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Ibridizzazione auto: è possibile o no il Kit Bimodale su auto a motore?

Ibridizzazione auto: è possibile o no il Kit Bimodale su auto a motore?

Chi spiega o legge le questioni legate alla mobilità elettrica senza interpretare le conseguenze che stanno avendo di già sullo “status quo” dell’automobile è un po’ come chi fissa il dito che sta nel frattempo indicando la Luna. Come affrontare una transizione difficile e ricca di sacrifici per tutti gli automobilisti “comuni”, partendo ad esempio dal tema della trasformazione con Kit.

Auto Elettrica e Kit 

Con il Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti n° 219 del 1 Dicembre 2015 si è aperta anche in Italia la strada della “Retrofittazione” elettrica dei veicoli già immatricolati a motore. Le basi della giurisprudenza, vale la pena ricordare, solo le seguenti:

               A) L’Art. 17 terdiecis della Legge 07/08/2012 che stabilisce la possibilità di trasformare i veicoli omologati L,M,N1 sostituendo il motore endotermico con una unità esclusivamente elettrica;

               B) Il Comma 3 Bis dell’Art. 75 D.Lgs. 30/04/1992 n.° 285 secondo il quale il Ministero Infrastrutture stabilisce con propri Decreti norme specifiche per “installare elementi integrativi o sostituzione di parti originali di veicoli”;

               C) I Regolamenti UN100 e UN 101 UNECE.

Secondo quanto è attualmente alla conoscenza degli ”uomini comuni” come il sottoscritto, quello che sarebbe al momento consentito secondo prassi, a cura delle Imprese Installatrici riconosciute dal Ministero ed autorizzate alla trasformazione con Kit Retrofit, è la sola trasformazione di auto endotermiche attraverso sostituzione del motore originario e del serbatoio con l’impianto di un motore elettrico + Pacco batterie.

Trasformazione con Kit Retrofit : solo dalle Imprese autorizzate

La modalità è nota: a occuparsi della trasformazione, ai fini della legittimità giuridica alla circolazione sulle pubbliche strade, deve essere una Impresa autorizzata preventivamente dal Ministero Infrastrutture e presente in una apposito elenco detenuto dallo stesso Ministero.

Queste, munite del Kit validato a norma di legge, possono procedere alla fase di smontaggio delle parti interessate; alla sostituzione con gli elementi di trazione elettrica con consegna al proprietario delle componenti rimosse; ed all’espletamento delle esigenze burocratiche ed amministrative per la indicazione nel Libretto dell’Impianto adottato.

Questo per quanto riguarda la trasformazione “radicale” (che ricordiamo essere tecnicamente e giuridicamente reversibile a scelta del proprietario del mezzo) in modalità 100% elettrica di un’auto nativa endotermica.

Ma per quanto riguarda i cosidetti Kit di “Ibridizzazione” ovvero “Bimodali”?

Per quanto riguarda la possibilità di installare, mantenendo il motore originario, un supporto ausiliario di trazione elettrica, la situazione è decisamente meno “intellegibile”. O meglio : sono stati già ampiamente pubblicizzati e proposti sistemi per rendere “bimodale” un’auto esclusivamente endotermica, e persino da Produttori di rango. Esiste già una proposta concreta, da parte di un installatore di primo piano autorizzato; ma a conoscenza di molti non si trova un riferimento normativo (o perlomeno io non lo conosco) tale da rendere possibile la “Ibridizzazione” al pari della trasformazione in Kit Retrofit 100% elettrico.

Il contesto legislativo: la norma c’è o non c’è?

Torniamo alle premesse del quadro delle leggi di riferimento: se all’Art. 17 Terdiecis della Legge Legge 07/08/2012 si consente l’ambito di applicazione della norma solo alle unità motrici esclusivamente elettriche, al D.Lgs. 30/04/1992 n.° 285 si fa riferimento tuttavia alla facoltà del Ministero di legiferare su “elementi integrativi o di sostituzione di parti originali di veicoli”.  E il Kit Bimodale è o no un elemento integrativo della mobilità delle auto?

Ecco che su questo piccolo “codicillo” – contenuto Comma 3 Bis dell’Art. 75 del D.Lgs. – si potrebbe intavolare un dibattito intero: quello che è ancora poco noto, a tanti, è se in effetti sia necessario un ulteriore dispositivo di legge specifico per la “Ibridizzazione” in aggiunta alla trasformazione esclusivamente elettrica; ovvero se il Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti n° 219 del primo Dicembre 2015 sia necessario e sufficiente per poter operare.

