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Iso Rivolta al MAUTO: da Genova a Giorgetto nel segno di Giotto

Iso Rivolta al MAUTO: da Genova a Giorgetto nel segno di Giotto

Bizzarrini e Mauto – C’è tanta storia, tanta leggenda e tanta parte di mondo che si incrociano in queste settimane al Mauto di Torino, che tra l’altro compie 90 fatidici e straordinari anni gratificato anche dalla citazione dell’autorevole “Times” che lo comprende tra i 50 Musei più belli al mondo.

E parlando di Musei e di Torino, non dimentichiamo che la prima auto esposta in un Museo d’Arte dal Dopoguerra ad oggi è guarda caso torinese (la Cisitalia 202), pertanto la simmetria tra arte ed automobile è storicamente di casa in questa città: sarà forse per gli effetti della leggenda di Fetonte che qui cadde, colpito dal fulmine di Zeus, facendo precipitare i resti del Carro del Sole carbonizzato nei pressi della odierna “Fontana dei Dodici Mesi” dove Fiume Po ed affluente Dora si incontrano.

Corso Unità d’Italia, sede del Mauto, è a poca distanza da quel luogo magico e dunque, secondo la leggenda, beneficia evidentemente di quella “sapienza divina” che sarebbe toccata in sorte agli abitanti del luogo dove appunto il Carro di Apollo era precipitato.

E se c’è un milanese “DOC” (nonostante sia nato a Desio, in Brianza) che meglio di altri Capitani di Industria Automobilistica può essere associato nell’immagine e nella leggenda a quel Piero Dusio “papà” tormentato della Cisitalia 202 esposta dal 1951 al MoMA di New York, per me quest’uomo è il Cavalier Renzo Rivolta.

IL CAVALIER RENZO RIVOLTA

Proprio lui e la sua linea di leggendarie e prestigiose GT sono il tema centrale del Mauto con la esposizione “The Iso Adventure” basata sulle straordinarie leggende a quattro ruote che da Bresso, presso l’attuale “Parco Renzo Rivolta” hanno reso celebre il Marchio del Grifone in tutto il mondo.

Perchè appunto c’è anche il cuore di Bresso dentro al cuore di Torino, in questi giorni. E c’è un pezzo di mare, quello di Genova dove Renzo Rivolta a soli 31 anni andò a rilevare la Isothermos di Bolzaneto.

E c’è persino un incrocio di destini speciali dentro questo semplice passaggio, poiché Renzo Rivolta nasce in quella Desio (Brianza) scelta dal Cavalier Edoardo Bianchi, il “Re delle Biciclette” che diventa guarda caso il Fornitore della Reale Casa Sabauda, insegnando alla Regina Margherita di Savoia a pedalare con nobiltà i suoi capolavori a due ruote.

Renzo Rivolta rileva dunque la Società genovese per iniziare un percorso industriale da quella città che, purtroppo oggetto di bombardamenti, fu molto presto lasciata per trasferire tutto alla Villa Patellari di Bresso, intorno e vicino alla quale l’Ingegnere crea un impianto industriale che i tedeschi ed americani all’epoca neppure si sarebbero sognati, perchè mette a fianco di una ambientazione cinquecentesca il meglio della tecnologia possibile a quei tempi: Stabilimento produttivo, Capannoni per Logistica ed approvvigionamenti; Strutture di ricovero e di ospitalità per Operai, tecnici ed impiegati. 10.000 Metri quadri di sito produttivo, presse industriali per scocche e carrozzerie capaci, a pieno regime, di stampare 300 unità in una giornata lavorativa, roba da 10.000 pezzi all’anno.

