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Auto elettrica: quello che si dovrebbe dire, e non si dice (parte Prima)

Auto elettrica: quello che si dovrebbe dire, e non si dice (parte Prima)

La rivoluzione elettrica, o quello che può diventare, sta ottenendo un primo risultato: quello di aver modificato il nostro presente ed il passato prima di aver ancora trasformato il futuro. Spiego, dal mio punto di vista, il peggio ed il poco meglio che la nuova filosofia di una mobilità forse ecologica, di sicuro antidemocratica.

Auto elettrica e recessione – C’era una volta il mondo della telefonia, poi fu la telefonia a diventare il mondo. Ma un mondo di chiaroscuro, dove basta leggere analisi e proiezioni di tanti studiosi per misurarne gli effetti negativi, tra i quali ne aggiungo uno solo: entrare a far parte dei consumatori di servizi di telefonia sortisce due effetti. Il primo è quello di cancellare servizi alternativi e concorrenti (l’editoria in primis) e il secondo è quello di diventare ostaggio vita natural durante di questo dispositivo. Con un solo progressivo effetto: la globalizzazione unilaterale alla quale siamo stati abituati per mezzo secolo – dove l’Occidente vestiva il ruolo di battistrada – oggi veste gli abiti e le misure di tre Continenti, cioè la Cina, l’India e il Medio Oriente.

Auto elettrica e telefonia : tutto intorno, o…”sopra” di te?

Cosa c’entra la telefonia con l’auto elettrica? C’entra la nemesi storica ed i suoi passaggi simmetrici.

Il telefonino : all’inizio fu il fisso, domestico, come per le auto fu la sola unica utilitaria di ferro e basta – rigorosamente di proprietà – per chi poteva permettersela. Poi fu il primo telefono per auto (negli Stati Uniti) celebrato nel film “Sabrina” con Humprey Bogart. L’omologo del mondo dell’auto fu l’inizio dei servizi collegati all’uso della stessa, assistenza e protezione in primo luogo.

Poi fu il momento del telefono “Portatile” con la valigetta di ricarica dei primi anni ’80, capostipite il Vodafone VM1 pesante 5 kg. e dal costo odierno di 6500 Euro, ovviamente rateizzabili. Similmente in campo Automotive fu l’avvento dei sistemi di Noleggio, Leasing e finanziarizzazione dell’acquisto dell’auto.

Fu poi il momento del protocollo TACS, Standard analogico di rete 1G, attivo dagli anni 80 fino al 2002, poi sostituito dal protocollo GSM da 2G fino al prossimo 5G : e a questo io collegherei l’epopea delle omologazioni “Euro”da 0 a 7 (ultimo step dopo il quale si prevede la fine del processo di commercializzazione e produzione di motori endotermici) cui dovrebbe seguire la nuova modalità elettrica.

Dove arrivano i Provider di solito un mercato comincia a morire….

Non finisce qui: perché così come l’evoluzione della Rete telefonica GSM si consolida con l’arrivo dei “provider”, che trasformano definitivamente il telefonino in un semplice terminale di una infinità di servizi “on demand” a pagamento, anche la mobilità elettrica trasforma l’uso dell’auto dall’acquisto del solo mezzo all’integrazione inevitabile con la dimensione integrale dei servizi discriminanti (ricarica, assistenza e gestione da remoto) e di quelli “tra virgolette” accessori (connettività globale, guida autonoma) che definiscono anche il valore economico delle operazioni commerciali legate all’utilizzo dell’auto.

