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Ford Focus ecco la versione sportiva ST da 280CV

La nuova Focus ST di quarta generazione, sarà disponibile, per il mercato italiano, nella sola versione cinque porte. La nuova piattaforma C2 globale, è arricchita da configurazioni esclusive per le sospensioni, i freni e le trasmissioni, ottimizzate per rendere l’esperienza di guida, al volante della Focus ST, la più reattiva e agile di sempre: sia su strada sia su pista.

La nuovs nuova gamma di motorizzazioni mette a disposizione dei conducenti fino al 12% in più di potenza e il 17% in più di coppia, rispetto alla precedente generazione di Focus ST. I nuovi propulsori, il benzina EcoBoost da 280 CV e il diesel 2.0 EcoBlue da 190 CV offrono una vasta gamma di potenze e coppia su tutti i regimi.

Il 2.3 EcoBoost di Focus ST offre un’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi.

La prima applicazione Ford di un differenziale elettronico a slittamento limitato (eLSD) per una vettura trazione anteriore, migliora ulteriormente l’ingresso in curva e la stabilità per questa versione potenziata del motore EcoBoost: grazie a un monitoraggio continuo, gli attuatori intervengono preventivamente ottimizzando la trazione su tutte le superfici e per i vari input del conducente. Sarà possibile scegliere tra una trasmissione manuale a 6 o automatica a 7 rapporti, mentre, per la prima volta, disponibili a bordo di Focus ST anche i Drive Modes che consentono di modulare il carattere del veicolo in base allo scenario di guida. Inoltre, per le versioni EcoBoost 5 porte, smorzatori a controllo progressivo (Continuously Controlled Damping), migliorano la risposta delle sospensioni posteriori indipendenti, con configurazione a bracci oscillanti di lunghezza variabile (SLA).

Cupra arriva il baby SUV ad alte prestazioni a Ginevra 2019

Il prossimo 22 febbraio, CUPRA celebrerà il primo compleanno come brand indipendente. Seat ha infatti scelto di dare un’identità nuova ad un badge da sempre simbolo di prestazioni e sportività (Qui la nostra prova della Leon Cupra da 300CV).

Con questa concept car, il primo modello sviluppato espressamente per il marchio CUPRA, il team di sviluppo ha progettato una vettura che vuole unire un’auto ad alte prestazioni e un SUV.

Il nuovo modello è il primo 100% Made in Cupra e si affiancherà, entro i prossimi 2 anni, alle attuali Ibiza e Leon.

Questa concept car rappresenta appieno CUPRA. È un’auto speciale e unica nel suo genere, con un design scultoreo e impressionante, che ne rispecchia le prestazioni e l’energia che noi, in CUPRA, abbiamo per sviluppare auto di nuova generazione”, afferma Wayne Griffiths, CEO di CUPRA.

Insomma se il reveal digitale della concept car CUPRA è fissato a giorni al prossimo Salone dell’auto di Ginevra ci sarà modo di darle uno sguardo da vicino.

Apple sblocca l’auto con il volto come lo smartphone

Apple ha registrato un meccanismo di sblocco auto senza chiave fisica.

Apple ha depositato la tecnologia all’inizio del 2017 ed è stata pubblicata solo di recente dagli Stati Uniti. Il Patent and Trademark Office ha registrato il brevetto 7 febbraio con il titolo “Sistema e metodo per l’autorizzazione del veicolo”.

Il brevetto descrive due modi con un utente che può utilizzare il riconoscimento facciale per sbloccare il proprio veicolo. La prima modalità prevede un sensore sul veicolo davanti alla porta. In alternativa, l’utente può utilizzare la funzione di sblocco ID disponibile sul proprio smartphone Apple (dall’X in poi) per sbloccare il veicolo.

Oltre a sbloccare semplicemente il veicolo, la tecnologia di riconoscimento facciale può, ad esempio, adattare automaticamente la musica, la posizione del sedile e le preferenze del climatizzatore. Insomma passi avanti verso l’auto connessa firmata Apple.

