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Nuova Mercedes-Benz Classe S 2021, la S63 W223 in anteprima Rendering

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Era il maggio 2013 quando Mercedes-Benz lanciava l’attuale generazione della Classe S. Mercedes dovrebbe presentare la settima generazione della sua ammiraglia entro la fine dell’anno.

In questi rendering vediamo in anteprima la prossima Mercedes-AMG S 63. Con il nome in codice W223, la prossima Mercedes Classe S 2021 è apparsa in foto in più occasioni aiutando gli autori di questo rendering nel loro lavoro.

Per quanto riguarda l’abitacolo, la casa automobilistica tedesca è pronta a portare un cambiamento importante alla sua gamma con un’interfaccia touchscreen al centro della plancia che sarà orientata in verticale.

La nuova gamma Mercedes Classe S non includerà più la Coupé e la Cabriolet ma solo la berlina nelle sue varie declinazioni. Ci sarà anche una versione interamente elettrica, la Mercedes EQS sfiderà direttamente la Tesla Model S finora regina incontrastata del segmento.

IL MOTORE DELLA S 63 W223

La Mercedes-AMG S 63 W223 adotterà una tecnologia ibrida mild o plug-in. Naturalmente, la maggior parte della potenza dovrebbe provenire da una nuova versione dell’onnipresente V8 biturbo da 4.0 litri della casa automobilistica. Dato che il motore eroga 612 o 639 cavalli nelle sue attuali versioni, ci si può aspettare ancora più potenza dal nuovo arrivato.

Per quanto riguarda la top di gamma Mercedes Classe S 65, i report emersi l’anno scorso parlavano della scomparsa della belva da collezione. Tuttavia, queste voci sono state infine messe a tacere dall’amministratore delegato della Daimler Ola Källenius, ha assicurato che la gamma V12 rimarrà in gioco.

Nikola VS Tesla, in causa per il Design del camion

NIKOLA VS TESLA SEMI DESIGN

L’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di Tesla di invalidare la causa intentata da Nikola Motor. Ora la causa andrà avanti in attesa di sviluppi che potrebbero essere clamorosi.

Nel maggio 2018, Nikola ha citato in giudizio Tesla sostenendo che il design della Tesla Semi assomigliava molto al suo Nikola One. Il disegno del camion Tesla avrebbe copiato il parabrezza avvolgente, la forma della cabina e la posizione della porta di accesso che Nikola aveva brevettato.

Nikola sta cercando di ottenere 2 miliardi di dollari di danni da Tesla, affermando che le somiglianze del design hanno dirottato le vendite dal produttore di camion a idrogeno a Tesla.

Tesla ha presentato una richiesta alla Patent Trial and Appeal Board nel settembre 2019 per ottenere una revisione per invalidare il brevetto di Nikola.

Il fondatore e amministratore delegato di Nikola, Trevor Milton, in un tweet ha commentato: “Una causa da due miliardi di dollari che va avanti. Difenderemo la proprietà intellettuale della nostra azienda, contro chiunque sia”.

Da quando ha presentato il Nikola One al mondo nel 2016, il produttore di camion ha accumulato circa 14.000 ordini che rappresentano 10 miliardi di dollari di entrate future. A marzo ha annunciato una fusione da 3,3 miliardi di dollari con VectoIQ, una società quotata in borsa fondata dall’ex vicepresidente della General Motors Steve Girsky. Questa fusione prevedeva una raccolta di capitale di 525 milioni di dollari da investitori come Fidelity e l’hedge fund ValueAct Capital.

Nikola Motor ha ricevuto 4,1 milioni di dollari dai fondi PPP

Nikola Motor ha ricevuto 4,1 milioni di dollari dai fondi del coronavirus Paycheck Protection Program. L’azienda ha recentemente annunciato un accordo di fusione con VectoIQ, che ha valutato il produttore di camion a più di 3 miliardi di dollari. Tuttavia, la fusione deve ancora essere finalizzata. Su richiesta della CNBC, Nikola Motor ha inviato una dichiarazione in cui afferma che i fondi PPP agiranno come un fondo ponte di liquidità per trattenere circa 300 dipendenti durante la pandemia a seguito della chiusura della fusione.

“C’è una differenza tra una valutazione elevata e la disponibilità di cassa”, ha detto la società nel comunicato. “Nikola è una società in fase di lancio con molte spese e il burn rate è alto. Dal momento che i fondi PPP saranno utilizzati per mantenere il personale, stiamo preservando posti di lavoro altamente remunerativi”.

Nuova Volkswagen Tiguan 2020, dati tecnici, Rendering e Uscita

NUOVA VOLKSWAGEN TIGUAN 2020

Conto alla rovescia per la prima ufficiale di uno dei modelli più attesi nel segmento dei SUV in Europa. Volkswagen Tiguan 2020 è pronta al debutto previsto per la prossima estate.

