Maserati sta lavorando su una nuovissima auto sportiva. L’azienda ha rilasciato una serie di “foto spia” ufficiali dell’auto alle prese con i test su strada.
Maserati non ha detto molto sull’auto, ma ha confermato che sta testando un nuovo motore che è stato “sviluppato e costruito” da zero. La casa automobilistica ha continuato dicendo che il gruppo propulsore sarà il primo di una nuova famiglia di motori che sarà esclusivamente riservata al marchio tridente.
A ben guardare la nuova sportiva Maserati sembra basata sull’Alfa Romeo 4C. Questo indizio potrebbe suggerire che il marchio di casa FCA stia lavorando ad una vettura a motore centrale.
LA NUOVA MASERATI
L’azienda di Modena non ha parlato molto della sua nuova macchina, ma si è limitata a fissare la presentazione a maggio 2020. Oltre al misterioso motore a combustione interna in fase di test, il modello sarà offerto con un propulsore 100% elettrico che avrà capacità di ricarica “ultraveloci”, una lunga autonomia e modalità di guida uniche.
Si ipotizza una piattaforma con telaio in alluminio. La variante elettrica è progettata per avere tre motori, la trazione integrale e una tecnologia della batteria da 800 V come la Porsche Taycan.
Il prossimo anno dovrebbe arrivare una Nissan X-Trail tutta nuova. L’attuale generazione della X-Trail, che è tra i SUV più venduti al mondo, è sul mercato dal 2013 e ha già avuto un restyling. Al momento non si conoscono molti dettagli sul modello ma ci si aspetta un design simile alla nuova Juke.
Ecco allora che per ingannare l’attesa gli amici di Kolesa hanno provato ad immaginare in un rendering l’aspetto del nuovo SUV da 7 posti.
A giudicare dai da queste immagini sembra che il modello sarà significativamente diverso rispetto al suo predecessore. Innanzitutto si nota la griglia anteriore e i fari disposti su due file, con le luci diurne orizzontali che sovrastano quelle di profondità.
L’X-Trail dovrebbe conservare, nel complesso, le dimensioni della generazione attuale. Un cambiamento importante è sicuramente all’interno, dove è previsto un grande schermo per il sistema di infotainment abbinato ad un tachimetro completamente digitale.
In termini di motorizzazioni è chiaro che l’X-Trail offirà una ampia scelta sia benzina che diesel. Ci si aspetta un piccolo turbo benzina da 1,3 litri, e una versione ibrida basata su un turbo benzina 1,2 che avrà circa 136 CV.
Nissan non ha annunciato la data di uscita del nuovo X-Trail 2020 ma si parla di un evento in calendario in occasione del prossimo Salone dell’auto di Ginevra che si svolgerà a marzo.
Quando Renault aveva deciso di lanciare un marchio low cost molti analisti pensavano si sarebbe trasformato in un boomerang. Le case auto stanno abbandonando le vetture meno redditizie a vantaggio di prodotti sempre più premium. Invece Dacia ha dimostrato come si possa costruire un bilancio solido grazie a prodotti dal basso pezzo che piacciono sempre più agli automobilisti europei. Eccomi allora al volante della nuova Dacia Lodgy Techroad per cercare di capire i segreti di questo successo.
La Techroad è l’edizione speciale della monovolume 7 posti che propone una serie di chicche estetiche che la rendono immediatamente riconoscibile. Le dimensioni restano quelle di sempre, l’auto è larga 1.767mm, alta 1.680mm e lunga 4.521mm. Fuori si notano le finiture metallizzate che troviamo su entrambi i paraurti e i massicci passaruota. Dentro la texture dedicata ripropone il rosso della vernice attraverso un disegno geometrico sui sedili.
