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Nuova Volkswagen Golf 8 GTI 2024: il Restyling

La nuova Volkswagen Golf 8 è pronta al restylingdi metà carriera. Solo pochi giorni fa abbiamo potuto vedere la sua rinnovata immagine frontale, ed ecco la Volkswagen Golf GTI pronta al debutto. Un vinile ricopre l’intera carrozzeria di questa compatta sportiva, come non aveva fatto durante l’intero periodo di test.
La prima delle versioni sportive della Golf è stata vista senza camuffature, ma in queste anteprime rivela più chiaramente l’immagine finale. I suoi fari più sottili conservano la caratteristica striscia rossa, mentre il paraurti mette in evidenza le grandi prese d’aria che occupano quasi tutta la superficie. All’estremità opposta, la grafica luminosa dei fanali posteriori è stata liberata dalla pellicola che l’ha nascosta finora, in modo da poter vedere chiaramente la parte posteriore della Volkswagen Golf GTI restyling.

Gli interni saranno protagonisti del restyling. È proprio qui che si trova la maggior parte delle novità, con una plancia completamente rinnovata. Il quadro strumenti digitale è stato ridisegnato a 10,25 pollici e il touchscreen sulla console centrale è cresciuto a 12,9 pollici.

ADDIO CAMBIO MANUALE

La nuova Volkswagen Golf GTI non ha il cambio manuale, ma solo il cambio automatico a doppia frizione DSG a 7 rapporti, ma questa non è l’unica novità nella dotazione del modello, perché Volkswagen ha confermato che avrà un nuovo assistente vocale con comandi in linguaggio naturale che integra ChatGPT. L’esperienza di guida farà un ulteriore passo avanti grazie alla funzione “Cerence Chat Pro”, attraverso la quale sarà possibile controllare il climatizzatore, l’infotainment e la navigazione.
In attesa della conferma della meccanica e di tutti i nuovi equipaggiamenti aggiunti alla gamma, Volkswagen ha accennato a un futuro aggiornamento del sempre più diffuso strumento di intelligenza artificiale. ChatGPT non sarà in grado di accedere ai dati del veicolo, inoltre tutte le domande poste e le risposte saranno cancellate immediatamente e solo l’assistente Volkswagen risponderà se il sistema non è in grado di rispondere a una richiesta più specifica.

La nuova Volkswagen Golf 8 restyling arriverà a metà del 2024 con le prime consegne previste per fine anno.

L’auto elettrica? In Europa c’è ma non si vede!

Quando ne avete letto e sentito parlare in abbondanza? Dopo il Crack Lehman del 2008.
Per prima, ne fece parlare l’esplosione del nuovo fenomeno “Tesla”, poi fu il rischio
bancarotta per molti Gruppi Automotive storici, poi fu l’aumento shock delle risorse
energetiche con il Petrolio oltre 100 Dollari al Barile, ed infine fu la retorica ambientalista
che divenne perentoria dopo il Dieselgate.
Sono passati 15 anni ormai dalla prima “eco”: dalle prime prese d’atto dei Costruttori, alle
timide anticipazioni su novità in arrivo, fino alla periodica rassegna delle nuove Gamme
elettrificate che inesorabilmente avrebbero fatto la loro apparizione sulle strade.
Guardate, vado a braccio: ad eccezione isolata della FCA di Marchionne che si diceva
abbastanza scettico sul successo irresistibile dell’auto elettrica, tutti i Costruttori recitavano
il Mantra ecologista senza tuttavia reali corrispettivi in catena di montaggio.
Anzi, ad essere buono Vi posso assicurare che nel confronto tra modelli preannunciati in
produzione a partire dal 2010 fino ad oggi, e reale offerta di mercato, direi che ad una
decina di Costruttori mancano circa 40 modelli previsti e mai ancora realizzati
.
Ci sono alcuni “alibi” in questo, a partire dalle trasformazioni societarie e dalle azioni di
M&A avvenute da allora: diversi Marchi hanno cambiato “casacca”, alcuni sono
scomparsi, altri hanno avuto delle “costole” elettrificate (vedi Polestar e Lynk&Co di
Volvo) e sono nati nuovi Top Player (Stellantis) ed altri ne nasceranno; motivo sufficiente
per determinare cambi di programmazione e di strategie.

