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Autoprove.it chiude il 2022 con numeri da Record

L’anniversario degli 8 anni di Autoprove.it si chiude con numeri da record. Il mese di dicembre supera il già sensazionale novembre 2022 con oltre 145.000 utenti unici e 180.000 page views. A conti fatti, nel corso di tutto il 2022, il blog ha totalizzato oltre 1 milione di pagine viste.

Un anno incredibile quello appena concluso con tante prime volte anche sui social media.
Per la prima volta siamo in oltre 62.000 sulla pagina Instagram e in oltre 13.000 sul canale YouTube.

Risultati che sembravano lontani ma sono arrivati con impegno, costanza e tanta passione. Grazie a tutti voi che continuate a leggere le pagine di questo Blog e a quanti hanno dato e stanno dando un contributo a tenere vivo questo progetto.

Il sogno continua ❤️
G R A Z I E

Nuova Volkswagen ID.7 2024: la Passat elettrica

La nuova Volkswagen ID.7 è quasi una realtà. Il marchio tedesco ha presentato la sua prima berlina elettrica alla grande fiera dell’elettronica di Las Vegas. Il CES 2023 è il palcoscenico scelto dalla casa di Wolfsburg per svelare questo modello che rivaleggerà con la Tesla Model 3, ponendosi allo stesso tempo come alternativa alla Passat e alla Arteon.

Conosciuto finora come Volkswagen ID. Aero, è già stato presentato, ma non nel modo in cui avremmo voluto. La prima berlina elettrica del marchio di Wolfsburg per il segmento D è stata presentata al CES 2023, il grande salone dell’elettronica di Las Vegas, con un camuffamento speciale, come la casa tedesca è solita svelare i suoi nuovi prodotti prima del modello di serie.

Un camuffamento che rivela le caratteristiche principali di questo modello che andrà ad arricchire la gamma di auto elettriche del marchio nel 2024. La nuova Volkswagen.7, che sarà considerata un sostituto a breve termine della Passat e a lungo termine della Arteon, ha uno stile sportivo e accattivante, con una carrozzeria a quattro porte a due volumi che riprende fedelmente le linee principali viste prima sulla concept ID.Vizzion e poi sulla Arteon.

DESIGN E DATI TECNICI

L’anteprima concept della Volkswagen ID.7 si differenzia notevolmente dagli attuali modelli ID Volkswagen. I fari sono più sottili e abbandonano la caratteristica forma a goccia, mentre il paraurti ha un design più sportivo, abbandonando le prese di raffreddamento traforate e presentando una griglia a forma di trapezio più tradizionale. Le minigonne laterali sono un’altra caratteristica che attira l’attenzione, così come le maniglie delle porte incassate nei pannelli. Nella parte posteriore, la caratteristica più evidente sono i gruppi ottici più voluminosi.

La Volkswagen ID.7 presenta anche un abitacolo inedito, che abbiamo già visto nelle foto spia, quindi non è affatto unico per questo concept. Il quadro strumenti è un display sottile che fa parte della struttura della plancia, mentre le bocchette d’aria intelligenti sono integrate al di sotto. La console centrale è occupata da un grande display orizzontale da 15 pollici, più grande di qualsiasi auto elettrica ID. attualmente in vendita.

La nuova Volkswagen ID.7 di serie sarà presentata nella seconda metà del 2023 e sarà in vendita nel 2024. Basata sulla piattaforma MEB, ospita una batteria con una capacità sufficiente per un’autonomia massima di 700 chilometri. L’ID. La concept Aero, presentata a metà dello scorso anno, aveva una batteria con una capacità netta di 77 kWh, quindi il modello di produzione sarà caratterizzato da una batteria di capacità superiore, da versioni con motore elettrico singolo o doppio e da una trazione integrale con potenza fino a 500 CV.

Nuova Kia EV4 2024: Dati Tecnici e Anteprima

La KIA EV4 sarà la rivale coreana delle varie Toyota bZ4x, Volkswagen ID.4. Sarà presentata alla fine del 2023 per iniziare le vendite l’anno prossimo.

KIA continuerà ad ampliare la sua gamma di auto elettriche nel 2023 con l’introduzione di tre nuovi modelli. Ufficialmente sappiamo già che due di essi saranno SUV, tra cui la KIA EV9, mentre non si sa ancora nulla di preciso sull’altro. Tuttavia, in base alle anticipazioni precedenti, ai lanci previsti dalla Casa coreana e a come sta articolando la struttura della sua offerta, il modello rimanente sarà prevedibilmente la KIA EV4, un SUV elettrico più accessibile rispetto alla EV6 e alla EV9, anche se non per questo economico in termini assoluti.

Ed è questione di tempo prima che KIA sia costretta a coprire lo spazio che rimarrà tra l’attuale e-Niro e la futura EV9, poiché si tratta di due modelli dal taglio molto diverso. Mentre il primo è impegnato in un formato compatto limitato a 4,42 metri di lunghezza per l’uso urbano, il secondo sarà un SUV lungo 5 metri che offrirà spazio anche per 7 occupanti.

Questa differenza di quasi 60 centimetri tra i due modelli, quindi, lascia scoperto un vuoto che dovrà essere coperto se il marchio non vuole perdere terreno nei confronti di altri produttori. Ed è qui che entra in gioco la Kia EV4. È vero che, in base alle misure, la EV6 si colloca tra le due, ma essendo la prima elettrica della nuova generazione a essere lanciata, è stata progettata per coprire il maggior numero possibile di categorie. Per questo motivo, è stata definita dalla stessa KIA come una “distruttrice di segmenti”.

