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Nuova Lynk & Co 01 2025: cosa cambia con il Restyling

Lynk & Co ha rinnovato il suo popolare SUV. Il Lynk & Co 01 è stato sottoposto a una profonda revisione. Un aggiornamento che l’ha reso al passo con i tempi in termini di design esterno, dotazioni tecnologiche e, soprattutto, meccanica. Questo bestseller proveniente dalla lontana Cina ha ottenuto risultati di vendita impressionanti che lo hanno portato ai vertici del mercato altamente competitivo degli ibridi plug-in (PHEV).

Il nuovo Lynk & Co 01 2025 è già in vendita in Spagna ed è pronto per iniziare il suo viaggio commerciale in Italia. Il nuovo veicolo è stato appena presentato all’Automechanika, un importante evento automobilistico tenutosi nella vicina Germania. Ora Lynk & Co sta ultimando i dettagli per il lancio commerciale in Spagna.

Sotto i riflettori ci sono modelli importanti come la Ford Kuga, la BMW X1, la Volvo XC40, l’Audi Q3 e la Volkswagen Tiguan. Questi sono alcuni degli avversari che il modello di Lynk & Co. deve affrontare. Se tutto va secondo i piani, il marchio inizierà le consegne ai clienti nella prima metà del 2025. Va inoltre ricordato che questo modello è disponibile in abbonamento. Un’alternativa al modo tradizionale di acquistare una nuova auto.
Le modifiche all’esterno non sono state particolarmente significative, ma sono interessanti. La vettura sfoggia una nuova griglia con finitura nera lucida. I fari posteriori a LED sono nuovi e ci sono nuovi cerchi in lega. Inoltre, sono stati aggiunti nuovi colori per la carrozzeria. All’interno, le principali novità includono un touchscreen HD da 15,4 pollici con funzionamento migliorato e un nuovo volante multifunzione.

Chi è interessato al SUV PHEV aggiornato di Lynk & Co troverà una gamma strutturata nei livelli di allestimento Core e More. Come per il modello precedente, il nuovo Lynk & Co 01 giocherà sull’offerta del miglior rapporto prezzo/equipaggiamento per catturare l’attenzione di un pubblico europeo esigente.

DATI TECNICI E MOTORI

È sotto il cofano che sono avvenuti i cambiamenti più significativi apportati da questo aggiornamento. Il Lynk & Co 01 è ora un SUV più potente ed efficiente. Il gruppo propulsore ibrido plug-in è composto da un motore a benzina turbo a tre cilindri da 1,5 litri e da un motore elettrico. La potenza è di 276 CV e 535 Nm di coppia massima. Il modello uscente ha rispettivamente 261 CV e 425 Nm.

La trasmissione avviene tramite un cambio automatico e un sistema di trazione anteriore. Non è prevista la trazione integrale. Ha un consumo medio di carburante di 0,9 litri per 100 chilometri ed emissioni di CO2 di 20 g/km secondo il ciclo WLTP. Tra

Nuova Ferrari Purosangue diventa Mansory Pugnator

Il tuner Mansory, noto per le sue versioni folli di auto sportive di lusso, non ha bisogno di presentazioni.

Ecco la Ferrari Purosangue trasformata in un modello dall’aspetto folle: il Pugnator. Diamo un’occhiata a questa spettacolare trasformazione.
Il tuner tedesco Mansory presenta la Pugnator, una Ferrari Purosangue metamorfizzata che non lascia indifferenti.
Fondata nel 1989, Mansory si è fatta un nome nel mondo del tuning di alta gamma trasformando l’aspetto e la meccanica dei modelli più prestigiosi: Ford GT, Bugatti Chiron, Lamborghini Urus, Audi RS6, Rolls Royce Cullinan… Le realizzazioni dell’azienda, una più stravagante dell’altra, sono innumerevoli.

La Ferrari Purosangue è l’ultimo modello passato per le sue mani. Ribattezzata Pugnator, la baroudeur italiana ha visto il suo V12 portato a 745 CV e il suo aspetto è diventato più estremo che mai. È un’auto insolita e i prezzi, ancora sconosciuti, dovrebbero essere commisurati alla sua esclusività, dato che probabilmente verranno prodotti solo pochi esemplari di questo SUV cattivo.
Rinnovata dalla A alla Z dal mago Mansory, la Ferrari Purosangue è completamente irriconoscibile. Per trasformarla in un Pugnator, Mansory ha progettato un kit su misura realizzato interamente in fibra di carbonio. Ci sono così tante creste, pieghe e appendici aerodinamiche che chiunque cerchi di decifrare lo stile soffrirà di affaticamento degli occhi. Questo spettacolo aberrante inizia nella parte anteriore con un paraurti dalla struttura complessa.

