lancia Aurelia sarà l’ammiraglia della gamma è confermato ufficialmente che il modello misurerà 4,6 metri di lunghezza, ovvero leggermente più corto della BMW Serie 3 e della Mercedes-Benz Classe C. A differenza di queste ultime, però, che sono disponibili in forma di berlina e di station wagon, l’Aurelia adotterà una posizione più avventurosa, fondendo le linee tra auto e SUV.

IL CROSSOVER ELETTRICO

Il rendering raffigura la Lancia Aurelia con una silhouette da crossover, simile alla Peugeot 408, alla Citroen C5 X e alla prossima Opel/Vauxhall Manta. Mentre l’ingombro e le proporzioni potrebbero assomigliare ai modelli citati, l’Aurelia sarà caratterizzata da una carrozzeria unica.

Nel frontale, l’Aurelia riceve la griglia illuminata promessa da Jean-Pierre Ploué, nuovo capo del design Lancia, abbinata a fari a mandorla a LED simili a quelli della Fulvia concept del 2003. Altre caratteristiche sono l’ampia presa d’aria del paraurti, il discreto rivestimento in plastica intorno ai passaruota e sulle soglie laterali, i parafanghi muscolosi e, naturalmente, la linea slanciata del tetto. Il trattamento bicolore con il tetto nero a contrasto e il design dei cerchi di grande diametro sono tipici di Lancia.

Gli interni saranno ispirati ai modelli iconici Lancia e all’arredamento italiano, con un moodboard della casa automobilistica che prevede rivestimenti chiari e motivi retrò. L’amministratore delegato di Lancia, Luca Napolitano, ha rivelato che si tratta di un benchmarking con Mercedes-Benz, quindi dobbiamo aspettarci materiali di alta qualità e una migliore qualità costruttiva.

Sul fronte tecnologico, come ogni moderna ammiraglia premium, l’Aurelia sarà dotata di tutti i componenti del parco ricambi Stellantis. Il pacchetto includerà probabilmente gli ultimi progressi nei sistemi ADAS entro il 2026 e un sofisticato sistema di infotainment, che rappresenta un importante punto di vendita per il segmento. Lancia ha recentemente annunciato la sua prossima interfaccia denominata “SALA” (Sound, Air, Light, Augmented), che consentirà al conducente di controllare l’impianto audio, l’illuminazione ambientale e il climatizzatore.

DATI TECNICI E E MOTORE

Lancia si è impegnata a diventare un marchio esclusivamente elettrico entro il 2028, e l’Aurelia sarà offerta esclusivamente in versione elettrica fin dal suo debutto nel 2026. Mentre gli altri crossover di dimensioni simili di Stellantis sono basati sulla piattaforma EMP2, l’Aurelia sarà probabilmente basata sulla più recente architettura STLA Medium. A giudicare dal posizionamento del marchio, la configurazione del telaio sarà probabilmente incentrata sul comfort piuttosto che sulla maneggevolezza sportiva, lasciando ai modelli Alfa Romeo il compito di svolgere tale ruolo.

Secondo Stellantis, l’STLA Medium offrirà un’autonomia fino a 700 km con il pacco batterie più grande, compreso tra 87 e 104 kWh. L’architettura sarà compatibile con motori elettrici singoli o doppi – questi ultimi sarebbero più adatti all’Aurelia, con una potenza compresa tra 201 CV (150 kW / 204 PS) e 443 CV (330 kW / 449 PS).

Il debutto della muova Lancia Aurelia è previsto per il 2026, quindi non ci aspettiamo di vedere a breve dei modelli o dei prototipi in prova. Tuttavia, la nuova Ypsilon, che debutterà nel 2024, ci darà un’idea del nuovo linguaggio stilistico di Lancia che sarà applicato anche all’ammiraglia Aurelia.

Nuova Fiat Panda 2024: Dati Tecnici e Uscita

È ufficiale: la nuova Fiat Panda sarà prodotta a partire dalla fine del 2024 nello stabilimento serbo di Kragujevac. Sviluppata sulla base della nuova Citroën C3, la city car sarà 100% elettrica.
Con la nascita di Stellantis, Fiat si avvia a riconquistare terreno e Olivier François, il boss francese del marchio, non ne è affatto scontento. Ha spesso affermato che il costruttore italiano ha sofferto per la mancanza di investimenti a scapito di Jeep durante l’era FCA.

