Ford e General Motors si sono già avventurati nel segmento dei pickup elettrici e Ram sarà la prossima a fare il salto.
In un’intervista rilasciata al Detroit Free Press, il CEO di Ram Mike Koval Jr. ha rivelato che l’azienda svelerà il Ram Revolution Concept alla vigilia del Los Angeles Auto Show. Di conseguenza, il pick-up dovrebbe debuttare il 16 novembre.
Durante una presentazione dello scorso anno, Stellantis ha rivelato che i veicoli basati sulla piattaforma misureranno circa 5.600 – 6.200 mm di lunghezza e avranno pacchi batteria da 159-200+ kWh che forniranno fino a 800 km di autonomia.
L’azienda ha anche indicato che questi modelli saranno dotati di tecnologia a 400 e 800 V e di motori elettrici con potenze che vanno da 204 CV (150 kW) a 450 CV (330 kW). Le varianti a trazione integrale sono scontate e questo significa che potrebbero avere una potenza combinata fino a 897 CV (660 kW).
Oltre a parlare del pick-up elettrico, il dirigente ha anticipato alcune “grandi” novità in fatto di pickup pesanti per la Fiera dello Stato del Texas. L’evento prenderà il via il 30 settembre e arriverà pochi giorni dopo che Ford avrà presentato la nuova Serie F Super Duty il 27 settembre.
Inoltre, il dirigente ha dichiarato che sta “accarezzando” l’idea di presentare un concept di pickup elettrico Ram di medie dimensioni a una convention di concessionari che si terrà a marzo. Non si sa molto al riguardo, ma il dirigente ha detto di essere stato in Sud America all’inizio dell’anno e di aver visto “alcuni piccoli pick-up compatti che sembrano ‘davvero, davvero buoni’ e che potrebbero adattarsi bene al mercato statunitense”.
IXT ha approvato un pacchetto completo di misure per ispirare sempre più clienti a sperimentare la mobilità sostenibile. Al centro del programma di sostenibilità integrato ed olistico ci sono l’elettrificazione della flotta, la formazione di una propria infrastruttura di ricarica, l’espansione della piattaforma di mobilità SIXT ONE accessibile attraverso un’unica autenticazione per centinaia di migliaia di punti di ricarica e ancor prima l’impegno per una neutralità climatica come azienda.
Elettrificazione: espansione della flotta elettrica dal 70 al 90% in Europa
Si prevede che la quota di veicoli elettrificati (compresi PHEV e MHEV) nella flotta globale di SIXT raggiungerà il 12-15% entro la fine del 2023. Entro il 2030, dal 70 al 90% dei veicoli dell’azienda in Europa saranno elettrificati, tutti prenotabili tramite l’app SIXT. Entro la fine del 2022, SIXT sarà in grado di fornire ai propri clienti 20 nuovi modelli elettrici e plug-in – offrendo loro la massima varietà possibile: tra cui una gamma di Audi, Opel, Renault, BMW, Peugeot e Tesla.
SIXT accelera così l’entusiasmo per la mobilità elettrica. Uno studio condotto insieme alla società di ricerche di mercato TNS conferma questo trend: circa il 70% dei clienti SIXT intervistati ha risposto che l’utilizzo di un’auto a noleggio aiuta a ridurre riserve e preconcetti per quanto riguarda la mobilità elettrica (gamma, infrastruttura di ricarica e tempi di ricarica). Quasi due terzi degli intervistati considerano l’utilizzo di un’auto a noleggio come una buona opportunità per conoscere i veicoli elettrici e oltre il 55% sostiene che un precedente utilizzo di un’auto a noleggio elettrica è importante o addirittura molto importante per favorire l’acquisto di questo tipo di veicoli. La stretta collaborazione tra SIXT e OEM (i produttori di apparecchiature originali) può quindi accelerare ulteriormente il cambiamento verso una mobilità elettrica rispettosa del clima.
