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Nuova Skoda Elroq 2024, la VW ID.2 diventa elettrica

Skoda presenterà la sua futura city car elettrica nel 2024. Chiamata Elroq, avrà delle dimensioni vicine a quella di una Fabia e sfiderà la futura Renault 5. Sarà prodotta insieme al futuro VW ID.2 e alla Seat Acandra in Spagna. Il suo prezzo dovrebbe essere inferiore ai 20.000 euro.

La gamma di modelli elettrici di Skoda crescerà dal basso verso l’alto nei prossimi anni. Thomas Schäfer, capo del costruttore ceco, lo ha confermato all’inizio del 2021. Il nome di questa city car che sarà collocata sotto la Enyaq e la sua futura versione coupé è stato registrato: sarà Elroq.

La Skoda Elroq andrà a sostituire la Fabia.
A causa delle sue dimensioni (circa 4 metri di lunghezza), la Skoda Elroq non sostituirà la Citigo iV, la mini-city car elettrica. La nuova Fabia è appena arrivata sul mercato, non avrà un sostituto diretto alla fine della sua vita commerciale.

FUTURO ELETTRICO

La Volkswagen ID.2 sarà prodotta in Spagna, insieme alle altre city car elettriche del gruppo.

Il marchio ceco avrà il compito di sviluppare tutti i modelli elettrici urbani del gruppo Volkswagen (VW ID.1 e ID.2, Seat Acandra) con l’obiettivo di offrire auto a meno di 20.000 euro, esclusi gli incentivi statali. Per soddisfare questo prezzo, il produttore ceco si baserà su un’evoluzione della piattaforma MEB e soprattutto su una comoosizione della batteria meno costosa, composta da fosfato di ferro (LFP), che dovrebbe consentire una autonomia di 300 km. Inoltre, la produzione avrà luogo in Spagna nella fabbrica Seat di Martorell, vicino a Barcellona.

Skoda introdurrà l’Elroq nel 2024. Le sorelle VW ID.2 e la Seat Acandra dovrebbero arrivare nelle concessionarie nel 2025.

Nuova Audi A6 2023, il Restyling in Anteprima

I primi prototipi dell’Audi A6 L, la variante a passo lungo della berlina tedesca venduta esclusivamente in Cina, sono già stati avvistati sulle strade del dragone. Quanti al resto del mondo, c’è in arrivo un restyling che farà il suo debutto nel 2023. Questo rendering di Motor.es ci mostra un’anteprima l’aspetto del modello ridisegnato.

Solo pochi giorni fa, l’Audi A6 L è apparsa camuffata sulle strade di una delle principali città cinesi. Il modello è venduto in asia con un passo più lungo rispetto alla berlina di segmento E dei quattro anelli riservata all’Europa. La principale differenza è lo spazio extra riservato agli occupanti dei sedili posteriori.

Audi sta premendo sull’acceleratore con i suoi aggiornamenti della gamma. L’Audi A6 è stata presentata e lanciata nel 2018, quindi è nel bel mezzo della sua vita commerciale, meritando un restyling che ne offrirà un’immagine più sportiva che seguirà le orme della A8, con cambiamenti discreti ma abbastanza evidenti per rilanciare le sue vendite di fronte alla concorrenza.

RESTYLING DI PESO

Come detto, l’Audi A6 restyling arriverà nel 2023 con importanti miglioramenti

e la stessa griglia single-frame che però sostituirà le barre orizzontali con una maglia a nido d’ape verniciata in nero, un dettaglio più sportivo, così come le prese d’aria del paraurti ridisegnate. I gruppi ottici anteriori manterranno la loro forma attuale anche se arriverà uan nuova firma luminosa ispirata dal resto della gamma..

Miglioramenti attesi anche nella parte posteriore dove c’è in arrivo una nuova firma luminosa per i fanali e un aggiornamento allo stile del paraurti. Audi A6 migliorerà anche all’interno, soprattutto nei materiali, neii colori e nei rivestimenti con nuove opzioni di personalizzazione.

La nuova Audi A6 restyling dovrebbe essere presentata nella seconda metà del 2022 e andrà in vendita alla fine del prossimo anno. Un anno in cui la concorrenza diretta di Monaco e della stella arriverà con le nuove generazioni della Serie 5 e della Classe E. Audi non si farà trovare impreparata con l’intera gamma di motori a benzina e diesel elettrificati con la tecnologia MHEV a 48 volt. I propulsori saranno ottimizzati per una maggiore efficienza, con valori di potenza e coppia praticamente invariati.

