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Seat Tarraco via alla produzione del SUV in Germania

The new flagship of the SEAT brand is being produced at the Wolfsburg plant together with the Volkswagen models Tiguan and Touran.

Per la prima volta in 20 anni, lo stabilimento Volkswagen di Wolfsburg produce un modello di un’altra marca del Gruppo: la SEAT Tarraco. Il SUV spagnolo, progettato e sviluppato a Barcellona, sfrutta le sinergie rese possibili dalla piattaforma di produzione MQB. A Wolfsburg, la Tarraco condividerà una linea di produzione con i modelli Volkswagen Tiguan e Touran.

Questo passo verso la produzione multimarca aumenterà la capacità del principale impianto produttivo di Volkswagen. La produzione della Tarraco a Wolfsburg rientra nel “Patto per il futuro” concluso da Volkswagen e il consiglio aziendale alla fine del 2016, un programma a lungo termine finalizzato a migliorare la redditività economica del marchio Volkswagen e porre solide basi per il futuro dell’Azienda.

Matthias Rabe, Vicepresidente per Ricerca e Sviluppo di SEAT, ha sottolineato che la Tarraco è stata progettata e sviluppata interamente da SEAT in Spagna e, insieme a un team dello stabilimento di Wolfsburg davvero entusiasta, è stata preparata per la produzione in serie in pochissimo tempo. Ciò rafforza ulteriormente i già stretti legami tra SEAT e Volkswagen”.

SEAT Tarraco dimostra la collaborazione in atto tra i marchi del Gruppo Volkswagen al fine di generare sinergie, ha spiegato Christian Vollmer, Vicepresidente SEAT per Produzione e Logistica. Questo nuovo SUV ci consente di entrare in un nuovo segmento, aumentare il volume delle vendite, migliorare l’immagine del nostro marchio e aumentare la capacità di generare margini” ha aggiunto Vollmer.

Flotte aziendali più sicurezza con la scatola nera

“La telematica sale a bordo” è il nome dello studio promosso da Top Thousand (Osservatorio sulla mobilità aziendale). L’indagine, condotta dall’osservatorio composto da fleet e mobility manager, ha analizzato l’impatto crescente della telematica sulla gestione delle flotte aziendali. I dati raccolti permettono di mettere a confronto le strategie sul tema adottate da aziende che hanno flotte di grandi dimensioni con quelle approntate da aziende dotate di un parco medio-piccolo. Se da un lato le grandi imprese utilizzano la scatola nera per semplificare la gestione del parco, le medio-piccole se ne servono per ridurre i costi di manutenzione. Le grandi aziende che adottano la scatola nera, infatti, la usa per monitorare i furti (68%), il 51% per controllare i danni alle vetture, il 37% per verificare i consumi di carburante mentre è all’ultimo posto il monitoraggio delle attività di manutenzione (34%). Il 29% degli interpellati usa la scatola nera per l’analisi dello stile di guida dei driver; l’obiettivo è contenere la spesa di carburante e aumentare la sicurezza.

 Come anticipato le flotte medio-piccole, nella scelta della scatola nera, danno rilevanza soprattutto alla voce “manutenzione”. Secondo i fleet manager interpellati dalla ricerca, infatti, l’efficienza del veicolo è fondamentale, non solo per la sicurezza, ma anche per il rispetto degli impegni contrattuali firmati con il noleggiatore. Osservare gli intervalli di manutenzione, i cambi olio, i richiami delle case costruttrici e la sostituzione degli pneumatici è importante per non incorrere nelle penali previste nei contratti di noleggio. Eppure a mancare è ancora la “cultura della scatola nera”. Da un lato, infatti, le società di noleggio spingono per proteggere il proprio parco con dispositivi telematici per i vantaggi operativi, finanziari e di contenimento del rischio, dall’altro i fruitori delle vetture aziendali che, nella maggior parte dei casi, vorrebbero percepire maggiori vantaggi dalla black box.

