Non ci sono molte notizie automobilistiche provenienti dall’Iran almeno da quando le case automobilistiche straniere hanno iniziato a uscire dal mercato circa 4 anni fa per evitare il rischio di sanzioni statunitensi.
L’anno scorso si è sparsa la voce che la Iran Khodro Company (IKCO) ha iniziato la produzione della Peugeot 301 senza il coinvolgimento diretto di PSA. Ora, un’altra casa automobilistica locale ha intenzione di fare lo stesso con la prima generazione di Dacia Logan. La SAIPA di Teheran, la seconda casa automobilistica del Paese, ha annunciato di voler produrre in serie una versione iraniana della Logan due anni dopo che Renault ha lasciato l’Iran sotto la pressione degli Stati Uniti.
Secondo la televisione di stato Press TV, l’amministratore delegato di SAIPA Javad Soleimani ha dichiarato che la casa automobilistica è riuscita ad individuare nel paese oltre l’85% delle parti e del know-how di produzione necessari per la produzione dell’auto economica rumena. Nel 2018, la casa automobilistica francese ha smesso di produrre la versione locale della Logan, che un tempo veniva venduta in Iran come la Renault L90, la Renault Tondar 90 e la Renault Pars Tondar.
“Quando Renault ha lasciato l’Iran con l’inizio delle sanzioni, noi del SAIPA abbiamo intrapreso un piano per produrre la L90 entro 18 mesi, utilizzando impianti creati nel Paese, anche per il motore e la trasmissione”, ha dichiarato Soleiman.
L’azienda ha affermato che la nuova versione locale del Logan sarà costruita con standard più elevati rispetto ai modelli precedenti dell’era Renault.
Tra il 2015 e il 2018 sono arrivate in Africa 14 milioni di Auto usate provenienti da Europa, Usa e Asia. Si tratta di vetture vecchie e inquinanti una vera e propria minaccia per salute e sicurezza stradale.
Il report pubblicato dall’Onu: https://www.unep.org/news-and-stories/story/used-vehicles-get-second-life-africa-what-cost
L’offensiva elettrica Mercedes-Benz è una componente chiave del focus strategico “Ambition2039” del marchio tedesco. Materie prime estratte e lavorate in modo responsabile costituiscono la base per un parco veicoli elettrici Mercedes-Benz sostenibile. Il rispetto e la tutela dei diritti umani e dell’ambiente, dalla miniera al prodotto finito, sono decisivi in questo senso. Attualmente, l’attenzione si concentra in particolare sulle materie prime necessarie alle batterie, ilcobalto e il litio.
Mercedes-Benz sta adottando un approccio globale lungo l’intera catena tecnologica delle batterie, dalla ricerca e sviluppo alla produzione in serie. “Il chiaro obiettivo di sviluppo di Mercedes-Benz è quello di aumentare in modo significativo l’autonomia delle future batterie grazie ai progressi nella densità energetica, di far progredire la maturità produttiva delle future tecnologie delle batterie, di ridurre significativamente i tempi di ricarica e di ridurre ulteriormente l’uso di materiali inquinanti. Si sta già riducendo contenuto di cobalto a meno del dieci per cento. In futuro, vogliamo utilizzare tecnologie post-litio con nuove composizioni di materiali per fare completamente a meno di materiali come il cobalto.”, afferma Markus Schäfer, membro del Consiglio di Amministrazione di Daimler AG e Mercedes-Benz AG; responsabile della ricerca del Gruppo Daimler.
LA SFIDA DELLE BATTERIE GREEN
Mercedes-Benz AG sta assumendo un approccio globale che promuove l’estrazione socialmente accettabile ed ecologica di cobalto e litio. L’azienda insiste sull’uso di solidi standard di sostenibilità, facendo dello “Standard for Responsible Mining”, riconosciuto a livello industriale, della “Initiative for Responsible Mining Assurance” (IRMA), uno dei criteri chiave per le decisioni dei fornitori e per i contratti con i fornitori all’interno delle catene di fornitura delle materie prime. Lo standard è in fase iniziale di adozione da parte del settore, un processo che Daimler cerca di accelerare. Nei contratti dell’azienda, i partner dovranno impegnarsi a lavorare all’interno della propria catena di fornitura per approvvigionarsi esclusivamente da fornitori di materie prime che siano controllati in conformità con lo standard minerario IRMA. In futuro anche le catene di fornitura saranno regolarmente monitorate.
