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Ferrari sceglie Hot Wheels per i suoi modelli

Ecco una buona notizia per i collezionisti di Hot Wheels che sono anche fan del Cavallino Rampante. Alla Fiera Internazionale del Giocattolo di Norimberga di quest’anno, Mattel ha annunciato una nuova partnership con la Ferrari per sviluppare una gamma completa di prodotti Hot Wheels.

Per la prima volta in 10 anni, i prodotti Hot Wheels saranno adornati con lo stemma Ferrari e la prossima collezione includerà non solo i classici ma anche i modelli più recenti della gamma Ferrari.

Il primo lancio di prodotti della collaborazione avverrà in primavera, con il primo set die-cast disponibile per il pre-ordine su Mattel Creations. Annunci e lanci di prodotti futuri seguiranno nel corso del 2025 e oltre.

IL MARCHIO STORICO

Dalla fondazione di Hot Wheels nel 1968, i due marchi iconici hanno collaborato molte volte con 26 modelli precedenti, alcuni dei quali sono diventati molto ricercati dai collezionisti. Oltre al lancio di primavera, i modelli in edizione limitata saranno offerti attraverso Mattel Creations, modelli RC e die-cast in scala 1:64 disponibili ovunque Hot Wheels sia venduto in tutto il mondo.

“È stato un progetto appassionante per il team di Hot Wheels quello di offrire visioni autentiche di questi iconici modelli Ferrari per la prossima generazione di appassionati di auto e, allo stesso tempo, creare qualcosa di extra speciale per i collezionisti”, ha dichiarato Roberto Stanichi, vicepresidente esecutivo di Hot Wheels e responsabile dei veicoli e dei set di costruzione di Mattel.

Hyundai Kona Electric: prova su strada

La nuova Hyundai Kona raggiunge la maturità del modello proponendo uno stile più personale, tecnologie da prima della classe e il plus della versione elettrica da oltre 300km di autonomia.
Ecco come va nella prova su strada la Kona Electric da 204 CV e 255Nm di coppia.

I racconti del Bar del Teschio: una scossa alle BEV nuove o blackout sulle usate?

