Sembra che BMW stia lavorando ad una versione coupé del mega SUV X7. La BMW X8 è quindi in arrivo, anche se da Monaco di Baviera non hanno confermato che un tale modello sia sul tavolo da disegno. Voci persistenti, in primis il BMWBlog, sostengono che il veicolo sarebbe in una fase avanzata del suo sviluppo.
Le prime info sull’uscita della BMW X8 sono state pubblicate nel 2017. BMW deve ancora confermare ufficialmente l’arrivo di una versione coupé della X7. Il rendering di Thobias Butter apparso su Motor1.com ci aiuta a concretizzare visivamente il progetto che è ancora avvolto dal mistero.
Alcuni ritengono che sarà una X7 con un tetto spiovente e quattro posti, mentre altri affermano che sarà una berlina-SUV.
In molti credono fermamente che la BWM X8 sia in fase di sviluppo così come la sua versione sportiva M . Ci si aspetta una massiccia calandra frontale e un look sportivo con minigonne laterali aggressivamente.
BMW ha comunque registrato il marchio X8 M e questo può essere un’indicazione del fatto che stia lavorando anche su una versione sportiva del SUV.
Le voci parlano di un potente motore V8 abbinato ad uno elettrico per una potenza complessiva prossima ai 750 CV. E’ anche possibile che possa ottenere il V8 biturbo da 4,4 litri delle X5 M e X6 M. Quest’ultima arriva a sviluppare 617 CV se equipaggiata con il pacchetto Competition.
Sono già passati diversi mesi da quando abbiamo saputo dell’arrivo della futura Dacia Spring. All’inizio dell’anno è stata presentata ufficialmente una prima concept car che mostrava il design della prima city car elettrica del marchio rumeno.
Il modello dovrebbe arrivare nelle concessionarie nel corso del prossimo anno, e si tratterà di un’alternativa molto interessante alla nuova Renault Twingo Z.E., presentata lo scorso febbraio. Ma per il momento, e sebbene siano ancora scarse le informazioni sulla prossima creazione di Dacia, le foto del brevetto del produttorefanno luce sul design definitivo della versione di produzione che, oltre ad essere commercializzata in Cina, arriverà anche in Europa.
Queste immagini, apparse in rete, ci danno già un’ottima idea di come sarà la Dacia Spring 2021. Punto di partenza è la Renault K-ZE riservata ai paesi emergenti è innegabile, sia per la silhouette complessiva che per il frontale, questa volta con lo stemma Dacia. In effetti, questa versione europea includerebbe anche tutte le caratteristiche di quella già venduta in Cina, in particolare le sue dimensioni e il suo peso molto contenuto, sotto la tonnellata.
Per quanto riguarda l’interno dovremmo trovare elementi di continuità con la Renault K-ZE. Il bagagliaio dovrebbe avere una capacità di carico di circa 300 litri.
IL MOTORE ELETTRICO
Anche se Dacia è stata piuttosto evasiva sulle caratteristiche tecniche della sua futura Spring, sappiamo già che verrà offerto un solo motore. La city car sarà alimentata da un motore elettrico che svilupperà circa 45 cavalli, abbinato ad una batteria da 26,8 kWh che le permetterà di percorrere poco più di 200 km con una sola carica nel ciclo WLTP. Dovremo aspettare ancora un po’ per conoscere le specifiche tecniche complete della vettura, che potrebbe anche attirare qualche cliente orientato verso la Renault Zoé, grazie al suo prezzo molto più conveniente. Infatti, se la fascia di prezzo non è ancora stata rivelata, l’auto costerà circa 15.000 euro, senza contare il bonus ecologico per l’acquisto delle vetture elettriche.
LA NUOVA DACIA SANDERO
Renault ha acquistato Dacia nel 1999 per trasformarla in un marchio accessibile al grande pubblico. Come sappiamo la casa automobilistica rumena sta riscuotendo un grande successo grazie ai prezzi davvero economici.
La nuova Dacia Sandero 2021 arriverà sul mercato il prossimo anno e rappresenterà un notevole miglioramento rispetto all’attuale versione. Si tratterà di un veicolo completamente nuovo basato sulla piattaforma CMF-B della Clio V. Il rendering di Kleber Silva, da noi leggermente rivisto, tenta di immaginare il design definitivo della nuova Dacia.
I MOTORI DELLA DACIA SANDERO 2020
Quanto alle motorizzazioni non ci saranno il dCi diesel da 115 CV (85 kW) e il benzina TCe 1.3 da 130 CV (96 kW). Presente il benzina da 75 CV (55 kW) e 100 CV (74 kW), nonché del diesel dCi da 85 CV (63 kW).