DACIA LODGY SU STRADA
Il motore di questa prova è il 1.5 dCi da 115CV abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti. Su strada la Lodgy si comporta bene con uno scatto nello 0-100km/h di 11,2 secondi e i consumi rilevati nel ciclo misto che sono stati di circa 5,2 l/100km. Una performance positiva tenuto conto delle dimensioni dell’auto. Lo sterzo è diretto, i freni rispondono bene e le sospensioni assorbono le buche anche sulle strade dissestate. I cerchi in lega da 16 pollici non influiscono in modo negativo sulla guida che è anzi agevolata dall’altezza da terra.
La Lodgy non è una velocista ma si lascia guidare al meglio in autostrada dove esprime la sua natura da viaggiatrice. Molto utile il cruise control che, seppur non adattivo, ci permette di staccare il piede dall’accelleratore. L’abitacolo è silenzioso anche se ad alti giri paga la scarsa insonorizzazione del vano motore oltre a qualche fruscio aereodinamico all’altezza dei montanti anteriori.
Quanto ai motori, oltre al diesel in prova, è anche disponibile il benzina TCe FAP da 130CV con il cambio manuale a 6 rapporti.
GLI INTERNI
Solida e concreta, bastano questi due aggettivi per descrivere l’abitacolo della Dacia Lodgy. Il volante multifunzionale è rivestito in pelle così come la leva del cambio manuale. Il tachimetro è analogico anche se sulla destra troviamo un piccolo schermo digitale che ci permette di visualizzare informazioni utili sulla marcia. Peccato per la posizione del sistema di infotainment che, nonostante le dimensioni, si trova al di sotto delle bocchette del clima il che lo rende scomodo. Questo perché la posizione del navigatore ci costringe a distogliere gli occhi dalla strada per riuscire a gestirlo.
In generale le plastiche sono tutte rigide ma l’assemblaggio curato evita fastidiosi scricchiolii trasmettendo una certa impressione di solidità.
Il climatizzatore, manuale e molto intuitivo, fa il suo lavoro nonostante la grandezza dell’abitacolo. Una soluzione intelligente, e soprattutto in estate, è l’adozione di due vetri a compasso in corrispondenza del bagagliaio. In questo modo quando si viaggia in configurazione 7 posti nella terza fila si evita di soffrire il caldo.
Il punto di forza della Dacia Lodgy è senza dubbio il bagagliaio. Qui parliamo di numeri importanti perché la capacità varia dai 207 litri della configurazione 7 posti ai 2.617 di quella a 2. Con 5 posti comodi si hanno 827 litri disponibili. Caratteristica della Lodgy è il fatto che i sedili della terza fila possano essere facilmente smontati e lasciati in garage quando non se ne ha bisogno.
In chiusura uno sguardo al listino. La gamma Lodgy si articola in 3 versioni: Essential, Comfort, Stepway e l’edizione speciale Techroad. Il listino parte da 13.800 euro e si arriva a 16.500 per la Techroad di questa prova che però ha praticamente tutto. Manca solo il colore metallizzato che si paga 600 euro.
Insomma quella di Dacia è una ricetta che convince. Listino basso e tutto compreso per mettersi al volante di un’auto nella quale si ha a disposizione tutto, senza rinunciare a nulla di essenziale.
La nuova Porsche Panamera è attesa per il 2020. La vettura è attesa al restyling di metà carriera e lo stile di questa berlina sportiva è descritto dai render di Kolesa.
Nella nuova generazione, Porsche Panamera promette di introdurre molti aggiornamenti, soprattutto a livello tecnologico, per diventare più attraente.
La sportiva di lusso non cambierà molto a livello di design. Sulla Porsche Panamera i progettisti modificheranno solo leggermente i paraurti anteriori e posteriori con un nuovo design dei fari anteriori e fanali posteriori. Secondo alcuni si avvicinerà alla linea creativa battezzata dalla nuova Taycan.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Le uniche informazioni divulgate su questo nuovo modello sono ancora poche. Da quello che si sa le motorizzazioni raggiungeranno gli 820CV. Oltre alla maggiore potenza, Panamera 2020 sarà più leggera di ben 250 kg rispetto alla versione attuale. Confermata la scelta di pneumatici Michelin ad alte prestazioni per migliorare le prestazioni.