La sfida Europa – Cina

Ovviamente descrivo la situazione nell’Occidente limitatamente europeo, visto che Cina
ed Asia dal lato “elettrico” continuavano e continuano a fare la parte del leone.
L’elettrico “invisibile”: milioni di “Smart Vehicle” accatastati sulle strade
A proposito di Europa, i Costruttori fino a pochi anni fa avevano buon gioco a lamentare
presso la UE l’assenza di infrastrutture di ricarica: possiamo ben dire che parte di esse è
stata realizzata con i soldi dei contribuenti, peccato che una rete ancora non troppo
capillare ma “sufficiente” di colonnine pubbliche serva soprattutto a rigenerare i mezzi di
“Smart mobility” che l’Europa ha importato a valanga dai produttori orientali.
E già su questo si dovrebbe aprire un fronte di analisi e di indagine: chi ha importato
milioni di monopattini, di E-Bike, di E-Scooter e microvetture destinate allo Sharing, sul
quale la UE impegna parte del suo Budget istituzionale con azioni di sostegno?
Come sono stati pagati? E soprattutto come viene garantito il ciclo di gestione, remarketing
e smaltimento di questi mezzi?

Una presenza di milioni di micro-mezzi privi di targa e di coperture assicurative, e
purtuttavia protagonisti invisibili della mobilità “Z.E”.
A parte questo inciso, che credo allarmante per la zona d’ombra in cui la questione si
muove, torniamo al tema: come e quando si è iniziato a “dare la scossa” all’Automotive
elettrico?
A mia memoria, dopo la “Leaf” di Nissan, le “Brilliance”, “ZOE” e “Twizy” di Renault e
la “CZero” di Citroen del 2011-2013 il mercato non ha brillato per presenza di “BEV” per
i target “popolari” ammesso che fossero tali queste auto (esclusa la Twizy) da 17.000,00 a
25.000,00 Euro; da allora a memoria solo da “DR” e dalla Dacia con la “Spring” si è
pervenuti a due modelli più “alla mano”, ma parliamo di proposte di cinque/sei anni fa.
Nuovi canoni del mercato: dal “Low Cost” al “Compra chi può”.

Da allora, certo, la situazione si è evoluta, con l’esplosione dei modelli Ibridi in parallelo,
per poi vedere le prime proposte di Ibrido in Serie; e quello che il mercato al momento
continua a preannunciare è l’arrivo di auto “BEV” Low Cost …….a poco meno di
20.000,00 Euro……VENTIMILA EURO, LOW COST?????
Beh, si. Altrimenti, se non puoi permetterti una “BEV Low Cost” puoi sempre ripiegare
sulla “Entry Level” di Gamma, Ibrida con motore classico, a circa 15.000,00 Euro!!!
Mio nonno lo diceva sempre: “Stai attento, che quando un discorso comincia ad avere
troppe parole in inglese, sta per arrivare la fregatura!!!” Ed in effetti…
Cosa si è venuto a creare in questo scorcio di circa 5 anni di “nuovo mercato” auto in
Europa?
I Clienti oggi pagano diverse migliaia di Euro in piu’ sulla evoluzione di Gamma per
supporti elettrici (Ibridi) a motori classici che restano in produzione e che addirittura, con il corredo elettrico, interrompono la loro corsa alla evoluzione tecnica in chiave anti-
emissione: perché come per gli impianti a Gas, l’essere dotati di supporto Ibrido permette

loro di mantenere l’omologazione “originaria” (Euro V per i motori a Gas, ad esempio).
Per farla breve, uno specifico modello “Euro VI” solo endotermico di un anno prima è
stata aumentato di diverse migliaia di Euro per la presenza magari di un sistema “Mild
Hybrid”; ebbene, cosa ne giustifica l’aumento e come misurarlo?

