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Nuovo Ford Tourneo Courier: Prova su strada [VIDEO]

Il Ford Tourneo Courier 2024 porta su strada una ricetta concreta e solida con tanto spazio e dotazioni tecnologiche di livello.
Ecco come va nel test drive la versione Titanium equipaggiata con il coraggioso ed elastico 1.0 Ecoboost 3 cilindri da 125CV e cambio manuale a 6 rapporti.

Nuova Renault Niagara 2025: il Rendering

La nuova Renault Niagara debutterà nel segmento dei pick-up.
Ricordiamo che nel 2016 una certa Renault Alaskan ha fatto una notevole incursione in questo segmento di LCV rifacendo abilmente il Nissan Navara, a sua volta ribattezzato in contemporanea da Mercedes per le esigenze della Classe X. Purtroppo, quattro anni dopo, la storia si era già conclusa per i modelli Losange ed Etoile, che non avevano riscosso successo, soprattutto a causa dell’imposizione della sanzione ecologica.

Più recentemente, nel 2022, Nissan ha gettato la spugna anche nel Vecchio Continente, di fronte a una concorrenza troppo pressante, monopolizzata in particolare dal Toyota Hilux.
Questa battuta d’arresto europea non ha impedito alla Renault Alaskan di continuare la sua carriera in altre parti del mondo. In Argentina, ad esempio, continua a farsi strada accanto a un altro pick-up di dimensioni più modeste: il Renault Oroch. Un veicolo con un raggio d’azione molto più ampio, che inonda il Sud America in particolare come trasportatore robusto ed economico, e che si basa ancora sulla piattaforma della primissima Dacia Duster, apparsa nel 2010. Sebbene questo derivato del ribaltabile sia apparso solo nel 2015, ci sarà tutto il tempo per lasciare il posto a un sostituto entro il prossimo anno.
La Renault Niagara sfrutterà una piattaforma tecnica molto più moderna: quella dell’ultima Dacia Duster, a sua volta estrapolata dalle Renault Clio, Captur e Arkana, tra gli altri modelli contemporanei del gruppo francese. Ma mentre la Duster misura appena 4,34 metri, la futura Niagara sarà probabilmente di circa 4,80 metri, una decina di centimetri più lunga della Oroch che dovrebbe sostituire gradualmente. Per ottenere questo risultato, dovrebbe basarsi sulla lunghezza del passo offerto dalla futura Dacia Bigster, la versione allungata della Duster prevista per la fine del 2024, che avrà un picco di circa 4,60 m.

DATI TECNICI

Il rendering in copertina di Auto-moto.com ci permette di dare uno sguardo in anteprima.
Dal punto di vista estetico, la Renault Niagara si discosterà dai codici stilistici finora sostenuti da Dacia, come suggerito dall’omonimo studio rivelato alla fine del 2023. Sebbene questo studio sembrasse basarsi sulla cellula centrale della Duster, ha rivisto tutti gli elementi che compongono la carrozzeria per affermare la propria personalità, chiaramente esacerbata dalla nuova griglia del radiatore priva della Losanga. Come alcuni veicoli Ford (Ranger, Transit Custom), Renault non ha esitato a mostrare con orgoglio il proprio nome a caratteri cubitali sulla prua.

La nuova Renault Niagara sarà dotata di estensioni specifiche per le ruote, così come i parafanghi anteriori e posteriori e le porte. D’altra parte, ci sono dubbi sul fatto che la firma luminosa che attraversa l’intero portellone posteriore della concept car sarà portata nella produzione di serie. Si tratta di un elemento molto sensibile agli urti nella vita di tutti i giorni, di cui i costruttori generalmente fanno a meno.
Il pick-up Renault Niagara dovrebbe essere presentato entro la fine del 2025. Sebbene la priorità sarà data ai mercati emergenti, che ne sarà della commercializzazione in Europa? Si tratta di una possibilità ragionevole, dato che il furgone si occuperà delle sue emissioni di CO2 attraverso l’ibridazione, mentre la trazione integrale si dice sarà gestita da un motore elettrico sull’asse posteriore. Infine, resta da vedere se, in caso di arrivo sul mercato francese, sarà venduto con il marchio Renault o Dacia. Nulla è meno certo.