IL KIT TUNING

Le enormi prese d’aria laterali sono progettate per ottimizzare la direzione del flusso d’aria verso i radiatori e per contribuire a sostenere l’asse anteriore. Il cofano in fibra di carbonio presenta due aperture al centro, mentre i parafanghi anteriori sono disseminati di alette e dotati di allargamenti traforati, innestati su quelli del modello originale.
La complessa struttura del paraurti presenta enormi prese d’aria laterali. Queste sono state progettate per ottimizzare la direzione del flusso d’aria verso i radiatori e per contribuire a sostenere l’asse anteriore.
Di profilo, le minigonne laterali ultra larghe colmano il divario tra i cerchi in lega forgiati in un unico pezzo da 22 pollici FC.5 all’anteriore e da 23 pollici al posteriore. Le ruote sono dotate di pneumatici ad alte prestazioni, sui quali il costruttore bavarese non fornisce dettagli. La poppa non è meno radicale della prua. Le prese d’aria fittizie sulle portiere conducono a un paraurti altrettanto imponente della sua controparte anteriore. Questo massiccio paraurti ospita quattro terminali di scarico e un diffusore prominente che incorpora una luce centrale dei freni in stile F1.

Uno spoiler XXL in due parti completa questo quadro eccessivamente movimentato.
Riconoscere la Purosangue richiede un certo sforzo, poiché il kit Mansory in fibra di carbonio non lascia tregua alla retina.
Riconoscere la Purosangue richiede un grande sforzo, poiché il kit Mansory in fibra di carbonio non lascia tregua alla retina.

INTERNI E FINITURE

A bordo la Ferrari Purosangue di Mansory è altrettanto esagerata. Destinata a una clientela facoltosa con gusti particolari, la Pugnator è caratterizzata da un proprio approccio alla raffinatezza. Pelle, colori, trapuntature, finiture in carbonio… tutto può essere personalizzato a piacere. Nel veicolo presentato da Mansory, gli interni sono interamente rivestiti in pelle color avorio con applicazioni rosse.

La finitura in carbonio rosso è onnipresente. Si trova sul volante, sulle palette del cambio, sulla calotta che domina la strumentazione, sul cruscotto, sulla console centrale, sulle soglie delle porte e persino sui battitacco. Gli emblemi Mansory abbondano ovunque ci sia spazio: sui sedili, sui tappetini, sugli altoparlanti e persino sulle cinture di sicurezza.
Gli interni, che possono essere personalizzati a piacere, sono stati completamente ridisegnati dal tuner bavarese. Gli inserti in carbonio sono onnipresenti nell’abitacolo, che ha un aspetto più bling che raffinato.
Il tuner bavarese ha rinnovato completamente gli interni. Gli inserti in carbonio sono onnipresenti in questo abitacolo, più bling-out che raffinato.
Non c’è bisogno di cercare i loghi del Cavallino Rampante né all’interno né all’esterno. Sono stati tutti sostituiti dagli emblemi Mansory, visibili ovunque.
Il 6,5 V12 della Ferrari Purosangue sviluppa 725 CV e 716 Nm di coppia. Cifre superlative per un SUV, anche se marchiato con il Cavallino Rampante. Mansory ha deciso di fare un ulteriore passo avanti modificando la centralina di controllo del motore (ECU), un nuovo sistema di scarico sportivo a quattro flussi con controllo del flap e due catalizzatori sportivi. Il risultato è che la Pugnator vanta 755 CV e 730 Nm di coppia. Un guadagno relativamente modesto, ma che dovrebbe essere evidente soprattutto nella sua voce amplificata quando è sotto pressione.

Renault Clio E-Tech 145CV: Prova su strada [VIDEO]

La nuova Renault Clio si affila con il restyling di metà carriera.

Sotto al cofano di questa prova su strada il motore full hybrid E-Tech offre 145CV e 205NM di coppia.