Altra analogia è nella nuova “denominazione” dei Players di mercato. Se all’inizio degli anni ’90 lavorare dentro Motorola, Nokia, Ericsson, HP, IBM, General Electric, Philips ed altri significava essere padroni del mondo, quasi nessuno dei nomi sopra fatti è oggi sopravvissuto all’avvento dei grandi provider di servizi multimediali e telematici che di fatto hanno soppiantato i semplici “costruttori” di telefoni fisici. Se guardiamo alla serie di J.v., Consorzi, raggruppamenti, e quant’altro già in vigore ed in preparazione tra Costruttori di auto e le Internet Companies, ci rendiamo conto di come nel nuovo prevedibile assetto dei “Mobility Providers” peso e valore dei Brand automobilistici puri si riduce di molto rispetto agli altri partecipanti del mondo digitale. Una cosa è abbastanza ripetuta nella storia industriale globale : dove arrivano i Provider si cristallizza la maturità, non in termini positivi, di un mercato. E dove arrivano i Provider si realizza un appiattimento del mercato ed una equalizzazione dell’offerta che assomiglia tremendamente ad un accordo di cartello, del tutto negativo per il diritto del consumatore ad una legittima richiesta di cartello.

Proprietà intellettuale, la concorrenza si ferma: il problema dell’Aftermarket

Ultima considerazione di introduzione per avviare una analisi approfondita nelle parti che seguono : la configurazione del mondo della mobilità elettrica in un mondo di Provider non mi fa temere semplicemente gli accordi di cartello, perché questi sono la norma già oggi nell’attuale struttura del mercato auto. Quello che temo è una limitazione del diritto di scelta del consumatore rispetto a quello che attualmente accade nel sistema dell’Aftermarket.

Attualmente tra Autoriparatori Indipendenti e Network organizzati in concorrenza con le Reti Ufficiali od Autorizzate; e con produttori e distributori di Ricambi corrispondenti, rigenerati ed usati in concorrenza con imprese OEM ed OES una gran fetta degli oltre 400 miliardi di Euro – valore di mercato annuo nel mondo dei servizi di riparazione e componenti per auto – è fuori dal monopolio dei Marchi Costruttori, e questo è per definizione un bene. Tuttavia il diritto alla concorrenza libera ed alla presenza di protagonisti diversi nel mercato si ferma di fronte a soli tre situazioni giuridiche : presenza di brevetti e proprietà intellettuale, protocolli di comunicazione e trasmissione, software proprietari e linguaggi di programmazione.

Non a caso, secondo una ricerca di Thomson Reuters del 2018 (e dunque da integrare con la valanga di nuovi dati arrivati dal 2018 ad oggi sui supporti di ricarica ), nel periodo 1985/2016 sono stati registrati e depositati ben 78.732 brevetti in ambito ICEV, HEV e BEV: una media di 7 brevetti al giorno, per ogni giorno lungo 31 anni in tutto il mondo.

Auto elettrica: poco si fa, tanto si distrugge, e molto si potrebbe trasformare

Il dato di sintesi alla data di oggi è sostanzialmente questo: dopo un battage promozionale e comunicativo “pro-elettrico” nato soprattutto post crack Lehman Brothers, i dati sono abbastanza impietosi, sotto alcuni aspetti: su un miliardo di auto circolanti nel mondo, dopo 12 anni le elettriche pure sono circa 2 milioni: lo 0,2% sul totale, con una penetrazione di sole 463 al giorno in tutto il mondo…….E per quanto riguarda le auto ibride? Dal 1997 al 2020 si è calcolato che siano state vendute un numero di 18 milioni in 23 anni, poco più di 2000 al giorno. Un po’ poco, non vi pare? Forse, dal post pandemia e con i Recovery Funds praticamente tutti cooptati per le infrastrutture in reti e servizi dedicati alla mobilità elettrica, i dati sono sensibilmente migliorati. Ma quello che le cifre non riescono a rendere proporzionale è il danno fatto di già al sistema attuale, con il pensionamento forzato di modelli, piattaforme, ma anche di organizzazioni e soluzioni per l’assistenza e la riparazione delle auto endotermiche.

Eppure, con un semplice approccio – non evangelico – al mondo dell’auto elettrica, anche in Occidente – come si è iniziato in Cina con gli allestitori – si potrebbe iniziare un percorso virtuoso al mondo dell’elettrico con il sistema del Kit Retrofit, che se ben veicolato permetterebbe anche la conversione ecologica di circa 150.000.000 di auto ultraventennali nel mondo.

