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Nuova Nissan X-Trail 2022: Dati Tecnici e Uscita

La quarta generazione della Nissan X-Trail è finalmente arrivata in Europa, più di due anni dopo il debutto della sorella Rogue in versione statunitense.

Come prevedibile, il SUV è disponibile in Europa esclusivamente nella versione elettrificata, con una gamma di motori ibridi full (e-Power) e mild-hybrid a benzina.
Partendo dalle novità più importanti, la Nissan X-Trail su base CMF-C viene offerta in Europa in tre diverse potenze. Il modello base è dotato di un motore a benzina turbo da 1,5 litri a rapporto di compressione variabile, con tecnologia mild-hybrid per ridurre le emissioni.

Il motore eroga 163 CV (120 kW) e 300 Nm di coppia, inviando la potenza esclusivamente all’asse anteriore attraverso il cambio Xtronic CVT.

Il sistema mild-hybrid a 12 V immagazzina l’energia in una batteria agli ioni di litio, offrendo una prolungata sosta al minimo, il mantenimento della velocità e fino a 6 Nm di coppia quando necessario. La Nissan X-Trail mild-hybrid accelera da 0 a 100 km/h in 9,6 secondi e raggiunge una velocità massima di 200 km/h.

IL MOTORE FULL HYBRID

Chi cerca qualcosa di più robusto ed elettrificato, dovrebbe optare per il full hybrid e-Power, disponibile nelle versioni 2WD o 4WD. In questo caso, il motore a benzina turbo da 1,5 litri che si trova sotto il cofano non è collegato alle ruote, ma funge da generatore per il motore elettrico, funzionando a bassi regimi per una guida più silenziosa.

La potenza combinata dell’ibrido a trazione anteriore è di 204 CV (150 kW), con uno scatto da 0 a 100 km/h in 8 secondi e una velocità massima di 170 km/h.
Nel modello a trazione integrale, la potenza è leggermente aumentata a 211 CV (157 kW) grazie a un motore elettrico aggiuntivo da 128 CV (94 kW) nella parte posteriore. Questo riduce lo scatto da 0 a 100 km/h a 7 secondi e aumenta la velocità massima a 180 km/h (112 mph). Inoltre, la tecnologia e-4ORCE di Nissan controlla la distribuzione della coppia e la frenata per ogni ruota, lavorando più velocemente di un sistema 4WD meccanico e fornendo una maggiore aderenza. Come nel caso di altri modelli Nissan elettrificati, l’X-Trail e-Power hybrid è dotato del sistema e-Pedal.

La nuova Nissan X-Trail 2022 arriverà in Italia entro la fine dell’anno.

Hyundai Kona N-Line 1.0 T-GDI 120CV: Prova su Strada

HYUNDAI KONA N LINE PROVA SU STRADA

Hyundai Kona N-Line è la versione caratterizzata dal look più sportivo del noto crossover coreano.

Il design si caratterizza per un frontale particolarmente aggressivo con le luci dlr LED posizionate in alto rispetto ai veri e propri fari anteriori la griglia si protende, lateralmente conferendo all’auto un look davvero cattivo valorizzato dal colore rosso fuoco di questo esemplare in prova. La fiancata si caratterizza per i cerchi in lega da 18 pollici e per le minigonne laterali che si estendono verso il retrotreno dando corpo ad un generoso estrattore. Si notano i fanali posteriori dal generoso sviluppo orizzontale purtroppo restano alogene la luce di retromarcia ed il retronebbia.

HYUNDAI KONA SU STRADA

L’esemplare protagonista di questa prova su strada monta l’interessante motore 1.0 3 cilindri T-GDI equipaggiato con sistema ibrido leggero a 48 volt. Il risultato è una potenza complessiva di sistema di 120 cavalli e 172 Nm di coppia.

Su strada Hyundai Kona N-Line si muove decisamente agile grazie all’ottimo cambio manuale a 6 rapporti le dimensioni sono quelle giuste per fare bene sia in città che sulle lunghe percorrenze. Hyundai Kona è infatti larga 180 cm, lunga 420 cm, alta 155 cm con un passo di 260 cm. Il peso nell’ordine dei 1300 kg e permette al piccolo motore 1.0 di offrire un buono scatto con lo 0-100 coperto in 11,9 secondi e una progressione che raggiunge una velocità massima di 180 km/h.