Infrastrutture per la ricarica: investimenti e partnership
Come ulteriore spinta al programma di sostenibilità, SIXT aveva già annunciato lo scorso anno l’investimento di 50 milioni di euro per la propria infrastruttura di ricarica all’interno delle branches nei prossimi anni. L’azienda sta pertanto preparando le proprie sedi in modo che possano ricaricare la flotta elettrica una volta che i veicoli vengono restituiti. Insieme ai propri partner, SIXT offrirà inoltre ai propri clienti l’accesso a livello nazionale alla maggior parte dei punti di ricarica disponibili al pubblico nei paesi europei in cui SIXT opera. Attualmente si contano 300.000 stazioni di ricarica. Questo sarà effettuato tramite l’uso del nuovo prodotto SIXT Charge, che sarà integrato nell’app SIXT e che quindi richiederà una sola registrazione.
Mobility Platform SIXT ONE: ecosistema per una mobilità climate-friendly
L’app SIXT e la piattaforma SIXT ONE sono già il fulcro per un utilizzo semplice e flessibile dei servizi di mobilità dell’azienda. Con il noleggio di auto e veicoli commerciali, il car sharing, il ride hailing e gli abbonamenti auto, essa combina una serie di prodotti che rendono la mobilità più sostenibile. Per esempio, un solo veicolo condiviso può sostituire un gran numero di auto di proprietà privata grazie all’utilizzo ottimizzato, riducendo così anche la quantità di parcheggi richiesti. Anche i veicoli nuovi e tecnologicamente avanzati, come quelli della flotta SIXT rent, emettono meno CO2 rispetto ai veicoli più vecchi. Integrando SIXT charge nella piattaforma SIXT ONE, l’azienda offre un forte incentivo aggiuntivo per l’uso di veicoli elettrici rispettosi del clima poiché, oltre a prenotare veicoli in uno stesso ecosistema, l’app consentirà agli utenti di trovare e utilizzare punti di ricarica.
Neutralità climatica: filiali e siti saranno CO2– neutral già entro il 2023
Oltre a una flotta ampiamente elettrificata per i propri clienti, l’azienda prevede anche di ridurre le emissioni di CO2 generate nella gestione delle proprie filiali e siti il più rapidamente possibile, installando per esempio sistemi fotovoltaici su larga scala. Quello che SIXT non può risparmiare localmente sarà bilanciato da progetti di compensazione. Saranno supportati solo i progetti che soddisfano i più elevati standard di qualità. SIXT renderà climaticamente neutri il funzionamento delle sue filiali e siti già entro la fine del 2023, cinque anni prima di quanto precedentemente previsto.
“In SIXT crediamo nell’innovazione, nel progresso e nella libertà.”
Alexander Sixt, Co-CEO di SIXT SE, afferma: “In SIXT crediamo nell’innovazione, nel progresso e nella libertà. Questo vale anche per il cambiamento climatico, un problema urgente e una delle più grandi sfide di questi tempi. Poiché il noleggio di un’auto elettrica è come un test drive a pagamento, SIXT cercherà di accelerare e generare entusiasmo per la mobilità elettrica. Ma la posta in gioco è molto più alta: offrendo una combinazione di un’ampia varietà di veicoli elettrici, un facile accesso all’infrastruttura di ricarica nazionale e la neutralità climatica della nostra azienda, desideriamo essere pionieri per un futuro sostenibile”.
Anche l’Italia protagonista della strategia sostenibile di SIXT
In Italia la flotta elettrica SIXT copre ad oggi il 20% (compresi PHEV e MHEV) dell’intera offerta e la percentuale è destinata a crescere velocemente in linea con la strategia globale SIXT per la sostenibilità ambientale. Particolarmente significativo è stato il progetto-test portato avanti in Sardegna nell’estate appena trascorsa con l’introduzione di una flotta elettrica a marchio BMW a disposizione del turismo dell’isola.
Angelo Ghigliano, Vice President & Managing Director di SIXT Italia, Responsabile per Operation, Fleet, Performance & Skills, Sales e Marketingafferma: “SIXT sta investendo in modo importante non solo nella flotta elettrica, ma anche nelle infrastrutture, imprescindibili per garantire all’elettrico di diventare un’alternativa appetibile e sostenibile. Prevediamo di realizzare l’infrastruttura di ricarica nella maggior parte delle nostre filiali in Germania entro la fine del 2022 e nella maggior parte delle filiali dei paesi europei entro il primo trimestre del 2023, inclusa l’Italia. Seguirà l’espansione di Nord America”.
