Home Blog Pagina 1248

Hyundai nel futuro non solo auto elettriche ma anche idrogeno

Hyundai Motor Group, che include i brand automotive Hyundai Motor Company e Kia Motors, ha annunciato la roadmap a lungo termine ‘FCEV Vision 2030’, con cui il gruppo riafferma il proprio impegno nell’accelerare lo sviluppo di una società a idrogeno facendo leva sulla posizione di leadership globale del gruppo in termini di tecnologie fuel cell.

Secondo i piani annunciati, il Gruppo incrementerà in maniera importante la capacità produttiva di sistemi a cella a combustibile fino ad arrivare a 700.000 unità all’anno nel 2030, ed esplorerà nuove opportunità di business nella fornitura dei sistemi fuel cell sviluppati in house ad altre realtà del mondo dei trasporti, come altri produttori di automobili, ma anche droni, navi, treni e muletti. Anche la domanda in settori diversi dal trasporto, come quelli della generazione e lo stoccaggio di energia, è prevista in rapida crescita.

“Hyundai Motor Group, pioniere a livello globale nello sviluppo di veicoli fuel cell, fa ora un grande passo avanti verso la realizzazione di una società a idrogeno” – ha commentato Euisun Chung, Executive Vice Chairman di Hyundai Motor Group. “Espanderemo anche il nostro intervento oltre all’industria automotive e giocheremo un ruolo chiave nel passaggio all’energia pulita, aiutando a rendere l’idrogeno una fonte energetica sostenibile anche economicamente. Siamo certi che l’idrogeno non sarà limitato all’industria dei trasporti e diventerà una storia di successo globale”.

La ‘FCEV Vision 2030’ porterà HMG e i suoi fornitori a investire circa 7,6 trilioni di won sudcoreani per ricerca e sviluppo e per l’espansione delle strutture entro il 2030, generando approssimativamente 51.000 posti di lavoro.

Così facendo, il Gruppo punta a raggiungere una capacità di produzione di 500.000 unità all’anno di veicoli a celle a combustibile, automobili e mezzi commerciali, anticipando la crescita della domanda globale che si stima arriverà a 2 milioni di unità all’anno nello stesso periodo.

Come primo passo della roadmap, l’affiliata HMG Hyundai Mobis Co. che produce i sistemi fuel cell, ha tenuto in questi giorni una cerimonia per il secondo sito produttivo a Chungju (Corea del Sud). L’impianto aiuterà Mobis a incrementare la capacità di produzione a 40.000 unità entro il 2022, contro le attuali 3.000.

Il costruttore automotive di punta del Gruppo, Hyundai Motor, ha inoltre lanciato nel corso del 2018 la Hyundai NEXO, seconda generazione di veicoli fuel cell commercializzati dal brand che fa seguito alla ix35 Fuel Cell introdotta sul mercato nel 2013. NEXO nasce su un’inedita piattaforma dedicata alla mobilità a idrogeno, che migliora la generazione precedente sotto numerosi aspetti come peso, spaziosità dell’abitacolo ed efficienza.

Il sistema proprietario di celle a combustibile di Hyundai Motor Group combina l’idrogeno all’ossigeno contenuto nell’aria per produrre elettricità senza combustione, generando solo acqua come scarto e purificando l’aria inquinata: la perfetta fonte di energia pulita.

HMG pianifica di affinare ulteriormente il sistema di celle a combustibile utilizzato da NEXO per migliorare e diversificare la gamma di veicoli a idrogeno, così da rispondere alle richieste di diversi segmenti dell’industria. A dicembre, il Gruppo ha anche costituito una divisione dedicata allo sviluppo e al supporto del business in ambito fuel cell.

Skoda Kodiaq RS arriva il SUV ad alte prestazioni


A settembre del 2016 il Marchio della Freccia Alata ha dato il via alla propria offensiva SUV con l’anteprima mondiale di Skoda Kodiaq. Il SUV a cinque o sette posti, caratterizzato da rapporti di spazio eccezionalmente generosi, sarebbe diventato presto un modello di successo. Nel giro di due anni, la casa automobilistica boema ha prodotto 277.000 unità del grande SUV. Complessivamente 156.000 Kodiaq sono usciti dalle linee di produzione dello stabilimento ceco di Kvasiny. Nello stesso periodo oltre 100.000 SUV Kodiaq sono stati prodotti in Cina, il maggiore mercato del bramd a livello mondiale.