LA GAMMA ELETTRICA DI KIA

Considerando i modelli che attualmente si aggirano intorno ai 4,60 metri di lunghezza, la KIA EV4 sarà, per definizione, un D-SUV elettrico. Su questa base, competerà commercialmente con modelli come la Toyota bZ4x, la Volkswagen ID.4 e la Nissan Ariya, tra gli altri, il che significa dover assimilare un prezzo di partenza in linea con quello di questi veicoli, che parte da 45.000 euro e 50.000 euro. Top Electric SUV, tuttavia, sottolinea che il modello sarà finalizzato a competere direttamente con la Volvo XC40 Recharge e Mercedes-Benz EQA, anche se tenendo conto che la KIA Niro ha già misure molto simili a questi, non sembra probabile.

Tecnicamente, la base su cui KIA punterà per supportare lo schema elettrico della EV4 sarà la ben nota e-GMP, una piattaforma tecnologica con una tensione nominale di 800 V. Auto elettriche come la Hyundai Ioniq 5, la KIA EV6 o la Ioniq 6 recentemente presentata raggiungono un’autonomia fino a 600 chilometri nella versione con batteria da 77,4 kWh, mentre in termini di potenza di ricarica questa struttura offre una potenza fino a 350 kW.

Per quanto riguarda il design della KIA EV4, abbiamo già un indizio ufficiale di come il marchio ha scelto di modellarla. Per differenziarla il più possibile sia dalla KIA EV6 sia dalla e-Niro, che saranno i modelli più vicini alla EV4 nella gamma, KIA ha scelto di darle proporzioni da vero SUV, simili a quelle della futura EV9 di serie e della KIA. Sportage attuale, che sarà l’equivalente della EV4 nella serie termica e ibrida.

KIA presenterà ufficialmente l’EV9 nella prima metà dell’anno (forse addirittura nel primo trimestre) in modo che la sua anteprima commerciale avvenga alla fine del 2023. Per questo motivo, si prevede che la KIA EV4 sarà svelata come concept nel secondo trimestre di quest’anno per entrare in commercio nel 2024.

In Grecia la Lada Niva più cara del Mondo

La Lada Niva è associata all’abilità fuoristrada e all’accessibilità economica, ma questo esemplare pesantemente modificato è tutta un’altra storia. In Grecia l’immortale Niva è stata messa a punto per produrre 300 CV insieme a un gran numero di modifiche esterne e interne, che hanno portato a un prezzo da capogiro di 34.000 euro.

Il proprietario, Vaggelis Tsoumanis di Igoumenitsa, Grecia, ha dedicato molto tempo ed energia a questa costruzione non convenzionale. Come descritto nell’inserzione su Classic Trader, la Niva è stata completamente restaurata prima di ricevere le modifiche, con una serie di “parti da corsa” che la fanno comportare come una “auto sportiva di tutti i giorni”. L’annuncio suggerisce che si tratta di un modello del 2004 che ha percorso solo 4.600 km dopo il restauro, il che spiega le condizioni pari “al nuovo”.

Guarda: La Lada Niva Bronto mostra le sue credenziali off-road nell’ultimo video promozionale

Pazza Lada Niva con 300 CV e ruote da 22 pollici in vendita a 37 mila dollari
Il punto forte della Lada oscurata sono i massicci cerchi in lega da 22 pollici con pneumatici allungati da 245/30R22. Ruote di queste dimensioni sarebbero più adatte a una Lamborghini Urus o a una Cadillac Escalade, facendo sembrare la Niva lunga 3.740 mm come uno di quei rendering selvaggi.

Tutte le luci alogene sono state sostituite da LED, mentre il paraurti anteriore in metallo e i gradini laterali proteggono la carrozzeria ribassata. I parafanghi imbullonati cercano di coprire le carreggiate più larghe, mentre le sospensioni sono state ovviamente abbassate per migliorare la maneggevolezza, per quanto si possa dire di un fuoristrada che risale al 1977. Anche la potenza di arresto è stata potenziata con freni a disco su tutto il perimetro con pinze marchiate Porsche.

LADA NIVA ESAGERATA

Se vi chiedete perché siano necessari tutti questi aggiornamenti, dovete guardare sotto il cofano, o dietro l’intercooler che spunta dalla griglia. Lì si trova una versione pesantemente modificata dell’antico motore a quattro cilindri da 1,7 litri della Lada, con una cilindrata maggiorata di 1,8 litri, un turbocompressore, una centralina da corsa e la possibilità di funzionare con tre tipi di carburante.

Di conseguenza, la potenza erogata è di 175 CV con il GPL, di 210 CV con la benzina e di ben 300 CV con il carburante da corsa o il metanolo. Tutti questi numeri rappresentano un aumento significativo rispetto agli 82 CV (61 kW) della Niva di serie. La potenza viene trasmessa a tutte e quattro le ruote attraverso un cambio manuale a cinque velocità con l’ausilio del sistema 4WD di Lada e dei differenziali bloccati.
Per chi fosse interessato ad acquistare questa versione unica dell’iconico fuoristrada russo, il prezzo richiesto è di 34.698 euro. È interessante notare che questa non è la Lada Niva più costosa che abbiamo incontrato: il titolo appartiene a una Niva incentrata sul fuoristrada del tuner tedesco Zubr, che è stata quotata su eBay per 44.000 euro quasi un anno fa.

Se Tesla fosse nata negli anni 50? I Rendering

Tesla è nota per il suo cieco ottimismo e la sua esuberanza. Queste sono qualità che hanno definito l’industria americana negli anni Cinquanta e Sessanta.

E questo ci porta ad una domanda: come sarebbe stata una Tesla Model S se fosse stata progettata nell’epoca in cui si credeva che il futuro fosse così luminoso che tutti avrebbero avuto bisogno di occhiali da sole? Per scoprirlo, abbiamo chiesto a un generatore di intelligenza artificiale di progettare il veicolo elettrico come se fosse stato realizzato negli anni ’50 e ’60. I risultati sono stati un po’ sorprendenti.