ognuno di noi, arrivato alla conclusione di qualcosa, cerca il proprio “canto del Cigno”. Ho voluto scrivere questo mio ultimo Post su un Blog per concludere anni di scrittura, dedicandolo alla fine ad una persona speciale. Ma dedico tutto l'articolo in tre pezzi alla “decriptazione” dei reali obbiettivi che la “nuova UE” dentro al Nuovo Ordine Mondiale sta definendo sotto l'alibi della elettrificazione dei trasporti Privati.Che non è una priorità per le Istituzioni. Auto elettrica e Digital Euro - Nessuno mi aveva mai parlato del nuovo “Millennium Bug” che tra le 23:59 del 31/12/2019 e le 00:00 del 01/01/2020 avrebbe colpito diversi sistemi informatici : operatori di settore hanno dichiarato che il 2020 iniziò con un caos digitale con diversi offline di sistemi di pagamento. Colpita da questo “Y2020 Bug” anche Supermicro Ltd., terzo produttore mondiale di Server e leader nel supporto al sistema globale della moneta elettronica. Curiosamente nessuno mi aveva mai parlato anche proprio dello scandalo Supermicro legato allo “Spy minichip” cinese inserito in diversi server presenti nell'apparato informatico di Istituzioni e banche internazionali: un complesso di 30 milioni di imprese USA tra le quali Apple ed Amazon. Da quello scandalo derivò un allarme generale sul trading globale e su tutta la catena di approvigionamento tecnologico : guarda caso la stessa catena interrotta “per causa di forza maggiore” del Lockdown. Guarda caso nell'anno in cui è scoppiato anche il caso dell'Hackeraggio su Solarwind....Quello che ho appena scritto sopra pare non riguardare in nulla l'argomento “core” del Post. In parte è vero. Se però dimentichiamo che tra le tante crisi in corso una inaspettata è stata – inaspettatamente - proprio quella dei Chips con il taglio della subfornitura mondiale. Ma dimostra anche che non tutto quello che sarebbe necessario sapere viene detto. E questo aspetto è il vero “Core” di un Post para-complottista. L'Europa non vuole salvare l'auto, ma l'Euro e le Utilities Abbiamo dimostrato, dati alla mano, che l'interesse dell'UE legato alla mobilità su strada non è l'impossibile elettrificazione di 260 milioni di auto private ma la sua riduzione, e supplenza con lo Sharing ed il Pooling; e che le politiche perseguite vanno verso Idrogeno, Biocarburanti ed elettrico per Trasporto Merci, vettori aerei e Trasporto collettivo persone. Anche perchè, dall'inizio di quest'anno, l'asfittica capacità produttiva dei Costruttori europei può tranquillamente andare in Cina dopo l'accordo ottenuto dalla Ue per l'abrogazione degli obblighi di Joint Ventures paritaria tra investitori esteri e produttori interni. Mentre la preoccupazione (o la strategia) dell'Esecutivo Europeo va verso il salvataggio delle Utilities e l'approvvigionamento di risorse energetiche e materie rare per l'autonomia energetica e la decarbonizzazione dei sistemi. Resta da chiudere il cerchio con gli ultimi due “Dossier” che la mente un po' farlocca del sottoscritto “Complottista” declina in questo modo: Connettività globale e Digital money legato alle automobili in circolazione in Europa. L'Automobile: meno auto, più Server, sportello bancario, ufficio mobile L'auto sempre connessa può essere un elemento della Blochchain di Cryptovalute, un terminale di data sharing, un Wallet per e-payments, un server per il Mining – ovviamente legale – di Digital Coin, fino a diventare uno Store ambulante di beni e merci virtualizzate, e persino uno sportello operativo per operazioni commerciali, di transazioni finanziarie e di “B2B”? Certamente si, con il vantaggio della tracciabilità costante del mezzo in movimento. Ecco perchè ripeto che l'interesse per l'Automotive Europeo non è l'auto elettrica ma l'auto sempre connessa. Che proprio per questo può in ogni caso essere - sia in ambito di Digital Money, che di Energy Sharing, che infine di Data Sharing - un supporto “peer-to-peer”. Tutto molto bello, purchè ai fini della sicurezza l'Unione Europea sia in grado di ottenere e consolidare: -A) che il “Digital Money Sharing” e le transazioni in valuta digitale siano in CBDC Euro e non in Cryptovalute parallele: una eventuale ed inevitabile “bolla” delle Cryptovalute quoterebbe il doppio dei titoli di cartastraccia legati ai Mutui Subprime del 2008. Mentre l'avvio legale e controllato di Moneta Digitale emessa da Banche Centrali avrebbe effetti positivi su volatilità, Svalutazione, Inflazione. A ral proposito l'UE non solo ha varato progetto e piattaforma di “Digital Euro” con un Test in avvio con Amazon, Nexi, EPI e CaixaBank; ma ha anche votato una propsta al vaglio del Parlamento Europeo per la verifica ed il controllo automatico e l'accesso ai dati dei Destinatari di tutte le transazioni senza soglia minima in Cryptovalute. Guarda caso se c'è un evento che sta frenando, dopo anni di guerra infruttuosa alle cryptovalute, questo mondo è il timore di uno shock energetico con inevitabile crollo della Rete informatica; oltre all'aumento del valore delle materie prime (il cui Trading ha avuto fino al Lockdown un Boom di operazioni di Trading, con un Trend oggi in crollo proprio per effetto