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Nuova Volkswagen ID.4: la versione Extreme

Volkswagen ha svelato il suo ultimo concept elettrico, l’ID.XTREME.

Dotato di trazione integrale, sospensioni rialzate e barra antiurto, il fuoristrada viene utilizzato per valutare la reazione del pubblico tra gli appassionati di veicoli elettrici.
Presentato al D. Treffen, il raduno annuale europeo dei proprietari di veicoli elettrici di VW a Locarno, in Svizzera, il nuovo concept utilizza l’ID.4 GTX come base per quello che viene descritto come il modello più potente della gamma. È dotato di un nuovo software e di una “trasmissione ad alte prestazioni” per aumentare la potenza di 285 kW (377 CV) – 65 kW (86 CV) in più rispetto alla Volkswagen ID.4 GTX.

DATI TECNICI

Anche l’esterno è stato sottoposto a un trattamento di robustezza. Sebbene le radici della Volkswagen ID.XTREME siano facilmente visibili, la maggiore larghezza dei parafanghi stampati in 3D, pari a 50 mm, conferisce al fuoristrada una posizione più decisa.
Il concept poggia su cerchi da 18 pollici con pneumatici adeguatamente robusti e il sottoscocca in alluminio è completamente sigillato per proteggerlo dalle asperità del terreno. Oltre al piccolo ma evidente manubrio anteriore e alle sospensioni “rally” rialzate, un’altra novità dell’ID.XTREME è il portapacchi con luci LED aggiuntive.

Nuova Bentley Bentayga 2023: Rendering

La Bentley Mulliner Batur che ha debuttato il mese scorso è molto più di una produzione speciale limitata basata sulla Continental GT. Il modello più potente della storia di Bentley ha introdotto un nuovo linguaggio di design per il marchio, che sarà adottato dalla futura gamma di veicoli elettrici. Questo rendering di Theottle si è ispirato alla Batur, immaginando la prossima generazione del SUV Bentley Bentayga.

Infondere spunti stilistici da una gran turismo a due porte bassa a un ingombrante SUV a cinque porte non è così facile come sembra, ma tutto è possibile con un tocco di magia di Photoshop. Theottle ha utilizzato la Bentley Bentayga EWB Azure come base per il suo concept digitale, con il passo allungato che ha contribuito alle proporzioni.

Il processo di trasformazione è iniziato aggiungendo il frontale della Batur al SUV di lusso. Una serie di fari singoli a LED ha sostituito la doppia configurazione circolare che ha caratterizzato entrambe le generazioni della Bentayga, forse con dimensioni eccessive. Al contrario, la griglia più grande e le prese d’aria più piccole del paraurti sono aggiornamenti graditi.

IL RENDERING DEFINITIVO

Passando al profilo, è molto più scolpito rispetto al passato, utilizzando le linee della Bentley Batur e una superficie più pulita – soprattutto sui parafanghi anteriori – e integrando al contempo i parafanghi posteriori rigonfi del Bentayga. È presente anche la linea dei finestrini della Batur con accenti cromati, che formano un montante C più semplice.

Sul retro, i nuovi fanali posteriori a LED sono stati adattati alla forma e alle dimensioni della Bentayga, con un portellone scolpito e un’ampia area oscurata sul paraurti posteriore che ricorda un diffusore e illumina la coda. Theottle ha mantenuto i doppi tubi di scarico, dimostrando di immaginare che la prossima Bentayga conservi un motore a combustione sotto il cofano.

La prima generazione del Bentayga è stata presentata nel 2015 come versione di serie del radicale concept EXP 9 F del 2012. Nel 2020 è seguito un lifting completo, che è servito come base per la variante Bentayga EWB a passo allungato. Se Bentley manterrà il ciclo quinquennale del suo SUV, potremmo vedere il modello next-gen entro il 2025.

