I potenti sindacati tedeschi sono determinati a bloccare i piani Volkswagen per costruire una nuova fabbrica da 1,4 miliardi di dollari in Turchia. Il tutto almeno fino a quando il Paese non fermerà la sua offensiva nel nord della Siria.
“Voglio dire molto chiaramente: i rappresentanti dei lavoratori negano l’approvazione del piano fintanto che la Turchia cerca di raggiungere i suoi obiettivi politici con la guerra e la forza”, così Bernd Osterloh, capo del comitato aziendale globale VW e membro del consiglio di sorveglianza.
Da quando è arrivata la notizia che VW sta posticipando il progetto in Turchia, Stati come Bulgaria, Romania, Serbia e, più recentemente, la Grecia hanno espresso il loro interesse ad ospitare la nuova fabbrica da 1,4 miliardi di dollari.
Il nuovo impianto di VW produrrà la Passat e la Skoda Superb di nuova generazione, con una capacità annuale di 300.000 veicoli. Il piano originale prevedeva che la struttura fosse operativa entro il 2022.
I rappresentanti dei lavoratori hanno un grande potere nel processo decisionale presso la VW, rappresentando la metà dei seggi nel consiglio di sorveglianza e avendo ampi diritti di veto. Il consiglio di amministrazione si riunirà il 15 novembre per la presentazione ai media dei piani di spesa quinquennali della società, inclusa l’allocazione del capitale per le sue fabbriche in tutto il mondo.
Steve Wozniak è noto per aver co-fondato Apple con Steve Jobs nel 1978. All’epoca credeva che i veicoli a guida completamente autonoma sarebbero stati possibili. Sperava che Apple avrebbe potuto trasformare in realtà i veicoli a guida autonoma. Sono passati degli anni e Steve Wozniak non è più così ottimista sul futuro dei veicoli autonomi di livello 5.
“Ho fatto un passo indietro su questa idea del livello 5. Mi sono davvero arreso. Non so nemmeno se ciò accadrà durante la mia vita “, ha detto Wozniak intervistato da Autonews in occasione della conferenza J.D. Power Auto Revolution.
Secondo il co-fondatore di Apple, i veicoli a guida autonoma funzionerebbero solo se le strade fossero sempre pulite e in ordine senza lavori di alcun tipo. Inutile dire che tali requisiti sono quasi impossibili da soddisfare sul 100% della rete viaria.
Wozniak ritiene inoltre che le aspettative dei consumatori su veicoli completamente autonomi non corrispondano alla realtà. “Abbiamo indotto il pubblico a pensare che questa macchina sarà come un cervello umano per riuscire a capire davvero cose nuove e dire: ‘Ecco qualcosa che non avevo mai visto prima, ma so cosa sta succedendo qui, e ecco come dovrei gestirlo.”, ha detto Steve Wozniak.
Quello delle auto autonome è un terreno in continuo sviluppo e se alcune innovazioni sono già presenti nelle nostre vetture, fra cui il cambio automatico, le telecamere di bordo o il parcheggio assistito, tante altre sono in fase di studio e progettazione. Prendiamo ad esempio i vari sistemi ADAS. Per evitare confusione è quindi bene fare una certa distinzione fra i diversi livelli di automazione delle vetture. Per ogni livello è previsto un ruolo diverso da parte del conducente, la cui azione manuale andrà via via riducendosi con la complessità dei livelli. Secondo il report della Commissione Europea, On the road to automated mobility: An EU strategy for mobility of the future, pubblicato nel maggio del 2018, i veicoli a guida autonoma sono già presenti sul mercato europeo nei livelli 1 e 2, mentre i gradi di automazione più avanzati (3 e 4) sono in fase di testing e dovrebbero essere disponibili a partire dal 2021.
Come Funziona la Guida Autonoma
I veicoli a guida autonoma sono in grado di analizzare lo spazio intorno a sè e decidere di conseguenza quale sia l’azione migliore da fare. Dotate di una vera e propria Intelligenza Artificiale, esse elaborano risposte sulla base delle informazioni provenienti dall’esterno. Le informazioni giungono alla macchina da una serie di sensori, telecamere e scanner laser talmente sofisticati da fotografare l’ambiente esterno, assimilandolo a figure geometriche “semplici”. Tutti questi dati sono poi gestiti dal “cervello” dell’auto che li elabora e prende decisioni. Ma è proprio qui che entra in gioco un altro fattore determinante dal cui sviluppo derivano ricadute su tutto il settore della guida autonoma: la connettività. Grazie a reti sempre più veloci, basti pensare all’avvento del 5G, il veicolo può essere connesso e scambiare dati con altre auto o con infrastrutture quali i semafori smart. Una circolazione di informazioni sempre più veloce, come è facile immaginare, aprierà anche la strada al problema della privacy.
