Home Blog Pagina 1256

In gita sicurezza a rischio: bocciato il 15% dei bus scolatici

La sicurezza stradale è qualcosa di molto serio. Lo diventa ancora di più se c’è in ballo la vita di un gruppo di studenti in gita. Le preoccupazioni dei genitori trovano conferma nei numeri; tra il 2016 ed il 2018 la Polizia stradale ha controllato il 43% dei bus ed il 15% degli stessI presentava irregolarità. Omessa revisione, mancato rispetto dei limiti orari di guida e superamento dei limiti di velocità sono le principali infrazioni contestate ai conducenti. Rendere obbligatorio il controllo dei bus in partenza da parte della Polizia stradale o locale contribuirebbe ad evitare incidenti e rischi. Importante il ruolo di genitori e docenti sentinelle delle irregolarità dei mezzi.

L’indagine del Dataroom di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera, mette in luce le criticità degli autobus utilizzati nelle gite scolastiche. Tra il febbraio 2016 ed il maggio 2018 la Polizia stradale ha effettuato controlli sul 43% dei mezzi in partenza. Su 43.061 veicoli fermati il 15% presentava irregolarità. Le multe comminate sono state 1.948. A scorrere la lista si notano episodi ricorrenti; omessa revisione, mancato rispetto dei limiti orari di guida e superamento dei limiti di velocità. Ma ci sono anche guasti ai fari, assenza di estintori, malfunzionamenti delle uscite di sicurezza e delle cinture. Insomma c’è da preoccuparsi. Quello delle gite scolastiche è un giro d’affari notevole che coinvolge 7 milioni di studenti. L’autobus è scelto principalmente da scuole elementari e medie (96%), seguono staccate le superiori 55% e i gruppi di studenti provenienti dall’estero 54%. Le scuole hanno piena autonomia nell’organizzare le gite restano ferme regole di Miur e Anac (Autorità nazionale anticorruzioen).

 I bandi per l’assegnazione devono rispettare il Codice degli appalti con i Presidi chiamati a valutare, non solo criteri economici, ma anche il rispetto delle norme di sicurezza. Per commesse sotto i 2.000 euro è previsto l’affidamento diretto mentre al di sopra si deve procedere ad una gara con almeno 5 società partecipanti. La normativa però può essere facilmente aggirata, spesso basta riverniciare e ritargare i mezzi ed il gioco è fatto. Come sottolinea Giuseppe Vinella, Presidene di Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori): «Quando il preventivo è troppo basso, le scuole devono mettersi in allarme, perché la maggior parte dei costi sono fissi, e la differenza fra una gita insicura e una sicura spesso è di 5 euro a persona. Se consideriamo i morti in incidenti, un viaggio su un bus da turismo è 40 volte più sicuro che in auto» . Eppure basterebbe rendere obbligatorio, e non solo facoltativo, per i Presidi chiedere il controllo della Polizia stradale prima della parteza del bus. Su 31.023 controlli chiesti volontariamente dalle scuole in 3.226 casi i bus erano irregolari.

Non si può sottovalutare il ruolo dei genitori e dei docenti nella sicurezza delle gite. Negli ultimi otto anni si è assistito ad un calo delle gite scolastiche. A pesare sono state le paure dei genitori per la sicurezza, la crisi economica e la crescente indisponibilità dei docenti ad accomapgnare le proprie classi nei viaggi. Eppure il ruolo di famiglie ed insegnati risulta determinante nella verifica della regolarità dei bus. Accade spesso che su carta sia tutto apposto. Automezzi conformi, rispetto delle procedure di gara con tanto di convenienza economica. Visto che i controlli su strada ci dicono il contrario sempre meglio prestare qualche attenzione in più la mattina della partenza .

CUPRA vince il campionato italiano TCR

L’Autodromo di Monza ha accolto l’ultimo appuntamento del Campionato TCR Italy 2018. Un fine settimana all’insegna della passione che ha visto CUPRA, il marchio ad alte prestazioni di Seat, consacrarsi campione italiano proprio nell’anno del debutto. Al volante della sua CUPRA TCR ufficiale, Salvatore Tavano, della scuderia SEAT Motorsport Italia, ha chiuso infatti l’ultima tappa del Campionato con uno spettacolare risultato.