PROVA SU STRADA Nissan Navara NConnecta 2.3 190CV la mamma dei pick-up

Non capita spesso di mettersi alla guida di un pick-up e sentire di avere il pieno controllo della situazione. Ecco Nissan Navara trasmette davvero la sensazione di un grande controllo nonostante le dimensioni generose. In questa prova sono in compagnia della Navara 2.3 diesel da 190CV a trazione integrale e doppia cabina. Il test, nato con l’idea di torchiare l’ultima generazione del SUV Qashqai, ha poi virato sul Navara ma devo dire che questo pick-up sorprende in positivo. Intanto non sembra affatto di essere alla guida di un veicolo commerciale e non è un caso se, proprio questa vettura, sia alla base di altre due protagoniste del segmento; Renault Alaskan e Mercedes-Benz X-Class.

Le dimensioni sono importanti con una lunghezza che supera di poco i 5 metri, la larghezza sopra i 2 metri e l’altezza di ben 185cm. Con i cerchi da 18″ la vettura ha un’altezza da terra di 23cm e questo spiega il vistoso gradino esterno per facilitare l’accesso. L’allestimento NConnecta è il giusto compromesso tra dotazioni e prezzo. Va detto che per 800 euro si sarebbero potuti aggiungere i proiettori anteriori con luci diurne LED.

Sotto il cofano troviamo il diesel 2.3 che nella variante da 190CV si rivela adatto a tutte le condizioni comprese le tratte autostradali. La rumorosità è contenuta e solo oltre i 100km si avvertono fruscii aereodinamici. La versione in prova monta il cambio manuale a 6 rapporti che è dimostrato all’altezza del compito con inserimenti sempre morbidi e precisi. A deludermi, però, è stato lo sterzo poco reattivo e abbastanza demoltiplicato che ha reso davvero spiacevole l’utilizzo del pick-up in situazioni di manovra.

Quanto a prestazioni il 2.3 diesel da 190 CV ha davvero una bella voce con uno 0-100 coperto in meno di 11 secondi, 10,8 per l’esattezza, ed una velocità massima di 184 km/h. Quanto ai consumi questi oscillano tra 11 ed i 13 km/l quindi, ad essere attenti, si riesce a fare tra i 7,5 e gli 8l/100km; del resto il peso di quasi 2.000 kg si fa sentire.

La Navara però non delude mai soprattutto in fuori strada. Facile passare dalla trazione posteriore all’integrale 4WD ed inserire, se necessario, anche le ridotte. L’angolo d’attacco di 30.4 e quello d’uscita di 25.6 e fanno di questo mezzo un veicolo inarrestabile su fango e neve. Molto utile l’Hill descent control, che regola la velocità nelle discese più ripide.

In concreto Navara trasmette una sensazione di grande solidità e padronanza della strada. Peccato però per la visibilità posteriore. Assenti giustificati i sensori di parcheggio che avrebbero svilito la natura “indomita” di un veicolo per il fuoristrada vero come questo.

Dentro Navara non si fa mancare nulla in termini di dotazioni tecnologiche. Dai sedili riscaldati al clima bizona c’è posto anche per il sistema di infotainment con schermo da 7 pollici. Altra sorpresa sono stati gli ADAS. Su Navara NConnecta c’è il lane assist, il radar anteriore con frenata automatica ed il cruise control. Insomma una bella sorpresa è stata anche il sistema Around View che, grazie a ben 4 telecamere, copre tutta la superficie dell’auto e ci rende una visuale a 360° di tutti gli ostacoli che circondano il mezzo.
Buona la qualità generale delle componenti con plastiche rigide ma comunque ben assemblate.

La versione in prova è a doppia cabina significa quindi che ci sono 5 posti comodi. Chi siede dietro ha tanto spazio sia per le gambe, manca il tunnel centrale di trasmissione, che per la testa con il tetto che non tende a scendere bruscamente. Vera chicca è il cassone che, nonostante l’altezza da terra, ha dimensioni imponenti 180cmX160cm ed è gestibile integralmente grazie al sistema laterale su binari. Diverse le soluzioni per coprire il cassone si parte dalla telatura fino al pannello rigido con pistoni di sostegno verticale.

Il listino di Nissan Navara parte da 22.840 euro per il cabina singola a trazione posteriore. La NConnecta parte da 31.885 euro con il diesel dci da 160CV. In conclusione questa Navara mi ha convinto. Diverte molto fuori città ma anche sulle strade “civili” non è mai ruvida e scomposta. Sorprende la quantità dei dispositivi di sicurezza che negli anni ha raggiunto anche il segmento pick-up. Se cercate spazio e doti off-road vale la pena fare un test drive.