AUTO ELETTRICHE VINTAGE

Questa Tesla Model S in rosso sembra uscita direttamente dal tavolo delle concept car di un salone dell’auto degli anni Cinquanta.
Facendo un salto in avanti di qualche anno, la macchina AI ha creato qualcosa che sembra appartenere a uno showroom dei primi anni ’60. Non potendo evitare la griglia, questo modello S – chiamiamolo “di seconda generazione” – prende in prestito alcuni spunti dall’Aston Martin, incorporando anche alcune linee della Maserati 5000 GT, e la linea del tetto ha qualcosa di quasi Ford Anglia.

I fari doppi hanno qualcosa in comune con le Corvette C1 successive, anche se le loro dimensioni ridotte li fanno sembrare un po’ anacronistici. Inoltre, i massicci cerchi in filo metallico sono un altro indizio del fatto che queste immagini combinano design classico e moderno in modo non sempre perfetto.

Sebbene entrambi i design abbiano qualcosa di inquietante sembrano verosimili. Anche se è improbabile che un’auto elettrica avrebbe potuto conquistare l’industria automobilistica tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 come ha fatto Tesla nel 2010, è comunque divertente pensare a come sarebbe potuta apparire se un Elon Musk dell’epoca ci avesse provato.

Nuova Nissan Micra 2024: Rendering e Info

La Nissan Micra rinascerà in una versione 100% elettrica nel 2025-2026.
Derivata dalla Renault Clio 4, l’attuale Nissan Micra vedrà la sua produzione cessare al più tardi nel 2024, quando lo stabilimento Renault di Flins chiuderà per sempre.

Per il mercato europeo, Nissan è stata convinta dall’alleato francese a dare un successore alla sua city car. La sesta generazione sarà sviluppata sulla base della futura Renault 5 elettrica, che sarà lanciata a metà del 2024. Questo rendering in copertina di L’Argus.fr ci permette di dare un primo sguardo al modello.
Come la Renault 5, la Nissan Micra sarà disponibile in due potenze (125 e 150 CV) e con due batterie (42 e 52 kWh).

Nissan non è entrata nei dettagli del lancio sul mercato del veicolo, ma Ashwani Gupta, Chief Operating Officer di Nissan, ha detto che “l’accattivante compatta elettria” arriverà presto. “Questo è un grande esempio dell’approccio di ‘differenziazione intelligente’ dell’Alleanza”, ha aggiunto. “Succedendo alla nostra iconica Micra, sono sicuro che questo nuovo modello fornirà ulteriori emozioni ai nostri clienti in Europa”. Ci aspettiamo di saperne di più sull’erede elettrico della Nissa Micra con Nissan affermando che “il nome ufficiale, i tempi di lancio e i dettagli tecnici saranno rilasciati a tempo debito”.

Si tratterà il quarto modello elettrico di Nissan dopo la hatchback compatta Leaf, il C-SUV Ariya e il veicolo commerciale Townstar. Tutte queste novità sono parte del piano Nissan Ambition 2030

NUOVA ORGANIZZAZIONE RENAULT

Oltre alla produzione della Mégane E-Tech elettrica, lo stabilimento di Douais saturerà la sua linea di montaggio con la futura Scénic nel 2023, poi la R5 e la piccola Alpine nel 2024, per non parlare della produzione della carrozzeria del crossover Alpine GT, lanciato nel 2025.
Come Douai, il sito di Maubeuge sarà trasformato in una fabbrica di veicoli elettrici. Per il momento, sono la Renault Kangoo e i suoi derivati Mercedes e Nissan a uscire dalla linea. A partire dal 2025 si aggiungeranno la famiglia Renault 4 (SUV e furgone) e la Nissan Micra. Dietro le quinte, si sussurra che la produzione di Kangoo potrebbe spostarsi perché il piano di prodotti elettrici di Renault prevede l’arrivo di un nuovo veicolo utilitario, FlexEvan, nel 2026, mentre un SUV di grandi dimensioni (progetto HCC) è previsto per il 2027, così come la seconda generazione della Mégane E-Tech, entrambe basate sulla nuova piattaforma SDV (Software-Defined Vehicle) sviluppata con Qualcomm.

Nuova Zeekr 001 2023: Anteprima Restyling

Zeekr, il marchio premium elettrico di Geely, ha aggiornato la sua 001 “Luxury Safari Coupé” per il 2023, un anno dopo il suo lancio sul mercato in Cina. La grande novità è che la Zeekr 001 2023 è disponibile in una variante a produzione limitata che offre un’impressionante autonomia di 1.032 km tra una carica e l’altra secondo il ciclo di omologazione CLTC cinese.
Partendo dalle specifiche tecniche, la Zeekr 001 mantiene il propulsore elettrico del suo predecessore producendo 272 CV (200 kW) con un singolo motore elettrico o 544 CV (400 kW) con doppio motore elettrico. La più potente può accelerare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi.
Le batterie standard hanno la stessa capacità di 86 kWh o 100 kWh e offrono un’autonomia CLTC di 546-741 km. Tuttavia, è possibile optare per un nuovo pacco batterie Kirin da 140 kWh, responsabile del record di autonomia di 1.032 km nella variante RWD, anche se la sua disponibilità è limitata a soli 1.000 esemplari. I proprietari di questi modelli possono vantarsi di possedere il modello di serie con l’autonomia più lunga al mondo.

DATI TECNICI E PRESTAZIONI

Dal punto di vista estetico, la Zeekr 001, lunga 4.970 mm, rimane invariata, come è logico che sia, visto che è stata presentata originariamente nell’aprile 2021.

