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Nuova Porsche Panamera 2024: Dati Tecnici e Foto

La nuova Porsche Panamera arriva al restyling di metà carriera.

Le modifiche più significative alla Porsche Panamera 2024 sono evidenti nella parte anteriore. Le prese centrali più grandi ora assomigliano a una griglia, e i fari a LED Matrix standard presentano una nuova forma che si abbina ai parafanghi bombati. Nonostante il profilo generale rimanga familiare, miglioramenti notevoli includono una migliore integrazione delle pinne laterali con i parafanghi anteriori, una vetratura leggermente più angolare e finestrini posteriori senza cornice.

Porsche ha introdotto nuovi colori e design dei cerchi, inclusi cerchi da 21 pollici opzionali con bloccaggio centrale che richiamano lo spirito della 911 GT3. Nella parte posteriore, la Porsche Panamera mantiene la linea del tetto inclinato e il meccanismo di apertura a due stadi per lo spoiler retrattile.

Per distinguere ulteriormente il Turbo E-Hybrid dalle versioni meno potenti, Porsche lo ha dotato di prese paraurti distintive, un diffusore dello stesso colore della carrozzeria e terminali di scarico bronzo scuro. Le lame anteriori, le cornici delle finestre e la scritta Turbo sul portellone sono rifinite nella nuova tonalità Turbonite, a contrasto con il Madeira Gold Metallic presentato nella vettura durante la presentazione.

INTERNI E DOTAZIONI

Per quanto riguarda le dimensioni, la nuova Porsche Panamera misura 5.052 mm in lunghezza, 1.938 mm in larghezza e 1.422 mm in altezza. Questi dati rimangono in gran parte invariati rispetto alla generazione precedente, con un aumento minore nella lunghezza di 3 mm.

All’interno, il punto forte è il layout a tre schermi ispirato alla Taycan. Un display opzionale da 10,9 pollici per il passeggero anteriore si aggiunge al cruscotto digitale curvo da 12,6 pollici e al touchscreen centrale dell’infotainment. Noterai l’assenza di una leva del cambio sulla console centrale che libera spazio per lo stoccaggio e, presumibilmente, riduce l’ingombro. Al suo posto, i conducenti avranno ora un selettore stile manettino sul volante.

Nella dotazione standard è inclusa una tasca refrigerata per smartphone con ricarica induttiva, mentre i comandi del clima e le bocchette dell’aria sono stati ridisegnati. In termini di sicurezza, l’opzionale Porsche InnoDrive è stato potenziato, offrendo un livello superiore di autonomia, insieme al Remote ParkAssist che può essere operato tramite il proprietario.

DATI TECNICI E MOTORI

L’alta domanda di modelli elettrificati ha spinto ad ampliare la gamma della Porsche Panamera con un totale di quattro treni di potenza E-Hybrid. Tutti dovrebbero offrire aumenti di potenza, maggiore efficienza e maggiori autonomie rispetto al modello precedente. Purtroppo, Porsche ha fornito dettagli solo su uno dei quattro modelli elettrificati, il Turbo E-Hybrid, con gli altri da svelare in seguito.

La Porsche Panamera Turbo E-Hybrid 2024 è equipaggiato con un motore V8 biturbo da 4,0 litri ‘rivisitato’, abbinato a un singolo motore elettrico integrato nel cambio PDK a doppia frizione a 8 rapporti aggiornato, e una batteria più grande da 25,9 kWh. Porsche afferma che l’uso di un unico alloggiamento per il cambio e il motore elettrico risparmia 5 kg (11 libbre) di peso, mentre la sua integrazione nel sistema di circolazione dell’olio migliora l’efficienza termica e consente una potenza più elevata di 190 CV (140 kW). Di conseguenza, l’output combinato del sistema ibrido raggiunge 670 CV (500 kW / 680 PS), consentendo l’accelerazione da 0 a 100km/h in soli 3 secondi e una velocità massima di 314 km/h.

Va da sé che Porsche probabilmente presenterà in futuro una versione elettrificata più potente della Porsche Panamera, simile alla Cayenne Turbo S E-Hybrid, che vanta un impressionante 729 CV (544 kW/739 PS). Nel frattempo, si prevede che gli altri due E-Hybrid offrano potenze inferiori e opzioni più convenienti.

