Volkswagen si prepara a lasciare il restyling della T-Roc. Le foto dei rendering apparsi su Latestcarnews.com (originariamente su Autobild) ci permettono di dare un primo sguardo al modello. In arrivo alcuni aggiornamenti estetici all’esterno, nuovo infotainment, e una nuova unità ibrida plug-in. Le prime informazioni!
Dopo quattro anni sul mercato, è tempo di dare una rinfrescata alla Volksawagen T-Roc 2022. Davanti i fari dovrebbero ottenere una nuova firma luminosa e opzionalmente essere disponibili anche in una versione matrix. Sulla top di gamma potrebbero essere collegati da una striscia luminosa nella parte superiore della griglia.
La griglia stessa dovrebbe essere un po’ più piatta e in futuro avere un solo listello decorativo (attualmente ce ne sono due). Il rendering della R-Line trae ispirazione dalla T-Roc R è per tutti gli ulteriori elementi estetici.
Nella parte posteriore, la T-Roc dovrebbe rivedere i fanali con una nuova firma luminosa e un paraurti aggiornato.
AGGIORNAMENTO SOTTILE
All’interno, il SUV potrebbe ottenere il cockpit digitale di serie attualmente è infatti disponibile solo come optional. Ciò che è certo è che l’attuale sistema di infotainment MIB3 verrà dotato di connettività per gestire l’auto da remoto ed ricere aggiornamenti on demand.
Per quanto riguarda il motore, c’è da aspettarsi che in futuro il SUV sarà disponibile anche con un motore ibrido plug-in – probabilmente nato dall’unione di un motore a benzina da 1,4 litri e un motore elettrico.
La potenza del sistema potrebbe essere di 204 CV, con una batteria da 10,4 kWh. Sulla Golf il sistema ibrido permette 80 chilometri in 100% elettrico nel ciclo di omologazione NEDC ma si tratta di dati difficilmente replicabili dal SUV. Tutti i motori a combustione saranno probabilmente elettrificati. In termini di prestazioni, non dovrebbe cambiare nulla, quindi ci potrebbero essere di nuovo motori a benzina e diesel con potenze comprese tra i 110 e i 190 CV.
Il restyling della Volkswagen T-Roc sarà presentato alla fine dell’anno. Tuttavia, probabilmente non sarà sul mercato prima del 2022. I prezzi dovrebbero a quota 23.000 € per la verisone entry level.
Avtovaz ha aperto gli ordini per la Lada Niva Bronto aggiornata (conosciuta come 4×4 Bronto in Russia), che è la versione hardcore dell’immortale fuoristrada.
Se il nome Niva vi suona familiare, è perché questo modello è produzione dal 1977. La variante Bronto (non Bronco) ha iniziato la vita come un pacchetto di tuning aftermarket, ma ha finito per essere un’opzione di fabbrica dopo che Avtovaz ha acquisito l’azienda.
Sia la Niva Legend che la Niva Bronto sono basate sul vecchio telaio, tuttavia, c’è anche la più recente Niva Travel, che è un modello completamente diverso basato sulla ex Chevrolet Niva.
Tornando alla Niva Bronto, l’aggiornamento del 2021 include l’interno leggermente ridisegnato che è stato introdotto nella Niva Legend del 2020. Il cruscotto sembra ancora quello degli anni ’80, ma ha un nuovo quadro strumenti, sedili più comodi e riscaldati, un nuovo sistema di aria condizionata e luci interne moderne. L’azienda russa sostiene che il modello aggiornato ha un “pacchetto di isolamento dal rumore e dalle vibrazioni migliorato” che lo renderebbe più vivibile nell’uso quotidiano.
La Lada Niva Bronto è disponibile in due livelli di allestimento – Luxe e Prestige. La Luxe prevede paraurti in metallo, guida, e ruote da 15 pollici con pneumatici all-terrain. La top di gamma Prestige (nella foto) prevede paraurti di plastica, una griglia ridisegnata, fendinebbia, rivestimenti in plastica passaruota e protezione laterale. Gli optional includono una barra LED sul tetto e una speciale vernice mimetica, che sembra ideale per quando si vuole nascondere la Niva nella natura.
Nonostante gli aggiornamenti e i nomi altisonanti dei livelli di allestimento della Niva, l’iconico fuoristrada non ha perso nessuna delle sue caratteristiche di robustezza e ha ancora un prezzo accessibile.