Dal 2021, Fiat ha potuto attingere alla banca pezzi globale di Stellantis per sviluppare la sua gamma futura e le sinergie con Citroën. Nel 2023, Fiat lancerà un crossover urbano con il nome 600 (derivato dalla DS 3 e dalla Jeep Avenger) e la Topolino, un clone della Citroën AMI. Seguiranno un SUV compatto nel 2024 (basato sulla Citroën C4 e prodotto in Turchia) e il sostituto della Panda, che entrerà in produzione nel novembre 2024.

Mentre l’attuale Panda è prodotta in Italia nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, la sua sostituta sarà assemblata in Serbia nello stabilimento di Kragujevac, che produce la 500L. Nell’estate del 2021, Carlos Tavares, il capo di Stellantis, ha firmato un accordo con il presidente serbo per la produzione di un nuovo veicolo elettrico e l’investimento di 190 milioni di euro per la modernizzazione della fabbrica. Come annunciato dal costruttore, questa nuova “Panda” si posizionerà nel segmento B delle city car polivalenti, abbandonato dalla Punto dal 2018. Progettato sotto la guida del nuovo direttore del design, François Alboine (trasferitosi da Renault e padre della futura R5), questo modello sarà allungato fino a circa 4 metri (attualmente 3,69 m), che è lo standard di questa categoria.

IL RITORNO DELLA PANDA

La nuova Fiat Panda non si ispirerà al concept Centoventi (presentato nel 2019) poiché, secondo le nostre informazioni, i progetti sul tavolo erano due: una city car basata sulla Panda originale e un modello che si rifacesse alla Uno/Punto.

La futura city car di Fiat sarà in comune con la nuova Citroën C3, che uscirà anch’essa nel 2024.
Tecnicamente, Fiat non ha dovuto guardare lontano per sviluppare questa city car. Sarà basata sulla piattaforma CMP della nuova Citroën C3 europea, il cui sviluppo è stato ritardato e che uscirà nell’estate del 2024. La vettura sarà offerta solo in versione elettrica, almeno in Europa, poiché questo modello avrà un destino globale, in particolare in Sud America. I

l produttore lancerà inizialmente la versione economica con un motore da 60 kW e una batteria da 40 kWh della cinese Svolt. A questa seguirà una versione più potente (motore da 80 kW e batteria da 50 kWh) quando l’attuale Panda andrà in pensione, probabilmente con l’introduzione della normativa Euro 7.

Nuova Skoda Superb 2023: Anteprima Rendering

Skoda Superb Wagon si prepara all’atteso cambio di generazione.

Un paio di giorni fa sono state pubblicate nuove foto spia della Sjoda Superb wagon durante i test. Gli amici di Kolesa.ru hanno realizzato questi rendering che ci permettono di dare uno sguardo in anteprima al modello.

La Skoda Superb è apparsa nella gamma di modelli della Casa ceca nel 2001, prendendo il nome dalla linea di vetture Skoda prodotte dal 1934 al 1949. La terza generazione del modello è ora in produzione; è stata presentata in anteprima nel febbraio 2015 in occasione di un evento speciale a Praga, mentre una versione restyling è stata presentata in anteprima nella primavera del 2019. L’auto viene prodotta in due varianti di carrozzeria: berlina e station wagon, ma finora sulle strade la nuova Superb è stata vista solo in quest’ultima versione.

Rendering Kolesa.ru

LA NUOVA SKODA SUPERB

La nuova generazione della Skoda Superb Wagon avrà un frontale riconoscibile nello stile dei nuovi prodotti dell’azienda, come Octavia ed Enyaq. In questo caso, ci sarà una griglia squadrata e fari allungati orizzontalmente. Ma già sui lati si notano differenze evidenti rispetto agli altri modelli dell’azienda.

La fiancata avrà una linea di cintura meno marcata e le maniglie delle portiere saranno posizionate su di essa (su altri modelli, le maniglie si trovano sotto). Ci saranno anche superfici più arrotondate sulle fiancate, come sopra i passaruota posteriori. L’elemento più forte che si distingue dall’attuale gamma Skoda è il design della parte posteriore. Sebbene sia quasi completamente coperta da una pellicola mimetica, sono già visibili frammenti di fari e la forma generale del portellone del bagagliaio, che assomiglia di più ai prodotti del marchio Volkswagen. Ci sono anche delle somiglianze con la futura Volkswagen Passat, che sarà introdotta esclusivamente come station wagon (e di cui abbiamo fatto dei rendering questa primavera).