Il modello ha ancora il volto ispirato alla Lynk&Co, con fari sdoppiati che integrano la tecnologia LED a matrice, e la carrozzeria non convenzionale a cinque porte che confonde i confini tra freni da tiro e crossover. Per il 2023, Zeekr ha aggiunto un trio di nuovi colori esterni, tra cui Yu Guang Orange, Extreme Blue e Polar Night Black.
Anche gli interni restano uguali, compreso il grande touchscreen da 14,7 pollici per l’infotainment, il quadro strumenti digitale da 8,8 pollici e il touchscreen da 5,7 pollici per i passeggeri posteriori. I sedili anteriori sono riscaldati e ventilati con funzione massaggiante, mentre i rivestimenti in pelle Nappa sono disponibili in nero, blu, grigio o marrone. Le porte elettriche sono ora di serie per tutti gli allestimenti. Altre caratteristiche sono il climatizzatore trizona, l’illuminazione ambientale dinamica, l’impianto audio premium Yamaha e il sistema di sospensioni pneumatiche adattive.

La Zeekr 001 non rinuncia alla sicurezza.
Il pacchetto ADAS è stato aggiornato con nuove e più sofisticate funzioni, tra cui un sistema di cambio corsia attivo. Infine, il pacchetto opzionale “Z Sport” aggiunge una serie di cerchi in lega da 22 pollici più leggeri, dischi freno forati di diametro maggiore con pinze a sei pistoncini Brembo, sedili da corsa regolabili elettricamente a 18 vie e una forte dose di rivestimenti in Alcantara grigia che ricoprono la maggior parte degli interni.
La Zeekr 001 aggiornata è già ordinabile in Cina e le prime consegne sono previste per il secondo trimestre del 2023. Il prezzo varia da 300.000 a 386.000 ¥, pari a 43.487-55.953 euro al cambio attuale. Nel prossimo futuro è previsto anche il lancio in Europa.

La storia di SAAB: i primi 40 anni della renna con il Turbo

La storia di SAAB: i primi 40 anni della renna con il Turbo

E’ il Natale del 1987 in Finlandia, a circa 900 chilometri più a Sud della montagna Korvatunturi a Savukoski(che circonda il “Cottage/grotta” segreto di Joulupukki,il Babbo Natale tradizionale in Lapponia)ed a quasi 700 Km. da Rovaniemi (il villaggio del Santa Claus sponsorizzato Coca Cola) la città di Linnavuori ospita le officine della “Valmet Automotive” dove nel 1968 è nata una Joint Venture con la svedese Saab: qui gli ingegneri stanno aspettando un poco allarmati che rientri una anonima “9000” nera metallizzata nuova di zecca, uscita giorni prima per un Test di quasi 5.000 km. che da Svezia e Danimarca è arrivato persino nei pressi di Hannover e Stoccarda.

Alla Valmet sono preoccupati perchè l’auto è in forte ritardo e dal “Nokia Talkman” non ha più chiamato nessuno: deve essere per forza successo qualcosa, ma cosa?

Beh, molto semplicemente l’equipaggio di appassionati incoscienti (che sulle molto permissive “Autobahn” tedesche ha portato quella “9000” speciale a medie di circa 250 Km/h) ha voluto ripetere l’impresa velocistica  sulla “E63 Pyhajarventie” finlandese, ma stavolta si è tirata dietro una vecchia e mastodontica “Dodge Aspen” della Poliisi di Tampere con lampeggianti e sirena ululante: e Mauno Ylivakeri(conducente della “9000” e Capo della Valmet Saab Automotive) è talmente noto alla polizia locale per le sue diavolerie motoristiche, che la Pattuglia vuole assolutamente vedere cosa si nasconde sotto il cofano; ma lui dopo quasi un’ora di discussioni con gli Agenti continua a rifiutarsi, e ne ha tutti i motivi !!!

Infatti la presenza di un illegalissimo e mostruoso 8 Cilindri a V sperimentaleda ben 3.900 cc. ed il doppio della potenzadel motore di serie porterebbe direttamente al sequestro dell’auto, distruggendo settimane di programma industriale segreto al quale hanno lavorato tre soli uomini chiusi in una piccola stanza semi-interrata: quindi il povero Mauno decide di afferrare verbale e Documenti e salta in auto sgommando verso i Capannoni aziendali, dove 20 minuti dopo quella “9000”nera verrà imboscata in attesa di un verbale che costerà caro alla Valmet (visto che la multa originale di 1500 Marchi finlandesi arriverà quadruplicata per il gesto di disobbedienza) !!!

Ma l’avventura, la segretezza, un pizzico di incoscienza e tanta, tanta passione sono ancora una volta salve: questa è la ricetta segreta nella vita di Saab (che con 3.000.000 di pezzi in 63 anni, poco più di soli 130 al giorno, ha scritto poche pagine ma rivoluzionarie di storia dell’Auto), e quella che Vi racconto è ancora una volta storia di Natale, di una renna speciale dalla vita breve quanto quella di una farfalla ma con il Turbo. Un marchio che merita di essere amato proprio per la sua eresia !!

UrSaab Ursprumgliga Liv ! (Vita originale di Saab originale! 

Nella Svezia che si preparava alla Seconda Guerra da nazione formalmente neutrale, nel 1936 il Riksdag decise tuttavia di implementare la dotazione aeronautica con 350 nuovi velivoli: al bando partecipò la Bofors – Nohab che, dopo aver creato con la ASJA di Linkoping la Società mista ” AB Forenade Flygverksteder” finì per fondere proprio ASJA con la sua “Svenska Aeroplan Aktiebolaget” di Trollhattan dando vita a Marzo del 1939 alla SAAB , Marchio distintivo con sigla sormontata dalla stilizzazione di un aereo bimotore (iconografia rimasta dal 1937 al 1969).

I primi Dirigenti (Axel Wenner Gren e Gunnar Dellner) per contrastare il declino della produzione aeronautica a Linkoping,  nel 1945 incaricano Sven Otterback e Ragnar Wahrgren di aprire una nuova Divisione produttiva, con 300 persone destinate a realizzare auto; e nel 1947 a Trollhattan (accanto  al Ponte Stallbackabron, tra il lago Hullsjon ed il fiume Gota Alv che alimentava la più potente centrale elettrica svedese con le celebri cascate di Trollhatte) nasce lo storico impianto di produzione.