Il sistema ibrido leggero permette, ottime ripartenze con il cambio che gestisce l’elettronica mentre la frizione e permette il cosiddetto veleggiamento a velocità costante in sesta marcia il motore si spegne e l’auto si sposta unicamente grazie all’energia immagazzinata all’interno della piccola batteria al litio che trova posto al di sotto del piano di carico del bagagliaio.

Nei quasi 2.000 km di test Hyundai Kona N-Line ha messo in luce di consumi assolutamente ragionevoli con una media di 17 km/ litro che significa fare circa 5,8 litri su 100 km. Chiaramente si tratta di un risultato parziale si può fare sicuramente di meglio prestando maggiore attenzione alla dinamica di funzionamento dell’acceleratore.

In generale Hyundai Kona N-Line, si guida veramente bene lo stesso e preciso le sospensioni assorbono bene anche le buche più profonde, nonostante il cerchio generoso da 18 pollici. Attenzione però al rollio che si fa marcato in curva con il baricentro alto tipico del crossover.

GLI INTERNI

All’interno Hyundai Kona N-Line offre veramente tanto sotto il punto di vista tecnologico, è vero le plastiche sono generalmente rigide, però sempre solide e ben assemblate. Dietro al volante, trova posto un generoso schermo a colori da 10,25 pollici che funziona da quadro strumenti, la plancia è dominata dal sistema di infotainment da 10,25 pollici.

Oltre all’ottima connettività wireless Apple carplay e Android auto la vettura è inoltre connessa in rete, grazie ad uno specifico modulo dati LTE che ci permette di richiamare informazioni in tempo reale, come ad esempio il traffico è il meteo.

Tanti i dispositivi sicurezza e assistenza ADAS presenti a bordo dell’auto. Abbiamo infatti il Lane assist, il Cruise control adattivo (solo sulla versione con cambio automatico), la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni e dei ciclisti.

Manca Purtroppo il sistema di telecamere a 360° che avevo trovato su Hyundai Kona elettrica e che sarebbe stato molto utile anche su questa versione ibrida leggera per gestire al meglio la visibilità posteriore limitata che rappresenta un limite importante soprattutto in città.

Su Hyundai Kona N-Line si viaggia comodi anche in cinque lo spazio dietro e tanto grazie al passo di 260 cm, il bagagliaio è più che generoso. Parliamo di una capienza di 361 litri che diventano 1143 a battente schienali dei sedili posteriori.

A conti fatti Hyundai Kona N-Line, si rivela un’ottima scelta per quanti vogliono mettere in garage un auto da città che possa accompagnarli anche sulle lunghe percorrenze, il prezzo di listino du Hyundai Kona è di 23.950 € che diventano però 28.000 € nel caso della versione in allestimento top di gamma N-Line protagonista di questa prova.

Nuova Cupra Tavascan 2024: Rendering

CUPRA Tavascan è quasi pronta ad unirsi alla gamma al brand spagnolo.
Il design definitivo della CUPRA Tavascan è trapelato attraverso l’ufficio brevetti. Il SUV elettrico, il cui arrivo sul mercato è previsto per l’anno 2024, rimarrà fedele alle caratteristiche della concept car presentata tre anni fa, anche se incorporerà alcune modifiche nella parte anteriore per assomigliare ad altri modelli del marchio spagnolo.

Praticamente identica al prototipo svelato lo scorso giugno, la CUPRA Tavascan definitiva sarà una tappa intermedia tra i modelli attuali dell’azienda e la nuova generazione, mescolando caratteristiche di entrambi. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che il SUV sportivo ha iniziato a essere sviluppato prima di altre proposte più recenti, come la CUPRA Terramar.

Anche se i suoi fari saranno uniti da una fessura con il nome del marchio, come avviene nella Born attuale (nella Raval e nella Terramar questo elemento scomparirà, sostituito da un “muso di squalo” completamente piatto), le luci diurne saranno formate da tre triangoli, come in tutti i futuri lanci della CUPRA.