UN PEZZO DI STORIA
Sotto il cofano, c’è un motore a benzina aspirato 1.7 litri che produce 82 CV (61 kW) e 129 Nm di coppia. Come in tutte le varianti della Niva, la potenza è trasmessa a tutte e quattro le ruote attraverso un cambio manuale a cinque velocità e un sistema 4WD. La Bronto prevede differenziali autobloccanti anteriori e posteriori, e sospensioni rinforzate con un’altezza da terra di 240 mm.
Come promemoria, Lada – membro del gruppo Renault – ha annunciato una nuova generazione della Niva per il 2024, basata sulla piattaforma CMF-B. Non sappiamo se questo modello segnerà la morte della vecchia Niva dopo 47 anni di servizio attivo, ma c’è ancora speranza che Lada continui a produrre il robusto fuoristrada come alternativa economica ai modelli più recenti.
La nuova Volvo XC90 sarà lanciata alla fine del 2022. Una nuova generazione che rappresenterà una vera rivoluzione tecnologica, accompagnata da un’estetica più all’avanguardia e una gamma di versioni elettriche. Gli amici di Motor.es ne hanno immaginato il design definitivo in anteprima.
Il marchio svedese intraprenderà un rinnovamento totale della sua gamma, a partire dal suo modello più lussuoso. Un SUV che è diventato l’ammiraglia della casa offre sette posti ed è lungo ben cinque metri.
La futura XC90 manterrà queste credenziali, ma andrà per un design completamente nuovo, un’evoluzione dei canoni attuali fissati dalla recente Volvo Concept Recharge. I fari saranno più sottili, conserveranno la firma luminosa ‘Martello di Thor’, con una griglia più verticale e più piatta. Queste saranno le caratteristiche principali della parte anteriore del nuovo modello che si può vedere in questo rendering.
CAMBIO DI PASSO RADICALE
La Volvo XC90 2022 nascerà negli Stati Uniti. Volvo manterrà le proporzioni di questo modello, che supera i 5 metri di lunghezza, ma punterà anche su una maggiore tecnologia. Infatti, il Concept Recharge anticipa una soluzione molto intelligente che debutterà per la prima volta sulla nuova XC90 e che, fino ad ora, era completamente sconosciuta: l’inserto centrale sul tetto che ospita i sensori LIDAR per funzioni avanzate di guida autonoma.
La nuova Volvo XC90 dovrebbe essere presentata nella primavera del 2022, quindi arriverà nelle concessionarie nella seconda metà dell’anno. L’azienda con sede a Göteborg sta mantenendo il riserbo sullo sviluppo di questo e di qualsiasi altro modello. Le ultime informazioni suggeriscono che il marchio svedese non offrirà più versioni a benzina o ibride plug-in, ma trasformerà il modello in un elettrico con un’autonomia di circa 400 chilometri.
Lo scorso anno ho guidato sia Ford Puma che Fiesta ST e ricordo di essermi fermato ad immaginare un modello sintesi di entrambi. Eccomi allora di fronte a quell’idea per la prova su strada di Ford Puma ST. L’esemplare in prova sfoggia un verdone che lo rende assolutamente irresistibile e crea un bel contrasto con il tetto apribile nero.
Partendo dalle dimensioni la Ford Puma ST è larga 1.81 m, lunga 4.23 m e alta 1.53 m. Nel frontale si notano subito i fari full LED che richiamano direttamente la mitica Ford GT e abbracciano la griglia nera con in vista il logo ST. Il paraurti dedicato include un generoso splitter frontale con tanto di scritta Ford Performance. Spostandoci verso la fiancata notiamo i generosi cerchi in lega da 19″ e la minigonna che si raccorda con l’ampio estrattore posteriore che include un doppio terminale di scarico attivo. A completare il quadro l’alettone che, pur non essendo esagerato, contribuisce a schiacciare visivamente l’auto a terra.
FORD PUMA ST SU STRADA
La Ford Puma ST diverte e lo fa grazie al 1.5 Ecoboost a 3 cilindri capace di una potenza di 200 CV e 320 Nm di coppia. Parliamo di ben 30 Nm di coppia in più rispetto alla Ford Fiesta dalla quale è derivata. La Puma è agile complice il valido cambio manuale a 6 rapporti e il rapporto peso potenza favorevole. Parliamo infatti di 6,41 kg/CV con la Puma ST che, a conti fattiz pesa “soli” 100 kg in più della Fiesta ST. Certo il baricentro alto si sente e il rollio fa la sua comparsa nei tornanti più stretti costringendo le due barre antirollio ad un lavoro extra.