La nuova Skoda Superb dovrebbe essere costruita su una versione aggiornata della piattaforma MQB utilizzata dal modello attuale. L’auto sarà presentata con i tradizionali motori a combustione interna, e appariranno anche modifiche ibride, tra cui una ricaricabile.

Il nuovo modello potrebbe essere presentato in anteprima l’anno prossimo, quando inizierà la produzione nello stabilimento Volkswagen in Slovacchia.

Citroen 2CV Furgonette: il furgone Retrò

Citroen ha annunciato oggi la collaborazione con il carrozziere italiano Caselani per trasformare il Berlingo in un omaggio alla 2CV Fourgonette. Il risultato è un camion da lavoro con carrozzeria retrò, la cui produzione inizierà il 1° ottobre.
“Siamo estremamente orgogliosi che il nostro Berlingo più venduto sia stato rivisitato da Caselani, ispirandosi all’iconica 2CV Fourgonnette, che ha segnato la storia di Citroën e del settore automobilistico in generale”, ha dichiarato Pierre Leclercq, responsabile dello stile di Citroën. “Il lavoro di progettazione è iniziato negli studi del carrozziere. Abbiamo lavorato insieme, mano nella mano”.
La Citroen 2CV Berlingo Fourgonette si ispira al furgone del 1951 basato sulla leggendaria 2CV. Ciò significa che il Citroen Berlingo ha una nuova griglia, un nuovo paraurti e nuovi passaruota, tutti realizzati in fibra di vetro. Il cofano a forma di V, invece, si stringe vicino alla parte anteriore, per usare le parole di Citroën, e i fari rotondi si trovano a ridosso del cofano, proprio come sul furgone originale.

FURGONE IN STILE CLASSICO

Sebbene il paraurti della Citroen 2CV fosse cromato, Citroen e Caselani hanno deciso di verniciarlo di bianco, per contrastare la carrozzeria argentata. La casa automobilistica afferma che ciò “enfatizza la natura protettiva del componente, conferendogli al contempo una certa modernità“.
Più indietro, le fiancate e il tetto sono stati ridisegnati per emulare le lamiere ondulate del veicolo originale. Originariamente progettate per rendere la struttura più rigida, le creste sono ora puramente decorative.
Nella parte posteriore sono stati installati dei piccoli finestrini ovali per ricordare la Citroen 2CV originale, ma le spesse guarnizioni intorno ad essi sono state rimosse per dare al Berlingo un aspetto più moderno. Un tema che si ritrova in tutto il veicolo. Citroën e Caselani hanno cercato di rispettare il passato, senza farsi prendere dalla voglia di copiare troppo precisamente il veicolo originale.
David Obendorfer, designer di Caselani. “Si trattava di tornare indietro nel tempo e di portare il suo fascino unico in un veicolo del XXI secolo”. Come lontano discendente, Berlingo è stato completamente progettato come tributo alla Citroen 2CV degli anni ’50”.
Nonostante l’aspetto d’altri tempi, la 2CV Berlingo Fourgonette è piuttosto pratica, con 4,4 metri quadrati di spazio di carico (circa tre volte di più rispetto al vecchio furgone) e fino a una tonnellata di capacità di carico (quattro volte di più rispetto all’originale). Disponibile con motorizzazioni a gas, diesel o elettriche, il Berlingo retrò di Caselani può essere applicato a qualsiasi versione attualmente disponibile.

Nuova Hyundai Kona 2023: Rendering Definitivo

La nuova Hyundai Kona 2023 è in fase di sviluppo ed è destinata a continuare con la scelta di motori ibridi e completamente elettrici.
Il ritmo di sviluppo nel mondo dei crossover compatti è tale che non siamo mai lontani da un nuovo debutto e la prossima auto a puntare ai vertici della categoria sarà la Hyundai Kona di seconda generazione.

Secondo Automotive Daily, il crossover compatto sarà presentato all’inizio del prossimo anno e i prototipi di sviluppo sono già in fase di test in tutto il mondo.

Come per la famiglia Niro del marchio gemello Kia, è probabile che la prossima Kona si sposterà sulla più recente piattaforma K3 dello Hyundai Motor Group e offrirà una maggiore praticità.

DATI TECNICI

Si prevede che saranno offerti modelli completamente ibridi e completamente elettrici, con la Hyundai Kona HEV che dovrebbe utilizzare un motore a benzina a quattro cilindri da 1,6 litri e una batteria da 1,32 kWh che alimenta un motore elettrico. La combinazione di questi due elementi dovrebbe produrre 104 kW.