L’azienda tedesca con sede a Wolfsburg ha pubblicato da poco un primo teaser in anteprima che fornisce alcuni indizi sul design aggiornato. Il render di Autopista.es ci permette di dare uno sguardo a come sarà bestseller del marchio tedesco.

Nel corso del 2019, VW è riuscita a vendere ben 910.926 unità della Tiguan in tutto il mondo, facendo di questo SUV il veicolo più venduto del marchio e superando altri bestseller come Polo e Golf.

Hendrik Muth, Product Marketing Manager dell’azienda tedesca, ha annunciato pochi giorni fa una serie di interessanti dettagli sulla Tiguan 2020. Il SUV presenterà diverse novità in termini di estetica e gli ultimi sviluppi meccanici e tecnologici.

La Volkswagen Tiguan 2020 manterrà le sue due carrozzerie: la “tradizionale” a cinque porte e la più lunga nella versione Allspace.

VW TIGUAN 2020: MOTORI E DOTAZIONI ADAS

La Volkswagen Tiguan 2020 sarà dotata delle ultime powertrain sviluppate dal marchio. Ci saranno i nuovi motori TDI con sistema a doppia iniezione di AdBlue, una tecnologia che permette di ridurre i livelli di emissioni di NOx (ossidi di azoto) di circa l’80% e di particelle PM fino al 90%.
Una nuova versione ibrida plug-in GTE avrà un’autonomia 100% elettrica di circa 50 km. Il sistema ibrido è formato da un motore a benzina 1.4 TSI abbinato ad una batteria agli ioni di litio della capacità di 13 kWh.

La VW Tiguan 2020 proporrà anche varianti microibride, con un motore a benzina 1,5 TSI con una batteria da 48V.

Per quanto riguarda le dotazioni ADAS, una delle principali novità sarà l’adozione del nuovo sistema Travel Assist. Il dispositivo di aiuto alla guida permette di guidare il veicolo in modo semi-autonomo a praticamente qualsiasi velocità (fino a 200 km/h). Il dispositivo fa lavorare insieme i sistemi come il Lane Assist e il cruise control predittivo ACC.

Le Batterie delle Auto Elettriche dal fondo dei mari

oceano batterie auto elettriche

I materiali chiave utilizzati dall’industria per la produzione di batterie sono il litio, il nichel e il cobalto. La domanda di questi materiali è così grande che le previsioni indicano che presto potremmo dover affrontare una carenza. Il punto non è che non ne abbiamo in abbondanza, ma semplicemente che non abbiamo ancora la capacità di estrazione per soddisfare l’elevata domanda. Si prevede che crescerà di 11 volte entro il 2050.

La previsione fa parte di uno studio commissionato dalla società di esplorazione DeepGreen, i cui risultati sono stati pubblicati questa settimana. Intitolato “Where Should Metals for the Green Transition Come From From”, lo studio cerca di immaginare un futuro in cui l’approvvigionamento di materie prime sarà abbondante e i processi di estrazione più ecologici di quanto non lo siano attualmente.

DeepGreen dice che ci sono due aree principali da dove possono provenire questi materiali: i minerali estratti dalla terraferma (che attualmente rappresentano la maggior parte dello stock globale) e i noduli polimetallici raccolti dai fondali marini profondi dell’Oceano Pacifico.

Lo studio dimostra che l’attività mineraria sottomarina dovrebbe avere un ridotto impatto ambientale. Si prevede che ci sarà il 70% in meno di emissioni dirette di CO2, il 90% in meno di emissioni di SOx e NOx rispetto all’estrazione a terra.

A ciò si aggiunge il fatto che non ci saranno rifiuti solidi derivanti da tali operazioni minerarie (almeno non visibili in superficie).

“I noduli dell’oceano sono una risorsa unica da considerare in un momento in cui la società ha urgente bisogno di una buona soluzione per la fornitura di nuovi metalli vergini per la transizione green”, ha detto in una dichiarazione Gerard Barron, CEO di DeepGreen.

L’estrazione di metalli vergini – da qualsiasi fonte – non è per definizione sostenibile e genera danni ambientali. È nostra responsabilità comprendere i benefici – così come i danni associati all’approvvigionamento di metalli di base da noduli”.

Lo studio DeepGreen, completo dei costi ambientali, sociali ed economici di tale trasferimento, è disponibile in versione integrale nel PDF allegato di seguito.

Nuova Chevrolet Corvette C8 2021, lista delle versioni e motori

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Non è un segreto che GM ha grandi progetti per il futuro della nuova serie Chevrolet Corvette C8. Un documento aziendale riservato mette nero su bianco la lista delle versioni e dei relativi motori.

Ora, anche se non c’è modo di sapere quale di questi piani andrà avanti e quando vedremo il modello su strada, la lista ci fornisce un’idea del futuro immaginato da GM per la Corvette C8.

