Dopo il recente restyling che ha interessato la Jeep Renegade è la volta di 500X. Fuori i cambiamenti più evidenti riguardano i paraurti e il conparto illuminazione. Esordiscono i nuovi LED DRL anteriori e le luci posteriori a LED. Opzionali per l’anteriore i proiettori full LED sviluppati in collaborazione con Magneti Marelli. Fiat garantisce un 20% di luminosità in più rispetto alla tecnologia Xenon del modello precedente.
Due gli allestimenti Cross e City Cross .
All’interno, l’aggiornamento principale è il cockpit rinnovato che aggiunge un nuovo quadro strumenti con una grafica più semplice da leggibile. Mantiene i tre elementi circolari e combina due quadranti analogici con un display TFT da 3,5″ nel mezzo.
Nuovo anche il volante rivestito in pelle e completo di comandi radio. Fiat 500X per gli interni offre sette combinazioni di tessuto, pelle, finiture e colori.
L’infotainment è stato affinato e presenta una interfaccia Uconnect 7 ” con integrazione Apple CarPlay e compatibilità con Android Auto. È dotato di touchscreen da 7 pollici, connettività Bluetooth hands-free, streaming audio, lettore di testo, riconoscimento vocale, porte Aux e USB, nonché comandi al volante.
Importanti novità sotto il cofano, 500X sostituisce i motori a benzina aspirati con le nuove unità a tre e quattro cilindri turbocompressi Firefly condivise con la Jeep Renegade 2019.
Entrano in listino il 1,0 litri da 120 cv e 190 Nm di coppia, così come il quattro cilindri 1,3 da 270 Nm di coppia. Il motore più piccolo è abbinato a un cambio manuale a sei rapporti e trazione anteriore, mentre il 1.3 al cambio automatico a doppia frizione DCT a sei rapporti e trazione anteriore.
I diesel Multijet II sono stati aggiornati per soddisfare lo standard Euro 6 / D-TEMP, ottenendo SCR (Selective Catalytic Reduction). La 500X offre il 1,3 con 95 CV e 200 Nm di coppia a 1.500 giri / min (cambio manuale e FWD), il 1,6 con 120 CV e 320 Nm di coppia a 1.750 giri / min (manuale 6 rapporti/ DCT e FWD), e un motore 2.0 l che da 150 CV e 350 Nm di coppia a 1.500 giri / min (cambio automatico 9 rapporti con 4 ruote motrici).
Bugatti aveva annunciato da tempo il desiderio di ampliare la propria gamma. Affiancare alla Chiron una nuova vettura era parso ai più qualcosa di folle.
Divo è più affilata e meno rotondeggiante richiama lo spirito della Concept pensata dal brand per il celebre videogame Gran Turismo.
I progettisti hanno prestato particolare attenzione al tetto e lo hanno creato in modo tale da veicolare aria al propulsore. Questo, combinato con una copertura del motore appositamente progettata, assicura che un volume di aria “molto alto” entri nel vano motore per raffreddare il motore W16 da 8,0 litri.
Altre modifiche importanti alla progettazione includono nuovi fari e un diffusore più grande che è stato pensato per ospitare un sistema di scarico a quattro terminali. I progettisti hanno anche installato minigonne laterali ed una aletta centrale con nuovo spoiler posteriore che funge anche da freno pneumatico. Lo spoiler è più ampio del 23% rispetto alla Chiron e Bugatti afferma che questo migliora significativamente il carico aerodinamico e le prestazioni in frenata.
Parliamo del motore, è il W16 quad-turbocharged 8.0 che continua a produrre 1.103 kW / 1.479 cv. Bugatti comunica che la Divo non avrà una modalità di “velocità massima” e sarà limitata a 380 km/h.
Mentre la “bassa” velocità massima probabilmente deluderà alcuni fan di Bugatti, Divo si posizionerà come un modello orientato alla prestazione che non si limiterà ad andare veloce. Come ha spiegato Bugatti, volevano che l’auto fosse “più affilata, più agile e più agile”.
Per raggiungere questo obiettivo, gli ingegneri hanno aumentato la curvatura e apportato numerose modifiche al sistema di sospensione e sterzo. Divo pesa anche 35 kg in meno rispetto alla sorella Chiron grazie ad una serie di migliorie: ruote più leggere e una nuova copertura intercooler in fibra di carbonio.
Il prezzo si conferma spietato; si parte infatti da 5 Milioni di euro.
Prima del debutto ufficiale che avverrà in occasione del Salone dell’automobile di Ginevra nel 2019, un concept a grandezza naturale della meravigliosa hypercar elettrica di lusso PF0 di Automobili Pininfarina verrà presentato in esclusiva ai potenziali clienti al Concours d’Elegance di Pebble Beach.