Nuova Peugeot 408 Elettrica 2025: la e-408

Prima di essere mostrata al pubblico per la prima volta in un evento fisico, la Peugeot 408 elettrica sarà svelata digitalmente. Circa due settimane prima del Salone dell’automobile di Parigi. L’azienda ci invita a segnare il calendario per mercoledì 2 ottobre. In quella data, e più precisamente alle 10:00 ora spagnola, potremo vedere questa nuova versione della 408.
Peugeot è uno dei marchi automobilistici Stellantis che saranno presenti al Salone dell’Auto di Parigi 2024. Un evento che aprirà le porte alla stampa lunedì 14 ottobre. Il primo giorno, come di consueto, è riservato alle conferenze stampa. Il pubblico potrà accedere al Salone a partire da martedì 15 ottobre.

Il teaser che è stato rilasciato, e che illustra la copertina di questo articolo, mostra parte della parte posteriore. Il badge che rappresenta questa variante elettrica è chiaramente visibile. E anche se esteticamente non sarà molto diversa dai modelli termici, Peugeot avverte che incorporerà nuove caratteristiche “rispetto a quanto noto”.

IL SUV COUPÉ ELETTRICO

La Peugeot 408 è stata lanciata a metà del 2022. Il modello irrompe sulla scena con una piccola selezione di motori a benzina e una versione ibrida plug-in (PHEV). All’epoca era già stato confermato che la variante elettrica sarebbe stata prima o poi una realtà.

Nell’estate del 2023, la gamma 408 è stata ampliata con versioni mild hybrid (MHEV) che recano l’ambita etichetta ECO della DGT. Ora, circa un anno dopo, è la volta della 408 elettrica. Una variante che completerà la gamma meccanica della berlina fastback del marchio francese.

L’arrivo di questa nuova opzione elettrica sarà fondamentale per incrementare le vendite della Peugeot 408.

Nuova Skoda Elroq 2025: ultimo Teaser

Skoda continua la campagna teaser per il prossimo SUV elettrico Elroq, mostrandoci frammenti di un modello scoperto, dopo le gallerie con i bozzetti ufficiali e le foto dei prototipi camuffati.

L’azienda ha confermato che la Elroq sarà presentata in anteprima il 1° ottobre, durante un evento speciale a Praga in Repubblica Ceca.

La Skoda Elroq adotta il linguaggio stilistico Modern Solid della casa automobilistica, introducendo caratteristiche che probabilmente saranno utilizzate in altri futuri modelli di produzione. Una di queste è la “Tech-Deck Face”, che è il modo in cui Skoda descrive la nuova griglia completamente coperta dell’EV.
La nuova Skoda Elroq ha fari sdoppiati con tecnologia Matrix LED e prese d’aria sottili sul paraurti. Il profilo è simile a quello della più grande Enyaq e presenta cerchi in lega da 19 o 20 pollici. Il posteriore ha richiami alle wagon, con un ampio portellone e i familiari fanali posteriori.

Come sempre, i bozzetti sono piuttosto fantasiosi, lasciando che sia la vita reale a rivelare le vere proporzioni del SUV. La casa automobilistica ha dichiarato che la Elroq introdurrà una nuova tonalità di verde Timiano, abbinata ad accenti esterni Unique Dark Chrome.

DATI TECNICI E MOTORI

Le anticipazioni precedenti si concentravano sugli interni della nuova Skoda Elroq, che saranno caratterizzati da materiali sostenibili, tra cui indumenti riciclati post-consumo, Recytitan (realizzato con il 78% di PET riciclato) e Technofil (poliestere e filati Econyl riciclati). I clienti potranno scegliere tra quattro temi di interni: Loft, Lodge, Suite e Studio. Inoltre, l’Elroq sarà dotato di un moderno cockpit digitale e delle più recenti tecnologie del Gruppo VW. Infine, offrirà molta praticità con uno spazioso abitacolo a cinque posti e 470 litri di spazio di carico.

Skoda ha già fornito dettagli sulle opzioni di propulsione e batteria. Il modello basato su MEB sarà disponibile con batterie da 55 kWh, 63 kWh e 82 kWh, con un’autonomia WLTP fino a 560 km. La potenza sarà fornita da motori elettrici singoli (montati sul retro) o doppi.

Le Skoda Elroq RWD produrranno 168 CV (125 kW) o 282 CV (210 kW), mentre la versione AWD genererà una potenza combinata di 299 CV (220 kW).