Nuova Lotus Eletre 2024: la versione Base

La Lotus Eletre ha ora un versione base che promette di farsi largo con successo sul mercato.

Come aggiornamento, il modello base presenta la stessa meccanica della Eletre S, compresi i due motori che forniscono la trazione integrale e una potenza totale del sistema di 603 CV (450 kW) e 710 Nm di coppia. In questo modo l’auto passa da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 245 km/h.

Nel frattempo, una batteria da 112 kWh, condivisa da tutte e tre le varianti (compresa la R), garantisce un’autonomia secondo il WLTP di 600 km.

Dotata di un’architettura elettrica a 800 volt, la Lotus Eletre può accettare fino a 350 kW di ricarica rapida in corrente continua, portando la batteria dal 10 all’80% in 20 minuti; è supportata anche la ricarica in corrente alternata da 22 kW.

Mentre l’hardware è identico a quello della S, la Eletre di base ha un livello di specifiche inferiore per soddisfare il suo prezzo più accessibile. Come è stato rivelato durante il lancio, la vettura monta cerchi in lega da 20 pollici a cinque razze con design aerodinamico e pneumatici Michelin Pilot Sport EV.

È possibile aggiornare i rulli con quelli bicolore da 22 pollici della S (anche i pneumatici passano alla gomma Pirelli P Zero e le pinze dei freni da quattro a sei pistoncini), ma il costo aggiuntivo è di 30.000 RM. Altri optional sono le nuove telecamere laterali e lo spoiler posteriore attivo (quest’ultimo di serie sulla S) come parte del pacchetto di ottimizzazione.

La dotazione di serie comprende l’accesso e l’avviamento senza chiave, le sospensioni pneumatiche attive, gli ammortizzatori adattivi, l’abitacolo a cinque posti, l’head-up display, i rivestimenti in pelle Nappa, le porte USB-C anteriori e posteriori, il sistema di telecamere a 360 gradi e il portellone posteriore motorizzato a mani libere.

DATI TECNICI E DOTAZIONI

La versione base della Lotus Eletre anche un sistema audio Premium KEF da 15 altoparlanti e 1.380 watt – un gradino sotto la configurazione Reference Audio da 23 altoparlanti e 2.160 watt della S – che diffonde i brani dal touchscreen OLED da 15,1 pollici dell’infotainment. Altri elementi tecnologici sono i sottili display da 12,6 pollici per il conducente e il passeggero anteriore, un touchscreen posteriore da otto pollici, Apple CarPlay e Android Auto senza fili e un caricatore wireless Qi.

Reintrodotto il modello base della Lotus Eletre – 605 CV, 710 Nm, 490 km di autonomia WLTP, ora al prezzo di RM598.800

In termini di assistenza alla guida, la Eletre è dotata di serie di frenata autonoma di emergenza, cruise control adattivo, assistenza al centraggio della corsia, monitoraggio dell’angolo cieco, avviso di collisione posteriore, avviso di traffico trasversale anteriore e posteriore, park assist e abbaglianti adattivi.

La reintroduzione della Eletre base corrisponde alla disponibilità di due nuove opzioni di vernice, il Bianco Akoya e il Rosso Cinabro. Queste si aggiungono al resto della gamma di colori che comprende il Grigio Kaimu, il Giallo Solare, il Rosso Natron, il Verde Galloway, il Nero Stellare e il Grigio Fiorito.

Nuova Xiaomi SU7 Ultra: la versione Sportiva

La berlina elettrica Xiaomi SU7 Ultra adotterà una struttura a tre motori con una potenza di 1548 CV e sarà in grado di accelerare a 100 km/h in 2,97 secondi, mentre la velocità massima supererà i 350 km/h.

Nel marzo di quest’anno, il gigante cinese dell’informatica Xiaomi ha lanciato la sua prima auto elettrica: una grande berlina SU7 dalle proporzioni molto atletiche che ricordano la Porsche Taycan. Il debutto della Xiaomi SU7 ha suscitato grande scalpore sul mercato cinese: solo nella prima mezz’ora di vendita di quest’auto elettrica sono stati raccolti più di 50.000 ordini, ma in realtà, a fine giugno, l’azienda ha spedito ai clienti solo 30.000 auto (dati CAAM), in quanto sta incontrando difficoltà nello scalare la produzione e nella qualità delle auto finite. Tuttavia, pochi dubitano che la divisione automobilistica di Xiaomi supererà rapidamente i suoi problemi di crescita, con nuove anteprime in arrivo.