Michael Perschke, CEO di Automobili Pininfarina, ha dichiarato: “Numerose icone del design realizzate nel corso dell’incredibile e ricca storia di Pininfarina hanno conquistato premi al Concours d’Elegance di Pebble Beach, perciò è fantastico poter presentare la futura leggenda firmata Pininfarina ai potenziali clienti in prossimità di questo celebre evento.”
“La nostra presenza a Monterey rappresenta un capitolo fondamentale nella storia della realizzazione del sogno di Battista Farina: un giorno vedremo una splendida gamma di vetture firmate Pininfarina. Queste speciali anteprime VIP offrono l’opportunità ai futuri proprietari della PF0, la maggior parte dei quali possiederà certamente numerose vetture classiche sia storiche che moderne, di assistere in prima persona alla nascita dell’azienda e della nostra hypercar.”
Luca Borgogno, Design Director di Automobili Pininfarina, ha sviluppato un briefing per illustrare la creazione della hypercar interamente elettrica più bella al mondo, nome in codice PF0. La PF0 è sviluppata dallo studio di design di Pininfarina SpA e a partire dal 2020 sarà interamente realizzata a mano a Cambiano, in Italia, nell’atelier di Pininfarina SpA, in un numero assolutamente limitato di esemplari.
Luca Borgogno ha affermato: “Il nostro obiettivo per gli esterni della PF0 è di progettare una vettura meravigliosa e senza tempo sotto ogni punto di vista, e gli interni sono altrettanto essenziali. I valori Pininfarina di eleganza e semplicità ci offrono la fantastica opportunità di distinguerci dalla maggior parte delle vetture sportive e delle hypercar attualmente sul mercato.”
“I nostri ospiti a Pebble Beach hanno una forte affinità con le sportive italiane. Sono certo che apprezzeranno il nostro impegno di progettare e realizzare a mano la PF0 a Torino. Qui infatti vennero alla luce alcune delle più celebri auto sportive e di lusso mai create.”
Circolando tra i più informati quelle che hanmo tutta l’aria di essere le foto cje ritraggono il design definitivo dellanuova Bmw Z4 M40i. Il debutto sembra molto vicino. La vettura è tutta nuova. Calandra bassa e sottile e molti altri richiami al design della nuova M8. Design muscolare anche per la fiancata dove spicca una presa d’aria. Sotto al cofano troverà posto un nuovo6 cilindri in linea, probabilmente biturbo.
Ci saranno anche sospensioni sportive ed ammortizzaotri a controllo elettronico. Novità assoluta il differenziale posteriore elettronico a slittmaebto limitato per garantire aderenza in tutte le condizioni.
Vi sarà certamente capitato di incontrare una vettura elettrica in ricarica. Il pensiero sarà certo corso ai costi di acquisto ed ai problemi di gestione di una auto priva di motore termico. Confesso di aver fatto anche io queste considerazioni e sono state proprio loro ad avermi spinto a voler cercare una risposta. Eccomi allora al volante di una Tesla. Il marchio californiano che porta il nome del celebre Nikola Tesla è stato fondato nel 2003 da Elon Musk. L’obiettivo è stato chiaro fin da subito; creare vetture elettriche. Ecco allora Tesla Model S l’ammiraglia elettrica capace di far sfigurare anche le più blasonate supercar.
La prima cosa che balza agli occhi sono le dimensioni; Model S è lunga 498cm e larga 196cm. Il design, particolarmente riuscito tanto da aver ispirato anche le “sorelle” Model X e Model 3, è volto a creare continuità tra le singole componenti dell’auto. Qualcuno potrebbe definirlo minimalista ma non per questo banale. Frontale basso e proiettori full led. Fiancata caratterizzata dalla linea di cintura alta. Ormai famose le maniglie a scomparsa che destano sempre l’interesse dei passanti, soluzione che coniuga design ed aereodinamica. Il modello in prova monta i cerchi da 19″ ma c’é la possibilità di optare per quelli 21″. Questi ultimi, esteticamente molto belli, comporanto, però, un maggior consumo della batteria derivandone una riduzione dell’autonomia.
Per questa prova sono al volante della Model S 100D. Batteria da 100kWh ed autonomia dichiarata di 632km. Volendo si può optare per la 75D, che monta una batteria da 75kWh ed ha una autonomia dichiarata di 490km, oppure per la velocissima P100D con batteria da 100kWh ed uno scatto 0-100km/h da primato 2,7 secondi!.