L’Arabia Saudita si compra il 30% di Pagani

Il Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita ha acquistato una quota del 30% di Pagani.

I dettagli finanziari dell’accordo non sono stati rivelati, ma la famiglia Pagani rimarrà azionista di maggioranza mentre il fondo PIF dell’Arabia Saudita sarà un azionista di minoranza insieme agli azionisti italiani di minoranza Nicola Volpi ed Emilio Petrone. Horacio Pagani manterrà il suo ruolo di amministratore delegato e chief design officer.

“Fin dalla sua fondazione, Pagani ha goduto di collaborazioni con i migliori attori della categoria, in quanto crediamo che l’eccellenza possa essere raggiunta solo attraverso il lavoro di squadra”, ha detto Horacio Pagani in una dichiarazione. “Questo è dimostrato dalle nostre collaborazioni di lunga data con i nostri partner tecnologici – chiari leader nei loro settori di riferimento – che continueranno a svolgere un ruolo importante nel futuro di Pagani.”

ARABIA SAUDITA IN PAGANI

“Siamo orgogliosi di annunciare un’importante partnership con PIF, un passo fondamentale nella nostra strategia di crescita a lungo termine, che prevede investimenti significativi per garantire che le nostre prossime hypercar continuino a trasmettere emozioni uniche, indipendentemente dalla loro tecnologia di propulsione”, ha aggiunto. “PIF rappresenta il partner ideale per consolidare ulteriormente il posizionamento di Pagani come marchio nel segmento delle hypercar e per sostenere la sua strategia di espansione nel segmento lifestyle.”

Il Public Investment Fund dell’Arabia Saudita è uno dei più grandi fondi sovrani del mondo e ha investimenti in società statunitensi quotate in borsa per un valore di 15,94 miliardi di dollari. Il fondo saudita è stato tra gli azionisti di Tesla e poi è diventato un investitore chiave in Lucid.

Hyundai Kona Electric 64kWh 204CV| Prova su strada

Hyundai Kona Electric 64kWh 204CV| Prova su strada

Un crossover compatto 100% elettrico. La ricetta della Hyundai Kona Electric sembra un successo già dalle premesse. Cominciamo con ordine. La Kona Elettrica è una delle tante declinazioni offerte per il modello, a listino abbiamo infatti anche motori ibridi leggeri e plug-in.

L’auto è larga 1.80 m, lunga 4.20 e alta 1.57. Dimensioni che vengono valorizzate da un design senza compromessi complice il motore elettrico che permette a questa versione di fare completamente a meno della calandra anteriore. I fari full LED si trovano in basso e sono separati dalle luci Dlr collocate più in alto. La fiancata presenta due linee ben evidenti con il tetto nero a contrasto che stacca molto bene con il total white della carrozzeria. Dietro si notano i fanali sdoppiati che vedono le frecce direzionali posizionate in basso con un ampio estrattore che schiaccia visivamente l’auto che conserva nei fatti ad una buona altezza da terra: ben 16 centimetri.

HYUNDAI KONA ELECTRIC SU STRADA

Per questa prova su strada sono al volante della versione più potente della Hyundai Kona Electric. L’esemplare in prova monta infatti il motore elettrico da 204 CV con ben 395 Nm di coppia massima. Insomma questo crossover elettrico si trasforma in una sorta di hot hatch che, nonostante il baricentro alto e il peso, regala emozioni anche nel misto stretto. I dati tecnici confermano questa sensazione con lo scatto 0-100 coperto in 7,9 secondi e una velocità massima di 167 km/h. Prestazioni tutto sommato gestibili grazie all’ottimo lavoro dello sterzo sempre molto progressivo e alle sospensioni che assorbono bene anche le buche più profonde.

Grazie alla batteria da 64kWh, l’autonomia reale di 430 km non si discosta molto dal dato ufficiale che parla di 484 km nel ciclo di omologazione WLTP. Insomma, pur non avendo prestato particolare attenzione al discorso consumi, non mi è stato difficile viaggiare nell’ordine dei 15,5kWh/100km. Numeri interessanti se consideriamo che l’auto pesa 1760kg, circa 300kg in più rispetto alla versione alimentata dal solo motore termico.

Parlando di ricarica i tempi variano a seconda dell’infrastruttura che andiamo ad utilizzare. A casa, a 2,3kW servono addirittura 28 ore, alla colonnina da 7,2kW scendiamo a 9 ore, mentre alla presa combo fino a 100kW passiamo dal 20 all’80% di carica in soli 47 minuti.