Oggi a Pechino si è tenuta una presentazione comune di vari prodotti Xiaomi, tenuta personalmente dal fondatore e CEO dell’azienda Lei Jun: insieme a una serie di nuovi gadget è stata annunciata la versione estrema della berlina elettrica Ultra Xiaomi SU7.

Il prototipo mostruoso Xiaomi SU7 Ultra non sarà di serie, ma è in fase di sviluppo come auto sportiva puramente da pista per stabilire vari record, ma gli sviluppi del design del prototipo saranno successivamente utilizzati per la SU7 Ultra stradale con un kit aerodinamico meno mostruoso e, probabilmente, con caratteristiche tecniche più modeste – è prevista per il 2025.

DATI TECNICI E MOTORI

I dati esterni e dichiarati della Xiaomi SU7 Ultra Prototype sono impressionanti: è equipaggiata con un powertrain a tre motori composto da due motori elettrici HyperEngine V8s (ciascuno dei quali produce 578 CV) e un motore elettrico HyperEngine V6s (392 CV), con una potenza massima combinata di 1.548 CV. Fino a 100 km/h Xiaomi SU7 Ultra Prototype sarà in grado di accelerare in 1,97 secondi, fino a 200 km/h – in 5,96 secondi, la velocità massima supererà i 350 km/h.

I pannelli della carrozzeria esterna di Xiaomi SU7 Ultra Prototype sono realizzati in fibra di carbonio, le piume aerodinamiche sviluppate possono generare fino a 2145 kg di deportanza, il peso a vuoto stimato della vettura – 1900 kg. L’energia rigenerativa dei motori elettrici combinata con i freni AP Racing dovrebbe garantire uno spazio di frenata di 25 metri da 100 km/h a un arresto completo. La capacità della batteria da 897 volt non è stata specificata, ma si sa che avrà un sistema avanzato di gestione termica progettato per carichi estremi.

Nel prossimo autunno, lo Xiaomi SU7 Ultra Prototype tenterà di diventare la più veloce auto elettrica a quattro porte sul Nürburgring North Loop e di superare il record sul giro della Porsche Taycan Turbo GT dello scorso anno, pari a 7min 07,551sec. Solo che la Porsche Taycan Turbo GT è un modello stradale di serie, non un prototipo unico. La Xiaomi SU7 Ultra di serie sarà ovviamente molto meno veloce e difficilmente potrà competere con la Porsche Taycan Turbo GT al Nürburgring, ma forse Xiaomi ci sorprenderà – aspettiamo i risultati delle gare.

Nuova Fiat 500 Hybrid 2025: Anteprima

La nuova Fiat 500 Hybrid sta per diventare realtà sulla base della versione elettrica.

FIAT non ha avuto altra scelta che fare i conti con la realtà di circostanze che riguardano tutti i marchi e, nel suo caso specifico, a causa di una gestione inadeguata delle sue strategie. La scarsa domanda di auto elettriche è diventata più che evidente dopo l’estate dello scorso anno, quando i principali produttori europei hanno iniziato a vedere crollare il castello di carte delle emissioni zero.

FIAT è stato uno dei primi marchi ad affrontare la situazione, interrompendo temporaneamente la produzione della 500 elettrica nello stabilimento di Mirafiori. Un problema grave che si è acuito quando all’inizio dell’anno si è saputo che il modello a benzina era destinato a scomparire dal catalogo. L’azienda italiana ha visto due modelli uscire dalla gamma con un colpo di penna, costringendola a trovare una soluzione con una rapidità inusuale, ma non così veloce come si potrebbe immaginare.

IL RITORNO IBRIDO

Fortunatamente, Olivier François ha già confermato che la 500 Elettrica presterà il suo look più moderno a una versione ibrida che arriverà sul mercato alla fine del 2025, quindi, come potete vedere, non è così veloce. Anche se i suoi tecnici si sono già messi al lavoro per reintrodurre un motore a benzina nel vano anteriore dell’elettrica, le cose nel palazzo vanno lentamente e richiedono tempo.
Il Gallo alla guida del marchio ha già annunciato ai quattro venti il cognome che la city car riceverà per distinguerla dalla variante elettrica. Sebbene sia stato riferito che avrebbe utilizzato lo stesso termine “Ibrida” dell’Alfa Romeo, la FIAT ha preferito seguire un’altra linea e utilizzare il nome della città in cui il marchio ha il suo quartier generale, nonché una delle sue fabbriche più importanti: Torino, anche se sarà conosciuta con il nome della città in italiano, Torino.