Sapremo tutto sulla Skoda Elroq 2025 tra qualche settimana. Fino ad allora, date un’occhiata ai bozzetti, ai video teaser e alle foto ufficiali del prototipo leggermente camuffato.

Nuova Leapmotor B10 2025: Anteprima Teaser

La nuova Leapmotor B10 sarà l’alternativa low cost alla Renault Scenic.

Il 14 ottobre, Leapmotor presenterà la sua nuova B10 al Salone dell’Auto di Parigi. Per il momento, questo SUV compatto (segmento C), che è ancora sotto segreto, non svela tutti i suoi segreti tecnici. Quando sarà lanciato nel 2025, sarà in grado di competere con la Renault Scénic E-Tech e la Peugeot e-3008.
Leapmotor sta intensificando la sua espansione in Europa. Ancora poco conosciuto, il marchio cinese sta approfittando della sua coalizione con il gruppo Stellantis per imporsi sul nostro mercato. Oltre alla city car elettrica T03, si prepara a lanciare due nuovi SUV a zero emissioni: C10 e B10. Quest’ultimo, entro il 2025, si imporrà nel competitivo segmento C.

Il nuovo modello dovrebbe rappresentare una minaccia per la Renault Scénic E-Tech, la Peugeot e-3008, la Ford Explorer e altri. Tanto più che la politica dei prezzi del nuovo costruttore cinese è tutt’altro che amichevole.
Il Leapmotor B10 sarà presentato per la prima volta al Salone di Parigi, dal 14 al 20 ottobre. Il costruttore non ha rivelato alcun dettaglio tecnico sul suo futuro modello, a parte il fatto che utilizzerà una piattaforma B e l’architettura software Leap 3.5 di ultima generazione. Questo SUV si posizionerà nella gamma al di sotto del SUV della famiglia C10.

DATI TECNICI E MOTORI

La Leapmotor B10 quindi essere lunga circa 4,50 metri e, secondo alcuni media cinesi, avere un passo di oltre 2,80 metri. Dal punto di vista tecnico, sulla base delle caratteristiche del C10, questo futuro B10 potrebbe offrire un motore da oltre 200 CV e un’autonomia di circa 450 km secondo il ciclo WLTP. Queste informazioni devono essere trattate con una certa cautela in attesa di annunci ufficiali da parte del costruttore.
Come tutti sappiamo, il punto di forza dei marchi cinesi non è certo la performance o lo stile. Lo dimostrano le foto della B10 camuffata pubblicate dal marchio sul social network Weibo. No, la loro carta vincente è più che altro finanziaria, con prezzi ultra-aggressivi.

Questo nuovo SUV compatto non farà eccezione alla regola, con un prezzo di partenza inferiore a 30.000 euro. Si tratta di un prezzo notevolmente inferiore a quello della Renault Scénic E-Tech, che è già competitivo, con un prezzo di ingresso di 39.990 euro.

In altre parole, con questo modello Leapmotor metterà in ombra i marchi europei. La concorrenza interna con i prodotti Stellantis si preannuncia dura.

Dopo 40 anni Volkswagen Polo dice addio alla Spagna

Volkswagen ha terminato la produzione della Polo in Europa dopo 40 anni, in quanto l’azienda si concentra sui veicoli elettrici (EV). Come riportato da Automotive News Europe, la Polo è stata costruita nello stabilimento della casa automobilistica di Pamplona, in Spagna, dal 1984, ma l’impianto sarà rivisto per assemblare due nuovi piccoli EV basati sulla piattaforma MEB a partire dal 2026.

La Polo non è destinata a scomparire: è ancora un modello importante per il marchio, con poco più di 90.000 unità vendute nei primi otto mesi dell’anno, diventando l’ottava auto più venduta in Europa. Il Sudafrica diventerà invece l’unico Paese a produrre la Polo nello stabilimento Volkswagen di Kariega.

ADDIO POLO

Negli ultimi 40 anni, oltre 8,4 milioni di esemplari della Polo sono stati costruiti in Spagna. Sebbene trovi ancora oggi la sua giusta quota di acquirenti, le vendite del modello sono state superate da piccoli crossover come il T-Roc. Nonostante l’arrivo di nuovi veicoli elettrici nelle catene di montaggio del sito di Pamplona, Volkswagen continuerà a costruire la T-Cross e la Taigo nello stabilimento.

