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Volkswagen Golf arriva il metano

La Nuova Volkswagen Golf è disponibile anche in versione a doppia alimentazione benzina/metano con il motore 1.4 TGI. Questa unità eroga 110 CV e una coppia massima di 200 Nm che garantiscono una piacevole guidabilità a fronte di consumi ed emissioni molto contenuti. Già il metano di origine fossile, infatti, per sua composizione chimica, ha emissioni di CO2 ridotte.

Il biometano le abbatte ulteriormente e ha un ruolo ancora più strategico nella transizione verso la futura mobilità sostenibile. La Nuova Golf TGI è disponibile negli allestimenti Trendline, Business, Highline ed Executive, anche con il cambio automatico doppia frizione DSG a 7 rapporti. Prezzi a partire da 23.050 Euro.

Alle numerose innovazioni tecniche che rendono l’evoluzione della bestseller compatta – icona Volkswagen da oltre 40 anni – ancora più ricca ed evoluta, si abbina l’unicità di poter offrire cinque alimentazioni differenti, tra cui 100% elettrica e ibrida plug-in. Accanto ai motori Euro 6 TSI benzina e TDI a gasolio, il metano identifica una proposta particolarmente gradita ai Clienti che scelgono motorizzazioni tradizionali. L’1.4 TGI turbo 110 CV a gas metano (e benzina) consente alla Golf TGI di passare da 0 a 100 km/h in 10,6 secondi e di raggiungere una velocità di 195 km/h. A buone prestazioni corrispondono consumi significativamente contenuti: 3,6 kg/100 km di gas metano (98 g/km di CO2).

Disponibile con carrozzeria 5 porte o Variant e anche con cambio automatico DSG, la versione a gas naturale interpreta alla perfezione i quattro pilastri della strategia Volkswagen: mobilità sostenibile, guida autonoma, connettività e tecnologia intuitiva.

Quanto alla sostenibilità, il metano, anche se di origine fossile, per sua composizione chimica origina emissioni di CO2 ridotte. Il biometano generato da fonti rinnovabili le abbatte ulteriormente e ha un ruolo ancora più strategico, risultando la soluzione più ecosostenibile da affiancare allo sviluppo dell’elettrico.

Già oggi, fino a 60 km/h, la Nuova Golf offre un’anticipazione di guida autonoma grazie al Traffic Jam Assist, oltre che con altri innovativi sistemi di assistenza alla guida: Lane Assist, Front Assist, Adaptive Cruise Control ed Emergency Assist che riesce a far accostare a destra la vettura nel caso rilevi che il guidatore è in stato di incoscienza.

Grazie ai sistemi App-Connect e Car-Net, tramite i comandi della Nuova Golf è possibile controllare il proprio smartphone e tutto il mondo che contiene. Grazie poi ai nuovi sistemi di infotainment, la tecnologia di bordo è già in generale decisamente più intuitiva e fruibile, per arrivare al massimo della facilità di impiego con il Gesture Control, funzione del navigatore Discover Pro con schermo da 9,2”, che introduce i comandi gestuali per interagire con menù, radio e playlist. Una prima assoluta per una vettura di questo segmento.

La Golf TGI a metano oggi viene proposta in sette differenti versioni che nascono dall’incrocio tra quattro allestimenti – Trendline, Business, Highline ed Executive – e due opzioni di cambio. Una gamma ampia con prezzi di listino che variano tra i 23.050 Euro della Trendline con cambio manuale e i 28.550 della Executive con cambio a doppia frizione DSG.

Salone dell’auto di Torino dal 7 all’11 giugno: i brand

Mancano due settimane all’inaugurazione della 3ª edizione del Salone dell’Auto Parco Valentino e a Torino si respira già entusiasmo: bandiere e stendardi sventolano, ricordando che la festa dell’automobile animerà la città dal 7 all’11 giugno, anche lungo il percorso del Gran Premio che passerà anche da via Po e dai Giardini Reali.

