Volkswagen offre dal 2005 una versione camper del suo Caddy. Il Caddy Beach è pronto a tornare anche sulla nuova generazione del modello.
In arrivo all’inizio di settembre, continuerà ad inserirsi in gamma sotto al California e la Grand California, e offrirà agli utenti il comfort di una casa lontano da casa, avendo a disposizione tutta l’attrezzatura necessaria per qualche notte in mezzo alla natura.
Presenti anche le sedie e il tavolo da campeggio dei modelli Californiche potranno essere riposti nella parte posteriore del VAN. Saranno incluse anche le pratiche borse portaoggetti, che, una volta fissate al loro posto, fungono anche da schermi per la privacy all’interno.
La gamma dei motori sarà composta da diversi diesel TDI, meno inquinanti e con potenze comprese tra 75 CV (55 kW) e 120 CV (90 kW). Sarà disponibile anche un motore a turbo a benzina da 115 CV (84 kW).
Come per le Frecce d’Argento in Formula 1, Mercedes ha dato alle sue vetture di Formula E una livrea tutta nera per il resto della stagione.
Il loro scopo è quello di prendere posizione contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione, sostenendo al contempo una maggiore diversità. Lo slogan “End Racism” sarà ben visibile sulle vetture di Stoffel Vandoorne e Nyck de Vries.
“Ci siamo sempre espressi chiaramente contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione, in quanto non hanno un posto nella nostra squadra, nel nostro sport o nella nostra società”, ha detto il capo del team Mercedes EQ Ian James. “Tuttavia, gli eventi recenti in tutto il mondo hanno dimostrato che tutti noi dobbiamo fare di più per parlare contro il razzismo e la discriminazione. Come parte della famiglia Mercedes-Benz Motorsport, stiamo inviando un chiaro segnale di cambiamento”.
Una tre porte rossa e torna la voglia di anni ’90. Per questa prova su strada sono al volante della Ford Fiesta ST piccola bomba che strizza l’occhio agli amanti di un segmento ormai in estinzione.
Partendo dal design si notano subito evidenti differenze rispetto alla Fiesta “standard”. Il frontale è dominato da un’ampia griglia a nido d’ape alle cui estremità troviamo i fari full LED con tanto di indicatore di direzione dinamico. Il paraurti anteriore valorizza lo sviluppo orizzontale della vettura e integra degli elementi a contrasto di colore nero che abbracciano i fendinebbia (purtroppo alogeni). Spostandoci sulla fiancata, si notano i cerchi in lega da 18 pollici (pneumatico 205/40) con finitura nera a contrasto. Bella la minigonna laterale pronunciata che prelude al retrotreno. Qui troviamo un paraurti specifico con estrattore e doppio terminale di scarico a vista. Bello il dettaglio dello spoiler che, seppur non esagerato, schiaccia visivamente a terra l’auto.
FIESTA ST SU STRADA
Sotto il cofano di Fiesta ST c’è uno scattante 1.5 Ecoboost da 200 CV. Questo 3 cilindri ne ha davvero per tutti e non ci fa rimpiangere il 1.6 che equipaggiava la precedente generazione. I numeri sono a dir poco interessanti con una coppia di 290 Nm disponibili già 1750 giri/minuto. La distribuzione della coppia molto in basso rende l’auto estremamente reattiva e assicura uno scatto nello 0-100 in soli 6,5 secondi ed una velocità massima di 232 km/h.
Al volante la risposta della Ford Fiesta ST è assolutamente precisa e diretta complice l’ottimo lavoro dello sterzo e del differenziale anteriore autobloccante a slittamento limitato che sposta la trazione dalla ruota che ne ha meno a quella che sta lavorando meglio. Il differenziale meccanico è parte del Performance Pack un accessorio da 1.000 euro che vale ogni singolo centesimo e ci permette di avere anche il launch control e l’indicatore di cambiata. Gran lavoro anche del cambio manuale a 5 rapporti che, grazie agli innesti sempre precisi, regala sorrisoni in tutte le condizioni di guida.
