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L’alba dell’elettronica a quattro ruote. Quando l’auto incontrò il futuro

L’alba dell’elettronica a quattro ruote. Quando l’auto incontrò il futuro

Auto connessa, e-commerce, guida autonoma, digitalizzazione: l’agenda dell’auto di un futuro che ha già tanta storia dietro di sé. Nei decenni, o addirittura secoli, scorsi il mondo dell’auto ha già testato alcune delle soluzioni che oggi sembrano discriminanti. Vediamo in rapida rassegna alcune soluzioni pioniere dell’epoca moderna.

Le prime auto con l’elettronica – La storia dell’auto “per tutti” parte da tre date: nel 1881 a Parigi gira per la prima volta un triciclo elettrico guidato da Gustave Trouvè; nel 1886 la Casa automobilistica Benz & Cie presenta la Patent Motorwagen, la prima vettura a motore a scoppio della storia. E’ meno certa la datazione del primo “Car Dealer” della storia, che dovrebbe essere la Reading Automotive Co. nel 1898. Più sicuro che la prima rivendita professionale di auto in Usa è la Dureya Motor Wagon Comp. a partire dal 1896. Da quelle date si muove un percorso di “avvicinamento” delle quattro ruote alla tecnologia “di conforto” intesa con questo termine l’elettronica e la telematica.

Il Telefono in auto: storia secolare

Secondo una ricerca di “Wired” fu Lars Magnus Ericsson a far debuttare nel 1910 un telefono in auto, che tuttavia funzionava “da fermo”, visto che per comunicare aveva bisogno di connettersi attraverso antenne in prossimità delle linee telefoniche di strada. Nel dopoguerra tuttavia in America furono installate le prime Torri per telefonia cellulare e questo ha portato ad alcune installazioni su auto private. Da un link di Youtube si racconta la storia del sistema MTS di Bell nel 1946, la cui evoluzione ha poi portato – dalla fine degli anni ’60 – in auge servizi come Autoradiopuhelin o la rete Car Radiophone con il protocollo “Zero G” nel quale tuttavia il telefono era fisso in auto poiché alimentato dalla batteria dell’auto.

Con il protocollo “1G” nasce nel 1982 Nordic Mobile Telephone, il cosidetto “telefono a valigia” portatile. Con la Rete NMT e nel resto d’Europa la Rete TACS, a quel punto da allora comincia una storia che è un poco più nota a tutti. Con alcune “milestones” come quella di GM che nel 1996 equipaggia le Cadillac con OneStar, un sistema di Motorola utile ad attivare chiamate di emergenza da rete cellulare in caso di incidenti.

L’alba della Guida assistita: Chrysler Imperial – 1955

Negli anni ‘50 nasce il primo dispositivo basilare di assistenza alla guida: la Chrysler Imperial presenta dal 1956 una soluzione basata sul brevetto “Speedostat” del 1950, nel quale un selettore di velocità calettato sulla trasmissione del motore permetteva di determinare la velocità di crociera, raggiunta la quale un servocomando spingeva indietro il pedale dell’acceleratore.

Da allora i dispositivi di c.d. “Guida Autonoma” si sono evoluti e diffusi nell’industria dell’auto.

In realtà, molto prima dell’arrivo nelle auto di serie dei dispositivi “ADAS”, la sperimentazione di soluzioni di “guida autonoma” parte il secolo scorso: nel 1925 ad esempio Houdina Radio Control fece fare qualche Km. nelle strade di New York alla “Linnrican Wonder”, cioè una Chandler radiocomandata – attraverso una vistosa antenna – da operatori posti su altre auto circostanti. Così come il “Futurama” dell’Expo di New York del 1939 prefigurò una rete di veicoli radio controllati attraverso campi elettromagnetici cittadini. Fu poi la General Motors nel 1956 a sviluppare sulla “Firebird II” un sensore capace di seguire i segnali direzionali di una serie di cablaggi impiantati nelle carreggiate di autostrade speciali.

A fare da detonatore in Europa per le tecnologia di “Guida Autonoma” invece rimane l’iniziativa Eureka Prometheus del 1987, il più grande progetto di ricerca e sviluppo della storia nel campo delle auto senza conducente.