Su questi aspetti di riflessione, e non solo, rimando alle parti che seguono.

Nuova Volkswagen Tiguan 2023: Anteprima su Strada

La nuova Volkswagen Tiguan 2023 appare in alcune foto spia. La terza generazione del SUV compatto di Wolfsburg è stata sorpresa nei suoi primi test intorno alle Alpi, rivelando parte delle sue novità estetiche.

La terza generazione della Volkswagen Tiguan viene allo scoperto in questa foto pubblicata da motor.es. Queste sono le prime foto spia del nuovo SUV compatto del marchio tedesco, ripreso durante i primi test. Un prototipo che non è riuscito a sfuggire agli indiscreti fotografi, che si sono letteralmente lanciati alla caccia di questo importante modello.

La nuova Tiguan è stata avvistata in forma di prototipo di serie, vestita di nero lucido e con importanti novità nascoste sotto il consueto camuffamento Volkswagen che ne deforma le caratteristiche estetiche. Si nota che la Volkswagen Tiguan è cresciuta di qualche millimetro nel passo, con un lunotto fisso incastonato nel montante posteriore più grande. Il nuovo modello rivela anche nuove linee dinamiche più attraenti nella silhouette.

DIMENSIONI COMPATTE

È il frontale a catturare l’attenzione. Il nuovo modello presenta un frontale più ampio e voluminoso, dominato da nuovi e più sottili fari a LED che si fondono con una sottile griglia del radiatore. Il paraurti è occupato da una grande griglia di ventilazione, un design inedito che segue le orme dei modelli elettrici Volkswagen ID. anche se con una maglia a nido d’ape verniciata in nero. Il camuffamento simula anche una falsa luce diurna a forma di C nelle grandi prese d’aria laterali.

All’estremo opposto, la nuova Volkswagen Tiguan 2023 è molto più camuffata. Il marchio tedesco ha nascosto gli scarichi dietro il paraurti.

Il futuro modello avrà interni completamente nuovi, con un quadro strumenti digitale che rinuncerà alla classica aletta parasole superiore e un enorme touchscreen per il sistema multimediale. Inoltre, il tunnel della trasmissione sarà dotato di un nuovissimo selettore rotante per le modalità di guida.

La nuova Tiguan è in fase avanzata di sviluppo e sarà presentata nella prima metà del 2023. Il modello sarà nuovamente disponibile con motori a benzina e diesel, tutti collegati al cambio automatico a doppia frizione DSG e con la possibilità di scegliere tra trazione anteriore e integrale. Il marchio continuerà a offrire una versione PHEV con un nuovo e più potente propulsore ibrido plug-in e un’autonomia maggiore di 100 chilometri.

Nuova Audi Q6 Sportback e-tron 2024: Rendering

La nuova Audi Q6 Sportback e-tron promette di essere un SUV elettrico con molto stile.
Audi non sta perdendo colpi nella sua nuova strategia per le auto elettriche. La casa dei quattro anelli amplierà la sua offerta fino al 2025 con tre nuovi modelli, tra cui due SUV e uno, il più sportivo, sarà l’Audi Q6 Sportback e-tron, di cui vi mostriamo in anteprima il design. Una delle grandi novità del 2024.

Poco più di un mese e mezzo fa, il marchio con i quattro anelli è stato sorpreso con un prototipo di un nuovo SUV elettrico in fase di test su strada. La nuova Audi Q6 Sportback e-tron arriverà sul mercato nel 2024, un’alternativa più elegante e sportiva che diventerà la vera risposta alla nuova generazione della Porsche Macan elettrica.