E pensare che siamo ancora ai primi anni Cinquanta, quando persino nella Torino del Mauto, a poca distanza, c’era fino al 1949 Corso Peschiera 252 : qui proprio Patron Piero Dusio, facendo disperare il leggendario Dante Giacosa, aveva l’ambizione di fare concorrenza a Borgo San Paolo (Lancia) pur con uno Stabilimento così incompleto e limitato da costringere tecnici e collaudatori a spostare di volta in volta ogni scocca e autovettura incompleta in lungo ed in largo per la città tra elettricisti, saldatori, tornitori, verniciatori e mastri tappezzieri.

E nella sua visione di Inprenditore modello Renzo Rivolta fa realizzare nel Settembre del 1954 persino una Pista di prova dentro quella tenuta di Bresso: quasi un chilometro con tre curve sopraelevate ed un tratto sconnesso per testare le sospension, con una forma a “Boomerang” in grado di presentare quattro curve di diametro differente di cui tre persino sopraelevate.

Immaginate la sorpresa e la curiosità dei residenti nei palazzi circostanti che, affacciandosi alla finestra che dava su quel parco dentro ad un Centro abitato, si trovavano periodicamente quei sogni a quattro ruote che provavano lungo la Pista…

Ma tra quella meraviglia tipicamente meneghina i simboli della “Lanterna” (come il Grifone, appunto) rimangono, mentre il sogno di una famiglia di Supercar a Marchio Rivolta prende forma dal 1961 attraverso la innata capacità di Marketing di Renzo che probabilmente non aveva la adeguata competenza motoristica di tanti Imprenditori concorrenti e contemporanei, ma di sicuro sapeva interpretare molto bene le dinamiche del mercato.

Pochi infatti si sono mai resi conto del fatto che, cronache alla mano, la Iso di Renzo Rivolta è stata ufficialmente la prima Casa produttrice italiana a dotarsi di un motore americano per la produzione stradale, aprendo la strada alle successive avventure imprenditoriali nostrane della De Tomaso, della Intermeccanica ad esempio: la sempre più diffusa proliferazione di motori americani 8 cilindri a V nelle Gran Turismo anglosassoni sembrava un sacrilegio solo in Italia, dove ovviamente la tradizione motoristica sportiva (con la sola Lamborghini ancora ai nastri di partenza) era tale da rendere quasi oltraggioso il ricorso ai grandi motori Made in Usa. Eppure la leggenda della Chevrolet Corvette cominciava a superare le coste dell’Atlantico; eppure la fama di Carroll Shelby, il famoso Pilota Collaudatore Usa e della sua AC Cobra era ormai arrivata persino in Europa.

Ecco allora che, tornando alla rassegna dedicata alla Iso presso il Mauto, fa capolino un’altra caratteristica “cosmopolita” dell’avventura delle Supercar di Bresso: la Gordon Keeble GK-1 pubblicizzata dal suo Costruttore artigianale inglese con il claim “Quattro passeggeri della nazionalità che desideri” evidenzia di già, nel 1960, un concetto internazionale rinforzato dalle linee di Bertone.

Perché non a caso c’è da subito il respiro elegante di Torino e di Garessio nella Gordon Keeble, la seconda auto disegnata nel 1960 da Giorgetto Giugiaro già giovanissimo Responsabile della Bertone di Grugliasco.

La GT inglese monta un motore GM, piazzato sotto le Chevrolet, ottima potenza a soli 5.000 giri/min, ed una coppia da escavatrice in grado di esaltare, su corpi vettura all’europea (buon assetto, dimensioni compatte e peso limitato) anche prestazioni da GT sportiva. Ma per i cultori della meccanica a Stelle e Strisce non commettete il sacrilegio di chiamarli semplicemente “V8”: quello della Gordon Keeble del 1960 è ancora un “povero” Small Block 283 (4,6 litri e “solo” 283 Cv appunto). Mentre invece quello che sarà montata sotto il chilometrico cofano delle Iso sarà il famigerato “327” del 1962.