Negli ultimi giorni 7 nuovi Brand hanno dato conferma ufficiale della loro presenza: il gruppo PSA, DR Automobiles, Maserati, Mini e Tazzari vanno così a completare il gruppo di 55 Marchi che parteciperanno alla 3ª edizione del Salone dell’Auto di Torino: Abarth, Alfa Romeo, Alpine, Aston Martin, Audi, Bentley, BMW, Cadillac, Chevrolet, Citroën, Corvette, Dacia, DR Automobiles, DS, Ferrari, Fiat, Ford, FV Frangivento, GFG Style, Honda, IED Torino, Italdesign, Jaguar, Jeep, Kia, Lamborghini, Lancia, Land Rover, Lexus, Lotus, Maserati, Mazda, Mazzanti, McLaren, Mercedes-Benz, Mini, Mole Automobiles, Noble, Pagani, Peugeot, Pininfarina, Porsche, Renault, SEAT, ŠKODA, Smart, Nespolo per Alfredo Stola, Suzuki, Tazzari, Tesla, Touring Superleggera, Toyota, Trilix per Tata Motors, Volkswagen, Volvo.

La sfida etica dell’auto a guida autonoma. Parte 2/2

IRVINE, Calif. (August 27, 2013) - Nissan Motor Co., Ltd. today announced that the company will be ready with multiple, commercially-viable Autonomous Drive vehicles by 2020. Nissan announced that the company's engineers have been carrying out intensive research on the technology for years, alongside teams from the world's top universities, including MIT, Stanford, Oxford, Carnegie Mellon and the University of Tokyo.

A prescindere da quanto questi dati possano essere stati modificati a favore dei produttori di auto a guida autonoma, quello che possiamo dire è che i dati variano di paese in paese. In Svezia, per esempio, gli incidenti sono molto rari e uno studio canadese ha concluso che le macchina a guida autonoma, non solo non diminuiscono gli incidenti, ma addirittura li causano cinque volte di più di quanto non faccia la guida umana.

Le statistiche quindi non rispondono alla nostra domanda: cioè se le auto a guida autonoma migliorino la nostra vita o no. Inoltre la discussione sui dati è molto più complessa poiché dovremmo prendere in considerazione un numero di auto enorme e analizzare la strada percorsa da ognuna e in quali condizioni. Il dato va contestualizzato e per ora le macchine senza conducente sono minoritarie rispetto a quelle a guida umana; quindi il dato perde, almeno in parte, la sua oggettività e viene interpretato a seconda dei punti di vista. Dobbiamo allora basarci su altre considerazioni.

Supponiamo però che la risposta alla nostra domanda sia si, i veicoli a guida autonoma sono una valida opzione. Ebbene in un caso come questo colui che progetta l’auto deve avere degli obblighi di carattere etico e morale. Quindi dobbiamo ottenere la massimizzazione, in ciascuna situazione di guida, del benessere collettivo pur rispettando questi obblighi, ammesso che si possa fare.

Questa è la massima generale, ora però dobbiamo capire come calare questa massima nella concretezza della progettazione. Ogni situazione è diversa e va analizzato caso per caso. Ovviamente anche con una macchina senza conducente l’incidente è possibile, anche se meno probabile e potremmo dover affrontare casi di collisioni inevitabili.

Immaginiamoci una situazione come questa:

ci sono quattro pedoni che in curva, con il rosso, decidono di attraversare la strada e la macchina a guida autonoma non può fermarsi poiché come abbiamo detto la collisione è inevitabile (non c’è tempo per frenare). L’auto allora può solo andare a sinistra o a destra. L’ingegnere ha questo scenario in mente e deve scegliere che vincolo morale mettere sul controllore. A destra abbiamo una persona su una moto con il casco e a sinistra un uomo in moto ma senza casco. Da che parte dovrebbe andare la macchina?

Abbiamo detto che non possiamo farla andare contro i pedoni, nonostante non abbiamo rispettato le norme della strada poiché morirebbero quattro persone e questo andrebbe contro la massima generale che abbiamo posto come premessa. Se invece andiamo a sinistra il rischio di uccidere qualcuno è più alto che sterzare a destra, poiché il conducente del motorino di sinistra non indossa il casco. Per minimizzare i danni allora dovremmo andare verso destra.

Questo però crea qualche problema, perché potrebbe disincentivare l’uso del casco, visto che se indossi il casco, hai maggiori probabilità di essere investito. Ma allora cosa si fa? Il progettista sceglie casualmente? Immaginiamo allora che il nostro amico Andrea voglia comprare una macchina senza conducente e quando la compra firma un contratto e accetta una clausola che dice: colui che compra il mezzo accetta che la sua auto cerchi, in ogni situazione, di ridurre al minimo le conseguenze negative per tutti gli esseri umani coinvolti, senza preferenza.

