La BMW X8 2023 sarà il SUV più grande e più sportivo del marchio di Monaco di Baviera. Si tratta di un modello su cui la divisione sportiva sta lavorando da un anno. Nel frattempo, vi presentiamo questi rendering realizzati da Motor.es e che provano ad immaginarne il design.
BMW sta imprimendo un carattere più sportivo a tutta la sua gamma di modelli, compresi i suoi SUV. Una dose extra di sportività, sia nel design che nella dinamica di guida che diventa estrema nelle versioni con il badge della divisione M. La futura X8 è un modello che porterà questa qualità all’estremo.
La BMW X8 arriverà nel 2023, con un design molto sportivo accentuato dallo stile da coupé.
LA NUOVA BMW X8
La futura BMW X8 sarà anche più bassa di tutti gli altri SUV di lusso dalla X5 in poi. Ci saranno dettagli distintivi, come una nuova griglia con doppie barre orizzontali al posto delle classiche lamelle verticali viste sui recenti prototipi.
Così come la parte anteriore anche il retro adotterà soluzioni uniche. I terminali di scairco saranno verticali e non disposti orizzontalmente come accade su tutti i modelli del marchio.
Per ora, i prototipi non rivelano nemmeno l’interno, che promette un layout unico con un ampio schermo ad abbracciare quadro strumenti e tachimetro digitale.
Lo sviluppo della nuova BMW X8 è in corso da oltre un anno con una gamma che partirà dalla versione entry-level ibrida plug-in, la M45 e xDrive. Ci saranno altre due versioni a benzina: entrambe con il motore 3.0 litri 6 cilindri in linea già montato della M4 per una potenza ben oltre i 500 CV.
Volkswagen sta preparando il lancio della T-Roc restyling. Diversi avvistamenti di prototipi nei test su strada ne hanno rivelato la maggior parte dei cambiamenti di design.
Potrebbe non sembrare molto datata, ma la VW T-Roc, che sfrutta la piattaforma MQB, è stata presentata nella sua veste di produzione nel 2017. Quattro anni dopo, è tempo per un aggiornamento di metà carriera, seguendo il solco tracciato dal fratello Audi Q2.
Come nella maggior parte dei modelli del gruppo VW, i cambiamenti sono discreti. Questi rendering realizzati da Kleber Silva vi permettono di dare uno sguardo al design del crossover. Si nota il paraurti anteriore modificato con luci diurne a LED leggermente più grandi e l’assenza dei fendinebbia inferiori. La griglia è più sottile e la linea dei fari è stata aggiornata. Nella parte posteriore, i cambiamenti sono limitati al motivo geometrico interno ai fanali e al paraurti.
Per quanto riguarda il retro il designer ha immaginato una barra luminosa LED che percorre tutto il bagagliaio raccordando le due estremità. Si tratta di una soluzione che rende la T-Roc stilisticamente simile alla più piccola T-Cross. Da notare il fatto che i quattro terminali di scarico siano stati accorpati e sostituiti da un tubo di scarico singolo.
I MOTORI DELLA GAMMA T-ROC
Non ci sono foto o rendering dell’abitacolo ma ci aspettiamo un cockpit digitale con infotainment aggiornato e più sistemi di assistenza alla guida. C’è anche un’alta possibilità che Volkswagen doti finalmente il T-Roc materiali soft-touch sul cruscotto, affrontando uno dei problemi principali del modello attuale.
Ci aspettiamo alcuni cambiamenti nella gamma dei motori al fine di rispettare l’ultimo standard Euro 6-Final. La gamma attuale comprende il 1.0 TSI (120 CV / 81 kW), il 1.5 TSI (150 CV / 110 kW), il 2.0 TSI (190 CV / 140kW) e il diesel 2.0 TDI (150 CV / 110 kW). La T-Roc R a trazione integrale con il 2.0 TSI (300 CV / 221 kW) rimarrà la top di gamma quanto a prestazioni. C’è anche un’alta probabilità di vedere una T-Roc GTE ibrida plug-in (245 CV / 180 kW ) sull’esempio della Golf e della più grande Tiguan.
La VW T-Roc facelifted sarà presentata in anteprima nei prossimi mesi. Dopo tutto, il fatto che gli ingegneri non si siano nemmeno preoccupati di camuffare i prototipi dimostra che il reveal completo è imminente. Sarà interessante vedere se Volkswagen aggiorna anche la VW T-Roc Cabriolet.