Se non ci saranno sorprese, la futura Fiat 500 Torino sarà alimentata dal motore a benzina a tre cilindri da 1,2 litri con tecnologia MHEV già montato su alcuni modelli della piccola Stellantis, con una potenza massima di 100 CV e abbinato a un cambio automatico.

Non ci sono dettagli sul prezzo anche se è chiaro che sarà notevolmente più economico dell’auto elettrica, si stima che si aggirerà intorno ai 18.000 euro.

Addio Seat Terraco: arriva lo stop

Lo sapevamo già da più di due anni quando le informazioni provenienti da fonti interne indicavano la fine della SEAT Tarraco. Il più grande SUV del marchio spagnolo era stato condannato dalla casa madre tedesca più di due anni fa, nello stesso momento in cui si stava pianificando il futuro dello stabilimento centrale di Wolfsburg dove il modello spagnolo viene prodotto.

Una delle chiavi è stata la sua scarsa performance commerciale, ma anche la necessità di fare spazio sulle linee di montaggio per il sostituto della Volkswagen Tiguan Allspace. La casa automobilistica di Martorell stava preparando un lifting sottile e discreto per incrementare le vendite della Tarraco, ma ancora una volta non se ne fece nulla. Il dado era tratto e investire nella Tarraco, che non avrebbe avuto abbastanza tempo per ripagarsi da sola o per vendere centinaia di migliaia di unità, era una spesa inutile.

Dopo una notizia tedesca che confermava la sua scomparsa, un’altra notizia proveniente da fonti britanniche afferma nuovamente che la Tarraco uscirà dal catalogo del marchio spagnolo entro la fine del secondo trimestre di quest’anno, il che significa che la produzione cesserà alla fine di luglio. Non si tratterà di una scomparsa com in magazzino, ma con l’obiettivo di non lasciare nemmeno una traccia prima della fine dell’anno.

PERCHÉ SEAT TARRACO

La Seat Tarraco non ha mai avuto una seconda generazione in programma come la Kodiaq, la Tiguan e la nuova Tayron che erediterà la Tiguan Allspace, ma ha un sostituto sotto l’ombrello della filiale sportiva con l’attesa nuova CUPRA Terramar, che questo rapporto nota essere solo venti millimetri più corta. Uno dei primi dettagli di quello che sarà il terzo nuovo modello di CUPRA sarà svelato a breve.
La nuova Skoda Kodiaq Sportline debutta in Germania, il SUV ceco più sportivo (con il permesso della RS) arriva carico di equipaggiamenti.

La SEAT Tarraco è arrivata sul mercato nel 2019 e cinque anni dopo ci dirà addio con più dispiacere che gloria, perché non ha mai raggiunto i suoi obiettivi, e questo nonostante sia l’unico SUV del marchio che si è impegnato seriamente nell’elettrificazione. La sua versione più sportiva, nonché il top di gamma, ha coniato un potente sistema ibrido plug-in che, con 245 CV, un’autonomia massima in modalità elettrica e le specifiche sportive della finitura FR, la rendeva la cosa più vicina a una CUPRA Tarraco, anch’essa in cantiere e scartata.

Nuova Audi Q4 e-tron 2025: la versione Base

Audi Q4 e-tron ha da oggi un a nuova versione base.

Tutti i costruttori che negli ultimi anni si sono seriamente impegnati sul fronte delle auto elettriche sono pienamente consapevoli che la situazione è enormemente cambiata rispetto a due anni fa, quando le vendite di auto a zero emissioni superarono per la prima volta quelle delle auto diesel. Si è aperto uno scenario senza precedenti che ha superato ogni aspettativa, ma che non ha avuto la continuità sperata e non si sa quando riprenderà.