Nel caso delle opzioni non elettrificate, la Panamera entry-level e la Panamera 4 ora presentano una versione migliorata del motore V6 sovralimentato da 2,9 litri. Questo motore potenziato beneficia di ottimizzazioni nella pressione di sovralimentazione, nel volume di iniezione e nel sincronismo dell’accensione, con un’uscita di (260 kW / 353 CV) e 499 Nm di coppia. Questi miglioramenti rappresentano un aumento di (17 kW / 23 CV) e 50 Nm rispetto all’unità precedente. Come previsto, l’incremento di potenza influisce positivamente sulle prestazioni in accelerazione, con la Porsche Panamera (RWD) che raggiunge i 0-100 km/h in 5 secondi, mentre la Panamera 4 (AWD) fa lo stesso in 4,7 secondi.

Porsche si vanta del nuovo optional Active Ride suspension, disponibile nei modelli Panamera E-Hybrid. Questo sistema innovativo include nuovi ammortizzatori attivi, una pompa idraulica azionata elettricamente e una sospensione pneumatica monocamera che mantiene il veicolo costantemente livellato, assorbendo efficacemente le imperfezioni della strada. L’azienda afferma che questa nuova configurazione offre un’ampia gamma tra comfort e dinamica di guida.

Il sistema Active Ride regola automaticamente anche l’altezza da terra in base alle circostanze di guida, con la funzione ‘comfort access’ che solleva il veicolo di 5,5 cm per agevolare l’ingresso e l’uscita, simile agli SUV.

Infine, l’azienda non ha trascurato la sospensione pneumatica standard a due camere e due valvole, che ora dichiara essere più confortevole e più pronta a rispondere.

Rottamazioni e finanziamenti: il Virus dell’auto europea

La “bolla” dei mutui Subprime USA come monito per l’iperindebitamento del
mondo Auto? Certo una politica di “credito facile” in Cina avrebbe avuto effetti
catastrofici. Le ragioni di una “messa in sicurezza” di trends insostenibili può
spiegare la politica auto di questi ultimi anni?
A quanto pare, lo abbiamo capito nella prima parte, nessun’area del Mondo vuole
fare da “pattumiera” per il mercato occidentale, benchè il continente africano riceva
ogni anno diversi lotti di potenziali rottamazioni dal mondo “ricco”.
La chimera di poter esportare il nostro Usato (“nostro” inteso come Europa) verso le
aree in via di sviluppo si è scontrata con la evidenza di un maggior interesse delle
medesime aree e dei Costruttori a sviluppare al contrario politiche ed insediamenti in
grado di favorire la costruzione “on site” di linee automobilistiche.
Teoricamente la questione sembrerebbe del tutto aleatoria. Si acquista un nuovo, si
cede un usato e si completa la gran parte della “filiera di sostituzione” più ovvia e
collaudata che si conosca.
Il problema è che l’esplosione del mercato di massa e della domanda stava già, a fine
anni Sessanta, rivalutando il settore Usato oltre quasi il mercato del nuovo poco
prima della crisi energetica che rese la gran parte dei motori a benzina in circolazione
proibitivi spostando il favore verso il Gasolio e creando la prima vera catena di
“Default” patrimoniale di decine di Marchi prestigiosi la cui produzione era diventata
di colpo invendibile.
Cosa c’entra l’Usato in questa storia? L’Usato, come la dimensione del Service
Management e del postvendita, è uno degli anelli della catena di valore del mondo
Auto.

L’Usato: da esigenza, a peccato mortale, a centro di valore

Poiché detta catena non può essere articolata secondo i dettami vuoti ed inconsistenti
del “libero mercato” (nonostante slogan e modi di dire), dovremmo riconoscere che
nelle diverse aree del mondo dove si può parlare di mercato auto di massa questo è
stato sempre condizionato da andamenti guidati politicamente, con esiti e risultati che
possiamo mettere in fila nel corso dei decenni e che ci spingono a fare determinate
proiezioni e conclusioni.
Quale è stato il “gioco di equilibrismo” adottato per l’Usato?
L’Usato è stato, in Occidente e soprattutto in Europa, uno strumento positivo per la
capacità di generare valore aggiunto e remunerazione con l’Autoriparazione ed il Post
vendita; il suo ciclo di vita, tuttavia, andava “circoscritto” nella ricerca di una quadra
tra valore di servizi Postvendita, esigenza di sostituzione con un “nuovo” e
potenzialità legate al ricircolo delle materie prime.