Secondo le ultime notizie, il primo modello elettrico di Bentley che arriverà a ridosso di quella data, basato sull’architettura Artemis, non adotterà una carrozzeria crossover, lasciando aperti tutti gli scenari per il successore del Bentayga. Tuttavia, Bentley ha chiarito che i giorni del motore W12 da 6,0 litri sono contati, quindi è plausibile che venga sostituito da un propulsore elettrificato nella futura Bentayga Speed, mentre anche le versioni inferiori potrebbero essere elettrificate.

Auto elettrica: quello che si dovrebbe dire, e non si dice (parte Seconda)

Auto elettrica: quello che si dovrebbe dire, e non si dice (parte Seconda)

L’auto a motore tradizionale ha resistito a decine di crisi economiche, energetiche, belliche in ogni parte del mondo per oltre settant’anni. Il motivo? Motorizzare la gran parte del mondo ed abituare il consumatore all’acquisto di servizi di mantenimento e fidelizzazione. Ora, al tempo dei servizi immateriali e telematici, il motore endotermico può andare in pensione. Ma solo il motore, perché l’involucro……

Auto elettrica e futuro – Povera auto a motore. Quando vi lamentate di aver pagato troppo una utilitaria comprata oggi – come nuova – ad Euro 8.500,00 e completa di tutto pensate che, rispettivamente, i nostri nonni e i nostri padri hanno sudato per comprare – per l’equivalente degli odierni 14.000,00 Euro e 12.500,00 Euro – le Fiat 600 nel 1957 e le Fiat Uno nel 1984…..Auto complete solo del ferro che le componevano, senza neppure un optional incluso !!!!!

E pensate che durante i 70 anni circa nei quali dal 1950 ad oggi si è materializzata l’espansione di massa dell’auto per uso privato, superando i confini di quello che chiamiamo “Occidente” – per arrivare in Sudamerica, Giappone, Asia, Europa dell’Est – l’auto a motore ha resistito a decine di crisi internazionali geopolitiche, economiche, energetiche.

Cara auto tradizionale, quanto mi sei costata……

L’auto elettrica, abbiamo detto precedentemente, si è diffusa prima e piuttosto velocemente dalla metà dell’Ottocento fino al primo ventennio del Novecento. Come mai non è stata riproposta all’insorgere del primo grande shock petrolifero di fine anni Sessanta? Perché l’auto a benzina ha lasciato gradualmente il posto a quella Diesel, meno assetata e più affidabile. Come mai però l’auto elettrica non ha attecchito dopo le prime contestazioni ambientaliste di metà anni ‘70? Perché a partire dall’iniziativa brasiliana di diffusione dell’etanolo addizionato alla benzina, hanno ritrovato spazio e interesse le trasformazioni a gas e la catalizzazione dei motori tradizionali. Tutta questa resistenza ha trovato una ovvia spiegazione nella diffusione di servizi di postvendita (ricambi e assistenza) in grado di assicurare a tutti i Costruttori una fetta costante del rapporto straordinario di spesa che mediamente lega ogni automobilista alla sua auto : a fronte di 100 Euro di spesa per acquisto dell’auto, si calcola che nei mercati maturi il costo affrontato dall’automobilista per riparare e mantenere l’auto – nel corso della sua vita – ammonti almeno al doppio. Fino a 40 anni fa tutto questo era prevalentemente affrontato “cash” dalla maggioranza della clientela occidentale. L’arrivo della finanziarizzazione ha semplicemente aggregato all’acquisto dell’auto la fruizione dei servizi di postvendita, accelerando il ciclo di sostituzione del bene fisico auto, al prezzo tuttavia di una espansione estrema del rischio finanziario, deflagrato con il crack Lehman del 2007.

Il “buco nero” dei mercati cinese e indiano…..