del calo generalizzato di Cryptovalute che rischiano di svalutare troppo rispetto alle merci che intermediano); oltre infine all'aumento del rendimento delle valute per la crescita dei Tassi di interesse. L'auto come terminale di servizi, ma solo con CBDC Euro, Rete 5G, sostenibilità ambientale L'auto connessa, se inserita in un contesto di CBDC Euro, assolve perfettamente a questo fine: aumenta il Digital Payment, il Data Sharing tracciabile e sicuro, il “peer-to-peer” energetico, fino a costituire un virtuale “Hotspot” di connessione. Con un vantaggio: poter rendere tutto questo secondo un Protocollo europeo legato all'immatricolazione ed al mercato di destinazione del mezzo, condizione irrealizzabile in concreto per tutti gli altri terminali non iscrivibili in “Registri” ufficiali. Anche la prossima “rete 5G” deve assolvere contemporaneamente agli obbiettivi di maggiore domanda di connettività unita a maggior sicurezza e stabilità di rete. Ecco perchè l'Unione, mentre lavora a che la Rete “5G” evolva in modo ottimale, auspicabilmente con la contemporanea riduzione di altri supporti “IoT” in circolazione, guarda caso si è lanciata per prima a dichiarare un piano per l'accelerazione della Rete 6G. E guarda caso gli elementi che stanno destabilizzando le Cryptovalute e sui quali l'Unione Europea sta più massicciamente intervenendo sono proprio il potenziamento e la stabilizzazione della Rete di connessione Telefonia e Dati (approvvigionamento Materie fondamentali, supporto di Storage probabilmente da parte anche delle Gigafactory anche per la stabilità di un Cloud europeo dedicato), la garanzia di sicurezza e stabilità dell'approvvigionamento elettrico, la ricerca dell'autonomia energetica rispetto all'Import dall'estero. Questo è tutto abbastanza ridondato sinora dalle Istituzioni europee. Meno noto però è l'impegno assunto dalla UE a Davos per un programma dedicato a studio e produzione di microchips interamente europei. I vantaggi e la sicurezza dell'auto come “Smart Card a quattro ruote” Sempre nel test programmato con Amazon, Nexi, EPI e CaixaBank, si sta cercando di costruire un unico terminale di intermediazione per il Digital Euro per evitare la moltiplicazione di Carte, cellulari e PC. Su tutto questo la chiave di sicurezza dovrebbe consistere nelle Password Biometriche: molto presenti di già negli Smartphone ma con opzioni ridotte, e poco sicure sugli stessi, le password ed i sensori di rilevazione biometrica sono in pieno sviluppo nelle auto, almeno il 30% delle quali entro breve avranno sensori di rilevazione oculare, cardiaca, digitale e sonora. Perchè comunque la si possa considerare, ogni progresso ed evoluzione Cybernetica, telematica ed informatica porta con sé l'avvento di nuovi metodi di attacco. Ecco l'auto a cui pensa l'Unione Europea: vettore di trasporto, Client “peer-to-peer” per energy e Data Sharing, terminale di ePayment, hotspot per connettività, ma anche Ufficio e Server mobile nel nuovo concetto di Smart Working. Per chi se lo potrà permettere, nel mercato del nuovo. Non a caso, Vi anticipo di già il futuro prossimo delle Gamme auto ed il modello da scegliere senza timore di sbagliare, dopo il Suv. sarà il monovolume. Il futuro della UE per cittadini ed automobilisti? Pioveranno pietre Quand'ero giovane uscì un film: “Piovono Pietre”. Se potete, riguardatelo, e capirete il futuro dei cittadini europei nella nuova Unione. Scordate tutte le chiacchiere sulla pioggia di auto elettriche in arrivo sulle strade. In tema di auto, per gli europei si preparano solo nuove piogge di costi, tariffe, divieti, e problemi : tracciatura costante, meno valuta disponibile e variabile a seconda della produttività espressa in termini di creazione di valore aggiunto. Aumento dei flussi di immigrazione "lavorativa" giovane dall'estero; servizi di Welfare ed Healthcare più cari. Più soia in tavola e più materiale riciclato intorno a noi. Meno libertà ma soprattutto meno Social, che hanno ottenuto l'obbiettivo desiderato ed ora possono andare in pensione. Ci aspetta, è bene ricordarlo, una Unione non più Unione, che l'anno scorso - guarda caso - si è persino scordata di festeggiare gli 80 anni del "suo" Manifesto, quello di Ventotene. Questa è l'ultima parte ed è l'ultima riga di questo Post. Un caro saluto a tutti. Un addio ai Blog Dopo di che Vi dico sulle “pagine elettroniche” di un Blog che mi è caro - oltre che ben strutturato, a cura di un giovane amico davvero straordinario - che da oggi chiudo la mia esperienza di quasi 12 anni di pezzi sui Blog di Automotive. Mille motivi che non interessano a nessuno,ma chiudo con un solo messaggio agli amici automobilisti : faranno di tutto per togliervi soldi, sonno e serenità con la vostra vecchia auto. Se la amate, continuate a farlo. Soffrire per amore è a sua volta amore. Grazie di tutto, grazie a chi mi ha pazientemente ospitato in Rete. Un abbraccio a tutti. Per questo, perchè l'amore vero è quello che resta nel cuore anche dopo tanto tempo, dedico il mio ultimo Post di sempre all'amore di sempre, in ogni caso e nel bene e nel male. Ti voglio bene, Lucia. Riccardo Bellumori