Partner della prova: Nissan Europe

Dazi auto: Trump verso il 25% affonda l’export europeo

La proposta di dazi sulle importazioni di auto europee per il 25% da parte degli Stati Uniti potrebbe tagliare le esportazioni di auto tedesche verso gli Stati Uniti del 50%. Nel lungo termine potrà influenzare pesantemente le esportazioni verso gli altri paesi, uno studio dall’istituto tedesco Ifo ha lanciato l’allarme.
“Queste tariffe avrebbero tagliato le esportazioni di auto totali dalla Germania del 7,7%, il che equivarrebbe a 4,18 trilioni di euro,” ha commentato Gabriel Felbermayr, esperto di commercio estero presso l’Ifo.
Gli Stati Uniti potrebbero già da domenica adottare misure attraverso il Dipartimento del Commercio secondo le raccomandazioni di Presidente Donald Trump. Per Trump i veicoli importati e le loro componenti rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale. Va detto che l’idea ha affrontato una forte opposizione da parte del Congresso, dei costruttori di automobili e dei governi esteri.

Le tariffe del 25% su auto e parti importate farebbe aumentare il prezzo dei veicoli in Usa di 83 trilioni di dollari di ogni anno. Trump ha invitato l’Ue ad abbandonare la propria tariffa del 10% sui veicoli importati. Ad oggi gli Stati Uniti tariffano le autovetture importate del 2,5%, mentre impone un 25% sui veicoli commerciali.

Ferrari ecco la nuova SF90 per vincere in Formula 1

La SF90 (sigla di progetto 670) è la sessantacinquesima monoposto realizzata dalla Ferrari per il campionato del mondo di Formula 1. La vettura è realizzata nel rispetto dei nuovi regolamenti che impongono diverse modifiche rispetto alle monoposto del 2018. Tra le modifiche più evidenti quelle alle ali anteriori e posteriori. L’ala anteriore è più larga e più semplice nei suoi profili aerodinamici, quella posteriore è più larga e alta. I deviatori di flusso sulle fiancate sono stati ridotti in altezza, mentre le prese d’aria dei freni anteriori sono state semplificate. Il peso complessivo della vettura sale a 743 chilogrammi, con il pilota e suo equipaggiamento che devono obbligatoriamente pesarne 80. La quantità di carburante disponibile per la gara è salita da 105 a 110 kg. La SF90 è la sesta vettura della generazione ibrida della Formula 1 iniziata nel 2014.

L’ala anteriore è una delle componenti più importanti della vettura in quanto non solo produce carico anteriore ma determina la qualità del flusso al retrotreno che è un fattore chiave per avere una buona aerodinamica. Nel 2019 l’ala anteriore è stata semplificata per regolamento. La larghezza aumenta fino a 2 metri, esattamente uguale alla carreggiata della vettura, mentre il numero di profili orizzontali non può essere superiore a cinque. Gli elementi verticali che si trovavano alle estremità dell’ala sono stati eliminati e la geometria delle bandelle verticali (endplates) semplificate. Lo scopo di questi cambiamenti è rendere il comportamento di una vettura che ne segue un’altra meno critico.

Ala posteriore
Al pari dell’ala anteriore nel 2019 anche l’ala posteriore è stata modificata: è più alta di settanta millimetri (870 contro 800 rispetto al piano di riferimento) e più larga (1050 millimetri contro i precedenti 950). Le bandelle laterali sono più lunghe di cento millimetri ed ospitano le luci posteriori: una doppia serie di led alle stremità laterali dell’ala posteriore, in una maniera simile alla soluzione già adottata dalla FIA sui prototipi LMP1 ed LMP2. Le modifiche regolamentari influiscono anche sul dispositivo noto come DRS (Drag Reduction System) che è stato reso più efficacie.

Il regolamento 2019 della Formula 1 prevede che il peso della vettura salga da 733 chilogrammi a 743 (+10 kg), mentre la quantità di carburante disponibile per la gara aumenta di cinque kg, da 105 a 110. Inoltre viene stabilito che il peso minimo del pilota con il suo equipaggiamento (incluso il sedile) non deve essere inferiore a ottanta kg. Qualora l’insieme non arrivi agli ottanta kg sarà necessario piazzare della zavorra in posizioni predeterminate nella zona dell’abitacolo.