Le prime interfacce “futuristiche” in auto: Aston Lagonda e “auto parlanti”

La Serie II della “Aston Martin” Lagonda è stata allo stesso tempo il paradiso e l’incubo dell’elettronica totale in auto. La Lagonda è stata la prima auto di serie ad adottare un cruscotto digitale con pulsanti a sfioramento per la gestione delle funzionalità dell’auto. In realtà il sistema fu un disastro a causa della complessità, se pensate alla serie di funzionalità gestite: contachilometri e contagiri digitali, apertura cofano, clacson, servosterzo, regolazione sedili con memorizzazione, alzacristalli, addirittura un sintetizzatore vocale nel 1984 e il Display Head-up. Peccato che il sistema andasse più spesso il tilt di quanto funzionasse bene.

Renault ed Austin invece si proposero con le prime “auto parlanti” della storia: la “Austin Maestro MG” del 1982 e la “Renault 11 Electronic” del 1983.

Da Fiat la prima auto venduta sul Web e le prima elettriche

Nemo profeta in patriae: siamo sempre pronti a lanciare critiche al mondo Fiat ed alla sua storia. Ma nessuno ricorda i meriti di Fiat in due innovazioni molto importanti : Fiat Panda Elettra è stata la prima auto “BEV” di grande serie del Dopoguerra proposta con allestimento 100% elettrico dalla Casamadre (il precedente della Chrysler ETV-1 non può essere considerata una produzione di serie ma più un test di prova per la produzione stradale di auto di larga serie).

In più nel 1999 la Fiat lanciò una iniziativa – la prima organizzata da un Costruttore sulla sua propria gamma – di vendita sul Web della “Barchetta”, con una serie speciale ed un Webasite dedicato.

Ma non dimentichiamo la grande vocazione di Fiat per la sperimentazione e la ricerca: nel 1979 – in tema di elettriche ed Ibride – Fiat presenta a Detroit un prototipo di “131 Ibrida” dove ad un motore preso dalla 127 viene associato un motore elettrico che in realtà non assiste le ruote anteriori ma si collega al differenziale in presa diretta. Sempre Fiat presentò nel 2001 la Seicento Elettra H2 Fuel Cell, con celle a combustibile collegate in serie.

Nuova Mercedes Classe B 2022: il Restyling

La nuova Mercedes Classe B 2023 irrompe sulla scena con alcune importanti novità. La terza generazione del monovolume Mercedes riceve un restyling che le consentirà di affrontare il resto della sua vita commerciale. Ha un nuovo design, nuovi equipaggiamenti e una versione ibrida plug-in più potente.

C’è vita oltre i SUV e le monovolume premium ne sono un chiaro esempio. Nella gamma Mercedes possiamo trovare uno dei punti di riferimento di questa categoria d’élite. È la Mercedes Classe B. Un modello appena aggiornato con importanti novità. La terza generazione della Classe B è stata sottoposta a un restyling.

La nuova Mercedes Classe B 2023 non vanta solo un design esterno rinnovato. Presenta inoltre nuovi equipaggiamenti e, cosa più importante per gli amanti della mobilità elettrica, una versione ibrida plug-in (PHEV) più potente. Questo lancio è avvenuto parallelamente al debutto della nuova Mercedes Classe A 2023. Entrambe le compatte sono state sottoposte a un restyling simultaneo.

IL DESIGN AGGIORNATO

Il design della nuova Mercedes Classe B 2023.

Come è cambiato il design della Classe B? Una rapida occhiata alle immagini rilasciate da Mercedes è sufficiente a rivelare le caratteristiche di questo atteso aggiornamento. Trattandosi di un restyling, non dobbiamo aspettarci cambiamenti radicali. Ma è vero che le modifiche, nel complesso, conferiscono un aspetto più moderno.

