La produzione del Ram Dakota è finita nel 2011. Nel corso degli anni si è parlato del fatto che il pickup sarebbe stato reintrodotto. Tuttavia, Stellantis ha cancellato il progetto.
La spiegazione più probabile è che non si vuole creare “concorrenza interna” alla Jeep Gladiator che sta vendendo abbastanza bene negli Usa.
L’anno scorso, Jeep ha venduto 77.452 Gladiator solo negli Stati Uniti, con un +93,63% rispetto alle vendite del 2019 e dando alla Jeep una quota del 13% nel mercato dei pickup di medie dimensioni. La Toyota Tacoma è al 41 per cento, il Ford Ranger al 18 per cento, e lo Chevrolet Colorado al 17 per cento.
Quest’anno Alpine tornerà in Formula 1. E mentre alcuni diranno che è solo un una mossa di marketing firmata Renault, non è esclusa la possibilità che la F1 ispiri le prossime auto da strada.
Parlando con Carscoops, Kostromin ha raccontato del processo dietro questo accattivante studio di design. “Stavo cercando di raccontare una storia più profonda con questo progetto. Ci sono voluti circa tre mesi, a fasi alterne… In qualche modo, sento che la storia è finalmente completa”.
Ma riusciremo mai a vedere l’Alpine GTA su strada? “Devo solo trovare un investitore e costruirla nella vita reale”, dice Kostromin.
La casa automobilistica ha già iniziato a sentire gli effetti della carenza e all’inizio di quest’anno ha fermato la produzione negli impianti in Francia, Marocco e Romania.
LA CAUSA DEL PROBLEMA
Una serie di fattori hanno contribuito alla carenza di semiconduttori. L’anno scorso, la domanda di nuovi veicoli è scesa notevolmente a causa della pandemia di coronavirus, così i produttori di automobili hanno ridotto gli ordini di microchip. Allo stesso tempo, la domanda di elettronica, tra cui la PlayStation 5, la Xbox Serie X e i computer per chi lavora da casa, è salita alle stelle. Anche l’industria automobilistica si è ripresa dalla pandemia molto più velocemente di quanto ci si aspettasse, innescando la carenza. Sembra che questa situazione non si potrà risolvere rapidamente.
“Peggiorerà prima di migliorare”, ha detto recentemente l’analista di IHS Markit Phil Amsrud. “A lungo termine, l’industria automobilistica ha bisogno di fare delle garanzie sulle forniture una priorità tanto alta quanto la riduzione dei costi“.
Jeep ha da poco introdotto un’intera gamma di veicoli ibridi plug-in. Il sistema si chiama 4Xe e promette di coniugare sostenibilità e trazione integrale giocando l’asso dell’autonomia in 100% elettrico.
Eccomi allora a raccontarvi come va su strada la Jeep Compass 4Xe in allestimento S. Più cittadina rispetto alla versione Trailhawk la S non rinuncia alla trazione integrale ed una buona altezza da terra (20 cm). Le dimensioni sono quelle giuste per fare bene nel segmento dei crossover cittadini, larga 1,78 metri, alta 1,63 m. e lunga 4,39 metri.
La Jeep Compass 4Xe convince per il blu bicromatico con tetto nero a contrasto e per i generosi cerchi da 19 pollici. L’allestimento S prevede il doppio terminale di scarico a vista mentre la 4Xe si contraddistingue per il contorno blu che circonda i loghi e il badge del modello sulla fiancata.
JEEP COMPASS 4Xe SU STRADA
La Compass 4Xe è disponibile in due versioni, da 190 e 240 CV. Quella della mia prova è la versione da 240 CV che non tradisce la vocazione prestazionale con un interessante scatto 0-100 di 7,3 secondi per una velocità massima di 200 km/h (sono 180 nella versione da 190 CV. Interessante chiarire l’origine di questa potenza dato che a bordo dell’auto trovano posto ben 3 motori (1 termico e 2 elettrici).