I paesi di origine considerati ad “alto rischio” non sono deliberatamente esclusi come fonti di approvvigionamento. L’approccio adottato in questo caso mira invece a migliorare la situazione locale per le persone che vi lavorano e a rafforzare i loro diritti. Così facendo, Mercedes-Benz AG segue la raccomandazione delle organizzazioni non governative, dei governi e di altri gruppi d’interesse rilevanti di non abbandonare del tutto i Paesi ad “alto rischio”.
Nata nel 2004, la Renault Mégane RS potrebbe andare in pensione nel 2023, penalizzata da un’eccessiva tassazione e da emissioni elevate.
La maggior parte dei produttori generalisti ha deciso di dire addio ai loro modelli ad alte prestazioni, il che penalizzerebbe l’intera gamma e rovinerebbe i loro sforzi per ridurre le emissioni di CO2. Dal prossimo anno, infatti, i marchi saranno sanzionati dall’Unione Europea sulle emissioni medie del loro listino. Di qui il desiderio di molti marchi di eliminare questi modelli, come la Peugeot, che sta dicendo addio alla sua gamma GTi, composta dalla 208 e dalla 308. Renault, dal canto suo, si prepara a seguire la stessa strada, poiché dopo la Clio RS, sarà la volta di dire addio alla Mégane RS.
Per il momento, sembra che non sia stato pianificato nulla per una possibile sostituzione della Renault Mégane RS. In realtà, non sappiamo ancora cosa accadrà alla compatta, che potrebbe poi cambiare radicalmente trasformandosi in un crossover. In ogni caso, questo è ciò che suggerisce il concept elettrico Megane eVision che è coerente con l’affermazione di Luca de Meo secondo cui il modello potrebbe cambiare forma negli anni a venire trasformandosi in un crossover.
Toyota Gazoo Racing ha annunciato la sua squadra per il Rally Dakar 2021, che partirà il 3 gennaio in Arabia Saudita.
Il team giapponese sarà composto da quattro equipaggi, ognuno dei quali guiderà l’ultima versione della Toyota Hilux, introdotta originariamente nel 2018 e recentemente aggiornata.
La squadra del Toyota Gazoo Racing sarà ancora una volta guidata dai vincitori del 2019 Nasser Al-Attiyah e Mathieu Baumel, che si sono classificati secondi nell’edizione 2020 del Rally Dakar. Giniel de Villiers e Alex Haro sperano di consolidare la loro vittoria del 2019 al Rally del Marocco, che de Villiers ha vinto tre volte.
L’edizione 2021 del Rally Dakar si svolgerà esclusivamente in Arabia Saudita, con gli equipaggi che partiranno da Gedda il 3 gennaio. Il percorso sarà simile a quello della gara dello scorso anno, ma gli organizzatori hanno promesso nuove sezioni per una gara più competitiva.
Nissan ha ufficialmente rilasciato i primi dettagli del prossimo Qashqai 2021. Nel kit anche una serie di immagini che mostrano il nuovo crossover pesantemente camuffato.
Infatti, la nuovissima Nissan Qashqai 2021 è destinata ad ottenere due opzioni di propulsione fin dall’inizio della sua commercializzazione, tra cui un motore a benzina da 1,3 litri con tecnologia ibrida leggera e l’innovativo sistema ibrido e-Power dell’azienda. Per la prima volta nella storia del modello, Nissan non offrirà un motore diesel.
A differenza di altre vetture ibride sul mercato, l’e-Power di Nissan vede il motore a benzina non direttamente collegato alle ruote; al contrario, l’unità termica funge da generatore e carica la batteria ad alta potenza del sistema. Inoltre, le dimensioni del motore elettrico sono maggiori rispetto alle altre ibride e quindi paragonabili a quelle di un’auto 100% elettrica. Nissan afferma che la nuova piattaforma CMF-C utilizza il 50% in più di acciaio ad altissima resistenza nella sua costruzione, rendendo il nuovo Qashqai più rigido del 41% rispetto al modello attuale e, allo stesso tempo, più leggero di 60 kg. Le porte anteriori e posteriori, i parafanghi anteriori e il cofano sono in alluminio, mentre il portellone posteriore è ora in materiale composito.