Uno sguardo al frontale rivela fari a LED di nuova concezione abbinati a un paraurti dall’aspetto sportivo e alla caratteristica griglia Mercedes. Nella parte posteriore, il cambiamento più significativo è rappresentato dalle nuove luci dotate di tecnologia LED di serie. Uno spoiler sul tetto, discreto ma evidente, aggiunge carattere alla zona posteriore.
A parte gli esterni, entrando nella nuova Classe B si viene subito avvolti da un ambiente digitale e connesso. È un abitacolo pratico e spazioso. Una volta sistemati nell’abitacolo, vi renderete conto di quanto questo modello sia tecnologicamente avanzato.

Di serie, combina un quadro strumenti digitale da sette pollici con un touchscreen da 10,25 pollici. Una strumentazione digitale da 10,25 pollici è disponibile come opzione per creare un sistema a doppio schermo che trasmette continuità e fluidità.

Il sistema di infotainment MBUX consente di accedere a numerosi servizi digitali online. È inoltre compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, con tutto ciò che ne consegue. Inoltre, sono presenti connessioni USB e un caricatore wireless per i telefoni cellulari compatibili.

La console centrale è stata ridisegnata e anche il volante multifunzione è nuovo. Inoltre, per la prima volta, è disponibile come optional un volante AMG. L’elenco delle opzioni di allestimento e di tappezzeria è stato ampliato. I materiali riciclati si fanno strada nella monovolume tedesca. Soprattutto nel rivestimento dei sedili.

La dotazione di serie della Mercedes Classe B è stata ampliata. A partire dalla versione base, sono state aggiunte caratteristiche interessanti come la telecamera posteriore, il pacchetto USB e il volante multifunzione con finiture in pelle nappa. È stata inoltre ampliata la gamma di apparecchiature delle varie linee.

L’elenco dei sistemi di assistenza alla guida è stato aggiornato. Tra le altre tecnologie troviamo l’assistente alla manovra del rimorchio, l’assistente al mantenimento della corsia e il cruise control adattivo.

I MOTORI

Sotto il cofano sono state apportate importanti modifiche. La Mercedes Classe B alza la posta in gioco per l’elettrificazione e accoglie la tecnologia mild hybrid a 48 volt (MHEV). Una tecnologia che si ritrova in tutti i motori a benzina e che le farà guadagnare il badge ambientale ECO della DGT (Dirección General de Tráfico) con tutti i vantaggi di mobilità che questo comporta.

I sedili della nuova Mercedes Classe B sono realizzati con materiali riciclati

Gli automobilisti che percorrono molti chilometri all’anno su strada aperta avranno ancora a disposizione un’interessante selezione di motori diesel. La trazione anteriore è al centro dell’attenzione, anche se la trazione integrale 4Matic è disponibile per i motori a benzina. L’alternativa più efficiente ed ecologica è una versione ibrida plug-in rinnovata. Una versione PHEV non solo più potente, ma anche con un’autonomia maggiore in modalità 100% elettrica.

Nuova Mercedes Classe A 2022: il Restyling

La Mercedes-Benz Classe A 2023 arriva in versione hatchback e berlina e potrebbe rivelarsi l’ultima iterazione del modello compatto.

Le modifiche esterne apportate alla Classe A restyling sono minime. In effetti, potrebbe essere necessario prendere una lente d’ingrandimento per notare le modifiche che includono una griglia rinnovata con un motivo a stella, nuovi fari che possono essere opzionati con LED, quattro nuovi disegni di ruote, luci posteriori a LED di serie e un nuovo diffusore posteriore.

Le modifiche apportate all’abitacolo della Mercedes Classe A 2023 sono altrettanto piccole, ma saranno sicuramente apprezzate dagli acquirenti. Il quadro strumenti digitale da 7 pollici e il display per l’infotainment da 10,25 pollici sono di serie, ma come optional è disponibile un doppio display da 10,25 pollici. Sono presenti anche un nuovo volante a fondo piatto, una console centrale semplificata senza rotore centrale per il sistema MBUX e bocchette d’aerazione a turbina.