 Oltre il 50% di tutti i fleet manager intervistati crede, comunque, che la telematica nelle flotte avrà una forte diffusione già nei prossimi 12 mesi. Come sottolinea Maurizio Capogrosso, consigliere di Top Thousand, la scelta della scatola nera per la flotta aziendale “si orienta principalmente verso due obiettivi: la sicurezza e il risparmio sui costi, accompagnato dall’agevolazione nella gestione del parco auto. L’importanza di questi fattori spiega la visione ancora ‘attendista’ di alcuni fleet manager, che constatano sì la rapida diffusione della tecnologia, ma per passare ad un ruolo più attivo necessitano di vantaggi economici e gestionali sempre più tangibili”.

Ford Mustang nel mito con la Bullit

Si tratta di uno degli inseguimenti più incredibili della storia del cinema. Della durata di quasi 10 minuti, la sequenza iconica del filmBULLITT della Warner Bros. Pictures vede Steve McQueen al volante di una fastback Mustang GT del 1968, mentre insegue due sicari per le strade di San Francisco.

Mustang BULLITT, che celebra il 50° anniversario del leggendario film, ha come elemento distintivo il motore V8 5.0, aggiornato ad hoc, con Open Air Induction System, collettore di aspirazione, corpi farfallati da 87 mm e calibrazione del modulo di controllo del powertrain pensato esclusivamente per lei, che la rendono in grado di “sprigionare” 460 CV e 529 Nm di coppia.

In omaggio all’iconica protagonista del film, Mustang BULLITT è disponibile solo nella tonalità Dark Highland Green e arricchita da dettagli per gli interni, come il pomello bianco per la leva del cambio e il badge numerato, e per gli esterni, come le cromature per la griglia, i cerchi in alluminio in stile Torq Thrust da 19’’ e le pinze rosse per i freni Brembo. Inoltre, Mustang BULLITT è caratterizzata dal quadro strumenti LCD da 12’’, arricchito da un’esclusiva schermata di benvenuto a tema BULLITT, oltre ai sedili in pelle Recaro e cuciture verdi a contrasto.

Mustang BULLITT è equipaggiata con la nuova tecnologia rev-matching di Ford, che offre downshift più fluidi per il potente motore V8 5.0, e con il sistema audio premium B&O da 1.000 watt che si avvale di 12 diffusori ad alte prestazioni.

“L’incredibile inseguimento di BULLITT è riuscito a raccontare perfettamente quello che è lo spirito di Mustang” ha dichiarato Steven Armstrong, Group Vice President and President, Europe Middle East and Africa, Ford Motor Company. “Mustang BULLITT fa lo stesso effetto, grazie alle doti di potenza e le caratteristiche distintive come il rev-matching e il sistema audio premium B&O, e, proprio come la star del film Steve McQueen, è semplicemente cool”.

Mustang BULLITT rende omaggio alla leggendaria Mustang GT fastback protagonista, insieme Steve McQueen, dell’omonimo film del 1968.

Questa edizione speciale è equipaggiata con un motore 5.0 V8 con cambio manuale a sei rapporti, con la nuova tecnologia rev-matching di Ford, che utilizza il sistema di controllo elettronico del motore per sincronizzare l’acceleratore mentre il guidatore scala la marcia verso il basso, facendo corrispondere la velocità di rotazione del motore a quella del rapporto selezionato, per cambi di marcia fluidi e precisi.

Genitori alla guida; i figli li rendono più attenti

Il noto portale Autoscout24 mette a confronto le abitudini di chi ha avuto figli (sotto i 12 anni di età). Dopo la nascita di un figlio, oltre la metà dei genitori ammette di aver modificato il proprio stile di guida. Ecco, quindi, che il campione degli intervistati passa da uno stile di guida spericolato (33%) o rilassato (30%) quando sono da soli, ad attento e prudente (60%) quando trasportano i loro bambini. I genitori quando hanno i figli a bordo cercano, infatti, di evitare distrazioni (41%), di correre (36%) e di rispettare il codice stradale (27%). Ma nonostante questa prodigiosa trasformazione, le mamme e i papà continuanto a non vedere come “minacce al volante” l’uso del cellulare (solo il 20% dichiara di aver smesso di utilizzarlo), l’assunzione di alcolici (18%), e ancora meno liti con altri conducenti (16%) o l’ascolto di musica ad alto volume (11%). Va detto che lo smartphone, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è in cima alle cause distrazione che provocano incidenti stradali.