Audi ne è talmente consapevole che sta pensando di interrompere anticipatamente la produzione della Q8 e-tron, chiudendo addirittura lo stabilimento in cui vengono prodotti questi due SUV di lusso completamente elettrici. Lo stesso stabilimento in cui era prevista la delocalizzazione di parte della produzione della Q4 e-tron a causa dell’elevata domanda. Il marchio tedesco, lungi dall’essere soddisfatto della situazione, ha deciso di introdurre una versione entry-level nella gamma di questa coppia di SUV compatti a emissioni zero.

La nuova versione 35 e-tron si aggiunge alla gamma delle Q4 e Q4 Sportback e-tron, equipaggiata al massimo, come si può vedere nell’estratto delle dotazioni di serie dettagliate qui sotto, più digitale e tecnologica, ma senza novità all’esterno, mantenendo intatto il suo design elegante e sofisticato.
Quadro strumenti digitale “Audi virtual cockpit” da 10,25 pollici
Portellone posteriore elettrico
Sedili anteriori riscaldati
Controllo vocale con comandi in linguaggio naturale e ChatGPT
Porte di ricarica USB-C

DATI TECNICI E MOTORE

La nuova Audi Q4 35 e-tron è dotata di un motore elettrico montato sull’asse posteriore con una potenza massima di 125 kW, pari a 170 CV, e di un sistema di raffreddamento dell’olio che mantiene la temperatura del gruppo propulsore e del suo cambio automatico a una sola velocità a un livello ottimale. La versione base è abbinata a una batteria agli ioni di litio con una capacità lorda di 55 kWh e una capacità netta utilizzabile di 52 kWh, con la quale ha un’autonomia relativamente bassa, come si può vedere nel dettaglio delle prestazioni.
Per compensare questo svantaggio, Audi ha installato un caricabatterie di bordo che supporta una potenza di ricarica rapida in corrente continua fino a 145 kW, richiedendo solo 25 minuti per recuperare dal 10 all’80% dell’energia, raggiungendo 125 chilometri in soli 10 minuti nella Q4 e-tron e altri cinque nella Sportback.

Audi ha confermato che gli ordini per questa nuova versione si apriranno negli ultimi giorni del mese di luglio, per cui si attendono i prezzi nelle prossime settimane, che si aggirano intorno ai 45.000 euro per l’Audi Q4 e ai 47.000 euro, circa, per la coupé.

Tre giorni in Riviera Adriatica tra vacanza e motori

C’è sempre una grande differenza tra i dati ufficiali, le statistiche e la realtà: in Italia più che altrove, sebbene noi si sia abituati a prevedere e a trasformare la vita reale: pensate, siamo persino stati capaci di scoprire l’America percorrendo rotte concepite da studiosi nati un secolo dopo il viaggio di Colombo…….Chi meglio di noi?????

C’è – ad esempio – che per influenzare i dati sull’inflazione e sul costo della vita capita che il famoso Istituto Nazionale ti inserisca nel paniere le ciriole per il comparto pane, la mortadella per il comparto salumi e il costo dei biglietti regionali al posto dei TAV. Così i parametri si “ingentiliscono” e pare che tutto costi meno; mentre la strada ci riporta sensazioni ben diverse. E in arrivo della stagione estiva, i conti ufficiali saranno pronti a snocciolare indicatori ottimi e beneauguranti per le sorti del turismo verso l’Italia. 

Ma non è detto che questi benefici ricadranno positivamentesulle nostre teste o dentro le tasche degli italiani. 

A noi sembra che tutto sia tornato a costare davvero troppo per tanti, e che dunque a gioire per la cascata di ricchi turisti asiatici e mediorientali possano essere solo ristoratori, tassisti e albergatori; ma che per la “classe media” (o come si chiama oggi) Vi sia poco da festeggiare.

Mentre riecheggia sempre la famosa allerta sul rischio “svendita” del patrimonio nazionale di arte, cultura, industria.

Insomma, nulla di strano che nel Belpaese coincidano spesso sogno e realtà, assurdo e ragione. 

Oppure, che intorno a noi e sul territorio nazionale vi siano realtà e posti dove la storia più nobile si scontra con una attualità che sembra avene cancellato ogni traccia.

Le vacanze “intelligenti”?? Fatevi guidare per tre giorni da “Autoprove”

Beh, lasciate che per almeno tre puntate dei nostri Post sia “Autoprove” a tracciare i dati “veri” di questo scorcio di estate, davvero troppo improvvisamente calda per non dare l’idea di essere anche molto più breve del normale. 