Renzo Rivolta fa arrivare in Italia – nella metà del 1961 – un esemplare della Gordon Keeble chiedendo al suo Ingegnere di fiducia Pierluigi Raggi di lavorarci sopra, ma quella che provvisoriamente viene denominata “Iso Gordon GT” pur essendo di buon livello per i compassati canoni inglesi non è certo al livello delle “battistrada” Ferrari e Maserati, a cui Rivolta vuole gettare il guanto di sfida.

Di Maserati peraltro il Cavalier Renzo è da tempo ottimo Cliente e di certo conosce personalmente il Maestro Giulio Alfieri, il nume tutelare del Tridente all’epoca.

Alfieri collabora con Raggi per lo studio di un telaio migliorativo di quello originario della Gordon Keeble…..Eppure…..Ancora qualcosa manca, c’è ancora qualcosa che non convince il perfezionista Renzo. Manca quella sfumatura, quella spezia pregiata capace di rendere un piatto già ottimo in una pietanza Gourmet…….E qui, a Torino, di Gourmet se ne intendono, come si intendono di opere d’arte a quattro ruote.

Chissà i Ristoranti stellati che Renzo Rivolta avrà frequentato nei giorni di Salone, a Torino, quando presentava nel 1953, nello stupore generale, quella cosa strana e simpatica che fu la Isetta: ed in effetti forse quella “spezia” pregiata che il Cavaliere cercava era quella in grado di superare, nell’immaginario collettivo, l’immagine iconica che quella opera prima della Iso Autoveicoli S.p.A. aveva creato nell’opinione pubblica relegando la Casa di Bresso ad una autorevole ed innovativa produttrice di utilitarie……..Rivolta, insomma, cerca una scia di profumo, una “brezza”…….

Quella che proveniva da un posto impensabile: dalle coste di Livorno, affacciata sul Tirreno

Una brezza, tra l’altro, che già il Marchio automobilistico sinonimo stesso di Torino, la Fiat, ha avuto nel livornese DOC Aurelio Lampredi, il donatore di un DNA tecnico e motoristico dal 1955 di assoluto rispetto in grado di segnare una traccia indelebile al Lingotto.

E se quel livornese DOC – Lampredi appunto – aveva già lasciato un segno indelebile in Ferrari, Renzo Rivolta (che vedeva nel Cavallino di Maranello uno dei concorrenti privilegiati da battere con le sue future Gran Turismo) avrà certo fatto un pensiero al famoso proverbio latino “Primum Inter Pares”: anche per questo, per garantirsi da subito un livello paritario con le enormi risorse tecniche ed intellettuali di Ferrari, il Cavaliere entra in contatto con il Genio di Giotto Bizzarrini.

Siamo ai primi mesi del 1962, Bizzarrini appena uscito da Maranello è in procinto di coordinare e condurre in un fazzoletto di tempo non solo la fondazione della ATS (insieme ai “ribelli” usciti dalla Ferrari) ma anche la realizzazione della “250 Breadvan Drogo” su base Ferrari GTO; l’incarico di progetto per la Lamborghini del 12 Cilindri da 357 Cv. ed in tutto questo troverà il tempo anche di arrivare a Bresso, alla pista di Prova ISO, invitato dal Cavaliere per saggiare le qualità sportive e dinamiche della “Iso Gordon GT”.

Il suo responso, rivolto direttamente ad un trepidante Patron Renzo, sarà lapidario e romanzesco come tutto quello che corrisponde alla vita di Giotto: “Cavaliere” – esclama – “Sarò sincero: la macchina fa schifo, ma ha davvero un gran bel motore! Butti via tutto e si tenga solo quello”.

Beh…..Certo che come esordio di rapporti tecnico professionali, c’è davvero da pensare che erano altri tempi. Rivolta è chiaramente convinto delle qualità del tecnico livornese, così come è affascinato dall’arte del giovane di Garessio (Giorgetto Giugiaro) e dunque coadiuvato sempre da Pierluigi Raggi si affida al duo Giotto e Giorgetto per dare il via alla nuova avventura delle Gran Turismo di Bresso.

