Ecco un’interessante immagine che mostra la futura roadmap dei prodotti Subaru.
In primo luogo, si parla del restyling della Crosstrek atteso nel 2021. Più in basso sulla mappa, possiamo vedere le Forester e Outback “Wilderness” in produzione nella primavera del 2021. Si sa poco a riguardo, ma il nome suggerisce che potrebbero essere delle varianti un po’ più robuste dei modelli standard.
Più o meno nello stesso periodo, secondo quanto riferito, la Subaru inizierà la produzione di una Forester aggiornata e della BRZ di seconda generazione. Quest’ultimo modello è stato spiato negli ultimi giorno e a quanto pare presenterà un intercooler abbinato ad un motore turbocompresso.
Il prodotto finale in arrivo nel 2021 sarà il nuovo WRX, che dovrebbe entrare in produzione in autunno. Un anno dopo il lancio arriverà la variante STI.
Si dice che la prossima generazione della WRX STI avrà un quattro cilindri turbo da 2,4 litri che produce almeno 400 CV (298 kW) e 489 Nm di coppia. Si prevede che il modello standard utilizzerà una versione elaborata di questo motore, ma per il momento nulla è ancora ufficiale.
Nel 2022 arriveranno versioni aggiornate di Ascent, Legacy e Outback. Al momento si sa poco di loro, ma probabilmente avranno il consueto stile con degli aggiornamenti tecnologici.
Il 2022 è anche destinato a segnare l’inizio della produzione di veicoli elettrici. La Subaru EV è stata presentata in anteprima all’inizio di quest’anno e sarà un crossover elettrico sviluppato con Toyota. L’azienda ha già detto che il modello sarebbe arrivato entro il 2025.
Infine, nel 2023, sarà la volta delle versioni restyling della Impreza e della Crosstrek e di una nuova variante Wilderness della Crosstrek.
Mansory ha presentato la sua Ford GT modificata a giugno. Della Le Mansory mancava però un dettaglio: il prezzo.
Ora abbiamo la risposta grazie all’annuncio pubblicato sul sito dal tuner. La supercar americana pesantemente modificata è in vendita a 1,8 milioni di euro, tasse incluse, o 2,1 milioni di dollari ai tassi di cambio odierni.
Per una tale cifra si potrebbero acquistare una moltitudine di macchine davvero speciali, come la McLaren Senna, la Bugatti Veyron e la Porsche 918, o due Ford GT.
Limitata a sole tre unità, per festeggiare il trentesimo anniversario della Mansory, la Le Mansory propone molti cambiamenti rispetto alla Ford GT di serie. Il kit della carrozzeria in fibra di carbonio l’ha resa più larga di 5 cm e il frontale è stato pesantemente riprogettato, con fari a LED unici nel loro genere, cofano specifico e ampie prese d’aria. Si notano le enormi ruote da 21 pollici calpestate con pneumatici Continental Sport Contact 6.
Il V6 biturbo 3,5 litri è stato messo a punto per erogare 700 CV (522 kW), rispetto ai 647 CV (483 kW) di serie. La coppia sale a 840 Nm ma non sono stati forniti numeri dettagliati sulle prestazioni. Sembra che la Le Mansory possa raggiungere i 354 km/h.
La nuova Hyundai i20 sarà presto affiancata da una variante più alta, chiamata i20 Active. Gran parte dei tratti identificativi del crossover sono ancora nascosti per il momento, tuttavia le foto spia hanno rivelato alcuni dettagli interessanti. I rendering di Kleber Silva ci permettono quindi di dare un volto al nuovo modello.
Le sezioni anteriore e centrale del veicolo di sviluppo qui sembrano essere una versione rialzata della i20, la parte posteriore sembra decisamente diversa. Queste modifiche permetterebbero una maggiore capacità di carico rispetto ai 351 litri della Hyundai i20 “standard”.
L’architettura del cruscotto dell’auto sembra essere ripresa senza modifiche dalla i20, il conducente avrà a disposizione una strumentazione digitale da 10,25 pollici e un touchscreen centrale da 10,25 pollici, con la funzionalità split-screen per un migliore multitasking.
Nonostante l’esterno più robusto, ci si può aspettare che la Hyundai i20 Active abbia la stessa gamma di propulsori dell’i20. Questa è composta da un motore a benzina a tre cilindri a iniezione diretta 1.0 turbo, che produce 100 CV, o da un motore a benzina da 1,0 litri con un sistema ibrido leggero a 48 volt da 100 CV o 120 CV.
È finalmente giunto il momento: la BMW M3 Touring diventerà realtà. Dopo anni di rinvii, la BMW M è finalmente determinata a creare una M3 Touring. A partire da questa settimana vedremo i prototipi della M3 G81 Touring rombare al Nurburgring Nordschleife e sulle strade pubbliche.
Come si può vedere, la BMW M3 Touring manterrà la grande griglia frontale delle varianti coupé, mentre il resto dell’automobile ha le tipiche proporzioni della versione familiare della Serie 3. La M3 è piuttosto aggressiva ma, come tutte le station wagon, offrirà una maggiore capacità di carico, oltre allo spazio per le gambe per i passeggeri seduti dietro.