La nuova Dacia Sandero 2021 sarà la prima vettura elettrificata del costruttore rumeno. L’ipotesi è una configurazione ibrida che abbina al 1.6 benzina un motore elettrico per complessivi 140 CV (103 kW).
La nuova generazione della Dacia Sandero debutterà entro la fine dell’anno insieme alla terza generazione della Logan. Quanto ai prezzi ci si aspetta un listino d’attacco con una gamma a partire da 8.500 euro per il benzina da 75 CV.
Il segmento dei crossover compatti è davvero affollato. Visto che praticamente tutti i marchi hanno messo sul mercato una loro proposta è davvero difficile fare la differenza. In questo contesto spicca la Ford Puma che con i suoi 4,19 m di lunghezza, e grazie alla versione ibrida leggera, è riuscita a far breccia nel cuore degli automobilisti italiani.
Eccomi a raccontarvi come va su strada la Ford Puma Titanium X equipaggiata con il 1.0 mild hybrid da 125 CV. Parto subito dal design che trovo decisamente riuscito. Avevamo lasciato la Puma nei primi anni 2000 con un look coupé la ritroviamo cresciuta e nelle vesti del crossover. La versione Titanium X è meno “cattiva” della ST Line ma non per questo meno personale. Il frontale è dominato dai fari LED che sovrastano una ampia griglia che propone un design a listelli sfalsati. Nella parte bassa del paraurti troviamo una finitura in plastica che poi corre lungo tutta la fiancata dell’auto fino a raggiungere il retrotreno. La fiancata presenta una linea di cintura alta che, grazie al discendere del tetto in corrispondenza dei sedili posteriori, offre alla Puma un aspetto coupé. Completano gli esterni i cerchi in lega da 18 pollici esteticamente belli e che ci offrono una buona superficie di appoggio. Dietro troviamo dei fanali LED a sviluppo orizzontale che allargano visivamente la vettura.
FORD PUMA HYBRID SU STRADA
Sotto il cofano della Puma in prova batte l’interessantissimo 1.0 ibrido leggero che abbina al pluripremiato 3 cilindri a benzina uno starter a cinghia che permette di recuperare l’energia in fase di decelerazione e frenata. Il sistema procede poi ad erogare l’energia raccolta in ripartenza offrendo vantaggi rilevanti in termini di riduzione dei consumi. Quello della Puma è uno dei pochi motori ibridi leggeri abbinati ad un cambio manuale, in questo caso a 6 rapporti.
Su strada la Puma si muove agile e il motore termico lavora in perfetta sintonia con l’unita ibrida. Solo spingendo molto sull’acceleratore si avverte il “rombo” tipico dei motori a 1.0 a benzina. Valido il cambio manuale anche se ho percepito una frizione molto leggera che presenta uno stacco alto. Le doti dinamiche della Ford Puma sono da prima della classe tanto che scomporla in curva non è cosa semplice. Va detto che il baricentro dell’auto resta alto ma la tendenza al rollio è ridotta.
Parlando di consumi la mia media nel circuito misto, urbano-strade a scorrimento-autostrada, è stata di 5,7 l/100 km il che significa percorrere circa 17 km/l. Un dato molto interessante che si avvicina molto a quello dichiarato dalla casa, 17,9 km/l. La Ford Puma Hybrid non è quindi una velocista ma grazie ai 210 Nm di coppia mette a segno uno 0-100 in 9,8 secondi e una velocità massima di 191 km/h.
Quanto agli ADAS il Copilot Pack da 1.000 euro ci permette l’accesso ad una suite davvero molto completa. Abbiamo quindi il pre-collision assist con frenata automatica d’emergenza, il cruise control adattivo, il lane keeping assist, il sensore dell’angolo cieco e la retrocamera con sensori di parcheggio anteriori e posteriori.
GLI INTERNI
L’abitacolo della nuova Ford Puma è decisamente accogliente e funzionale. Domina la plancia il sistema di infotainement con schermo da 8 pollici. Sulla Titanium X non è possibile avere il tachimetro digitale, diversamente dalla ST Line, ma abbiamo uno schermo a colori da 4,2 pollici tra gli indicatori analogici.
Il sistema di infotainment sfrutta il sistema operativo Sync 3 sviluppato da Microsoft e Ford. Preciso e veloce permette un facile accesso al mirroring Android auto ed Apple car play anche in modalità wireless sfruttando l’hotspot wifi presente a bordo.
I materiali sono di buon livello e c’è spazio per soluzioni davvero intelligenti come i sedili sfoderabili e lavabili e la funzione di massaggio a 3 zone per i passeggeri anteriori. Il clima non è bizona ma si accompagna alla possibilità di riscaldare il volante in pelle e sbrinare il parabrezza anteriore tramite una piccola filigrana che corre lungo il vetro.