La lotta al consumo di carburante e gli standard sulle emissioni sempre più rigidi stanno minacciando il motore V12. Non ci dimentichiamo che non molto tempo fa BMW aveva iniziato lo sviluppo di un “piccolo” V16.
I motori a 16 cilindri sono rari e sono comunemente associati a vetture prestazionali come Cadillac e Bugatti, ma ciò non ha impedito BMW di accarezzare l’idea con un concept.
La storia inizia nel 1987, quando la BMW decise di sviluppare un motore V16 con il nome in codice “Goldfisch (Goldfish)”. Il motore era basato sul V12 esistente e aveva una cilindrata di 6,6 litri.
Tuttavia, il vecchio motore V12 della M70B50 5.0 sviluppava 220 kW e 299 CV. Il V16, grazie a due turbocompressori, produceva solo 300 kW con 408 CV .
Il nuovo V16 fu installato in una 750iL E32, che fu ribattezzata 767iL Goldfisch e “Secret Seven”. L’unità era così grande che gli ingegneri sono stati costretti a installare un ampio sistema di raffreddamento nel bagagliaio. Ciò ha portato alla creazione di due enormi prese d’aria laterali sopra le ruote posteriori.
Dopo un lungo sviluppo, sfortunatamente, in BMW hanno deciso di abbandonare l’idea e il V16 non è mai entrato in produzione.
Per quanto riguarda l’attuale motore V12, sembra avere i giorni contati. A giugno, il Ceo di BMW M Markus Flasch ha dichiarato: “Non credo che vedremo un nuovo modello a dodici cilindri nel prossimo futuro”.
La nuova Ford Focus RS 2020 è una delle novità più attese dagli amanti delle compatte sportive. Ecco allora che per ingannare l’attesa circolano in rete diversi render sul nuovo modello.
Ford sta progettando una Focus RS ancora più veloce, più potente e più efficiente. La vettura utilizzerà un sistema mild hybrid a 48 V che l’azienda sta introducendo nella sua gamma globale di medie e grandi dimensioni.
Con la combinazione dei suoi motori a combustione e elettrici, la potenza della vettura dovrebbe superare i 300 kW, sfidando direttamente le vetture di prossima generazione di Mercedes-AMG e Audi.
Pur migliorando i già impressionanti tempi di accelerazione e le caratteristiche di guida della RS, le nuove funzionalità del modello dovrebbero ridurre drasticamente sia le emissioni di CO2 per soddisfare le nuove norme ambientali. Le normative europee impongono alle case automobilistiche di raggiungere una media di CO2 di 95 g / km entro il 2021. A conti fatti si tratta di poco più della metà dei 175 g / km prodotti dalla Focus RS di vecchia generazione.
La nuova RS fa parte dell’offensiva dei 40 modelli elettrificati annunciati da Ford al Salone di Detroit lo scorso gennaio. Jim Farley, uno dei principali responsabili della divisione Ford Performance ha rivelato un nuovo piano Ford per accrescere la credibilità delle future tecnologie di elettrificazione applicandole prima a modelli iconici, come la Focus RS 2020.
La nuova Ford Focus RS 2020 utilizzerà il motore benzina a quattro cilindri turbocompresso da 2,3 litri del modello uscente. Questo motore produce 276 kW e 510 Nm di coppia grazie a un nuovo kit Mountune che prevede, tra gli altri, una valvola di ricircolo turbo potenziata e modifiche alla calibrazione.
IL MOTORE DELLA FOCUS RS 2020
La potenza del nuovo motore della Focus RS sarà probabilmente aumentata da un contributo di circa 20 kW proveniente dalla unità da 48 V (ISG). Il suo contributo farà risparmiare carburante e ridurrà la CO2 consentendo periodi di spegnimento più lunghi del motore. Il sistema mild hybrdi raccoglierà in modo più efficiente l’energia rigenerata dalla frenata e migliorerà la risposta dell’acceleratore contribuendo ad una maggiore coppia.
La potenza e la coppia combinate totali – circa 298 kW e 576 Nm – dovrebbero consentire all’imminente Focus RS 2020 di eguagliare, e possibilmente battere, le principali rivali del segmento. Il nuovo motore elettrificato dovrebbe anche consentire alla Ford di ridurre i tempi nello 0-100 km / h della Focus RS passando dagli attuali 4.7sec ai 4.2sec della Mercedes-AMG A45 leader della classe.
Finora tutte le Focus RS avevano cambi manuali a sei marce, ma la quarta generazione potrebbe offrire una opzione automatica a doppia frizione.
Il significato dell’espressione “auto tedesca” è completamente diverso rispetto a 20 anni fa. All’epoca si parlava di un mezzo pieno di ingegneria e tecnologia che probabilmente non si poteva trovare altrove. Ecco allora che il render della Volkswagen Golf 8 R32 2020 ci ricorda l’epoca d’oro dei motori grandi e potenti. Ricordiamo tutti come all’inizio degli anni 2000 Volkswagen abbia presentato modelli superingegnerizzati come il SUV Touareg o l’ammiraglia Phaeton.