Allora partendo da questa base facciamo un altro esempio, questa volta senza moto. Da una parte abbiamo un muro di cemento, dall’altra la famigliola felice e Andrea è solo nella sua automobile. In caso di collisione inevitabile, calcolando che l’obiettivo è quello di ridurre al minimo le conseguenze negative per gli esseri umani, la macchina di Andrea andrà contro il muro di cemento poiché così facendo il danno sarebbe minore. Ma va davvero bene? Andrea sarebbe d’accordo? Ovviamente no.. io non vorrei una macchina del genere. Perché mai dovrei comprare una cosa che in una situazione del genere mi fa morire?

Allora che cosa fa Andrea? Chiede di cambiare le condizioni per l’acquisto e richiede una clausola dove sì, Andrea accetta la minimizzazione dei danni, ma allo stesso tempo vuole una maggiore protezione dei passeggeri a bordo. Questa richiesta però è giustificata? Una macchina che tutela di più il passeggero piuttosto che i pedoni renderebbe la vita del proprietario di maggior valore rispetto a quella degli altri e la condizione di imparzialità iniziale verrebbe meno. Quindi dal punto di vista del pedone non sarebbe moralmente giusto avere per la strada una macchina del genere, mentre dal punto di vista di colui che la compra non sarebbe moralmente giusto il contrario.

Ma il problema è proprio questo: cioè che noi cambiamo schema morale a seconda dei ruoli che occupiamo in quel determinato momento. Fino a quando sono io in macchina voglio una maggiore tutela per il passeggero, ma quando sono a piedi o so che i miei figli camminano per strada preferirei che la macchina tutelasse maggiormente l’interesse dei pedoni in caso di incidente. Eppure non è possibile nemmeno creare delle clausole ad personam poiché così facendo avremmo a che fare con il farwest e “si salvi chi può”. Questo è un problema rilevante poiché il conflitto morale/etico può trasformarsi, rapidamente, in un conflitto di tipo sociale.

Immaginiamo infatti che Andrea compri l’auto a guida autonoma customizzata a suo piacimento e si sente deontologicamente giustificato a non sacrificare la propria vita. La sua amica Emilia però ha saputo che Andrea ha optato per una clausola in cui si dice che il conducente viene tutelato di più rispetto ai pedoni e agli altri in generale. Quindi l’auto non permetterà mai che il conducente muoia per salvare, per esempio, i bambini di Emilia che attraversano la strada. Ma allora Emilia non è d’accordo e non vuole che un’auto del genere circoli nelle sue strade.

Quindi quale è la soluzione? Cosa sceglie l’ingegnere?

  • Deontologica pura (tutti i doveri codificati e dove non c’è dovere puoi seguire la tua preferenza)

  • Deontologica con eccezioni supererogatorie (quando c’è un bambino o un ansiano cerchi di salvarlo)

  • Consequenzialismo dei singoli atti (ciò che va valutato sono le conseguenze dei singoli atti)

  • Consequenzialismo delle regole

  • Priorità deontologica a default consequenzialista (dove ho gli obblighi o i diritti allora valgono quelli mentre dove mi è permesso devo ragionare come un consequenzialista)

Un ingegnere, molto probabilmente, prenderà un dominio ristretto dove le due teorie etiche non confliggono l’una con l’altra, ma per fare questo cosa è necessario?

Ebbene a mio avviso è necessario, prima che macchine del genere possano funzionare ed essere realmente utili per il benessere dei cittadini, che le strade siano opportunamente modificate e che tutte le auto in circolazione siano solo quelle a guida autonoma.

Ma la mia domanda è: cosa è il benessere? Cosa si intende per benessere? Siamo davvero sicuri che una volta arrivati al punto di avere macchine in grado di fare tutto da sole, senza di noi, staremo meglio?

Ritengo che qualcuno di noi, se non la maggior parte, si troverà a rimpiangere la chiave che gira nella serratura all’accensione, il cambio manuale e la soddisfazione dopo un parcheggio ben riuscito. Siamo davvero sicuri di voler rinunciare alla “meccanica delle emozioni”, al “piacere di guidare”, al “born to performe”, al “motion & emotion”? Io non ne sono poi così convinta.. e voi?