I tempi del lancio della Porsche Panamera Facelift sono ancora un mistero. Si prevede che questa berlina sarà disponibile presso la sua rete di concessionari nel 2020. La casa automobilistica tedesca sta anche aggiornando la versione di Sport Turismo che dovrebbe arrivare sul mercato qualche tempo dopo.
BMW ha da poco aperto il suo nuovo Centro di sviluppo sulle batterie per auto elettriche a Monaco di Baviera.
Progettata per creare le batterie di domani, la struttura ha il compito di migliorarne la densità energetica, la potenza di picco, la durata e la sicurezza. Per fare ulteriori passi in avanti gli ingegneri hanno anche preso in considerazione le caratteristiche di carica, i costi e le prestazioni termiche.
Dal momento che ci sono molti fattori diversi da considerare si stanno testando nuove componenti chimiche e meccaniche come l’anodo, catodo, elettrolita e separatore.
LE AUTO ELETTRICHE DI DOMANI
L’obiettivo è ambizioso ma BMW sta collaborando con alcune università, istituzioni scientifiche e start-up. Il brand afferma che ciò aiuta a creare sinergie e a tagliare i tempi di sviluppo.
I test svolgono un ruolo importante nello sviluppo della batteria. Attenzione ad ogni singola cella, una volta che una supera la prima fase del test, viene creata una versione più grande e quindi sottoposta a ulteriore esame.
Il presidente di BMW, Oliver Zipse, ha detto che i futuri veicoli elettrici avranno il doppio dell’autonomia di oggi: “Prendendo come base la tecnologia attualmente nella BMW i3, entro il 2030 saremo in grado di raddoppiare la densità di energia delle nostre celle della batteria – e quindi anche l’autonomia operativa dei veicoli per i nostri clienti.”
Dal lontano 2013 Novitec è al lavoro sulla Lamborghini Aventador. La novità è che ora il tuner propone una versione estrema anche della superpotente SVJ.
La versione top di gamma della supercar sviluppata dal modificatore detiene ancora il titolo di veicolo di produzione più veloce al Nurburgring.
Sul nuovo modello Novitec ha rivisto l’aerodinamica, dopo aver testato le parti in fibra di carbonio nella galleria del vento. Il kit carrozzeria comprende specifici condotti di ventilazione per il cofano posteriore, minigonne e deflettori anteriori, prese d’aria e pannelli laterali e alette posteriori.
DETTAGLI DA VERA NOVITEC
A contribuire all’assetto ci sono le ruote Vossen anteriori e posteriori da 21 pollici, che montano rispettivamente pneumatici Pirelli P-Zero 255/30 e 355/25. I cerchi si possono avere in uno dei 72 colori, con una superficie spazzolata o lucidata. Per un assetto ancor più cattivo c’è anche un kit di sospensioni sviluppato da Novitec, che abbassa l’auto di 35 mm e promette comfort di guida e prestazioni.
Novitec propone anche interni su misura per completare il pacchetto delle modifiche estetiche mirate a rendere l’auto davvero unica.
Sono disponibili anche diversi sistemi di scarico per entrambe le versioni Coupe e Spyder della Lamborhini Aventador SVJ. I nuovi terminali migliorano le prestazioni della supercar facendo risparmiare fino a 19 kg di peso.
Nessuna modifica al motore V12 6.5 che continua a produrre 770 CV e 720 Nm di coppia.
In Italia, durante il 2018, ci sono stati 172.553 gli incidenti stradali con lesioni a persone. Nel dettaglio si tratti di numeri in calo dell’1,4%, rispetto al 2017, ma la cifra resta elevata.
