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Pronta una nuova tassa sulle auto nella manovra finanziaria

Taglio della CO2 in Unione europea, obiettivo lontano

Il Governo apre ad una tassa sulle auto nuove ed usate. Il balzello da 150 a ben 3.000 euro è pronto a colpire le vetture in base alle CO2 prodotte. Sebbene non si è certi della presenza della norma nel testo finale della manovra finanziaria 2018 insorgono i rappresentanti degli importatori di auto estere. Riportiamo il testo integrale della dura nota diffusa oggi dall’Unrae che rappresenta gli importatori di auto estere in italia.

l paradosso di una proposta, che è meritevole nell’intento, ma che nei fatti non migliorerà la problematica del rinnovo del parco e dell’inquinamento delle nostre città.

La misura c.d. bonus-malus sulle emissioni di CO2 delle nuove autovetture, approvata ieri notte dalla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge di Bilancio 2019, rappresenta sicuramente un segnale interessante ed apprezzabile nell’intento, ma l’impostazione del provvedimento non è funzionale agli obiettivi che si dovrebbero raggiungere e cioè il miglioramento della qualità dell’aria ed il rinnovo del parco circolante, come noto, tra i più vecchi d’Europa.

Spiace che il Governo non abbia deciso di aprire una sia pur breve interlocuzione premissiva con gli operatori del settore perché si sarebbero potuti approfondire molti dettagli legati al mercato e al comportamento dei consumatori e, quindi, affinare al meglio la proposta approvata: allo stato attuale, per esempio, da un punto di vista applicativo, non è chiaro con quale tipo di procedure omologative vengano calcolati i valori di CO2, considerate le diverse norme esistenti in materia (NEDC, NEDC correlato, WLTP) e gli sviluppi che avranno nel 2019.

Apprezziamo sicuramente il tema della pluriennalità e il rispetto del paradigma della neutralità tecnologica, ma riteniamo inaccettabile colpire così duramente gli automobilisti italiani con una nuova tassazione sui veicoli di ultima generazione. Più della metà dei veicoli immatricolati sarà vessato da un nuovo tributo: su alcuni di questi, non di lusso, il costo dell’imposizione varrà circa il 10% del costo del veicolo, senza considerare il paradosso di iper-tassare un veicolo nuovo mentre in Italia potranno continuare a circolare liberamente, senza l’imposizione di alcun tributo, veicoli di oltre 15 anni. Inoltre, non è prevista la rottamazione di veicoli obsoleti che riteniamo assolutamente prioritaria perché è fondamentale svecchiare il nostro parco.

Infine, a livello di risorse, si rischia di investire inadeguatamente un ammontare di risorse pubbliche molto significativo (circa 300 mln di euro all’anno) perché si va ad incentivare un numero di autovetture minore rispetto a quelle che già si vendono.

Chiediamo, quindi, a tutte le Istituzioni competenti l’apertura di un confronto immediato per migliorare insieme a tutti gli stakeholder un impianto normativo che merita adeguato approfondimento per non sprecare un’occasione molto importante per rinnovare il nostro parco circolante e ridurre i livelli di emissioni complessive di CO2, ma soprattutto i livelli di emissioni inquinanti (ad esempio NOx e Pm10) che non sono tenute in alcuna considerazione nell’attuale formulazione del provvedimento.

Ford la sicurezza stradale si fonda sui big data

Ford ha sviluppato alcune soluzioni di smart mobility per identificare le aree dove risulta maggiore la concentrazione di incidenti stradali e, quindi, consentire alle autorità cittadine di intraprendere azioni preventive.

Secondo lo studio condotto dall’Ovale Blu, grazie all’utilizzo dei Big Data, sarebbe possibile determinare le aree “più critiche”, come emerso dalle valutazioni del team di Ford Smart Mobility, che ha trascorso oltre un anno analizzando la mobilità di Londra e dei suoi dintorni.

Sono stati monitorati i percorsi dei veicoli e i dati relativi ad alcuni comportamenti tipici delle situazioni di emergenza, come la frenata, nelle sue diverse intensità, oltre all’attivazione delle luci di emergenza. Questo ha aiutato l’identificazione delle aree a mobilità più intensa. Il team di Ford ha, poi, incrociato queste informazioni con le relazioni sugli incidenti avvenuti e ha costruito un algoritmo per determinarne le probabilità future.

Riteniamo che le nostre intuizioni abbiano il potenziale per apportare benefici a milioni di persone. Anche i piccoli cambiamenti potrebbero fare una grande differenza, sia in termini di flusso di traffico, sia di sicurezza stradale o di efficienza, magari semplicemente tagliando un albero che oscura un cartello stradale”, ha commentato Jon Scott, Project Lead at City Data Solutions, Ford Smart Mobility.

Questa è solo una delle riflessioni emerse nel Ford Data Report presentato dal Team di Ford Smart Mobility in occasione del Financial Times Future of Transport di Londra. Il rapporto, utilizzando i dati ottenuti e analizzati con il consenso dei partecipanti, ha raccolto i risultati di oltre 15.000 giorni di monitoraggio di una flotta composta da 160 veicoli commerciali. (*) La flotta ha percorso oltre 1 milione di chilometri, l’equivalente di 20 giri attorno alla terra, producendo 500 milioni di data points.