L’Auto Elettrica: come l’inesperienza modifica riferimenti e valori del mercato

Ecco un primo grande risultato ottenuto dalla “supposta” Rivoluzione elettrica: la
disarticolazione dei riferimenti e dell’esperienza.
Dopo mezzo secolo di continua crescita ed innovazione dei motori endotermici, il
consumatore ha ormai “esperito” cosa vale di più, cosa di meno ed addirittura ha ormai costruito il suo “castelletto di esperienze” per capire cosa conviene o no, e quale sia il
giusto valore da impegnare in una innovazione. Però parliamo di auto esclusivamente
endotermiche.
La domanda “in tre tempi” – che Vi spiega il livello di confusione selettiva che si è voluto
creare in questi anni – è la seguente:
1) Posto che in mezzo secolo abbiamo tutti compreso come valutare la “catena del
valore” di un’auto convenzionale, e che da questo ne deriva il suo pricing, quale è il
criterio per valutare valore e Pricing di un’auto elettrica da parte dell’Automobilista?
In parole povere, come definire quale vale di più o di meno?
2) La “catena del valore” di un’auto convenzionale comprende la sua dimensione
aftermarket, che in questi decenni tutti abbiamo conosciuto: come valutare il livello
di un aftermarket del tutto ancora sconosciuto e da mettere alla prova?
3) Dunque, a livello percettivo, cosa è che rende una “BEV” od una Ibrida più cara di
una convenzionale seppure evoluta e ipertecnologica? E qual è il “fixing” di prezzo
corretto in più? Se la domanda la spostiamo su una “Panda” la risposta è
decisamente variabile, ma proviamo a spostarla su prodotti “convenzionali” di elite
come Ferrari, Rolls, Aston Martin…Non è così automatico rispondere!!
La magia dell’elettrico: proporre il nuovo…dove non c’è?

Chiaro, le innovazioni non sono infinite: sapete cosa è passato in mezzo secolo di
motorizzazione a benzina? Moltiplicazione del numero di cilindri, estensione della
cilindrata, e poi l’iniezione indiretta e diretta, i plurivalvole, il turbo, l’elettronica, i nuovi
materiali, il due tempi, il quattro tempi, il Wankel. Ormai si poteva solo giocare sulla
innovazione dei propellenti (Biocarburanti ed Idrogeno) ma oltre non si poteva andare
nella innovazione ed implementazione costante.
Infatti l’upgrade del motore a benzina si è gradualmente ridotto e diradato da metà degli
anni Novanta, quando è cominciato l’Upgrade del motore Diesel che ha enumerato lo
stesso volume di implementazioni ed accessoristica ma in un arco di tempo dimezzato
rispetto al motore a benzina: venticinque anni invece di mezzo secolo.
Attenzione, voglio specificare: non che da metà anni Novanta o dal 2015 (Dieselgate) sia
finito il processo di sviluppo, aggiornamento e miglioramento dei motori; era finito
tuttavia il “glossario” al quale i Costruttori si affidavano per lanciare qualche novità
accattivante per le “orecchie” del potenziale cliente. Anzi: per il settore Diesel la guerra
stava portando alla vittoria di ….nessuno, ed all’aumento inarrestabile dei costi di
produzione ed aggiornamento.
Anche di questo occorre tenere conto, per capire come mai “l’elettrico” abbia fatto così
tanti proseliti nel settore Auto, con un favore generico che tuttavia sa molto di ultima
spiaggia: confrontate le dichiarazioni, i lanci di Agenzia, i programmi dei Costruttori in
almeno cinque tappe: immediatamente dopo il Crack Lehman, nella fase più critica dei
Debiti Sovrani”, nell’immediato dello scandalo Dieselgate, nel post Lockdown ed attualmente; e capirete bene, dai diversi passaggi, che la rinuncia all’endotermico
sembrava più un gioco delle parti.
Ma perché dico questo? Perché nel mercato Auto, fino a ieri, l’imperativo era “sostituire”,
e dunque innovare per accentuare l’obsolescenza del prodotto precedente era un obbligo, e
tale è rimasto nei primi anni della cosiddetta “rivoluzione elettrica”.
Ma poi qualcosa è cambiato, nel rapporto tra Costruttori e Clienti: sembra quasi che
attualmente l’imperativo non sia “sostituire” ma “diversificare”.

Da “Mai più endotermico” a “Diversamente endotermico”

