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La Lamborghini Aventador stampata in 3D funziona!

Il lavoro sulla replica della Lamborghini Aventador stampata in 3D prosegue incessante. Lo youtuber “Lasersterling” pubblica un nuovo video che mostra l’auto in movimento.

Fisico e professore a contratto presso la Colorado State University, Sterling Backus, ha avuto l’idea di creare una proprio Aventador mentre la guidava in Forza Horizon 3 con suo figlio. Da mesi l’auto prende vita nel garage della famiglia ma sembr ache il progetto sia arrivato ad un punto di svolta decisivo.

Il propulsore utilizzato è un LS1 V8 da 5,7 litri di una Corvette del 2003 che è stato dotato di una coppia di turbocompressori. Non abbiamo dati di potenza e coppia disponibili.

La carrozzeria della replica di Aventador è stata creata grazie a piccole parti realizzate con una stampante 3D QIDI Xpro da circa 650 dollari e altre due più economiche. Queste piccole parti sono state poi incollate insieme con un adesivo per formare un pannello più grande, che è stato poi rifinito in fibra di carbonio per renderlo più forte.

A molti appassionati di auto piace mettere a punto e personalizzare le proprie auto nei loro garage, ma pochissimi hanno effettivamente le capacità per costruire un’auto da zero come quelle mostrate da Backus. Potrebbe essere una replica e non un vero affare ma, a differenza di molte altre, sembra davvero ben fatta.

Se la nuova BMW X6 M fosse cabrio? Il render esclusivo

A differenza dei SUV coupé, quelli decappottabili non hanno mai riscosso un vero successo tra il pubblico. I numeri non ha dissuaso XTomi dall’immaginare una versione del genere della nuova BMW X6 M.

Fortunatamente, questo è solo un rendering, in quanto nessuno a Monaco di Baviera pensa che un simile veicolo abbia anche la minima possibilità di essere prodotto, anche in una tiratura molto limitata.

Per trasformare i sogni in realtà basta una buona dimestichezza con Photoshop e parecchio tempo libero. Insomma perché non far correre l’immaginazione se le case auto scelgono di non investire in modelli stravaganti come questo?. Ovviamente sul risultato finale a voi la parola!.

La nuova BMW X6 M è stata recentemente lanciata con un listino sopra quota 100.000 euro. Sotto il cofano un poderoso V8 bicilindrico da 4,4 litri che produce 592 CV o 616 CV.

Si tratta dello stesso motore che troviamo anche sul SUV X5 M anche lui disponibile nella variante X5 M Competition.

Si chiude ad Este il Green Endurance riservato alle auto Green

Si è svolto il 12 e il 13 ottobre tra Este e gli splendidi itinerari che attraversano i Colli Euganei il 1° Sesa Green Endurance Este. La gara ha chiuso la seconda edizione del Green Endurance, il Campionato Italiano Energy Saving riservato agli autoveicoliecologici alimentati con energie alternative e rinnovabili: elettrici, ibridi, a biometano, metano e Gpl.

A guidare gli equipaggi – composti da pilota e navigatore – il Road Book, un libro di diagrammi usato tradizionalmente nei rally per indicare la strada da seguire.

Dopo due giorni di gara, suddivisi in due settori, di cui uno in notturna, lungo un percorso totale di oltre 200 chilometri e 8 prove di media, distribuite su 90 chilometri, gli equipaggi in gara hanno chiuso la competizione domenica 13 ottobre nel piazzale dell’Istituto Manfredini di Este, base logistica dell’evento.

IL CAMPIONATO ENERGY SAVING

Il Campionato Italiano Energy Saving – organizzato da ACI Sport, partner Sesa spa e Bioman, charge partner e-Station per il parco ricarica – è una competizione di regolarità la cui finalità è quella di promuovere anche in ambito sportivo la mobilità sostenibile.