Già gli uccelli del malaugurio prefigurano un Agosto piovoso e gonfio di umidità e grigiore. Senza essere degli indovini, in questo Luglio ancora da vivere vorrei provare a consigliare ai nostri lettori più appassionati e attenti al portafogli un programma davvero alternativo tra vacanza e motori. 

Per i prossimi tre Post, incluso questo, lasciateVi indicare delle mete davvero alternative da raggiongere, a loro volta, con mezzi e modalità “smart”, “eco” e “Low Cost”.

La premessa Ve la pongo in questo modo, per darVi la possibilità di immaginarVi protagonisti delle nostre proposte: una famigliola giovane romana (due genitori ed un bambino appassionato di motori), tre giorni da passare in totale libertà di spazi ed orari, ed un budget giornaliero entro – udite udite– i 25 Euro a persona inclusi viaggi treno di A/R, vitto “finger Food”, accesso a strutture e luoghi di interesse motoristico. Interessante, no???

Cominciate così: andate in una Stazione ferroviaria a comprare tre biglietti FS della promo “Italia in Tour”, con una tariffa di 29,00 Euro con la quale una persona può girare l’Italia (a partire dalle 00:01 del primo giorno di tariffa fino alle 23:59 della fine del terzo giorno successivo). 

Vi basta decidere la data di inizio della terna di giorni: in caso, ovviamente, fate solo attenzione che queste date coincidano con prenotazioni di visite guidate ed accessi ai luoghi che stiamo per indicarVi.

L’iniziativa promozionale ferroviaria consente di viaggiare con la gamma dei Treni Regionale ed “RV” (Regionale Veloce) ad eccezione di InterCity e Frecce.

Una volta acquistato il biglietto, ecco la prima di tre giornate di “archeomotorismo” che Vi invitiamo a provare, giusto per la curiosità di mettere insieme tempo libero, vacanza, passione e riscoperta di quel filone “vintage” che sta tornando prepotentemente di moda ultimamente nel mondo Automotive.

Prima tappa: Roma/Pesaro, a casa della Benelli

Famigliola romana, abbiamo detto: su di questa abbiamo strutturato il nostro tragitto: tuttavia la rete ferroviaria nazionale porta diverse alternative, e Voi lettori avrete di certo l’abilità di organizzare le alternative (sempre sul versante dei treni Regionali e RV). 

La partenza è praticamente all’alba da due stazioni capitoline, per arrivare alle 9,30 circa a Falconara Marittima. Si, capisco: svegliarsi prima del gallo in piena estate è un sacrificio, ma ne vale la pena: a Falconara Marittima, se credete, a Vostra scelta Vi attende o un tuffo in acqua od una buona colazione nella fila di locali e Bar che affiancano la spiaggia (la Stazione è una delle più caratteristiche con “vista mare” sul versante adriatico).

Avete quasi un’ora, in fondo, prima che un treno Vi porti a Pesaro per poi toccare Misano Adriatico, Rimini, Faenza, Imola, Bologna Centrale (praticamente una fetta fondamentale della “Motor Valley” romagnola e che meriterebbe una tappa di vera e propria adorazione per ognuna delle città che ho elencato) lungo una tratta davvero importante per la toponomastica nazionale: quella che  collega Ancona a Piacenza con una cadenza di convogli che nei giorni feriali assicura un passaggio treno Regionale ogni ora/ora e mezza.

La “nostra” scelta è appunto quella di scendere per prima cosa a Pesaro. Una città che con l’industria meccanica e la moto ha davvero parecchio feeling storico: Benelli, Motobi e Morbidelli sono ovviamente i tre nomi che risaltano immediatamente. Per questo la nostra famigliola decide di percorrere i circa 600 metri che separano la Stazione dall’ex Centro Direzionale Benelli dietro al quale si trova la struttura del Museo allestito nel vecchio capannone di produzione, quello originario. 

Il caldo feroce di Luglio non è un ostacolo per una passeggiata che attraversando un bellissimo arco porta in una Città ottima da visitare anche in chiave artistica ed architettonica. 

Il complesso che un tempo fu il Centro Direzionale Benelli si mostra nella sua volumetria colossale e nel rispetto della struttura di piano terra che ha mantenuto l’aspetto di derivazione industriale. Dietro di questo edificio ormai riconvertito a civili abitazioni troviamo il Museo.