Dunque, in parole povere, il ciclo di vita dell’Usato non è mai stato “libero” da
strategie politiche o normative così come il nuovo. Questo è normale, così come è
normale un ciclo di vita ed aggiornamento dei modelli di auto vecchie propedeutico
al lancio delle nuove. Quel che non è stato normale riguarda la forzatura di quel ciclo
di sostituzione sovraeccitato artificialmente con i limiti antiemissione UE e con la
sovraesposizione creditizia.
Ritengo, dopo ormai 10 anni dalla fine decretata di questa “droga finanziaria” che il
Management dei Gruppi più esposti non abbia ragionevolmente tenuto conto del fatto
che con la leva finanziaria così abusata la programmazione di BEP e di ROI finiva
per essere soggetta ad una variabile del tutto estranea alla fase decisionale interna: il
mercato speculativo e dei Derivati.
Se credete che non esistessero “Junk Bonds” nel mercato Auto e che non stava per
scoppiare un “Caso Lehman” anche nelle Captive bancarie Auto, siete poco
informati.

Un “Crack Lehman” nel mondo Auto? Una catastrofe

Ma fosse scoppiato per la insolvibilità di crediti in UE ed USA, forse avrebbe avuto
comunque una soluzione. Ma cosa poteva accadere se la foga del “credito facile”
fosse esplosa nel voler alimentare artificialmente le vendite di un mercato come
quella Cina dello “Shadow Banking”? Quale sarebbe stata l’entità del “buco”?
“Per fortuna” il Crack Lehman fermò il mercato e la leva creditizia a pioggia.
Rimanevano o si presentavano alla soglia alcuni problemi, tuttavia, che battezzavano
una nuova fase di consapevolezza del mercato auto:
-Tesla aveva aperto un filone non solo tecnico ma “culturale” facendo
diventare “Trendy” un mercato che già esisteva, ma mai approdato nel settore del
lusso o delle supersportive. In questo modo la stessa appartenenza a questo comparto
doveva essere soggetto da parte dei Marchi “aspiranti” ad una cospicua presenza in
Gamma di modelli elettrificati ed Hybrid.
A proposito…Quelli più attenti e meno allocchi di Voi si sono accorti che
neppure con la migliore buona volontà, tra il 2012 ed il 2018, si sarebbe potuta
soddisfare una domanda di “BEV/HEV” cospicua, mancando la produzione, se non
attingendo dalla importazione asiatica?
Quanto sarebbe stata geniale questa eventualità, per la bilancia commerciale europea?
La soluzione è stata purtroppo, nostro malgrado, economica: nei sei anni (tra il 2010
ed il 2016) nei quali l’Europa era letteralmente al palo di vendite, i Costruttori
strutturavano in Cina ed India le partnership necessarie per produrre in sinergia con i
Marchi locali le nuove auto, in maggioranza però destinate al mercato interno.
Quello strano interesse dei Brand per l’Aftermarket