Il sogno segreto, ma irrealizzabile, di ogni Costruttore di auto sarebbe quello di poter finanziare – come accaduto in Occidente – l’espansione del mercato cinese ed indiano, garantendo progressioni di crescita degli effettivi 40/50 milioni di nuove immatricolazioni che davvero servirebbero ogni anno in quei Continenti. Peccato che una crescita del genere sia insostenibile, con gli effetti che stiamo affrontando anche in Occidente, dove la transizione elettrica sta assumendo di fatto la dimensione di una “decrescita sostenibile” di tutto il comparto auto che abbiamo sempre conosciuto. Decrescita intesa come una riduzione dei numeri di vendita del nuovo, un rallentamento del ciclo di sostituzione, ma un nuovo fronte del tutto sconosciuto ad oggi nel paradigma di consumo occidentale dell’auto : la trasformazione.

Auto elettrica: Il condannato a morte è il motore, non la sua “scatola”

E’ anche chiaro che se e quando Cina ed India dovessero avviare una crescita costante a doppia cifra per i volumi prima detti, e dovesse prima o poi consolidarsi anche il processo di motorizzazione in Africa, il mondo dei Costruttori non avrebbe le risorse e la dimensione necessaria a garantire ancora il ciclo di sostituzione attualmente sostenuto anche nei confini dello stretto Occidente dove, ricordiamo, circolano oggi 900 milioni di auto, il 35% delle quali con anzianità superiore a 10 anni.

E’ tuttavia folle pensare che gli stessi Costruttori vogliano dismettere, a fronte del rallentamento del ciclo produttivo, anche il patrimonio di servizi aftermarket e di ricambi attualmente in catena di montaggio e distribuiti nei magazzini di ogni parte del mondo.

Non avrai altro Kit elettrico all’infuori del nostro…..

Nel dibattito sempre aperto sulla così detta rivoluzione elettrica due cose sono concrete e misurabili, ad oggi.

La prima è che si è finito per considerare un obbiettivo raggiunto non la “elettrificazione” ma la “Ibridazione” del parco auto circolante, con un innegabile effetto positivo per i Costruttori : proseguire il ciclo di sostituzione senza stravolgere la gamma prodotta (in effetti la prevalenza di modelli mild-Hybrid si è finora concretizzata nella implementazione di modelli preesistenti con kit di ibridazione realizzati in-House dai Costruttori).

La seconda è che, sotto traccia, sta continuando senza sosta sia l’offerta di soluzioni aftermarket di Kit per la elettrificazione o ibridazione di auto attualmente in circolazione; sia la presentazione di Kit Retrofit proprietari da parte dei Costruttori. Un segno, senza dubbio, premonitore di quel che potrebbe accadere in massa nei principali mercati occidentali : togliere semplicemente dall’involucro delle auto più vecchie il motore, sostituendolo con i Kit Retrofit, ed in parallelo implementare i modelli più recenti con Kit Ibridi, riducendo sostanzialmente il ciclo di sostituzione “nuovo/quasi nuovo” a livelli sopportabili e sostanzialmente riferibili al mercato aziendale e del Noleggio.

In una proiezione del genere, fatta 100 la domanda relativa al ciclo di sostituzione sostenibile, sulle nostre strade potremmo – in tempi relativamente ragionevoli – vedere sostanzialmente il 10-15% di immatricolato annuo per le auto elettriche; un 40% di auto Ibride di “nuova produzione”; un ulteriore 30% di sostituzione inevitabile “vecchio con usato”; ed infine un residuo 20-15% di trasformazione ed implementazione con Kit Retrofit od ibrido.

Così facendo, oltre a consentire ai Costruttori soglie di produzione industriale sostenibile, si garantirebbe agli stessi il mantenimento di quote di fatturato anche nel comparto dell’aftermarket e dei servizi di manutenzione e componentistica. Una ipotesi, ma non del tutto peregrina, che accontenterebbe un po’ tutti, perché scontenterebbe poco un po’ tutti. Ma, al tempo attuale, meglio tutti poco contenti che il rischio di non vedere contento nessuno……

Nuovo Ford Transit Elettrico: ecco e-Transit Custom

All-new E-Transit Custom is the EV successor to Europe’s best-selling van with uncompromised capability, new customer experiences and full Ford Pro support LICENSE EXPIRES: 07.09.2024. LICENSE BY: Makerhouse London. LICENSE SCOPE: A - Earned editorial, press releases, press kits. REGION: EUROPE. COPYRIGHT AND IMAGE RIGHTS: This content is solely for editorial use and for providing individual users with information. Any storage in databases, or any distribution to third parties within the scope of commercial use, or for commercial use is permitted with written consent from Ford of Europe GmbH only.