Il telaio è dotato di una sospensione MacPherson aggiornata nella parte anteriore, mentre la parte posteriore utilizza un ponte torcente nei modelli 2WD con ruote fino a 19 pollici. I modelli equipaggiati con ruote da 20 pollici, così come le versioni AWD, saranno dotati di una più avanzata configurazione multi-link. Il nuovissimo Qashqai sarà prodotto nella fabbrica britannica dell’azienda a Sunderland, la presentazione ufficiale è prevista per l’inizio del 2021.
Il tanto discusso bonus mobilità 2020 ideato per agevolare la circolazione di mezzi elettrici che consentono un grande risparmio dal punto di vista ambientale e di consumi, si è finalmente concretizzato.
Dal 3 novembre 2020 è stata attivata una piattaforma online, buonomobilita.it attraverso la quale è stato possibile richiedere tale bonus per acquistare, a prezzo agevolato, monopattini o bici elettriche, sfruttando l’agevolazione del Governo. Il contributo di quest’ultimo alla spesa era pari al 60% dell’ammontare pagato fino ad un massimo di 500€.
Ma come si poteva accedere all’aiuto economico?
In due modi:
bonus digitale da spendere all’acquisto
rimborso di una quota parte degli acquisti già effettuati
Se si è scelto per la prima opzione, il bonus mobilità digitale, da richiedere tramite l’apposita piattaforma ministeriale, occorre tenere presente che questo potrà essere utilizzato esclusivamente entro e non oltre trenta giorni dal momento dell’emissione ed in ogni caso non oltre il 31 dicembre del 2020.
Dove lo si può spendere? Ci sono ben ventimila punti vendita convenzionati in tutta Italia che accettano tale buono e si possono facilmente trovare sulla piattaforma digitale che il Ministero ha appositamente creato e messo a disposizione.
In caso si sia optato per la seconda possibilità, invece, vale a dire il rimborso di una percentuale degli acquisti effettuati, basterà farne richiesta tramite la stessa piattaforma caricando la fattura o lo scontrino come comprovante di acquisto idoneo effettuato nel periodo compreso tra il 04/05 ed il 02/11 del 2020.
Tuttavia, dato il grande successo che l’iniziativa ha riscontrato, l’arco temporale per acquistare un veicolo idoneo e poi richiedere il rimborso è stato esteso, ed è stata aperta una nuova finestra temporale che va dal 09/11 al 09/12 2020.
Per cosa si può richiedere o utilizzare il bonus mobilità?
Il bonus mobilità è richiedibile solo una volta e per un solo bene o servizio, vediamo nel dettaglio quali veicoli rientrano tra quelli rimborsabili.
Cosa si può acquistare:
biciclette ed handbike sia nuove che usate, sia elettriche ed a pedalata assistita che tradizionali
altri tipi di veicoli, sia nuovi che usati, per la mobilità personale principalmente elettrici come monopattini, hoverboard, monoruota (come da art. 33- bis DL 162/2019, convertito con modificazioni dalla L. 8/2020)
veicoli per la mobilità condivisa (sharing) ad utilizzo individuale, escluse le autovetture.
Una volta ottenuto il proprio mezzo elettrico grazie all’incentivo offerto dal Governo italiano, sorgono però spontanee alcune domande: quanto costa ricaricarlo? Dove lo si può ricaricare? Che tipo di manutenzione è necessaria? Di quanta energia elettrica c’è bisogno per ricaricarlo e quanto questo intaccherà sui consumi e sulle bollette mensili?
Andiamo a vedere alcuni suggerimenti utili per la gestione dei nostri nuovi apparecchi elettrici ottenuti con il bonus mobilità.
Costo di una ricarica elettrica, i consumi di energia
La paura più comune è quella di trovare un significativo aumento delle utenze e, nello specifico, della nostra bolletta della luce a fine mese.