Conclude un contratto di fornitura con General Motors ed a Giugno del 1962, nel cortile della sua Villa, Renzo Rivolta presenta al mondo la “ISO 300 GT”, ripetendo la prima mondiale ufficiale al 44° Salone di Torino dal 31 Ottobre all’11 Novembre.

E questo è un altro motivo storico per ritrovare proprio qui a Torino quella Gamma le cui due capostipite hanno ricevuto il loro battesimo. Ma se per il Mauto abbiamo le creature che richiamano sempre e nel Marchio di fabbrica il loro papà giuridico (Renzo Rivolta), e se solo a guardarle si comprende bene il segno inconfondibile del loro papà di Stile (il piemontese Giorgetto Giugiaro), oggi non possiamo dimenticare che il papà “tecnologico” di tutte le Supercar di Bresso, Giotto Bizzarrini da Quercianella, è venuto a mancare da poco, lo scorso 13 Maggio. Ed il prossimo sei Giugno il Maestro avrebbe compiuto 97 anni.

Cosa è stato Giotto Bizzarrini per la Iso e dentro la Iso? Quante pagine di libro siete pronti a condensare in questo spazio? Beh, solo per riassumere, Vi ricordo che il lavoro svolto da Giotto Bizzarrini già fin dalla “300” è decisamente rivoluzionario: l’unità Chevrolet 327 che di “base” fornisce già 290 Hp alla uscita del Cambio, viene cesellato sia al Banco Prova ISO che all’Istituto Macchine della Facoltà di Ingegneria di Pisa, e con le modifiche di Giotto restituisce senza il benchè minimo problema di affidabilità ben 350 Cv. Più 20% di potenza supplementare: se non è maestria questa, e capacità fuori del comune!! Fondamentalmente Bizzarrini con la “GT 340” riuscirà un attimo prima di General Motors a conquistare picchi di potenza di questa portata. In grado anche di portare Iso Rivolta a vincere nella sua Categoria a Le Mans anni dopo, con la “A3/C”.

Ed anche l’impresa sportiva e l’impegno diretto di Giotto nelle Competizioni sportive con Iso Rivolta sono una dimensione senza la quale le Supercar di Bresso non sarebbero state quelle che possiamo sognare e ricordare nella storia. Senza dimenticare, infine, che il protocollo strutturale di Giotto (al quale persino Enzo Ferrari dovette lasciare riverente spazio nel prototipo preliminare della superlativa “GTO” ) era diventato la base tecnica di tutte le Iso a motore anteriore. Giotto fu a tal punto significativo a Bresso che persino dopo il suo “divorzio” nel 1965 fu Piero Rivolta (il figlio di Renzo) a richiamarlo per la ultima “Varedo” del 1972, unica GT a motore posteriore centrale del Marchio del Grifone.

Cosa sarebbe accaduto se Giotto non si fosse seduto sulla “Gordon GT” in quell’inverno del 1962?

Difficile dirlo. Ma una cosa è certa: in quel caso quella serie di gioielli esposti al Mauto non sarebbe mai più stata “quella Serie”. Ecco perché, con l’arrivo di quel sei Giugno in cui tutti gli appassionati di auto avrebbero voluto spegnere con il pensiero le 97 candeline sulla torta per Giotto, ed in concomitanza con la Mostra, sarebbe bello che almeno per un giorno al Museo di Torino spirasse quella brezza potente e profumata di Quercianella. In memoria di Giotto Bizzarrini, papà nobile delle Iso Rivolta.

Nuova Skoda Elroq 2024: nuovo Rendering

La nuova Skoda Elroq è pronta a debuttare con uno stile tutto nuovo.