I punti sommati grazie al quinto posto conquistato ieri sera in Gara1 sono bastati infatti al pilota di origine siciliana per coronarsi campione italiano nel TCR con una gara di anticipo. Tre vittorie, cinque podi e 12 piazzamenti utili sui tredici gare disputate, convertono Tavano nel nuovo Campione Italiano di TCR Italy.

Il fine settimana monzese è stato ricco di emozione per l’intera squadra delle CUPRA ufficiali, capitanata da Tarcisio Bernasconi. Il diciannovenne Matteo Greco (ex compagno di equipaggio di Tavano, passato in solitaria al volante di una CUPRA TCR con cambio DSG dopo la gara di Misano), ha concluso la gara in ottava posizione e primo della categoria DSG. La terza CUPRA della scuderia in lizza per il Campionato italiano, guidata dal pilota lombardo Massimiliano Gagliano, a sua volta ha concluso Gara1 e si è aggiudicato la seconda posizione nella categoria DSG, subito dopo il compagno di squadra.

Tarcisio Bernasconi, patron della Scuderia, ha condiviso la soddisfazione per il risultato raggiunto, grazie al lavoro di tutto il team. “Siamo arrivati un po’ giusti con i tempi all’inizio del Campionato. Eravamo consapevoli che l’esperienza acquisita gli anni precedenti avrebbe costituito un punto a nostro favore, e abbiamo cominciato a lavorare per arrivare gara dopo gara a riconquistare il titolo anche con il nuovo Marchio”.

Non è mancato nemmeno l’appoggio di CUPRA Racing, diretto da Jaime Puig, che si è dichiarato molto contento. “Tavano ha fatto un lavoro eccezionale e la squadra CUPRA Racing non può essere più soddisfatta, perché abbiamo conquistato il top. Adesso dobbiamo coronare anche il nostro obiettivo di concludere il campionato europeo TCR sul gradino più alto del podio, tra un paio di settimane a Montmeló”, ha concluso Puig.

A conclusione di questa emozionante stagione, dove le tre CUPRA TCR si sono dimostrate un vero concentrato di tecnologia e potenza, Pierantonio Vianello, Direttore del Marchio CUPRA in Italia, non manca di “ringraziare i piloti e tutto il team di Tarcisio Bernasconi per il lavoro egregio portato avanti quest’anno e si è congratulato personalmente per il risultato raggiunto. “Le prestazioni dimostrate attestano la vera anima sportiva delle nuove vetture che abbiamo schierato in Campionato, conclamandole protagoniste della stagione 2018. Lo spettacolo è stato servito, gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati raggiunti e ora è tempo per guardare avanti. Abbiamo a breve il lancio della CUPRA Ateca e sicuramente il successo raggiunto in pista ci fa guardare verso i nostri prossimi obiettivi con ancora maggiore determinazione e ottimismo”, ha dichiarato Vianello.

Scania parte il tour sulla sicurezza del risparmio

Ventidue tappe da nord a sud e oltre 10.000 studenti coinvolti per educare all’uso consapevole delle risorse, a cominciare dal denaro, e per lottare contro gli sprechi. È l’obiettivo di S.A.V.E. Sostenibilità, Azione, Viaggio, Esperienza, un progetto itinerante rivolto alle scuole primarie e secondarie, realizzato dal Museo del Risparmio, BEI Institute e Scania, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo. Il tour si svolge a bordo di un veicolo Scania

equipaggiato come un museo del risparmio in miniatura. Partito oggi da Piazza Castello a Milano, si fermerà a Pesaro dal 29 al 31 ottobre, in concomitanza con la celebrazione della Giornata Mondiale del Risparmio.

Il SAVE Discovery Truck è un camion con semirimorchio, allestito come un vero e proprio laboratorio interattivo, grazie all’esperienza del Museo del Risparmio di Torino. A bordo tutto è pensato per trasmettere con un approccio ludico le conoscenze alla base dell’alfabetizzazione finanziaria e dell’economia circolare, con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini di domani.