“L’efficienza energetica, lo stile di guida, l’analisi del percorso e il rispetto dei tempi prestabiliti per percorrere i diversi settori – ha sottolineato Raffaele Pelillo, Presidente Commissione Energie Alternative di ACI Sport e componente della Commissione FIA Energie Alternative – costituiscono i fattori determinanti per la classifica. Ogni competizione, che si compone di un mix di prove speciali di regolarità a media e di consumo, è suddivisa in più manches, una delle quali in notturna. I concorrenti devono dimostrare la propria abilità bilanciando le performance con i minori consumi. “

Il punteggio valido per stilare le classifiche è determinato dalla somma dei punti di ogni singola manche più quelli della classifica Energy Saving, che si basa sulle performance energetiche dei concorrenti e dei loro veicoli.

MOBILITA’ SOSTENIBILE PER TUTTI

La manifestazione, oltre ad essere una gara di campionato, si è rivelata anche una festa della mobilità sostenibile a tutti gli effetti. Si sono infatti svolte in contemporanea una serie di iniziative per avvicinare pubblico, giornalisti e istituzioni al mondo del basso impatto ambientale.
Primo appuntamento nel pomeriggio di sabato 12 con l’Economy Run – Trofeo Bioman, una prova di consumo riservata a giornalisti, associazioni e istituzioni. Gli equipaggi coinvolti hanno percorso i 100 km dell’impegnativo settore “Colli Euganei” a bordo di vetture alimentate con il biometano prodotto dall’azienda Sesa, Società Estense Servizi Ambientali di Este.
Nella mattinata di domenica oltre 200 le presenze all’EcoRaduno di auto e veicoli ecologici promosso da Ecomotori.net e Snam. I partecipanti si sono dati ritrovati al Manfredini per poi dirigersi in carovana verso la sede di Sesa, dove chi era dotato di auto alimentata a metano ha potuto fare il pieno di biometano,  prezioso biocarburanteal 100% rinnovabile in tutto e per tutto identico al gas naturale risultato di processi di lavorazione di rifiuti (Forsu) e scarti di lavorazione agricola.

IL PODIO

Le premiazioni si sono svolte alla presenza del Sindaco di Este Roberta Gallana, del Vice Sindaco Aurelio Puato, del Senatore Gianpaolo Vallardi, Presidente Commissione Agricoltura del Senato, di Leonardo Renesto, Presidente Sesa e Roberto Trevisan, Presidente del Consiglio Comunale di Este.
Ad aggiudicarsi il podio di Este sono stati Nicola Ventura e Daniela Marchisio su Abarth 500 a biometano, secondi classificati Vincenzo Di Bella e Claudio Canale su Volkswagen e-Golf elettrica e terzi Cesare Martino e Francesca Olivoni su Seat Leon TGI a biometano1° Economy Run Trofeo Bioman assegnato invece a Roberta Pasero e Monica Dall’Olio su Audi A5 g-Tron  a biometano.
La disputa della gara veneta ha consentito anche la pubblicazione della classifica dell’intero campionato 2019. Aci Sport ha quindi assegnato il titolo di Campione Italiano Green Endurance Assoluto Piloti a Nicola Ventura, Navigatori a Daniela Marchisio, Scuderie a Ecomotori Racing Team e Costruttori ad Abarth.
Il Trofeo Italiano Energy Saving Piloti e Navigatori è invece andato, rispettivamente, a Nicola Ventura  e Daniela Marchisio.
Infine il Trofeo Green Endurance Piloti, Navigatori e Costruttori. Per la categoria IIIA BEV – Battery Electric Vehicles rispettivamente: Vincenzo Di Bella, Claudio Canale e Volkswagen. Per la categoria VIII ICE – Internal Combustion Engine Biometano, Metano, Gpl rispettivamente: Nicola Ventura, Daniela Marchisio e Abarth.

Automobili Pininfarina prepara il SUV Premium elettrico

Pininfarina si prepara al lancio commerciale della supercar Battista previsto alla fine del prossimo anno. Le fonti riferiscono che la società introdurrà anche un crossover elettrico nel 2020.

Secondo Auto Express, Pininfarina ha in programma di svelare un nuovo modello ogni anno e il prossimo sarà un crossover progettato per competere con Lamborghini Urus. Secondo quanto riferito, verrà mostrato a metà 2020, ma non si hanno dettagli sul dove o quando.