Perchè, in fondo, la cosiddetta “rivoluzione elettrica” in Europa il suo primo “goal” lo ha
già ottenuto: ha frenato la prima “onda di piena” di BEV cinesi Low Cost, che invece al
momento rimangono tra i confini asiatici a soddisfare la domanda interna (in aumento
costante dal 2021); è vero che la Cina è diventata il primo esportatore al mondo con 2,5
milioni, ma la quota di ingresso nel 2022 si è limitata a poco meno di 400.000 unità, con
un risultato analogo per quest’anno, ed ha visto persino la UE avviare una Istruttoria di
indagine Antitrust per verificare eventuali strategie di Dumping sulle BEV Low Cost.
Insomma, non avrai altro elettrico all’infuori dei 20.000,00 Euro e passa? Così
sembrerebbe.
Eppure c’è qualcosa di fondato in questa strana “Pax” moratoria che si è creata tra
Costruttori e Dealers europei intorno a soglie di Listini e offerte che sembrano davvero la
fotocopia l’una dell’altra: sembra davvero finita la corsa al massacro verso il ribasso e lo
sconto. Ormai il livellamento è condizione essenziale di sopravvivenza, e nel prossimo
futuro la battaglia tra Player non sarà sul prezzo né sugli allestimenti: sarà sul service.
Del resto, con un mercato che ha riportato su i prezzi del nuovo al punto da non poter
ambire ad una Low Cost per meno di 12.000/15.000,00 Euro, è evidente che ad aumentare
è stata anche l’offerta dell’Usato; e che di conseguenza anche importi e tariffe di Service
management ed Aftermarket tenderanno con il tempo a crescere.
Vi sembra impossibile? Eppure già sta accadendo: per sopravvivere i Costruttori hanno
tagliato la produzione industriale, investendo tantissimo su Aftermarket e servizi alternativi
all’acquisto del nuovo (Renting, Sharing, Usato Garantito).
Nel frattempo le ultime News si moltiplicano non più sulla ricerca di nuove materie prime,
o sulla autonomia delle batterie o sui tempi di ricarica; ma piuttosto su sperimentazioni
legate a Idrogeno, Biocarburanti, CNG.
Per rimanere sul mercato sembra quasi che il famoso “vaso globale” dell’Automotive
europeo stia richiudendo un poco il coperchio, in attesa di capire come si muoveranno i
Continenti competitors. Ed in un clima in cui tanti sono pronti a scommettere nel
“disinnesco” della data perentoria del 2035 per la fine dell’endotermico, di una cosa si può
essere sicuri: ormai “questo” elettrico ai consumatori europei sta ben poco simpatico.
Anche se, di fatto, ancora non c’è.
Riccardo Bellumori

Nuovo Ram 1500 Classic 2024: ultimo grido del V8

Stellantis Corporation rilancia il Ram 1500 Classic come alternativa economica ai moderni pick-up full-size.

Il Ram 1500 DS di quarta generazione ha fatto il suo debutto nel 2008 e nel 2018 è stato sostituito dal pick-up DT di quinta generazione, ma il “quarto” Ram 1500 è rimasto in servizio ed è tuttora prodotto e venduto insieme alla quinta generazione. Ecco allora il Ram 1500 Classic.

Lo scorso autunno, Stellantis Corporation ha presentato un Ram 1500 della generazione DT, completamente ammodernato, che verrà immesso sul mercato nei prossimi mesi. Va ricordato che nel corso dell’aggiornamento di questo pick-up è stata seriamente scossa la rivista la gamma di motori: il V8 aspirato della famiglia HEMI è stato sostituito da un nuovo benzina in linea “biturbo six” Hurricane. Nel frattempo, come è stato rivelato l’altro giorno, il V8 HEMI junior da 5,7 litri (401 CV, 556 Nm) sarà ancora disponibile come opzione sul Ram 1500 Classic, che non sarà ancora mandato in pensione e passerà al model year 2024.

Secondo la rivista Car and Driver, nel nuovo model year il Ram 1500 Classic non riceverà cambiamenti fondamentali, ma aumenterà molto il prezzo: il prezzo del pick-up con cabina a una fila, trazione posteriore, V6 a benzina da 3,6 litri (309 CV, 365 Nm) e cambio automatico a 8 rapporti nella configurazione base Tradesman passerà da 34.340 a 40.700 dollari, mentre la configurazione più ricca Warlock manterrà il prezzo minimo di 45.430 dollari. La gamma continuerà a includere versioni con cabine a due file (Quad Cab o Crew Cab) e trazione integrale. L’elenco delle dotazioni di serie e degli optional potrà essere modificato.

IL PICK-UP DEL MITO

Il prezzo minimo del Ram 1500 Classic per il model year 2024 è quasi uguale a quello del pickup di quinta generazione pre-serie, che è ancora ordinabile, ma il Ram 1500 aggiornato per il model year 2025 potrebbe essere sensibilmente più costoso – i prezzi non sono ancora stati annunciati.