Il tour attraverserà l’Italia da nord a sud, farà tappa in 8 regioni, con particolare attenzione alle zone colpite dal terremoto del 2016. L’iniziativa coinvolgerà oltre 10.000 studenti delle scuole primarie e secondarie, che saliranno a bordo per affrontare il tema della scarsità delle risorse, a cominciare dal denaro, e per riflettere sull’importanza di impegnarsi nella lotta contro gli sprechi. Tre i percorsi tematici proposti, oltre ai laboratori dedicati alla sostenibilità e all’economia circolare curati dal Museo del Risparmio e frutto di una condivisione con il BEI Institute e Scania.

Il truck farà tappe settimanali, fermandosi tre giorni in ogni città del tour (elenco nell’ultima pagina).

L’evento finale sarà a Roma, nell’aprile 2019.

Tesla arrivano i videogame in auto

Iniziano a trapelare sempre più informazioni riguardo l’aggiornamento del software di bordo delle vetture Tesla.

Ecco un video che mostra la versione 9 del nuovo firmware Tesla istallato su di in una Model S. La versione 9 der firmware di bordo porterà in dote i videogame Atari come Easter Egg. Tutte le nuove funzionalità saranno disponibili sulle Model 3, del Model S e Model X.

Un proprietario europeo di Model S, noto su YouTube come Soma Zambelly , ha ricevuto l’aggiornamento sul suo veicolo pre-Autopilot e ha condiviso una rapida panoramica video della nuova interfaccia utente sulla console centrale.
Come possiamo vedere, il cambiamento più grande è che i driver ora potranno interagire maggiormente con la console centrale attraverso il nuovo launcher delle app in basso invece del menu in alto nelle versioni precedenti. Chiramente i videogame saranno utilizzabili soltanto a vettura ferma per ovvie ragioni di sicurezza alla guida!.

Come cambia la Ferrari da Formula1

Ferrari si presenta al Gran Premio del Giappone con una vettura aggiornata. La monoposto si arricchisce di un nuovo sponsor senza rinunciare al suo rosso. Sono stati aggiunti nuovi loghi bianchi che fanno riferimento al nuovo progetto “Mission Winnow” di Philip Morris International. Philip Morris già da tempo è sponsor Ferrari ma il blocco degli sponsor legati al tabacco le aveva impedito di figurare sulle monoposto in pista.
I loghi sono stati aggiunti alla copertura del motore, ala posteriore, fiancate, musetto, specchietti esterni, protezione del casco e persino sulle divise e sopra i caschi indossati da Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. I cambiamenti sono facilmente individuabili guardando una foto.

Poiché la sponsorizzazione del tabacco non è consentita in Formula 1, Philip Morris non è stata in grado di pubblicizzare i suoi marchi o prodotti sulle auto Ferrari per anni. Tuttavia, la società sta ora esaminando tecnologie senza fumo e ha già esteso la sponsorizzazione della Ferrari fino al 2021 come riferisce Autosport.

Allora, cos’è Mission Winnow? Apparentemente è un’iniziativa dedicata alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione e un tentativo di costruire un futuro migliore.
“Vorrei ringraziare Philip Morris perché ha il diritto di marcare tutta l’auto dall’inizio della stagione “, ha dichiarato il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene. “Sono stati rispettosi del rosso della macchina, hanno lasciato la macchina assolutamente rossa”.

Mission Winnow prende il nome dalla pratica del vagliatura del grano, da cui proviene l’espressione “separare il grano dalla paglia”.

Nel frattempo, Philip Morris ha dichiarato che la loro nuova iniziativa “non è legata a nessun prodotto del tabacco” e che riguarda la trasformazione della loro azienda. “È molto importante essere con la Ferrari perché la Ferrari ha esemplificato la passione e questo costante miglioramento che è la base per il nostro futuro”.

Tesla vuole ridurre il traffico in città: ecco come

Che la mobilità urbana sia arrivata, almeno in molte città, al punto di non ritorno lo si capisce facilmente. Ecco allora che Elon Musk già padre di Tesla e della compagnia aerospaziale Space X, lancia la sua proposta firmata Boring Company. Una arteria stradale sotterranea capace di spostare pod che trasportano singole vetture o capsule da 8 a 16 passeggeri. Collegata alla superficie tramite un ascensore la viabilità sotterranea sarà controllata da un software a guida autonoma; niente file ed ingorghi e velocità fino a 240km/h.