Fabrizio era intento nelle tante sfaccettature che impegnano solitamente chi lavora nel celebre “Bar del Teschio” di Via Oderisi, nel cuore di Roma. Un Bar dove si era da un po’ di tempo affacciato un cliente davvero particolare, strano e dall’età indefinibile; ma soprattutto dai modi davvero bizzarri per il clima di quel Bar abituato ad un aplomb quasi anglosassone.

Il Cliente si vantava di essere un consulente del settore automotive, ed in verità aveva avuto qualche trascorso di attività, ma per lo più – ammettiamolo – quello strano ed intangibile Cliente approfittava di una millantata conoscenza solo per provocare trattamenti di favore scontistico sui prodotti da Bancone, facendo leva sulla innata curiosità del buon Fabrizio verso il comparto auto che era tema di conversazione comune tra l’altro al Bar del Teschio. 

Un tardo pomeriggio era passato al Bar anche il noto complottista con i suoi usuali strali contro la cosiddetta “Truffa delle elettriche”. In verità le uniche due parole che ripeteva sempre e solo erano “Elettriche” e “Truffa” senza dettagliare altro. Il che rendeva questo personaggio, assolutamente credibile ed esperto diretto di questioni metafisiche, un poco meno comprensibile sul tema delle auto BEV.

A quel punto Fabrizio, favorendo come solito un ottimamente confezionato caffè in tazza di vetro guarnito e ben schiumato, si era rivolto di nuovo al nostro improbabile avventore, domandando lumi: “Ma un dubbio” – esordi’ dunque il giovane responsabile del Bar – “sulle elettriche usate: che dici, si possono comprare? Sono un affare od un rischio??”

Il nostro strano avventore, riflettendo tra se’ e se’ un attimo, dopo una ben congegnata pausa necessaria a lui per pensare a cosa chiedere in conto gratuito ulteriore per poter favorire la dotta risposta.

“Bella questione, Fabrizio”, rispose il nostro avventore, e cominciò una lunga trattazione come suo solito: partendo dalle origini del mondo.

Secondo il nostro non definibile uomo, infatti, la “truffa” cosiddetta dall’altro genio era in un certo senso una parola affine a quella che lui stesso era solito usare per raccontare il mondo elettrico. Una “FUFFA”; e per farlo il nostro non si limitava mai a spiegare il nesso circoscritto della domanda ma estendeva ad altri campi.

In primis, cos’è oggi l’Usato elettrico? Sono già migliaia di E-Byke, monopattini, quadricicli da Sharing, minicar, Scooter e moto elettriche, piccoli furgoni per servizi di logistica; ed infine un parco auto usato di quattro ruote e LCV per uso aziendale. Un numero davvero impressionante di unità che si portano dietro questioni annose come il recupero, il riciclo, la rigenerazione, la riparazione, la rimessa in commercio. Oppure dall’altro lato la rottamazione. E a proposito, dove finiscono le migliaia di monopattini usati davvero come stracci nel sistema dello Sharing? Bella domanda a cui nessuno, spero, vuole rispondere. Perché la mia paura è che nessuno “sappia” rispondere: migliaia di pezzi comprati per buona parte con i soldi dei contribuenti europei (perché per chi non lo sa lo Sharing europeo viene contribuito pesantemente dalle azioni di stimolo di Bruxelles…). Pezzi che per la maggior parte non trascritti in alcun Registro pubblico, poiché privi di targa, sono la ipotesi a cielo aperto di una maxitangente dall’Europa alle aree asiatiche dove il 99,99% di quei mezzi di micromobilità in Sharing sono stati sbolognati perché già persino nei luoghi di origine erano ormai superati……E mano a mano, esiste un povero Cristo di Istituzione che tracci la corretta, ecocompatibile e giuridicamente non criminale attività di recupero, rigenerazione oppure demolizione e smaltimento?  Attendo risposte io, non l’avventore indefinibile del Bar del Teschio…..