Dopo l’annuncio ufficiale di Cadillac, l’elenco dei principali produttori che dovrebbero prendere parte alle gare di endurance nel 2023 si allunga ulteriormente.
Secondo le varie dichiarazioni fatte negli ultimi mesi, l’azienda di Detroit correrà con Audi, Porsche, Toyota e Peugeot. Questo è di buon auspicio per il futuro, compresa la prossima 24 ore di Le Mans.
Il marchio americano opterà per la formula LMDh, un’architettura prototipale scelta anche da BMW e un’alternativa alla nuova Le Mans Hypercars. Una scelta che le permetterà di competere ancora negli Stati Uniti, dove già brilla nell’IMSA, pur integrando il campionato del mondo (WEC) di cui la corsa di Le Mans rimane l’evento di punta.
CADILLAC TORNA NEL MOTORSPORT
La notizia è un’occasione per ricordare il rombo cattivo del V8 Northstar, quando le LMP nere e argento correvano nella campagna della Sarthe all’inizio degli anni 2000, in particolare con i colori del team francese DAMS.
Cadillac collaborerà con Dallara, uno dei quattro fornitori della LMDh e già produttore del telaio campione nell’IMSA DPi (2017 e 2018).
Due squadre già partner del marchio saranno anche responsabili della parte operativa in pista. Action Express Racing e Chip Ganassi Racing (precedentemente coinvolti nel programma Ford GT) metteranno in pista i prototipi ibridi svillupati da Cadillac.
Il loro debutto è previsto alla 24 Ore di Daytona nel gennaio 2023. Per allora, è probabile che ancora più produttori mostreranno interesse per le corse del mondiale endurance.
La BMW Serie 5 di settima generazione compie cinque anni questo ottobre, ma continuerà ad essere sul mercato fino all’arrivo di una nuova Serie 5 a metà del 2023. La BMW Serie 5 dovrebbe essere l’ultima Serie 5 con un motore a combustione interna sotto al cofano e proporrà alcuni grandi cambiamenti in tutti gli aspetti.
La BMW Serie 5 ha adottato un design sportivo e probabilmente la prossima generazione procederò su questa strada. Ci saranno caratteristiche ormai iconiche come lo sbalzo anteriore corto, il cofano lungo, l’abitacolo arretrato, la linea di cintura tutto sommato piatta.
L’attuale BMW Serie 5 G30 è in commercio dal 2017. Questa è già la settima generazione del modello, la E12 apparve nel lontano 1972.
L’anno scorso l’auto ha ricevuto un notevole restyling, e ieri sono state pubblicate le prime foto spia della nuova serie 5, nascosta sotto uno spesso strato mimetico. Possiamo vedere alcune delle caratteristiche della futura novità. La prossima generazione ingrandirà griglia, conservando forma e posizione tradizionali. Questi rendering realizzati da Sugardesign ci aiutano a dare un volto alla novità di casa BMW.
La fiancata mette in luce una linea marcata sopra le maniglie delle porte, che si estende dai parafanghi anteriori alle luci. Le maniglie delle porte saranno integrate nella carrozzeria come sulla serie 4 Gran Coupé e sulla nuova Serie 2 a due porte, che ha debuttato ieri. La linea di cintura diventerà un po’ più alta nella zona dei montanti C posteriori, e lunotto si farà più inclinato.
Un’estetica completamente nuova che si rifletterà anche nella parte posteriore, e che nel complesso erediterà caratteristiche della nuova BMW Serie 7 in arrivo tra pochi mesi.
Se fuori la serie 5 sarà tutta nuova, anche dentro non sarà da meno. Addio al cruscotto tradizionale e benvenuto a un molto più minimalista, con due schermi ad alta risoluzione che occupano e il nuovo sistema di infotainment.
Tra le novità più attese l’opzione “Highway Assistant” che permetterà la guida autonoma livello 3. La gamma di motori si concentrerà sulla benzina, perdendo opzioni diesel che saranno sostituiti da ibridi plug-in. La gamma aggiungerà anche una variante elettrica, una vera e propria i5, con i propri dettagli estetici e tre versioni note i530, i540 xDrive, i5 M50 xDrive.