Il nuovo Ford e-Transit Custom sarà in grado di utilizzare la sua batteria ad alto voltaggio per alimentare diversi dispositivi elettrici.

Il Ford Transit, una vera e propria istituzione nel mondo dei veicoli commerciali, sta subendo una rivoluzione. Almeno nella versione Custom, il cui formato intermedio è molto apprezzato dai professionisti europei. La prossima generazione di questo rivale di Renault Trafic, Citroën Jumpy e Peugeot Expert passerà al 100% in elettrico. È anche l’unica versione che è stata rivelata per il momento.

Per saperne di più sui motori ibridi diesel e ricaricabili, che sono ancora in programma, dovremo avere pazienza. D’altra parte, l’e-Transit Custom fa già parlare di sé, nonostante la sua entrata in produzione sia prevista solo per l’autunno 2023 presso lo stabilimento Otosan in Turchia. Dopo aver rivelato le prime foto ufficiali lo scorso maggio, ora svela ulteriori informazioni sulle sue caratteristiche tecniche.

La ricarica presso un punto di ricarica rapida può raggiungere i 125 kW, una potenza interessante per la categoria dei veicoli commerciali.

Se già sapevamo, dalla primavera, che questo furgone puntava a un’autonomia di 380 km nel ciclo WLTP, ora apprendiamo come bonus che per raggiungere questa cifra si affida a una batteria con una capacità di 74 kWh. La batteria, garantita per 8 anni/160.000 km, utilizza celle di tipo “pouch”, che saranno condivise con il pick-up F-150 Lightning. Questa tecnologia promette una densità energetica superiore del 12% rispetto al più grande e-Transit.

Il Ford e-Transit Custom avrà anche una pompa di calore di serie per ridurre il consumo di elettricità nei periodi freddi e una modalità “one-pedal” che consente al veicolo di fermarsi senza usare il pedale del freno. Per non parlare della possibilità di alimentare apparecchi di potenza inferiore a 2,3 kW tramite la batteria ad alta tensione, che può essere utile soprattutto in alcuni cantieri. La ricarica rimarrà a 400 V con una potenza fino a 125 kW ai terminali a corrente continua veloce. In questo modo sarebbe possibile passare dal 15 all’80% di carica in 41 minuti. D’altra parte, su una Wallbox da 11 kW in corrente alternata trifase, Ford afferma che ci vogliono circa 8 ore per fare il pieno di energia.

IL FURGONE ELETTRICO

Due opzioni di potenza per il motore elettrico.
Costruito su una nuova piattaforma, che dovrebbe poi essere rilevata da Volkswagen nell’ambito di una partnership tra i due gruppi, questo furgone colloca il motore elettrico nella parte posteriore. Si tratta quindi di una trazione posteriore. Per ottimizzare lo spazio disponibile, l’unità è integrata nel pavimento e inclinata di 90 gradi. Sono disponibili due livelli di potenza: 135 CV e 217 CV, con una coppia di 415 Nm in entrambi i casi. Con ruote posteriori indipendenti e una soglia di carico più bassa rispetto all’attuale Transit Custom, questa nuova generazione ha un carico utile di 1.100 kg nella versione 100% elettrica. Il volume di carico varia tra i 5,8 e i 9 m3, mentre la lunghezza di carico può arrivare a 3,45 m.

Nuova Volkswagen Tiguan 2023: Rendering Definitivo

L’altro ieri in rete sono apparse le prime immagini della Volkswagen Tiguan 2023 alle prese con i test su strada. Abbiamo avuto la possibilità di valutare quanto cambierà il crossover.