Nel frattempo in UE ricominciava la “filiera” dell’Aftermarket intesa sia come spese
di riparazione e manutenzione del Parco circolante, e sia come nuova strategia
“insolita” da parte dei Marchi auto di investire nell’Aftermarket.
Notate bene, l’Aftermarket in Europa ha avuto lungo mezzo secolo questi quatto
filoni evolutivi: è stato il mercato degli “originali” monopolisti contro il “tuning”
fatto di componenti speciali e pregiati dall’altro versante, e questo fino a tutti gli anni
Settanta.
Ha visto la prima comparsa di ricambi “analoghi” e “commerciali” solo nella Rete del
Service (e dunque non a disposizione del Cliente finale) negli anni Ottanta;
con la diffusione dell’elettronica ha visto la prima distribuzione “consumer”
alternativa al ricambio originale per poi proseguire con la maggior parte della
componentistica cinematica e di carrozzeria fino ai primi anni del Duemila; per poi
esplodere letteralmente con tutta la filiera legata al Diesel ed al prolungamento della
reperibilità per le auto più vecchie. Il vero “Eldorado” per il settore si è avuto tuttavia
dalla metà degli anni ’90: ristrutturazione della rete di Distribuzione,
meccanizzazione e Software, logistica, ed ovviamente diffusione commerciale sia
B2B che Retail: il mondo dell’Aftermarket è diventato un gigante dalla forza persino
superiore a quella dei Costruttori, rispetto ai quali avevano un vantaggio in più,
quello della delocalizzazione.
Che tuttavia, alla lunga, è stato anche il primo motivo di crisi durato fino a pochi anni
fa: andate a vedere la soglia di investimenti di FCA, PSA, Renault, Ford sulle
strutture e sulle nuove politiche di ingresso nell’Aftermarket tra il 2015 ed il 2019.
Detto così sembra poca cosa: ma tutto il focus spostato sull’Usato, sull’Aftermarket e
sulla componentistica ha per intanto sortito un effetto “anticiclico”: un minimo di
rivalutazione del mercato Usato, una gran parte del quale ovviamente ancora
sottoposto a gravame finanziario.Gli effetti furono evidenti da subito: la domanda
crescente di “KmZero” e di Usato in tutta Europa aveva temporaneamente distratto il
consumatore privato dal nuovo (cominciato a fluire nei parcheggi delle Flotte
Aziendali) rivalutando tuttavia una giacenza di entità colossale. Il termine
“Rottamazione” diventa un termine quasi trash, mentre le piattaforme di offerta
finanziaria sono decisamente univoche: o Noleggio, o Noleggio. Fino ad arrivare ad
oggi, con lo scenario del tutto opposto rispetto all’acquisto di 15 o 10 anni fa: il focus
è sulla manutenzione e gestione dell’auto, il suo acquisto è un fattore secondario.

Rottamazione e finanziamento, guai a nominarli?

Ricordate? I listini delle “nuove” partivano dall’equivalente di sei/sette stipendi; la
finanziabilità era concessa per il 70% delle vendite, con anticipo “zero” e rate da 150
Euro per 36 mesi, termine dopo il quale ci attendeva una bellissima nuova e magari
ancora più conveniente automobile per il “cambio”.
Dieci anni fa, invece, la stretta creditizia si fece sentire ma mai come in quel periodo
si ricordano listini del nuovo così convenienti, al punto che si faticava a distinguere

una c.d. “Low Cost” da una berlina di un Marchio generalista. Fu stranamente il
periodo in cui, con un tasso di vendite annue molto ridotto, gli acquisti si facevano su
“tagli alti” proprio per la irripetibile condizione di vantaggio per la quale – usando
una metafora molto semplicistica ma chiara – una Ammiraglia fullOptional si poteva
trovare al prezzo – quasi – di una Segmento C. Di concerto, per questo, le vendite di
Usato classico tornarono di nuovo fuori del circuito della rivendita professionale,
visto anche il fiume di “autoimmatricolazioni” da smaltire un po’ dappertutto in
Italia.Vedete come, piano piano, ci si trova a ricostruire un percorso di “toppe” messe
davanti al più eclatante e scriteriato “buco” di sistema adottato dall’Europa, cioè il
ciclo programmato di sostituzione?
E’ come aver alimentato a menù americano, di colpo e per cinque volte al giorno, un
cultore della dieta mediterranea. Il risultato è il rigetto….
Oggi le nuove parole sono: Noleggio, Upgranding ed Ibridazione per il nuovo e
“Tuning” per l’Usato. Vediamo perché, spiegando come e svelando qualche
arcano….
(Fine Seconda Puntata)
Riccardo Bellumori

Nuova Audi R8 Abt XGT: supercar da Pista

L’Audi R8 non c’è più. La supercar a motore centrale ha chiuso i battenti all’inizio di quest’anno con la GT in edizione limitata, come canto del cigno ad alte prestazioni. Ma la storia della R8 non è ancora finita, Abt Sportsline ha ridato vita alla R8 lanciando la Abt XGT ispirata alla GT2.
Abbiamo visto la XGT in prova a ottobre al Nurburgring e ora è completamente svelata come l’iterazione forse più estrema dell’Audi R8 di sempre.

