La terza generazione della Peugeot 308 viene preparata dietro le quinte. La futura berlina sarà disponibile in un’ampia gamma di varianti. Oltre alla classica versione a 5 porte, sono attesi una station wagon, una sportiva e una nuova versione rialzata. In copertina il rendering realizzato da Auto-moto.com.
Per il produttore di Sochalien si tratterà di offrire un modello in linea con il mercato americano, il suo nuovo Eldorado. In vista di una potenziale fornitura di flotte in car-sharing, questa 308 avrà un assetto rialzato adatto alla città. Come una Ford Focus Active o una Kia Xceed, sarà dotata di molteplici protezioni per la carrozzeria, comprese le barre sul tetto, senza dimenticare di alzare di qualche millimetro l’ assetto.
Peugeot ha svelato maggiori dettagli sulla sua nuova piattaforma modulare per veicoli elettrici (eVMP o Electric Vehicle Modular Platform), che sarà lanciata nei prossimi anni. Da qui al 2025, il gruppo sposterà la sua gamma di veicoli passeggeri (che comprende varie piattaforme) su due sole piattaforme elettrificate al 100%.
Pur essendo tecnicamente una piattaforma completamente nuova, l’eVMP è essenzialmente una versione fortemente rielaborata dell’architettura EMP2 esistente, pur conservando alcuni sottoinsiemi e moduli batteria ad alte prestazioni. Anche il processo industriale è stato sinergizzato nei suoi stabilimenti, in modo da mantenere bassi i costi di ricerca e sviluppo.
Il direttore della Ricerca e Sviluppo dell’azienda, Micolas Morel, ha dichiarato: “Con questa piattaforma eVMP, il Groupe PSA dimostra ancora una volta la sua capacità di innovare sviluppando per i suoi clienti tecnologie all’avanguardia e a prezzi accessibili con una significativa riduzione degli investimenti in R&S e industriali”.
“Questa piattaforma globale permetterà di offrire una gamma di veicoli perfettamente rispettosi dell’ambiente, rispondendo alle mutevoli aspettative dei nostri clienti e garantendo il piacere di guida e la sicurezza a bordo, valori che oggi sono alla base della reputazione del Gruppo”, ha aggiunto.
Volkswagen offre dal 2005 una versione camper del suo Caddy. Il Caddy Beach è pronto a tornare anche sulla nuova generazione del modello.
In arrivo all’inizio di settembre, continuerà ad inserirsi in gamma sotto al California e la Grand California, e offrirà agli utenti il comfort di una casa lontano da casa, avendo a disposizione tutta l’attrezzatura necessaria per qualche notte in mezzo alla natura.
Presenti anche le sedie e il tavolo da campeggio dei modelli Californiche potranno essere riposti nella parte posteriore del VAN. Saranno incluse anche le pratiche borse portaoggetti, che, una volta fissate al loro posto, fungono anche da schermi per la privacy all’interno.
La gamma dei motori sarà composta da diversi diesel TDI, meno inquinanti e con potenze comprese tra 75 CV (55 kW) e 120 CV (90 kW). Sarà disponibile anche un motore a turbo a benzina da 115 CV (84 kW).
Come per le Frecce d’Argento in Formula 1, Mercedes ha dato alle sue vetture di Formula E una livrea tutta nera per il resto della stagione.
Il loro scopo è quello di prendere posizione contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione, sostenendo al contempo una maggiore diversità. Lo slogan “End Racism” sarà ben visibile sulle vetture di Stoffel Vandoorne e Nyck de Vries.
“Ci siamo sempre espressi chiaramente contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione, in quanto non hanno un posto nella nostra squadra, nel nostro sport o nella nostra società”, ha detto il capo del team Mercedes EQ Ian James. “Tuttavia, gli eventi recenti in tutto il mondo hanno dimostrato che tutti noi dobbiamo fare di più per parlare contro il razzismo e la discriminazione. Come parte della famiglia Mercedes-Benz Motorsport, stiamo inviando un chiaro segnale di cambiamento”.