Il marchio ceco ha già confermato che la futura Karoq sarà 100% elettrica e con un nuovo nome, Skoda Elroq. Inizialmente si parlava come un successore della Kamiq, la Casa di Mladá Boleslav ha cambiato i suoi piani annunciando l’arrivo di una variante a zero emissioni di un SUV compatto di successo, che potete vedere in questa anteprima.
Solo pochi giorni fa Skoda aveva mostrato in anteprima una serie di mock-up che anticipavano l’arrivo di quattro futuri modelli a zero emissioni, aggiungendo anche la conferma dei previsti sostituti della Enyaq iV e della Enyaq iV Coupé. La casa automobilistica ceca è seriamente impegnata sul fronte delle auto elettriche, con un investimento multimiliardario di quasi 6 miliardi di euro.
Di questi quattro modelli, uno dei primi ad arrivare sul mercato sarà il successore della fortunata Skoda Karoq. Uno dei modelli più importanti del marchio che ha recentemente ricevuto un leggero lifting per affrontare l’ultima parte della sua vita sul mercato. È un mistero se avrà anche un successore a combustione, ma tutto fa pensare che prolungherà il suo ciclo di vita ancora per un po’, coesistendo con la nuova Skoda Elroq. Un marchio confermato per un modello più piccolo che ora è stato assegnato al successore più efficiente del SUV compatto.
Gemello tecnico e meccanico della già confermata Volkswagen Tiguan elettrica, il modello ceco sarà anch’esso basato sulla piattaforma “MEB+” e beneficerà di significativi miglioramenti rispetto alla Volkswagen ID.4, una delle sue più dirette concorrenti sul mercato.

La futura Skoda Elroq avrà un design moderno, come si può vedere in questa riproduzione, uno stile accattivante per continuare a conquistare i clienti della Karoq e con proporzioni molto simili a quelle di questo SUV compatto ma anche leggermente più basse per massimizzare l’efficienza aerodinamica. Il rendering in copertina di Motor.es ci permette di dare uno sguardo in anteprima al modello.

DATI TECNICI E PRESTAZIONI

Nonostante le dimensioni compatte, la Skoda Elroq continuerà a offrire un’abitabilità interna ai vertici della categoria, senza il fastidioso tunnel della trasmissione e un ampio bagagliaio dalle forme molto regolari. Skoda non si discosterà di una virgola dalla sua filosofia di offrire modelli dal design piacevole e accattivante e dalla tecnologia avanzata a prezzi equi, vantando un abitacolo più minimalista che cambierà completamente e non avrà nulla a che vedere con quello della Karoq.
La futura Skoda Elroq monterà il nuovo motore elettrico “AP550” presentato in anteprima dalla Volkswagen ID.7, regolando i suoi valori di potenza ben al di sotto di quelli della berlina tedesca. Un’unità che ridurrà il peso della vettura e alimentata dalle stesse batterie attualmente offerte dalla Enyaq, per cui l’autonomia aumenterà notevolmente rispetto alla Enyaq.

I 600 chilometri ai autonomia con una singola carica sono perfettamente raggiungibili, in quanto sarà anche dotata della tecnologia di ricarica bidirezionale V2L, tra le altre nuove caratteristiche. La nuova Skoda Elroq arriverà sul mercato nel 2026.

Quanto costa mantenere Ford Mustang 5.0 V8? [VIDEO]

Quanto costa acquistare ma soprattutto mantenere una Ford Mustang 5.0 V8 da 450CV? In questo video vi racconto le principali spese fa tenere in considerazione in Italia.