Ho già provato la Ford Kuga di terza generazione con un motore ibrido. Si trattava però del Mild Hybrid su base diesel, eccomi allora ad approfondire su strada le doti della versione Full Hybrid che sfrutta un potente benzina 2.5 a quattro cilindri aspirato.
La nuova Ford Kuga non passa certo inosservata complici le dimensioni generose. La vettura è infatti larga 1.88 m, lunga 4.61 m è alta 1.66 m. L’allestimento top di gamma ST Line di questa prova è caratterizzato dell’attenzione alla sportività che si coglie in una serie di dettagli a cominciare dal paraurti anteriore dedicato che presenta un’ampia presa d’aria nella parte bassa. Sulla fiancata si notano i passaruota in tinta con la carrozzeria e i cerchi in lega da 18 pollici che conservano comunque una spalla generosa. Dietro troviamo un doppio terminale di scarico e un paraurti dedicato. Belli i fanali a sviluppo orizzontale che valorizzano la larghezza dell’auto.
FORD KUGA SU STRADA
Il motore di questa prova è il nuovo 2.5 Full Hybrid da 190 CV. La potenza di sistema di 190 CV viene prodotta dal lavoro combinato del motore termico e di uno elettrico il tutto coadiuvato da una batteria al litio da 1,1 kWh. Troviamo a bordo una trasmissione automatica CVT che, ad essere sincero, non mi ha convinto a pieno. Nei cambi di marcia a ritmi sostenuti, il CVT non si mostra reattivo e pare quasi “tappare” la potenza che viene dal prestante 4 cilindri a ciclo aktinson.
Il risultato del lavoro dei due motori è comunque un SUV dotato di trazione integrale AWD che, grazie ai suoi 210 Nm di coppia, affronta sicuro anche i percorsi in off-road grazie alle modalità di guida preimpostate; neve, fango, sabbia, sterrato.
Su strada la Ford Kuga Full Hybrid si muove agile per non manifestando un temperamento da velocista. Il SUV pesa infatti 1800 kg e riesce a mettere a segno uno scatto 0-100 km/h in 9,7 secondi accelerando fino ad una velocità massima di 190 km/h. In generale Kuga si guida molto bene ma dobbiamo fare i conti con il rollio legato al baricentro alto che viene comunque compensato dalla presenza del sistema di trazione integrale.
Capitolo consumi. A trattarla bene la Kuga Full Hybrid riesce a portare a casa un dignitoso 17 km/l ciò significa fare circa 5,6 l/100km. Numeri buoni se pensiamo all’ingombro e alla mole della Kuga.
Da segnalare la scarsa visibilità posteriore dovuta ai montanti C molto ampi e al lunotto dalle dimensioni contenute. Ci corrono in aiuto sensori di parcheggio e la retrocamera, peccato per l’assenza, sull’esemolare in prova, del sistema di telecamere a 360° che ho già provato su Kuga.
GLI INTERNI
La plancia di Ford Kuga è essenziale e razionale pur essendo rivestita da plastica morbida al tatto. Al centro si nota il sistema di infotainment con schermo da 8″ abbinato al tachimetro digitale con schermo da 12,3 pollici. Su Kuga troviamo inoltre un pratico head up display che porta direttamente davanti ai nostri occhi le informazioni principali sul nostro viaggio.
Il navigatore ospita il sistema operativo SYNC sviluppato da Ford e Microsoft. Una vera certezza nonostante il passare degli anni che include anche il mirroring Apple Car Play e Android Auto. Molto comoda l’applicazione Ford Pass attraverso la quale possiamo gestire da remoto le principali funzioni dell’auto come il blocco/sblocco delle portiere o la localizzazione.
Molto ricca la dotazione in termini di sistemi di assistenza alla guida. A bordo di Ford Kuga troviamo cruise control adattivo con sistema stop & go, frenata automatica d’emergenza, blid spot assist e mantenimento di corsia. Sulla nuova Ford Kuga si gode della guida autonoma di secondo livello che ci semplifica la vita anche e soprattutto nei lunghi viaggi.
Tanto lo spazio nella seconda fila di sedili dove non mancano le bocchette del clima e gli ingressi usb tipo A e C per la ricarica dello smartphone. Il bagagliaio ha una capienza di 405 litri e gli schienali dei sedili posterioripossono essere reclinati in disposizione 60/40.