Mentre i suoi fratelli del Gruppo Volkswagen saranno disponibili con una carrozzeria convenzionale (Audi Q4 e-Tron, Skoda Enyaq iV, Volkswagen ID.4) e un’altra “coupé” (Audi Q4 Sportback e-Tron, Skoda Enyaq Coupé iV, Volkswagen ID. 5), la CUPRA Tavascan avrà solo quest’ultima opzione, sottolineando così il suo carattere sportivo.

SUV ELETTRICO CUPRA

La CUPRA Tavascan arriverà nel 2024.
La sua silhouette sarà caratterizzata da un lunotto molto inclinato, a tutto vantaggio del coefficiente aerodinamico della vettura. A differenza della Born, in questo caso le maniglie delle porte saranno a filo con la carrozzeria. I grandi protagonisti del posteriore saranno alcuni caratteristici piloti uniti per tutta la larghezza del portellone con la classica forma a “telefono” su cui SEAT e CUPRA puntano da decenni.

La CUPRA Tavascan dovrebbe scegliere una versione aggiornata della piattaforma MEB; pertanto, oltre alla già nota batteria da 77 kWh, potrebbe aggiungere un pacco di capacità superiore con il quale si arriverebbe a circa 600 km WLTP di autonomia. Mentre il modello da 77 kWh sarà in grado di caricarsi a un massimo di 170 kW di potenza in corrente continua, quello superiore dovrebbe raggiungere i 200 kW.

Il modello spagnolo sarà disponibile nelle versioni a trazione posteriore e integrale, e potrebbe essere offerta anche una variante ad alte prestazioni (VZ?) in grado di erogare almeno 299 CV (220 kW). Anche se il crossover elettrico sarà prodotto in Cina, non è da escludere che le unità europee provengano dallo stabilimento tedesco di Zwickau, dove attualmente vengono prodotte le Audi Q4 e-Tron e Q4 Sportback e-Tron, CUPRA Born e Volkswagen ID.3. , ID.4 e ID.5.

Nuova Ferrari Purosangue 2023: Motore, Uscita

La campagna teaser per la Ferrari Purosangue sta entrando nel vivo: l’azienda presenterà il suo primo SUV il 13 settembre.

Oltre a rivelare la data, la Ferrari ha pubblicato un breve video teaser che mostra la parte anteriore della Purosangue, mentre sullo sfondo si sente il rombo dello scarico del crossover.

Questa volta non c’è molto da vedere, ma a febbraio sono emerse immagini non mascherate del modello e a marzo la Ferrari ne ha confermato la legittimità con un’immagine teaser rivelatrice. Di conseguenza, possiamo aspettarci un design slanciato con curve morbide e linee aggraziate.

Il frontale susciterà probabilmente forti reazioni, ma la Purosangue avrà un parabrezza rachitico che sfocia in un tetto spiovente. Altrove, ci saranno rivestimenti neri e sottili gruppi ottici. A questi si aggiungeranno un sistema di scarico a quattro terminali e un posteriore in parte Roma e in parte FF.

IL SUV FIRMATO FERRARI

La Ferrari non ha detto molto sul modello, ma l’azienda ha già confermato che la Purosangue avrà un motore V12.

Al momento non si conoscono le specifiche, ma la casa automobilistica ha già dichiarato che “il V12 è sempre stato una parte intrinseca del DNA Ferrari. È una celebrazione del nostro patrimonio e un simbolo della nostra incessante ricerca di nuovi livelli di prestazioni e di pura emozione di guida”.
Non è molto, ma la 812 GTS ha un V12 da 6,5 litri che produce 800 CV (588 kW) e 718 Nm di coppia. Ciò consente al modello di accelerare da 0 a 100 km in meno di tre secondi, ma scopriremo quanto è veloce la Purosangue la prossima settimana.

Auto elettrica: quello che si dovrebbe dire, e non si dice (parte Prima)

Auto elettrica: quello che si dovrebbe dire, e non si dice (parte Prima)

La rivoluzione elettrica, o quello che può diventare, sta ottenendo un primo risultato: quello di aver modificato il nostro presente ed il passato prima di aver ancora trasformato il futuro. Spiego, dal mio punto di vista, il peggio ed il poco meglio che la nuova filosofia di una mobilità forse ecologica, di sicuro antidemocratica.