Se da una parte è evidente come serva una azione di sensibilizzazione è altrettanto importante prestare attenzione alla sicurezza delle automobili che scegliamo. Questo vale ancora di più quando si parla di auto usate, per le quali è importante coniugare il rispetto gli standard più recenti e il “Best deal” sul mercato.
Per questa ragione CarGurus ha voluto stilare una lista delle auto usate più sicure. Tra le fonti consultate la Co-op Insurance che conduce ogni anno uno studio sulle 10 auto usate più sicure sul mercato ed il Thatcham Research, che gestisce il centro sperimentale inglese per conto di Euro NCAP.
Volvo V40
Volvo ha sempre fatto un vanto della propria attenzione alla sicurezza. Gli estimatori del brand lo sanno bene e considerano questo valore come uno dei più importanti per l’acquisto della propria auto. Nel 2012 Volvo V40 passò agli onori delle cronache automobilistiche per essere stata la prima auto di serie a dotarsi della tecnologia Pedestrian Airbag, a dimostrazione di quanto già allora la sicurezza fosse in cima ai pensieri degli ingegneri svedesi. Si tratta di un airbag esterno che protegge pedoni e ciclisti in caso di contatto, entrando in funzione attraverso sette sensori posizionati nel paraurti anteriore. Non è una sorpresa quindi trovare la V40 al primo posto. Già 7 anni fa, infatti, Volvo V40 poteva vantare un pacchetto sicurezza che includeva, fra gli altri, uno dei primi sistemi all’avanguardia di “anti tamponamento” (City Safety), grazie al quale l’auto frena automaticamente se il veicolo davanti rallenta o si ferma o se l’auto si avvicina troppo rapidamente a quella che la precede.
Honda Civic
Il modello familiare Honda ha raggiunto il secondo posto nello studio di Co-op Insurance sulle auto usate più sicure anche grazie al ricco pacchetto di sicurezza che equipaggia di serie tutte le versioni della cinque porte, ossia l’Honda Sensing. Tutte le Civic sono dotate di sensori, radar e telecamere in grado non solo di avvertire il conducente di potenziali e svariati pericoli, ma anche di attivare i sistemi di assistenza. Ad esempio il sistema di frenata a riduzione di impatto, ossia la frenata automatica d’emergenza che si attiva nel caso in cui il guidatore non risponda ai segnali acustici e visivi. O, ancora, i sistemi di segnalazione di cambio corsia involontario, abbandono e mantenimento della corsia, che non solo avvertono il conducente ma correggono la traiettoria per mantenere la vettura all’interno delle strisce. Ed infine il cruise control adattivo, ossia, impostata una velocità di crociera, la vettura non solo la mantiene ma rallenta automaticamente quando rileva, ad esempio, un segnale stradale che indica un limite inferiore a quello impostato.
Hyundai i30
Nel 2017, nel rating di sicurezza stilato da Euro NCAP, la Hyundai i30 ha ottenuto i punteggi più alti nelle categorie Safety Assist, pedoni, occupanti bambini e occupanti adulti, dimostrandosi una delle più sicure e meglio equipaggiate del segmento C. La Hyundai i30 dispone di un pacchetto di sicurezza attiva pari a quello di vetture di segmento superiore, grazie al sistema di frenata autonoma in caso di rilevamento di una situazione d’emergenza, capace di riconoscere i pedoni fino alla velocità di 80 km/h, l’Advanced Smart Cruise Control che mantiene la velocità impostata così come la distanza dal veicolo che precede durante la marcia; ed ancora, il Blind Spot Detection che avvisa della presenza di vetture nell’angolo cieco del retrovisore esterno.