Il marchio di Ingolstadt non ha usato mezzi termini nella sua strategia, dividendo la gamma dell’Audi Q6 e-tron, che dovrebbe essere svelata nei prossimi mesi e prima della fine di quest’anno, con una variante più attraente, quella della nuova Q6 Sportback e-tron, protagonista di questa ricreazione che ne riproduce molto fedelmente il design. Il frontale è dominato dalla grande griglia chiusa, mentre i fari sono divisi in due livelli: una sottile striscia a LED per le luci diurne nella parte superiore e le funzioni di anabbagliante e abbagliante alle estremità del paraurti.

DESIGN UNICO

La nuova Audi Q6 Sportback e-tron sarà il primo SUV coupé elettrico del segmento D.

Questo rendering di Motor.esci permettedi dare un primo sguardo al modello. La futura Audi Q6 Sportback offrirà proporzioni equilibrate, con una linea del tetto sinuosa che degrada dolcemente verso un posteriore che, ancora una volta, sarà caratterizzato da gruppi ottici continui tra le estremità, come sulla sorella minore già in vendita. La sportività si misura anche con i grandi cerchi in lega, che misurano fino a 22 pollici di diametro.

La futura Audi Q6 Sportback e-tron sarà caratterizzata da interni moderni, in linea con la nuova generazione di Q5, con meno comandi fisici. Il quadro strumenti digitale sarà più grande, ma con un grande schermo touchscreen sopra la console centrale per il sistema multimediale e di infotainment. Come è consuetudine per la casa automobilistica tedesca, l’arsenale di tecnologie sarà completo, compresi i più sofisticati assistenti alla guida.

La futura Audi Q6 Sportback e-tron sarà una delle principali novità della seconda metà del 2023 e sarà in vendita nella prima metà del 2024. Sotto la sua carrozzeria, saranno offerte diverse versioni, con uno e due motori elettrici e trazione integrale quattro su richiesta, che consentirà il funzionamento con un solo motore elettrico e il risparmio energetico. Audi offrirà batterie ad alta capacità, rispetto ai 77 kWh netti offerti nel Q4 e oltre i 100 kWh, offrendo un’autonomia massima vicina ai 600 chilometri con una singola ricarica.

Nuova Dacia Spring 2024: Anteprima Rendering

Anche se l’arrivo di una Dacia Spring 2 è annunciato per il 2024, è piuttosto un restyling importante quello che si sta preparando per la city car elettrica di Dacia. Prodotta sempre in Cina, avrà una plancia molto più moderna e un nuovo frontale, oltre ad alcune modifiche tecniche.
Dacia è abituata ad aggiornamenti piuttosto discreti, ma si prevede che nel 2024 proporrà un importante restyling della sua city car elettrica, la Spring.

All’inizio dell’anno Luca de Meo, capo del gruppo Renault, ha annunciato larrivi di una secinda generazionedella Spring. La prima Dacia elettrica, tuttavia, non è molto vecchia, poiché è sulle strade francesi solo dalla primavera del 2021. Ma questo modello ha iniziato la sua carriera in Cina con il nome di Renault K-ZE. Oggi L’argus è in grado di dirvi di più. Secondo le informazioni in nostro possesso, non ci aspettiamo una nuova generazione di Spring, ma un aggiornamento importante. Tuttavia, questo secondo restyling sarà di una portata senza precedenti per Dacia, che è abituata a fare cambiamenti con poca attenzione.

DACIA SPRING ELETTRICA

Come il resto della gamma, anche la Dacia Spring ha già subito un leggero restyling per adattarsi alla nuova identità del marchio legata al cambio di logo.

L’intero frontale della vettura subirà importanti modifiche, tra cui la griglia, i fari e il fascione. Per le nostre illustrazioni abbiamo deciso di ispirarci molto alle future Duster e Bigster, che saranno lanciate quasi contemporaneamente. Questa scelta ci è sembrata logica per ragioni di coerenza estetica. Dopo tutto, con il suo aspetto da mini-SUV, l’attuale Spring sembra già una Sandero 3 Stepway ridimensionata. Ma il design di Dacia ha subito tre cambi di padrone in un breve lasso di tempo e non è ancora certo che questa direzione sarà seguita dall’attuale capo, David Durand. L’unica cosa certa è che, mentre il profilo dovrebbe rimanere pressoché invariato per contenere i costi, ci saranno alcune modifiche ai gruppi ottici posteriori.