Non si sa ancora per quanto tempo il Ram 1500 Classic rimarrà sulla catena di montaggio – i colleghi americani ritengono che il model year 2024 sarà l’ultimo. Va detto che la coesistenza di due generazioni non ha permesso ai pick-up full-size Ram di superare i principali concorrenti sul mercato nazionale alla fine dello scorso anno. Secondo i dati dei produttori, le vendite di pick-up Ram nel 2023 negli Stati Uniti sono state pari a 444.926 unità (-5% rispetto ad APPG), Ford F-Series ha venduto 750.789 unità (+14,8%), Chevrolet Silverado ha venduto 555.148 unità (+6,1%).

Nuova Renault Captur Coupé 2024: il Rendering

La muova Renault Captur Coupé sarà una inedita versione a tetto basso.

La scorsa primavera, il restyling della Clio 5 aveva lasciato un sapore di incompiuto, in quanto la metamorfosi del frontale contrastava con l’immobilità del posteriore. Questa mezza misura stilistica non sarà presente nell’aggiornamento della Renault Captur, atteso nei prossimi mesi, grazie alle numerose varianti che il SUV urbano offrirà per controbilanciare il definitivo ritiro dal catalogo della gamma Mégane.

La Renault Captur coupé sarà più lunga di 15-20 cm per accogliere due carrozzerie aggiuntive, in modo da assumere inizialmente un profilo fastback di circa 4,40 metri.

La Captur Coupé darà a Renault la gamma europea più completa in questo segmento emergente, insieme all’Arkana e al Rafale.

DATI TECNICI E MOTORI

Oltre alla versione coupé ci sarà anche una Grand Captur, il cui nome definitivo non è ancora stato deciso. La versione estesa arriverà per sfruttare i vantaggi di una vera e propria station wagon rialzata. Tutti questi modelli, compresa l’originale Renault Captur restyling (lungo 4,23 metri), avranno un frontale in linea con il recente linguaggio stilistico del marchio, oltre a terminali posteriori specifici.

La Renault Captur di seconda generazione è realizzata sulla piattaforma CMF-B. Anche se non ci sono informazioni affidabili sulle modifiche alla gamma di motori, l’attuale crossover sul mercato europeo è disponibile esclusivamente con motori a benzina: il modello base ha un 1.0 TCe “turbo” (90 CV), c’è anche un mild hybrid con un quattro cilindri turbo 1.3 TCe (140 o 160 CV) e un HEV ricaricabile con un 1.6 aspirato (potenza combinata – 145 CV). Ci sarà una variante con motore 1.0 a gas. Tutte le versioni sono dotate di trazione anteriore.
La nuova Renault Captur arriverà nelle concessionarie nel corso del 2024.

GAC sfida Toyota e sviluppa le batterie allo stato solido

GAC sfida Toyota con le batterie allo stato solido.

Toyota vuole essere una delle prime aziende a lanciare sul mercato globale la sua batteria allo stato solido installata in un’auto elettrica. Sappiamo che da anni sta registrando brevetti per questa tecnologia e la sua ultima promessa è che rilascerà batterie con elettroliti solidi entro il 2027.

Sembrava che Toyota sarebbe stato il primo a disporre di una tecnologia che mira ad essere una vera e propria rivoluzione per i veicoli elettrici. Tuttavia, sembra che GAC arriverà prima.
Secondo le promesse di Toyota, le sue batterie allo stato solido daranno vita ad auto elettriche con 1.200 km di autonomia e un sistema di ricarica che consente di recuperare energia in 10 minuti di carica. Si tratta di cifre promettenti che, ovviamente, lasciano presagire una rivoluzione dei vantaggi che un’auto elettrica può offrire. Sembra però che solo 10.000 auto saranno dotate di questa batteria che, tra l’altro, debutterà sul successore della Lexus LFA, un modello basato sul Lexus Electrified Sport Concept. Quindi, in realtà, la sua diffusione sarà molto lenta a causa delle limitazioni iniziali nel tasso di produzione.
Il gruppo cinese GAC ha annunciato l’intenzione di lanciare sul mercato le prime auto elettriche con tecnologia a batterie allo stato solido con un certo anticipo rispetto alle previsioni di Toyota, arriveranno nel 2026. Per ora, secondo i dati forniti da Feng Xingya, presidente di GAC, ci si può aspettare una densità energetica di 400 Wh/kg a livello di celle e alti livelli di vita utile e sicurezza.
Non stiamo parlando di un marchio qualsiasi, ma di GAC, il secondo produttore di auto elettriche in Cina dietro solo a BYD. Un marchio che in Europa conosciamo poco perché non commercializza i suoi veicoli qui, ma qui abbiamo già sentito parlare della GAC Aion Hyper GT, per esempio, per essere riuscita a diventare l’auto elettrica più aerodinamica del mondo. Inoltre, GAC è una delle tante aziende cinesi che hanno già espresso l’intenzione di attaccare presto il mercato europeo.