Il comune di Hawthorme in California ha da poco autorizzato la Boring Company di proprietà di Elon Musk, già fondatore di Tesla, a passare alla fase due del suo piano per la mobilità sotterranea. Il progetto prevede la creazione di un ascensore capace di mettere in comunicazione un garage privato con la sezione sperimentale del tunnel Hyperloop. Il sito permetterà di sperimentare il sistema di elevazione che fungerà da “porta di accesso” per il tunnel. Dal progetto si vede l’auto salire su di una piattaforma che la poi la trasporta nel sottosuolo. Lo scopo è anche quello di dimostrare come la realizzazione degli “ascensori” non comprometta la statica degli edifici vicini e possa avvenire in piena sicurezza.

L’ambizioso progetto di Musk si chiama Hyperloop. L’idea è quella di realizzare una serie tunnel sotterranei connessi tra loro e con la superficie. Sembra accantonato il veicolo Tesla a metà strada tra elicottero ed aereo ed ora si punta sulla mobilità sotterranea per decongestionare il traffico urbano. Come dichiara la stessa Boring Company: “A differenza delle macchine volanti, le gallerie sono resistenti alle intemperie, non si vedono e non cadono sulla tua testa” . L’arteria sotterranea è pernata per ospitare pod che trasportano singole vetture o capsule per gruppi di persone. L’intero sistema sfrutterà i vantaggi della guida automona e dell’elettrico e permetterà ai pod di raggingere la velocità massima di 240km/h. I problemi che l’ambizioso progetto deve affrontare sono davvero molti. In testa ci sono i costi e tempi di costruzione. La fase di sperimentazione mira proprio a verificare quali strategie possano essere usate per concretizzare il progetto

Mentre Elon Musk punta sui tunnel sotterranei i colossi dell’auto non rimangono certo alla finestra. La mobilità del futuro scommette su elettrico e connettività. Si guarda però anche ai cieli. Emblematica la partership tra Audi ed Airbus ma anche lo sviluppo del Volocopter da parte di Daimler. Si tratta di tecnologie futuristiche che necessitano ancora di sviluppi importanti. Se la mobilità elettrica a quattro ruote trova nella autonomia delle batterie un serio ostacolo figurarsi un drone capace di trasportare passeggeri. E’ importante però specificare che tutte queste tecnologie vedono un apporto marginale del conducente. Droni e auto saranno, quindi, a guida autonoma con l’obiettivo di azzerare incidenti dovuti al “fattore umano”. Allora solo quando le tecnologie potranno fare a meno di noi questo futuro potrà concretizzarsi.

Auto elettrica aumentano le infrastrutture ma manca il coraggio

Se per molti analisti la lenta diffusione delle vetture elettriche è causata dalla scarsa diffusione dei punti di ricarica il rapporto di Transport&Environment evidenzia il contrario. Nell’Europa occidentale e del nord le infrastrutture pubbliche ci sono ma solo il 5% degli automobilisti le utilizza. La stragrande maggioranza continua a ricaricare l’auto a casa o sul posto di lavoro. La vera problematica è il divario tra il nord e sud-est Europa nel passaggio dalle tradizionali auto a combustione alle auto elettriche. Eppure case automobilistiche e Governi nazionali si sono da tempo alleati promuovendo, anche a livello locale, progetti e modelli di incentivo all’acquisto.

Il rapporto della rete di associazioni Transport&Environment evidenzia come nel nord Europa il mercato delle elettriche sia maturo, mentre il resto del continente rimanga ancora timido. In una settimana politica rovente nella quale la Commissione ambiente del Parlamento europeo sembra pronta a varare un inaspriemento dei limiti alle CO2 il rapporto appare come un campanello di allarme. Gli analisti stiamano che le vendite di auto elettriche arriveranno a rappresentare una quota tra il 5 ed il 7% del totale entro il 2021. Allo stato attuale è nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale che si concentra il 90% delle auto elettriche immatricolate. Questo significa che in Europa tre auto elettriche su quattro sono acquistate nello stesso contesto geografico. Non si tratta di un caso perché si contano due stazioni di ricarica ogni 60km nelle arterie principali e si registrano corposi incentivi pubblici all’acquisto. Eppure, prosegue il rapporto, in 10 paesi dell’Unione tra cui Ungheria, Grecia, Romania. Bulgaria si registra anche una cronica mancanza di infrastrutture. E’ presente meno di unaz stazione di ricarica ogni 60km.