Fiat 500L cambia senza stravolgimenti

Dopo cinque anni stabilmente al vertice del proprio segmento, nasce la nuova Fiat 500L. Partendo dalle caratteristiche che hanno contribuito al successo sul mercato europeo 500L combina 3 anime: Urban, Cross e Wagon.
Nuovo il 40% dei componenti. Il design è stato concepito per rafforzare il family feeling del modello attraverso l’enfatizzazione dei celebri stilemi, per un’identità quanto mai definita. 500L unisce il meglio dello stile e delle emozioni della 500 allo spazio e la funzionalità di un MPV. L’habitat naturale dell’icona Fiat sono le strade delle città di tutto il mondo, e la 500L integra, alle note doti di compattezza, lo stile da crossover della nuova versione Cross, dotata del Mode Selector grazie al quale è possibile scegliere tra tre diverse risposte della vettura a seconda dello stile di guida e delle condizioni della strada: Normal, Traction+ e Gravity Control. Chi guida la nuova 500L, in città oppure su terreni più impervi, condivide una stessa e attualissima esigenza: essere sempre connesso, per condividere ogni emozione del viaggio, comunicare, ascoltare la propria musica preferita, o ricevere in tempo reale informazioni sul traffico e sulle condizioni meteo. Con la 500L è possibile fare tutto questo senza staccare le mani dal volante né gli occhi dalla strada grazie al sistema UconnectTM HD Live con schermo touchscreen ad alta risoluzione da 7″, anche con predisposizione Apple Car Play e compatibilità con Android AutoTM.
Rinnovata anche la versione Cross. Oltre al Mode Selector, il carattere avventuroso della vettura è sottolineato da dotazioni specifiche, assetto rialzato di 25 mm e dettagli estetici da puro crossover: nuovo design dei paraurti, nuove protezioni laterali, nuove ripari sottoscocca anteriori e posteriori. Accanto alla Cross, la declinazione metropolitana per eccellenza, la Urban, e la Wagon in cui s’esaltano le caratteristiche di spazio e versatilità grazie ai sette posti completamente riconfigurabili.

Comune a tutte le anime l’impegno per la sicurezza, grazie a dotazioni come l’Autonomous City Brake – il sistema di frenata automatico in condizioni di guida urbana, al di sotto dei 30 km/h.

La configurazione interna è flessibile: permette al cliente di creare sino a 1.500 personalizzazioni. Sono inoltre disponibili esclusivi pacchetti studiati ad hoc attraverso i quali ogni cliente potrà personalizzare la propria 500L enfatizzandone le caratteristiche di stile, connettività, comfort e sicurezza. Motori a benzina, GPL, metano, gasolio con potenze sino a 120 CV abbinati a cambi manuali a cinque o sei marce, o automatico robotizzato Dualogic.

I clienti italiani avranno l’opportunità di conoscerla in occasione del Porte Aperte di lancio previsto per il fine settimana del 17-18 giugno.

La Mille Miglia chiude l’edizione del 90esimo anniversario

L’equipaggio numero 74 formato da Andrea Vesco, 29 anni di Sarezzo (Val Trompia BS) e Andrea Guerini, 38 anni di Marcheno (BS) a bordo di un’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport del 1931 ha tagliato il traguardo di Viale Venezia a Brescia questo pomeriggio, vincendo per il secondo anno consecutivo la “corsa più bella del mondo”. Accolta da una folla di appassionati giunti da ogni parte d’Italia, l’Alfa Romeo che li ha portati alla vittoria ha preso parte alla Mille Miglia del 1933, edizione vinta dal grande fuoriclasse del volante Tazio Nuvolari.

Al secondo posto Luca Patron (Vicenza) e Massimo Casale (equipaggio numero 5) a bordo di una O.M. 665 Sport Superba 2000 del 1925 che ha sfidato i vincitori con un testa a testa durato fino alla fine, poco più di mille i punti di scarto. Luca Patron si è classificato secondo anche lo scorso anno. Completa il podio, l’equipaggio dei coniugi mantovani Giordano Mozzi e Stefania Biacca a bordo di una Alfa Romeo 6C 1500 GS Zagato che sono rimasti indietro di circa 2000 punti dal vincitore. La coppia lombarda aveva vinto le edizioni 2011 e 2014 della Freccia Rossa.

Nella classifica finale si sono distinti ben 4 equipaggi argentini il primo, al quarto posto, quello composto da Juan Tononology e Guillermo Berisso (vincitori nel 2015) che hanno occupato nelle classifiche parziali anche il terzo posto sulla loro Bugatti Type 40 del 1927.

A Maria e Luigia Gaburri è andata la Coppe delle Dame riservata al primo equipaggio femminile della classifica finale (133° posto assoluto). Sono rispettivamente figlia e moglie di Roberto Gaburri, fondatore e primo presidente di 1000 Miglia srl (società organizzatrice della gara) scomparso lo scorso anno. Le vincitrici guidavano una Abarth 750 GT Zagato del 1957 col numero 414.