Ricordiamo tutti la mitica VW Golf 5 R con un poderoso V6 da 3,2 litri. Ancora oggi, il suono dei suoi 6 cilindri è sufficiente a radunare gruppi di appassionati attorno al suo doppio terminale di scarico centrale.
Naturalmente, Volkswagen ha in programma di lanciare la propria Golf 8 R nel corso del 2020. Sotto il cofano ci sarà un turbo da 2 litri, forse aiutato da un sistema mild hybrid e in grado produrre fino a 330 cavalli.
Durante la presentazione dei bilanci 2018 Fiat Chrysler Automobiles aveva rivelato audaci piani per il rilancio di Alfa Romeo e Maserati.
Le modifiche al piano di produzione di Maserati sono minime, ma il restyling del SUV Levante è stato rinviato al 2023. GranTurismo e GranCabrio subiranno un ennesimo restyling invece di essere sostituiti dalla nuovissima Alfieri.
Nel 2021, ci sarà una versione cabrio di questa sportiva e, finalmente, una nuova GranTurismo. La società presenterà anche il loro cosiddetto “D-UV”, che è un crossover che si inserirà sotto il Levante. Tutti e tre i modelli saranno offerti anche con un propulsore 100% elettrico.
Il lancio del prodotto rallenta per il 2022, ma include le nuove GranCabrio e Quattroporte. Come il resto dei nuovissimi modelli, saranno offerti con un propulsore elettrico e un sistema di guida semi-autonoma di livello 3.
I NUOVI MODELLI ALFA ROMEO
Sebbene il piano di Maserati sia in gran parte invariato lo stesso non si può dire per quello Alfa Romeo. FCA ha deciso di ridurre la spesa in conto capitale e razionalizzare il piano di prodotti Alfa Romeo per concentrarsi “sugli attuali punti di forza del mercato”.
Il piano dello scorso anno prevedeva un assortimento di nuovi modelli tra cui una Giulietta aggiornata e le nuovissime E-UV, 8C e GTV. Tutti questi 3 modelli sono stati apparentemente cancellati.
Confermati per il 2021 i restyling della Giulia e dello Stelvio nel 2021. Un SUV compatto (C-UV), anticipato dal concept Tonale, sarà lanciato nel 2021 e offerto con un propulsore ibrido plug-in. Il modello sarà affiancato da un B-UV nel 2022. Non si sa molto sul crossover più piccolo, ma sarà offerto con un propulsore 100% elettrico.
Per caricare un’auto elettrica, è necessario collegarla a una postazione di ricarica. Una soluzione che è oggi disponibile; a casa, sul lavoro, in luoghi pubblici e presso le “stazioni di servizio” dedicate.
La maggior parte dei conducenti di veicoli elettrici si collega a una colonnina di ricarica ogni volta che parcheggia per trovare l’auto già pronta all’uso al proprio ritorno. A seconda della situazione puoi rifornire l’auto elettrica pagando il “pieno” tramite un’app, una carta di credito contactless o una scheda RFID del gestore della stazione.
I SISTEMI DI RICARICA DELLE AUTO
La ricarica di un’auto elettrica è diversa dal rifornimento di carburante di un veicolo a benzina o diesel. Come detto molti conducenti di auto elettriche si collegano alla rete elettrica ogni volta che parcheggiano per riprendere il veicolo con una batteria più carica rispetto a quando l’hanno lasciato.
Importante allora chiedersi “dove parcheggio regolarmente?” e poi cercare di utilizzare i punti di ricarica installati nelle vicinanze. Per la maggior parte delle persone ciò significa parlare di casa e lavoro.
LA RICARICA A CASA
Finché si dispone di un parcheggio privato o di un garage è possibile caricare la propria auto elettrica a casa grazie ad un caricatore domestico dedicato. E’ possibile collegare l’auto durante la notte e, anche se non si dispone di una rete elettrica performante, sfruttare 8-9 ore per immagazzinare quanta più energia possibile. In genere le colonnine domestiche hanno una potenza di 3kW.
Un punto di ricarica domestico può avere funzionalità di sicurezza integrate e, se è abilitato, anche il Wi-Fi per il monitoraggio energetico e gli aggiornamenti sullo stato del processo. Il prezzo di una colonnina domestica varia dagli 800 ai 3.000 euro a seconda della potenza del flusso di energia in uscita. La maggior parte dei caricabatterie domestici ha un cavo in dotazione che in genere è sufficiente collegare al veicolo per iniziare la ricarica. Molti sono compatibili anche con una presa universale di “Tipo 2” e si collegano all’auto allo stesso modo. Verifica sempre il tipo di cavo che funziona con la tua auto. Le auto elettriche possono anche essere collegate direttamente a una presa domestica standard. Tuttavia questo processo richiede più tempo per la ricarica e le prese domestiche non hanno le caratteristiche di sicurezza proprie di un caricabatterie dedicato. Ricordati inoltre che dovrai rinunciare ad accendere in contemporanea gli elettrodomestici a maggior assorbimento energetico come, ad esempio, la lavatrice.