Sotto il cofano anteriore è alloggiato il 1.3 T4 Firefly da 180 CV e 270 Nm di coppia mentre collegato all’asse posteriore troviamo un motore elettrico da 60 CV e 250 Nm di coppia. Il risultato è una trazione integrale intelligente che sostituisce l’albero di trasmissione con l’elettronica di bordo. Il sistema si avvale di una batteria al litio da 11,4 kWh che garantisce 50 km veri di autonomia in 100% elettrico. Compass 4Xe è dotata anche di un terzo motore elettrico che interviene a trasferire potenza dal motore termico anteriore per non rinunciare alla trazione integrale nel caso di batteria scarica.
Su strada la Compass 4Xe si rivela comfortevole con uno sterzo sempre progressivo che offre la giusta precisione negli inserimenti in curva nonostante il peso extra di 200kg dovuto alla batteria. Non colpisce il funzionamento del cambio automatico a 6 rapporti che tende a privilegiare lo scatto portando su i giri motore.
Tre le modalità di guida, Hybrid, elettrica ed Esave. Quest’ultima permette al motore termico di fare il doppio lavoro ovvero ricaricare la batteria e muovere in avanti l’auto.
Ottimo nel complesso il sistema ibrido che, a batteria carica, permette una media consumi nel misto di 4 litri di benzina/ 100km. A batteria scarica le cose però si complicano con l’auto che fatica restare sotto quota 15 km/l. Ecco allora che per sfruttare al meglio tutti i vantaggi di Jeep Compass 4Xe occorre tenere sempre ben carica la batteria. Come fare? ovviamente non bastano le frenate, nonostante l’ottimo sistema di recupero dell’energia, ma occorre mettere in carica l’auto. Per una ricarica completa alla colonnina da 7,4 kW h occorrono circa 2 ore mentre a casa, a 2,3 kWh, se ne impiegano 5.
GLI INTERNI
L’abitacolo di Compass è solido e concreto con alcune plastiche rigide che troviamo soprattutto nella parte bassa della plancia.
Come sappiamo arriverà presto un restlyling della Compass che promette un grande salto in avanti soprattutto all’interno ma, nonostante tutto, la funzionalità resta ancora una dote della configurazione di questo modello.
Bello e funzionale il sistema di infotainment da 8,4 pollici che lavora in sinergia con uno schermo TFT da 7″ collocato nel tachimetro. A migliorare la funzionalità dell’auto provvedono Android Auto ed Apple Car Play ma va ricordato che funzionano solo con il cavo.
Il bagagliaio ha una capienza di 420 litri che salgono a 1.230 abbattendo i sedili posteriori. Va detto che l’abitabilità risente della posizione del pacco batterie integrate nel pianale che portano via qualche litro di capienza.
Il listino della Jeep Compass parte da circa 23.500 euro per la versione entry level mentre si sale a quota 38.000 per la 4Xe. Da considerare che questo modello beneficia di circa 4.500 euro di ecobonus alla luce della nuova legge finanziaria 2021.
Eccola qui la Mercedes-Benz Classe C W206 in anteprima esclusiva. Queste immagini, pubblicate sulla pagina Facebook di The Automobilist, ci danno la visione più chiara della nuovissima Classe C dentro e fuori, prima della presentazione ufficiale del 23 febbraio.
Questa particolare unità sembra in versione Avantgarde, diversa dalla AMG Line che appare nelle immagini teaser ufficiali. La griglia anteriore non ha le finiture cromate del modello più sportivo.
La Classe C W206 emula l’ultima Classe S W223 nel look. Dai fari sottili alle luci posteriori affilate, la Classe C porta in dote lo stesso stile della Classe S ma con dimensioni più compatte e sportive.
GLI INTERNI
All’interno è la stessa storia, con la W206 che ha un layout in gran parte simile a quello dell’ammiraglia. Le bocchette dell’aria condizionata, tuttavia, sono più arrotondate piuttosto che rettangolari come già visto nell’abitacolo della W205.
Vedremo e sapremo di più tra due giorni quando Mercedes-Benz svelerà ufficialmente la nuova Classe C 2022. Il modello arriverà in versione berlina e station wagon ma è certo l’addio alla coupé.
Per molti anni, la Mitsubishi Lancer è stata il modello più riconoscibile della casa automobilistica. Purtroppo con la domanda di berline in calo negli ultimi anni anche questo, come molti altri rivali del segmento, non c’è più.
Gonzales ha progettato per la prima volta una nuova generazione della Lancer circa cinque anni fa ma negli anni ha apportato modifiche significative che rendono questa ultima versione molto più moderna.