L’annuncio del nuovo programma di sostenibilità di SIXT arriva giusto in tempo per la Settimana europea della mobilità, lanciata dalla Commissione Europea. Nel corso di questa settimana, SXT ha reso ancora più semplice per i suoi clienti l’approccio alla mobilità elettrica presentando molte offerte speciali a partire dal 16 settembre.
Certe volte il progresso attiva processi di “amnesie dissociative” in grado di impedire nel consumatore una consapevole coscienza di scelta. E’ stato così nella telefonia e nell’elettronica, sarà così anche per la mobilità elettrica? Vediamo alcune domande alle quali pochi saprebbero dare risposte, oggi
Auto elettriche ed incognite – Più di una volta ho proposto analogie tra auto elettriche e mondo della telefonia. Quel mondo è il tipico esempio di settore commerciale dove quasi nessun consumatore è riuscito a percorrere gli step di consapevolezza che,se volete, vi spiego più sotto:
Se mi occorre, quanto costa, quanto vale. Mi conviene o no?
Il primo grado di approccio di un consumatore ad un mercato è basato sulla esigenza di un bene fisico o di un servizio: da qui parte l’iniziale stimolo all’acquisto ed al consumo. La conoscenza immediata è basata sul semplice costo del bene, mentre il passaggio successivo legato a ripetute esperienze di acquisto o confronti genera il giudizio sul “valore” del bene. A quel punto la consapevolezza si completa con la capacità di definire autonomamente la convenienza personale nella scelta di un bene o di un altro.
Sinceramente provate a rispondere a questa domanda: qual è attualmente la tariffa di telefonia che più vi conviene, a confronto? Se non sapete cosa rispondere, non allarmatevi : già una ricerca di SimplySwitch in Inghilterra ha dimostrato anni fa che oltre l’80% del campione intervistato non conosceva il piano tariffario che pagava. Ed oggi, mentre il mercato europeo dei telefonini rivela quest’anno un tonfo pari a -12% di terminali venduti nel primo trimestre, si profila all’orizzonte la rete 5G con ovviamente nuovi paradigmi e nuovi piani di servizi e tariffe. Insomma, abbandonate ogni certezza passata, voi che entrate: il nuovo mondo che vi si para davanti è imparagonabile con il passato. Ogni step di progresso, nel mondo della telefonia, porta all’obsolescenza del mondo e delle esperienze precedenti. Tutto questo sta dunque progressivamente riducendo la consapevolezza di scelta del consumatore ad un confronto di costi, mentre la possibilità di valutare la convenienza ed il piano di confronto sono oggettivamente impossibili.
Auto elettriche: smartphone a quattro ruote?
Provate ora a ribaltare questi pensieri sul piano della “nuova” mobilità elettrica. Che non è solo questo: perchè intanto (per tornare al processo di esperienza del consumatore sopra descritta) l’automobilista non approccia al mondo dell’auto elettrica perchè ne ha esigenza, ma fondamentalmente perchè non ha alternative all’abbandono della sua auto tradizionale: in pratica, è ostaggio di un evento ineluttabile.
Pensate poi al corredo di servizi e supporti da remoto che la tecnologia elettrica consente, anche grazie alle SIM card previste nell’architettura delle auto, ed in grado di consentire la cosidetta “connettività totale” : pensate che già oggi i servizi di infortaiment, e di connessione ed accesso alla Rete, stanno diventando elementi sostanziali di scelta di un’auto nuova.
Pensate poi ai nuovi paradigmi ai quali non siete abituati e sui quali dovrete fare esperienza: nuovi modelli per definire affidabilità, comfort, efficienza e risparmio del vostro mezzo elettrico; nuovi parametri di costo/consumo/rendimento; esigenza di confrontare protocolli tecnologici diversi da Costruttore a Costruttore e la presenza di nuovi materiali rari ed i relativi parametri di costo; la valutazione di diversi indicatori di qualità nel servizio di ricarica : stabilità di Rete, accessibilità ai servizi, tempi di riacarica, tariffe, disponibilità di supporti tecnici, etc…Questo vi porterà inesorabilmente a non poter capire più quanto “vale” -in relazione a quanto costa – il bene e servizio che volete o dovete acquisire.