Museo che, ovviamente, la nostra famigliola di appassionati romani ha avuto la cura di contattare (sito e recapiti sono facilmente reperibili in Rete) per concordare una data di visita.

Museo Benelli: il respiro di una leggenda storica

L’ingresso e la coreografia iniziale del Museo Benelli è davvero invitante ed ospitale. 

Dalla porta di ingressi fanno già capolino i primi musetti con fanale delle moto esposte, mentre i ragazzi gentilissimi e disponibili all’ingresso accolgono con cordialità e simpatia fin dal primo contatto. Per questo sia loro che tutta l’esposizione meritano di avere un seguito popolare ed un elenco visite continuo e sempre maggiore. Con un costo simbolico si passa almeno un’ora a vedere dal vivo diverse decine di prodotti del Marchio (e dell’estensione Motobi”)che abbracciano ogni tempo del Costruttore pesarese

Diciamo che il limite temporale “massimo” è dato dalla produzione di fine anni Ottanta e inizio decennio successivo, ma non chiedetemi un elenco, non basterebbe lo spazio. 

Da appassionato ed innamorato di questo Marchio Vi dico quello che sono stato felice di rivedere: la “360”, la Tornado 650, la serie delle piccole pluricilindriche 250 e 125 a 4 tempi; per poi vedere con affetto e simpatia la gamma “354/504/654” che rappresenta in fondo la famiglia Benelli più facilmente riscontrabile sulle strade italiane nel periodo di loro commercializzazione. 

Ovviamente non si può trascurare anche la presenza delle famose “sei cilindri” 750 e 900, che mettono Benelli nel gruppetto di soli quattro Costruttori al mondo capaci di tentare una produzione di serie con questa architettura dal Dopoguerra fino ad oggi.

Una vera e propria rarità è inoltre l’unica proposta di auto nella quale Patron Benelli si è avventurato alla fine degli anni ’40: la “BBC1” di cui il Museo mostra un unico esemplare (credo) dei pochissimi realizzati all’inizio di questa avventura. In particolare il modello esposto di BBC1 è ​quello che con caparbietà ed orgoglio Benelli realizzò dopo ormai l’abbandono degli altri soci del progetto.

Se come immagino la mostra lascia tutti i visitatori emozionati e gratificati anche grazie ai supporti audiovisivi ed alle preziose informazioni del personale interno, la nostra famigliola partita da Roma può uscire dal Museo che non è ancora neppure ora di pranzo. C’è ancora una gran parte di giornata da passare, una volta raggiunta la Stazione. 

Da Pesaro a Faenza: passando per Rimini (e Bimota)?

La nostra famigliola fa in tempo persino a servirsi del Supermercato posto tra il Museo e la Stazione di Pesaro: da brava donna di casa la giovane mamma acquista al giusto prezzo pane, ripieni, acqua, birra, bibite e confezione famiglia di gelati. Insomma, la prima parte di giornata è addirittura grandemente entro il budget di spesa previsto, e si può partire verso le altre tappe. 

E se proprio il gruppetto volesse, dalla Stazione di Rimini partirebbe un mezzo che lascia a solo un chilometro di distanza dalla nuova sede del prossimo ed auspicabile “museo Bimota”, nella attuale nuova sede del Marchio passato sotto l’egida di Kawasaki

Quando il sottoscritto ha svolto il viaggio che sto descrivendo come “fac simile” per altri appassionati (rappresentati dalla nostra famigliola) l’esposizione e l’accesso del pubblico alla nuova sede Bimota non era possibile. 

Di certo non è impossibile arrivare alla “factory” dalla stazione di Rimini e farvi ritorno con il mezzo pubblico (i chioschi informativi del sito ferroviario sono utilissimi); ma in caso sarebbe difficile chiudere una stessa giornata vedendo anche in successione l’area di Faenza. 

Insomma, “purtroppo” gli appassionati in partenza diretta dalla Capitale potrebbero realmente fare un sano “pendolarismo” con Regionali e RV lungo i canonici tre giorni potendo sfruttare la tratta Ancona-Piacenza per visitare ciascuno dei siti di interesse motoristico.