Dove a progettare auto destinate al mercato di tipo economico viene messo uno Staff che fondamentalmente conosce benissimo solo gli aerei: per fortuna arriva in modalità “low cost” l’aiuto dei migliori operatori “casalinghi” di settore (la “Philipson Automobil AB“, la Nyköpings Automobilfabrik, i migliori carpentieri del legno a Motala, gli operai della Thorells Kylarfabrik di Linköping per la lavorazione dei fogli di acciaio) ma soprattutto arriva il talentuoso Designer Sixten Felix Andersson (Sason fu il suo cognome professionale successivo) che dopo gli studi all’Accademia d’Arte di Parigi ed un rapporto iniziale nel 1928 alla Husqvarna, dal 1939 entra alla Saab nel Centro stile e progettazione aeronautica: e dal 1941, quando apre il suo studio professionale “Sason AB” Sixten disegna di tutto (fotocamere per Hasselblad, aspirapolvere per Electrolux, componenti mobili e parti estetiche per Husqvarna e Monark).

Nel 1942 la famiglia Tham, titolare di Husqvarna, tenta a sua volta la via del mercato auto (affidando proprio a Sixten lo studio di una “tre ruote” da 500 cc. ed 80 Km/h) che pur finendo nel nulla fa capire bene che i principi ispiratori del genio svedese sono il filone aerodinamico boemo (dove le “gocce di cristallo” erano un’arte, ed a combattere per il titolo di “Guru del vento” nel primo Dopoguerra c’erano due soli nomi, Ferdinand Porsche e Paul Jaray) e l’esperienza di Erwin Komenda con “Porsche 64“, DKW e “Kaferwagen“; la vera rivoluzione di Saab è infatti aver portato per prima l’aerodinamica nel mercato “economico”, passando ore in galleria del Vento al “KTH Royal Institute of Technology – Stoccolma” sul modello in scala 1:10.

I primi due prototipi funzionanti “92001- X9248 Ursaab” pronti ad Aprile 1946 (rigorosamente verniciati di nero dalla fabbrica ferroviaria di Arlöv, con serbatoi Auto Union del 1936, molte parti provenienti da demolizione e motori DKW da 18 CV della Albinmotor)  vengono messi alla frusta in modalità straordinariamente “nippo/teotonica” dai temerari tecnici capeggiati da Gunnar Ljungström e testati per 530.000 chilometri in un anno con turni di guida massacranti svolti – per mantenere la massima segretezza – soprattutto di notte e tra foresta e montagna spesso innevata

E se leggerete questa storia tra Cenone di Capodanno e Tombola dell’Epifania avrete tempo per indagare su un curioso “mistero”: l’ “Ursaab” di Sason nasce ad Aprile 1946 rimanendo assolutamente segreta per oltre un anno; la Saab è divisa per 1.400 chilometri ed il Golfo di Botnia da Koprivnice, in Boemia dove Tatra presenta solo otto mesi dopo la “T107 Ambroz” del leggendario Hans Ledwinka: nè Sason e nè Ledwinka si sono mai incontrati; ed allora come fanno questi due prototipi ad essere praticamente identici ???

1949-1989: i “primi mitici 40 anni” di una Vichinga

Dopo la  presentazione alla Stampa della “Urssab” il 10 Giugno del 1947, arriva la “92” (prima auto di serie del Marchio) inaugurata a Goteborg il 10 Giugno del 1949 ed uscita la prima volta dallo Stabilimento il 12 Dicembre: Trazione anteriore, motore DKW bicilindrico 2T da 770 cc. con 25 Cv, DNA aeronautico persino nel colore (per risparmiare, visto che tra il 1949 ed il 1951 l’unico disponibile è un verde bottiglia di cellulosa per la pittura mimetica comprato a saldo dall’Esercito a cui si aggiungeranno molto lentamente anche marrone, grigio,  verde muschio, grigio, blu e nero) e soprattutto la capacità di Sixten Sason di saper concentrare in dimensioni piccole e nelle forme semplici il meglio dell’innovazione auto contemporanea, mettendo anche dentro la Citroen “Jamin-Bouffort”, la “Wimille Coupè” di Roger Machado, ma addirittura le monumentali “Chrysler Airflow” del 1934 e “Lincoln Zephyr” del 1935.

Nel 1950 a Trollhattan arriva il nuovo CEO Trygge Holm, l’uomo che porta in Azienda la “Qualità Totale” ed il successo sui mercati esteri, ma che si impantana anche su alcune incoerenze nel nome della massima economia e risparmio oltre ad impegnare l’Azienda in mille progetti (piccola produzione di motoscafi, “DataSaab” nel settore informatico, nuovi appalti militari).

Nel 1956 la nuova “93” (che ha appena sostituito la “92” dal 1 dicembre 1955) arriva negli USA, esposta al New York Cooliseum insieme alla “Sonett Super Sport“: per farVi capire il motto “Quality at First” dentro la Saab sappiate dopo aver speso tutti i denari in un nuovo Centro Ricambi ad Hingham nel Massachusset ed un laboratorio di revisione motori  in Connecticut per garantire ai Clienti assistenza Just in Time, restarono così pochi Dollari in cassa che il Quartier Generale della neonata “Saab Motor Inc.” di Ralph T. Millett fu insediato al 405 Park Avenue, sulla East 54th Street. di Manhattan, nell’edificio che Cross & Cross aveva disegnato nel 1915 per destinarlo a mini appartamenti economici e mini-uffici….

Dopo il lancio di “93” e Coupè “Sonett – 94“nel 1956, arrivano la “Granturismo 750” (la prima auto europea ad avere cinture di sicurezza montate di serie in fabbrica)  e la familiare “95” fino a 7 posti nel 1959 (la prima Wagon a correre una gara a Montecarlo Rally 1961, 30 anni prima di Volvo “850 T5”)  mentre si aprono nuove linee e commesse per l’arrivo della best Seller “96” presentata il 17 Febbraio del 1960 a Stoccolma: nuovi siti alla “Knossverkstaderna” di Katrineholm oltre che fuori casa a Glostrup, Rotterdam, Uusikaupunki , Bruxelles e Mechelem, Montevideo.