GLI INTERNI

Dentro la Hyundai Kona Electric è un tripudio di tecnologie. Va detto però che i materiali, sebbene siano ben assemblati, risultano tutti plastici e rigidi.

La plancia è dominata dallo schermo da 10,25 pollici del sistema di infotainment che si abbina al tachimetro digitale anch’esso da 10,25 pollici. Non manca un pratico head up display che proietta all’altezza dei nostri occhi tutte le informazioni principali sulla marcia. Molto valido il sistema di bordo BlueLink che integra il mirroring (con il cavo) Apple Car Play e Android Auto.

Tanti gli ADAS presenti a bordo che ci permettono una guida autonoma di secondo livello, tra i sistemi: frenata automatica d’emergenza, cruise control adattivo, mantenimento di corsia, sensore dell’angolo cieco, sensore traffico posteriore, lettura dei segnali stradali. Non manca un ottimo sistema di telecamere a 360° che ci permette di monitorare tutto il perimetro dell’auto potendo individuare per tempo eventuali ostacoli. Proprio le telecamere ci aiutano di fronte alla limitata visibilità posteriore dovuta alla presenza di due montanti massicci uniti ad un lunotto contenuto.

BAGAGLIAIO E PREZZI

Buona l’abitabilità posteriore grazie al tetto che non scende troppo peccato però per l’assenza delle bocchette del clima per la seconda fila di sedili. Quanto al bagagliaio le cifre non sono da record con 332 litri che salgono 1114 abbattendo gli schienali del divanetto posteriore.

Capitolo prezzi, per portarci a casa Hyundai Kona Electric servono 37.000 euro che diventano circa 49.000 per l’esemplare in prova. Vale la pena ricordare che grazie agli ecoincentivi è possibile beneficiare di uno sconto fino ad 10.000 euro.

Nuova Subaru BRZ Wilderness 2022, il Rendering della Offroad

Le case automobilistiche usano le concept car per far circolare nuove idee e valutare le aspettative dei consumatori. Gli amici di Motortrend usano i rendering come questi per esplorare idee che potrebbero non avere senso nel mondo reale. A volte le nostre creazioni sono un po’ ironiche. Ecco una Subaru BRZ Wilderness, sollevata da terra e pronta a farsi largo nel fango dell’offroad estremo. È difficile sostenere una BRZ Wilderness non sarebbe divertente.

E perché l’azienda dovrebbe evitare l’inevitabile? Dopo tutto, Subaru ha costruito la sua reputazione sulla robustezza con decenni di esperienza nel mondo dei rally affinando il suo sistema a trazione integrale. La Subaru BRZ è offerta con la sola trazione posteriore. Eppure Toyota Motorsport GmbH ha ottenuto l’approvazione della FIA per far correre la GT86 CS-R3, sorella della BRZ, nella classe R3. Del resto la Subaru Outback Wilderness mostra che l’azienda ha finalmente preso atto di quanta attenzione riscuotano i suoi modelli nel campo dell’aftermarket.

LA SPORTIVA PER L’OFFROAD

Sappiamo che c’è in arrivo una Subaru Forester Wilderness è la BRZ potrebbe essere quel modello che non ci si aspetta. Sollevarla e metterle grandi pneumatici da rally potrebbe dare vita ad una vettura sicuramentemeno prestazionale ma comunque capace di catturare gli sguardi degli appassionati.

Difficile dire se Subaru darà mai vita ad una BRZ Wilderness ma, anche a giudicare da questi rendering, si tratterebbe di certo di un modello molto interessante agli occhi degli appassionati del mondo offroad.

Nuova Renault Captur 2023, il Restyling nei Rendering

Dopo aver a lungo superato la precedente generazione di Peugeot 2008 in termini di vendite, Renault Captur è pronto al restyling di metà carriera. Il SUV Renault non ha una versione 100% elettrica ma punta sull’ibrido e non solo ricaricabile plug-in.

Alla fine del 2023, cioè quattro anni dopo il suo lancio, la Renault Captur subirà un importante restyling che interesserà soprattutto l’esterno. Nella parte anteriore, il SUV compatto dovrebbe ridurre la dimensione della sua griglia del radiatore al fine di rispettare i prossimk canoni di stile di casa Renault (Mégane elettrico e Kadjar). Saranno proposti fari più sottili con una firma luninosa a forma di “S”, così come un paraurti ridisegnato. Sulla fiancata, questo Captur 2.0 andrà principalmente modificare il design delle sue ruote, mentre la parte posteriore dovrebbe avere le sue luci collegate con una banda luminosa, come sul resto della gamma. Una riprogettazione che, in questo caso, richiederebbe lo sviluppo di un nuovo bagagliaio con il nuovo logo Renault. Questi rendering di Auto-moto.com ci permettono di dare uno sguardo al modello.