Le esperienze originarie di trasformazione

Senza andare alla cosiddetta “notte dei tempi”, ricordo che già la Micro-Vett (la seconda Impresa europea per anzianità di attività nel campo delle installazioni elettriche, poi fallita nel 2013) presentò nel 2011 un Kit per rendere Bimodale un Camper su base Ducato (con l’asse anteriore a trazione endotermica del motore tradizionale, e l’asse posteriore a trazione elettrica con batterie ai polimeri di litio, velocità max. di 50 km/h ed autonomia di 40 Km.

In seguito fu varata la versione “Bimodale” del Daily Iveco, con un motore asincrono da 8 Kw, rapporti già di tipo “Direct Drive”, velocità max. in modalità elettrica 50 Km/h e autonomia 40 ovvero 80 Km. con due tipi di batterie : 17,3 Kwh e 34,6 Kwh al Litio.

Chiaro che da allora ad oggi la tecnologia ha sviluppato supporti e sistemi adattabili anche su volumi più ridotti rispetto ai grandi LCV: prova ne sono i dispositivi che nel tempo altri allestitori hanno proposto e presenti abbastanza diffusamente in Rete. Per questo il suggerimento da dare ai lettori è lo stesso:

  1. Informarsi e cominciare a guardarsi intorno per capire la reale fattibilità del processo di Ibridizzazione che, se possibile e contemplato a norma di Codice della Strada, consentirebbe in effetti una scelta in più per i proprietari di auto tradizionali : poter alternare il funzionamento di motore endotermico e del supporto elettrico;
  1. Valutare il mantenimento o l’acquisto di un’auto usata secondo una opzione di trasformazione in più.

Nuova Toyota C-HR 2023: Anteprima elettrica

Il design della seconda generazione di Toyota C-HR è stato completamente svelato dall’ufficio brevetti australiano. Il rinnovato crossover giapponese, il cui primo esemplare ha riscosso un successo strepitoso in mercati come quello europeo, sarà presentato ufficialmente nel corso del 2023, mentre il lancio commerciale è previsto poco dopo.

Nelle immagini del registro, si può notare che la sua estetica sarà praticamente identica a quella del prototipo elettrico Small SUV svelato alla fine dello scorso anno. Sebbene la versione trapelata corrisponda al modello ibrido, la nuova Toyota C-HR sarà disponibile anche come 100% elettrica.

Ciò sarà possibile grazie all’utilizzo della piattaforma multi-energy E3, un’evoluzione della TNGA-C che adotterà alcuni moduli della piattaforma elettrica e-TNGA (poiché gli stabilimenti Toyota in Europa sono adattati alla TNGA-B (Cechia, Francia) e alla TNGA-C (Regno Unito, Turchia), nessun modello prodotto nel vecchio continente utilizzerà la piattaforma e-TNGA).

Per questo motivo, la Toyota C-HR elettrica non sarà inclusa nella sottogamma bZ (beyond Zero), che sarà composta esclusivamente da auto elettriche sviluppate su architetture dedicate come la e-TNGA. Tuttavia, non è da escludere che, per differenziarsi dalla C-HR Hybrid, quella elettrica riceva il nome di C-HR bZ. Un’altra opzione potrebbe essere il C-HR EV, già utilizzato in Cina.

La nuova Toyota C-HR sarà presentato nel 2023

Per continuare la traiettoria di successo del suo predecessore, il nuovo Toyota C-HR darà una svolta al suo design già radicale. I fari stretti a forma di C si allungheranno fino a formare un vistoso muso di squalo, mentre il bordo della griglia, le minigonne laterali e l’intera sezione posteriore della vettura, a partire dal montante C, saranno verniciati in un colore diverso dal resto della carrozzeria.


DATI TECNICI

La superficie vetrata delle portiere posteriori continuerà a essere molto ridotta, mentre la notevole inclinazione del lunotto migliorerà l’aerodinamica dell’insieme. I piloti, molto sottili, “morderanno” la fiancata e convergeranno verso il centro del portellone, anche se non si uniranno come accade per altri modelli della concorrenza.

La nuova Toyota C-HR elettrica riprende probabilmente alcune soluzioni già viste nella bZ4X, compresi i pezzi meccanici (204 CV/trazione anteriore e 218 CV/trazione integrale, batteria da 71,4 kWh e sistema di ricarica a 150 kW in corrente continua…). Il pacchetto dovrebbe essere in grado di mantenere il 90% della sua capacità dopo 240.000 km o 10 anni di utilizzo.