Auto elettrica e recessione – C’era una volta il mondo della telefonia, poi fu la telefonia a diventare il mondo. Ma un mondo di chiaroscuro, dove basta leggere analisi e proiezioni di tanti studiosi per misurarne gli effetti negativi, tra i quali ne aggiungo uno solo: entrare a far parte dei consumatori di servizi di telefonia sortisce due effetti. Il primo è quello di cancellare servizi alternativi e concorrenti (l’editoria in primis) e il secondo è quello di diventare ostaggio vita natural durante di questo dispositivo. Con un solo progressivo effetto: la globalizzazione unilaterale alla quale siamo stati abituati per mezzo secolo – dove l’Occidente vestiva il ruolo di battistrada – oggi veste gli abiti e le misure di tre Continenti, cioè la Cina, l’India e il Medio Oriente.

Auto elettrica e telefonia : tutto intorno, o…”sopra” di te?

Cosa c’entra la telefonia con l’auto elettrica? C’entra la nemesi storica ed i suoi passaggi simmetrici.

Il telefonino : all’inizio fu il fisso, domestico, come per le auto fu la sola unica utilitaria di ferro e basta – rigorosamente di proprietà – per chi poteva permettersela. Poi fu il primo telefono per auto (negli Stati Uniti) celebrato nel film “Sabrina” con Humprey Bogart. L’omologo del mondo dell’auto fu l’inizio dei servizi collegati all’uso della stessa, assistenza e protezione in primo luogo.

Poi fu il momento del telefono “Portatile” con la valigetta di ricarica dei primi anni ’80, capostipite il Vodafone VM1 pesante 5 kg. e dal costo odierno di 6500 Euro, ovviamente rateizzabili. Similmente in campo Automotive fu l’avvento dei sistemi di Noleggio, Leasing e finanziarizzazione dell’acquisto dell’auto.

Fu poi il momento del protocollo TACS, Standard analogico di rete 1G, attivo dagli anni 80 fino al 2002, poi sostituito dal protocollo GSM da 2G fino al prossimo 5G : e a questo io collegherei l’epopea delle omologazioni “Euro”da 0 a 7 (ultimo step dopo il quale si prevede la fine del processo di commercializzazione e produzione di motori endotermici) cui dovrebbe seguire la nuova modalità elettrica.

Dove arrivano i Provider di solito un mercato comincia a morire….

Non finisce qui: perché così come l’evoluzione della Rete telefonica GSM si consolida con l’arrivo dei “provider”, che trasformano definitivamente il telefonino in un semplice terminale di una infinità di servizi “on demand” a pagamento, anche la mobilità elettrica trasforma l’uso dell’auto dall’acquisto del solo mezzo all’integrazione inevitabile con la dimensione integrale dei servizi discriminanti (ricarica, assistenza e gestione da remoto) e di quelli “tra virgolette” accessori (connettività globale, guida autonoma) che definiscono anche il valore economico delle operazioni commerciali legate all’utilizzo dell’auto.

Altra analogia è nella nuova “denominazione” dei Players di mercato. Se all’inizio degli anni ’90 lavorare dentro Motorola, Nokia, Ericsson, HP, IBM, General Electric, Philips ed altri significava essere padroni del mondo, quasi nessuno dei nomi sopra fatti è oggi sopravvissuto all’avvento dei grandi provider di servizi multimediali e telematici che di fatto hanno soppiantato i semplici “costruttori” di telefoni fisici. Se guardiamo alla serie di J.v., Consorzi, raggruppamenti, e quant’altro già in vigore ed in preparazione tra Costruttori di auto e le Internet Companies, ci rendiamo conto di come nel nuovo prevedibile assetto dei “Mobility Providers” peso e valore dei Brand automobilistici puri si riduce di molto rispetto agli altri partecipanti del mondo digitale. Una cosa è abbastanza ripetuta nella storia industriale globale : dove arrivano i Provider si cristallizza la maturità, non in termini positivi, di un mercato. E dove arrivano i Provider si realizza un appiattimento del mercato ed una equalizzazione dell’offerta che assomiglia tremendamente ad un accordo di cartello, del tutto negativo per il diritto del consumatore ad una legittima richiesta di cartello.