Nuova BMW Concept Touring Coupé: la Z3

La BMW Concept Touring Coupé ci ricorda l’amata BMW Z3 M Coupé.
La recente anteprima mondiale della BMW Concept Touring Coupé al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2023 rappresenta un intrigante studio di design automobilistico, che attira inevitabili paragoni con l’amata BMW Z3 M Coupé, affettuosamente chiamata “furgoncino del pane” o “scarpa da clown” e ricordata per la sua miscela unica di stile e praticità.
La nuova concept car incarna il fascino classico di una coupé da turismo, accennando all’eredità dei classici BMW e aggiungendo allo stesso tempo elementi moderni che ricordano un concetto di shooting brake.
È interessante notare che il design della BMW Concept Touring Coupé, in particolare il suo stile posteriore, può anche suscitare ricordi del caratteristico posteriore della Z3. L’esterno è caratterizzato da spalle muscolose e da un lunotto piatto, che le conferiscono una posizione solida.

LO STILE BMW

La vista laterale della coupé a ricordare maggiormente la mitica BMW Z3, con il suo lungo cofano e il profilo aerodinamico del tetto che si combinano armoniosamente in una potente sezione posteriore.
Anche il motore a sei cilindri in linea che equipaggia la concept car sembra essere un cenno nostalgico. In passato, non ci si vergognava di inserire il maggior numero possibile di cilindri in un vano motore. Qui non c’è stato alcun ridimensionamento a quattro o tre cilindri.
Nell’attesa di vedere questo concept trasformarsi in realtà, non possiamo fare a meno di provare una certa nostalgia, ricordando la miscela unica di stile e funzionalità della BMW Z3 M Coupé, che questo concept sembra incapsulare così bene.

Nuova Zeekr 001 2023: 1000 km di Autonomia

La Zeekr 001 arriva in Cina con importantinovità tecniche, come riporta Car News China.

Sebbene il veicolo elettrico shooting brake appaia in gran parte simile all’iterazione precedente all’aggiornamento, le principali revisioni sono sotto la pelle e ora includono una batteria da 140 kWh firmata CATL Qilin. Questa versione top di gamma consente un’autonomia massima di 1.032 km sul ciclo di omologazione CLTC cinese in versione RWD, a motore singolo.

Precedentemente offerta con una batteria ternaria al litio da 86 kWh o 100 kWh, la Zeekr 001 offriva un’autonomia dichiarata rispettivamente di 546 km e 656 km nel ciclo di prova CLTC, alimentando la versione a doppio motore e trazione integrale dello 001 che eroga 544 CV e 768 Nm di coppia, consentendo uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e una velocità massima di oltre 200 km/h.

Le versioni monomotore a trazione posteriore della Zeekr 001 erogano 272 CV e 384 Nm di coppia, ovvero la metà della potenza della versione AWD a doppio motore. In questa configurazione, la 001 raggiunge il parametro di accelerazione 0-100 km/h in 6,9 secondi.

DATI TECNICI E PRESTAZIONI

La nuova batteria CATL CTP 3.0 Qilin utilizzata nella variante da 140 kWh offre un tasso di utilizzo del volume superiore al 72% e una densità energetica di 255 Wh/kg. Secondo Car News China, questo offre una potenza superiore del 13% rispetto al pacco batterie da 4680 celle con lo stesso sistema chimico e le stesse dimensioni.

L’equipaggiamento interno della Zeekr 001 2023 comprende un display da 8,8 pollici per la strumentazione del conducente, un display da 14,7 pollici per l’infotainment centrale, uno schermo da 5,7 pollici per il passeggero posteriore, rivestimenti in pelle Nappa e altro ancora.

La variante top riceve anche un pacchetto sportivo che comprende cerchi in lega da 22 pollici, pinze freno anteriori Brembo a sei pistoncini con dischi freno forati, rivestimenti in Alcantara e sedili sportivi.

Lo Zeekr 001 aggiornato del 2023 sarà in vendita in Cina a partire da 300.000 RMB per la variante base con motore singolo e trazione posteriore e batteria da 86 kWh, mentre le varianti con la nuova batteria da 140 kWh avranno un prezzo a partire da 403.000 RMB.

Nuova Renault Rafale 2024: Anteprima Rendering

Il processo di sviluppo del nuovo Renault Rafale sta per essere completato. Il lancio del nuovo SUV Coupé di Renault è alle porte.