La versione RS è dotata di un motore TDI biturbo da 2 litri, che eroga una potenza di 240 CV (176 kW) e sviluppa una coppia massima di 500 Nm. Si tratta del primo modello del marchio con tecnologia biturbo. Gli equipaggiamenti di serie comprendono anche lo sterzo progressivo e una regolazione adattiva dell’assetto, Dynamic Chassis Control, con selezione della modalità di guida.

Durante il suo sviluppo, il grande SUV è stato testato, tra l’altro, in numerosi circuiti da gara in tutta Europa, come per esempio il Nordschleife del Nürburgring, dove ha fatto registrare un record sul giro tra i SUV a sette posti.

Sabine Schmitz, a oggi l’unica pilota donna ad aver vinto la 24 Ore del Nürburgring, ha percorso i 20,832 chilometri del tracciato Nordschleife del Nürburgring in soli 9:29,84 minuti. Kodiaq RS ha così segnato un tempo sul giro da record tra i SUV a sette posti nel leggendario “Inferno Verde”.

Bosch inventa il diesel che evita i blocchi e taglia le CO2

Diesel blocco auto CO2 novità inquinamento

Il diesel C.A.R.E., che non è ancora stato incluso nella legge tedesca per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico, non è al momento disponibile nelle normali stazioni di servizio. Bosch, con i suoi test sul diesel completamente rinnovabile, vuole dimostrare se e come sia possibile adottarlo su vasta scala.

L’azienda incoraggia l’uso di carburanti rinnovabili e sintetici. Già da qualche settimana nelle stazioni di rifornimento delle sedi Bosch di Feuerbach, Schwieberdingen e Hildesheim è disponibile il carburante R33 Blue Diesel approvato, prodotto da Shell, per i veicoli aziendali condivisi e in prova. Questo carburante è composto fino al 33% da materiali rinnovabili. L’impatto del carbonio sugli oltre 1.000 veicoli Bosch che si riforniscono regolarmente presso queste tre stazioni potrà quindi essere ridotto ben del 20% nel ciclo Well to Wheel. Bosch punta inoltre a rendere i carburanti sintetici e rinnovabili disponibili per le auto aziendali ed i veicoli interni per le consegne in tutte le stazioni di rifornimento in Germania e sta gradualmente incorporando nella sua flotta anche i veicoli elettrici alimentati a batteria.

Secondo Bosch meno veicoli diesel significano più emissioni di CO2 nella circolazione stradale europea

Essendo responsabile del 18% delle emissioni di CO2 , il traffico stradale contribuisce anche all’effetto serra. La buona notizia è che sono stati fatti dei passi avanti. In Germania, le emissioni di CO2 dei veicoli di nuova immatricolazione sono scese di un quarto dal 2007. Quella cattiva è che i livelli di CO2 prodotti dal traffico sulle strade europee sono di nuovo in aumento. Una delle ragioni è il calo del numero di nuovi veicoli diesel immatricolati, che offrono un grande vantaggio rispetto alla benzina in termini di emissioni di CO2 . Rispetto alla versione a benzina, l’impatto del carbonio dello stesso modello diesel è in media inferiore del 15%. “Oltre all’elettromobilità abbiamo bisogno del diesel e di altre soluzioni come i carburanti sintetici e rinnovabili per ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra” ha dichiarato Denner. Se le autovetture europee impiegassero ampiamente carburanti rinnovabili e sintetici, si produrrebbero fino a 2,8 giga tonnellate di CO2 in meno entro il 2050, senza inserire nell’equazione i vantaggi dell’elettrificazione. Si tratta del triplo del diossido di carbonio emesso dalla Germania nel 2016. Già da tempo Bosch studia i carburanti rinnovabili e sintetici. I componenti di veicolazione del carburante nei motori diesel, come la pompa e gli ugelli di iniezione sono stati rigorosamente testati e le case costruttrici sono libere di approvarli per l’uso con carburanti rinnovabili e sintetici.

oni di servizio esistenti” ha dichiarato Volkmar Denner, CEO di Bosch.

McLaren arriva la 720S, la cabrio da urlo

McLaren Automotive il costruttore di vetture sportive ad alte prestazioni Britannico, amplia la sua famiglia della Super Series con l’introduzione della sua cabriolet più completa ad oggi: la nuova 720S Spider. La 720S Spider viene svelata come già disponibile per essere ordinata.