Proprietà intellettuale, la concorrenza si ferma: il problema dell’Aftermarket

Ultima considerazione di introduzione per avviare una analisi approfondita nelle parti che seguono : la configurazione del mondo della mobilità elettrica in un mondo di Provider non mi fa temere semplicemente gli accordi di cartello, perché questi sono la norma già oggi nell’attuale struttura del mercato auto. Quello che temo è una limitazione del diritto di scelta del consumatore rispetto a quello che attualmente accade nel sistema dell’Aftermarket.

Attualmente tra Autoriparatori Indipendenti e Network organizzati in concorrenza con le Reti Ufficiali od Autorizzate; e con produttori e distributori di Ricambi corrispondenti, rigenerati ed usati in concorrenza con imprese OEM ed OES una gran fetta degli oltre 400 miliardi di Euro – valore di mercato annuo nel mondo dei servizi di riparazione e componenti per auto – è fuori dal monopolio dei Marchi Costruttori, e questo è per definizione un bene. Tuttavia il diritto alla concorrenza libera ed alla presenza di protagonisti diversi nel mercato si ferma di fronte a soli tre situazioni giuridiche : presenza di brevetti e proprietà intellettuale, protocolli di comunicazione e trasmissione, software proprietari e linguaggi di programmazione.

Non a caso, secondo una ricerca di Thomson Reuters del 2018 (e dunque da integrare con la valanga di nuovi dati arrivati dal 2018 ad oggi sui supporti di ricarica ), nel periodo 1985/2016 sono stati registrati e depositati ben 78.732 brevetti in ambito ICEV, HEV e BEV: una media di 7 brevetti al giorno, per ogni giorno lungo 31 anni in tutto il mondo.

Auto elettrica: poco si fa, tanto si distrugge, e molto si potrebbe trasformare

Il dato di sintesi alla data di oggi è sostanzialmente questo: dopo un battage promozionale e comunicativo “pro-elettrico” nato soprattutto post crack Lehman Brothers, i dati sono abbastanza impietosi, sotto alcuni aspetti: su un miliardo di auto circolanti nel mondo, dopo 12 anni le elettriche pure sono circa 2 milioni: lo 0,2% sul totale, con una penetrazione di sole 463 al giorno in tutto il mondo…….E per quanto riguarda le auto ibride? Dal 1997 al 2020 si è calcolato che siano state vendute un numero di 18 milioni in 23 anni, poco più di 2000 al giorno. Un po’ poco, non vi pare? Forse, dal post pandemia e con i Recovery Funds praticamente tutti cooptati per le infrastrutture in reti e servizi dedicati alla mobilità elettrica, i dati sono sensibilmente migliorati. Ma quello che le cifre non riescono a rendere proporzionale è il danno fatto di già al sistema attuale, con il pensionamento forzato di modelli, piattaforme, ma anche di organizzazioni e soluzioni per l’assistenza e la riparazione delle auto endotermiche.

Eppure, con un semplice approccio – non evangelico – al mondo dell’auto elettrica, anche in Occidente – come si è iniziato in Cina con gli allestitori – si potrebbe iniziare un percorso virtuoso al mondo dell’elettrico con il sistema del Kit Retrofit, che se ben veicolato permetterebbe anche la conversione ecologica di circa 150.000.000 di auto ultraventennali nel mondo.

Su questi aspetti di riflessione, e non solo, rimando alle parti che seguono.

Nuova Volkswagen Tiguan 2023: Anteprima su Strada

La nuova Volkswagen Tiguan 2023 appare in alcune foto spia. La terza generazione del SUV compatto di Wolfsburg è stata sorpresa nei suoi primi test intorno alle Alpi, rivelando parte delle sue novità estetiche.

La terza generazione della Volkswagen Tiguan viene allo scoperto in questa foto pubblicata da motor.es. Queste sono le prime foto spia del nuovo SUV compatto del marchio tedesco, ripreso durante i primi test. Un prototipo che non è riuscito a sfuggire agli indiscreti fotografi, che si sono letteralmente lanciati alla caccia di questo importante modello.

La nuova Tiguan è stata avvistata in forma di prototipo di serie, vestita di nero lucido e con importanti novità nascoste sotto il consueto camuffamento Volkswagen che ne deforma le caratteristiche estetiche. Si nota che la Volkswagen Tiguan è cresciuta di qualche millimetro nel passo, con un lunotto fisso incastonato nel montante posteriore più grande. Il nuovo modello rivela anche nuove linee dinamiche più attraenti nella silhouette.