All’interno della gamma Toyota, la C-HR si collocherà tra la Yaris Cross e la Corolla Cross. Come altri crossover compatti come la Citroën ë-C4 o la Renault Megane E-TECH Electric, il Toyota C-HR sarà un’alternativa per chi non vuole una tradizionale utilitaria (Corolla) o un SUV da usare (Corolla). Cross) all’interno del segmento C.

Nuova Hyundai Santa Fe 2023: Anteprima Rendering

Abbiamo già condiviso le prime immagini della quinta generazione della Hyundai Santa Fe (conosciuta internamente come MX5).

La nuova Hyundai Santa Fe sarà completamente rinnovata rispetto all’attuale generazione, visto che la sua forma squadrata ci ricorda l’ultima Land Rover Defender. Oggi vogliamo condividere il primo rendering realizzato da NY Mammoth.
Hyundai ha cercato di rafforzare la linea della Santa Fe applicando un pesante restyling che è più vicino a un modello completamente diverso.

Dopo il tradizionale restyling di metà carriera Hyundai ha deciso di invertire la rotta.
Le scarse vendite di Hyundai Santa Fe sono anche dovute a problemi all’interno della stessa Hyundai, la Tucson, recentemente uscita, che ha aumentato le sue dimensioni a solo 1 cm in meno rispetto alla Santa Fe grazie al pianale LWB che viene venduto in Corea del Sud o negli Stati Uniti, ha anche varianti ibride e ibride plug-in, mentre Hyundai non ha ancora reso disponibile la Santa Fe HEV/PHEV.

LA NUOVA GAMMA HYUNDAI

La Hyundai Santa Fe è una pietra miliare per il costruttore corenao, il primo SUV prodotto da Hyundai Motor Company. La situazione potrebbe peggiorare quando Kia presenterà la nuova generazione di Sportage a giugno. Come la Tucson, aumenterà le sue dimensioni e aggiungerà un sistema ibrido, il tutto racchiuso in un design che, come nel caso della K5 o della Sorento, potrebbe coinvolgere i clienti e rubare ancora più vendite. Per molti versi, sembra improbabile che le vendite della Santa Fe si possano riprendere con il design attuale. Ecco allora il perché di un repentino cambio di rotta.

Non abbiamo informazioni precise sui motori ma è ormai certo che la nuova Hyundai Santa Fe arriverà 8-10 mesi prima del previsto. Le prime unità di prova dovrebbero apparire su strada a breve.

Nuova Volkswagen Golf R 2023: Tuning by Oettinger

Il tuner tedesco Oettinger ha presentato una serie di aggiornamenti visivi per la Volkswagen Golf R, giusto in tempo per il 20° anniversario della hothatch. Il nuovo kit per la Golf più veloce e potente segue le offerte di Oettinger per la Golf MK8 normale e la variante GTI.
La VW Golf R sfoggia già paraurti e cerchi specifici per il modello, che la distinguono dalle versioni inferiori, ma alcuni ritengono che il suo aspetto sia piuttosto sobrio per una hot hatch così potente. I componenti di Oettinger ravvivano l’esterno senza discostarsi molto dal linguaggio di design della vettura di serie.

IL TUNING SU BASE VW GOLF R

Come anticipato da una serie di rendering, il kit comprende un nuovo e più pronunciato splitter anteriore, canard sul paraurti anteriore, estensioni aerodinamiche delle minigonne laterali, un elemento aggiuntivo sul diffusore e due diverse opzioni per l’ala posteriore. Oltre al bodykit, l’esemplare in foto è notevolmente ribassato rispetto alla Golf R di serie e monta un nuovo set di cerchi in lega forgiati a più razze, con una riduzione di 8 kg della massa non sospesa. Si notano anche le pinze dei freni con il marchio Oettinger, anche se il tuner non menziona alcun upgrade del telaio.
I componenti sono facili da montare, realizzati in RIM di alta qualità e compatibili con tutti i modelli di Golf R, compresi quelli dotati del pacchetto Performance. L’unica eccezione è rappresentata dall’ala del diffusore posteriore, progettata per i modelli senza gancio di traino.