Tuttavia questa non sarebbe la prima M3 Touring mai realizzata. Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila, sono stati realizzati diversi muletti di una possibile BMW E46 M3 Touring, che tuttavia non è stata assolutamente messa in vendita. La divisione BMW M ha realizzato, tra il 1992 e il 2007, una più grande M5 Touring.
Per quanto riguarda le specifiche, con ogni probabilità saranno simili alla M3 . Sotto il cofano il motore da 3 litri a sei cilindri in linea S58 con una potenza superiore ai 510 cavalli. Il sistema M xDrive sarà incluso nel pacchetto insieme al cambio automatico a 8 marce.
Marzo ha messo in crisi tutte le case automobilistiche europee. Il lockdown in molti Stati europei ha significato anche un arresto completo per l’industria automobilistica. Le conseguenze finanziarie dell’interruzione obbligatoria della produzione e delle consegne per l’emergenza Coronavirus non possono essere recuperate così rapidamente. Il blocco della produzione e delle vendite ha mandato in rosso i conti della maggior parte dei costruttori nel secondo trimestre. Non sarà quindi possibile raggiungere i guadagni e i rendimenti abituali entro la fine dell’anno.
Tuttavia, c’è un’eccezione: come riferisce l’Handelsblatt il produttore di auto sportive Porsche ha realizzato un profitto miliardario nella prima metà dell’anno. Il risultato operativo di 1,23 miliardi di euro è stato messo a segno nei mesi da gennaio a giugno. Anche se Porsche non raggiunge l’obiettivo autoimposto di un ritorno sulle vendite del 15%, si è comunque fermata ad un positivo 10%. Con questo risultato, Porsche è il produttore automobilistico europeo più profittevole di tutti.
Porsche ha così ribaltato la classifica tra le case automobilistiche europee: In tempi “normali”, aziende come BMW, Audi o il gruppo francese PSA sono in cima alla classifica europea per i profitti semestrali. Eppure nei primi sei mesi del 2020 solo i francesi di PSA hanno raggiunto la zona di profitto, mentre la maggior parte dei costruttori sono in rosso.
Sconfitta legale per Uber e Lyft. Il procuratore generale della California Xavier Becerra – insieme ai procuratori delle città di Los Angeles, San Diego e San Francisco – ha emesso un’ingiunzione preliminare contro l’errata classificazione dei driver da parte di Uber e Lyft.
Alle aziende è stato richiesto di classificare i loro autisti come dipendenti. Secondo l’ordinanza del tribunale, l’ingiunzione preliminare è sospesa per un periodo di 10 giorni. Inoltre, il tribunale ha negato i tentativi di Uber e Lyft di archiviare il caso e di sospendere il procedimento. La decisione arriva dopo che il Procuratore Generale e i Procuratori Comunali hanno presentato un’ingiunzione preliminare, sostenendo che l’errata classificazione dei driver da parte di Uber e Lyft causa un danno immediato e irreparabile allo stato e priva i lavoratori di una protezione sul posto di lavoro.
“La corte ha valutato e si è dichiarata d’accordo: Uber e Lyft devono porre fine all’errata classificazione dei loro autisti”, ha detto il Procuratore Generale Becerra. “Stiamo andando avanti per assicurarci che i californiani ottengano le protezioni sul posto di lavoro che meritano. Il nostro Stato e i lavoratori non dovrebbero essere costretti a pagare il conto quando le grandi aziende cercano di fuggire alle loro responsabilità. Continueremo a lavorare per assicurarci che Uber e Lyft rispettino le regole”.
Che i SUV siano sulla cresta dell’onda è fuor di dubbio. Basta dare uno sguardo ai listini dei costruttori per trovarne in tutte le taglie e salse. Da qualche anno anche Maserati ha deciso di dire la sua lanciando la Levante.
Per questa prova, però, sono in compagnia di una versione decisamente speciale ovvero la cattivissima GTS adornata dal bellissimo “blu emozione”. Il modello sportivo si contraddistingue per il poderoso motore V8 da 530 CV oltre che per una serie di soluzioni estetiche specifiche.
Il frontale propone una prominente griglia con listelli verticali che abbraccia i fari anteriori LED matrix. La Levante GTS sfoggia un paraurti dedicato con delle prese d’aria maggiorate per il sistema di raffreddamento. Una caratteristica dell’anteriore è sicuramente quella di essere si imponente ma al contempo “abbassare visivamente” le proporzioni della vettura. Certo la Levante resta massiccia con i suoi 2 metri di larghezza ed i 5 di lunghezza che fanno quasi sembrare piccoli i notevoli cerchi in lega bruniti da 20″. Il retro della GTS propone un ampio spoiler aperto e, nella parte bassa, troviamo l’estrattore che abbraccia quattro grandi terminali di scarico.