DIMENSIONI COMPATTE

È il frontale a catturare l’attenzione. Il nuovo modello presenta un frontale più ampio e voluminoso, dominato da nuovi e più sottili fari a LED che si fondono con una sottile griglia del radiatore. Il paraurti è occupato da una grande griglia di ventilazione, un design inedito che segue le orme dei modelli elettrici Volkswagen ID. anche se con una maglia a nido d’ape verniciata in nero. Il camuffamento simula anche una falsa luce diurna a forma di C nelle grandi prese d’aria laterali.

All’estremo opposto, la nuova Volkswagen Tiguan 2023 è molto più camuffata. Il marchio tedesco ha nascosto gli scarichi dietro il paraurti.

Il futuro modello avrà interni completamente nuovi, con un quadro strumenti digitale che rinuncerà alla classica aletta parasole superiore e un enorme touchscreen per il sistema multimediale. Inoltre, il tunnel della trasmissione sarà dotato di un nuovissimo selettore rotante per le modalità di guida.

La nuova Tiguan è in fase avanzata di sviluppo e sarà presentata nella prima metà del 2023. Il modello sarà nuovamente disponibile con motori a benzina e diesel, tutti collegati al cambio automatico a doppia frizione DSG e con la possibilità di scegliere tra trazione anteriore e integrale. Il marchio continuerà a offrire una versione PHEV con un nuovo e più potente propulsore ibrido plug-in e un’autonomia maggiore di 100 chilometri.

Nuova Audi Q6 Sportback e-tron 2024: Rendering

La nuova Audi Q6 Sportback e-tron promette di essere un SUV elettrico con molto stile.
Audi non sta perdendo colpi nella sua nuova strategia per le auto elettriche. La casa dei quattro anelli amplierà la sua offerta fino al 2025 con tre nuovi modelli, tra cui due SUV e uno, il più sportivo, sarà l’Audi Q6 Sportback e-tron, di cui vi mostriamo in anteprima il design. Una delle grandi novità del 2024.

Poco più di un mese e mezzo fa, il marchio con i quattro anelli è stato sorpreso con un prototipo di un nuovo SUV elettrico in fase di test su strada. La nuova Audi Q6 Sportback e-tron arriverà sul mercato nel 2024, un’alternativa più elegante e sportiva che diventerà la vera risposta alla nuova generazione della Porsche Macan elettrica.

Il marchio di Ingolstadt non ha usato mezzi termini nella sua strategia, dividendo la gamma dell’Audi Q6 e-tron, che dovrebbe essere svelata nei prossimi mesi e prima della fine di quest’anno, con una variante più attraente, quella della nuova Q6 Sportback e-tron, protagonista di questa ricreazione che ne riproduce molto fedelmente il design. Il frontale è dominato dalla grande griglia chiusa, mentre i fari sono divisi in due livelli: una sottile striscia a LED per le luci diurne nella parte superiore e le funzioni di anabbagliante e abbagliante alle estremità del paraurti.

DESIGN UNICO

La nuova Audi Q6 Sportback e-tron sarà il primo SUV coupé elettrico del segmento D.

Questo rendering di Motor.esci permettedi dare un primo sguardo al modello. La futura Audi Q6 Sportback offrirà proporzioni equilibrate, con una linea del tetto sinuosa che degrada dolcemente verso un posteriore che, ancora una volta, sarà caratterizzato da gruppi ottici continui tra le estremità, come sulla sorella minore già in vendita. La sportività si misura anche con i grandi cerchi in lega, che misurano fino a 22 pollici di diametro.

La futura Audi Q6 Sportback e-tron sarà caratterizzata da interni moderni, in linea con la nuova generazione di Q5, con meno comandi fisici. Il quadro strumenti digitale sarà più grande, ma con un grande schermo touchscreen sopra la console centrale per il sistema multimediale e di infotainment. Come è consuetudine per la casa automobilistica tedesca, l’arsenale di tecnologie sarà completo, compresi i più sofisticati assistenti alla guida.