Volkswagen lavora al diesel del futuro

La fase di sperimentazione si è conclusa con successo: Volkswagen ha testato il carburante di nuovo sviluppo R33 BlueDiesel nella sua stazione di servizio interna di Wolfsburg da gennaio 2018. Questo carburante innovativo permette di risparmiare almeno il 20% di CO2 rispetto al gasolio convenzionale grazie all’uso di biocarburanti. Inoltre, permette ai grandi Clienti di raggiungere significativi obiettivi di tutela ambientale nell’utilizzo delle loro flotte aziendali.

Nella prima fase, il nuovo carburante è stato testato da dipendenti della Volkswagen che per nove mesi hanno fatto il pieno ad alcuni veicoli aziendali utilizzando solo R33 BlueDiesel. Fino a un terzo di questo nuovo carburante è costituito da componenti rinnovabili. L’R33 è stato sviluppato dalla Volkswagen e dall’Università di Coburgo in collaborazione con altri partner. L’attuale fornitore da gennaio 2018 è Shell Global Solution in cooperazione con Tecosol e Neste, che hanno fornito carburanti certificati in conformità agli standard europei. L’R33 BlueDiesel è conforme agli standard DIN EN 590 per il gasolio e rispetta tutti i criteri per l’uso di un carburante standard senza necessità di ulteriori requisiti.

Manutenzione stradale nella manovra per la crescita

Servono lavori di manutenzione dei 132.000 chilometri di rete stradale provinciale, strategici per il tessuto economico e sociale del Paese. Le attuali inefficienze e criticità della rete sono dovute al fatto che, negli ultimi 10 anni, sono mancati investimenti in manutenzione per 42 miliardi di euro, come si legge ne “Il recupero dell’arretrato manutentorio della rete viaria secondaria: una priorità per il Paese”, lo studio della Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, presento a Genova, alla 73a Conferenza del Traffico e della Circolazione.

Il fabbisogno annuo per la manutenzione della rete stradale provinciale ammonta a 6,1 miliardi di euro: 1,7 per la manutenzione ordinaria e 4,4 per quella straordinaria. Ogni chilometro di provincialerichiede, in media, 46.000 euro l’anno, ma le risorse oggi stanziate non superano i 500 milioni, sufficienti alla manutenzione di poco più di 10.800 chilometri: l’8% della rete provinciale.

Investire in manutenzione i 5,6 miliardi di euro che mancano all’appello, frutterebbe il triplo, con un incremento dello 0,9% del PIL (pari a 16,2 miliardi) e una riduzione della disoccupazione fino al 4%(pari a 120.000 nuovi posti di lavoro).

“Sulla capillare rete di strade secondarie si muove l’Italia”, afferma Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, che aggiunge: “carenza di informazioni sul patrimonio stradale del Paese, mancanza di risorse e complessità delle norme sono le criticità più ricorrenti, ma, quando si parla di qualità e sicurezza delle infrastrutture, i decisori locali, nazionali ed internazionali non possono trincerarsi dietro preconcetti “ideologici”: gli investimenti sulle strade, infatti, non aggravano il rapporto deficit/PIL. Al contrario, attraverso lo sviluppo economico, contribuiscono a migliorare il parametro finanziario oggi più critico per l’Italia. Senza dimenticare che gli incidenti sulle strade provinciali costano 3 miliardi di euro ogni anno. Ricalcando un saggio proverbio inglese, non dobbiamo dimenticare che chi pensa di fare il furbo e risparmiare un penny si ritrova poi a spendere una sterlina”.

Prezzi carburanti un 2018 da incubo in Italia


Con una crescita del 4,7% in ottobre i consumi di benzina e gasolio auto hanno messo a segno nei primi dieci mesi del 2018 una crescita del 2,6% sul 2017. Ben più alto però è l’incremento della spesa per le famiglie e le imprese italiane. Questa spesa nello stesso periodo è stata di 49,55 miliardi con un incremento del 9,8% sullo stesso periodo del 2017 anche per l’aumento del prezzo del greggio. Dei 49,55 miliardi di spesa, come emerge dalle elaborazioni del Centro Studi Promotor, l’Erario ha beneficiato per 29,780 miliardi (+4,6%), mentre alla componente industriale, cioè alla quota destinata alla produzione e alla distribuzione, sono andati 19,375 miliardi (+19%).

La tendenza del prezzo del greggio si è però invertita con effetti positivi sui prezzi alla pompa a partire da metà ottobre. Le quotazioni del greggio sembrano destinate a non esaurirsi nel breve periodo e di conseguenza si può ritenere che il costo per le famiglie e le imprese italiane per i consumi di benzina e gasolio auto nel 2019 sarà inferiore a quello del 2018.

“E’ indubbiamente un elemento positivo da considerare – ha affermato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – anche nel valutare le prospettive per il mercato automobilistico italiano nel 2019, anno in cui continueranno ad influire sulle immatricolazioni buona parte dei fattori che stanno impedendo di superare nel 2018 la soglia dei 2.000.000 di immatricolazioni, fattori a cui potrebbe aggiungersi anche l’impatto del rallentamento della crescita economica”.