IL MERCATO DELL’AUTO

Ma detto questo, il nostro scaltro Cliente aveva cominciato ad entrare nel dettaglio: il mercato BEV è davvero un mercato curioso, in Italia, perché di già almeno il 40% delle auto nuove nasce “USATA”. In effetti la moda delle autoimmatricolazioni ha investito pesantemente il settore delle elettriche, al punto che una buona fetta dei numeri di vendita del 2024 e del 2023 è ancora ferma nelle aree degli usati presenti negli Showrooms, ed il bello è che i Costruttori che tanto hanno detto e scritto sulla volontà di superare le concessioni e la classica BER della distribuzione auto hanno ancora bisogno dei Concessionari per appioppargli tutto sto ferrovecchio da rivendere. Dunque il primo problema delle BEV nuove è il Listino: assurdamente alto sulla carta, diventa materia da salotto filosofico al momento della rivendita. E ovviamente il “dumping” delle KmZero sul listino del nuovo incide sulla proporzionale valutazione ed offerta delle usate di maggiore anzianità, su cui pesa però anche un doppio problema. Il primo è la considerazione ufficiale e definitiva, se mai ce ne sarà occasione, per “tradurre” e capire da parte di noi comuni mortali il ciclo di vita delle benedette batterie: durano, non durano, come le misuro, quanto ci scommetto, sono spacciato?? Ecco che su questo aspetto già cala il crepuscolo informativo, o meglio: strumenti e figure professionali per valutare lo stato di conservazione operativa delle Batterie ci sono; ma il problema è molto più esteso. 

Di solito con gli usati cosa si fa? Si concorda un appuntamento per vedere l’auto endotermica classica preferita, ci si fa accompagnare dal solito cugino espertazzo che gira e rigira sopra/sotto/intorno all’auto e deriva una scheda sinottica di stato funzionale. La base di tutto è l’esperienza e la storicità del rapporto tra auto endotermica e utilizzatore. Sulla elettrica che fai? Apri il cofano, e per fare cosa? Ma allora i controlli come, dove, su cosa e attraverso cosa li fai??? Esiste una alternativa a questa domanda? E il futuro di un modello BEV può prescindere dalla incombenza del Marchio OEM originale? O non esiste Afermarket nel mondo elettrico?

Chi è che deve dare risposte a questo? I Costruttori che tuttavia hanno dato sempre una ottima risposta, appunto, alla prima delle due questioni, che l’alternativo e incomprensibile avventore del Bar del Teschio pone a Fabrizio.

Primo: I Costruttori hanno chiaro il percorso delle BEV nuove? Si, per il 30% delle immatricolazioni le auto finiscono ai Noleggiatori ed alle Flotte, per il 40% alle autoimmatricolazioni e per il restante vengono vendute ai Privati. Dunque i target di vendita sono assicurati.

“E l’Usato??” chiese Fabrizio animato dalla curiosità.

“L’Usato? Approfondiamo la prossima volta, adesso il caffè è finito…”, rispose il nostro strano cliente, uscendo dal Bar come al solito senza pagare.

Riccardo Bellumori

Nuova BMW iX 2025: Anteprima Restyling

Il crossover elettrico BMW iX di serie ha debuttato nel 2020, anche se il modello ha iniziato la sua carriera sul mercato solo un anno dopo.