Divertente come poche Fiesta ST se la cava bene in tutte le condizioni comprese le percorrenze su strette strade di montagna. Buono l’impianto frenante con un disco da 278 mm all’anteriore e uno da 253 al posteriore anche se avrei preferito la possibilità di scelta tra altre soluzioni già in sede di acquisto dell’auto. Stesso discorso per lo scarico, che sebbene abbia una buona sonorità, non è personalizzabile.
Quanto ai consumi, nel circuito misto, si riescono a fare i 6,5 litri/100km cioè 15 km/l ma basta sollecitare l’acceleratore per salire a 9 l/100km cioè 11 km/l. Questi dati confermano la grande prestanza del 1.5 Ecoboost che si rivela, oltre che uno scattante velocista, un ottimo passista.
GLI INTERNI
Dentro Fiesta ST non si dimentica di essere la buona cara Fiesta con tanta tecnologia e qualche chicca. Immancabile il sistema di infotainment centrale Sync con schermo da 8 pollici. Veloce e fluido supporta il mirroring Apple e Android (purtroppo solo via Usb) e permette la gestione da remoto dell’auto tramite l’app Ford pass. Peccato per il tachimetro che resta analogico anche se presenta al centro un ampio schermo a colori da 4,2 pollici attraverso il quale visualizzare tutte le principali informazioni.
Scegliendo il Driver Assistance Pack da 1.000 euro ci si porta a casa una suite completa di ADAS tra cui Blind spot, cruise control (purtroppo non adattivo) e retrocamera. Completano l’abitacolo di Ford Fiesta ST i sedili sportivi Recaro che sono di serie ed offrono un ottimo supporto lombare in tutte le condizioni.
L’abitabilità posteriore è buona, certamente l’accesso alla seconda fila di sedili è complicato sia dalla configurazione a tre porte che dalla portata massiccia dei sedili sportivi. Il bagagliaio di Ford Fiesta ST ha una capienza di 311 litri.
Parlando di listino la Ford Fiesta ST di questa prova ha un prezzo finito di 31.400 euro. Non pochi direte voi, ma vi invito a dare uno sguardo al configuratore ufficiale della casa perché sono molto frequenti promozioni e sconti.
Il mio consiglio è quello di scegliere con attenzione gli accessori da mettere a bordo rinunciando ad orpelli inutili. Quindi fuori il tetto panoramico, che comunque aggiunge peso, e spazio tanto al Performance Pack che al Driver Assistance Pack che aumentano emozioni e sicurezza bordo.
Recentemente, Ford ha rilanciato il SUV Bronco. Finora è previsto in due versioni a tre e cinque porte, ma in futuro sarà aggiunto alla gamma anche un pick-up. Gli amici di Kolesa.ru hanno realizzato dei rendering per immaginare il modello.
A metà di questo mese ha avuto luogo la tanto attesa presentazione del SUV Bronco. Prima di allora, l’ultimo modello con questo nome ha lasciato la catena di montaggio nel 1996. A proposito, nel 2004, Ford ha presentato un concept Bronco Concept ma, tranne lo stile retrò, non aveva nulla in comune con il modello attuale. La vera novità, è il chiaro riferimento alla prima generazione del 1966. Il Ford Bronco pick-up risale alla prima generazione quando aveva solo due porte, rispetto alle quattro attese sul nuovo modello.
Il pickup ha un interasse maggiorato per espandere il piano di carico e una retro specifico per ospitare il portello ribaltabile.
Per quanto riguarda la parte tecnica, il pick-up sarà simile alla versione standard. Ciò significa che ci sarà un sistema di sospensioni indipendente nella parte anteriore. Il fuoristrada può essere dotato di un sistema bloccaggio elettrico del differenziale posteriore e di uno stabilizzatore anteriore. Il principale concorrente del Ford Bronco pick-up sarà la Jeep Gladiator, realizzata sulla base della Wrangler.
A volte basta una pandemia per cambiare il mondo. Negli ultimi mesi, abbiamo visto le case automobilistiche raddoppiare gli sforzi per migliorare la qualità dell’aria all’interno dei veicoli, ad esempio con l’installazione dei filtri per l’abitacolo N95. Tuttavia, Hyundai Motor Group punta a fare un passo avanti con tre nuove tecnologie: After-Blow, Multi-Air Mode e Fine Dust Indicator.