Essen Motor Show tra passione e innovazione. Ecco perchè non mancare

Da quando il Motor Show di Essen, in Germania, è iniziato nel 1968, ha presentato veicoli unici a volte letteralmente pazzi. Quest’anno saremo alla 51esima edizione del festival in programma dal 1 ° al 9 dicembre. Sia che si tratti di auto di design uniche, dalla Porsche fatta di pezzi di metallo al camion Mercedes modificato con due rimorchi, saranno tutte nel padiglione 3 della fiera.

Per decenni, lo svizzero Frank Rinderknecht ha sorpreso i visitatori con creazioni idiosincratiche che avevano una cosa in comune, cioè la domanda: come sarà la guida in futuro? E sarà così anche per lo studio “Rinspeed Snap” al Motor Show di Essen. Il mezzo consiste di due parti: l’abitacolo e la piattaforma che possono essere separati. La piattaforma “Skateboard” ospita l’attrezzatura tecnica e meccanica completa. L’abitacolo con quattro posti, chiamato “pod”, può essere staccato e usato individualmente quando è fermo, ad esempio per il campeggio. Un altro vantaggio: la piattaforma è resistente all’invecchiamento è facile da sostituire se necessario, mentre il pod può essere utilizzato per un periodo più lungo. Il veicolo guida in modalità completamente elettrica e autonoma.

Ci saranno anche supercar di design da Brabus, Rinspeed, Ruf e Zender

La manifattura sportiva RUF di Pfaffenhofen, nota come specialista Porsche da 40 anni, presenterà il nuovo SCR 2018. Un prototipo è stato introdotto due anni fa. È stato raffinato e viene ora prodotto in una piccola serie. La monoscocca in fibra di carbonio è stata rinforzata ancora una gabbia tubolare d’acciaio integrata (IRC), le sospensioni su tutte e quattro le ruote corrispondono al telaio in Formula 1 e il motore a sei cilindri con 510 CV e una capacità di quattro litri lavora in nel mezzo. Nella versione da strada, il nuovo SCR pesa meno di 1.300 chilogrammi; anche la carrozzeria fatta di un materiale composito leggero e resistente contribuisce a questo: è realizzata in fibra di carbonio.

Ci sarà anche la concept car Zender chiamata 500 Corsa Stradale e basata sulla Fiat 500. Il look è definito da un kit aerodinamico completo realizzato in laminato in fibra di carbonio. Il pacchetto include un modulo frontale completo che combina il cofano motore e il grembiule anteriore in un unico componente. Una sospensione coilover completamente regolabile ottimizza la tenuta di strada. Il motore quattro cilindri turbo da 1,4 litri fornisce 240 CV. La velocità massima è specificata a 232 km / h. L’interno è stato aggiornato con sedili sportivi, pedali in acciaio inossidabile, davanzali in acciaio inossidabile e un sacco di pelle in nero e arancione.

Brabus mostrerà l’edizione speciale BRABUS 700 4×42. Ci sono solo dieci fuoristrada messi a punto in tutto il mondo.

Curiosità assoluta la Porsche GT3 RS fatta di rottami metalli. Sculture a grandezza naturale realizzate in rottami di metallo e accurate in ogni dettaglio: sotto il motto “Art Made of Scrap Metal o parti usate di auto, moto e camion”, il team di “Giants Made of Steel” ha saldato artisticamente sculture fatte a mano insieme per 15 anni. Ogni scultura è unica nel suo genere. Proprio come la Porsche GT3 RS, che sarà possibile vedere ad Essen. Pesa 1.300 chilogrammi. Una squadra di tre persone ci ha lavorato per quasi quattro mesi e ha macinato circa. 20.000 parti metalliche di scarto. I sedili sono regolabili e le porte possono essere aperte. Un cruscotto è installato nel cruscotto. Anche il motore è stato ricostruito utilizzando rottami metallici.

Dietro le auto di design e la Porsche fatta di parti metalliche, ci sarà un camion che sembra una showmobile. Tuttavia, questo è solo a metà vero. Perché il Mercedes-Benz Actros 2663 Lowrider non solo vince titoli ai festival, ma assicura anche che il suo proprietario Mika Auvinen, finlandese, che gestisce un’impresa di trasporti, guadagni soldi ogni giorno. L’attrazione per gli occhi di colore viola che pesa 76 tonnellate e ha due rimorchi per silos è utilizzata nel settore dei trasporti (quando non si verificano i meriti della mostra). Trasporta principalmente cemento. In modo che la combinazione si adatti ad ogni piattaforma di caricamento, può essere abbassata pneumaticamente fino a dieci centimetri. Quasi un anno è passato dall’idea al primo test drive. Si stima che i costi del materiale di circa 450.000 euro siano stati investiti nel sogno nato ad Helsinki. Sono state necessarie quasi 6.000 ore di lavoro. Il veicolo è spinto da un motore da 15,6 litri con 625 CV.