Secondo l’azienda, i mercati principali per il modello sono Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Ma la iX, con un design piuttosto insolito, non è diventata un successo. Ad esempio, negli Stati Uniti l’anno scorso, secondo le statistiche ufficiali della divisione americana di BMW, le vendite sono calate dell’11% a 15.383 unità. E sul mercato tedesco, secondo i media locali (il costruttore stesso non ha divulgato le statistiche), il crossover ha venduto solo 3.768 esemplari (nel 2023 erano più di 5.000). Come al solito, il restyling è chiamato a stimolare la domanda.
La BMW iX aggiorna i paraurti, mentre i fari sono stati dotati di diodi verticali. Il crossover ha mantenuto la calotta sotto forma di impressionanti “narici” che imitano la griglia del radiatore, ma ha un nuovo disegno: nelle versioni “semplici” le strisce smussate sono dipinte sulla “griglia”, e nelle versioni complete “emka” – barre orizzontali. L’illuminazione della cornice può essere ordinata con un sovrapprezzo (la versione “Emka” ne è dotata di serie). Inoltre, sono disponibili i pacchetti opzionali M Sport e M Sport Pro, che conferiscono al parketnik un aspetto più sportivo. Infine, è stato modificato il design dei cerchi (sono disponibili dischi da 20, 21, 22 o 23 pollici per il modello) ed è stata ampliata la gamma dei colori della carrozzeria.

L’interno è rimasto invariato, tranne che per il top di gamma M-crossover che ha nuovi sedili (opzionali per le altre versioni). Nella versione base sono presenti un tabellone curvo, volante e sedili anteriori riscaldati, cruise control adattivo e assistente al parcheggio. Con un sovrapprezzo vengono offerti la ventilazione dei sedili, il tetto panoramico e il “pilota automatico” più avanzato.

IL RESTYLING

La BMW iX è ancora disponibile solo con la trazione integrale a due motori, mentre le sospensioni sono state rielaborate.

Il crossover riceve una tecnologia diversa, quindi tutte le versioni sono state rinominate. Le versioni xDrive40, xDrive50 e M60 xDrive sono state sostituite rispettivamente da xDrive45, xDrive60 e M70 xDrive. L’azienda ha precisato che tutte le specifiche sono ancora preliminari.

Comunque sia, i due motori elettrici del crossover BMW iX xDrive45 producono insieme 408 CV contro i 326 CV del più economico parketnik pre-riforma. L’auto elettrica di base ha una batteria da 94,8 kWh (prima ce n’era una da 71 kWh), l’autonomia – da 490 a 602 km nel ciclo WLTP (a seconda delle condizioni della strada, dello stile di guida, ecc; era da 372 a 420 km). Potenza totale della BMW iX xDrive60 – 544 CV (era 523 CV), questa versione ha una capacità della batteria di 109,1 kWh (la versione “media” pre-riforma ha una capacità di 105,2 kWh), autonomia – da 563 a 701 km (era 560-631 km). La BMW iX M70 xDrive ha una potenza totale di 659 CV (era 619 CV) e una batteria da 108,9 kW* (nella precedente “emka” – 105,2 kW*h). La riserva di potenza del crossover “carico” – da 521 a 600 km (il massimo del predecessore – 566 km).

La BMW iX aggiornata più economica scatta nello 0-100 in 5,1 secondi, mentre una versione simile del crossover pre-riforma effettuerà questo esercizio in 6,1 secondi.

I numeri di altre modifiche dopo il restyling non sono cambiati: la “centro gamma” accelera a 100 km/h in 4,6 secondi, la top “Emka” – in 3,8 secondi. La velocità massima delle prime due varianti è di 200 km/h, quella della BMW iX M70 xDrive di 250 km/h.

In Germania, ad esempio, la BMW iX costa a partire da 83.500 euro, che equivalgono a circa 8,5 milioni di rubli al cambio attuale.

BYD, Geely e SAIC contro i dazi della UE

Le case automobilistiche si stanno opponendo all’applicazione dei dazi imposti dall’Unione Europea sui veicoli elettrici di produzione cinese, entrati in vigore a fine ottobre. Non sorprende che la prima azione sia stata intrapresa da aziende cinesi: la scorsa settimana BYD, Geely e SAIC hanno impugnato le tariffe di importazione dell’UE presso la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE).

Altre due case automobilistiche non cinesi hanno seguito l’esempio, con Tesla e BMW che hanno sfidato i dazi portando le cose in tribunale, come riporta l’AFP. Le denunce dei cinque produttori sono state presentate al tribunale generale, la camera bassa della CGUE.