“La nuova McLaren 720S offre un mix ineguagliabile di prestazioni estreme, lusso artigianale, coinvolgimento del guidatore e uso quotidiano – il tutto con l’aggiunta della guida a cielo aperto quando è richiesto. Come supercar cabriolet più compiuta di mai, la nuova Spider ha un notevole spettro di abilità portate ad altissimi livelli, e come vettura più leggera nella sua classe con un incremento di peso di soli 49kg rispetto alla 720S Coupé, ci porta ad essere davanti ai nostri concorrenti nella gara al peso.” Mike Flewitt, Chief Executive Officer, McLaren Automotive

Le basi progettuali della nuova McLaren Spider, si fondano sulla sinuosità e fluidità delle forme introdotte nel 2017 con la 720S Coupé. Le quali nel loro insieme massimizzano la deportanza, minimizzano l’attrito, esaltano il raffreddamento del blocco motore e ottimizzano le prestazioni aerodinamiche, queste forme creano un insieme di linee vicine ad una scultura futuristica, generata dall’aria che le fluisce sopra, sotto, attorno ed attraverso. Un nuovo tettuccio rigido retrattile (Retractable Hard Top (RHT)) è integrato in maniera continua nel design come i nuovi archi rampanti. Il motore McLaren V8 4.0-litri bi-turbo della 720S Spider è lo stesso che equipaggia la versione Coupé. Posizionato centralmente per una manovrabilità eccezionale e risposte immediate al volante, sprigiona 720Cv e 770Nm e – considerando che la 720S Spider ha il peso più leggero della sua classe, con un conseguente rapporto peso-potenza di 540Cv-per-tonnelata– non è una sorpresa che le sue prestazioni siano estreme.

Volkswagen in arrivo l’auto elettrica a prova di tasse

Volkswagen sta prendendo molto sul serio l’impegno per i veicoli elettrici e recentemente ha affermato di poter costruire fino a 15 milioni di veicoli elettrici sulla sua nuova piattaforma MEB.

Naturalmente, ciò non sarà economico, quindi il produttore di automobili tedesco investirà più di 12,5 miliardi di dollari in elettrificazione e tecnologie di guida autonoma entro il 2023. Oltre 10 miliardi di dollari saranno investiti nell’ambiziosa line-up di veicoli elettrici.

Tutti i modelli EV saranno costruiti usando la piattaforma MEB. Ciò includerà una berlina di dimensioni ridotte rispetto alla Golf che è chiamata allo scontro con la Tesla Model 3.

Negli anni successivi al varo del I.D. hatchback, una selezione di altri modelli Volkswagen completamente elettrici arriverà il mercato. Questi includeranno l’I.D. Crozz, un crossover offerto con una varietà di propulsori e batteria. In arrivo anche il retro I.D. Buzz Cargo Electric Van che potrebbe raggiungere la linea di produzione già nel 2021 e offrire un’autonomia di circa 547 km.

L’anno seguente, 2022, la rivale della Tesla Model S di Volkswagen, l’I.D. Vizzion, arriverà sul mercato. Questo modello non solo sarà completo con il powertrainm elettrico più aggiornato dell’azienda, ma avrà anche un sistema di guida semi-autonomo all’avanguardia. Insomma la sfida è partita.

Legge finanziaria, l’Aci chiede di evitare tasse sull’auto

Con riferimento all’emendamento alla Legge Finanziaria cosiddetto “bonus-malus”, approvato in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e riguardante l’acquisto di nuove autovetture, interviene anche l’ACI. L’associazione registra la rinnovata attenzione verso una mobilità sempre più sostenibile ma, al contempo, richiama al principio dell’inclusione di tutti nei processi di trasformazione e alla concretezza per un reale e rapido abbattimento dell’impatto da traffico.

Il giudizio di ACI, pertanto, è molto positivo per la parte “bonus” ossia per gli incentivi a chi è già nelle condizioni di poter ricorrere all’alimentazione elettrica, ma segnala quanto ancor più prioritaria sia la riduzione e lo svecchiamento del parco circolante italiano.

I veicoli maggiormente inquinanti, ossia omologati Euro 0, 1, 2 e 3, rappresentano ben il 38% del totale (circa 15 milioni su 38,5), presumibilmente utilizzati nei brevi e medi percorsi metropolitani, con alta criticità sugli inquinanti come per la sicurezza stradale.