Il modello di gran lunga più interessante che entrerà a far parte della gamma sarà la cosiddetta Corvette Zora. Prende il nome dal padre delle Corvette e dovrebbe arrivare nella seconda metà del decennio, con un motore biturbo ibrido da 5,5 litri, con 1.000 CV e 1.322 Nm di coppia.

Ma prima di questa versione estrema della Chevrolet Corvette, vedremo diversi altri modelli a partire dalla Z06. Attesa per il 2022 avrà a disposizione 650 CV e 813 Nm con un V8 da 5,5 litri. Seguirà la prima Corvette ibrida della storia, la Grand Sport, prevista per il 2023, che abbinerà un motore V8 da 6,2 litri con un motore elettrico per una potenza totale di 600 CV e 678 Nm di coppia.

Nel 2024 sarà il turno della cattivissima ZR1 con un V8 da 5,5 litri che, senza elettrificazione, offrirà una potenza di 850 CV e 1.119 Nm di coppia.

Nel frattempo, chi non può aspettare il lancio di queste nuove versioni dovrà accontentarsi dell’attuale versione della Chevrolet Corvette che offre 495 CV e 637 Nm attraverso il V8 da 6,2 litri.

Porsche Classic porta l’Infotainment touch sulle Classiche

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Porsche Classic ha pronto un upgrade per i vecchi modelli. Ecco arrivare due nuovi sistemi di infotainment.

Progettati per integrarsi perfettamente negli interni delle vetture Porsche classiche, i sistemi di infotainment sono disponibili in due diverse varianti.

Il primo PCCM è stato progettato per le auto classiche con slot radio DIN-1. Di conseguenza, può essere installato sulle Porsche 911 che vanno dai modelli F degli anni ’60 ai modelli 993 della metà degli anni ’90. L’azienda ha anche affermato che “è possibile anche l’uso in precedenti modelli con motore anteriore e centrale”.

Date le limitazioni di dimensioni, il sistema di infotainment è dotato di un piccolo display touchscreen a colori da 3,5 pollici. Dispone inoltre di due manopole rotanti e sei pulsanti che consentono di accedere alle funzioni principali come il telefono, i media e la navigazione.

Nonostante le dimensioni ridotte, il sistema di infotainment è dotato di Apple CarPlay e della possibilità di ricevere stazioni radio digitali. È dotato inoltre di connettività AUX, Bluetooth e USB e di uno slot per schede SD.

Il PCCM Plus è più moderno in quanto è un’unità DIN-2 progettata per la 911 (996) e la Boxster di prima generazione (986). Il sistema di infotainment è dotato di un display più grande, da 7 pollici. Viene anche fornito con il supporto per Android Auto.

I sistemi di infotainment sono attualmente disponibili su ordinazione. Il prezzo parte da 1.439,89 euro per il PCCM e 1.606,51 euro per il PCCM Plus.

Waymo presenta la Guida Autonoma di quinta generazione

WAYMO GUIDA AUTONOMA JAGUAR

Waymo, l’azienda fondata da Google, ha introdotto l’ultima suite di hardware e software “Driver” di quinta generazione. Il sistema a guida autonoma riesce a guidare un’auto senza l’intervento umano.

La suite di tecnologie di guida autonoma di quinta generazione dell’azienda è stata completamente riprogettata. L’innovazioni arrivano dopo 20 milioni di chilometri percorsi su strade pubbliche e oltre 10 miliardi di chilometri in simulazione.

Il risultato è un pacchetto che non solo è più potente e capace del suo predecessore, ma costa la metà della precedente versione. Waymo conferma quindi la leadership in questa corsa verso la guida completamente autonoma.

Il pacchetto include i nuovi sensori lidar di Waymo, che creano un sistema a 360 gradi e renderizzano un’immagine 3D dell’ambiente circostante il veicolo. Con l’uso dei lidar, il sistema è in grado di misurare le dimensioni e la distanza degli oggetti intorno all’auto che si trovano a oltre 300 metri di distanza, offrendo una visione completa e una maggiore precisione rispetto al sistema precedente.

I sensori lidar sono abbinati a nuove telecamere che possono catturare più dettagli e fornire immagini più nitide, anche nelle condizioni di guida più difficili. La combinazione dei nuovi lidar e delle nuove telecamere significa anche che le auto di Waymo possono ora identificare pedoni e segnali di stop ad oltre 500 metri di distanza.

L’ultimo pacchetto di autoguida di Waymo comprende anche sensori radar di nuova generazione, in grado di rilevare e misurare istantaneamente la velocità di un oggetto anche nelle condizioni atmosferiche più difficili. Queste includono nebbia, pioggia e neve, fornendo una visione persistente dell’intero ambiente circostante del veicolo. Per la suite di quinta generazione, Waymo ha creato il primo sistema radar a immagini al mondo per la guida autonoma.