Aggiungete infine – nella scelta dell’auto elettrica la compresenza di piattaforme fondamentali presenti e da valutare: architettura motrice (elementi elettrici per la trazione e la vivibilità dell’auto), l’architettura energetica (Batterie e soluzioni di ricarica), ed architettura di connettività: un “trinomio” del tutto assente finora nella scelta di un’auto tradizionale. Questo significa per ogni titolare di auto elettriche l’ipotesi di dover articolare una piattaforma di rapporto con addirittura quattro profili di imprese diverse e sovrapposte, al fine di far funzionare il suo mezzo: il Costruttore dell’auto, l’eventuale fornitore delle batterie, le Utilities titolari delle Reti di ricarica e gli operatori telematici dedicati alla connettività del mezzo.
Del tutto logico che – più semplicemente, come sta accadendo pian piano – tutto questo finisca per circoscrivere il rapporto tra voi e l’auto elettrica attraverso un Provider. Esattamente quel che accade in telefonia, oggi. E questo oggettivamente renderà praticamente imparagonabile ogni offerta comparativa di servizi e tariffe concorrenti, con il risultato di non poter più definire la convenienza di una scelta rispetto ad un’altra.
Auto elettrica: meno proprietari, più Utilizzatori “flat”
A tutto questo aggiungete l’impossibilità materiale di poter gestire individualmente tutto questo, motivo per il quale probabilmente nel breve e medio termine la modalità del Noleggio sarà prevalente in ambito elettrico rispetto all’acquisto, trasformando il rapporto tra automobilista e Provider in un contratto tariffario periodico molto vicino al “flat”, full services – e probabilmente affiancato da opzioni incluse di sharing e pooling (per ottimizzare l’uso dell’auto con supporti di micromobilità e di condivisione) e con piano di sostituzione programmata del mezzo al fine di non affrontare l’incognita proprio dell’intervento sulle batterie.
Auto elettrica: le domande che non immaginavi di doverti fare
Se ci si riferisce all’auto elettrica appaiono subito all’orizzonte dei quesiti ai quali non ci saremmo mai sognati di dover dare risposte, a confronto con il mondo delle auto convenzionali. Eppure sono domande che influenzeranno sempre più il rapporto di ogni giorno tra noi e la “nostra” auto. Vediamo in rassegna le più ovvie che mi sono venute in mente, legandole a tre filoni di analisi : reti di ricarica, connettività e controllo da remoto, nuovi servizi di postvendita e nuove tecnologie e materiali.
Per quanto riguarda le Reti di ricarica : a differenza delle Pompe di carburante delle quali siamo solo utenti, la titolarità dell’Utenza elettrica domestica od aziendale presso la quale ricaricheremo l’auto, oltre al protocollo di servizio che lega ogni utente alla Azienda di Utilitiespossono generare dei casi giuridici particolari in caso di eventuali inconvenienti. Ad esempio:
Rapporto tra Auto elettrica e Rete di ricarica
Se un malfunzionamento della Wallbox – dovuto ad una installazione non a regola d’arte o problemi della Rete domestica od aziendale – dovesse generare un guasto di sistema all’auto elettrica, come opererebbe la Garanzia?
E se un Black out di Rete dovesse impedire la ricarica notturna o a riposo dell’auto elettrica, quale sarebbe il danno rivendicabile alla Azienda di Utility, a fronte del temporaneo fermo del mezzo lavorativo ?
Ed infine, a differenza del rifornimento di un’auto tradizionale che rimane uguale a sè stesso tutta la vita, i protocolli – o modalità – di ricarica di un’auto elettrica sono ben 4 : presa elettrica domestica od industriale comune (Mod. 1 e 2), la Ricarica Mod. 3 (collegamento ad una stazione fissa tramite connettori di Mod. 2 e ricarica Trifase) ed infine la ricarica Mod.4 (Stazione fissa in Corrente Continua con connettori Tipo CHAdeMO per ricarica anche Veloce).Chi garantisce che un’auto che nasce per una specifica modalità possa continuare tutta la vita ad adottare quella senza dover essere modificata per altre modalità?
Auto connessa, auto compromessa ?