Sebbene non siano stati forniti dettagli, la Commissione europea – che sovrintende alla politica commerciale dell’UE – afferma che riguardano i nuovi dazi doganali dell’UE. Secondo un portavoce, la CE ha dichiarato di aver preso nota di questi casi e di essere pronta a difendersi in tribunale.

In una dichiarazione, BMW – che si è opposta fermamente alle tariffe – ha affermato che i dazi “non rafforzano la competitività dei produttori europei” e che ha intentato una causa per ottenere l’annullamento del regolamento al fine di proteggere i propri interessi.

LA SFIDA DELLE ELTTRICHE

“I dazi compensativi danneggiano il modello di business delle aziende attive a livello globale, limitano la fornitura di auto elettriche ai clienti europei e possono quindi rallentare la decarbonizzazione del settore dei trasporti”, ha dichiarato la casa automobilistica tedesca.

Le tariffe, che arrivano fino al 45,4%, variano a seconda della casa automobilistica. Per BYD è del 17%, mentre per Geely è del 18,8% e del 35,3% per la statale SAIC. Se si considera anche il 10% di dazio standard dell’UE sull’importazione dei veicoli, si arriva rispettivamente al 27%, 28,8% e 45,3% per le tre case automobilistiche. Altre aziende che producono veicoli elettrici in Cina, tra cui BMW, sono soggette a un dazio del 20,7%, mentre l’aliquota per Tesla è del 7,8% oltre al 10% di base.

La CE ha dichiarato che i dazi supplementari sono necessari per contrastare quelli che, a suo dire, sono ingiusti sussidi governativi concessi dal governo cinese alle case automobilistiche nazionali, che consentono loro di sottoquotare i rivali in Europa sul prezzo. Pechino ha sempre negato che le sue politiche industriali siano ingiuste e ha presentato un reclamo all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) in merito alle tariffe dell’UE.

Il governo tedesco è stato uno dei cinque Stati membri dell’UE ad opporsi alle misure, temendo ritorsioni contro i propri produttori. Le ammiraglie automobilistiche del Paese – tra cui BMW – sono fortemente radicate in Cina e producono alcuni modelli non solo per la Cina ma anche per il mercato europeo.

Audi in crisi: tagli in Arrivo

Audi fa parte del Gruppo Volkswagen, che ha recentemente deciso di ridurre i dipendenti e la capacità produttiva dei suoi stabilimenti in Germania. I problemi relativi allo stabilimento Audi di Bruxelles (Belgio) sono diventati noti lo scorso autunno e ora l’azienda ha annunciato ufficialmente che la direzione e i sindacati hanno concordato un “piano sociale” per i dipendenti di questa impresa.

Come comunicato da Audi, l’ultimo esemplare uscirà dalla catena di montaggio dello stabilimento di Bruxelles tra un mese esatto, il 28 febbraio. Dopodiché l’impianto verrà chiuso, privando del lavoro circa 3 mila persone. Il “piano sociale” prevede un bonus aziendale, misure di sostegno aggiuntive per i dipendenti anziani, nonché servizi di coaching (riqualificazione) e di outplacement (assistenza ai dipendenti in esubero nella ricerca di un nuovo lavoro).

La chiusura dello stabilimento di Bruxelles significa essenzialmente la fine della produzione dei crossover completamente elettrici Audi Q8 e-tron e Q8 Sportback e-tron. Ricordiamo che il SUV “verde” con tetto convenzionale è apparso sul mercato relativamente di recente, nel 2019, inizialmente con il nome e-tron, e la variante con tetto spiovente si è aggiunta nel 2020. Entrambe le versioni hanno subito un aggiornamento nel 2022, momento in cui è comparso l’indice Q8 nel nome.