Dichiara Alberto Piantoni, amministratore delegato di 1000 Miglia Srl. – “La Mille Miglia si conferma oggi più che mai una non solo una manifestazione importantissima per l’Italia dei motori, ma un biglietto da visita di portata internazionale per il Paese della bellezza. Voglio ringraziare tutte le persone coinvolte nell’organizzazione, indispensabili per il successo della manifestazione e gli sponsor che condividono la nostra passione”.

Dopo 4 giorni di guida con tanto sole ma anche tratti sotto la pioggia, 40 ore al volante con brevissime pause per il pranzo, 200 comuni attraversati, 7 regioni e la Repubblica di San Marino siamo giunti alla fine della Mille Miglia 2017 che quest’anno ha celebrato il suo 90esimo compleanno. Circa 60 i ritiri alla fine tra cui l’ex pilota Arturo Merzario acclamato anche all’arrivo di Brescia dove la sua vettura è stata spinta sul palco. Particolarmente suggestive, e decisive per la vittoria finale, sono state le ultime prove cronometrate sulle piste dei Tornado del 6° Stormo all’Aeroporto militare di Ghedi.

Record di richieste d’iscrizione quest’anno, 705 quelle arrivate per partecipare alla trentacinquesima rievocazione della Mille Miglia, ma solo 450 sono state le vetture accettate, con piloti provenienti da tutto il mondo (39 Paesi).

Grande successo di pubblico anche i per i tributi Ferrari e Mercedes-Benz che, precedendo la gara di qualche ora, hanno infiammato al loro passaggio la passione degli spettatori per i motori.

Nuova Skoda Karoq il B-Suv che mancava

Nuova Skoda Karoq 2022: quando esce il Restyling

Il Gruppo Volkswagen presenta a Stoccolma la “sorella minore” della Seat Ateca e Vw Tiguan. Nei prossimi mesi andrà ad inserisi nel segmento B-SUV, cioè quello che cresce  e promette di crescere più di tutti, la nuova Skoda Karoq. Dopo di lei, con qualche mese di distanza l’una dall’altra, arriveranno la Seat Arona e la Volkswagen T-Roc, tutte basate sulla iper-versatile piattaforma modulare MQB. 

Lunga  4,38 metri e con una larghezza di 1,84 m sfiora quasi il segmento superiore; l’altezza di 1,6 metri e passo di 2,64 m. Ampio lo spazio interno, con un bagagliaio che ha almeno 521 litri di capacità. Il pacchetto tecnico, di dotazioni e di accessori di questa Skoda non hanno nulla da invidiare ai brand più blasonati. Sulla Karoq, infatti, debuttano il quadro strumenti digitale, i fari anteriori full LED e il sistema di infotainment con il display touch capacitivo in vetro che troviamo sulla nuova Vw Tiguan.

Sul fornte motori ci sono il 1.6 ed il 2.0 TDI con potenze di 115, 150 e 190 CV per il benzina il 1.0 TSI 3 cilindri da 115 CV e il 1.5 TSI da 150 CV con cilindri disattivabili per risparmiare sul carburante. Sulle motorizzazioni dai 150 CV in su è disponibile la trazione integrale, mentre il cambio DSG a 7 rapporti si può avere su tutta la gamma.

La sfida etica dell’auto a guida autonoma

Ormai si discute da tempo sui sistemi autonomi, cioè sistemi capaci di funzionare senza il controllo dell’uomo. Questa è una questione molto interessante, non solo per tutti coloro che si occupano di informatica e tecnologia, ma anche per chi si occupa di etica. Infatti alcuni di questi compiti, sono dei compiti che se fossero svolti da esseri umani comporterebbero l’assunzione di certe responsabilità e quindi noi dobbiamo porci questo problema: se è giusto che le macchine lo facciano al posto degli esseri umani.

Quali sono i vincoli morali che dobbiamo porre su una certa macchina che fa qualcosa in modo autonomo? Oppure abbiamo una questione più generale e non enumerativa di vincoli cioè: possiamo o non possiamo dare ad una macchina la possibilità di svolgere da sola determinati compiti?