La Volkswagen Tiguan è apparsa per la prima volta nella gamma della casa automobilistica tedesca nel 2007, diventando la versione di serie dell’omonimo concept del 2006 e il secondo crossover del marchio dopo la Touareg (prodotta dal 2002). La seconda generazione è stata presentata nell’autunno 2015 al Salone dell’Auto di Francoforte e il modello è stato sottoposto a un restyling nell’estate 2020.

Ora Volkswagen sta preparando una nuova generazione e l’altro giorno sono stati avvistati dei modelli di prova. Come sarà il nuovo crossover? Ecco la risposta in questi rendering definitivi di Kolesa.ru.

DESIGN NUOVO IN RENDERING

L’attualeVolkswagen Tiguan è stata realizzata in modo geometrico (con predominanza di linee rette e superfici piatte), mentre la nuova carrozzeria appare molto più fluida secondo le altre novità dell’azienda. Anche il frontale del restyling sembra anticipare questo stile: fari allungati orizzontalmente uniti da una stretta striscia con il logo del marchio incastonato, la griglia del radiatore posizionata nel paraurti un po’ più in basso. Sulle fiancate, l’elemento più interessante è costituito dalle protuberanze curve sui parafanghi che si estendono parzialmente nelle portiere. Anche la linea di cintura sarà più curva rispetto al modello attuale, mentre il crossover prenderà in prestito gli specchietti laterali dal modello elettrico ID.5. La parte posteriore è la più camuffata finora: sono visibili solo i contorni delle luci vicino ai parafanghi posteriori. Possiamo ipotizzare che la Volkswagen Tiguan avrà un’ottica posteriore in un unico pezzo, simile a quella di altri nuovi modelli Volkswagen.

Non sono ancora disponibili informazioni affidabili sulla parte tecnica della novità. Volkswagen ha precedentemente dichiarato che la prossima generazione manterrà i motori a benzina e diesel (potrebbe essere l’ultima offerta con motori a combustione interna). Detto questo, è certo che la Tiguan riceverà modifiche ibride, che includeranno anche una ricarica plug-in.

L’anteprima della nuova generazione di Volkswagen Tiguan potrebbe avvenire l’anno prossimo.

VOLKSWAGEN TIGUAN: LA STORIA

Nel 2007, al Salone di Francoforte, Volkswagen ha lanciato la prima generazione del crossover Tiguan. Il modello ebbe subito un grande successo grazie alle sue dimensioni compatte e alla sua ricca dotazione tecnologica.
Con il restyling del 2011, Volkswagen Tiguan ha rivisto il look proponendo nuovi fari e luci con tecnologia LED e rivede il sistema di infotainment interno.
La seconda generazione della Volkswagen Tiguan debutta al Salone di Francoforte 2015 per riaffermare il ruolo di Volkswagen nel segmento dei SUV con dimensioni maggiorate.
Nel tempo, la gamma Tiguan cresce con l’arrivo della versione Allspace a 7 posti e poi della versione R da 300 CV più prestazionale.
Nel primo trimestre del 2020, Volkswagen Tiguan viene aggiornata con un importante restyling che rivede la firma luminosa di fari e fanali posteriori e migliora le tecnologie di bordo.

Nuova Jeep Avenger 2023: Elettrico e SUV

Jeep sta intensificando i suoi piani di elettrificazione con l’annuncio di quattro nuovi modelli elettrici. Ecco la nuova Jeep Avenger che sarà in vendita in Europa il prossimo anno.

Il piccolo fuoristrada elettrico è uno dei primi veicoli a beneficiare della nuova architettura STLA di Stellantis e sarà presentato in versione completa al Salone dell’Auto di Parigi in ottobre.