Una tre porte rossa e torna la voglia di anni ’90. Per questa prova su strada sono al volante della Ford Fiesta ST piccola bomba che strizza l’occhio agli amanti di un segmento ormai in estinzione.
Partendo dal design si notano subito evidenti differenze rispetto alla Fiesta “standard”. Il frontale è dominato da un’ampia griglia a nido d’ape alle cui estremità troviamo i fari full LED con tanto di indicatore di direzione dinamico. Il paraurti anteriore valorizza lo sviluppo orizzontale della vettura e integra degli elementi a contrasto di colore nero che abbracciano i fendinebbia (purtroppo alogeni). Spostandoci sulla fiancata, si notano i cerchi in lega da 18 pollici (pneumatico 205/40) con finitura nera a contrasto. Bella la minigonna laterale pronunciata che prelude al retrotreno. Qui troviamo un paraurti specifico con estrattore e doppio terminale di scarico a vista. Bello il dettaglio dello spoiler che, seppur non esagerato, schiaccia visivamente a terra l’auto.
FIESTA ST SU STRADA
Sotto il cofano di Fiesta ST c’è uno scattante 1.5 Ecoboost da 200 CV. Questo 3 cilindri ne ha davvero per tutti e non ci fa rimpiangere il 1.6 che equipaggiava la precedente generazione. I numeri sono a dir poco interessanti con una coppia di 290 Nm disponibili già 1750 giri/minuto. La distribuzione della coppia molto in basso rende l’auto estremamente reattiva e assicura uno scatto nello 0-100 in soli 6,5 secondi ed una velocità massima di 232 km/h.
Al volante la risposta della Ford Fiesta ST è assolutamente precisa e diretta complice l’ottimo lavoro dello sterzo e del differenziale anteriore autobloccante a slittamento limitato che sposta la trazione dalla ruota che ne ha meno a quella che sta lavorando meglio. Il differenziale meccanico è parte del Performance Pack un accessorio da 1.000 euro che vale ogni singolo centesimo e ci permette di avere anche il launch control e l’indicatore di cambiata. Gran lavoro anche del cambio manuale a 5 rapporti che, grazie agli innesti sempre precisi, regala sorrisoni in tutte le condizioni di guida.
Divertente come poche Fiesta ST se la cava bene in tutte le condizioni comprese le percorrenze su strette strade di montagna. Buono l’impianto frenante con un disco da 278 mm all’anteriore e uno da 253 al posteriore anche se avrei preferito la possibilità di scelta tra altre soluzioni già in sede di acquisto dell’auto. Stesso discorso per lo scarico, che sebbene abbia una buona sonorità, non è personalizzabile.
Quanto ai consumi, nel circuito misto, si riescono a fare i 6,5 litri/100km cioè 15 km/l ma basta sollecitare l’acceleratore per salire a 9 l/100km cioè 11 km/l. Questi dati confermano la grande prestanza del 1.5 Ecoboost che si rivela, oltre che uno scattante velocista, un ottimo passista.
GLI INTERNI
Dentro Fiesta ST non si dimentica di essere la buona cara Fiesta con tanta tecnologia e qualche chicca. Immancabile il sistema di infotainment centrale Sync con schermo da 8 pollici. Veloce e fluido supporta il mirroring Apple e Android (purtroppo solo via Usb) e permette la gestione da remoto dell’auto tramite l’app Ford pass. Peccato per il tachimetro che resta analogico anche se presenta al centro un ampio schermo a colori da 4,2 pollici attraverso il quale visualizzare tutte le principali informazioni.
Scegliendo il Driver Assistance Pack da 1.000 euro ci si porta a casa una suite completa di ADAS tra cui Blind spot, cruise control (purtroppo non adattivo) e retrocamera. Completano l’abitacolo di Ford Fiesta ST i sedili sportivi Recaro che sono di serie ed offrono un ottimo supporto lombare in tutte le condizioni.