Le novità più spettacolari, tuttavia, si trovano nell’abitacolo. Se siete lettori abituali di largus.co.uk, forse li conoscete già. La Spring restyling dovrebbe utilizzare la plancia di una delle sue numerose cugine cinesi, la Dongfeng EX1 Nano Box, tranne che per alcuni dettagli. Questo pone alcuni problemi al marchio rumeno. Con il suo grande touch screen centrale, la strumentazione digitale e la console centrale fluttuante, la più piccola Dacia rischia improvvisamente di apparire molto più moderna del resto della gamma, prendendo al contempo le distanze dalla retorica pubblicitaria del produttore, che invoca un ritorno all’essenziale. Ma è impossibile fare altrimenti. Nell’ambito di una joint venture che coinvolge anche Nissan, è la cinese Dongfeng a rimanere responsabile del progetto. La Dacia Spring 2024, che sarà ancora prodotta in Cina, deve quindi fare i conti con le decisioni di questo partner essenziale.

Nel 2023, la city car Dacia sarà dotata di un motore elettrico da 60 CV che affiancherà l’attuale unità da 44 CV.

Questo trattamento di modernizzazione non sarebbe completo senza alcune evoluzioni tecniche. Per questi ultimi, tuttavia, non sarà necessario attendere il restyling. Dal 2023, la gamma accoglierà un nuovo motore elettrico da 60 CV che affiancherà l’attuale unità da 44 CV, che rimarrà in listino.

Per quanto riguarda la batteria, riceverà un piccolo miglioramento per guadagnare circa 2 kWh, con una capacità utile ora vicina ai 30 kWh. Gli obiettivi di Dacia sono di offrire un’autonomia di 200 km e di mantenere la versione da 44 CV sotto i 20.000 euro.

Nuova Audi RS8 2023: Rendering del Sogno

Poche auto tedesche fanno battere il cuore degli appassionati come quelle di Audi Sport, in particolare i modelli RS. Tuttavia, ci sono ancora alcuni modelli Audi che non hanno ricevuto il trattamento speciale RS e la A8 è uno di questi. È qui che entra in gioco questo rendering esclusivo.

Il designer Hycade ha dato vita a un’Audi RS8 teorica che potrebbe farvi battere il cuore ancor più della RS6. È stata immaginata con una serie di modifiche per distinguerla dalla già impressionante Audi S8 e potrebbe essere la rivale perfetta della folle GT 63 S E Performance di Mercedes-AMG.

Una serie di modifiche stilistiche fanno risaltare immediatamente l’auto. Ad esempio, il frontale presenta prese d’aria ingrandite e ridisegnate, con una griglia molto simile a quella della RS6. È presente anche un nuovo splitter anteprime, mentre i passaruota anteriori svasati hanno un impatto drammatico sulla presenza su strada dell’auto.

DATI TECNICI E ANTEPRIMA

Le modifiche apportate da Hycade sono leggermente più sottili sulle fiancate (esclusi i passaruota sporgenti), anche se ci sono nuove piccole prese d’aria sui pannelli del quarto anteriore. Anche l’assetto della vettura è stato abbassato e poggia su un set di attraenti cerchi argentati.
L’attuale Audi S8 è dotata di un V8 biturbo da 4,0 litri con una potenza di 563 CV e una coppia di 590 Nm. Sebbene sia quasi impossibile che Audi rilasci una RS8, potrebbe aumentare significativamente questi numeri con una qualche forma di elettrificazione, potenzialmente in grado di rivaleggiare con gli 831 CV e 1.469 Nm della già citata Mercedes-AMG GT 63 S E Performance.