RICARICA DI UN’AUTO ELETTRICA A LAVORO
È molto comodo ricaricare l’auto sul posto di lavoro perché, proprio come succede a casa, la tua auto resta ferma per un periodo prolungato. Molte aziende stanno installando, per motivi di sostenibilità ambientale, stazioni di ricarica per il personale o al fine di facilitare il passaggio a una flotta aziendale completamente elettrica.
Le colonnine di ricarica aziendali, in genere, offrono le stesse prestazioni di ricarica di quelle domestiche e normalmente hanno prese universali “Tipo 2”. Questo significa che sarà necessario portare con se lo specifico cavo compatibile con il proprio veicolo. A seconda delle situazioni la ricarica può essere avviata utilizzando una carta magnetica RFID o un’app sullo smartphone. Raramente le aziende istallano stazioni “veloci” come quelle da 50 kW. Dato il costo importante queste sono quasi sempre dedicate ai veicoli della flotta commerciale piuttosto che alle auto dei dipendenti.
LE COLONNINE DI RICARICA PUBBLICHE
Puoi caricare la tua auto elettrica quando parcheggiata in luoghi pubblici, ad esempio al supermercato, in palestra, al cinema, nei centri commerciali o nei parcheggi del centro città.
Di solito non è necessario caricare completamente la batteria una volta a destinazione, ma frequenti ricariche possono evitare di ritrovarsi con l’auto completamente scarica.
Queste stazioni di ricarica “pubbliche” offrono in genere una potenza di 7 kW. In Europa capita spesso che i negozi offrano come incentivo brevi ricariche gratuite ai loro clienti. Importante portare il proprio cavo e scaricare l’app dedicata per lo smartphone per iniziare la ricarica. Per le colonnine meno recenti spesso servono specifiche carte “RFID” dell’operatore di quel servizio. A semplificare le cose sono nate negli anni app che, grazie ad accordi con i vari fornitori dei servizi di ricarica, offrono un accesso semplificato a questi servizi direttamente dal proprio smartphone.
LA RICARICA RAPIDA
Se si usa un’auto elettrica per lunghi viaggi le stazioni di ricarica rapida sono una garanzia.
In questi casi è possibile utilizzare una rete di colonnine di ricarica rapida ad alta potenza, da 43 a 350kW, che sono sempre più presenti nelle stazioni di servizio autostradali o nelle immediate vicinanze.
Poiché sono costose e consumano molta elettricità le colonnine rapide sono generalmente offerte solo a pagamento. Esistono 3 tipologie di connettori per la ricarica rapida che cambiano a seconda del tipo di auto. I moderni caricabatterie rapidi offrono tutti e 3 i sistemi standard DC. Esempi di colonnine di ricarica rapida sono i Tesla Supercharger o le stazioni del consorzio Ionity.
Volkswagen ha rilasciato ulteriori dettagli sulla sua ambiziosa offensiva all’insegna della elettrificazione. L’occasione è stata una presentazione a Guangzhou, in Cina.
Nel 2020, il marchio tedesco prevede di consegnare circa 300.000 modelli elettrificati ai clienti cinesi. Per raggiungere questo obiettivo, VW lancerà sul mercato locale 10 versioni elettrificate di modelli esistenti (PHEV e EV) fino alla fine del 2020.
Entro il 2025, le consegne di modelli ibridi plug-in e completamente elettrici dovrebbero raggiungere quota 1 milione di veicoli. Ovviamente, i veicoli elettrici avranno un ruolo importante per VW in Cina. Entro il 2023, la casa automobilistica prevede di offrire 10 veicoli elettrici a batteria basati sulla piattaforma MEB nel più grande mercato automobilistico del mondo, e il primo ad arrivare sarà il primo SUV della famiglia ID.
L’ID.4, ovvero la versione SUV dell’ID.3, raggiungerà il Nord America nella primavera del 2020. Il modello entrerà produzione in Cina alla fine del 2020, seguito dalla ID.3 che sarà realizzata da SAIC Volkswagen in un nuovo stabilimento di Anting.
Oltre all’elettrificazione della gamma, VW continuerà a lanciare modelli alimentati da motori a combustione. Due di questi sono il minivan di grandi dimensioni Viloran della SAIC Volkswagen e il nuovo SUV compatto Tacqua della Volkswagen FAW. Quest’ultima è una variante della T-Cross per la Cina.