Mercedes-Benz ha anche apportato modifiche ai componenti standard dei vari livelli di allestimento offerti. Ad esempio, i modelli base sono dotati di serie di rivestimenti ARTICO in rilievo tridimensionale, mentre l’abitacolo dell’allestimento Progressive è disponibile in nero, beige e un nuovo grigio salvia. Nuove finiture in fibra di carbonio scura adornano anche il quadro strumenti e i pannelli delle portiere, mentre i modelli AMG Line sfoggiano finiture in alluminio spazzolato lucido e cuciture rosse a contrasto.

La gamma della Mercedes Classe A comprende anche diverse nuove dotazioni di serie. Ad esempio, il modello base è dotato di telecamera di retromarcia, pacchetto USB e volante rifinito in pelle Nappa. I modelli con allestimento progressivo aggiungono di serie fari a LED, supporto lombare, pacchetto parcheggio e pacchetto specchietti. Per semplificare il processo di personalizzazione, Mercedes-Benz ha anche raggruppato caratteristiche funzionali che vengono spesso ordinate insieme.

GLI INTERNI

Anche il sistema MBUX della Mercedes Classe A aggiornata è più avanzato che mai e ora incorpora un sensore di impronte digitali, una porta USB-C aggiuntiva e miglioramenti all’assistente vocale Hey Mercedes. Anche il pacchetto di assistenza alla guida è stato migliorato, mentre il nuovo pacchetto di parcheggio supporta il parcheggio longitudinale e la visione surround a 360 gradi.

Mercedes-Benz ha inoltre aggiornato tutti i modelli a benzina non AMG con sistemi mild-hybrid a 48 volt che includono un generatore di avviamento a cinghia. La vettura sarà offerta nelle versioni A 250 e hatch e berlina, oltre che nelle versioni A 180, A 200, A 220 4Matic, A 250 4Matic, A 180d, A 200 d e A 220d.

Al vertice della gamma si trovano i modelli Mercedes-AMG A 35 (hatchback e berlina) e A 45 S. Questi modelli beneficiano in gran parte degli stessi aggiornamenti estetici dei modelli minori della Classe A e la A 35 è dotata di un sistema mild-hybrid a 48 volt.

Verrà offerta ai clienti anche una variante speciale della Mercedes-AMG A 45 S del 2023. Si chiama AMG Street Style Edition ed è rifinita in Mountain Grey Magno con accenti arancioni fluorescenti, cerchi neri opachi da 19 pollici, pinze dei freni rosse e una manciata di modifiche agli interni, tra cui i sedili Performance in microfibra Microcut neri con accenti arancioni.

Nuovo Aurus Komendant: il SUV di Putin

Gli oligarchi russi che non sono morti “misteriosamente” hanno una buona notizia: Aurus ha presentato il nuovissimo Aurus Komendant.

Progettato per offrire “un comfort impeccabile in qualsiasi viaggio”, il Komendant è un SUV extralusso sulla falsariga della Bentley Bentayga e della Rolls-Royce Cullinan.

Le somiglianze con queste ultime sono inconfondibili: il Komendant ha un aspetto “virile e monumentale” con una massiccia griglia a 22 lamelle. È affiancata da fari a LED e da grandi prese d’aria.

IL SUV XXL

Più indietro, si notano i doppi vetri, una linea di spalla prominente e cerchi da 20, 21 o 22 pollici. Altri elementi di spicco sono i terminali di scarico quadrati, il portellone elettrico e il parabrezza riscaldato.

In termini di dimensioni, Aurus Komendant misura 5380 mm di lunghezza, 2004 mm di larghezza e 1820 mm di altezza, con un passo di 3100 mm. Per mettere questi numeri in prospettiva, il modello è più lungo di 39 mm rispetto alla Rolls-Royce Cullinan, ma ha un passo più corto di 195 mm.

Entrando nell’abitacolo si notano i rivestimenti in pelle Nappa, accenti metallici e finiture in legno Popular Black, Silver Birch Burl o Dark Brown Ash.

A questi si aggiungono un quadro strumenti digitale, un sistema di infotainment widescreen e un orologio analogico. Gli acquirenti troveranno anche un sistema di climatizzazione a quattro zone, illuminazione ambientale, portabicchieri riscaldati/raffreddati e caricatori wireless per smartphone anteriori/posteriori.