Le targhe dimostrano che si tratta di un’auto omologata per la circolazione stradale, nonostante la carrozzeria esterna sia quasi identica a quella dell’Audi R8 LMS GT2 che ha vinto la 24 ore del Nurburgring, l’ADAC GT Masters e la 24 ore di Spa.

Il numero di esemplari sarà limitato: ne verranno prodotti solo 99 e ognuno costerà 598.000 euro. L’esterno della XGT è quasi identico a quello dell’auto da corsa. È più larga e più lunga, con passaruota più grandi che ospitano ruote forgiate con chiusura centrale su misura e pneumatici Pirelli P Zero Trofeo R e paraurti rivisti a ciascuna estremità. La vettura presenta una notevole quantità di aerodinamica rispetto alla R8 stradale, con canard anteriori, uno splitter, estensioni delle minigonne laterali, un grande diffusore e, naturalmente, il massiccio alettone posteriore a collo di cigno in stile GT2.

DATI TECNICI E MOTORI

L’interno dell’Audi R8 Abt XGT è altrettanto curato. È essenzialmente quello che si trova all’interno della R8 LMS GT2, con alcuni comfort e funzioni per renderla conforme alla normativa stradale. Alcuni elementi come il sistema di rifornimento sono stati mantenuti dalla vettura stradale per facilitarne l’uso e il quadro strumenti è stato modificato per l’uso su strada, con l’aggiunta del freno a mano, della chiusura centralizzata e persino di una telecamera per la retromarcia. Gli specchietti retrovisori sono ora azionati elettricamente e sono presenti il climatizzatore e gli indicatori di direzione. La R8 standard a trazione posteriore pesava 1570 kg, mentre la XGT ne pesa 1400.

Alla riduzione di peso si aggiunge un aumento di potenza. La XGT utilizza il noto V10 da 5,2 litri aspirato naturalmente, ma con una potenza di 477 kW rispetto ai 456 kW della R8 GT. La potenza viene inviata alle ruote posteriori attraverso un cambio automatico a sette velocità e le sospensioni a doppia regolazione con molle modificate sono state sviluppate con i piloti del DTM Kelvin van der Linde e Ricardo Feller.

Nuova Audi RS3 2024: ultime e Rendering

L’Audi RS3 è arrivata alla fine del 2021 come revisione completa dell’utilitaria a cinque cilindri e, a due anni di distanza, viene aggiornata.
Recenti avvistamenti danno un’idea di cosa cambierà, con i paraurti e i gruppi ottici anteriori e posteriori dell’auto tutti mascherati. Il cambiamento più rilevante sembra essere quello del frontale, con una griglia più angolare e prese d’aria inferiori rimodellate che rendono la grande griglia centrale più prominente rispetto al passato. Il design complessivo sembra essere più elegante rispetto alla vettura originale, in linea con il resto dell’attuale gamma Audi, con il design dei fari che probabilmente seguirà l’esempio con ottiche più nitide e moderne.
Al posteriore, l’Audi RS3 riceverà un trattamento simile, con gruppi ottici più simili a quelli della RS e-tron e un paraurti più aggressivo rispetto al passato. Anche il diffusore posteriore sembra essere caratterizzato da alette molto più pronunciate e comprende i terminali di scarico ovali, marchio di fabbrica dell’Audi RS, ripresi dall’originale.

DATI TECNICI E MOTORI

Audi RS3 non ci ha detto se il restyling riceverà un aumento delle prestazioni, ma l’auto attuale è più che potente.