Il V8 è abbinato all’ottimo cambio automatico ZF ad 8 rapporti che, grazie alle palette al volante, permette di sfruttare a pieno l’enorme coppia da 730 Nm disponibile già a a 2.500 giri/ minuto. Su strada la Maserati Levante GTS morde l’asfalto grazie al sistema a trazione integrale migliorato dal differenziale autobloccante a slittamento limitato che ripartisce la coppia al 50% tra i due assi. Grande lavoro in curva del torque vectoring che, frenando le ruote interne, porta la coppia a quelle esterne per migliorare notevolmente la tenuta.
Per mettere in secondo piano le oltre 2 tonnellate della vettura, basta premere l’acceleratore. Il sistema IVC riduce il sottosterzo tipico dei SUV rendendo la Levante GTS sempre precisa e prevedibile. Il baricentro resta alto ma scomporre l’auto significa davvero correre qualche rischio di troppo. Molto valido il sistema frenante Brembo con un monoblocco in alluminio a 6 pistoncini all’anteriore da 380 mm mentre nel retro abbiamo dischi forati e ventilati da 330 mm.
Maserati Levante GTS presenta inoltre un sistema di sospensioni pneumatiche che ci permettono di settare al meglio la sua risposta in ogni situazione. Va detto che, in modalità sport ed a velocità elevate, Levante regola automaticamente la sua altezza rispetto al terreno per garantire la massima aerodinamicità. Se la tenuta è impeccabile il suono del motore è semplicemente incredibile. Il V8 ruggisce famelico e lo scarico a quattro terminali trasforma il viaggio in una sinfonia.
Sebbene Levante GTS non sia un’auto che si sceglie per i consumi, ve li racconto comunque premettendo che il V8 fa sentire, e non poco, la sua presenza. Nel circuito misto, il mio miglio dato è di 18 l/100 km e questo significa percorrere circa 5 km con un litro di benzina.
GLI INTERNI
Maserati è da sempre sinonimo di eleganza italiana. Levante GTS non fa eccezione e propone un raffinato interno in pelle chiara con la possibilità di avere il cielo e i montanti interamente rivestiti in Alcantara. Al centro della plancia troviamo il sistema di infotainment con schermo da 8,4″ circondato dalle bocchette del clima disposte verticalemente. I tasti fisici sono pochi ma ho apprezzato il fatto che siano rimasti quelli per la gestione del climatizzatore.
Il volante è rivestito in pelle ma, come le palette per la gestione del cambio, può essere impreziosito da inserti in fibra di carbonio. Resta il tachimetro analogico anche se troviamo al centro un grande schermo a colori che agevola l’accesso a tutte le principali funzioni dell’auto. Impressiona il livello delle finiture con un tunnel centrale rivestito interamente in fibra di carbonio che ritroviamo ad impreziosire i pannelli porta. Il sistema di infotainment è di facile gestione e supporta il mirroring apple e android. Una pecca è sicuramente l’attivazione un po’ macchinosa di alcune funzioni ma ricordiamoci che se non vogliamo usare il touch nel tunnel centrale trova posto un rotore dedicato.
Ottima l’abitabilità anche nella seconda fila di sedili dove non manca spazio per le gambe e la testa degli occupanti. Per chi siede dietro sono presenti le bocchette del clima e volendo si possono anche avere i comandi per un sistema di climatizzazione che diventa così quadrizona. Il bagagliaio ha una capienza di di 580 litri che diventano 1625 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori.
Il listino della Maserati Levante GTS parte da 139.600 euro ai quali vanno aggiunti i vari optional presenti a bordo dell’auto in prova. In particolare vi consiglio di scegliere il Driver Assistance Package che, per circa 3.000 euro, vi permette di avere a bordo tantissimi ADAS tra cui il cruise control adattivo, l’avviso di abbandono involontario di corsia, la frenata automatica d’emergenza ed il riconoscimento dei segnali stradali e dei dei pedoni. Tra le dotazioni opzionali anche il cielo in Alcantara e l’impianto audio Bowers e Wilkins che per 976 euro porta in auto un sistema da ben 1280 W.
In chiusura una piccola grande riflessione sull’importanza dell’italianità in auto. Quando si parla di cucina, moda, viaggi l’italianità è un valore aggiunto di indiscusso pregio eppure il Made in Italy nel campo dell’automotive è considerato da alcuni qualcosa da cui fuggire. Ai pochi detrattori dico salite a bordo di certe auto perché fidatevi le emozioni, quelle vere, non faticheranno ad assalirvi!.
Opel è alle prese con i test del restyling del Crossland X. A prima vista sembra che il crossover subcompatto possa portare più di qualche piccola novità.
Il rendering di Kleber Silva ci aiuta a mettere a fuoco i principali cambiamenti che stanno arrivando sul modello. Nel frontale c’è anche un nuovo paraurti anteriore con due ampie prese d’aria posizionate più in basso. Si nota la nuova griglia che avrà uno sviluppo orizzontale andando ad abbracciare i fari full LED.
Opel Crossland X non avrà una variante completamente elettrica per non pestare i piedi alla nuova Mokka-e. Un altro motivo per cui non vedremo un Crossland X elettrico è il fatto che la sua piattaforma PF1 non supporta l’elettrificazione. Dovremmo però vedere alcuni aggiornamenti dei motori per ridurre le emissioni e piccole modifiche all’interno.