La ricerca ha analizzato anche il tempo trascorso in auto dalle famiglie. Il 65% del campione usa le quattro ruote per portare i piccoli all’asilo o a scuola. Si tratta di un compito che spetta prevalentemente ai papà (54% contro il 16% delle mamme e il 6% dei nonni). In tutti gli spostamenti non può mancare una musica di sottofondo; in cima le compilation di canzoni italiane (23%) e i brani pop (20%). L’auto per tanti non è solo un mezzo di trasporto. Un neo genitore trascorre in totale 14 giorni all’anno cercando di far addormentare il proprio bambino. Ognuno ha una sua “tecnica”: c’è chi lo culla, chi legge una storia o fa ascoltare musica rilassante, e chi, come il 60% dei genitori, a sorpresa indica proprio il movimento dell’auto come effetto calmante per i piccoli più irrequieti.

Lo studio rivela la grande compattezza delle coppie intervistate. L’85% dei neo genitori si fidano del fatto che sia il partner a trasportare i figli. Questo indipendentemente che alla guida ci sia un uomo o una donna. Ecco che viene sfatato il luogo comune che vorrebbe il gentil sesso meno attento al volante e quindi maggiormente esposto ad incidenti. Alla nascita di un figlio quasi il 40% ha dovuto sostituire o comprare una nuova auto. Nella maggior parte dei casi (66%) la scelta è ricaduta su Station Wagon o al Suv. Le caratteristiche indicate per descrivere l’auto ideale per un genitore sono in primis un bagagliaio capiente (35%) e interni spaziosi (25%), preoccupa il fatto che solo in un secondo momento si fa attenzione ai sistemi di sicurezza innovativi (21%).

PROVA SU STRADA Range Rover Evoque HSE cabrio 2.0d 240CV

Se fino a pochi anni fa una Pagoda era il massimo per un appassionato di cabrio le cose potrebbero essere cambiate. Nell’era dei SUV sono sempre meno le “eroiche” vetture a tetto scoperto presenti nei listini delle case autombilistiche. Le mode direte voi. Eppure se lei dice SUV ma lui vuole la cabrio oggi qualcosa, per accontentare entrambi, si può fare. Eccomi allora al volante del primo, ed al momento unico, SUV a tetto scoperto del mondo. Range Rover Evoque cabrio coniuga il design da coupé con la bellezza della guida all’aria aperta. Evoque cabrio è disponibile solo nella versione 3 porte. Il frontale è massiccio e spiaccano i proiettori full led. Bello il fascione nero lucido che rimanda al badge Range Rover. Dicono la loro le ampie prese d’aria presenti sul cofano motore. Le dimensioni importanti dell’auto si colgono anche dai numeri; la vettura è lunga 4.370 cm, larga 1.900 cm ed alta 1.609 cm. La fiancata presenta una linea di cintura alta che esalta il design muscolare dei passaruota. Bello il retrotreno con la capote che rientra completamente a filo con la carrozzeria. Il piano di carico alto sacrifica ampiezza ed accessibilità del bagagliaio.