Invece, se si decide di “procrastinare” Rimini (gradevole in estate anche per motivi più ludici) si può percorrere in treno la distanza da Pesaro a Faenza per cercare di visitare due realtà di impatto “mondiale”. Nella cittadina famosa per le ceramiche artistiche si è ritagliato uno spazio anche il comparto del Motorsport. Tradizione vuole che si richiamino i nomi più famosi della recente: parliamo della famosa Squadra “Everest” per le quattro ruote e della motociclistica “Diemme” che in effetti era di casa a Lugo, dunque ad un tiro di schioppo da Faenza, ma il cui patron Melandri era originario faentino.

Everest e Diemme sono stati nomi che hanno scritto pagine di storia del Motorsport mondiale. Se però la Everest ha visto la sua matrice e tradizione continuata nel “passaggio” alTeam di Giancarlo Minardi, la presenza faentina nelle Due ruote si è interrotta – dopo la Diemme Lugo – fin quando un coraggiosissimo e capace Fausto Gresini, il pluricampioncinonazionale del Motomondiale, non ha dato vita al team che porta il suo nome.

Ovviamente il percorso storico della Minardi in F1 ha portato poi alla configurazione di Toro Rosso e successivamente RedBull la cui Factory fa bella mostra di sé nell’area industriale di Faenza.

Per entrambe le strutture organizzative (RedBull e Team Gresini Racing) occorre ovviamente chiedere e concordare una occasione di visita guidata interna alle strutture.

Il sottoscritto ha avuto la fortuna ed il piacere di una visita al Team Gresini – opportunamente programmato e concordato – insieme al Club Ferrari di Imola, ed ho potuto ammirare e beneficiare della cortesia e della disponibilità del bravissimo Lorenzo Gresini (il figlio del compianto Fausto) che ha regalato a tutti i visitatori tempo e tante informazioni importanti: ovviamente la Sede è quella “nuova” di Via Pana nella quale il Team si è trasferito da quasi dieci anni.

Dunque, se la giornata “tipo” tra Roma, Pesaro e Faenza si sarà svolta – da parte della nostra famigliola – per come noi l’abbiamo immaginata e vissuta a nostra volta, i nostri amici protagonisti potranno fare due scelte – a fine giornata – in base all’orario di ripartenza dalla Stazione centrale faentina: la coincidenza “Regionale o RV” da qui fino a Roma (passando per Falconara Marittima come tappa intermedia) è disponibile fino ad una fascia oraria pomeridiana ristretta. 

In caso di indisponibilità la scelta più diretta porterà i nostri giovani appassionati ad una scelta più onerosa, quella di raggiungere lo snodo di Bologna e da là fruire della maggiore affluenza di InterCity e di (eventualmente) Treni Alta Velocità. 

A meno che, ed è una opzione di notevole utilità al portafogli, non si possa incappare in qualche passaggio del vettore Flixbus che – in alcuni casi – si dimostra davvero competitivo sia per tariffe che per condizioni di servizio.

E questo primo giorno di “motovacanza” si potrà chiudere, per la nostra famigliola, con il ritorno a Roma, magari in tempo anche per cenare a casa. 

Ma, mi raccomando, non facciamoli andare a dormire tardi. Il giorno dopo li attende il secondo step di “Archeomotorismo” suggerito e provato da noi di “Autoprove”.

L’effetto? Come detto, l’obbiettivo di svolgere “al lordo” tutta la giornata di viaggio e visite spendendo non più di 75 Euro (per tutta la famigliola) dovrebbe essere stato rispettato nel nostro programma: certo, non Vi possiamo indirizzare in Ristoranti stellati o presso Stabilimenti da 20 Euro al giorno a Lettino; ma mantenendosi ragionevoli e trovando alternative di vecchio stampo (insomma, le regole della nonna) per vitto e alloggio in chiave popolare, unire passione motoristica, tempo libero e mobilità “smart” non è impossibile stando attenti al portafogli. 

E poi, volete mettere anche lo stupore del nostro protagonista bambino nel conoscere così tanta storia e leggenda sportiva? Dai, ci attende un nuovo appuntamento di viaggio.

Ve lo racconteremo molto presto, non mancate. E se volete, organizzate anche Voi programmi così: ne beneficeranno le tasche, la passione, la cultura, ed il divertimento.

Riccardo Bellumori.