DATI TECNICI

Oettinger non ha modificato la struttura portante della Volkswagen Golf R, quindi non aspettatevi alcun upgrade di potenza. Tuttavia, non è che la hot hatch ne avesse bisogno, dato che il motore turbo a benzina da 2,0 litri produce già 319 CV (235 kW) nella versione di serie, o fino a 333 CV (245 kW) nella VW Golf R 20 Years Edition con specifiche UE. La potenza viene trasmessa a tutte e quattro le ruote attraverso un cambio DSG a sette rapporti e un sofisticato sistema AWD, mentre i modelli europei hanno anche l’opzione di un cambio manuale a sei rapporti.
Il tuner di Friedrichsdorf sta già accettando i preordini per il kit che sarà disponibile nel primo trimestre del 2023. Il prezzo per l’intero pacchetto, escluse le ruote, è di 2.785 euro, con un supplemento di 1.090 euro per la finitura nera lucida. Ogni componente può essere acquistato anche singolarmente.

Nuova Honda Civic Type R 2023: Rendering Wagon

Honda Civic Type R è da poco tornata con una generazione completamente rinnovata.

La Honda Civic Type R è senza dubbio una figura dominante tra le hot hatches FWD, ma cosa succederebbe se fosse offerta in una più pratica carrozzeria station wagon? Anche se sappiamo con certezza che questo tipo di veicolo non esisterà mai nella vita reale, ora possiamo vedere come sarebbe grazie a una serie di rendering fotorealistici creati dal designer indipendente Sugarchow.

A differenza di alcune delle sue concorrenti, l’attuale undicesima generazione della Honda Civic è disponibile solo nelle varianti hatchback a cinque porte e berlina a quattro porte, mentre la Honda Type R, che punta alle prestazioni, viene offerta esclusivamente in versione hatchback. Questo rendering di sugar design ci permette di immaginare la versione station wagon.

Recentemente, un altro artista digitale di nome Theottle ha creato una Type R berlina immaginaria, ma Sugarchow è noto per il suo affetto per le conversioni wagon e shooting brake, quindi una Type R adatta alle famiglie ha perfettamente senso per il suo ultimo progetto.

MOTORI E PRESTAZIONI

Honda Civica Type R 2023 ha mantenuto il motore turbo K20 da 2,0 litri e il cambio manuale a sei marce, apportando solo miglioramenti di dettaglio a entrambi, anche se queste modifiche significano che la 2023 R genera ancora più potenza. Non è ancora dato sapere con esattezza quale sia l’entità dell’incremento rispetto ai 310 CV e 400 Nm di coppia della Civic Type R in uscita negli Stati Uniti (le versioni giapponesi ed europee hanno una potenza di 320 CV). Ma tutto ciò che sprigiona viene ancora una volta inviato alle ruote anteriori attraverso un differenziale meccanico a slittamento limitato.

Non sono disponibili dati sulle prestazioni e Honda non ha rilasciato un dato sul peso per aiutarci a stimarle con precisione, ma è probabile che la nuova Honda Civic Type R tagli i folli (per un’auto FWD) 4,9 secondi che la vecchia Type R richiedeva per raggiungere i 100km/h. Ha già stabilito un nuovo record di produzione per un’auto a trazione anteriore sul circuito di Suzuka in Giappone, ma recuperare la corona del Nürburgring battendo il tempo di 7 minuti e 20 secondi stabilito dalla Lynk & Co 03 Cyan Concept nel 2019 potrebbe essere troppo.

Leggi anche: la nuova Civic Type R di Honda potrebbe avere un propulsore ibrido plug-in in futuro

Poiché non esiste una Civic wagon da utilizzare come base per il concept digitale, è stato necessario ridisegnare completamente la parte posteriore della Civic. Il frontale, con il paraurti aggressivo e i parafanghi più larghi, e la maggior parte del profilo sono ripresi dalla hatchback, con un passo identico. La linea del tetto, tuttavia, è ora quasi orizzontale e il terzo finestrino è diventato più grande per dare un aspetto da wagon.

Sul retro, i fanali posteriori a LED collegati e il paraurti con i tripli tubi di scarico sono anch’essi condivisi con la hatchback, ma la parte superiore del portellone è diversa, con un parabrezza posteriore meno inclinato. L’alettone posteriore, che è diventato un elemento caratteristico della Civic Type R, è stato spostato sul tetto, riducendone le dimensioni. A nostro avviso, il modello sarebbe più pulito senza di esso.