A quanti storcono il naso nel sentir nominare il 3 cilindri dico, salite e guidatela. Lo scatto 0-100 coperto in 6,7 secondi, e la velocità massima di 220 km/h, sono solo la punta dell’iceberg. Ford Puma ST sorprende e lo fa portando la sportività su un segmento dal quale non ce la saremmo certo aspettata. In modalità sport e circuito il crossover morde l’asfalto e l’impianto di scarico regala anche dei gradevoli scoppiettii in fase di rilascio.
Un consiglio? vale la pena spendere i 1000 euro del Performance Pack per avere a bordo il differenziale a slittamento limitato, il launch control e l’indicatore di cambiata. Così facendo si tira fuori il massimo anche dalla modalità circuito che, disattivando i controlli, cambia il volto della Puma ST.
Capitolo consumi. Non certo il motivo per il quale si sceglie Puma ST ma, a saperla trattare si strappa anche un interessante 13 km/l cioè circa 9 l/100km. Certo, basta affondare il piede sul pedale dell’acceleratore per fare molto di peggio ma dobbiamo anche ricordarci che questa è la prima ST ad avere una modalità “eco”.
L’unica pecca è che mi sarei aspettato maggiori opzioni in termini di personalizzazione sul fronte scarico e freni. Questi ultimi si affidano ad un sistema da 325 mm all’anteriore e 271 al posteriore ma avrei preferito poter scegliere, perché no, un impianto con dischi ventilati e magari forati.
GLI INTERNI
A bordo Ford Puma ST propone i sedili sportivi Recaro abbinati ad una serie di chicche specifiche come il volante sportivo con cuciture rosse o la plancia con finitura in simil carbonio. Al centro il sistema di infotainment con schermo da 8 pollici e tecnologia SYNC 3. Disponibile quindi il mirroring Apple Car Play e Android Auto per i quali serve però il cavo usb. Molto comodo il tachimetro digitale con schermo da 12,3 pollici attraverso il quale visualizziamo tutte le informazioni utili quali i media o la navigazione.
Molto ricca la dotazione sul fronte Adas grazie al pacchetto copilot che porta a bordo la guida autonoma di secondo livello. Cruise control adattivo, Lane Assist, blind spot Assist e frenata automatica d’emergenza ci semplificano davvero la vita. Peccato per la presenza della sola telecamera di retromarcia comunque molto utile vista la limitata visibilità posteriore.
A bordo di Ford Puma ST si viaggia comodi anche dietro ma va detto che il look coupé con il tetto che scende corrisponde a dei montanti C complica la vita a quanti superano il metro e ottanta.
Il bagagliaio della Puma conta su 401 litri che diventano 1161 abbattendo i sedili posteriori. Molto pratico complice la presenza della box sotto al pavimento che ci mette a disposizione 80 litri in un contenitore gommato e lavabile.
Capitolo prezzi, il listino di Ford Puma ST parte da 34.400 euro cioè circa 3.000 € in più rispetto alla versione pepata della Fiesta.
MMW M si sta preparando al ritorno della M240i. Come mostrano i rendering esclusivi realizzati da Carscoops.com, ci si può aspettare un look decisamente aggressivo tanto all’anteriore quanto nel posteriore.
Come mostra il rendering in copertina, la nuova M2 avrà un frontale imponente con un cofano sporgente, una griglia specifica M e nuove calotte degli specchietti con le tradizionali pinne aerodinamiche.
Capitolo motori: la nuova BMW M2 dovrebbe essere offerta con la sola trazione posteriore. Si parla di una belva da ben 450 CV con un cambio manuale in grado di far girare la testa ai puristi della guida sportiva. Quello che sappiamo finora è che nella sua configurazione standard, la M2 G87 avrà 450 CV con poco più di 520 Nm di coppia. Oltre all’ottimo cambio manuale è atteso un automatico a otto velocità.
Non conosciamo i dati esatti delle prestazioni in questo momento, ma questo non significa che non c’è molto da dire. perché fare M240i È così veloce che BMW ha fatto una piccola canna per la propria schiena. Grazie alla sua trazione xDrive, la M240i può raggiungere i 100 km/h in soli 4,1 secondi. È basata su una M4 manuale (la M4 da competizione lo fa in 3,8 secondi).