La “96” è la prima a vocazione generalista, è nata per l’export ed è la prima Saab con motore a quattro tempi (che dal 1967 affianca il vecchio DKW 2T da 850 cc e 40 Cv) ma l’arrivo del  nuovo “V4″60° Ford da 1.200 nasce da un……”Golpe bianco” a causa di un veto posto da Trygge Holm sul DKW due tempi  (nonostante il crollo continuo nelle vendite  porti al primo pesante “rosso” commerciale per la Saab tra il 1964 ed il 1966); e per correre ai ripari aggirando i veti del CEO e dotare la “96” di un quattro tempi il Responsabile tecnico del tempo Rolf Melide decide di avviare in segreto nel 1964 il “Gudmund Project” con il “Ford V4” (scelto tra BMC A-Series, il V4 della Lancia, l’Hansa Lloyd) e spedisce in falso “congedo parentale” di tre mesi il suo collaboratore Ingegnere Per Gillbrand a Desenzano sul Garda per testare segretamente la “96” con il nuovo motore installato. E se Rolf Melide non viene defenestrato il 2 Agosto del 1966 (dopo la presentazione inaspettata della nuova “96 V4” a Trollhattan) è perchè in sei mesi di vendite Saab recupera immediatamente il 20% di mercato andato perduto.

 E Trygge Holm  – capita la lezione – permette l’abbandono del DKW 2T a partire dalla successiva “99” alla quale fin dal 1965 stavano lavorando sia lo staff progettuale che Sixten Sason (a partire dalla orripilante Concept-laboratorio “96 Paddan“): presentata al “Teknorama” di Stoccolma il 22 Novembre 1967 la “Saab 99” nascerà dopo 400.000 ore di studi progettuali ed un anno di test da parte di dipendenti e Clienti selezionati senza più il suo papà più nobile: il magico Sixten (che aveva preso il suo cognome artistico da una spezia spagnola, il sazòn) fa appena in tempo a passare i Layout grafici ed il testimone al suo “vice” Bjorn Envall perchè il primo Aprile 1967 (quando il Board di Saab decide l’Ok per la nascita di “99”)si porta via per sempre da Trollhattan, in cielo, la sua magia. E da allora, qualcosa si spegne anche nell’Azienda che lui aveva scelto dicendo persino “No, grazie” alle offerte di collaborazione arrivate da Detroit

Saab “99” è effettivamente una rivoluzione per il Marchio svedese, perchè adotta un controverso motore “Triumph” (frutto dell’accordo con il Marchio inglese del Febbraio 1965 favorito dalla “Ricardo Plc.”), perde l’ossessione per l’aerodinamica (traendo anche ispirazione stilistica dalla “concorrenza” di Renault 16 e Peugeot “204/504”,”NSU RO80) ed esprime anche per la prima volta una seria estensione di gamma dalla Combi Coupè X14-98” del 1974 (termine coniato da Björn Envall), alla 4 porte del 1971.

L’evoluzione del modello porterà anche la catalizzazione con Sonda Lambda nel 1976 ed ilTurbocompressore nel 1977: per contro l’auto affronta una serie di problemi e limiti del motore Triumph che macchiano un poco la storia di questa auto che tuttavia rimane emblematica perchè oltre ad anticipare la successiva “900” regala a Trollhattan la prima vittoria di sempre nei Rally mondiali per un motore Turbo con Stig Blomqvist nel 1979 al Rally di Svezia. 

E’ grazie alla fusione con Scania nel 1969 (la Casa originaria di Malmoe che realizzò nel 1897 la prima automobile svedese a quattro posti e che regala al Logo Saab la figura del Grifone dal 1974) arriva la rivoluzione del turbocompressore sul motore inglese che viene praticamente ridisegnato ex novo e dotato di Turbina Garrett; ma purtroppo arriva anche la crisi energetica dei primi anni ’70 e per un assurdo veto di Scania la Saab dovrà rinunciare ad un salvifico accordo con la “VM Motori” di Ferrara per dotarsi di un motore Diesel che avrebbe fatto comodo, viste le pesanti perdite finanziarie per circa 200 mln. di Corone tra il 1977 ed il ’78…… 

La “99” viene prodotta fino al 1984 (ridenominata “90”) e nel 1978 è già tempo per la nuova “900”, emblema della capacità trasformistica “in economia” del marchio : mantenendo quasi il 70% della scocca della “99” ma con uno stile del tutto diverso, la Saab “900” (in versione “2V”, “Combi” e Sedan, a 3-4-5 Porte) adotta la famosa “Famiglia H – Ecopower“di motori che trasformano totalmente la base originaria Triumph con sovralimentazione Garrett, qualità ed accorgimenti forse al top mondiale ed estensione volumetrica da quasi 2000 fino a 2300 cc : la nuova berlina lancia così il Marchio nell’Olimpo del mercato “Premium” dove offre un taglio dimensionale e motoristico perfettamente a metà tra Audi 80/90” e “200“, BMW “Serie 3” e “Serie 5” ed è una alternativa più moderna alle vecchie Mercedes W123“, “Volvo 200“, Alfa Romeo “Alfetta” e Rover “SD1“. 

Purtroppo però la “900” è anche  “l’auto del destino” con cui Trollhattanvivràla discesa dal Paradiso all’Inferno,a causa della sorte sul mercato americano dal 1985.

C’era una volta in America…la Saab!!