Come abbiamo già detto, non c’è alcuna possibilità che Honda realizzi una versione wagon della sua hot hatch. Tuttavia, se un veicolo del genere esistesse in un universo parallelo, in Europa e in altri mercati, entrerebbe in competizione con vetture del calibro della VW Golf R Wagon, della Skoda Octavia RS Combi e della Cupra Leon Sports Tourer 4Drive, dal momento che il Gruppo VW è l’unica azienda che attualmente offre versioni orientate alle prestazioni delle proprie wagon compatte mainstream.

Truffa Km Volkswagen Golf e Audi A3: arriva la svolta

Secondo ADAC, l’automobil club tedesco, la Volkswagen Golf 8 è uno dei modelli meglio protetti contro le frodi chilometriche.

Con le auto sempre più tecnologicamente avanzate, qualcuno potrebbe pensare che le frodi sui chilometri siano un ricordo del passato. Soprattutto perché i “vecchi” tachimetro analogici sono ora generalmente sostituiti da schermi, che possono sembrare più difficili da modificare. Ma le risorse dei criminali non vanno mai sottovalutate. In un’indagine pubblicata nell’agosto 2021, l’ADAC, il club automobilistico tedesco, ha dimostrato che la maggior parte dei veicoli moderni è ancora molto vulnerabile a questa frode. Oggi, tuttavia, la stessa prestigiosa organizzazione offre un barlume di speranza rivelando che la Volkswagen Golf 8 e l’Audi A3 sono molto più protette della media.

Un chip sicuro con un modulo elettronico (HSM o Hardware Secure Module) permetterebbe di criptare efficacemente i dati del chilometraggio. La stessa ADAC che poco più di un anno fa aveva caldeggiato l’uso diffuso di questa soluzione, ne è entusiasta. Anche le Audi A4 e A6 utilizzano questa tecnologia, nonostante la loro età avanzata. Volkswagen, da parte sua, ha indicato che sta pianificando misure aggiuntive a partire dal 2023. L’obiettivo sarebbe quello di combattere i “filtri chilometrici”, che consentono di conteggiare solo una parte dei chilometri effettivamente percorsi.

LA TRUFFA SUI KM

L’ADAC sta anche spingendo per un migliore utilizzo della connettività disponibile in tutte le auto attuali. Poiché le auto sono in grado di trasmettere il loro chilometraggio al produttore, l’automobile club vorrebbe che lo inviassero regolarmente a un organismo ufficiale indipendente. Tuttavia, questo utilizzo dovrebbe essere regolamentato per rispettare la protezione dei dati personali, per garantire che un proprietario senza scrupoli non possa rifiutarsi di trasmettere queste informazioni e per controllare che vengano comunicati i valori corretti, senza un “filtro chilometrico”. Sarebbe inoltre necessario garantire che ciò non comporti costi aggiuntivi per gli acquirenti. Tuttavia, dato lo stato attuale della tecnologia, nessuno di questi vincoli sembra insormontabile. Va inoltre ricordato che la Commissione Trasporti dell’Unione Europea sta già utilizzando un principio simile per calcolare il consumo di carburante delle nuove auto in modo anonimo dall’aprile 2022.

Nuovo Peugeot Rifter 2023: Rendering del Restyling

Nuovo Peugeot Rifter è pronto al restyling. Ad oggi ha solo motore 100% elettrico ma potrebbe reintegrare i motori a combustione interna a partire dal prossimo anno, sotto la veste dell’ibrido. Questo rilancio del prodotto dovrebbe essere accompagnato da un restyling per resistere all’assalto delle recenti Renault Kangoo e Volkswagen Caddy.

Dal punto di vista estetico, il Peugeot Rifter 2023 sarà senza dubbio affiancato dal nuovo logo del marchio, introdotto dalla 308 nel 2021. Questi rendering di Auto-moto.com ci permettono di dare un primo sguardo al design del modello.

Logicamente, la griglia sarà allargata fino a toccare il paraurti, anche se quest’ultimo probabilmente non cambierà il suo design per motivi di economia. Tuttavia, il look diventerà probabilmente più affilato e potrebbe incorporare nuove zanne illuminate da abbinare al resto della gamma. Oltre ai nuovi design dei coprimozzi e dei cerchi, la monovolume rivisiterà anche le guide dei fanali posteriori.

IL FURGONE ELETTRICO

Per quanto riguarda i motori, il listino dovrebbe assolutamente abbandonare i motori diesel e privilegiare gli ibridi leggeri, del tipo a 48V, in assenza di ibridi ricaricabili. Si tratta di un salutare ritorno ai motori a combustione grazie alla fata dell’elettricità, che dovrebbe dare una spinta ai dati di vendita del Peugeot Rifter, per ora disponibile solo in versione elettrica. Da parte sua, l’offerta 100% elettrica rivede leggermente la sua tecnologia per raggiungere i 350 km di autonomia quando l’attuale raggiunge dolorosamente i 280 km.