L’abitabilità posteriore è buona, certamente l’accesso alla seconda fila di sedili è complicato sia dalla configurazione a tre porte che dalla portata massiccia dei sedili sportivi. Il bagagliaio di Ford Fiesta ST ha una capienza di 311 litri.
Parlando di listino la Ford Fiesta ST di questa prova ha un prezzo finito di 31.400 euro. Non pochi direte voi, ma vi invito a dare uno sguardo al configuratore ufficiale della casa perché sono molto frequenti promozioni e sconti.
Il mio consiglio è quello di scegliere con attenzione gli accessori da mettere a bordo rinunciando ad orpelli inutili. Quindi fuori il tetto panoramico, che comunque aggiunge peso, e spazio tanto al Performance Pack che al Driver Assistance Pack che aumentano emozioni e sicurezza bordo.
Recentemente, Ford ha rilanciato il SUV Bronco. Finora è previsto in due versioni a tre e cinque porte, ma in futuro sarà aggiunto alla gamma anche un pick-up. Gli amici di Kolesa.ru hanno realizzato dei rendering per immaginare il modello.
A metà di questo mese ha avuto luogo la tanto attesa presentazione del SUV Bronco. Prima di allora, l’ultimo modello con questo nome ha lasciato la catena di montaggio nel 1996. A proposito, nel 2004, Ford ha presentato un concept Bronco Concept ma, tranne lo stile retrò, non aveva nulla in comune con il modello attuale. La vera novità, è il chiaro riferimento alla prima generazione del 1966. Il Ford Bronco pick-up risale alla prima generazione quando aveva solo due porte, rispetto alle quattro attese sul nuovo modello.
Il pickup ha un interasse maggiorato per espandere il piano di carico e una retro specifico per ospitare il portello ribaltabile.
Per quanto riguarda la parte tecnica, il pick-up sarà simile alla versione standard. Ciò significa che ci sarà un sistema di sospensioni indipendente nella parte anteriore. Il fuoristrada può essere dotato di un sistema bloccaggio elettrico del differenziale posteriore e di uno stabilizzatore anteriore. Il principale concorrente del Ford Bronco pick-up sarà la Jeep Gladiator, realizzata sulla base della Wrangler.
A volte basta una pandemia per cambiare il mondo. Negli ultimi mesi, abbiamo visto le case automobilistiche raddoppiare gli sforzi per migliorare la qualità dell’aria all’interno dei veicoli, ad esempio con l’installazione dei filtri per l’abitacolo N95. Tuttavia, Hyundai Motor Group punta a fare un passo avanti con tre nuove tecnologie: After-Blow, Multi-Air Mode e Fine Dust Indicator.
Ciò che fa il After-Blow è asciugare la condensa sull’evaporatore, impedendo la crescita di muffe che causano un odore sgradevole durante l’estate. Quando il motore è spento, l’evaporatore viene drenato naturalmente per 30 minuti.
La modalità Multi-Air Mode, crea un flusso d’aria differenziato per il guidatore e i passeggeri. Hyundai dice che il volume complessivo della ventilazione rimane invariato, ma la diffusione riduce il contatto diretto con l’aria.
L’ultima novità è l’indicatore di polveri sottili. Questo misura l’inquinamento dell’aria all’interno del veicolo in tempo reale e in particolare la concentrazione di particelle ultrafini (PM 2,5). Il colore blu rappresenta da 0 a 15 g/m3, verde per 16 a 35 g/m3, arancione per 36 a 75 g/m3 e rosso per 76 g/m3 o superiore.
Queste tre tecnologie saranno inizialmente introdotte solo su alcuni modelli Hyundai in Corea prima di essere diffuse in tutto il mondo. Anche le marche “sorelle” Kia e Genesis riceveranno questa tecnologia.