La futura Audi Q6 Sportback e-tron sarà una delle principali novità della seconda metà del 2023 e sarà in vendita nella prima metà del 2024. Sotto la sua carrozzeria, saranno offerte diverse versioni, con uno e due motori elettrici e trazione integrale quattro su richiesta, che consentirà il funzionamento con un solo motore elettrico e il risparmio energetico. Audi offrirà batterie ad alta capacità, rispetto ai 77 kWh netti offerti nel Q4 e oltre i 100 kWh, offrendo un’autonomia massima vicina ai 600 chilometri con una singola ricarica.

Nuova Dacia Spring 2024: Anteprima Rendering

Anche se l’arrivo di una Dacia Spring 2 è annunciato per il 2024, è piuttosto un restyling importante quello che si sta preparando per la city car elettrica di Dacia. Prodotta sempre in Cina, avrà una plancia molto più moderna e un nuovo frontale, oltre ad alcune modifiche tecniche.
Dacia è abituata ad aggiornamenti piuttosto discreti, ma si prevede che nel 2024 proporrà un importante restyling della sua city car elettrica, la Spring.

All’inizio dell’anno Luca de Meo, capo del gruppo Renault, ha annunciato larrivi di una secinda generazionedella Spring. La prima Dacia elettrica, tuttavia, non è molto vecchia, poiché è sulle strade francesi solo dalla primavera del 2021. Ma questo modello ha iniziato la sua carriera in Cina con il nome di Renault K-ZE. Oggi L’argus è in grado di dirvi di più. Secondo le informazioni in nostro possesso, non ci aspettiamo una nuova generazione di Spring, ma un aggiornamento importante. Tuttavia, questo secondo restyling sarà di una portata senza precedenti per Dacia, che è abituata a fare cambiamenti con poca attenzione.

DACIA SPRING ELETTRICA

Come il resto della gamma, anche la Dacia Spring ha già subito un leggero restyling per adattarsi alla nuova identità del marchio legata al cambio di logo.

L’intero frontale della vettura subirà importanti modifiche, tra cui la griglia, i fari e il fascione. Per le nostre illustrazioni abbiamo deciso di ispirarci molto alle future Duster e Bigster, che saranno lanciate quasi contemporaneamente. Questa scelta ci è sembrata logica per ragioni di coerenza estetica. Dopo tutto, con il suo aspetto da mini-SUV, l’attuale Spring sembra già una Sandero 3 Stepway ridimensionata. Ma il design di Dacia ha subito tre cambi di padrone in un breve lasso di tempo e non è ancora certo che questa direzione sarà seguita dall’attuale capo, David Durand. L’unica cosa certa è che, mentre il profilo dovrebbe rimanere pressoché invariato per contenere i costi, ci saranno alcune modifiche ai gruppi ottici posteriori.

Le novità più spettacolari, tuttavia, si trovano nell’abitacolo. Se siete lettori abituali di largus.co.uk, forse li conoscete già. La Spring restyling dovrebbe utilizzare la plancia di una delle sue numerose cugine cinesi, la Dongfeng EX1 Nano Box, tranne che per alcuni dettagli. Questo pone alcuni problemi al marchio rumeno. Con il suo grande touch screen centrale, la strumentazione digitale e la console centrale fluttuante, la più piccola Dacia rischia improvvisamente di apparire molto più moderna del resto della gamma, prendendo al contempo le distanze dalla retorica pubblicitaria del produttore, che invoca un ritorno all’essenziale. Ma è impossibile fare altrimenti. Nell’ambito di una joint venture che coinvolge anche Nissan, è la cinese Dongfeng a rimanere responsabile del progetto. La Dacia Spring 2024, che sarà ancora prodotta in Cina, deve quindi fare i conti con le decisioni di questo partner essenziale.

Nel 2023, la city car Dacia sarà dotata di un motore elettrico da 60 CV che affiancherà l’attuale unità da 44 CV.

Questo trattamento di modernizzazione non sarebbe completo senza alcune evoluzioni tecniche. Per questi ultimi, tuttavia, non sarà necessario attendere il restyling. Dal 2023, la gamma accoglierà un nuovo motore elettrico da 60 CV che affiancherà l’attuale unità da 44 CV, che rimarrà in listino.

Per quanto riguarda la batteria, riceverà un piccolo miglioramento per guadagnare circa 2 kWh, con una capacità utile ora vicina ai 30 kWh. Gli obiettivi di Dacia sono di offrire un’autonomia di 200 km e di mantenere la versione da 44 CV sotto i 20.000 euro.