Nell’abitacolo, il nuovo Peugeot Rifter si evolverà solo a piccoli passi, soprattutto in termini di multimedialità. È previsto un touchscreen centrale più grande e più reattivo, oltre a un software più efficiente, mentre i contatori analogici dietro il volante saranno gradualmente sostituiti dallo schermo digitale al 100% inaugurato quest’anno dal Rifter elettrico. Infine, l’arrivo del nuovo emblema del marchio imporrà al costruttore del Franc-Comtois di rivedere il design del mozzo del volante.

È ancora difficile prevedere una data precisa per il reveal. Ma è certo che, nel corso del 2023, questo Peugeot Rifter restyling subirà un leggero aumento di prezzo, a partire da circa 26.000 euro nella sua versione più accessibile. Come lei, anche i suoi cugini, Citroën Berlingo, Opel Combo, Fiat Doblo e Toyota ProAce City, dovrebbero beneficiare degli stessi sviluppi stilistici e tecnologici.

Dacia difende Diesel e Benzina: produzione dopo il 2030

Dacia continuerà a puntare sull’auto a benzina anche dopo il 2030. Il popolare marchio di auto economiche aspetterà fino all’ultimo momento per completare la transizione verso i veicoli elettrici. Una tabella di marcia che contrasta con la linea seguita dalla maggior parte delle case automobilistiche.

Il processo di elettrificazione di Dacia sta suscitando grande interesse. La popolare azienda di auto economiche ha intrapreso una sfida ambiziosa. L’obiettivo finale, a lungo termine, non è altro che la trasformazione totale in un marchio di veicoli elettrici. Tuttavia, per gli impazienti, abbiamo una brutta notizia. Dacia aspetterà fino all’ultimo momento per completare l’elettrificazione.

La tabella di marcia di Dacia prevede la vendita di auto a benzina oltre il 2030. Una strategia che contrasta nettamente con la linea seguita dalla maggior parte dei marchi in Europa. In occasione di un recente evento organizzato dall’azienda per presentare la sua nuova identità visiva e alcuni dei nuovi prodotti che arriveranno sul mercato nel prossimo futuro, sono stati confermati alcuni aspetti chiave della transizione verso la mobilità sostenibile.

IL FUTURO DI DACIA

Lo stesso Denis Le Vot, CEO di Dacia, ha confermato questo importante dettaglio sul piano strategico che è stato stabilito. Sebbene Renault abbia accelerato il processo di passaggio alle auto elettriche, Dacia continuerà a concentrarsi sulle auto termiche anche dopo il 2030.

“Renault vuole essere il campione dei motori elettrici e questo comporta dei rischi. Questo è anche il motivo per cui esiste Dacia. A seconda della velocità di conversione del mercato ai motori elettrici e dell’appetito dei clienti, Dacia è qui. Le due cose possono coesistere”, ha detto Le Vot.

La casa automobilistica rumena si è preparata a dire addio alle auto diesel. Nei prossimi anni, gli ibridi con motore a benzina guadagneranno terreno, mentre il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) continuerà a essere la scelta preferita. La prima auto ibrida di Dacia arriverà nelle concessionarie il prossimo anno. È il Dacia Jogger.

D’altra parte, e non meno importante, è il fatto che i modelli Dacia hanno successo fuori dall’Europa. Nei mercati emergenti sono commercializzati con il marchio Renault. Mercati in cui gli obiettivi di elettrificazione non sono così ambiziosi come in Europa.

A questo punto ci si chiede quando Dacia diventerà un marchio di auto elettriche. Ebbene, come ha giustamente sottolineato Le Vot, sarà all'”ultimo minuto”. Una trasformazione che sarà possibile solo nel 2035, quando in Europa sarà vietata la vendita di auto con motore a combustione interna e saranno bandite le auto diesel, a benzina e ibride. Anche i carburanti sintetici sono condannati.

L’unico veicolo elettrico della gamma Dacia è lo Spring, un piccolo SUV prodotto in Cina, che deriva direttamente da un’auto progettata per i mercati emergenti. Le sue prestazioni e la sua convenienza ne hanno fatto un successo di vendite e rappresenta già il 12% dell’attività del marchio. Il successore della Dacia Spring sarà lanciato nel 2024.