Nuova Renault Scenic 2024: Rendering e Dati Tecnici

La Renault Scénic tornerà nel 2024. L,a marca francese prepara il ritorno di un modello che è stato fondamentale, anche se negli ultimi anni ha ceduto al Kadjar. Ecco quindi un nuovo crossover elettrico che si posizionerà sopra la nuova Mégane E-Tech Electric e di cui vi mostriamo in anteprima il design graziead un renderingdi Motor.es.

Tre generazioni della Renault Scénic, due di grande successo commerciale e una terza che non sarebbe mai dovuta arrivare sul mercato. In Renault erano decisi a mantenere un modello che non era più popolare tra il pubblico, conquistato dai SUV, nonostante gli avessero riservato un trattamento da crossover. E anche in questo caso non ha raggiunto i livelli di vendita dei suoi predecessori, motivo per cui il modello è stato ritirato dal mercato qualche mese fa.
Come detto il modello tornerà sul mercato nel 2024, ma con un nuovo approccio. Della futura Renault Scénic rimarrà solo il nome commerciale, perché il resto è completamente diverso, come mostra questa riproduzione. Un nuovo design più moderno che segue le orme del nuovo stile di design implementato, con superfici lisce per migliorare l’aerodinamica e caratterizzato da linee più spigolose.

UN DESIGN TUTTO NUOVO

La futura Renault Scénic sarà caratterizzata da un posteriore più sportivo ispirato alla Vision Scénic.
Il design complessivo del modello rimarrà pressoché fedele all’anteprima della Scénic Vision Concept svelata la scorsa primavera, opportunamente rifinita e differenziata dalla compatta elettrica. Tuttavia, una delle grandi differenze tra i due modelli sarà nell’abitacolo: la lunghezza di 4,5 metri della nuova Scénic le consentirà di offrire un ampio spazio interno, una delle qualità delle tre generazioni della Scénic, sia nei sedili posteriori che nel bagagliaio, con un grande volume di carico.
Anche se apparentemente identici, Renault ha previsto due modelli 100% elettrici per il segmento delle compatte, due crossover, entrambi a cinque posti. La prima è già in vendita e le consegne della nuova Mégane E-Tech Electric inizieranno molto presto in Europa. La seconda è oggetto di questa anteprima, entrambe basate sulla speciale piattaforma CMF-EV per auto elettriche.
La futura Scénic avrà diverse versioni, non solo a trazione anteriore, ma anche a trazione integrale. Fonti interne suggeriscono che questa opzione con un secondo motore elettrico sull’asse posteriore distinguerà la Renault Scénic dalla sorella più piccola, offrendo al contempo maggiori prestazioni in termini di potenza e performance.

La batteria del crossover avrà una capacità superiore a quella minima di 60 kWh e una capacità simile a quella della Nissan Ariya, rendendo la Scénic un’auto elettrica per viaggiare grazie a un’elevata autonomia massima di oltre 500 km con una singola carica.

Nuova BMW XM 2023: Rendering Definitivo

La BMW XM è una delle novità più attese del 2023. Una soluzione simile è stata già mostrata in precedenza sul concept del grande crossover XM Hybrid, presentato per la prima volta lo scorso autunno. Ora la casa tedesca sta preparando la versione di serie del concept.

Questi rendering ai Kolesa.ru ci permettono di dare un primo sguardo al modello.

La BMW XM di serie ha molti punti in comune con il concept, ma allo stesso tempo è sensibilmente diversa. Innanzitutto, il SUV avrà una griglia più piccola, pur mantenendo le barre orizzontali. I fari rimarranno “a due piani” e un inserto nero a contrasto nel paraurti anteriore, ma la loro forma sarà leggermente diversa. I passaruota saranno larghi, ma nella versione di serie saranno più arrotondati. Un’altra caratteristica distintiva che verrà aggiunta al modello standard è una sorta di modanatura che corre lungo i lati della carrozzeria appena sotto la linea della soglia. I montanti anteriori saranno in tinta con la carrozzeria, mentre quelli del concept sono neri.