IoT : Internet of Things. Di questo mondo fanno parte non solo le auto connesse ma anche diversi supporti loro dedicati, tra i quali anche le colonnine : la ricarica deve essere articolata con la connessione del sistema ad Internet, per dirla in sintesi. Attraverso l’auto come porta di accesso si può rischiare il furto dei dati, dei pagamenti elettronici, fino ad arrivare secondo alcuni studi al furto della energia di ricarica ed al “denial of service“, in grado di far fallire la ricarica ma che può diventare la chiave per un’iniziativa di tipo ransomware ai network di ricarica.Oppure, senza scenari così apocalittici, anche l’accesso ai sistemi dell’auto per generare guasti e disservizi non è una ipotesi così peregrina, in caso di vulnerabilità della sicurezza.
A parte la ovvia considerazione che il massimo dei rischi che si corrono oggi alla pompa del carburante sono le tracce di acqua nel carburante oppure il taroccamento dei volumi erogati, rimane il dubbio sulla effettiva imputazione delle responsabilità in casi estremi sopra detti : chi paga e chi si assume gli oneri, tra Costruttore, titolare della Colonnina, titolare della Rete elettrica e proprietario dell’auto?
Nuovi servizi di postvendita e nuove tecnologie e materiali. Come giudicare?
Inutile chiedersi quanto costa il tagliando di un’auto elettrica. Il dubbio è: cos’è il tagliando, in una auto elettrica? Come confrontare tra programmi di intervento ignoti e tariffe da interpretare, a partire dall’assistenza e manutenzione da remoto?
Ed ancora: come si interviene su una elettrica, chi è abilitato? Cosa succede se sono soggetto ad un guasto in una zona dove non è possibile reperire personale abilitato attraverso la famosa qualifica PAV-PES-PEI ?
Insomma, un bel ginepraio di domande, che a molti farà rimpiangere la cara, vecchia, rumorosa, sporca ma tutto sommato familiare auto a motore.
La nuova BMW Serie 1 sarà completamente elettrica e punterà su una nuova piattaforma. Secondo una notizia ripresa dal BMW Blog, la Casa bavarese sta lavorando al suo prossimo modello elettrico d’accesso, la i1. La nuova compatta, conosciuta internamente con il codice NB0, sarà basata sulla nuova piattaforma modulare Neue Klasse, che sarà lanciata dalla nuova generazione di i3 nel 2026.
Secondo il sistema di nomenclatura utilizzato da BMW, i modelli con codice NA sono a trazione posteriore, mentre NB corrisponde a quelli con trazione anteriore. Mentre la i1 arriverà nel novembre 2027, la sua versione berlina i2 (NB8) attenderà fino al luglio 2028. Entrambe saranno praticamente identiche dal punto di vista meccanico.
Tra le rivali della BMW Serie 1 elettrica ci saranno la prossima Mercedes-Benz Classe A e l’ipotetica Audi A3 e-Tron, il cui lancio non è ancora confermato. La i2, dal canto suo, dovrà vedersela con la Mercedes-Benz CLA e la Polestar 2 (al momento non è previsto che Audi lanci una berlina elettrica più piccola della futura A4 e-Tron).
La piattaforma Neue Klasse avrà versioni a trazione anteriore, posteriore e integrale.
LA PIATTAFORMA ELETTRICA
La piattaforma Neue Klasse della BMW Serie 1 elettrica si caratterizzerà, tra l’altro, per avere un sistema a 800 volt; pertanto, è molto probabile che la i1 e la i2 saranno in grado di recuperare l’80% della loro autonomia in circa 20 minuti, migliorando significativamente i dati delle elettriche attualmente commercializzate da BMW.
I modelli basati sulla piattaforma Neue Klasse utilizzeranno nuove celle cilindriche prodotte da CATL ed EVE Energy. Queste batterie offriranno il 20% in più di densità energetica, tempi di ricarica più rapidi del 30% e fino al 30% in più di autonomia, il tutto con una riduzione del 60% delle emissioni inquinanti durante la loro produzione e un calo dei costi fino al 50%.
Sebbene BMW non escluda l’utilizzo di celle LFP (litio ferro fosfato) nei suoi modelli di accesso, inizialmente saranno disponibili solo con chimica NCM (nichel, cobalto, manganese). Al momento non si sa se MINI utilizzerà la piattaforma Neue Klasse, anche se è confermato che le prossime Hatch e Aceman utilizzeranno un’architettura sviluppata con Great Wall.