Sappiamo che Jeep Avenger non sarà offerta in Nord America, lo saranno altri tre prodotti Jeep elettrici, tra cui un fuoristrada duro chiamato Recon, una Wagoneer S completamente elettrica e un altro SUV a batteria.
Jeep si è impegnata a elettrificare il 50% delle auto vendute in America entro il 2030, ma in Europa la percentuale sale al 100% e l’Avenger è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Presentata per la prima volta all’inizio di quest’anno alla presentazione del piano a lungo termine del gruppo Stellantis Dare Forward, l’Avenger sarà costruita a Tychy, in Polonia, insieme ai SUV Alfa Romeo e Fiat ancora segreti, e si inserirà nella gamma europea di Jeep al di sotto della Renegade.

Sebbene a vocazione urbana piuttosto la Jeep Avenger promette un’altezza da terra e angoli di attacco “impressionanti”, oltre a un’autonomia di guida elettrica di 400 chilometri. Jeep afferma che il suo SUV più piccolo offrirà interni moderni, con tutta la tecnologia che gli acquirenti si aspettano, e molto spazio per le persone e il carico.

I DATI TECNICI

Autocar riporta che Jeep Avenger sarà disponibile a due o a tutte le ruote motrici, a seconda che i clienti scelgano un motore elettrico da 95 CV o una coppia di motori elettrici, e afferma che sarà disponibile anche una versione ibrida. Anche se la versione ibrida dovrebbe apparire quasi identica alla modalità EV, in realtà sarà costruita sulla vecchia piattaforma Stellantis CMP utilizzata da auto come la DS 3 Crossback.

“La nuovissima Avenger offrirà la capacità del marchio Jeep ridimensionata per il mercato europeo”, ha dichiarato Antonella Bruno, responsabile di Jeep Europe presso Stellantis, “Questo SUV moderno, divertente ed emozionale si rivolgerà a un gruppo crescente di clienti che cercano un’alternativa capace, compatta, moderna e completamente elettrica del marchio Jeep rispetto agli attuali protagonisti”.

Jeep non ha rivelato quanto costerà l’Avenger, ma gli potrà ordinarne partire dal 17 ottobre, quando l’auto sarà svelata per intero a Parigi.

Nuova Hyundai Ioniq 5 N 2023: Dati Tecnici

Hyundai ha confermato che la prossima Ioniq 5 N sarà molto più veloce della i30 N e sarà la nuova ammiraglia della divisione Performance.

In vista del debutto dell’auto elettrica sportiva previsto per la fine di quest’anno, l’ex capo della divisione N e attuale consulente tecnico esecutivo di Hyundai, Albert Biermann, ha parlato con Drive e ha fornito alcuni suggerimenti sulle prestazioni che l’auto offrirà.

“Sarà molto più veloce (della Hyundai i30 N)”, ha confermato. “Come potrebbe essere più lenta? Ha quasi 600 cavalli”. Biermann ha poi rivelato che la potenza finale non è ancora stata definita, ma che “potrebbe essere di 580, 600, [o] 620 CV”. Queste cifre sono all’incirca in linea con i 577 CV della Kia EV6 GT, che si dice condividerà il proprio gruppo propulsore con la Hyundai Ioniq 5 N.

Cosa cambierà nella Hyundai IONIQ 5 N, la versione sportiva dell’elettrica.
Questa versione sportiva dovrebbe cambiare il design del paraurti con prese d’aria più grandi. Queste non solo contribuiranno a migliorare il raffreddamento, ma le conferiranno anche un design più aggressivo rispetto alle altre versioni. D’altra parte, si prevede che avrà anche fari più scuri e una finitura in rosso sul paraurti. Anche sulla fiancata avremo questo accento rosso, mentre sul paraurti posteriore è prevista un’altezza inferiore della carrozzeria, oltre a un design specifico delle ruote, molto più sportivo.