Gli americani sudano freddo a sentir parlare di Scandinavia, ma difficilmente dimenticano gli affronti: in piena “Guerra Fredda” il loro “caccia” militare più diabolico e maledettamente veloce della storia (il Lockeed SR-71 Blackbird) violò ripetutamente gli spazi aerei della neutralissima Svezia sorvolando il “Baltic Express” sul target “Codan” ad 80 Km. a Sud di Copenhagen; l’aviazione svedese decise così un bel giorno di darci un taglio, disponendo del “Saab JAS 37 Viggen”, il solo aereo al mondo all’epoca in grado di raggiungere velocisticamente il Blackbird.

Ed un freddo pomeriggio di Gennaio 1986 il Maggiore Per Olof Eldh alzatosi in volo “agganciò” in scia il Blackbird  – ad Ovest della città di Visby sull’isola di Gotland – mettendolo sotto i mirini di puntamento dei suoi missili…….Poteva accadere davvero il “patatrac”, ma per fortuna la faccenda finì con gli americani che disciplinatamente evitarono da quel giorno il sorvolo dei cieli di Stoccolma. ma gli USAresero comunque pan per focaccia alla Svezia non in un vertice militare ma nei lussuosi Saloni del “Plaza Hotel” alla 59° Street Central Park – New York, dove nel 1986 il Governatore FED Paul Volcker concordò con gli altri quattro membri del “G5” la svalutazione immediata del Dollaro sui mercati finanziari: a causa di questo di colpo la Corona Svedese portò i Listini americani delle vendutissime “900 Turbo” e “Cabrio” da 15.000 a  quasi 19.000 Dollari, oltre il doppio di una Ford Mustang !!!!

Finiva così con la frana valutaria il successo sul mercato USA da parte della Saab, iniziato con le prime 260 “Modello 93” vendute a Dicembre 1956 e precedute anche dalla vittoria assoluta  al “Great American Mountain Rally” del 21-25 Novembre 1956, dove miracolosamente Saab arrivò davanti a Renault, Jaguar, Volkswagen e Triumph

Per un Marchio che vendeva con l’esportazione fuori dell’Europa il 60% della sua produzione annuale il crollo negli USA è il disastro anche perchè le strategie Saab da inizio anni ’80 avevano puntato tutto sui gusti americani trascurando il “sentiment” del Target europeo (fatto di prestazioni tecniche e sportive e di forte carattere) per costruire un profilo di Marchio di lusso: ed abbandonando le competizioni sportive, puntando sulla anonima “9000” dell’accordo con Fiat/Lancia e spostando sul lusso l’attenzione storicamente riservata alla tradizionale matrice “Eco-friendly” ed al profilo High-Tech, la frana negli USA porta anche perdite finanziarie per complessivi 35 miliardi di Corone tra il 1989 ed il 1991 ed una bella targhetta “Vendesi” che (sfumato un tentativo di fusione con Volvo nel 1980) viene proposta a Fiat Ford, ma se la aggiudica prima la “Investor AB” e poi General Motors – dal 15 Dicembre 1989 – segnando l’epilogo della storia del Marchio svedese. 

Ovviamente la crisi non nacque solo per colpa dei mercati finanziari, ma Saab cadde vittima di sè stessa come spiegò bene un articolo del quotidiano americano “CSM Monitor” del 25/11/1981 in cui la Casa venne così fotografata: “Saab è ormai un’auto di culto/per comprarla devi volerla/un’azienda individualista che costruisce auto individualiste/come i francesi”. Questo non fu davvero un complimento, scritto dagli americani…..

Tuttavia l’avventura americana ci lascia una rivoluzione nel percorso comunicativo dirompente del creativo Curvin O’Reilly e della AgenziaAlly & Gargano, che realizzano “claim” come ““To crash with a Volvo is extremely safe…If you’re sitting in a Saab !!!!!!”; oppure “Saab, the most intelligent cars ever built”, ed ancora “Neutral Country Sweden attacks Japan and Germany” sui confronti a distanza con concorrenza tedesca e giapponese.

Invece in Europa Saab accumula da inizio anni ’80 una serie di “toppe”, perchè ad esempio invece che creare nuove opportune Partnership motoristiche (al contrario della stessa Volvo) per allargare anche verso più basse cilindrate la sua Gamma di offerta, Saab diventa “autoproduttore” assumendo gli oneri di sviluppo dei motori; per organizzare poi l’allargamento di Gamma verso il basso si riduce ad importare banalmente le “Autobianchi A112” in Scandinavia ed a rimarchiare come “Saab 600” la Lancia “Delta”, ma rimane assente da soluzioni (Station Wagon, monovolume, trazione Integrale, etc.) indispensabili nel mercato degli Anni ’80.

General Motors, il solito nulla ma ben vestito!

Siccome mi rifiuto di raccontare la vita triste di Saab sotto la cafonaggine della General Motors, un Gruppo che presentando a Trollhattan sulla Piazza Drottningtorget – nel Luglio 1993 – la nuova “900” sulla base della mediocre Opel Vectra lo fece con una distribuzione urbi et orbi di cono gelato“Fallens Dagar” appositamente dedicato a Saab (anche se per verità storica, nel 1964 la “Trollhätteglass” – ora GB – inventò in Svezia il primo gelato “non ghiacciolo”  su stecco, il famoso “88”)preferisco fermare la mia storia qui: dagli Anni ’90 le vicende sono note ma meno romantiche ed adatte più ai Docenti di Diritto fallimentare.

Ricordo qui solo il patrimonio di “creature” (progettate e mai messe in produzione) frutto del tipico carattere di sperimentatrice di Saab: un numero impressionante di “Concept” (e Vi elenco solo quelli fino al 1989, come promesso) che si trovano oggi per fortuna nell’unico sito scampato al fallimento, il “Saab Museum” di “Nohab Innovatum” a Trollhattan.