Hertz si assicura altre 175.000 auto elettriche per la sua flotta di auto a noleggio: questa volta è la casa automobilistica statunitense GM a consegnarle. In precedenza, Hertz aveva ordinato un totale di 165.000 auto elettriche da Tesla e Polestar. Dopo la conclusione positiva della procedura di insolvenza, il fornitore di auto a noleggio Hertz si è dedicato all’espansione della sua flotta di auto elettriche – e sta spendendo molto denaro per farlo.
L’ordine di 100.000 Tesla Model 3 per un valore di 4,2 miliardi di dollari, annunciato nell’ottobre 2021, è stato il più grande affare singolo nel settore delle auto elettriche fino ad oggi. Hertz ha poi ordinato 65.000 auto elettriche a Polestar.
L’attuale accordo tra Hertz e GM supera di nuovo entrambi gli ordini, perché la casa automobilistica statunitense consegnerà alla rivale Sixt un totale di 175.000 auto elettriche entro il 2027.
“La nostra collaborazione con Hertz è un grande passo avanti per quanto riguarda la riduzione delle emissioni e l’introduzione di veicoli elettrici. Questo dovrebbe contribuire ad attrarre migliaia di nuovi clienti EV in GM”, ha dichiarato Mary Barra, CEO di GM.
In passato, gli osservatori del mercato hanno considerato il fatto che i produttori di auto elettriche come Tesla vendessero i loro veicoli a Hertz in gran numero come un segno che le auto elettriche stavano conquistando il mercato di massa. Di conseguenza, il prezzo delle azioni Tesla è esploso nell’ottobre 2021, anche se in un contesto favorevole.
Attualmente, sebbene anche i mercati azionari siano piuttosto malconci, le azioni di GM e Hertz non si muovono quasi per niente nonostante l’annuncio. Inoltre, spesso vengono concessi forti sconti per operazioni con volumi così elevati.
Volume finanziario sconosciuto Finora non è stato reso noto il volume finanziario dell’accordo Hertz-GM. I 4,2 miliardi di dollari per 100.000 Model 3 nell’affare Tesla suggeriscono che Hertz ha quasi pagato il prezzo di listino all’epoca. Nel frattempo, è noto che Hertz vuole che un quarto della sua flotta di auto a noleggio sia elettrificata entro la fine del 2024. Si dice che la flotta di Hertz abbia più di 250.000 veicoli in tutto il mondo.
Nel 2004, Chrysler, durante il suo tour in Europa, ci sorprese con un modello che, basato sulla piattaforma della Mercedes Classe E, offriva una concept car molto particolare sulle nostre strade: la Chrysler 300C.
La Casa americana stava lavorando molto bene in quegli anni, per prendere piede in Europa, anche se il passaggio dalla Chrysler 300M alla 300C fu notevole e anche, a fin di bene, non ebbe molto successo, ad esempio mettendo in circolazione la Chrysler Sebring 200C (per quanto montasse il 2.0 TDI diesel di Volkswagen).
Tra le versioni più interessanti della Chrysler 300C, c’erano quelle dotate di motori diesel, che in questo caso erano il 3.0 da 218 CV della Mercedes, ma soprattutto la Chrysler 300C SRT, dotata di un caratteristico V8 yankee con oltre 400 CV di puro sound da Muscle Car. Tuttavia, non ebbe il successo che avrebbe dovuto avere e Chrysler alla fine lasciò l’Europa, anche se non ci mise molto a tornare sul mercato con il logo Lancia (l’ultima generazione della Lancia Thema), per essere, come si suol dire, quattro giorni in vendita e scomparire insieme al marchio.
LA FINE DELLA PRODUZIONE
Ma la cosa più curiosa è che, contro ogni previsione, la Chrysler 300C è ancora viva e vegeta negli Stati Uniti, è ancora in vendita e, inoltre, ha ricevuto un aggiornamento per durare ancora di più sul mercato. Come previsto, le modifiche non sono importanti e non cambia quasi nulla, ma è molto curioso che si continui a mantenere in vita un’auto la cui base risale a così tanti anni fa (l’ultima evoluzione risale al 2011). È inoltre sorprendente che sia ancora in vendita, considerando l’evoluzione delle vendite, o meglio, l’involuzione.