Attualmente Hyundai non offre un sistema ibrido plug-in per la sua Kona, e probabilmente sarà così anche per la nuova vettura. Tuttavia, continuerà ad esserci la versione completamente elettrica. La Hyundai Electric dovrebbe ottenere un leggero aumento della capacità della batteria rispetto alla vettura attuale, passando da 64kWh a 64,8kWh, alimentando un motore da 150kW sull’asse anteriore. Le modifiche all’aerodinamica e all’efficienza potrebbero aumentare l’autonomia a poco più di 480 km.

Accanto al crossover Bayon e al più grande SUV Tucson, la Hyundai Kona ha spazio per crescere. La nuova vettura offrirà un aumento dello spazio e della praticità dell’abitacolo, con una capacità del bagaglio che passerà da 332 litri a oltre 400 litri nel modello ibrido.

La Hyundai Kona assumerà anche un nuovo design distintivo. Il nostro rendering qui sopra mostra come potrebbe apparire, con una barra di luci di marcia a LED a tutta larghezza posizionata appena sotto la linea di chiusura del cofano. Le luci parametriche a pixel di Hyundai saranno presenti anche agli estremi del paraurti, evolvendo il design dei fari sdoppiati utilizzato sul modello originale.

Anche all’interno la Hyundai Kona subirà un restyling altrettanto significativo. Si rifarà a molti elementi visti per la prima volta sulla Ioniq 5 elettrica dell’azienda, come il selettore di marcia rotante montato sulla calotta del piantone dello sterzo.

Anche il cruscotto digitale e il pannello di infotainment dovrebbero riflettere il layout di quell’auto, con la possibilità di avere due display da 10,25 pollici sulla parte superiore della fascia. Le prime foto spia mostrano che ci saranno comunque dei tasti fisici di scelta rapida per le funzioni principali del sistema.

La Hyundai Kona originale è stata presentata nel 2017 e un ciclo di vita simile porterebbe la nuova vettura verso la fine del decennio.

È a questo punto che il nome della vettura potrebbe scomparire, come già indicato dal vicepresidente esecutivo della strategia di prodotto dell’azienda, Thomas Schemera. Egli ha precedentemente commentato che la Kona potrebbe essere sostituita da una Ioniq, potenzialmente una 3 o una 4, sostenuta dalla piattaforma completamente elettrica E-GMP dell’azienda.

Ram Pickup elettrico 2023: Rendering in Anteprima

Ford e General Motors si sono già avventurati nel segmento dei pickup elettrici e Ram sarà la prossima a fare il salto.

In un’intervista rilasciata al Detroit Free Press, il CEO di Ram Mike Koval Jr. ha rivelato che l’azienda svelerà il Ram Revolution Concept alla vigilia del Los Angeles Auto Show. Di conseguenza, il pick-up dovrebbe debuttare il 16 novembre.

Il concept dovrebbe anticipare il camion di produzione, che debutterà l’anno successivo. Ram ha annunciato da mesi che il modello sarà montato sulla nuova piattaforma STLA Frame, progettata appositamente per autocarri e SUV di grandi dimensioni.

DATI TECNICI

Durante una presentazione dello scorso anno, Stellantis ha rivelato che i veicoli basati sulla piattaforma misureranno circa 5.600 – 6.200 mm di lunghezza e avranno pacchi batteria da 159-200+ kWh che forniranno fino a 800 km di autonomia.

L’azienda ha anche indicato che questi modelli saranno dotati di tecnologia a 400 e 800 V e di motori elettrici con potenze che vanno da 204 CV (150 kW) a 450 CV (330 kW). Le varianti a trazione integrale sono scontate e questo significa che potrebbero avere una potenza combinata fino a 897 CV (660 kW).

Pur non entrando nei dettagli, Koval Jr. ha dichiarato che il picup elettrico Ram “supererà” i concorrenti. Ha poi suggerito che il modello di produzione sarà un camion vero e proprio, poiché i consumatori “non sono disposti a sacrificare le nostre caratteristiche principali come il traino e il trasporto”.

Oltre a parlare del pick-up elettrico, il dirigente ha anticipato alcune “grandi” novità in fatto di pickup pesanti per la Fiera dello Stato del Texas. L’evento prenderà il via il 30 settembre e arriverà pochi giorni dopo che Ford avrà presentato la nuova Serie F Super Duty il 27 settembre.