DATI TECNICI E ANTEPRIMA

Queste ruote appaiono nella ricreazione del design della Hyundai IONIQ 5 N in nero, con doppie razze, il logo N e pneumatici sportivi. Le foto spia hanno visto il modello rotolare con pneumatici Pirelli P Zero. Ci si aspetta che cambino anche altri dettagli, come le modanature delle portiere o i passaruota, che appaiono in questo rendering. All’interno, invece, dovrebbero essere presenti i pulsanti specifici delle versioni N, per modificare il comportamento dell’auto durante la guida, una nuova grafica per il sistema multimediale e rivestimenti esclusivi per questa versione.

Al di là dell’aspetto meramente estetico, finora si è saputo che le chiavi si concentreranno su un telaio più sportivo. Per ottenere un “telaio molto diverso”, come hanno assicurato media come Auto Express, con informazioni esclusive, è molto probabile che si sia lavorato sulle sospensioni o sul controllo di stabilità, tra gli altri.

E la cosa più logica, anche se non confermata, è che abbia la stessa configurazione di due motori elettrici della KIA EV6 GT, che raggiunge una potenza di 576 CV e con trazione integrale. Questa versione offre anche 740 Nm. Tuttavia, Auto Express ha già sottolineato che nello sviluppo della Hyundai IONIQ 5 N, curiosamente, la priorità minore è stata data al gruppo propulsore. Avrà anche batterie da 77,4 kWh di capacità. Come abbiamo detto, le modifiche più rilevanti saranno a livello di telaio.

Nuova Nissan X-Trail 2022: Dati Tecnici e Uscita

La quarta generazione della Nissan X-Trail è finalmente arrivata in Europa, più di due anni dopo il debutto della sorella Rogue in versione statunitense.

Come prevedibile, il SUV è disponibile in Europa esclusivamente nella versione elettrificata, con una gamma di motori ibridi full (e-Power) e mild-hybrid a benzina.
Partendo dalle novità più importanti, la Nissan X-Trail su base CMF-C viene offerta in Europa in tre diverse potenze. Il modello base è dotato di un motore a benzina turbo da 1,5 litri a rapporto di compressione variabile, con tecnologia mild-hybrid per ridurre le emissioni.

Il motore eroga 163 CV (120 kW) e 300 Nm di coppia, inviando la potenza esclusivamente all’asse anteriore attraverso il cambio Xtronic CVT.

Il sistema mild-hybrid a 12 V immagazzina l’energia in una batteria agli ioni di litio, offrendo una prolungata sosta al minimo, il mantenimento della velocità e fino a 6 Nm di coppia quando necessario. La Nissan X-Trail mild-hybrid accelera da 0 a 100 km/h in 9,6 secondi e raggiunge una velocità massima di 200 km/h.

IL MOTORE FULL HYBRID

Chi cerca qualcosa di più robusto ed elettrificato, dovrebbe optare per il full hybrid e-Power, disponibile nelle versioni 2WD o 4WD. In questo caso, il motore a benzina turbo da 1,5 litri che si trova sotto il cofano non è collegato alle ruote, ma funge da generatore per il motore elettrico, funzionando a bassi regimi per una guida più silenziosa.

La potenza combinata dell’ibrido a trazione anteriore è di 204 CV (150 kW), con uno scatto da 0 a 100 km/h in 8 secondi e una velocità massima di 170 km/h.
Nel modello a trazione integrale, la potenza è leggermente aumentata a 211 CV (157 kW) grazie a un motore elettrico aggiuntivo da 128 CV (94 kW) nella parte posteriore. Questo riduce lo scatto da 0 a 100 km/h a 7 secondi e aumenta la velocità massima a 180 km/h (112 mph). Inoltre, la tecnologia e-4ORCE di Nissan controlla la distribuzione della coppia e la frenata per ogni ruota, lavorando più velocemente di un sistema 4WD meccanico e fornendo una maggiore aderenza. Come nel caso di altri modelli Nissan elettrificati, l’X-Trail e-Power hybrid è dotato del sistema e-Pedal.

La nuova Nissan X-Trail 2022 arriverà in Italia entro la fine dell’anno.