LE BATTERIE ALLO STATO SOLIDO

Finora sembrava che Toyota sarebbe stato il primo marchio ad avere auto elettriche con batterie allo stato solido. In realtà, con le ultime informazioni sul lancio di questa tecnologia da parte dei giapponesi, le aspettative sono crollate. Semplicemente perché, entro il 2030, ci saranno a malapena 10.000 auto con questo tipo di batterie e le utilizzeranno solo in un modello. Quindi, anche se arriveranno presto, è vero che lo faranno molto più lentamente di quanto sembrava e di quanto gli utenti avrebbero voluto.
Ma c’è ancora molto tempo sia per l’anno 2026, quando GAC porterà questa tecnologia su strada sia per l’anno 2027, quando Toyota ha annunciato che debutterà questa tecnologia. E i due principali produttori mondiali di batterie per auto elettriche devono ancora parlare.

Dobbiamo cioè ancora sapere nel dettaglio cosa faranno CATL e BYD e se si affretteranno a distribuire la loro tecnologia di batterie allo stato solido. Perché, ovviamente, se c’è qualcuno che può superare Toyota, sono queste due aziende. Che sono anche cinesi.

Nuova Geely Galaxy E8 2024: la Cina sfida Tesla Model S

La.nuova Geely Galaxy E8 è pronta a lanciare la sfida alla Tesla Model S.

Geely, che oltre a essere proprietaria di Volvo e Polestar, è anche comproprietaria di Smart, sta per lanciare la Geely Galaxy E8. Lo farà a partire dal 17 novembre al Guangzhou Motor Show 2023, anche se il lancio commerciale avverrà alla fine di quest’anno, ed è un modello lungo 5,01 metri che si distingue per la sua carrozzeria di tipo berlina. fastback con un posteriore davvero attraente.

La nuova Geely Galaxy E8 leggermente più grande di una Tesla Model S e, per alcuni aspetti specifici, vuole essere una proposta più completa e, per di più, con caratteristiche straordinarie come auto elettrica.

Come molti altri modelli della stessa Geely, di Volvo e di Polestar, la Geely Galaxy E8 è costruita sulla piattaforma SEA e si posiziona per le sue dimensioni tra le berline medie e grandi. Misura ben 5,01 metri di lunghezza, quindi è leggermente più grande della Tesla Model S, anche se di poco, ed è anche larga 1,92 metri e alta ben 1,46 metri.

Il suo passo è di 2,92 metri e sarà lanciata in sei diversi colori di carrozzeria. Per quanto riguarda il design, la cosa che più colpisce è il suo grasso di tipo fastback con alcuni altri tocchi di sportività, il tutto combinato con un’aerodinamica di riferimento per la sua categoria.

DATI TECNICI E MOTORI

La Geely Galaxy E8 ha un coefficiente aerodinamico di 0,199 Cx, quindi migliora lo 0,20 Cx della Mercedes-Benz EQS e anche lo 0,208 Cx della Tesla Model S. Anche rispetto alle rivali cinesi come la MI L7 (0,21 Cx) o la NIO ET7 (0,208 Cx) è molto migliore, quindi è chiaro che uno degli aspetti tecnici su cui hanno lavorato di più è la sua silhouette sportiva e la sua straordinaria aerodinamica.Ma non è solo il design esterno a spiccare, che tra l’altro può vantare fari a LED ad alte prestazioni con 158 diodi luminosi. All’interno del Geely Galaxy E8 troviamo anche “l’ultimo grido” con un gigantesco schermo da 45 pollici che attraversa praticamente l’intera plancia. E, tra l’altro, ha un quadro strumenti digitale standard, di uno schermo multimediale centrale e di un’area di intrattenimento specifica per il copilota. È uno schermo enorme, con un display di 1.130 x 138 mm e uno spessore di soli 9,8 mm, è antimpronta, antiriflesso, impermeabile e resistente alla polvere. Una tecnologia che presto potremmo vedere nei modelli Polestar e Volvo.