Inoltre, il dirigente ha dichiarato che sta “accarezzando” l’idea di presentare un concept di pickup elettrico Ram di medie dimensioni a una convention di concessionari che si terrà a marzo. Non si sa molto al riguardo, ma il dirigente ha detto di essere stato in Sud America all’inizio dell’anno e di aver visto “alcuni piccoli pick-up compatti che sembrano ‘davvero, davvero buoni’ e che potrebbero adattarsi bene al mercato statunitense”.

SIXT: un programma completo per la sostenibilità ambientale

SIXT: un programma completo per la sostenibilità ambientale

IXT ha approvato un pacchetto completo di misure per ispirare sempre più clienti a sperimentare la mobilità sostenibile. Al centro del programma di sostenibilità integrato ed olistico ci sono l’elettrificazione della flotta, la formazione di una propria infrastruttura di ricarica, l’espansione della piattaforma di mobilità SIXT ONE accessibile attraverso un’unica autenticazione per centinaia di migliaia di punti di ricarica e ancor prima l’impegno per una neutralità climatica come azienda.

Elettrificazione: espansione della flotta elettrica dal 70 al 90% in Europa

Si prevede che la quota di veicoli elettrificati (compresi PHEV e MHEV) nella flotta globale di SIXT raggiungerà il 12-15% entro la fine del 2023. Entro il 2030, dal 70 al 90% dei veicoli dell’azienda in Europa saranno elettrificati, tutti prenotabili tramite l’app SIXT. Entro la fine del 2022, SIXT sarà in grado di fornire ai propri clienti 20 nuovi modelli elettrici e plug-in – offrendo loro la massima varietà possibile: tra cui una gamma di Audi, Opel, Renault, BMW, Peugeot e Tesla.

SIXT accelera così l’entusiasmo per la mobilità elettrica. Uno studio condotto insieme alla società di ricerche di mercato TNS conferma questo trend: circa il 70% dei clienti SIXT intervistati ha risposto che l’utilizzo di un’auto a noleggio aiuta a ridurre riserve e preconcetti per quanto riguarda la mobilità elettrica (gamma, infrastruttura di ricarica e tempi di ricarica). Quasi due terzi degli intervistati considerano l’utilizzo di un’auto a noleggio come una buona opportunità per conoscere i veicoli elettrici e oltre il 55% sostiene che un precedente utilizzo di un’auto a noleggio elettrica è importante o addirittura molto importante per favorire l’acquisto di questo tipo di veicoli. La stretta collaborazione tra SIXT e OEM (i produttori di apparecchiature originali) può quindi accelerare ulteriormente il cambiamento verso una mobilità elettrica rispettosa del clima.

Infrastrutture per la ricarica: investimenti e partnership

Come ulteriore spinta al programma di sostenibilità, SIXT aveva già annunciato lo scorso anno l’investimento di 50 milioni di euro per la propria infrastruttura di ricarica all’interno delle branches nei prossimi anni. L’azienda sta pertanto preparando le proprie sedi in modo che possano ricaricare la flotta elettrica una volta che i veicoli vengono restituiti. Insieme ai propri partner, SIXT offrirà inoltre ai propri clienti l’accesso a livello nazionale alla maggior parte dei punti di ricarica disponibili al pubblico nei paesi europei in cui SIXT opera. Attualmente si contano 300.000 stazioni di ricarica. Questo sarà effettuato tramite l’uso del nuovo prodotto SIXT Charge, che sarà integrato nell’app SIXT e che quindi richiederà una sola registrazione.

Mobility Platform SIXT ONE: ecosistema per una mobilità climate-friendly

L’app SIXT e la piattaforma SIXT ONE sono già il fulcro per un utilizzo semplice e flessibile dei servizi di mobilità dell’azienda. Con il noleggio di auto e veicoli commerciali, il car sharing, il ride hailing e gli abbonamenti auto, essa combina una serie di prodotti che rendono la mobilità più sostenibile. Per esempio, un solo veicolo condiviso può sostituire un gran numero di auto di proprietà privata grazie all’utilizzo ottimizzato, riducendo così anche la quantità di parcheggi richiesti. Anche i veicoli nuovi e tecnologicamente avanzati, come quelli della flotta SIXT rent, emettono meno COrispetto ai veicoli più vecchi. Integrando SIXT charge nella piattaforma SIXT ONE, l’azienda offre un forte incentivo aggiuntivo per l’uso di veicoli elettrici rispettosi del clima poiché, oltre a prenotare veicoli in uno stesso ecosistema, l’app consentirà agli utenti di trovare e utilizzare punti di ricarica.