Sembra che la nuova BMW M2 entrerà in produzione entro dicembre 2022, il che significa che non vedremo nessuna nuova M2 su strada fino al 2023. Ecco allora che è ragionevole ipotizzare che la presentazione della nuova M2 avrà luogo alla fine del prossimo anno.
Di fronte alle severe normative sulle emissioni, le case automobilistiche si stanno preparando all’addio alle compatte sportive alimentate da un motore a combustione interna. Non tutte le speranze perdute, dato che le aziende aftermarket sono desiderose di mantenere vivo lo spirito e portare alla ribalta alcuni grandi successi di un tempo. Per esempio, Legende Automobiles è al lavoro per rinnovare un classico degli anni ’80 – la Renault 5 Turbo.
La R5 T3 di Legende Automobiles sostituisce le lampadine vecchia scuola dell’originale con dei LED, pur mantenendo l’aspetto inconfondibile della sua antenata. La parte posteriore ospita uno spoiler sul tetto che mette ulteriormente in risalto i montanti C.
Il diffusore posteriore con doppio terminale di scarico rende omaggio al design di Renault. La Turbo 3 ha un assetto ribassato e utilizza una sospensione a doppio braccio oscillante all’anteriore e al posteriore per un omaggio alla R5 Maxi Turbo da corsa.
IL RESTMOOD DA SOGNO
La Renault 5 Turbo 3 di Legende Automobiles mantiene il fascino dell’abitacolo originario. Il restomod propone un quadro strumenti completamente digitale che sostituisce i quadranti analogici. Gli accenti arancioni dell’esterno continuano all’interno e sono stati applicati sulle prese d’aria e sulle portiere così come sul volante a due razze dal design minimalista.
Legende Automobiles ha dotato la Turbo 3 di un climatizzatore automatico bi-zona e di sedili ultrasottili con un generoso supporto laterale e una cintura da corsa. Dietro di loro si trova una gabbia di sicurezza posizionata sopra il vano motore dove un motore turbo a quattro cilindri che produce ben 400 CV. I dettagli sul motore non sono stati rivelati, ma ci è stato detto che è un powertrain moderno come ci si aspetterebbe da un progetto restomod completo.
Circa 1.820 Renault 5 Turbo 1s sono stati prodotte (insieme a 3.167 Turbo 2s) durante i sei anni di presenza a listino. Questo significa che Legende Automobiles si rivolge a un pubblico molto limitato ed esclusivo. Resta da vedere quanti proprietari vorranno trasformare la loro classica con questo restomod.
Come sappiamo il futuro della Renault 5 sarà elettrico. Ci sarà spazio per una versione ad alte prestazioni firmata Alpine, insomma anche la stessa Renault vede un futuro per il suo storico modello.
Il gruppo BMW ha rivelato che quasi tutti i suoi impianti di produzione in Germania sono colpiti dalla carenza di semiconduttori. La crisi dei chip ha finora impedito di completare la produzione di 10.000 auto, riferisce Reuters.
All’inizio del mese, il membro del consiglio di produzione BMW, Milan Nedeljkovic, ha detto che ulteriori carenze rimangono una possibilità, e che l’attuale fornitura di semiconduttori è in una fase molto critica. “Anche le prospettive per la seconda metà dell’anno rimangono critiche. È difficile che la situazione venga messa sotto controllo entro l’inizio del prossimo anno.”
Nonostante le carenze, il gruppo ha registrato vendite record con 1.339.080 auto vendute a livello globale nei primi sei mesi del 2021. Questa cifra è un record storico, che rappresenta un aumento del 39,1% rispetto al 1H 2020, e un aumento del 7,1% rispetto al 1H 2019 pre-Covid. Anche tutti i marchi sotto la sua ala hanno riportato vendite più elevate.
I NUMERI DELLA CRISI
Nel frattempo, Jaguar Land Rover ha recentemente detto che il chip crunch è attualmente “molto dinamico e difficile da prevedere”, e si aspetta che la situazione rimanga cimplessa fino al 2022. Si aspetta anche che le consegne del Q2 2021 saranno “peggiori di quanto si pensasse inizialmente”.