Questo schermo ha una risoluzione 8K e integra un SoC Qualcomm Snapdragon 8295 di nuova generazione. È inoltre completato da un Head-Up Display con realtà aumentata e da un display da 25,6 pollici di diagonale. Il Geely Galaxy E8 dispone anche di un tetto panoramico azionabile e di un sistema di illuminazione ambientale RGB con 256 colori configurabili. Naturalmente, a livello tecnologico e grazie ai suoi interni sorprendenti, punta a stabilire un nuovo punto di riferimento all’interno del segmento, anticipando la semplice e minimalista Tesla Model S. Ora, dovremo vederla da vicino quando verrà presentata tra pochi giorni.

Per quanto riguarda il motore, le versioni di accesso sono dotate di un’architettura a 400 V per l’impianto elettrico, che supporta una configurazione con 272 CV estratti da un motore elettrico posteriore. Il motore, in questo caso, è alimentato da una batteria con capacità di accumulo di energia di 62 kWh con celle LFP, un’autonomia nel ciclo cinese NEDC di 550 km e una velocità massima di 190 km/h. Sopra c’è un’altra versione con lo stesso motore, ma con una batteria da 76 kWh, che darà 665 km di autonomia massima.

La muova Geely Galaxy E8 avrà anche una versione con due motori elettrici su un’architettura a 800 V. In questo caso, il motore elettrico anteriore è da 224 CV e quello posteriore da 421 CV, insieme a una batteria da 76 kWh per offrire un’autonomia massima di 665 km secondo il ciclo NEDC e con una velocità massima di 210 km/h. Può recuperare, tra l’altro, 180 km di autonomia in 5 minuti di collegamento al caricabatterie. E in questa sezione più tecnica, la Tesla Model S ha effettivamente configurazioni molto più elevate nella sua autonomia.

Nuova Volkswagen ID.2 2025: ecco quando Arriva

La nuova Volkswagen ID.2 arriverà per sfidare la prossima generazione di compatte elettriche.

Volkswagen continua a investire nello sviluppo della sua famiglia ID completamente verde: la primogenita è la compatta hatchback a cinque porte ID.3, che ha debuttato nel settembre 2019 (sarà in vendita nell’autunno 2020). La gamma è stata poi arricchita dal crossover ID.4, dalla sua versione coupé ID.5, nonché dal furgone elettrico ID. Buzz per finire con la berlina ID.7. In futuro, la famiglia sarà ampliata con la compatta hatchback Volkswagen ID.2.

La piccola “utilitaria elettrica” di Volkswagen era attesa nel 2025. Tuttavia, ora l’edizione tedesca di Auto Motor und Sport riporta che la data di inizio della produzione di massa della cinque porte è stata decisa per posticipare al 2026.

Ricordiamo che l’anno scorso l’azienda ha dovuto interrompere temporaneamente alcuni dei suoi impianti di produzione di auto elettriche a causa della scarsa domanda.

Allo stesso tempo, le fonti della pubblicazione sostengono che la decisione di rinviare di circa un anno il lancio della Volkswagen ID.2 in serie è associata all’alleggerimento degli standard ambientali Euro 7. Si presume che questo sarà legalmente rinviato per il lancio di un’auto elettrica. Si presume che questo allungherà legalmente la vita delle auto con motore a combustione interna in Europa (in questo caso specifico stiamo probabilmente parlando della Golf): potranno essere sia prodotte che vendute più a lungo.

Rendering Kleber Silva

DATI TECNICI E MOTORI

Secondo quanto riferito, l’Unione Europea ha dovuto cedere alle pressioni di diversi Paesi produttori di automobili e, di conseguenza, i previsti standard di emissione Euro 7 sono stati allentati alla fine dello scorso anno. Ora il nuovo standard per le emissioni di gas di scarico delle autovetture è quasi identico all’attuale Euro 6. Come compromesso, sono state mantenute le norme più severe per gli inquinanti presenti nei gas di scarico di autobus e camion, mentre è previsto un inasprimento degli standard per le particelle nocive presenti nei freni e nei pneumatici delle autovetture.