Neutralità climatica: filiali e siti saranno CO2– neutral già entro il 2023

Oltre a una flotta ampiamente elettrificata per i propri clienti, l’azienda prevede anche di ridurre le emissioni di CO2 generate nella gestione delle proprie filiali e siti il più rapidamente possibile, installando per esempio sistemi fotovoltaici su larga scala. Quello che SIXT non può risparmiare localmente sarà bilanciato da progetti di compensazione. Saranno supportati solo i progetti che soddisfano i più elevati standard di qualità. SIXT renderà climaticamente neutri il funzionamento delle sue filiali e siti già entro la fine del 2023, cinque anni prima di quanto precedentemente previsto.

“In SIXT crediamo nell’innovazione, nel progresso e nella libertà.”

Alexander Sixt, Co-CEO di SIXT SE, afferma: “In SIXT crediamo nell’innovazione, nel progresso e nella libertà. Questo vale anche per il cambiamento climatico, un problema urgente e una delle più grandi sfide di questi tempi. Poiché il noleggio di un’auto elettrica è come un test drive a pagamento, SIXT cercherà di accelerare e generare entusiasmo per la mobilità elettrica. Ma la posta in gioco è molto più alta: offrendo una combinazione di un’ampia varietà di veicoli elettrici, un facile accesso all’infrastruttura di ricarica nazionale e la neutralità climatica della nostra azienda, desideriamo essere pionieri per un futuro sostenibile”.

Anche l’Italia protagonista della strategia sostenibile di SIXT

In Italia la flotta elettrica SIXT copre ad oggi il 20% (compresi PHEV e MHEV) dell’intera offerta e la percentuale è destinata a crescere velocemente in linea con la strategia globale SIXT per la sostenibilità ambientale. Particolarmente significativo è stato il progetto-test portato avanti in Sardegna nell’estate appena trascorsa con l’introduzione di una flotta elettrica a marchio BMW a disposizione del turismo dell’isola.

Angelo Ghigliano, Vice President & Managing Director di SIXT Italia, Responsabile per Operation, Fleet, Performance & Skills, Sales e Marketingafferma: “SIXT sta investendo in modo importante non solo nella flotta elettrica, ma anche nelle infrastrutture, imprescindibili per garantire all’elettrico di diventare un’alternativa appetibile e sostenibile. Prevediamo di realizzare l’infrastruttura di ricarica nella maggior parte delle nostre filiali in Germania entro la fine del 2022 e nella maggior parte delle filiali dei paesi europei entro il primo trimestre del 2023, inclusa l’Italia. Seguirà l’espansione di Nord America”.

L’annuncio del nuovo programma di sostenibilità di SIXT arriva giusto in tempo per la Settimana europea della mobilità, lanciata dalla Commissione Europea. Nel corso di questa settimana, SXT ha reso ancora più semplice per i suoi clienti l’approccio alla mobilità elettrica presentando molte offerte speciali a partire dal 16 settembre.

Auto elettriche: le domande che non immaginavi di farti

Auto elettriche: le domande che non immaginavi di farti

Certe volte il progresso attiva processi di “amnesie dissociative” in grado di impedire nel consumatore una consapevole coscienza di scelta. E’ stato così nella telefonia e nell’elettronica, sarà così anche per la mobilità elettrica? Vediamo alcune domande alle quali pochi saprebbero dare risposte, oggi

Auto elettriche ed incognite – Più di una volta ho proposto analogie tra auto elettriche e mondo della telefonia. Quel mondo è il tipico esempio di settore commerciale dove quasi nessun consumatore è riuscito a percorrere gli step di consapevolezza che,se volete, vi spiego più sotto:

Se mi occorre, quanto costa, quanto vale. Mi conviene o no?

Il primo grado di approccio di un consumatore ad un mercato è basato sulla esigenza di un bene fisico o di un servizio: da qui parte l’iniziale stimolo all’acquisto ed al consumo. La conoscenza immediata è basata sul semplice costo del bene, mentre il passaggio successivo legato a ripetute esperienze di acquisto o confronti genera il giudizio sul “valore” del bene. A quel punto la consapevolezza si completa con la capacità di definire autonomamente la convenienza personale nella scelta di un bene o di un altro.