BMW 2 Series Active Tourer
Parlando di BMW; probabilmente la 2 Series Active Tourer a trazione anteriore non è il primo modello a cui viene spontaneo pensare. Eppure, è risultata una delle BMW più sicure grazie all’utilizzo intelligente di acciai ad altissima resistenza e ai sistemi di assistenza riuniti nel sistema BMW Connected Drive. Per esempio, l’assistente di guida in colonna che supporta il guidatore in situazioni monotone funziona con un’unica telecamera: il sistema consente di “seguire in relax” il flusso del traffico, rispettando automaticamente la distanza selezionata rispetto alla vettura che precede, regolando da sé la velocità fino all’arresto e sterzando attivamente. Inoltre, la vettura assiste il guidatore nel mantenere la corsia, a condizione che almeno una mano sia sul volante.
Mazda3
I modelli Mazda si sono sempre un po’ differenziati dalla massa, e la stessa cosa vale per l’attuale generazione di Mazda3, che continua ad avere i grandi motori a benzina aspirati naturalmente, quando invece i concorrenti hanno preferito i più piccoli motori turbo. Ma in termini di sicurezza i risultati della piccola nipponica sono eccellenti: la Mazda 3 2019 è uscita dalle prove di Euro NCAP con una pagella di tutto rispetto. Alla voce protezione occupanti adulti, ha ottenuto un invidiabile punteggio del 98%, che scende ad un pur sempre ottimo 87% per quel che riguarda la capacità di proteggere i bambini a bordo. Un esempio di sicurezza? Il nuovo sistema intelligente di frenata in città (SCBS), un optional che fornisce un sistema di frenata di emergenza per aiutare a ridurre al minimo gli urti frontali.
Volkswagen Golf
Trattandosi di uno dei modelli più diffusi nel mondo dell’automotive, era ovvio trovare la settima generazione di Volkswagen Golf in questa classifica. La maggiore novità legata alla sicurezza di questo modello riguarda sicuramente la tecnologia grazie all’impiego del sistema di infotainment e navigazione Discover Pro con comandi gestuali. Questo dispositivo opzionale, tipico delle auto di segmento superiore, consente di captare un numero predefinito di gesti del conducente: da lì il sistema percepisce la richiesta di chi si trova al volante, eseguendo il comando. Una svolta assoluta in termini di sicurezza, dato che il conducente può fare tutto ciò senza mai staccare gli occhi dalla strada e senza doversi preoccupare di schiacciare alcun pulsante.
In chiusura va detto che tutte le auto inserite nella classifica hanno ottenuto un punteggio di sicurezza Euro NCAP di 5 stelle su 5 e dispongono del sistema AEB (sistema di frenata d’emergenza autonoma) come dispositivo di serie o optional.
Pare proprio che Bugatti stia sviluppando un modello tutto nuovo per da affiancare alla hypercar Chiron. Secondo Bloomberg, l0azienda starebbe pensando ad una berlina elettrica o ad un crossover.
L’amministratore delegato di Bugatti, Stephan Winkelmann, ha dichiarato che il produttore di automobili francese sta discutendo con il Gruppo Volkswagen la possibilità di investire in un nuovo veicolo. Del resto in casa VW si parla da tempo di allargare l’offerta del marchio Bugatti per attirare nuovi potenziali clienti.
LA GAMMA BUGATTI
La nuova Bugatti potrebbe essere molto più conveniente della Chiron o di qualsiasi altro modello basato sulla stessa. Il prezzo dovrebbe essere compreso tra i 500.000 e il milione di euro.
Winkelmann sta cercando di permettere a Bugatti una redditività che le permetta di essere competitiva anche al di fuori del gruppo VW. Questo perché il colosso dell’auto potrebbe lasciare Bugatti per concentrarsi sugli investimenti nei veicoli elettrici e sulla tecnologia di guida autonoma.
Ad oggi Bugatti costruisce circa 100 veicoli all’anno e l’arrivo di un crossover a quattro posti o di una berlina nella sua gamma potrebbe aumentare questa produzione ad oltre 600 unità annue.
Lo scorso anno il CEO di Volkswagen Herbert Diess, aveva manifestato l’idea di riunire i marchi premium come Bugatti, Bentley, Lamborghini e Porsche in una specifica divisione aziendale.