Il motore di questa prova è il 2.0 diesel da 240 CV abbinato al cambio automatico ZF a 9 rapporti. Su strada Evoque cabrio è divertente da guidare grazie ai suoi 500 Nm di coppia ed alla velocità massima di 217Km/h. Il cambio automatico ne valorizza lo scatto e, grazie alle palette dietro al volante, si riesce a tenere entrambe le mani sullo sterzo. Come per tutti SUV il baricentro della vettura è alto ma, anche in curva, l’auto non tende troppo a coricarsi. La vettura risente di un leggero rollio ma, l’ottimo lavoro svolto sulla solidità del pianale, evita comportamenti scomposti. Insomma il driver ha sempre la situazione sotto controllo. Ad andature meno sostenute Evoque si rivela docile e piacevole da guidare. La capote multistrato garantisce un’ottima insonorizzazione della vettura e, di conseguenza, le differenze rispetto alla versione coupé sono difficili da cogliere. Se scegliamo di montare il frangivento posteriore a tetto scoperto dovremo rinunciare alla seconda fila di sedili. In generale ottima guidabilità in città ed anche fuori; ma occhio ai consumi. Con il 2.0 diesel da 240CV è difficile fare meglio di 8,7 litri ogni 100km. Ad incidere è sicuramente il peso della vettura e le dimensioni generose dei cerchi opzionali da 20″ Satin Black.

In off-road la Evoque tira fuori gli artigli. La trazione integrale intelligente permette di inviare la coppia anche all’asse posteriore. Il sistema 4X4 Efficent Driveline presenta una serie di modalità preimpostate facili da attivare. Nel tunnel centrale troviamo i tasti selezione e possiamo scegliere tra; sabbia, neve, erba e ghiaia. In tutte le condizioni la nostra Range Rover saprà scaricare al meglio la sua potenza a terra.  La vettura è in grado di superare gradienti del 45° e pendenze laterali di ben 35° nonché e guadi profondi fino a 500 mm. Vi devo, però, segnalare l’eliminazione del diesel da 240CV dal listino Land Rover; attualmente è presente solo il 2.0 da 180CV.

L’abitacolo di Evoque cabrio è ben assemblato e curato nei materiali. Al centro della plancia troviamo il sistema di infotainment con schermo da 10,2″. L’interfaccia è fluida e reattiva e permette di gestire funzioni molto utili come la trazione integrale intelligente o le videocamere. Sull’auto ci sono, infatti, ben 4 telecamere che inquadrano anteriore, retrotreno e fiancate. Il risultato è una visuale a 365° di tutti gli ostacoli che circondano l’auto. Si tratta di un accessorio molto utile sia in città che fuori pensiamo in off-road per individuare dossi o avvallamenti. Il sistema di infotainment presenta anche il browser per internet ed il mirroring delle app da smartphone. La seconda metà della consolle centrale è riservata al clima bizona ed al selettore del cambio automatico. Comodo il bracciolo centrale peccato per le sue dimensioni contenute. Su Evoque cabrio il tachimetro non è digitale ma c’è un ampio schermo a colori nel mezzo dal quale controllare tutte le informazioni della vettura. Molto valido l’impianto audio Meridian che garantisce un suono cristallino anche a tetto aperto.

Se Evoque si rivela davvero comoda è anche merito dei sedili in pelle integrale Winsor. Tutte le impostazioni che li riguardano sono regolabili elettronicamente e nei pannelli porta troviamo i tasti per poterle memorizzare.

Evoque Cabrio è una 4 posti ma attenti ai facili ottimismi. A capote chiusa il tetto rimane spiovente e lo spazio per le gambe potrebbe essere poco per i più alti. In generale, però, poter contare sulla seconda fila di sedili è una comodità che non è propria di tutte le cabriolet. Ad essere decisamente contenute sono le dimensioni del vano bagagli. I suoi 251 litri lo rendono davvero esiguo e dobbiamo fare i conti con un ingresso particolarmente angusto.

Il listino della Range Rover Evoque Cabrio in allestimento HSE Dynamic parte da 69.800 euro. Sulla vettura in prova sono però presenti molti accessori che ne fanno lievitare il prezzo tra cui; il pacchetto Black Design (3.734 euro), i fari adattivi a LED (1.334 euro), il cruise control adattivo  (1.164 euro), il Luxury Pack (4.947 euro) ed il colore opzionale Firenze Red (847 euro). Facile capire allora perché il prezzo finale sia di 83.000 euro.