Nel 2021 sono state vendute solo 17.000 unità, molte meno delle 145.000 unità vendute nel suo anno migliore, il 2005. È anche un netto contrasto con le vendite della sua principale rivale, la Dodge Charger, che ha venduto 78.000 unità nel 2021.
La cosa più interessante della Chrysler 300 (ora non ha più la lettera “C” nel nome), è incentrata sull’adozione di un maggior numero di sistemi di sicurezza e assistenza, inclusi nel pacchetto SafetyTec Plus (sensore pioggia, avviso di cambio marcia. corsia, assistenza al parcheggio, luci automatiche, avviso di collisione anteriore con frenata attiva, cruise control adattivo con stop and go…). La gamma sarà composta dal V6 Pentastar come opzione “di serie” e dal V8 5.7 HEMI come “optional”. Come culmine, ci sarà la Chrysler 300C, equipaggiata con il blocco V8 da 6,4 litri e 485 CV, che si ipotizza sia la versione d’addio del modello, che cesserà di essere prodotto nel 2023.
Nonostante la base della Chrysler 300 sia vecchia, sono riusciti a vendere le 2.200 unità che si prevede di produrre nella versione più performante, equipaggiata con il V8 da 6,4 litri. Inoltre, sono bastate 12 ore per ottenerle. L’amministratore delegato di Chrysler Chris Feuell ha dichiarato a Motor Trend che di queste 2.200 unità, 2.000 saranno destinate al mercato statunitense e 200 al Canada. In ogni caso, non sono pochi coloro che hanno criticato Chrysler per non aver offerto la 300C con il motore Hellcat, ma secondo quanto dichiarato da un portavoce del marchio a The Drive, non ci sono abbastanza motori Hellcat per alimentare le 2.200 unità della versione speciale…
Al momento non si sa quale modello sostituirà la Chrysler 300, ma nessuno ignora che sarà l’ultima berlina autenticamente yankee, dotata di un V8 aspirato di grande cilindrata. Secondo quanto riferito, una delle opzioni sarà una berlina con un motore elettrico, condiviso con Dodge, con architettura a 800 volt e poco più di 440 CV. Si prevede che avrà anche alcuni spunti di design già visti sulla Chrysler Airflow.
La nuova Mercedes AMG C63 S EPerformance 2023 ha un nome molto lungo e un motore molto piccolo.
Eppure i 680 CV erogati dal suo 2.0 litri ad assistenza elettrica, potrebbero convincervi a non preoccuparvi del fatto che ha sostituito un V8 con un quattro cilindri turbo.
Il motore è il quattro cilindri in linea M139L da 2,0 litri di AMG, già presente sulla SL43 roadster e sul fratello minore della C63, la C43. Come queste vetture, è dotato di un turbocompressore azionato elettricamente, ma per la C63 il turbocompressore è molto più grande. Così, mentre il motore a benzina della SL43 raggiunge un picco di 381 CV la C43 un massimo di 408 CV, la C63 li fa schizzare in alto con una potenza di 476 CV. Questo non solo eguaglia il V8 del vecchio modello base della C63 in termini di potenza, nonostante le dimensioni dimezzate, ma fa di questa nuova versione dell’M139 il motore di serie a quattro cilindri più potente al mondo e, con 545 Nm, deve essere anche il più torcente.