Sinceramente provate a rispondere a questa domanda: qual è attualmente la tariffa di telefonia che più vi conviene, a confronto? Se non sapete cosa rispondere, non allarmatevi : già una ricerca di SimplySwitch in Inghilterra ha dimostrato anni fa che oltre l’80% del campione intervistato non conosceva il piano tariffario che pagava. Ed oggi, mentre il mercato europeo dei telefonini rivela quest’anno un tonfo pari a -12% di terminali venduti nel primo trimestre, si profila all’orizzonte la rete 5G con ovviamente nuovi paradigmi e nuovi piani di servizi e tariffe. Insomma, abbandonate ogni certezza passata, voi che entrate: il nuovo mondo che vi si para davanti è imparagonabile con il passato. Ogni step di progresso, nel mondo della telefonia, porta all’obsolescenza del mondo e delle esperienze precedenti. Tutto questo sta dunque progressivamente riducendo la consapevolezza di scelta del consumatore ad un confronto di costi, mentre la possibilità di valutare la convenienza ed il piano di confronto sono oggettivamente impossibili.

Auto elettriche: smartphone a quattro ruote?

Provate ora a ribaltare questi pensieri sul piano della “nuova” mobilità elettrica. Che non è solo questo: perchè intanto (per tornare al processo di esperienza del consumatore sopra descritta) l’automobilista non approccia al mondo dell’auto elettrica perchè ne ha esigenza, ma fondamentalmente perchè non ha alternative all’abbandono della sua auto tradizionale: in pratica, è ostaggio di un evento ineluttabile.

Pensate poi al corredo di servizi e supporti da remoto che la tecnologia elettrica consente, anche grazie alle SIM card previste nell’architettura delle auto, ed in grado di consentire la cosidetta “connettività totale” : pensate che già oggi i servizi di infortaiment, e di connessione ed accesso alla Rete, stanno diventando elementi sostanziali di scelta di un’auto nuova. 

Pensate poi ai nuovi paradigmi ai quali non siete abituati e sui quali dovrete fare esperienza: nuovi modelli per definire affidabilità, comfort, efficienza e risparmio del vostro mezzo elettrico; nuovi parametri di costo/consumo/rendimento; esigenza di confrontare protocolli tecnologici diversi da Costruttore a Costruttore e la presenza di nuovi materiali rari ed i relativi parametri di costo; la valutazione di diversi indicatori di qualità nel servizio di ricarica : stabilità di Rete, accessibilità ai servizi, tempi di riacarica, tariffe, disponibilità di supporti tecnici, etc…Questo vi porterà inesorabilmente a non poter capire più quanto “vale” -in relazione a quanto costa – il bene e servizio che volete o dovete acquisire.

Aggiungete infine – nella scelta dell’auto elettrica la compresenza di piattaforme fondamentali presenti e da valutare: architettura motrice (elementi elettrici per la trazione e la vivibilità dell’auto), l’architettura energetica (Batterie e soluzioni di ricarica), ed architettura di connettività: un “trinomio” del tutto assente finora nella scelta di un’auto tradizionale. Questo significa per ogni titolare di auto elettriche l’ipotesi di dover articolare una piattaforma di rapporto con addirittura quattro profili di imprese diverse e sovrapposte, al fine di far funzionare il suo mezzo: il Costruttore dell’auto, l’eventuale fornitore delle batterie, le Utilities titolari delle Reti di ricarica e gli operatori telematici dedicati alla connettività del mezzo. 

Del tutto logico che – più semplicemente, come sta accadendo pian piano – tutto questo finisca per circoscrivere il rapporto tra voi e l’auto elettrica attraverso un Provider. Esattamente quel che accade in telefonia, oggi. E questo oggettivamente renderà praticamente imparagonabile ogni offerta comparativa di servizi e tariffe concorrenti, con il risultato di non poter più definire la convenienza di una scelta rispetto ad un’altra.

Auto elettrica: meno proprietari, più Utilizzatori “flat”

A tutto questo aggiungete l’impossibilità materiale di poter gestire individualmente tutto questo, motivo per il quale probabilmente nel breve e medio termine la modalità del Noleggio sarà prevalente in ambito elettrico rispetto all’acquisto, trasformando il rapporto tra automobilista e Provider in un contratto tariffario periodico molto vicino al “flat”, full services  – e probabilmente affiancato da opzioni incluse di sharing e pooling (per ottimizzare l’uso dell’auto con supporti di micromobilità e di condivisione) e con piano di sostituzione programmata del mezzo al fine di non affrontare l’incognita proprio dell’intervento sulle batterie.