Model S 100D è il giusto compromesso tra prestazioni ed autonomia. Ho avuto l’opportunità di provarla lungo il passo del Bernina ed è stata una esperienza unica. Cominciamo dalla velocità. Lo 0-100km/h è coperto in 4,3 secondi con una progressione che conosce pochi euguali. Model S ha la trazione integrale con due motori uno all’anteriore ed uno al posteriore. Il riparto dei pesi è quasi perfetto; 49% davanti e 51% dietro. Le batterie si trovano al centro del pianale così da non zavorrare l’auto ma da migliorarne l’handling in curva. A conti fatti Model S pesa 2.108kg ma su strada sembrano molti molti meno. A dispetto delle dimensioni questa Tesla si muove agile anche sui tornanti di montagna pur non nascondendo la sua propensione per le percorrenze autostradali.Tesla Model S monta anche un sofisticato sistema di sospensioni pneumatiche. Possiamo sollevare l’auto da terra per evitare ostacoli come i dossi arificiali oppure schiacciarla al suolo per migliorare il coefficiente aereodinamico. Grazie al Gps Model S “ricorda” il luogo in cui abbiamo operato la modifica all’assetto e procederà successivamente ad effettuarla in automatico in corrispondenza dello stesso luogo.
Ci sono però alcune considerazioni da fare sullo stile di guida. La prima è che Model S sfrutta la frenata rigenerativa per accrescere l’autonomia residua. In concreto l’auto incrementerà la sua inerzia al calare dell’energia disponibile nelle batterie. Rilasciare l’accelleratore significa, quindi, assistere all’entrata in funzione dei freni dell’auto. Si tratta di un aspetto da prendere in considerazione soprattutto se si è troppo vicini all’auto che ci precede. La seconda accortezza riguarda l’accellerazione. L’assenza del cambio e, l’apporto istantaneo della coppia, rende Model S molto reattiva e veloce. Per questo è meglio evitare incaute accellerazioni. Queste incidono molto sui consumi ed è bene esercitare una pressione progressiva sul pedale dell’accelleratore.
Capitolo Tesla Auto Pilot. Necessario chiarire che non si tratta di “guida autonoma” ma di una tecnologia comunque molto evoluta. La vettura, grazie a telecamere e radar, ha la piena consapevolezza della sua collocazione su strada. AutoPilot permette al conducente una guida più serena senza dimenticare di tenere le mani ben salde sul volante e gli occhi puntati sulla strada. Inutile dire che, non appena infrastrutture e legislazione lo consentiranno, questa tecnologia potrà avere il pieno controllo della vettura in movimento.
Capitolo autonomia. In situazioni di guida reale non è difficile percorrere poco più di 500km con una ricarica completa. Una volta impostato il percorso sul navigatore la vettura calcola l’eneriga necessaria e, considerando anche il nostro stile di guida, fa una stima dei consumi previsti e delle soste necessarie per ultimare il viaggio stabilito. Nel mio caso sono partito con il 100% di autonomia dalla stazione di Supercharging di Sondrio ed il navigatore sapeva stimare la carica residua (72%) con la quale sarei giunto al Supercherger di Sankt Moritz. Questa valutazione si è rivelata assolutamente corretta ed affidabile. Insomma Model S fa bene i conti evitando inutili ansie da autonomia residua. Possiamo ricaricare la macchina in tre modi diversi. Presso la rete dei Tesla Supercharger, stazioni di ricarica istallate da Tesla in Italia (sono 27 da nord a sud) e nel mondo, dove in 60 minuti la vettura raggiunge il 100% di autonomia; a casa tramite rete elettrica convenzionale o con il trasformatore Tesla da parete; oppure presso gli oltre 500 destination charger (stazioni di ricarica presso ristoranti o luoghi di interesse) sparsi in Italia.
L’abitacolo è di livello e, come si conviene ad una ammiraglia, offre una serie di attenzioni dedicate agli occupanti. I materiali sono di qualità anche se alcuni assemblaggi andrebbero maggiormente curati. Da segnalare l’assenza di vani portaoggetti all’interno dei pannelli porta.
Tachimetro digitale con interfaccia personalizzabile. Al centro della plancia spicca il sistema di infotainment con il mastodontico schermo da 17″. Il tablet permette di gestire tutte le funzioni dell’auto dalla navigazione al clima, passando per la regolazione dei sedili. Possiamo dividere la schermata in due macroaree indipendenti e personalizzabili.
Tesla Model S integra un modulo Lte. L’auto, infatti, è sempre connessa ad internet e gli occupanti possono navigare gratis in rete o ascoltare, altrettanto gratuitamente, le proprie playlist preferite su Spotify. La connessione Lte è alla base del funzionamento dell’App dedicata Tesla che consente di controllare l’auto dallo smartphone. Apertura delle portiere, localizzazione e clima sono solo alcuni dei comandi che possiamo gestire da remoto.