Dato il suo status di SUV extralusso, sono presenti due sedili posteriori singoli con funzioni di riscaldamento, ventilazione e massaggio. Sono separati da un’ampia console centrale con tavolini estraibili e un “minibar” con frigorifero. Il modello vanta anche un sistema di intrattenimento posteriore a doppio schermo e quelli che sembrano essere specchietti retrovisori.

Aurus ha fatto notare che i clienti possono personalizzare il proprio veicolo, in quanto l’azienda offre verniciature su misura, incisioni sulla soglia e ricami speciali sui poggiatesta. Gli acquirenti possono anche ordinare rivestimenti speciali e finiture uniche.

DATI TECNICI

La potenza è fornita da un motore V8 ibridato biturbo da 4,4 litri che produce 598 CV (440 kW) e 880 Nm di coppia. È collegato a un cambio automatico a nove rapporti e a un sistema di trazione integrale di serie. Questa configurazione consente alla Komendant, che pesa 3.235 kg, di accelerare da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi, prima di raggiungere una velocità massima di 220 km/h. Nonostante la motorizzazione ibrida, il SUV è un russo assetato, con un consumo combinato di 18,5 L/100 km.

Le caratteristiche principali sono le sospensioni pneumatiche adattive che garantiscono un’altezza da terra di 260 mm. Il modello dispone anche di un head-up display, di un sistema di telecamere surround e di sistemi avanzati di assistenza alla guida.

Secondo quanto riferito, il prezzo parte da 33,7 milioni di rubli, pari a 580.784 dollari (592.484 euro). Una cifra piuttosto elevata se si considera che la Cullinan parte da circa 350.000 dollari negli Stati Uniti.

Sixt compra 100.000 Auto elettriche BYD

L’azienda di autonoleggio Sixt ha annunciato l’intenzione di acquistare 100.000 auto elettriche dalla casa automobilistica cinese BYD entro il 2028. La collaborazione tra le due aziende inizia con l’ordine iniziale da parte di Sixt di “diverse migliaia” di veicoli elettrici a marchio BYD, con le prime consegne previste in Europa nel quarto trimestre del 2022.
È la prima volta che una società di autonoleggio offre veicoli BYD in Europa, a partire dai suoi clienti in Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Tra i veicoli ci sarà il BYD Atto 3, un SUV compatto completamente elettrico che viene venduto con il nome BYD Yuan Plus EV nel suo mercato nazionale in Cina. Il modello è basato sulla e-Platform 3.0, è dotato di un motore elettrico montato anteriormente che eroga 204 CV (150 kW) e le sue batterie BYD Blade offrono un’autonomia WLTP di 420 km.

LA FLOTTA ELETTRIFICATA

Sixt ha dichiarato che la sua flotta europea sarà elettrificata al 70-90% entro il 2030, mentre le sue stazioni e filiali saranno a zero emissioni entro la fine del 2023. L’azienda sta inoltre sviluppando una propria infrastruttura di ricarica. I veicoli elettrici BYD aiuteranno Sixt a ridurre le proprie emissioni di CO2, seguendo l’esempio di altre aziende di autonoleggio come Herz. Quest’ultima ha già annunciato ordini massicci di veicoli elettrici, tra cui 100.000 veicoli da Tesla, 65.000 veicoli da Polestar e 175.000 veicoli da General Motors.
BYD sostiene di essere “il più grande produttore al mondo di veicoli elettrificati”, un termine che include elettriche e PHEV. All’inizio di quest’anno, la casa automobilistica cinese ha fornito 1.000 unità del BYD D1 alla società messicana Vemo, formando la più grande flotta di taxi elettrici al di fuori della Cina. Oltre al massiccio accordo per 100.000 veicoli nei prossimi sei anni, Sixt e BYD “esploreranno potenziali opportunità di cooperazione in diverse regioni del mondo”.

Nuova Dacia Bigster 2024 sarà anche Renault

Sebbene Dacia abbia un grande successo alle nostre latitudini, la sua casa madre preferisce il marchio Renault in alcuni paesi. In Brasile, ad esempio, si possono vedere ad ogni angolo della strada Renault Duster o Renault Sandero, semplici Dacia con il frontale modificato. E questa politica di rebadging non intende fermarsi qui.