Va notato che molti produttori, tra cui Volkswagen, non sono soddisfatti dei volumi di vendita dei modelli “verdi”, per cui sono costretti a ridurne la produzione. Anche i risultati dei crossover Audi Q8 e-tron e Q8 Sportback e-tron lasciano molto a desiderare. Secondo i calcoli di Jato Dynamics, nel periodo gennaio-novembre 2024 (i dati per l’intero anno non sono ancora disponibili), il SUV “ordinario” ha venduto 10.089 esemplari in Europa, ovvero il 40% in meno rispetto all’anno precedente, e 4.594 clienti hanno scelto il crossover coupé elettrico nello stesso periodo (51% in meno).

LA CRISI AUDI

Oltre alla domanda insufficiente di auto elettriche, altri fattori hanno influenzato la decisione di chiudere lo stabilimento Audi di Bruxelles. Come riportato in precedenza da Kolesa.ru, il sito si trova tra il nodo ferroviario e i quartieri urbani residenziali, quindi non vi è alcuna possibilità di espansione. Allo stesso tempo, l’azienda non dispone di una propria officina di forgiatura e tutti gli stampi provengono da altri stabilimenti: ciò comporta un aumento del costo delle auto a causa dei costi logistici dei componenti di grandi dimensioni.

In precedenza abbiamo riportato che il risultato cumulativo delle vendite di modelli Audi sul mercato globale alla fine dello scorso anno è stato di 1.671.218 esemplari, ovvero l’11,8% in meno rispetto alla cifra prevista per il 2023. Vale la pena notare che le vendite di Audi sono in calo in tutti i mercati chiave per il marchio: Cina (del 10,9%), Stati Uniti (del 14%), Germania (del 21,3%).

Ciononostante, l’azienda continua a prepararsi per l’anteprima delle novità annunciate. Per quest’anno è prevista l’anteprima delle nuove A7 e Q3. Si prevede che diventerà una delle ultime auto del marchio tedesco dotate di motore a combustione interna.

Putin crede in Autovaz e Lada

Il Presidente della Federazione Russa Putin ha visitato oggi lo stabilimento AVTOVAZ di Togliatti, dove gli sono stati illustrati i promettenti sviluppi previsti per la produzione dei prossimi anni.

AVTOVAZ ha parlato dei suoi piani in una conferenza stampa ufficiale a metà gennaio, promettendo, in particolare, di lanciare un crossover sulla piattaforma Vesta nel 2026, ma il crossover stesso non è stato mostrato ai giornalisti, ovviamente – è troppo presto, la prima è prevista per giugno di quest’anno. Nel frattempo, a Vladimir Putin sono stati mostrati oggi dal vivo i futuri modelli sotto forma di mock-up a grandezza naturale.
Il crossover sulla piattaforma Vesta è noto per ora come B-Cross, nel video ufficiale viene mostrato solo dalla poppa, e una carrozzeria appena saldata del nuovo crossover è stata posta accanto al mock-up della B-Cross, a giudicare dalle proporzioni simili.

PUTIN CREDE IN LADA

La Lada B-Van è un furgone crossover con passo allungato e presumibilmente una berlina a tre file, mentre la T-34 è una moderna interpretazione della classica Niva (quella che ora si chiama Niva Legend) con i caratteristici indicatori di direzione sopra i fari e una carrozzeria spigolosa a 5 porte con passaruota cicciotti. Non ci sono ancora dettagli tecnici su queste novità: si sa solo che la piattaforma della Vesta è stata notevolmente modernizzata. L’entrata in produzione del furgone Cross è prevista per il 2027, mentre non è ancora chiaro quando attendere la Lada T-34.
A Vladimir Putin sono stati mostrati anche il prototipo dello scorso anno del SUV elettrico Lada e-Niva Travel, le cui prospettive di produzione sono ancora vaghe, e la nuova Lada Iskra, che sarà disponibile presso i concessionari nei prossimi mesi.

Dopo aver ispezionato i nuovi modelli, Vladimir Putin si è avvicinato ai lavoratori di AVTOVAZ e ha condiviso con loro le sue impressioni; le parole del Presidente sono riportate dalla TASS: “Vedo che state sviluppando lo stabilimento. È fantastico. Tutti avevano previsto la scomparsa dell’AVTOVAZ. Lo sviluppo è buono, la produttività del lavoro aumenta, il numero di auto prodotte cresce. E i modelli sono sempre più belli”.