Auto a guida autonoma come funziona e quando arriva

Gli interrogativi sulle auto a guida autonoma si fanno ogni giorno più incalzanti e vanno al di là dei soli risvolti tecnici o economici per lasciare spazio alla prospettiva etica e morale.

Interessante lo spunto di riflessione che viene suggerito da un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature.
Dopo aver analizzato i comportamenti alla guida di milioni di automobilisti provenienti da 233 paesi di tutto il mondo, i ricercatori hanno sottolineato quanto gli autisti abbiano comportamenti così diversi tra loro al volante. Ecco allora che l’auto a guida autonoma rischierebbe di creare a tavolino delle regole per lo più universali senza tenere di conto delle specificità di ciascuno.
Se l’aspetto morale indubbiamente ci fa interrogare sulla valenza della guida autonoma, va anche detto che ci sono alcuni dati di fatto da analizzare. Parlando di guida autonoma, è infatti comune prefigurarsi chissà quali scenari futuristici.

La strada per l’auto a guida autonoma è ancora molto lunga. In realtà i prototipi più avanzati, quelli per i quali l’auto circola senza la supervisione dell’uomo, restano ancora modelli unici e sperimentali, certamente funzionanti. Il livello 5 è ben lontano, ad oggi, da una reale commercializzazione di massa.

Interessante a tal proposito l’infografica realizzata dal portale online Noicompriamoauto.it. Come possiamo vedere, escludendo lo 0, sono 5 i livelli di autonomia al volante.

Quello delle auto autonome è, dunque, un terreno in continuo sviluppo e se alcune innovazioni sono già presenti nelle nostre vetture, fra cui il cambio automatico, le telecamere di bordo o il parcheggio assistito, tante altre sono in fase di studio e progettazione, o ancora i vari sistemi ADAS.
Per evitare confusione è quindi bene fare una certa distinzione fra i diversi livelli di automazione delle vetture. Per ogni livello è previsto un ruolo diverso da parte del conducente, la cui azione manuale andrà via via riducendosi con la complessità dei livelli.
Secondo il report della Commissione Europea, On the road to automated mobility: An EU strategy for mobility of the future, pubblicato nel maggio del 2018, i veicoli a guida autonoma sono già presenti sul mercato europeo nei livelli 1 e 2, mentre i gradi di automazione più avanzati (3 e 4) sono in fase di testing e dovrebbero essere disponibili a partire dal 2020.

I veicoli a guida autonoma sono in grado di analizzare lo spazio intorno a sè e decidere di conseguenza quale sia l’azione migliore da fare. Dotate di una vera e propria Intelligenza Artificiale, esse elaborano risposte sulla base delle informazioni provenienti dall’esterno.
Le informazioni giungono alla macchina da una serie di sensori, telecamere e scanner laser talmente sofisticati da fotografare l’ambiente esterno, assimilandolo a figure geometriche semplici e riportare l’informazione al “cervello” della macchina.
Ma è proprio qui che entra in gioco un altro fattore determinante dal cui sviluppo derivano ricadute su tutto il settore della guida autonoma: la connettività. Grazie a reti sempre più veloci, basti pensare all’avvento del 5G, il veicolo può essere connesso e scambiare dati con altre auto simili o con infrastrutture come i semafori smart. Una circolazione di informazioni sempre più veloce, che, come è facile immaginare, apre la strada al probldella privacy.

Ma le auto a guida autonoma captano tutte le infornazioni dal mondo che le circonda o possono essere “distratte”?. Interessante la risposta del Prof. Sebastian Thurn (Università di Stanford): L’unico modo per gestire eventi di questo tipo, è di intercettarli in tempo reale e generare risposte con l’ausilio di algoritmi di Machine Learning potenti.

Per questo la ricerca sul settore costituisce un punto centrale tanto da essere incoraggiata non solo dalle case automobilistiche private quanto dagli stessi organi pubblici, come nel caso dell’Unione Europea. Quest’ultima ne parla chiaramente nell’ambito del programma Horizon 2020 ha già stanziato una cifra complessiva di 300 milioni di euro a sostegno degli studi sull’automazione.