Lo spazio per chi siede dietro è tanto a livello delle gambe mentre va detto che il tetto spiovente complica la vita a coloro che sono alti oltre il metro ed ottanta centimetri. Il bagagliaio, disponibile con l’apertura elettrica opzionale, è una vera rivelazione. Abbiamo a disposizione 401 litri che diventano 1.161 abbattendo i sedili posteriori. Al di sotto del piano di carico c’è un pozzetto lavabile da 80 litri che permette di riporre scarpe e scarponi sporchi potendo poi far defluire lo sporco attraverso un tappo sul fondo che comunica direttamente con l’esterno dell’auto.
Il listino di Ford Puma Hybrid 1.0 Ecoboost Hybrid da 125 CV parte da 21.400 euro in allestimento Titanium X. Il prezzo finito della vettura in prova è di 24.750 euro ed include accessori interessanti come il Copilot Pack da 1.000 euro o l’apertura elettroattuata del portellone posteriore da 800 euro.
In conclusione Ford Puma convince per prezzo, design e motore ma rinuncia a qualcosa a livello di visibilità posteriore vista la presenza di due ampi montanti che si abbinano ad un lunotto dalle dimensioni contenute.
A Berlino, un uomo è stato fermato durante un difficile inseguimento sull’autostrada cittadina.
Il tutto era molto pericoloso: secondo la polizia, gli automobilisti hanno dovuto frenare bruscamente per non mettere in pericolo l’uomo aggrappato al portabiciclette di un Flixbus. Il supporto poteva infatti sostenere soltanto il peso di 75 chili.
Non si sapeva per quanto tempo abbia viaggiato in quel modo e perché il ventottenne fosse seduto lì. Inoltre, non si sapeva all’inizio dove fosse diretto l’autobus e se l’autista fosse a conoscenza della situazione. Un carroattrezzi che ha assistito e fotografato la scena ha fermato l’autobus.
L’uomo dovrà ora affrontare le conseguenze dell’accaduto. Le accuse sono di mancato pagamento del regolare biglietto e di pericolosa interferenza con il traffico.
La campagna teaser per la BMW M4 del 2021 continua, poiché l’azienda ha mostrato il modello accanto alla prossima M4 GT3.
Le vetture, identificate come “due icone progettate per la strada e la pista”, sono state presentate sul Red Bull Ring in vista del BMW M Grand Prix di Stiria.
Tuttavia, l’M4 GT3 è molto più estrema in quanto è dotata di uno splitter anteriore prominente, di un cofano ventilato e di finestrini leggeri, oltre che di un ampio alettone posteriore che sovrasta un enorme diffusore.
I MOTORI
Evidente che le due BMW hanno missioni diverse ma entrambe sono alimentate da un motore sei cilindri in linea con la tecnologia TwinPower Turbo. Sappiamo che la nuova BMW M4 avrà un twin-turbo 3.0 litri in linea da 480 CV (353 kW) e 503 CV (375 kW) nella versione Competition.
La nuova BMW M4 sarà presentata a settembre, mentre la M4 GT3 gareggerà a partire dal 2021. Il modello sostituirà la M6 GT3 come “modello di punta dell’offerta sportiva dei clienti BMW”.
L’abitacolo dovrebbe essere sottoposto al trattamento N, con modifiche che probabilmente includeranno sedili sportivi, volante dedicato e finiture in Alcantara.
Secondo il The Korean Car Blog che la versione sportiva del corssover compatto farà il suo debutto in Corea a settembre, alimentato dallo stesso motore a benzina a quattro cilindri turbo da 2,0 litri della Hyundai i30 N.
Hyundai Kona N dovrebbe avere 202kW e 353Nm come la i30N dotata del Performance Pack. Il motore sarà abbinato al cambio automatico a doppia frizione a otto marce e non si sa se ci sarà posto per un manuale.
Come sappiamo la i30 e la Veloster sono a trazione anteriore, ma sembra che la Kona N potrebbe utilizzare il suo assale posteriore per la trazione integrale, al fine di sfidare ad armi pari rivali come la Volkswagen T-Roc R da 221kW e 400Nm e la notevolmente più costosa Mini Countryman JCW che vanta 225kW e 450Nm.
Al momento, l’UE ha alcune delle leggi più severe in materia di emissioni dei veicoli, e vari paesi europei si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 nei prossimi anni. La Germania ha escogitato una brillante soluzione: un’autostrada elettrificata per camion elettrici. Sviluppato da Siemens, il sistema utilizza cavi aerei per consentire ai camion di prelevare energia su un tratto di 5 km dell’autostrada A5 in Assia. Quando non guidano sulla “eHighway”, i camion vanno a sfruttare i loro motori ibridi (diesel/elettrici).