La Power Unit di Formula 1 è formata da sei componenti. Si tratta del motore termico, un V6 da 1,6 litri di cilindrata, cui è collegato un turbocompressore. Ci sono poi due motogeneratori: la MGU-K (Motor Generator Unit Kinetic) e la MGU-H (Motor Generator Unit Heat). La MGU-K deriva direttamente da quel sistema noto con il nome di KERS, che recupera l’energia cinetica in frenata e la accumula nel pacco batterie fino a quattro MJ. La MGU-H invece è il motogeneratore che recupera l’energia termica dal turbo. Un altro degli elementi è il pacco batterie nel quale l’energia recuperata viene accumulata prima di essere impiegata. Il sesto componente è l’elettronica di controllo. Per la stagione 2019 è stata ulteriormente migliorata l’efficienza, sia termica che meccanica, della Power Unit Ferrari 064, lavorando sul processo di combustione del motore, sul sistema di recupero di energia e sullo sviluppo dei fluidi. Il layout della Power Unit è stato definito in simbiosi con il progetto complessivo della vettura, e si è lavorato sul pacco batteria per ridurne peso ed ingombri.

Mercato auto: ecotassa affonda l’Italia -7,5%

Dopo un 2018 in linea con l’anno precedente, in Europa (28+Efta) il trend appare peggiorare in questo inizio d’anno, visti i risultati del mese di gennaio che, secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, fa registrare una contrazione delle vendite del 4,6% nel mese con 1.226.446 autovetture nuove contro 1.286.098 dello stesso mese dello scorso anno, riportando comunque il 2° miglior risultato per lo stesso mese degli ultimi 10 anni.

Da rilevare il risultato negativo in questo inizio anno per ben 23 dei Paesi rilevati, tra cui i 5 Major Markets che arrivano a contrarre i propri volumi anche in maniera incisiva: l’Italia, infatti, segna il 7,5% in meno degli acquisti, in linea con la Spagna a -8,0%. Segno negativo anche per Francia (-1,1%), Germania (-1,4%) e Regno Unito (-1,6%). “Il settore automotive è un comparto cruciale nell’economia europea – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere – considerato che in termini occupazionali impiega oltre 13 milioni di persone e genera un fatturato che rappresenta il 6,8% del Pil europeo”.

La flessione che si registra in Europa in questo primo mese dell’anno, allineata al trend in peggioramento dell’ultima parte del 2018, non fa ben sperare in un recupero sostenuto per le vendite nel 2019. Come si evince dai dati, l’Italia è uno dei Paesi a registrare un’importante flessione, vista soprattutto l’incertezza di questo primo bimestre segnata dall’entrata in vigore del bonus-malus il prossimo 1° marzo”. “Il mercato dell’auto – conclude Crisci – è caratterizzato da molta confusione generata negli acquirenti di auto nuove e temiamo che la situazione non possa migliorare visto l’aggravio di una ecotassa, impropria e penalizzante, che si riverserà sull’acquisto di alcuni modelli”.

Fca e Psa investono in Abruzzo ecco il piano per la Sevel

FCA Italy e Group PSA hanno firmato un accordo per estendere fino al 2023 la loro cooperazione nei veicoli leggeri, iniziata 40 anni fa in Abruzzo.

I termini di questo nuovo accordo comprendono quindi la prosecuzione della produzione della gamma di Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroën Jumper così come le versioni supplementari per coprire le esigenze di Opel e Vauxhall.

FCA e Groupe PSA, hanno deciso di aumentare la capacità produttiva del sito Sevel di Atessa già dal 2019 con potenziali turni aggiuntivi o innesti di personale.

Lo stabilimento Sevel, inaugurato nel 1981 in Val di Sangro, ha una superficie di oltre 1,2 milioni di metri quadrati e impiega circa 6.200 dipendenti. È il più grande e flessibile impianto di veicoli commerciali leggeri in Europa in grado di produrre veicoli in una vasta gamma di configurazioni. Sevel è uno degli impianti LCV più avanzati al mondo in termini di livello di specializzazione, organizzazione e prestazioni lavorative.

L’azienda intende quindi costruire un’Accademia in loco, un centro di eccellenza in cui i dipendenti abbiano l’opportunità di ricevere e migliorare le proprie competenze, nonché intraprendere attività di simulazione e creare innovazione.