Per quanto riguarda gli EV basati sulla MEB che debutteranno in futuro, il rapporto indica che uno sarà un modello a marchio Skoda chiamato Epiq, mentre l’altro sarà denominato ID.2all (presentato in anteprima come concept lo scorso marzo) – entrambi utilizzeranno una versione a trazione anteriore della piattaforma.

Motori Capitale 2024: all’auto storica diamo più valore non solo prezzi

Se questo fosse un articolo solo per romani, sarebbe scritto in un fraseggio dialettale dove risalterebbe da subito il sentimento del suo autore. 

Ma Autoprove è per suo merito una piattaforma seguita da un pubblico più vasto, e dunque sarò portato a rendere ben più articolata ed algida la mia panoramica sull’evento “Motori Capitale” svolto alla Nuova (ci tengo sempre a precisare l’aggettivo per onorare il ricordo della vecchia e gloriosa struttura un tempo operativa tra il quartiere Tre Fontane, la Colombo e Garbatella dalla parte opposta) Fiera di Roma sulla Portuense il 21 e 22 Settembre scorsi. 

Un Weekend discriminante per determinare, in fine dei conti, un positivo riscontro di pubblico e dunque la vittoria della “scommessa” professionale degli organizzatori (tra i quali Eugenio Bernardi, che ci ha cortesemente rilasciato una intervista che presenteremo nel contributo video nei prossimi giorni): in effetti la presenza dello Staff di “Autoprove” nella sola giornata di Sabato ha restituito l’immagine di partecipazione massiccia di visitatori in un giorno parzialmente lavorativo ma, soprattutto, ancora vacanziero o profumato di mare e di scampagnata per chi aveva a disposizione l’ultimo Weekend “ufficiale” di fine vacanze prima dell’inevitabile “breakdown” del calendario lavorativo.

Dunque l’interesse e la disponibilità dei Romani a visitare gli Stand della Fiera in questo contesto è il segnale che di motori e di belle auto si è disposti ancora a parlare e sentire parlare.

Le diatribe ecologiste, il fronte di guerra “elettrofili/endotermici” e soprattutto i venti di crisi che soffiano in lontananza sono stati esorcizzati per questa volta da un evento che ha offerto a tutti la bellezza di decine di auto classiche, antiche, “Youngtimer” ed “Instant Classic” tra le quali, ancora una volta, da romano in un evento capitolino “vintage” segnalo l’assenza sempre più pesante della Giannini e delle sue realizzazioni d’epoca; a parte questo si sono visti modelli davvero “cult” ed in molti casi sconosciuti al grande pubblico. 

Motori Capitale, Atto Primo: la scommessa “affluenza” è stata vinta

Le realizzazioni speciali di Zagato, Vignale, Pininfarina e delle altre firme di stile; le bellissime di ogni tempo, ed ovviamente nel contesto le nostre Fiat, Autobianchi, Lancia, Alfa Romeo, Ferrari, Cisitalia, Lamborghini, Maserati oltre ad alcune sportive artigianali di derivazione sportiva e Mille Miglia; senza dimenticare le due ruote di Ducati, Laverda, Vespa, Aermacchi, Benelli, Moto Morini. Ed una ricca presenza di belle realizzazioni dall’estero.

 

C’era la storia del miglior mondo motoristico tricolore che faceva gli onori di casa – in particolare -incorniciando uno dei protagonisti di eccellenza della storia nobile e leggendaria del motorsport : il “Bisiluro” Tarf motorizzato Gilera 350 del mitico Piero Taruffi, nella prima versione (a sua volta destinato ad ospitare diverse motorizzazioni motociclistiche di evoluzione e collaudo) che fu seguita dalla seconda con il motore Maserati a Compressore Volumetrico; un concetto ed una architettura tecnica, quello del “Bisiluro” che ha visto nel tempo e nel resto d’Europa diversi tentativi di altri Costruttori di realizzare modelli da record di velocità, ma che fa del “Tarf” l’unico in questa tipologia ad aver conseguito record ufficiali. Ed è stato un gesto azzeccatissimo fare del “Tarf” un poco la mascotte dell’evento romano: perché romano è il progetto di origine e persino le lavorazioni del prototipo svolte dal geniale Piero nel Garage dell’abitazione di Via Crescenzio; romano è il sottofondo di quella straordinaria Gilera “Rondine” e vicino a Roma c’è quella emblematica “Fettuccia di Terracina” scelta da Taruffi per alcuni tentativi di Record riusciti alla perfezione.