Il design crea qualche problema in tema di visibilità posteriore. Peraltro i poggiatesta posteriori non possono essere abbattuti. Ci corrono in aiuto i sensori di parcheggio e la retrocamera. Il sistema di assistenza alla manovra è molto preciso tanto da fornire la distanza, espressa in centimetri, dagli ostacoli che ci circondano.
Dietro lo spazio è davvero tanto. Non mancano ingressi usb per la ricarica dello smartphone e bocchette di ventilazione. Presente anche il bracciolo centrale. Il bagagliaio si apre automaticamente ed ha una capienza di 745 litri espandibile, abbattendo i sedili posteriori, fino a 1645 litri.
In chiusura parliamo di prezzi. In Italia il listino di Tesla Model S parte da 89.520 euro per la 75D. Per mettere in garage una Model S 100D come quella della mia prova servono 112.970 euro. Si tratta di un allestimento molto ricco in termini di dotazioni di serie (filtro Hepa per l’abitacolo, pacchetto clima invernale e sistema audio premium, tetto in vetro) ma qui arricchito come nel caso dei sedili in pelle e la modanatura in legno della plancia ( 3.700 euro). Sul proprio sito web la stessa Tesla offre una serie di soluzioni rateali per avvicinarsi alle esigenze dei clienti. Insomma Model S è una ammiraglia a tutti gli effetti ma a suo modo; offre tecnologia e trazione elettrica in una veste che non è mai banale ed aristocratica. Tutti la riconoscono ma pochi la guidano; se anche questo non è esclusività!
La Fiat 500X è sul mercato dal 2014 ma questo non le ha impedito di segnare vendite record nell’ultimo semestre.
Evidente il nuovo formale con paraurti anteriore rinnovato e luci di posizione led. Led che ritroviamo nei proiettori anteriori presumibilmente abbinati ai fari bi-xeno. Non è da escludere il ricorso al full led. Novità anche dietro con nuovi fanali ispirati al restyling di fiat 500 tre porte. Luce di retromarcia e retronebbia dovrebbero essere spostate nel paraurti posteriore. Prevista illuminazione led anche per gli stop.
Novità importanti in tema di motori con il debutto del 1.0, il FireFly 3 cilindri benzina turbo da 120CV, mentre i diesel includeranno il 1.3 MultiJet II da 95 ed il 1.6 MultiJet II da 120CV. Non mancherà il prestante 2.0 litre MultiJet II da 140CV. Fca ha annunciato che non parteciperà al prossimo salone dell’auto di Parigi in programma a settembre. 500X sarà presumibilmente presentata nel corso di un evento ad hoc in autunno.
Grand Cherokee Upland fa il suo esordio nelle concessionarie Jeep dove sarà possibile vederla da vicino ma anche provarla su strada con un test drive. Caratterizzata da un aspetto più aggressivo e da una completa dotazione di serie, la novità si posiziona tra le versioni Laredo e Limited. La gamma Grand Cherokee parte da un prezzo di 57.200 euro.
All’esterno, la Grand Cherokee Upland si contraddistingue per alcuni esclusivi elementi scuri che ne accentano il look e la rendono ancora più aggressiva, quali le finiture nero lucido, i cristalli posteriori oscurati e i possenti cerchi in lega da 20” in tinta Gloss Black. La stessa sportività si ritrova all’interno, dove l’ambiente scuro viene impreziosito da una ricchissima dotazione di serie che include l’innovativo Uconnect da 8,4” dotato di navigatore, predisposizione Apple CarPlay e compatibilità Android Auto; il sistema di ausilio al parcheggio anteriore e posteriore (Parksense); e i sedili anteriori regolabili in 8 posizioni a comando elettrico. Completano l’equipaggiamento di serie i fendinebbia a Led, il climatizzatore automatico bi-zona e i proiettori anteriori Bi-Xeno con luci diurne (DRL) a Led, il sensore pioggia e fari, lo specchietto retrovisore interno elettro-cromico, cruise control, sistema Keyless e specchietti esterni ripiegabili elettricamente.
La Grand Cherokee Upland è disponibile con il motore 3,0 litri V6 a iniezione diretta elettronica Common Rail dotato di tecnologia Multijet II (potenza da 250 CV)in abbinamento al cambio automatico a 8 marce con palette al volante. La leggendaria capacità 4×4 Jeep è garantita dal sistema di trazione integrale permanente Quadra-Trac II con marce ridotte (4WD Low) che si avvale del controllo della trazione BTCS (Brake Traction Control System) sull’asse anteriore e su quello posteriore per garantire capacità fuoristradistiche di assoluto riferimento. Inoltre, la nuova versione si avvale del sistema di controllo della trazione Selec-Terrain che consente al conducente di selezionare la modalità su strada o fuoristrada per ottenere sempre le migliori prestazioni.