In etica è molto difficile rispondere, poiché si rischia di finire il discorso con delle massime che non sono nemmeno generali, ma generiche. Quello che vorrei fare qui è partire da massime più o meno generali per poi metterle alla prova nei singoli casi concreti. Visto qual è il nostro ambito mi concentrerò sulle automobili a guida autonoma e quindi i veicoli senza conducente.

La prima domanda è: quali sono i vincoli morali che dovremmo imporre ad un’auto a guida autonoma? Già qui vedremo che i problemi non sono molto semplici poiché l’etica in ambito normativo è fatta di tanti approcci e non sempre sono coerenti tra di loro. Quindi a seconda del modello etico che scegli incappi in certi vincoli non sempre compatibili l’un con l’altro. Un ingegnere o un informatico, quando progettano un’auto a guida autonoma cercano di migliorare, grazie alla tecnologia, la condizione umana e il benessere collettivo delle persone. L’ingegnere quindi utilizza questa “stella polare” per stabilire ciò che è moralmente giusto. Dal nostro ingegnere però vorremmo anche una certa imparzialità, poiché quando si progetta qualcosa lo si fa nell’interesse collettivo e non di qualcuno in particolare.

Queste premesse, nonostante siano condivise da tutti, trovano immediatamente degli ostacoli quando devono essere applicate concretamente al mondo della circolazione stradale e adesso vedremo come mai.

Come noi tutti sappiamo le automobili possono essere molto pericolose e gli incidenti mortali sono all’ordine del giorno. Il primo obiettivo allora, per una macchina a guida autonoma è quello di ridurre il numero di incidenti, mortali e non, che avvengono sulle nostre strade per colpa dell’uomo. dobbiamo quindi chiederci se le macchina a guida autonoma sono una risposta valida a questo problema. Ovviamente tutti coloro che vendono macchine a guida autonoma non possono che rispondere si a questa domanda. Sarebbe quindi riprovevole impedire il diffondere di un tale sistema. Anche i dati sembrano rispondere positivamente poiché abbiamo ben 130 milioni di miglia a veicolo senza alcun incidente, mentre quando guidano gli esseri umani le miglia percorse senza incidenti si abbassano drasticamente a 90 milioni.

continua…

Mercedes raccoglie le foto degli appassionati alla Mille Miglia 2017

Mercedes-Benz e la Mille Miglia rappresentano da sempre un binomio indissolubile. Un universo di passione in cui si incrociano tradizione e innovazione. Un fascino senza tempo che coinvolge e riesce ad entusiasmare vecchie e nuove generazioni e che oggi Mercedes-Benz Italia racconta ancora una volta in modo innovativo e fuori dagli schemi. Grazie al coinvolgimento della community di Instagram, la ‘Corsa più bella del mondo’ darà vita al più grande foto-racconto spontaneo mai realizzato nel mondo del Classic. #MB1000pics sarà la chiave per postare la propria foto al passaggio della Mille Miglia, in un affascinante collage che unirà l’Italia, da Brescia a Roma

Anche quest’anno Mercedes è protagonista alla Mille Miglia, che accanto alle icone della storia della Stella, vedrà scendere in campo anche affascinanti ‘yooungtimer’ coinvolte nel Mercedes-Benz Mille Miglia Challenge 2017. Una nuova occasione per unire tradizione e innovazione e raccontare ancora una volta in modo innovativo e coinvolgente la ‘Corsa più bella del mondo’.

Un appuntamento che già da alcuni anni ha permesso al team digital di Mercedes-Benz Italia, attraverso i principali canali e strumenti social, di coinvolgere gli appassionati, aprendo una finestra interattiva sulla Mille Miglia. Da Periscope, che nel 2015 aveva offerto la prima esperienza digitale nel mondo del Classic, al coinvolgimento di Twitter con le immagini 360° durante la gara dello scorso anno.

L’edizione 2017 della Mille Miglia vede protagonista Instagram nella più lunga photo-marathon mai realizzata per una gara di auto d’epoca. #MB1000pics sarà l’hashtag identificativo che gli utenti dovranno utilizzare per taggare i propri scatti al passaggio delle vetture coinvolte nella gara o raccontare l’atmosfera dell’evento nella propria città.

Già a partire dal 18 maggio, il sito: https://millemiglia2017.mercedes-benz.it inizierà a raccogliere le foto degli appassionati direttamente dalla piattaforma social, dando vita ad un album online unico nel suo genere. In diretta sui canali social di Mercedes-Benz Italia, un team dedicato seguirà il percorso storico delle auto, invitando il pubblico salire a bordo di #MB1000pics.