Oltre il prezzo Evoque diverte davvero tanto. Una cabrio SUV che in off-road dice la sua in modo caparbio è qualcosa di davvero unico. Inutile dire che oltre a divertire, cattura inevitabilmente gli sguardi dei passanti come solo una sportiva è in grado di fare; non è un caso allora se altri costruttori stiano pensando di seguirne le orme.

Ford Focus Active Wagon addio ai piani in Cina

La nuova generazione della bestseller Focus ha fatto da poco il suo debutto sul mercato. In casa Ford hanno svelato da subito anche la variante wagon. In linea con le attese del mercato, che vede crescere la “fame di suv“, accanto alla sportiva RS si sta lavorando anche alla variante Active. Già svelata in formato berlina la Focus Active deve ancora essere presentata in formato Wagon. Focus Active Wagon strizzerà l’occhio al mondo off-road continuando ad offrire comfort ed abitabilità degne di una familiare. L’idea è quella di sottrarre clienti alle rivali (tra cui VW Golf Alltrack, Skoda Octavia Scout, SEAT Leon X-Perience) del segmento proponendo importanti dotazioni di serie e prezzi competitivi. La strategia del marchio dell’ovale blu è chiara; necessario puntare su prodotti di successo dismettendo gli asset svantaggiosi.

Che il marchio Ford affondi saldamente le proprie radici negli USA è cosa nota. Altrettanto risaputo è il fatto che, al pari di tutte le multinazionali, è chiamata a contenere i costi per massimizzare i profitti. In Ford stimano che i volumi di vendita annuali della Active Wagon negli USA dovrebbero attestarsi sulle 50.000 unità. Cifre contentute se pensiamo che ogni anno Ford riesce a piazzare oltre 2,5 milioni vetture in america. Simili alcoli spiangono Ford a non voler cambiare i suoi piani industriali. Focus Active Wagon sarà ancora prodotta nello stabilimento tedesco di Saarlouis, per quanto riguarda il mercato europeo, e nella fabbrica Cinese per quanto riguard gli esemplare venduti nel resto del mondo.

Già dal giorno della sua elezione, le politiche protezionistiche di Trump hanno fatto tremare i colossi delle quattroruote. Timori che sono concretizzati di recente quando Trump, complici le elezioni politihe di mid-term, ha deciso di imporre dazi del 25% alle auto prodotte in Ue ed esportate alla volta degli USA. Dopo i dazi sull’alluminio europeo la stangata sulle auto rischia di avere pesanti ripercussioni. Molte aziende stanno già correndo ai ripari. Mercedes-Benz e Bmw, ad esempio, puntano sui loro stabilimenti americani per la produzione di modelli di punta. Difficile immaginare come si concluderà questa guerra commerciale il rischio, neanche troppo celato, è che a rimetterci siano consumatori e lavoratori del settore.

 

Fiat addio al diesel su Panda e 500. Arriva l’ibrido?

Fiat Chrysler Automobiles ha interrotto la produzione della Fiat Panda con motore diesel. Stessa sorte toccherà alle versioni diesel della Fiat 500.

Secondo Automotive News Europe i diesel hanno rappresentato solo il 15% di tutte le vendite di Panda fino ad agosto, e solo il 4% delle 500 vendite. FCA non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito alla sospensione della produzione dei diesel Panda.

Questo tipo di decisione è stata probabilmente stimolata dall’entrata in vigore dei test WLTP, in Europa all’inizio del mese scorso. Tra tutti i paesi europei, la maggior parte delle Panda sono vendute nel nostro paese, con una quota di mercato di circa il 70%.

Sia la Panda  che la 500 sono alimentate dai motori diesel Multijet 1.3.  E mentre una nuova, e magari più performante 500 elettrica dovrebbe arrivare nel 2020, la gamma di motori Panda rimarrà incentrata sulla benzina, anche se potrebbe arrivare il mild-hybrid.

Complessivamente, la Panda e la Fiat 500 hanno rappresentato il 47% di tutte le vendite di Fiat in Europa per i primi otto mesi del 2018.