Tuttavia non c’è bisogno di preoccuparsi: il costo di una ricarica completa della batteria di un monopattino elettrico (da 0% a 100%) oscilla tra i 5 ed i 6 centesimi di corrente elettrica, quindi, pur con un consumo intenso per cui si necessita di una ricarica al giorno, parliamo di poco più di 1,50€ al mese sulla bolletta.
Il costo è leggermente più alto se ricarichiamo invece una bicicletta elettrica o a pedalata assistita, per cui una ricarica completa costerà intorno ai 5 – 15 centesimi in base alla capacità della batteria. E’ tuttavia giusto sottolineare che la durata media della batteria di una bicicletta è in media molto superiore a quella di un monopattino, quindi difficilmente la dovremo ricaricare ogni giorno!
Dove ricaricare la batteria?
Per effettuare la ricarica si può utilizzare una normale presa di corrente elettrica, quindi se si ha spazio si può ricaricare comodamente il proprio veicolo in casa o per chi ne ha uno a disposizione, in garage. I tempi di ricarica variano in base alla capacità della batteria, in genere dalle 4 alle 6 ore.
Si consiglia, quando possibile, di munirsi di una batteria di ricambio per evitare di rimanere senza carica elettrica e per allungare la vita media della propria batteria di circa il doppio, intercambiando regolarmente le batterie.
Manutenzione della batteria
Una batteria può avere una vita molto variabile, a seconda del grado di utilizzo e delle condizioni in cui viene manutenuta. Conservare la batteria in modo corretto è facile, richiede poche accortezze e consente di risparmiare in bolletta discrete somme di denaro ogni mese. Ecco alcuni dei consigli più importanti da seguire per evitare sprechi di energia, proteggere e conservare in buono stato una batteria:
dovrebbe essere caricata “a freddo”, vale a dire mai subito dopo averla usata
quando non è usata, deve essere conservata in un luogo fresco e asciutto
idealmente non bisogna lasciarla scaricare fino allo 0% ma andrebbe ricaricata già al 10-20% di carica residua
è buona norma non lasciarla caricare oltre al 90%
non bisogna dimenticarla attaccata al caricatore per un periodo superiore a 12 ore
occorre evitare di lasciare la batteria scarica per lunghi periodi di tempo.
Seguendo questi piccoli accorgimenti si riuscirà a garantire alla propria batteria un ciclo di vita ottimale preservandone la durata e garantendo un prolungato utilizzo del nostro nuovo veicolo elettrico!
È il crash test più estremo mai eseguito da Volvo, ed è un test cruciale. Gli specialisti dei soccorsi spesso affinano le loro tecniche al Volvo Cars Safety Centre.
Questo approccio ha contribuito a creare danni sufficienti per simulare adeguatamente quelli riscontrati negli scenari più estremi: si pensi agli incidenti con un’auto ad altissima velocità, agli incidenti in cui un’auto impatta contro un camion ad alta velocità, o agli incidenti in cui un’auto viene colpita su di un lato.
In tali situazioni, è probabile che le persone all’interno dell’auto si trovino in condizioni critiche. Pertanto la priorità è quella di farle e di portarle in ospedale il più rapidamente possibile, utilizzando leve idrauliche di soccorso conosciute come “fauci della vita”. I soccorritori devono estrarre e portare il paziente in ospedale entro un’ora dall’incidente.
LA SICUREZZA AL CENTRO
“Abbiamo lavorato a stretto contatto con i servizi di soccorso svedesi per molti anni,” afferma Håkan Gustafson, di Volvo Cars. “Questo perché abbiamo lo stesso obiettivo: avere strade più sicure per tutti. Speriamo che nessuno debba mai subire gli incidenti più gravi, ma non tutti gli incidenti possono essere evitati. Quindi è fondamentale che ci siano metodi per aiutare a salvare vite umane quando si verificano gli incidenti più gravi”.
Di solito, i soccorritori si allenano con auto che hanno spesso fino a due decenni di vita. In termini di resistenza dell’acciaio, di costruzione delle strutture contenitive e di durata complessiva, c’è una grande differenza tra le auto moderne e quelle costruite quindici a venti anni fa.
Questo rende fondamentale per i soccorritori aggiornare costantemente le loro tecniche confrontandosi anche con i modelli di auto più recenti al fine di rivedere i loro processi e sviluppare nuove tecniche di salvataggio.