IL CROSSOVER RENAULT

A bordo, le modifiche saranno più limitate, dato i progressi fatti da Renault sul modello attuale per modernizzare la l’abitacolo e migliorare la qualità. Il touchscreen centrale si occuperà principalmente di aggiornare il suo software per una maggiore reattività, mentre la connettività vedrà l’introduzione del 5G. La nuova Captur coglierà anche l’occasione per rivedere la sua dotazione di sicurezza aumentando il suo livello di guida autonoma.

Sotto il cofano, si dice che i motori a benzina saranno gradualmente convertiti all’ibrido leggero (12 o 48 V) per integrare le versioni ibride plug-in da 145 CV e 160 CV.

Il Renault Captur restyling è atteso alla fine del 2023 ma il suo lancio commerciale non potrà avvenire fino all’inizio del 2024. Il previsto aumento delle prestazioni sarà logicamente accompagnato da un leggero aumento del prezzo. La versione base supererà probabilmente i 22.000 euro, mentre attualmente parte da 21.950 euro.

Ford blocca la fabbrica di Colonia per la crisi dei Chip

Ford ha annunciato ancora una volta che ridurrà la produzione nel suo stabilimento di Colonia in Germania. Secondo Automobilwoche, ciò è dovuto ai problemi du un produttore malese di semiconduttori, che ha causato bloccato le consegne ad un fornitore di moduli per le porte.

“A causa di un arresto della produzione presso un fornitore di semiconduttori, la produzione della Ford Fiesta nel nostro stabilimento di Colonia sarà sospesa dal 23 al 28 agosto”, ha detto un portavoce della Ford ad Automotive News Europe. “Stiamo lavorando il più rapidamente possibile per riprendere la produzione.”
La linea di produzione della Fiesta è stata sospesa diverse volte da maggio a causa della crisi dei chip.

CRISI DEI CHIP E PANDEMIA

A causa di questa carenza del modulo della porta, gli operai che erano appena tornati da un mese di “vacanza nello stabilimento” sono stati invitati a ridurre le ore di lavoro per due settimane a partire dal 17 agosto. “Potrebbe volerci ancora più tempo”, ha indicato una nota della direzione, dato che il flusso delle forniture continua a rimanere incerto.
L’Ovale Blu impiega circa 15.000 dipendenti nello stabilimento di Colonia (la sua sede europea), 5.000 dei quali gestiscono la linea di produzione della Fiesta. Altri lavorano nello sviluppo, nell’amministrazione. La seconda sede di Ford in Germania è Saarlouis nel Saarland.

Nuova Honda Civic Type-R 2022, la sportiva in Rendering

I piani di Honda per il lancio della Civic Type-R si stanno concretizzando. La berlina di 11a generazione opterà per il 2.0 litri turbo quattro prima che la strategia di elettrificazione della casa automobilistica giapponese si intensifichi, segnando la fine della Type-R come la conosciamo tutti.

Per fortuna i prototipi camuffati avvistati in Europa suggeriscono che la fiamma della Type-R brucia ancora più luminosa che mai. Gli amici di Carscoops.com hanno realizzato un rendering che mostra in anteprimal’aspetto del nuovo modello ad alte prestazioni.

La precedente Civic Type-R aveva un’estetica senza troppi conpromessi non era per tutti i gusti. Sembra che la nuiva auto ridurrà gli elementi jnnviaticilcu la per un aspetto genetsle più maturo ma muscoloso. Anche così, lo stile frontale è ancora adeguatamente aggressivo con inserti di griglia a rete, splitter del labbro inferiore, prese d’aria sul cofano e grandi prese d’aria inferiori.

DETTAGLI E DATI TECNICI

Inoltre, l’auto in questi rendering ha la stessa ala posteriore del modello 2021, anche se un prototipo recentemente aveva un’ala leggermente più piccola con un design diverso.

Indipendentemente dalle modifiche che Honda apporta alla nuova Civic hatch, sembra inevitabile che il design della nuova Type R non sarà abbastanza over-the-top come il modello attuale come il design della nuova Civic nel suo complesso è molto più sommesso, non che sia una cosa negativa.

I dettagli della catena cinematica rimangono sotto silenzio. È inevitabile che la nuova Civic Type R sarà caratterizzata da un 2.0 litri turbo a quattro cilindri, ma c’è qualche speculazione che potrebbe anche utilizzare un sistema ibrido e potrebbe essere a trazione integrale.