Il crossover avrà un prezzo significativamente più conveniente rispetto alla Battista che costa ben 2 milioni di euro. Niente è ufficiale, ma il prossimo crossover avrà un prezzo di circa 286.475 euro.

Il modello userà una piattaforma completamente nuova che viene sviluppata in collaborazione con Bosch Engineering e Benteler. Pininfarina non ha parlato molto dell’architettura ma, il CEO Michael Perschke ha dichiarato che sarà “specificamente adattata ai veicoli elettrici di lusso e prestazionali di Automobili Pininfarina e potenzialmente di altre case automobilistiche che desiderano fare progressi in questo settore.”

La piattaforma sarà in grado di ospitare pacchi batteria con una capacità compresa tra 100 e 125 kWh. Ciò potrebbe consentire ai futuri veicoli elettrici della società di avere un’autonomia fino a 600 km.

Il crossover potrebbe essere presentato già il prossimo anno ma potrebbero passare un paio d’anni prima che il modello venga effettivamente messo in commercio. Pininfarina è ancora alla ricerca di un sito di produzione per costruire i propri veicoli e la società ha affermato che vorrebbe produrre le sue auto in Italia.

NASCAR nel 2022 si passa al motore ibrido

Credit: John David Mercer-USA TODAY Sports

La NASCAR potrebbe introdurre auto a propulsione ibrida già nel 2022. Questo è quanto ha dichiarato a TechCrunch il reponsabile della NASCAR John Probst.

La serie di corse automobilistiche più popolare d’America è pronta al grande passo.

“Non ignoriamo il fatto che il mondo stia andando verso una tecnologia ibrida”, ha detto Probst a TechCrunch durante un’intervista a bordo pista allo Charlotte Motor Speedway.

“Stiamo spingendo per diventare completamente elettrici. Nulla è pienamente confermato fino a quando non arriva in pista. Detto questo, la tecnologia ibrida potrebbe sicuramente essere sulle nostre auto entro il 2022″.

La NASCAR diffonderà le linee guida per le auto da corsa della Next-Gen nel 2021 La NASCAR ibrida dovrà fare i conti con le caratteristiche dei tracciati che dovranno prevedere curve e cambi di velocità per consentire ai motori di funzionare al meglio.

Nuova Peugeot 308 2020, il render definitivo

Nuova Peugeot 308 confermata l'uscita nel 2021

Considerando che le berline compatte erano il cuore del listino Peugeot la 308 è pronta ad un cambio di passo radicale. Psa sta lavorando a un modello di nuova generazione che dovrebbe uscire verso la fine del 2020, sette anni dopo l’ingresso a listino della versione attuale.

La 308 è stata la prima a presentare il rivoluzionario i-Cockpit minimalista con volante ridotto e taglio dei pulsanti fisici. La nuova 308 2020 dovrebbe sfruttare la stessa piattaforma EMP2 che è alla base della SUV 3008 e della berlina 508.

Il designer Kleber Silva è stato in grado di elaborare questo rendering che ci mostra l’aspetto definitivo della Peugeot 308 2020.

I motori saranno probabilmente simili a quelli che troviamo sulle 208 e 508, almeno nella parte inferiore della gamma. Sia 1.2 PureTech che il 1.5 BlueHDi avranno al massimo 130 cavalli e saranno offerti con trasmissioni manuali o automatiche a 8 velocità.

Incerto il destino del 1.6 turbo viste le stringenti normative sulle emissioni, si starebbe lavorando ad una variante ibrida magari plug-in.

Una Peugeot 308 GTi ibrida sarebbe suonata una follia dieci anni fa, ma Peugeot ha già accennato a questo passo attraverso diverse concept. Tra le ipotesi un sistema PHEV da 300 cavalli derivato dai SUV 3008 e DS7.