Per il mercato australiano, altamente competitivo, Renault ha recentemente rivisto la sua strategia commerciale assumendo i servizi di un nuovo importatore chiamato Ateco Group. Inizialmente, quest’ultima intendeva lanciare il marchio Dacia nel paese entro il 2024, ma secondo i nostri colleghi australiani di Drive, che hanno riportato le parole di Glen Sealey, che rappresenta la Losange nella terra dei canguri, il gruppo francese ha cambiato idea, preferendo capitalizzare la reputazione del marchio francese dall’altra parte del mondo.

Così, le future Dacia Duster e Bigster, previste rispettivamente per il 2024 e il 2025, saranno dotate del famoso logo Renault per le esigenze del mercato australiano. Finora era impossibile importare i modelli Dacia in questo Paese, con le sue norme drastiche, a causa della loro rusticità. Ma l’utilizzo di una piattaforma moderna (CMF-B) per lo sviluppo dei propri SUV aprirà finalmente le porte a questo mercato di oltre un milione di veicoli all’anno. Le loro future varianti ibride (145 CV) e persino ibride plug-in (160 CV) avranno un ruolo di primo piano.

Nuova Ford Sport Crossover 2023: il futuro della Mondeo

La nuova offensiva di Ford sulle auto elettriche sta per prendere il via. Il marchio dell’ovale blu farà debuttare il nuovo sub-brand Model E nel 2023, con un ambizioso programma di lanci. Tra questi c’è il Ford Sport Crossover, un modello elettrico che andrà ad occupare il segmento D della Mondeo con uno stile più sportivo e che arriverà sul mercato nel 2024.

Il marchio dell’ovale blu prevede di lanciare fino a nove auto elettriche entro la metà del decennio. L’azienda americana conquisterà i due principali mercati in cui opera con diverse opzioni, sia per le autovetture che per i veicoli commerciali, dando una risposta diretta praticamente a tutti i tipi di clienti. Per il momento, nessuna delle vetture della gamma “Model E”, come vengono chiamate le nuove auto elettriche in offerta, è stata vista in prova.

Ma ce n’è una estremamente importante che si collocherà direttamente nel segmento D, occupando lo spazio lasciato dalla Mondeo tra poco più di due anni, e come alternativa più economica alla Mustang Mach-E. La casa americana lo conosce come Ford Sport Crossover ed è il protagonista di questa anteprima. Il futuro modello sarà caratterizzato dal design tipico del marchio, con fari più sottili che proteggono una grande griglia esagonale chiusa e una firma luminosa specifica, riprodotta con grande precisione in questo rendering di Motor.es.

NUOVA FORD SPORT CROSSOVER

I suoi tratti stilistici saranno sportivi, con una linea del tetto che scende suggestivamente dal montante centrale, creando un’elegante silhouette fastback. Gli stilisti del marchio intendono replicare il successo della Mustang Mach-E, grazie soprattutto all’inclinazione più pronunciata della zona dei sedili posteriori e all’enfasi sulla sportività. Si tratta di una delle qualità più interessanti che si stanno affermando al momento nel campo dell’estetica e che affascina molto i clienti.

Il Ford Sport Crossover elettrico avrà anche un design interno specifico, che non avrà nulla a che fare con gli attuali modelli a combustione. Ancora una volta, prevarrà il minimalismo dell’unico modello 100% elettrico dell’attuale gamma di prodotti Ford, con due grandi display digitali che dominano la parte anteriore dell’abitacolo. La nuova auto elettrica offrirà un’elevata dose di tecnologia applicata ad ogni aspetto dalla connettività al comfort e alla sicurezza.

Nuova Maserati GranTurismo 2023: la Gamma

Maserati ha presentato la nuova GranTurismo, disponibile in tre varianti: la Modena e la Trofeo con motore V6, oltre alla Folgore completamente elettrica, di gran lunga la più potente. La GranTurismo incorpora uno stile evolutivo con spunti stilistici moderni e proporzioni sexy negli esterni, abbinati a un lussuoso abitacolo a quattro posti.
Maserati ci ha già mostrato il design della GranTurismo sia in versione termica che elettrica, ma questa è la prima volta che vediamo tutti i diversi allestimenti senza camuffamenti.