Altre case automobilistiche come Renault, Nissan, Hyundai e Volkswagen hanno anche messo in guardia sulla contrazione delle scorte a causa della crisi delle forniture, iniziata lo scorso dicembre quando la domanda di dispositivi informatici personali è salita alle stelle scontrandosi con i persistenti blocchi della catene di fornitura legati alla pandemia. Un incendio in una fabbrica importante in Giappone, un tempo insolitamente gelido negli Stati Uniti e una siccità prolungata a Taiwan hanno ulteriormente esacerbato la crisi.
Finora, gli analisti dicono che la carenza ha causato ik taglio della produzione di milioni di veicoli in tutto il mondo. La società di consulenza AlixPartners ha previsto che la crisi costerà all’industria automotive 110 miliardi di dollari costringendo molte case automobilistiche a rivedere la loro strategia per i componenti elettronici.
La Suzuki S-Cross non è mai stata un prodotto di successo per Suzuki. Il produttore sta già lavorando su una nuova generazione che sostituirà l’attuale. Secondo alcune fonti media, la S-Cross dovrebbe essere svelata in Europa nel corso del 2022.
La Suzuki S-Cross romperà con il passato aggiornando completamente il suo stile per l’esterno. Suzuki rinnoverà anche l’abitacolo del modello. Il motore sarà ora supportato dalla tecnologia ibrida allo scopo di diminuire le emissioni e aumentare il risparmio di carburante. Cime sappiamo Toyota sta supportando Suzuki nell’elettrificazione dei motori allo scopo di rispettare le nuove norme dell’Unione in materia di CO2.
Non sono disponibili molte informazioni sulle motorizzazioni della nuova Suzuki S-Cross, ma conosciamo alcuni dettagli sul motore. Ci sarà un benzina aspirato da 1.5 litri capace di 104 CV di potenza massima e 138 Nm di coppia. Il motore sarà offerto con un cambio manuale a 5 marce oppure, in alternativa, con un un cambio automatico con convertitore di coppia a 6 velocità.
Ci sono anche voci sul fatto che Suzuki offrirà anche un motore Boosterjet da 1,4 litri con la nuova S-Cross. Il motore inoltre attualmente sta facendo il dovere nello motorsport con la Swift.
La muiva Suzuki S-Cross inoltre sarebbe offerta con un sistema a trazione integrale 4×4 AllGrip.
SUZUKI RINNOVA LA GAMMA
Suzuki sta anche lavorando su una nuova generazione della Swift che farà il suo debutto nel 2023. Poi ci sarà un nuovo SUV Vitara.
Come sappiamo ad oggi la Jimny è il modello più richiesto di casa Suzuki. Il costruttore giapponese sta lavorando per aumentarne la capacità di produzione del Jimny. Il produttore ha già iniziato ad esportare il SUV prodotto in India e ha realizzato una versione più economica chiamata Jimny Lite in Australia. Suzuki sta anche lavorando su una versione a 5 porte della Jimny per offrire più spazio per occupanti e bagagli.
SUZUKI S-CROSS: LA STORIA
La Suzuki S-Cross è un crossover di segmento B prodotto dal marchio giapponese Suzuki dal 2013.
Il modello è prodotto in Esztergom, Ungheria, in Shizuoka, Giappone e Haryana, India.
Al Salone di Parigi nel 2012, Suzuki ha presentato la S-Cross Concept, uno studio futuristico di un crossover compatto. All’epoca, Suzuki annunciò che la S-Cross sarebbe stato un nuovo modello, che avrebbe sostituito la SX4. Quest’ultimo modello fu utilizzato come base per la Fiat Sedici.
La nuova Suzuki a S-Cross è stata presentata al Salone di Ginevra 2013. Rispetto al suo predecessore SX4, è cresciuta nelle dimensioni fornendo ulteriore spazio interno sia nella zona di carico che per i passeggeri. La Suzuki S-Cross è costruita nello stabilimento Magyar Suzuki in Ungheria. Va detto che la produzione della vecchia SX4 è proseguita fino al 2014.
I primi modelli della Suzuki S-Cross offrivano un motore a benzina 1.6 o un motore diesel da 1.6, quest’ultimo basato sul Fiat Multijet. Più tardi è stata offerta una terza opzione motore: il 1.4 Boosterjet) della nuova Suzuki Vitara. Con il restyling del 2018, Suzuki S-Cross ha aggiornato in maniera importante il suo aspetto proponendo nuovi fari e griglia anteriore e rivedendo il sistema di infotainment centrale che oggi adotta uno schermo da 7″.