La potenza di picco del suo affascinante cinque cilindri turbo da 2,5 litri si attesta sugli stessi 294 kW della vecchia auto, con una coppia leggermente superiore.
Le immagini degli interni non sono ancora emerse, ma è probabile che l’HMI sia stato aggiornato per migliorare la risposta dell’infotainment, la grafica e l’usabilità complessiva: l’Audi RS3 8Y ci ha deluso con un peggioramento della qualità degli interni rispetto al suo predecessore, quindi siamo curiosi di vedere come si comporterà il facelift.
Sebbene l’attuale RS3 sia in circolazione da un paio d’anni, Audi l’ha tolta completamente dalla vendita all’inizio del 2023 a causa dei limiti di fornitura, rendendo il suo ritorno molto atteso. I prezzi definitivi non saranno disponibili prima di un po’ di tempo, ma ci aspettiamo un aumento.

Nuova Opel Grandland 2024: Anteprima Rendering

È già iniziato lo sviluppo della seconda generazione della Opel Grandland, un modello chiave nella strategia del marchio del fulmine che arriverà nell’estate del 2025. Con un design moderno e uno stile più familiare arriva oer convincere il mercato europeo.
L’unico marchio tedesco di Stellantis è in uno dei momenti migliori della sua storia.

La casa del fulmine ha rinnovato gran parte della sua gamma, ma continua con due modelli importanti.

La nuova Opel Crossland sarà molto più SUV di quanto non sia attualmente, e l’ammiraglia è anche già apparsa nei test completamente camuffata. Due modelli che saranno presentati nel corso del prossimo anno 2024, carichi di importanti novità.
L’Opel Grandland è una delle principali protagoniste, ormai un riferimento sul mercato. Questa anteprima rendering di Motor.es mostra l’aspetto del nuovo SUV dopo la rimozione del camuffamento, una ricostruzione che ne riproduce fedelmente il carattere. Il design segue lo stile “Vizor” debuttato a bordo della Mokka, che è stato esteso a tutta la gamma nei restyling, anche se farà un passo avanti adottando la concept car Opel Experimental presentata all’ultimo Salone di Monaco.
I fari continueranno a presentare la caratteristica luce ad “ala” sul bordo superiore, ma questa volta servirà solo come indicatore di direzione. La luce di marcia diurna è posizionata qualche millimetro più in basso, come mostrato nell’anteprima del concept, e presenta una scanalatura sui bordi esterni. Un dettaglio già visto sulla nuova Opel Crossland. Nel mezzo, continuerà a essere presente anche il pannello nero lucido, con un logo piatto integrato che può essere illuminato come il resto della vettura.

MOTORI E DATI TECNICI

La fiancata della Opel Grandland è completamente nuova, così come il posteriore e, sebbene le proporzioni siano quasi identiche all’attuale Grandland, il nuovo modello crescerà di qualche millimetro in lunghezza e larghezza piuttosto che in altezza.

Per ora gli interni sono un segreto, non siamo riusciti a vederli, ma ci aspettiamo che siano più minimalisti e puliti, con grandi display digitali ad alta risoluzione. La connettività sarà fondamentale su questo SUV con funzioni di guida semi-autonoma di livello 2+, grazie al nuovo potente software della piattaforma “STLA Medium” che ha debuttato sulla nuova Peugeot 3008.
Per ora si è vista solo la versione più efficiente della gamma, l’inedita Opel Grandland Electric, che beneficerà della stessa offerta della già in vendita Peugeot E-3008 con diverse versioni da quasi 400 CV e 700 chilometri di autonomia.

Opel sarà un marchio elettrico entro il 2025, anche se, data l’importanza del modello in termini di vendite, si prevede che anche le versioni HEV e PHEV saranno offerte in mercati europei molto specifici. Il debutto europeo è previsto per la prossima estate, quindi la nuova Grandland arriverà nelle concessionarie prima del 2025.

Perché Diesel è meglio? Pro e Contro Classe A [VIDEO]

Dopo due settimane e oltre 1500km insieme ecco il video dedicato a Pro e Contro dalla prova su strada della nuova Mercedes Classe A Diesel.

Nuova Volvo V90 Cross Country 2024: Rendering

La nuova Volvo V90 Cross Country cambierà radicalmente il suo stile.

Una settimana fa è stato presentato in anteprima il nuovo minivan elettrico di Volvo, nel quale si possono notare alcune caratteristiche dei modelli classici della casa svedese. Abbiamo deciso di immaginare come potrebbe essere una nuova station wagon realizzata in questo stile.