Auto elettrica: le domande che non immaginavi di doverti fare

Se ci si riferisce all’auto elettrica appaiono subito all’orizzonte dei quesiti ai quali non ci saremmo mai sognati di dover dare risposte, a confronto con il mondo delle auto convenzionali. Eppure sono domande che influenzeranno sempre più il rapporto di ogni giorno tra noi e la “nostra” auto. Vediamo in rassegna le più ovvie che mi sono venute in mente, legandole a tre filoni di analisi : reti di ricarica, connettività e controllo da remoto, nuovi servizi di postvendita e nuove tecnologie e materiali.

 Per quanto riguarda le Reti di ricarica : a differenza delle Pompe di carburante delle quali siamo solo utenti, la titolarità dell’Utenza elettrica domestica od aziendale presso la quale ricaricheremo l’auto, oltre al protocollo di servizio che lega ogni utente alla Azienda di Utilitiespossono generare dei casi giuridici particolari in caso di eventuali inconvenienti. Ad esempio:

Rapporto tra Auto elettrica e Rete di ricarica

Se un malfunzionamento della Wallbox  – dovuto ad una installazione non a regola d’arte o problemi della Rete domestica od aziendale – dovesse generare un guasto di sistema all’auto elettrica, come opererebbe la Garanzia?

E se un Black out di Rete dovesse impedire la ricarica notturna o a riposo dell’auto elettrica, quale sarebbe il danno rivendicabile alla Azienda di Utility, a fronte del temporaneo fermo del mezzo lavorativo ? 

Ed infine, a differenza del rifornimento di un’auto tradizionale che rimane uguale a sè stesso tutta la vita, i protocolli  – o modalità – di ricarica di un’auto elettrica sono ben 4 : presa elettrica domestica od industriale comune (Mod. 1 e 2), la Ricarica Mod. 3 (collegamento ad una stazione fissa tramite connettori di Mod. 2 e ricarica Trifase) ed infine la ricarica Mod.4 (Stazione fissa in Corrente Continua con connettori Tipo CHAdeMO per ricarica anche Veloce).Chi garantisce che un’auto che nasce per una specifica modalità possa continuare tutta la vita ad adottare quella senza dover essere modificata per altre modalità?

Auto connessa, auto compromessa ?

IoT : Internet of Things. Di questo mondo fanno parte non solo le auto connesse ma anche diversi supporti loro dedicati, tra i quali anche le colonnine : la ricarica deve essere articolata con la connessione del sistema ad Internet, per dirla in sintesi. Attraverso l’auto come porta di accesso si può rischiare il furto dei dati, dei pagamenti elettronici, fino ad arrivare secondo alcuni studi al furto della energia di ricarica ed al “denial of service“, in grado di far fallire la ricarica ma che può diventare la chiave per un’iniziativa di tipo ransomware ai network di ricarica.Oppure, senza scenari così apocalittici, anche l’accesso ai sistemi dell’auto per generare guasti e disservizi non è una ipotesi così peregrina, in caso di vulnerabilità della sicurezza.

A parte la ovvia considerazione che il massimo dei rischi che si corrono oggi alla pompa del carburante sono le tracce di acqua nel carburante oppure il taroccamento dei volumi erogati, rimane il dubbio sulla effettiva imputazione delle responsabilità in casi estremi sopra detti : chi paga e chi si assume gli oneri, tra Costruttore, titolare della Colonnina, titolare della Rete elettrica e proprietario dell’auto?

Nuovi servizi di postvendita e nuove tecnologie e materiali. Come giudicare?

Inutile chiedersi quanto costa il tagliando di un’auto elettrica. Il dubbio è: cos’è il tagliando, in una auto elettrica? Come confrontare tra programmi di intervento ignoti e tariffe da interpretare, a partire dall’assistenza e manutenzione da remoto?

Ed ancora: come si interviene su una elettrica, chi è abilitato? Cosa succede se sono soggetto ad un guasto in una zona dove non è possibile reperire personale abilitato attraverso la famosa qualifica PAV-PES-PEI ?

Insomma, un bel ginepraio di domande, che a molti farà rimpiangere la cara, vecchia, rumorosa, sporca ma tutto sommato familiare auto a motore.