Alfa Romeo: un Brand ancora “Anonimo”, come le sue origini

Anonima Lombarda Fabbrica Automobili”. In sintesi: Alfa; e Romeo, quando l’Ingegner Romeo nel 1915 rilevò la quota degli Imprenditori che diedero vita all’Alfa. E dalla commercializzazione della prima “Alfa Romeo” nel 1919 (la 15-20 HP che in realtà era nata prima dell’acquisizione di Romeo) la storia del marchio ha registrato un percorso altalenante in cui Alfa Romeo passa dalla gestione dell’IRI (iniziata nel 1933) all’ingresso nella “Galassia Fiat”; e da una produzione decisamente diversificata ad una “targettizzazione” via via sempre più livellata sui Segmenti medio – alti del mercato.

Con risultati, modelli, storie che un poco tutti conosciamo. Dal 2015, tuttavia, si può parlare di “nuova era” del mercato di Alfa Romeo : nasce la Giulia, che punta decisamente al segmento Premium ed al pubblico Aziendale, delle Flotte, e delle Partite Iva. Arriva anche lo “Stelvio” che porta per la prima volta il Marchio del biscione nel mercato dei Suv. Si arriva infine a delineare la piccola rivoluzione della “Tonale” preceduta dalla bellissima e cattiva “4c”. In parole povere, Alfa Romeo da quattro anni va alla ricerca di segmenti particolarmente ambiti dalle Case per due aspetti fondamentali:

1) Rappresentano il crocevia di potenziali clienti che desiderano avvicinarsi al mondo Premium ma anche di ex clienti di modelli e Marchi che, in un momento economico tornato incerto, potrebbero avere interesse a guardarsi intorno selezionando proposte alternative ai “soliti” marchi tedeschi…

2) Sono i segmenti di punta delle Company Cars per i professionisti e i managers, vendute fortemente anche attraverso leasing e noleggio. Inutile dire che sono anche i segmenti sinora dominato dalle tedesche, benché anche la Germania motoristica abbia cominciato a fare i conti con venti di crisi. Se tutto questo che ho detto sin qui è condivisibile….Perchè intorno all’Alfa Romeo si temono venti di nuova crisi, visti anche i risultati non proprio esaltanti del 2018 e l’andamento di questa fase del mercato.

Essere “alfista” oggi fa pensare più al “Brand” o al “Value for Money”?

Spesso mi piace ricordare le due “motivazioni cardine” che secondo me guidano l’acquisto di un’auto e di un Marchio. Sotto l’aspetto “tecnico” più che emotivo ho sempre ritenuto che il bivio rimane quello dettato da due tipologie di scelta: quella rivolta all’aspetto del Value for Money e quella incentrata sul concetto di Brand.

La differenza? In poche parole, l’attenzione al Brand segue un processo culturale e filosofico durato un percorso storico che ha progressivamente differenziato l’offerta del “prodotto auto” secondo un processo evolutivo della “percezione” del prodotto stesso, da “Commodity” passando per “Status” e – attraverso valori e prerogative più legati al Marchio che al singolo prodotto – chiudendo il percorso attraverso la percezione del “brand”. Invece, mentre il Brand deriva da un processo di percezione di precisi valori soggettivi, il “Value for Money” deriva dal rapporto di elementi oggettivi ben precisi.

Ebbene, dove e come si situa la motivazione di acquisto del prodotto “Alfa Romeo”? La risposta a mio avviso è piuttosto bizzarra: molto poco nella dimensione del “Value for Money”, ancora meno nella dimensione del “Brand”.

Alfa Romeo : poco “Value for Money”, ancora pochissimo “Brand”

Pretendere che il Marchio di Arese sia percepito universalmente come Brand Premium alla stregua dei tedeschi, inglesi e giapponesi è forse un po’ ottimistico, alla data odierna.

Alfa Romeo ha perso da subito, un quarto di secolo fa, il cosidetto “treno” del nascente mercato Premium, quello che tra la fine degli anni ’80 e tutti gli anni ’90 ha fondamentalmente lanciato i tre Costruttori tedeschi (BMW, Mercedes e Vw/Audi) grazie soprattutto alla loro costante evoluzione di immagine e di prodotto : in quegli anni BMW lanciava le sue nuove best seller Serie 5 e 7, Mercedes faceva da battistrada nella Qualità Totale, e Audi soprattutto lanciava il suo New Deal fatto di alluminio e nuovi processi produttivi, ecologia, stile distintivo.