Siemens sostiene che il sistema eHighway comporta una significativa riduzione delle emissioni di CO2 e NOX. Mentre sono collegati ai cavi elettrici, i camion potranno viaggiare fino a 90 km/h. La Germania aveva lanciato eHighway nel maggio dello scorso anno e da luglio 2020 la strada è pienamente operativa per gli ‘eTrucks’. Al momento sono operativi cinque camion ibridi Scania R450gestiti da cinque diverse aziende – Schanz, Meyer Logistics, Contargo, Merck e Knauf Group.
I dati di questi camion pesanti saranno raccolti per essere esaminati, per determinare la fattibilità e i vantaggi reali di tali eHighways. Heinrich Kerstgens, Co-Direttore della gestione di Contargo, ha dichiarato: “Se il feedback sarà positivo, e se circa un terzo della rete autostradale tedesca sarà dotata di linee elettrificate, in futuro circa l’80% dei camion immatricolati in Germania potrà operare in modalità elettrica utilizzando questa tecnologia. Ciò contribuirà in modo davvero significativo alla riduzione delle emissioni di CO2″.
L’industria dei camion è uno dei maggiori consumatori di petroli. Con gli autocarri a trazione elettrica, c’è un enorme potenziale per ridurre la dipendenza dal diesel in particolare, e dai combustibili fossili in generale. La Germania sta già conducendo dei test anche sulla Schleswig-Holstein (A1), e presto anche in Baden-Württemberg (B462).
L’automobil club tedesco ADAC continua ad effettuare crash-test orientati al “mondo reale”. A giugno ha mostrato chiaramente il pericolo di trasportare carichi sfusi di grandi dimensioni in un’auto, e ora ha incidentato un camper da 3,5 tonnellate basato sul Fiat Ducato contro una Citroen C5 del peso di 1,7 tonnellate. Il risultato della loro collisione frontale è terribile.
CAMPER CHE PASSIONE
La popolarità dei camper in Europa è in crescita: solo in Germania, secondo il Ministero dei Trasporti, dal 2011 la popolazione dei camper è cresciuta del 77%, raggiungendo oltre mezzo milione di unità, e la pandemia di coronavirus COVID-19 con le sue restrizioni sui voli internazionali ha alimentato l’interesse del pubblico solo per i viaggi su strada. Tradizionalmente, la stagione delle vacanze in Europa raggiunge il suo culmine in agosto e settembre, quindi l’ADAC ha scelto il momento ideale per indicare cosa potrebbe succedere nel caso di un incidente stradale in camper.
I test sono stati effettuati con un Fiat Ducato, in quanto leader assoluto del segmento che rappresenta circa la metà dei camper in Europa.
IL TEST NEL DETTAGLIO
Fiat Ducato non ha mai partecipato ai test dell’Euro NCAP, ma la vecchia Citroen C5 nel 2009 ha ricevuto il massimo di cinque stelle della valutazione per la sicurezza nei test dell’Euro NCAP.
ADAC ha simulato l’impatto frontale a 56 km/h (questa è la velocità di ogni auto, non il risultato) con una sovrapposizione del 50% – in generale, un tipico “scontro” su una strada secondaria. Nel camper sono stati messi quattro manichini, tre dei quali adulti (conducente, passeggero anteriore, passeggero posteriore), il quarto – un bambino seduto su un seggiolino in seconda fila. Nella station wagon solo il conducente.
Come possiamo vedere, nel camper è sopravvissuto solo il passeggero anteriore, che però ha riportato delle gravi ferite. I passeggeri della seconda fila, un adulto e un bambino, sono stati tenuti in ostaggio da una struttura in legno a scaglie con una traversa metallica a cui sono fissati due sedili posteriori. Infatti, i sedili sono stati imbullonati a un mobile che è crollato all’impatto. I passeggeri hanno subito colpi mortali alla testa durante la fase di rimbalzo contro la struttura metallica dello schienale, che è stata esposta a causa del rivestimento che scivolava verso il basso.
La portiera del conducente del Ducato era bloccata all’impatto e poteva essere aperta solo con un attrezzo speciale. Inoltre, il camper all’impatto ha mostrato una tendenza a ribaltarsi.
Per quanto riguarda la Citroen C5, dopo la collisione, a giudicare dai carichi fissi, non c’era letteralmente più spazio vitale. Tale drammatica differenza nelle conseguenze si spiega con la maggiore velocità e il notevole peso del camper, più del doppio del peso della Citroen C5.
Il test ADAC conferma la bontà del nuovo programma di test Euro NCAP, che include un impatto con sovrapposizione del 50% contro un carrello da 1400 kg con una barriera deformabile montata su di esso.