Coni suoi 120 veicoli ospitati (che sarebbero finiti all’Asta se al Commissario giudiziale “Delphi” non fosse pervenuta l’offerta risolutiva di un Gruppo costituito daSaab AB / Wallenberg FoundTrollhattan Municipality) il Museo è l’ultimo avamposto vivente della gloria automobilistica di Saab. L’elenco delle opere incompiute probabilmente incompleto è questo:

le Concept “Monster”; “Quantum” da “” a “V°”; un modello di “Camper” 92HK e 95HK basato sul telaio della “92“;  una Formula Junior; la Coupè Catherina; la “Little Draken” progetto 92Z; le “99” e “900” Safari, la “900” e la “9000-Sigge” 4×4;  le Concept “Viking” del 1982, “EV-1”del 1895 e“Fjord 9001” dello Studio Euro Design del 1986; aggiungiamo il motore “Valmet V8” prima ricordato (per mettere la “9000” contro la “Thema 8.32”); la “Saab – Calibra“; un prototipo Monovolume della “9000” ; la “9000 Prometeo” con un Joystick al posto del volante. E non manca neppure un prototipo di “99” con motore a vapore !!!!

L’impronta SAAB nello Sport

Onestamente mi sembra superfluo descrivere qui lo straordinario Palmares nei Rallyes o nei diversi Campionati Turismo: Saab inizia nei Rallyes due settimane dopo il lancio della prima “92“;la “96” è emblematica nei Rally (con le evoluzioni del quattro tempi portato fino a 150 Cv ed in versione RC Turbo addirittura da 200 Cv.) in cui cresce la “rivalità casalinga” con Volvo, visto che le rispettive portabandiera (Volvo PV544 e Saab “96”) con i rispettivi alfieri (Tom Trana per Volvo ed Erik Carlsson per Saabsele daranno di santa ragione per quasi un quarto di secolo…..”99” è la prima con il Turbo, e con le svedesi hanno corso anche mostri sacri come Per Eklund, Stig Blomqvist, Pauli Toivonen, Simo Lampinen, Kalle Grundel. Ma Vi lascio come ricordo due imprese agonistiche meno conosciute del Marchio di Trollhattan: La “Reynard 853” di Formula 3 del 1983 che con un 2.000 cc. Saab aspirato vince la Serie svedese con Thomas Danielsson e si difende con onore anche nel nostro Campionato italiano con Maurizio Sala; e la ‘”Amsterdam Dakar Challenge“, Gara di beneficenza molto simile al Rally Dakar con piste impenetrabili, sabbia, ghiaia, montagne: nel 1983 una coppia di giovani studenti belgi, Alain Vanlaetem e Maryvonnic Ouvrad alla guida di una Saab 900i strettamente di serie conquista il record di soli 8 giorni per attraversare i 7.000 km. attraverso Sahel, il Sahara e l’Atlante.

My name is Bond, my Car is Saab “Silver Beast” !!

Ebbene si: a partire da “License Renewed” del 1981 la Saab “Silver Beast” (con il suo corredo di: visione a infrarossi, erogatori di gas lacrimogeno, vetro antiproiettile, telecomando e molto altro) ha accompagnato James Bond in ben 12 romanzi di John Garner subentrato a Ian Fleming; la “EON Productions” che realizzava i film della saga, acquisiti i diritti da Gardner sui suoi romanzi scelse comunque di mantenere (salvo alcune eccezioni nella cornice del Giappone e della Franciala presenza delle sole auto britanniche sul Set, almeno fino al 1995. Peccato che a partire da allora, decaduto questo tabù, la BMW abbia probabilmente fatto alla “EON” proposte più interessanti della General Motors…. Ciononostante nel 1982 Saab realizzò un esemplare reale della “Silver Beast” (ovviamente senza accorgimenti diabolici!) messa in palio con Berkley Publishing per promuovere il nuovo Romanzo, e non fu mai reso noto il fortunato che la vinse il 31 Maggio del 1984 !

Che Saab sarebbe senza Babbo Natale?

Se pensate di conoscere tutte le leggende popolari di Natale, con questa farete di sicuro un figurone con parenti e bambini perchè è assolutamente sconosciuta! 

Natale del 1986 il piccolo Sixten Sason volò da Skovde per bussare alla porta di Joulupukki sulla montagna Korvatunturi; e non appena gli fu aperta la porta da Joulumuori (moglie del buon vecchio) in quel bambino riconobbero colui che tanti anni prima chiedeva per regalo a “Babbo Natale” non i classici giocattoli di tutti gli altri bambini ma fogli da disegno, strumenti di calcolo, materiali speciali e soprattutto motori, ruote, ingranaggi. 

Con quei regali Sixten imparò la sua arte, e quella sera (davanti ad una bella cena lappone a base di Poronkaristys, formaggio LeipajuustoKornmjolsgrot con pane di segale, lepre ed alce farcito con Lakkaillustrò a Santa Claus ed al suo aiutante Elfo Kilvo il suo sogno: dopo aver disegnato giocattoli per grandi, Sixten voleva regalare un sogno a tutti i bambini, e presentò i suoi ultimi nuovi disegni per una “Saab” giocattolo

Detto fatto, Babbo Natale salì con Kilvo e Sixten sulla slitta magica ed insieme volarono alla “Lokari”, una delle più belle e capaci fabbriche di giocattoli della Finlandia dell’epoca. 

Nello stupore generale della squadra di disegnatori ed artigiani, gli strani ospiti illustrarono il loro “gioiello”: la SAAB 006 Turbo Toy, una macchinina per bambini con motore Honda. Non ne furono costruiti molti, ma quello fu l’unico giocattolo della storia“By SAAB Original”!!

Potrete ora raccontare una favola di Natale un po’ alternativa, come lo fu il Marchio del quale ad Ottobre 2016 la “NEVS” smontò con una Gru le insegne davanti agli ingressi di Trollhattan spegnendo per sempre una stella cometa, accesasi il 12 Dicembre 1949 (quando uscì la prima “92”) e spenta davanti al decreto di fallimento del Tribunale distrettuale di Vanersborg nel 12 Dicembre 2011. Tanti auguri a tutti, un bacio grande verso il cielo a Sixten ed a SAAB !

Riccardo Bellumori