La nuova generazione della Maserati GranTurismo è cresciuta in tutte le dimensioni, misurando 4.959 mm di lunghezza, 1.957 mm di larghezza e 1.353 mm di altezza, con un passo di 2.929 mm. La Trofeo è leggermente più lunga della Modena e della Folgore, misurando 4.966 mm.
Il modello sembra un’evoluzione del suo predecessore (2007-2019) con un cofano lungo e un muso basso, ma la carrozzeria è più scolpita rispetto al passato. I progettisti sono riusciti a mantenere la linea di cintura e l’altezza totale piuttosto bassa, allungando al contempo la distanza tra le ruote anteriori e le portiere per ottenere proporzioni da gran turismo tradizionale. I dettagli caratteristici sono il cofano a conchiglia con prese d’aria integrate, il muso basso con l’emblema del Tridente, i fari montati sui parafanghi ispirati alla MC20 e alla Grecale, i parafanghi posteriori muscolosi e le sottili luci posteriori a LED disposte orizzontalmente.

LE TRE MASERATI GRANTURISMO

Le differenze stilistiche tra le tre varianti sono sottili ma evidenti. Il paraurti anteriore presenta prese d’aria più piccole e un diverso disegno della griglia sulla Folgore, la Modena ha una parte anteriore con finitura scura, mentre la Trofeo ha finiture più sportive per le prese d’aria e uno splitter specifico per la versione con porzioni in tinta con la carrozzeria. Sul profilo i modelli si differenziano per i cerchi in lega, che misurano 20 pollici all’anteriore e 21 pollici al posteriore. Il design dei cerchi più appariscente appartiene alla versione elettrica, con tre razze principali e una maggiore efficienza aerodinamica.
Nella parte posteriore, la Maserati GranTurismo Folgore è priva di terminali di scarico, il che rivela la sua natura a zero emissioni, mentre entrambi i modelli con motore elettrico hanno un terminale quadruplo. Analogamente al frontale, la grembiulatura posteriore della Modena è leggermente più sottile rispetto a quella della Trofeo, che presenta un diffusore prominente, prese d’aria più aggressive e uno spoiler sul labbro in fibra di carbonio.
La Maserati GranTurismo si basa su una nuova architettura leggera in alluminio, magnesio e acciaio. Tutte le varianti hanno sospensioni a doppio braccio con asse di sterzo “semi-virtuale” all’anteriore e un assetto multilink al posteriore, con molle ad aria a controllo elettronico di serie.
I modelli a motore termico sono dotati del motore V6 Nettuno biturbo da 3,0 litri di proprietà della Maserati. Nella GranTurismo, il V6 è dotato di carter umido anziché di quello a secco, esclusivo della MC20, e dispone della tecnologia di disattivazione dei cilindri per una maggiore efficienza. La potenza viene trasmessa all’asse posteriore esclusivamente attraverso un cambio automatico a 8 rapporti di ZF. Il guidatore può scegliere tra cinque modalità di guida: Comfort, GT, Sport, Corsa e ESC-Off.
Nella GranTurismo Modena entry-level il motore eroga 496 CV (365 kW) e 600 Nm di coppia. Questo lo rende più potente dell’ammiraglia della precedente generazione di MC Stradale, consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e una velocità massima di 302 km/h.
La Maserati GranTurismo Trofeo, incentrata sulle prestazioni, riceve una versione più potente del V6 che eroga 557 CV (410 kW) e 650 Nm di coppia e dispone di un differenziale autobloccante elettronico. Rispetto al resto della gamma Maserati, questa versione è più potente dei 530 CV (390 kW) del SUV Grecale Trofeo, ma inferiore ai 621 CV (463 kW / 630 PS) della supercar MC20. La GranTurismo Trofeo accelera da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e può raggiungere una velocità massima di 320 km/h.