DATI TECNICI

A differenza di altri modelli di punta dell’azienda (la nuova Serie 7 e l’elettrica iX), il SUV avrà le maniglie delle portiere a vista e non a filo. Per quanto riguarda il posteriore, la BMW XM di serie manterrà i doppi terminali di scarico angolari e i loghi del marchio situati negli angoli superiori del lunotto. I fari a cofano saranno di proporzioni imponenti, ma la loro forma è notevolmente più semplice rispetto a quella del modello concept.

La nuova XM sarà dotata di un motore ibrido composto da un motore 4.4 V8 biturbo a benzina (S68) e da un motore elettrico. Il modello iniziale, che potrebbe essere denominato 50e, avrà una potenza combinata di 644 CV e 884 Nm di coppia. Ci sarà anche una versione Black Label più potente, che si avvicinerà alla versione concept con 740 CV e 1.000 Nm di coppia.

Mazda MX-5 diventa Alfa Romeo: il Tuning estremo

Esattamente 10 anni fa Alfa Romeo annunciò che avrebbe sviluppato insieme a Mazda una nuova Spider basata sulla Mazda MX-5 Miata 2015 della casa giapponese, ancora segreta. Si trattava di un piano brillante, che avrebbe visto l’Alfa mantenere le promesse della splendida concept car 2uettotanto del 2010.

Il piano è andato in fumo poco dopo. Invece di creare la sexy Alfa Romeo sportiva a due posti che il mondo desiderava, l’allora casa madre di Alfa Romeo, FCA, scelse di realizzare una Fiat/Abarth 124 Spider dall’aspetto scialbo che nessuno aveva richiesto. Il che deve essere stato fastidioso per Alfa quasi quanto vedere Dodge trasformare il suo SUV Tonale nella Hornet.

Ma la somiglianza visiva della ND MX-5 del 2015 con la splendida 8C Spider dell’Alfa Romeo, anche nella sua forma non modificata da Mazda, significa che i fan dell’Alfa non hanno lasciato cadere l’idea. Negli anni successivi abbiamo visto dei rendering che mostravano come avrebbe potuto essere una Spider su base ND, ma ora qualcuno è andato fino in fondo e ha creato la “Spiata” Alfa Romeo che FCA ha messo da parte.

DA ALFA ROMEO A MAZDA

Non sappiamo molto del processo di costruzione di questa trasformazione in Spider, che è stata avvistata nel Regno Unito e condivisa dalla brava gente dell’MX-5 Owners Club, che è rimasta perplessa quanto noi. Ma un controllo online del numero di immatricolazione ci dice che è nata come Mazda MX-5 Sport Nav Plus del 2019 e monta il motore aspirato da 1,5 litri da 130 CV (132 CV).

Il frontale della Mazda è cambiato pochissimo, le modifiche sono molto più convincenti. In primo luogo, si nota un set di ruote con il caratteristico design a cinque fori dell’Alfa Romeo, e anche un ritaglio del parafango che imita quello della 8C del 2008. La parte posteriore è dotata di un paraurti nuovo di zecca (presumibilmente in vetroresina) che riposiziona la targa in un nuovo punto appena sotto il cofano del bagagliaio, il quale sembra anche essere stato modificato per funzionare con una serie di semplici luci posteriori circolari. Non riusciamo a vedere l’interno della Spiata, ma a parte l’aggiunta di uno stemma Alfa, sospettiamo che si tratti di una Miata di serie.

Cosa ne pensate di questa Malfa MX-5 fatta in casa? Avreste preferito che FCA desse il via libera a questo tipo di conversione invece che a quella Fiat/Abarth e, se l’avesse fatto, avrebbe dovuto utilizzare i propulsori aspirati della Mazda MX-5 o i motori turbo MultiAir della Fiat?