Il “Bisiluro” Tarf: la magia di Piero Taruffi, il racconto straordinario di Prisca

Un vanto in più per il nostro Pilota, Ingegnere, Sportivo ed imprenditore Piero Taruffi capace – con le sue conoscenze aerodinamiche, meccaniche e strutturali uniche al mondo – di concepire un mezzo vincente ed efficace.

Il “Tarf” presentato da Prisca, la figlia di Piero Taruffi che ha partecipato ad uno dei diversi “Talk” dello spazio conferenze in Fiera, ci ha davvero colpito per la perfetta semplicità ed essenzialità disegnata secondo forme aerodinamiche e proporzioni indovinate; con un peso di circa 350 Kg mostra in ogni caso una solidità strutturale merito anche dei due elementi trasversali aerodinamici di collegamento conformati ad ala rovesciata per fornire aderenza e direzionalità oltre a razionalizzare i flussi d’aria che attraversano al centro il “Bisiluro”.

Non è stato però solo il “Tarf” l’unico momento di emozione e di stupore della nostra visita. 

Siamo stati colpiti da altre “chicche” che hanno emozionato noi ed il resto del pubblico: la “Ferrari 308 GT4” di Marcello Gandini ottiene finalmente, mezzo secolo dopo, quella giustizia del tempo galantuomo che all’epoca della crisi energetica, dei falsi pudori e delle sacre ottusità congenite del “Drake” (perennemente scettico sul legame tra Marchio del Cavallino e sportive sotto una certa soglia di cubatura e cavalleria salvo dotare la GT4 in corso di vita del più piccolo V8 al mondo sotto i due litri); e soprattutto della critica banale dei Clienti più tradizionali del Cavallino; tutto questocolpì negli anni Settanta – immeritatamente – un modello rivoluzionario ed intelligentissimo che alla distanza ritengo abbia vinto la sua simbolica battaglia con Pininfarina – a mio personale avviso – costituendo a confronto della “Mondial” di poco successiva alla “GT4” un benchmark didascalico del concetto “2+2” di Maranello: la “Mondial” è e rimane infatti un ottimo prodotto ma tipicamente anni ’80. La “GT4” potrebbe essere rimessa in produzione in qualunque tempo, per la sua linea ed il suo canone al di là del tempo e delle mode. 

Ma come per tutte le opere del Maestro Gandini, il futuro che lui anticipava di decenni è stato compreso dalle persone comuni quando tempo dopo è diventato attualità corrente.

Ferrari “308 GT4” ed Alfa Romeo “RZ” : quando il tempo è galantuomo

Ci ha colpito anche la presenza di un’altra beniamina di “Autoprove”, cioè l’Alfa Romeo “RZ” del 1993, nel suo canonico rosso vivo; la versione Cabrio, dunque, della celebre ed ineguagliata “SZ”. Una prova di orgoglio e di appartenenza offerta da un manipolo di avventurosi ed appassionati Manager e Responsabili tecnici del Biscione che alla fine degli anni ’80 ha voluto lasciare alla storia uno degli ultimi “emblemi” del DNA vero di Arese, quasi un monito alla nuova proprietà: una sfida tra galantuomini e fuoriclasse dal sapore romantico, dove la “SZ” deriva dal confronto di idee e concetti a partire dal progetto “ES30” e dallo chassis derivato dalla “75” per il quale – poco prima di lasciare Corso Marconi – il vulcanico Vittorio Ghidella diede vita ad una “singolar tenzone” di sapore cavalleresco tra due Staff contrapposti tutti interni ad Alfa Romeo e Gruppo Fiat. Da un lato il Team di Arese guidato da Walter Da Silva, dall’altro il Centro Stile Fiat guidato all’epoca da Mario Maioli che come supervisore esterno chiamò addirittura l’erede naturale di Flaminio Bertoni: Robert Opron, che dopo il boom in Citroen ed il passaggio alla Renault aveva avviato un suo ruolo di Consulente libero professionista. “RZ” è appunto l’evoluzione Cabriolet della “SZ”, con cui condivide il fascino inimitabile.

Ci hanno colpito anche le davvero tante e scenografiche americane: Buick, Corvette, FordPackard monumentali e cromate.