Capitolo prezzi, il listino di Ford Kuga parte da circa 22.000 euro ma si arriva a lambire i 35.000 € per potersi portare a casa la vettura così come la vedete nella nostra prova su strada.
Nuove informazioni ci permettono di sapere un po’ di più sulla fisionomia e la tecnologia della nuova Renault 5 Alpine.
Gli amici di Auto-Moto.com hanno realizzato un nuovo rendering che immagina lo stile che la city car nella sua veste di produzione.
Ricordate, lo scorso gennaio, Luca de Meo ha svelato la strategia del gruppo Renault nel corso dell’evento Renaulution. Oltre alla promessa del ritorno della mitica R5, sotto forma di un veicolo 100% elettrico, abbiamo anche appreso che in futuro, Alpine volterà definitivamente le spalle ai combustibili fossili. Il nuovo listino sarà 100% elettrico e includerà anche un SUV basato sulla piattaforma di Nissan Ariya.
Arriverà poi l’erede della Alpine A110 grazie a una partnership con l’inglese Lotus. Ma Alpine punta anche a maggiori volumi di vendita grazie al lancio di una city car, lontana erede della R5 Alpine che fece scalpore nel 1976.
OLTRE LA RENAULT 5 ELETTRICA
Quindi, come sarebbe l’Alpine A5? Probabilmente come una Renault 5 Concept ma sotto steroidi come conferma questo rendering di Reichel Car Design. L’illustrazione la ritrae con un paraurti anteriore modificato, due lampade in stile rally tra i fari, e luci LED DRL più in basso.
Un’indagine della casa automobilistica ha rivelato che una flangia del serbatoio del carburante può sviluppare una crepa. Se questo difetto si verifica, può innescare una perdita di carburante. Jaguar Land Rover è a conoscenza di sei reclami dei consumatori che sostengono di aver individuato la perdita di carburante da flange del serbatoio incrinato e ha anche identificato 200 richieste di garanzia relative al difetto analizzando le Jaguar XF prodotte dal 2010 al 2012.
IL RICHIAMO LAND ROVER
I proprietari dei veicoli interessati al richiamo Land Rover possono notare un odore di carburante e la spia accesa nel quadro strumenti. La presenza della perdita potrebbe innescare un incendio.
Per risolvere il problema, i proprietari saranno avvisati e invitati a portare il loro veicolo in un vicino riparatore autorizzato Land Rover per far sostituire la flangia di con una nuova dal design rivisto. La riparazione sarà effettuata gratuitamente e i proprietari che hanno precedentemente pagato per una riparazione del difetto saranno coperti dal piano di rimborso Jaguar Land Rover.
Jaguar Land Rover avviserà le concessionarie il 26 agosto e i proprietari l’8 ottobre.
L’azienda è schiva sulle specifiche tecniche, ma ha precisato che il modello si rivolge esclusivamente ai gusti europei. Il crossover è stato anche “meticolosamente perfezionato per offrire caratteristiche di guida e di gestione ottimali per le strade europee”.
Ancora più importante, la nuova Kia Sportage “europea” sarà più piccola della variante internazionale che è cresciuta in dimensioni. Kia non ha rilasciato le misure, ma ha detto che la “versione europea succede alla quarta generazione” del modello in termini di dimensioni.
KIA SPORTAGE PER L’EUROPA
Oltre ad annunciare i primi dettagli, Kia ha rilasciato una manciata di immagini teaser. Ci aspettiamo che il crossover sarà caratterizzato dalla filosofia di design Opposites United con un frontale caratterizzato da una griglia molto ampia affiancata da fari Matrix LED e luci diurne LED a forma di boomerang.
Mentre la parte anteriore richiama da vicino la Sportage internazionale ci saranno molti cambiamenti nella parte posteriore. La versione europea sarà infatti più corta con un montante C più grande.
La nuova Kia Sportage europea sarà svelata il 1° settembre alle 11:00 AM CEST e andrà in vendita alla fine dell’anno. Non abbiamo notizie sui motri, ma potrebbero essere condivisi con la variante internazionale che offre un turbo benzina da 1.6 litri e un turbodiesel da 2.0 litri. Kia ha anche confermato i piani per una Sportage ibrida plug-in, che sarà presentata al Salone di Monaco con un motore turbo 1.6 litri a quattro cilindri, un pacco batterie agli ioni di litio da 13,8 kWh e un motore elettrico da 90 CV (67 kW).