Tutti i nuovi prodotti Volvo sono completamente elettrici, tra cui, oltre al già citato minivan, il crossover compatto EX30 e la parklet a sette posti EX90. È logico che anche la prossima generazione della popolare station wagon abbia un propulsore elettrico. E potrebbe essere adatto al nuovo stile della Casa svedese, in cui si possono notare associazioni con vecchi modelli del secolo scorso.
Una delle Volvo più caratteristiche può essere considerata la berlina e la station wagon spigolosa con gli indici 850 e 940/960 (denominata anche S90/V90), prodotta negli anni ’90 e divenuta piuttosto popolare anche sul mercato russo. C

Questo rendering di Kolesa.ru ci permettono di dare uno sguardo alla nuova Volvo V90 Cross Country. La caratteristica più interessante è il portellone posteriore quasi verticale e le luci verticali. Altre caratteristiche sono la linea dritta della soglia, i montanti anteriori neri e le maniglie aerodinamiche delle porte.

DATI TECNICI E PRESTAZIONI

Quanto alla tecnica la nuova Volvo V90 Cross Country potrebbe condividere la piattaforma modulare SPA 2 (Scalable Product Architecture 2), sviluppata congiuntamente da Geely e Volvo, con l’ammiraglia crossover elettrica EX90. Quest’ultimo, nella versione base, è dotato di sospensioni classiche (l’altezza da terra è di 215 mm), mentre le versioni più costose hanno sospensioni pneumatiche (210 mm in posizione standard). Il propulsore è disponibile in due varianti: 408 CV (770 Nm) o 517 CV (910 Nm) nella versione top. L’autonomia dichiarata è di circa 580 chilometri nel ciclo di omologazione WLTP.

Great Wall cambia nome in Europa: le novità

In Europa Great Wall si riorganizza, ci sarà un unico marchio GWM e i singoli marchi saranno trasformati in famiglie e i loro modelli rinominati.
L’azienda cinese Great Wall Motor è entrata non molto tempo fa nel ricco mercato europeo con i marchi Wey e Ora.

L’elenco dei Paesi è ancora piccolo e la gamma di modelli è piuttosto povera: a giudicare dal rapporto di agosto di JATO Dynamics (non è stato possibile reperire statistiche più recenti) alla fine dell’estate nel Vecchio Continente sono stati immatricolati solo 19 crossover ibridi Wey Coffee 01 (alias Mocha/Mocco nella nativa Cina, dove il modello ha subito un radicale restyling) e 3702 utilitarie elettriche compatte Ora Funky Cat (in Cina è Ora Haomao). In questo contesto, Great Wall ha annunciato l’imminente trasformazione delle sue attività europee: la nuova strategia si chiama One GWM.

IL RILANCIO DI GREAT WALL

Da gennaio 2024 nel Vecchio Continente Great Wall avrà un unico marchio GWM, mentre gli “ex” marchi Wey e Ora diventeranno “linee di prodotto”. Inoltre, i modelli saranno rinominati. Così, gli attuali Wey Coffee 01 e Ora Funky Cat diventeranno rispettivamente GWM Wey 05 e GWM Ora 03. Inoltre, le già annunciate per l’Europa parkette ibrida junior Wey Coffee 02 (nel Celeste Impero si chiama Latte) e una grande fastback elettrica Ora Lightning Cat saranno in vendita come GWM Wey 03 e GWM Ora 07.

La decisione di vendere tutte le auto sotto un unico marchio aumenterà, secondo quanto riferito, la riconoscibilità del marchio della casa automobilistica cinese. L’azienda intende inoltre espandere in modo significativo la propria rete di vendita in Europa. Attualmente Great Wall ha concessionari in Germania, Gran Bretagna, Irlanda e Svezia. Nel 2024 l’elenco dei Paesi dovrebbe essere completato da Spagna, Italia, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Svizzera, Danimarca, Islanda e Bulgaria. Infine, nel 2025, GWM promette di portare almeno un nuovo modello sul mercato del “Vecchio Mondo”, ma non ci sono ancora informazioni in merito.

Ricordiamo che quest’autunno il marchio elettrico Ora è entrato nel mercato russo, il marchio Wey arriverà nel 2024.