Bisogna evidenziare come il balzo positivo tecnologico sia avvenuto già a partire dagli Euro 4. Queste motorizzazioni infatti, emettono la metà degli inquinantirispetto agli Euro 3, che -a loro volta- in confronto agli Euro 6, ne emettono addirittura il 130% in più. In termini di sicurezzapoi, un veicolo Euro 3 (che ha dai 13 ai 18 anni di vita) aumenta di 5 volte il rischio di lesioni gravi o morte, in caso di incidente, rispetto alle ultime Euro 6.

Nuova Skoda Scala la compatta tech che pensa in grande

L’hatchback combina un design emotivo con un alto livello di funzionalità e connettività trasferisce per la prima volta il linguaggio di progettazione dello studio concept VISION RS in un veicolo di produzione. È disponibile una selezione di cinque varianti di motore, con potenze comprese tra 66 kW (90 PS) e 110 kW (150 PS). Inoltre, Scala offre un alto livello di sicurezza attiva e passiva, fari full-LED e luci posteriori, ampio spazio per bagagli e passeggeri. Sarà lanciato sul mercato nella prima metà del 2019.
Bernhard Maier, Ceo di Skoda, ha sottolineato: “Si tratta di un modello completamente nuovo che definisce parametri di riferimento all’interno del suo segmento in termini di tecnologia, sicurezza e design. Lo Scala incarna perfettamente l”understatement intelligente’ tipico di Skoda. Siamo convinti che Scala abbia le migliori possibilità di ridefinire il segmento A per Skoda. ”

Tre motori TSI da 1,0 litri o 1,5 litri e un TDI da 1,6 litri producono potenze da 70 a 110 kW (da 95 a 150CV). Il 1.0 G-TEC con una potenza di 66 kW (90 CV), progettato per funzionare con gas naturale ecologico (CNG), seguirà nel 2019. I cinque motori turbo soddisfano lo standard Euro 6d-TEMP.

Volkswagen festeggia il suo Dsg, il cambio automatico dei record

Fino a oggi, più di 26 milioni di Clienti hanno scelto modelli della Volkswagen o delle altre marche del gruppo VW dotati del cambio a doppia frizione. Le trasmissioni automatiche sono sempre state le preferite in America Settentrionale tanto che, al cambio del millennio, l’88% dei guidatori le sceglieva. Nel 2000, l’Europa Occidentale dominata da auto compatte presentava uno scenario ben diverso: appena il 14% delle auto, in gran parte modelli premium, aveva la trasmissione automatica. Ciò non era solo dovuto al maggior costo: la trasmissione manuale era di norma più efficiente e sportiva. Così, più del 90% delle Golf uscivano dalla linea di produzione con il cambio manuale.

ILa riscossa della trasmissione automatica ebbe origine nel 2003 grazie alla Golf R32 da 241 CV, la prima Volkswagen a essere disponibile a richiesta con un DSG a 6 rapporti. Questo nuovo tipo di cambio automatico era in grado di passare da una marcia all’altra molto rapidamente ed era fino al 20% più efficiente di un automatico a convertitore di coppia.

Nel 2018, il DSG viene scelto su oltre il 40% delle Golf. È quasi al 30% persino sulla più compatta Polo. Per la T-Roc e la Tiguan, invece, siamo intorno al 50%. La media della Passat è del 60% per la berlina e del 70% per la Variant, mentre quella della Arteon è superiore all’80%. A seconda di modello, motore e trazione, oggi la Volkswagen offre diversi DSG a 6 o 7 rapporti. Sono progettati per coppie massime fino a 250 Nm (DQ200-7), 400 Nm (DQ260-6 e DQ400-6), 420 Nm (DQ381-7) e 550 Nm (DQ500-7). Inoltre, c’è anche un DSG “ibrido” a 6 rapporti (DQ400E-6) in grado di trasmettere coppie massime fino a 400 Nm che integra un motore elettrico ed è specifico per i modelli ibridi plug-in come la Golf GTE e la Passat GTE. L’evoluzione di questi cambi è continua. La funzione di veleggiamento, in cui il DSG disaccoppia il motore dalla trasmissione per sfruttare l’energia cinetica dell’auto e quindi ridurre i consumi, si sta diffondendo sempre di più.

Tutti i cambi a doppia frizione hanno in comune la grande rapidità di cambiata senza interruzione nella trazione. Il cambio marcia avviene in pochi centesimi di secondo. Nella guida tranquilla, il DSG innesta le marce più alte molto rapidamente per risparmiare carburante. Inoltre, i cambi a doppia frizione sono ideali per i sistemi ibridi di domani. Questa è un’altra ragione del perché il futuro è del DSG