E questo prima di considerare la spinta elettrica, anch’essa nuova per il 2023. Tale spinta avviene sulle ruote posteriori grazie a un motore elettrico da 150 kW (201 CV /204 PS) inserito nell’asse posteriore insieme a un differenziale a slittamento limitato a controllo elettronico e a un’unità di trasmissione a due velocità. Può alimentare l’auto come elettrica fino a 125 km/h e per un massimo di 13 km, se guidata con prudenza. Attingendo da una batteria da 6,1 kWh, il motore eroga i suoi 150 KW massimi per un massimo di 10 secondi alla volta, ma è sempre disponibile con almeno 70 kW (95 CV) e inserisce la seconda marcia a partire da 140 km/h una volta superato il limite di 13.500 giri/min. Il risultato è una potenza combinata piuttosto spettacolare di 680 CV e 1.020 Nm di coppia che rende la Mercedes Classe C63 non solo molto più potente della vecchia C63 S con motore V8 e i suoi 503 CV, o della BMW M3 Competition da 503 CV, ma anche più grintosa delle super berline della classe superiore come la BMW M5 Competition da 617 CV. Il passaggio da 0 a 100 km/h avviene in 3,4 secondi (rispetto ai 4,0 secondi della vecchia C63 S) e la velocità massima di 250 km/h può essere aumentata a 280 km/h con un’apposita raccomandazione al concessionario Mercedes al momento dell’ordine. Il motore elettrico agisce solo sull’asse posteriore ed è possibile configurare il motore a termico per fare lo stesso. Ma per la prima volta il modello funziona di default a trazione integrale. La potenza arriva alla trasmissione a quattro ruote motrici 4Matic+ tramite una tradizionale trasmissione automatica epicicloidale a nove rapporti. Tra le altre novità, una sottile presa d’aria sul cofano che aiuta a distinguere la C63 dalla C43, la quale riceve anche la dentellata griglia Panamericana, e parafanghi anteriori svasati che aggiungono 76 mm alla larghezza del muso.
LA STATION WAGON
Finora ci siamo riferiti in particolare alla C63 berlina, ma tutto ciò che abbiamo trattato vale anche per la wagon. La versione con tetto lungo impiega gli stessi 3,4 secondi per raggiungere le 62 miglia orarie e, proprio come la berlina, monta cerchi da 19 pollici, a meno che non si passi a quelli da 20 tramite una lista di opzioni che include una versione rivista del sedile AMG Performance opzionale con imbottiture laterali ventilate. Sì, parliamo del peso. Dimenticatevi di pensare che l’eliminazione di quattro cilindri possa rendere questa C63 più leggera della precedente. La nuova carrozzeria più grande, il kit ibrido e la trasmissione a trazione integrale distruggono questo sogno. La Mercedes-AMG ha dichiarato che l’ultima C63 S aveva un peso di 1.680 kg nell’allestimento europeo, ma questa è arrivata a 2.036 kg. Mercedes non ha reso noti i dettagli sui prezzi della C63 AMG del 2023, ma anche se la potenza di 671 CV supera quella della BMW M3 Competition xDrive ci aspettiamo che la AMG arrivi a un prezzo abbastanza vicino.
Ecco in anteprima quello che sappiamo della prossima Fiat 600.
Rivelata dai colleghi de L’Argus a metà settembre, sembra imminente l’arrivo di un nuovo SUV nella gamma Fiat. Secondo le loro informazioni, non sostituirà la 500X, il cui rinnovo non è previsto prima del 2024. Dovrebbe chiamarsi Fiat 600, viste le sue dimensioni contenute, mentre il suo futuro fratello maggiore si emanciperà dal mondo dei C-SUV crescendo intorno ai 4,40 m.
La futura Fiat 600 erediterà la base tecnica della Peugeot 2008, viste le sinergie intraprese dal gruppo Stellantis derivanti dalla fusione tra i gruppi PSA (Peugeot-Citroën) e FCA (Fiat-Chrysler) nel 2020. Ma è soprattutto la variante 100% elettrica del crossover di Peugeot che verrà utilizzata per le esigenze di questo nuovo modello la muova Fiat 600 si avvicinerà alle dimensioni della DS3 Crossback E-Tense (4,11 m di lunghezza) e della Opel Mokka-e (4,16 m).
DATI TECNICI
La Fiat 600 si rifarà alla piattaforma della 500 elettrica, sviluppata durante l’era FCA. In questo modo offrirà l’attuale motore elettrico da 136 CV dei suoi alter ego franco-tedeschi, nella versione base. Queste unità si affideranno inizialmente alla batteria da 50 kWh che le alimenta tutte, in una configurazione rivista che darà alla Fiat 600 un’autonomia di circa 400 km.
La nuova arrivata sarà assemblata in Polonia, nello stabilimento di Tychy, insieme alla nuova Jeep Avenger, presentata nelle scorse settimane. Questo potrebbe essere anche il caso di un altro clone, con il logo Alfa Romeo, che probabilmente si chiamerà Brennero. Quando sarà lanciata sul mercato il prossimo anno, la Fiat 600 dovrebbe costare ben oltre 35.000 euro per la versione entry level.