Renault ha accelerato il ritmo di sviluppo del suo nuovo ed entusiasmante SUV. Un SUV Coupé che assumerà il ruolo di ammiraglia del marchio francese. Questo nuovo modello, battezzato Renault Rafale, è pronto per il debutto visto che la presentazione è dietro l’angolo. Per questo motivo l’azienda deve mettere a punto gli ultimi dettagli prima del suo arrivo sulla scena.

Lo sviluppo del nuovo Renault Rafale è nelle sue fasi finali nell’Europa meridionale. Lo dimostrano i numerosi avvistamenti di prototipi avvenuti in questa parte del Vecchio Continente in un breve lasso di tempo. Ancora una volta, i nostri fotografi spia hanno colto in pieno giorno un prototipo del nuovo SUV Coupé di Renault. Un modello che svolgerà il ruolo di “fratello maggiore” della fortunata Renault Arkana.

Il processo di sviluppo del nuovo Renault Rafale sta per essere completato.

Quasi tutto l’esterno del veicolo è ricoperto dal solito vinile Renault e da altri elementi temporanei per nascondere la carrozzeria del nuovo membro della crescente famiglia di SUV della Casa francese.

DATI TECNICI E USCITA

Renault ha deciso di aumentare il proprio impegno nel segmento dei D-SUV. Una categoria in cui è recentemente entrata la nuova Renault Espace. Il nuovo Renault Rafale sarà un veicolo più grande e, soprattutto, più esclusivo. Tuttavia, i due modelli saranno strettamente correlati a livello tecnico. Il nuovo Rafale sarà basato sulla piattaforma CMF-CD descritta come un’architettura “multi-energia”.

Sarà disponibile solo con motori a benzina elettrificati. Come il già citato Espace, il nuovo Rafale sarà inizialmente disponibile con tecnologia ibrida a ricarica automatica (HEV). Inoltre, è in programma anche una versione ibrida plug-in (PHEV) che offre un livello superiore di prestazioni ed efficienza.

Come abbiamo detto all’inizio di questo articolo, il nuovo SUV Coupé di Renault sta per essere presentato. Sarà presentato il 18 giugno 2023. Le prime unità arriveranno nelle concessionarie entro la fine dell’anno.

Se tutto andrà secondo i piani, porterà il marchio “Made in Spain“. Il nuovo Renault Rafale sarà prodotto in Spagna un uno stabilimento del Gruppo Renault situato a Palencia. Una fabbrica strategica visto che anche l’Austral e l’Espace sono già prodotti lì.

Nuova Tesla Model 2 2024: Anteprima Teaser

La nuova Tesla Model 2 è pronta ad arrivare sul mercato per sfidare le rivali.