Sembra che quest’anno Volkswagen mostrerà la versione di produzione dell’auto elettrica, creata sulla base del concept ID.2 all, che ha debuttato lo scorso marzo, nel 2025. Un po’ più tardi, ma nello stesso anno, è probabile che inizi la produzione su piccola scala della novità, ma l’assemblaggio su larga scala sarà spostato all’anno successivo.

Il cuore del concept Volkswagen ID.2 all è una versione semplificata della piattaforma MEB Entry. È dotata di un singolo motore elettrico da 226 cavalli situato sull’asse anteriore. Questa cinque porte per accelerare da un posto a “cento” richiede meno di sette secondi, e la sua velocità massima è limitata a 160 km / h. La capacità della batteria di trazione non è stata resa nota, ma si sa che l’autonomia con una singola carica di questa utilitaria è di circa 450 km (se calcolata sul ciclo di omologazione WLTP).

In precedenza è stato riferito che il prezzo di partenza della versione commerciale della hatchback, basata sulla ID.2 all show car, dovrebbe essere di 25.000 euro.

Nuova Toyota GR Yaris Rally2: omologata FIA

La Toyota GR Yaris Rally2 supera con successo l’omologazione FIA. Quattro esemplari sono pronti a partecipare al Rally di Monte Carlo. Piloti come Jan Solans, Sami Pajari, Bryan Bouffier, Hikaru Kogure e Yuki Yamamoto la utilizzeranno nel 2023.

Toyota Gazoo Racing ha confermato che la nuova Toyota GR Yaris Rally2 ha superato con successo il processo di omologazione della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) ed è pronta a correre dal 1° gennaio. Anche se l’elenco degli iscritti al Rally di Monte Carlo non è ancora stato pubblicato, Toyota ha confermato che ci saranno fino a quattro delle sue auto “Rally2” nel parco assistenza per la gara di apertura del WRC.

Toyota è stato l’unico costruttore della classe regina a non avere una vettura “Rally2” in gara. Seguendo le orme di M-Sport e Hyundai, l’azienda giapponese ha sviluppato questa Toyota GR Yaris Rally2 per dare forma a un programma “race-client” che le consentirà di ammortizzare i costi del programma del marchio nel Campionato del Mondo Rally. La vettura è destinata a team privati, anche se la prima unità sarà consegnata alla squadra del presidente Akio Toyoda.

Jan Solans sarà uno dei piloti che gareggerà con la Toyota GR Yaris Rally2 nel Rally di Monte Carlo.

L’omologazione della Toyota GR Yaris Rally2 chiude un processo di sviluppo molto ambizioso che ha portato il marchio a completare più di 15.000 chilometri di test, molti dei quali in gara. Un nutrito gruppo di piloti ha potuto testare la giapponese “Rally2” in questa fase di collaudo, contribuendo così alla loro visione di creare un veicolo che si adatta a tutti i tipi di piloti e stili di guida.

YARIS REGINA DEI RALLY

L’idea era che la Toyota GR Yaris Rally2 potesse essere costruita con il contributo di piloti professionisti di alto livello, ma anche di giovani piloti che muovevano i primi passi in questo sport e di clienti esperti. Il risultato è un’auto con cui Toyota spera di sfidare i modelli già affermati nel Campionato del Mondo, come la Skoda Fabia RS Rally2, la Hyundai i20 N Rally2, la Ford Fiesta Rally2 e la Citroën C3 Rally2.

Tra le quattro Toyota GR Yaris Rally2 presenti al Rally di Monte Carlo, ce ne sarà una dal sapore decisamente spagnolo. Jan Solans e Rodrigo Sanjuan saranno presenti nel 2024 nella categoria WRC2 ai comandi di una delle “Rally2” della Casa giapponese. Il loro programma inizierà al Rally di Monte Carlo e sarà sotto l’egida di Teo Martín Motorsport. Il campione Junior WRC 2019 e il doppio secondo classificato nel Campionato Spagnolo Rally sono pronti ad affrontare questa nuova sfida.

Dopo aver mostrato i colori della sua Toyota GR Yaris Rally2, lo spagnolo Jan Solans ha spiegato: “Sono entusiasta di tornare nel Campionato del Mondo. È dal 2019 che non riesco ad avere un programma a tempo pieno nel WRC. Sarà un anno di grande apprendimento con rally completamente nuovi. Grazie al sostegno di un gruppo ampio e diversificato di aziende, possiamo continuare a crescere e siamo riusciti a portare avanti questo progetto”.