Ciò che fa il After-Blow è asciugare la condensa sull’evaporatore, impedendo la crescita di muffe che causano un odore sgradevole durante l’estate. Quando il motore è spento, l’evaporatore viene drenato naturalmente per 30 minuti.
La modalità Multi-Air Mode, crea un flusso d’aria differenziato per il guidatore e i passeggeri. Hyundai dice che il volume complessivo della ventilazione rimane invariato, ma la diffusione riduce il contatto diretto con l’aria.
L’ultima novità è l’indicatore di polveri sottili. Questo misura l’inquinamento dell’aria all’interno del veicolo in tempo reale e in particolare la concentrazione di particelle ultrafini (PM 2,5). Il colore blu rappresenta da 0 a 15 g/m3, verde per 16 a 35 g/m3, arancione per 36 a 75 g/m3 e rosso per 76 g/m3 o superiore.
Queste tre tecnologie saranno inizialmente introdotte solo su alcuni modelli Hyundai in Corea prima di essere diffuse in tutto il mondo. Anche le marche “sorelle” Kia e Genesis riceveranno questa tecnologia.
Novità per chi guida uno dei due modelli ibridi plug-in di Skoda. Da oggi Citigo iV e Superb iV possono ora utilizzare Amazon Alexa per avviare o interrompere la ricarica a distanza, oltre che per controllare l’autonomia residua, controllare i livelli dell’aria condizionata, oltre ad alcune altre funzioni.
La funzione di ricarica a distanza è particolarmente comoda, poiché si può semplicemente usare la voce per avviarla senza dover premere alcun stato fisico.
Affinché funzioni, i clienti devono semplicemente assicurarsi che il cavo di ricarica sia collegato all’auto prima di pronunciare la seguente frase: “Alexa, chiedi a Skoda, voglio iniziare a caricare la mia auto”.
È possibile utilizzare il software in una delle quattro lingue: inglese, francese, tedesco o italiano. Questo aggiornamento è disponibile in tutti i modelli Skoda iV. Inoltre, è possibile anche controllare i livelli dell’olio rimanente, trovare la posizione di parcheggio attuale e persino ottenere un “controllo dello stato di salute del veicolo”.
Alexa può anche farvi sapere se per esempio le porte e i finestrini sono chiusi, o se le luci sono spente e l’auto è chiusa a chiave.
La recessione globale, accelerata dalla pandemia di coronavirus, ha costretto a tagli in tutto il settore automobilistico. Questo destino si è abbattuto anche sulla Mercedes-Benz e, dopo aver moltiplicato la sua linea di coupé e cabriolet nell’ultimo decennio, questi modelli saranno apparentemente anche i primi ad andarsene.
Detto questo, non è ancora chiaro quale sarà il design della nuova Mercedes CLE. Nell’articolo si affermava che l’auto avrebbe avuto la stessa forma della carrozzeria della CLA e della CLS. Sembra che la CLE otterrà una versione cabriolet che, come sappiamo, non è disponibile né sulla CLA né sulla CLS.
Ci potrà essere anche spazio per le prestazioni con una CLE 63 AMG che verrà equipaggiata con una versione ibrida del 2.0 benzina che troviamo sulla A 45 AMG.
LA NUOVA DIMENSIONE DI MERCEDES CLE
Questo rendering realizzato da Motor.es mostra l’aspetto della prossima Mercedes-Benz CLE. Si nota l’ultimo linguaggio di design implementato dal marchio della stella. Linee tese ma morbide tracciano la sagoma di un’auto che promette di alzare l’asticella della qualità.
Alcuni sono probabilmente preoccupati ormai il CLE sarà più o meno una Classe C a due porte con aspetto e prezzi da Classe E ma è troppo presto per saperlo con certezza. Potrebbe anche aprire la strada ad un modello a quattro porte che si inserirebbe tra la CLA e la CLS.
Tenendo conto che i primi scatti spia hanno solo poche settimane, è difficile che vedremo il modello prima della fine dell’anno. La Mercedes-benz CLE dovrebbe esordire nella seconda metà del 2022 in versione cabrio mentre per la coupé dovremo aspettare il 2023.