Nello stesso periodo si affacciavano i profili di Lexus, Infiniti, Acura. Mentre Saab, Alfa Romeo, Volvo e Rover subivano (chi più chi meno, chi definitivamente) una fase di declino. Declino dal quale Volvo sta riprendendosi più velocemente di Alfa Romeo. I motivi più probabili? Ne elenco qualcuno, e non a caso vi propongo un piccolo confronto nel percorso evolutivo dei due Marchi : il ritorno prepotente di Alfa Romeo nel mercato “Aziendale e Fleet” coincide con quello di Volvo, tuttavia è mancato per troppo tempo il ritorno di visibilità garantito dall’attività sportiva, che il Marchio svedese ha già intrapreso alla grande da alcuni anni. Un tempo, a sostegno dell’immagine del Biscione fino a tutti gli anni ’90 era presente un forte impegno sportivo, soprattutto nel Campionato Turismo con le 75 e la Formula Boxer, ad esempio. Elementi come quelli sopra indicati, inclusa la assenza – al momento – una reale strategia futura in tema di elettrico, o di definizione di Gamma, non giovano certo alla costruzione di un “Branding” del Marchio Alfa Romeo.

E non da meno è la considerazione del requisito di un positivo “Value for Money” per quel che riguarda la storia di prodotto Alfa. Il prezzo di acquisto, nel recente passato, è stato spesso percepito come ingiustificato rispetto alla qualità intrinseca del prodotto.

Alfa Romeo e i costi di gestione

costi di gestione e manutenzione sono stati ritenuti sempre troppo elevati, la qualità generale percepita è stata spesso poco elevata, e il valore di rivendita sul mercato dell’usato troppe volte deludente.

Colpa anche di una politica industriale che spesso ha affossato il successo commerciale dei diversi modelli: in meno di 25 anni tra 1995 ed oggi, c’è stata una girandola di modelli con pochissimo successo, ad eccezione della sola 156: le varie Gtv/Spyder, 145, 146, GT, 159, 166 e Brera sono state commercializzate quasi in modo estemporaneo e senza molto criterio, anzi ottenendo in qualche caso il risultato di affondarsi a vicenda. Un “colpo di genio” del Gruppo Fiat fu infine, il lasciar andare il profeta del nuovo stile Alfa, il designer Walter Dà Silva.


Insomma, se vogliamo parlare di Cuore Sportivo, di passione, di affetto per il Marchio, va tutto bene, ma (per riprendere una vecchia pubblicità Alfa), se si cerca un reale Value for Money, “NON sei subito Alfista”. Per il Marchio del Biscione, c’è ancora molto da lavorare. Ma siamo fiduciosi che la luce in fondo a questo cammino non è lontana.

Clamoroso, Volkswagen vende Lamborghini per le auto elettriche

Secondo quanto riferito da Bloomberg Volkswagen sta valutando una vendita o una quotazione in borsa per il marchio Lamborghini. La casa automobilistica tedesca sta cercando di portare il marchio italiano di supercar all’interno di una entità legale separata.

L’obiettivo sarebbe quello di accumulare più denaro per finanziare l’enorme investimento di VW nei veicoli elettrici. A marzo, sono circolate le notizie secondo cui il piano aziendale “Vision 2030” di Volkswagen punterebbe solo sui marchi chiave del gruppo: VW, Audi e Porsche. Ciò significa che i brand come Lamborghini, Bentley, Bugatti, il marchio motociclistico Ducati e la società di design Italdesign ne sarebbero tagliati fuori.

Volkswagen crede che Lamborghini abbia un valore di mercato di 220 miliardi dollari, molto al di sopra dell’attuale valutazione di 89 miliardi. Ad agosto Bloomberg valutava Lamborghini circa 11 miliardi di dollari, sostenuta dalle vendite e dai profitti generati dall’introduzione del SUV sportivo Urus. D’altro canto, Lamborghini è attualmente alla ricerca del modo migliore per aggiornare la sua gamma di supercar di fronte alle nuove normative sulle emissioni.