Un’aggiunta più economica alla linea di quattro modelli Tesla è in lavorazione da tempo, in quanto l’azienda mira ad abbassare il prezzo d’ingresso alla sua gamma di veicoli elettrici. Ora una nuova immagine teaser ufficiale dell’auto arriva in occasione dell’assemblea annuale degli azionisti Tesla del 2023 negli Stati Uniti.
La Tesla Model 2 potrebbe anche far parte di una coppia di modelli low cost con una stretta relazione tecnica simile a quella della Model 3 e della Model Y. All’evento per gli azionisti il CEO di Tesla, Elon Musk, ha dichiarato che: “Ci sono due nuovi prodotti che credo vi entusiasmeranno molto. Sia il design dei prodotti che le tecniche di produzione sono superiori a qualsiasi altra cosa presente nel settore”.
Si pensava che Musk avrebbe fatto un annuncio ufficiale sulla Tesla “Model 2” all’evento Tesla Investor Day del marzo 2023, ma alla fine gli spettatori e i partecipanti hanno ricevuto una serie di informazioni sulla nuova tecnologia Tesla che sarà presente in un “modello di prossima generazione”. Ora abbiamo un’immagine teaser che mostra la linea del tetto curvilinea di un’auto con spunti di design simili a quelli dell’attuale Model Y.
Musk ha spiegato che: “La gente vuole sempre sapere qual è il nostro prossimo prodotto. Ovviamente abbiamo bisogno di un vero e proprio lancio di prodotto dedicato. Voglio solo sottolineare che stiamo costruendo un nuovo prodotto, stiamo progettando un nuovo prodotto – non stiamo con le mani in mano”.
La nuova “baby Tesla” è stata già anticipata in un video sui social media che accennava al design della nuova auto con una serie di schizzi. Abbiamo anche visto un’immagine della sua carrozzeria nuda, un potenziale indizio del fatto che la piattaforma per piccole auto più efficiente ed economica di Tesla (che incorporerà gli insegnamenti della Model 3 e della Y) sarà una parte importante del “piano generale” autoproclamato dall’azienda.
In precedenza, Elon Musk aveva dichiarato agli azionisti che la prossima fase del suo piano sarà “fondamentalmente incentrata sulla scalabilità”. È probabile che ciò riguardi la fornitura e la produzione di batterie. L’evento Investor Day del 2023 ha rivelato dettagli su nuove tecniche di produzione innovative e piani per batterie per auto che non contengono metalli preziosi.

LA NUOVA TESLA

All’interno dell’azienda c’è una chiara attenzione per le misure che riducono la complessità e rendono più facile ed economica la costruzione di veicoli da parte di Tesla: questo potrebbe estendersi a un pacco batterie completamente strutturale incorporato nella struttura dell’auto e sarebbe anche in linea con il desiderio di un modello più accessibile e di maggior volume. Musk ha dichiarato all’assemblea degli azionisti del 2023 che “credo che produrremo più di cinque milioni di unità all’anno di questi due prodotti combinati”, per cui un veicolo elettrico più economico e a più breve autonomia da vendere in grandi quantità sembra essere sicuramente all’ordine del giorno.
Tesla ha chiuso il 2022 senza consegnare né il tanto ritardato Cybertruck né la nuova Roadster, anche se ci è stato promesso che le consegne del Cybertruck inizieranno nel 2023 e la Roadster arriverà nel 2024. L’azienda si sta già concentrando sullo sviluppo di un modello più piccolo e più economico che potrebbe svolgere un ruolo maggiore nel passaggio alla mobilità elettrica di massa.

Nuova DS5 2024: Anteprima Rendering

La nuova DS5 sta per arrivare sul mercato con uno stile tutto nuovo suo.

Per colmare il vuoto tra la DS3 e la DS7, l’anno prossimo la Casa francese lancerà un SUV compatto che utilizzerà la base tecnica della futura Peugeot 3008 per allungarsi fino a circa 4,5 metri.

Il nuovo modello con queste dimensioni importanti, si chiamerà probabilmente DS5, nonostante l’insuccesso del primo modello, lanciato con il marchio Citroen nel 2011.
La prossima DS5 avrà un profilo più contemporaneo da SUV coupé e sarà il primo modello completamente elettrico del marchio, con batterie di capacità compresa tra 87 e 104 kWh e un’autonomia fino a 700 km (nel ciclo di omologazione WLTP) con un livello di potenza minimo di poco superiore a 200 CV. Ci saranno anche versioni da 320 CV e 445 CV in base alle caratteristiche promesse dalla piattaforma STLA Medium. Motori spettacolari che rendono onore all’ottimizzazione aerodinamica delle sue linee ispirate alla concept car DS Aero Sport Lounge, presentata nel 2020.

DATA DI USCITA

La nuova DS5 potrebbe essere svelata già alla fine di quest’anno, prima di un lancio commerciale nel 2024. Ma si dice che il marchio premium potrebbe svelare alcuni aspetti di questo veicolo prima della prossima estate.