Una delle parti più sorprendenti della berlina è la fascia anteriore che viene completata con fari squadrati e grandi luci diurne a LED che si collocano intorno al bordo esterno della griglia. Parlando della griglia, è abbastanza diversa da quelle degli attuali modelli Mitsubishi, grazie alla sua maggiore tridimensionalità.
La parte posteriore dell’auto condivide una certa somiglianza con la Lexus IS 2021, in particolare con le luci a LED con la barra luminosa che abbraccia tutto il baule. C’è anche un pronunciato spoiler sul bagagliaio proprio come la Lexus.
Nissan Qashqai è da poco arrivata con un design tutto nuovo. Cresce però l’attesa per una versione sportiva del crossover giapponese. In questo rendering realizzati da Kebler Silva vediamo quello che potrebbe essere l’aspetto definitivo del modello.
La carrozzeria si abbassa, cambiano i paraurti e spuntano le minigonne laterali. Il nuovo Nissan Qashqai Nismo 2021 punterebbe sullo stile sfruttando le linee più nette del nuovo modello.
Sotto il cofano di un possibile Qashqai Nismo ci potrebbe essere un motore ibrido.
Il nuovo motore ibrido e-Power è diverso dagli altri full hybrid disponibili sul mercato in quanto utilizza il motore termico solo come generatore di elettricità e non è collegato alle ruote motrici. Il sistema combina un motore a benzina 1.5 litri a compressione variabile da 157 CV ad un motore elettrico da 140 kW. Possiamo immaginare che una versione sportiva sviluppata da Nismo arrivi oltre i 200CV.
E’ probabile che Nissan offra la nuova Qashqai Nismo a trazione integrale. Solo il tempo ci dirà se Nissan ha davvero in serbo un simile modello che, immaginiamo, non arriverà mai sul mercato europeo viste anche le nuove normative sui limiti alle emissioni di CO2.
In Europa, i requisiti ambientali diventano sempre più severi ogni anno. Questo costringe molte case automobilistiche a sviluppare attivamente una gamma di motori green per evitare di pagare pesanti multe alla Ue.
Recentemente si è saputo che il marchio americano sta progettando di elettrificare completamente la gamma di modelli. L’azienda ha annunciato l’accelerazione del processo: entro il 2030 tutte le vetture saranno 100% elettriche.
Le informazioni sui prodotti futuri non sono state rivelate durante la presentazione della nuova strategia di sviluppo di Ford per il mercato europeo. Secondo Stuart Rowley, presidente della divisione del vecchio Continente, nei prossimi mesi sapremo di più circa la nuova Mondeo.
CAMBIO DI PASSO
La futura generazione della Ford Mondeo abbandonerà la solita carrozzeria da berlina in favore di un design da crossover che opta per una soluzione a metà strada tra una berlina bassa, una coupé a 4 porte, una station wagon e un SUV. Il bravo Keebler Silva ha quindi realizzato questi rendering basati sulle foto spia del prototipo avvistato su strada. La Mondeo Evos (nome preso dal concept Evos presentato al Salone di Francoforte 2011 e che prefigurava l’attuale Mondeo) sembra esteticamente vicina alla Mustang Mach-E. Il modello presenta una griglia trapezoidale qui affiancata da un look sportivo con una griglia a nido d’ape. I fari allungati sono collegati sopra questa griglia da una sottile linea cromata. Nella parte posteriore, le spalle pronunciate e la linea del tetto spiovente da coupé ricordano rivali come la Renault Arkana o la Volkswagen ID.5.
L’interno si distinguerà ancora più dell’esterno, con un enorme schermo che correrà su entrambi i lati del cruscotto in stile Mercedes-Benz o Honda e. Il lancio della nuova Ford Mondeo Eros è previsto per la fine del 2022 con il modello che sarà basato sulla piattaforma C2 delle attuali Focus e Kuga. La trazione sarà quindi anteriore, tuttavia, le versioni più potenti dovrebbero avere la trazione integrale. Quanto ad motori, Ford dovrebbe continuare sulla strada dell’elettrificazione con ibridi leggeri e plug-in, mentre il diesel potrebbe scomparire, come accaduto recentemente sulla Fiesta.