Notevole la presenza di alcuni Gruppi di appassionati e di proprietari grazie ai quali si è potuta vedere una serie e non un modello solo di “Lancia Montecarlo”, di “A.R. Giulia (e Vi confesso l’emozione di averne rivista una che diversi anni fa appartenne alla mia famiglia….); ma anche di Porsche, di Mazda ed altre protagoniste del mondo del Collezionismo.

Motori Capitale: ottima iniziativa, ma noi giudichiamo da appassionati

Un primo ed affettuoso appunto. 

Ma non all’Organizzazione quanto ai proprietari ed intermediari delle auto in expo: trasmettiamo ai visitatori – per favore – non solo prezzi (tra l’altro in crescita esponenziale, e non è detto sia un bene da tutti i punti di vista) ma anche “Valori”: a farlo, caso raro nella Kermesse capitolina, uno stand che abbiamo visitato e che merita il pieno affetto e riconoscimento emotivo ma anche “culturale” di Autoprove e di tutti gli appassionati.

Abbiamo piacevolmente visitato lo Stand della Associazione “A.ST.OR.” guidata da Christian Apreda: da loro è arrivata una lezione “alternativa” di una visione possibile in cui ecologia e motorismo d’epoca (dai più ritenuto il male dell’ambiente) possono trovare un punto di incontro allo stesso tempo concreto ed encomibiabile attraverso azioni semplici: come quella del 27 Settembre, nella “Notte dei Ricercatori”, di piantare alberi nell’area di Montelibretti insieme ad altre Associazioni. 

Un modo per ricordare che l’inquinamento si combatte più popolando l’ambiente naturale che non tagliando le auto, e per riconciliare un mondo che l’esaltazione dei “Testimoni di GEOWatt” ha messo troppo violentemente dietro la sbarra degli imputati, ed un motivo in più per ripensare il rapporto tra automobilisti ed auto endotermiche, anziché prevedere funerali mai ancora avvenuti nella realtà.

Astor, l’ecologia sposa il Vintage; e che bello parlare con i giovani appassionati

Un fatto significativo per noi è stato dare decine di informazioni a ragazzi disinformati ma curiosi che ci incontravano nel fare il corredo immagini alle auto esposte, il segno promettente e consolatorio di una passione giovanile che chimere social ed eccesso tecnologico non hanno spazzato via: molti giovani stentavano a credere che auto di oltre mezzo secolo potessero essere tanto belle, tecnologiche ma “accoglienti” più di quanto lo siano i modelli attuali. 

Così come, senza alcuna gelosia professionale, siamo stati contenti e disponibili anche con tanti giovani “Blogger” che con Smartphone e microfono hanno svolto le loro recensioni dando libero sfogo anche alla passione che li animava.

 

E se da una parte ci ha colpito la voglia di maggior informazione storica e dettagliata dei visitatori dall’altro lato la configurazione, la spaziatura e l’allestimento dei diversi quadranti di allocazione di auto e moto ha trascurato totalmente un criterio espositivo strutturato secondo un elemento discriminante (epoche, stili, target commerciali, tipologia modelli, o ogni qualunque altra caratteristica parametrica in grado di organizzare la percezione del visitatore secondo classi qualitative specifiche). 

Allo stesso modo ci ha colpito una “disattenzione” didattica che si incontra in ogni Mostra o Fiera alla quale abbiamo finora assistito e la cui messa in opera costerebbe davvero poco: un ambiente ristretto ma accessibile dove con pannelli o supporti multimediali fosse estrinsecata e rappresentata in sintesi la storia industriale automotive del Paese, in un momento in cui l’Italia rischia davvero la desertificazione.

Fiere “Vintage”: non solo auto, diamo più spazio al mondo dei servizi

Altro piccolo aspetto da non sottovalutare: come mai Fiere del genere sono accompagnate esclusivamente, oltre le auto e le moto ed i settori più rappresentativi, da Stand di orologi, di accessori di fashion o moda? Una attitudine costante che ci permettiamo per la prima volta di stigmatizzare: è davvero così oneroso od inutile per Rettificatori e Rigeneratori, Componentisti, Fornitori di attrezzature speciali; ma anche per Scuole ed Enti che impartiscono Corsi professionali per operatori e tecnici, partecipare ad una Fiera di questa portata? Vero è che “Autoprove.it” era presente Sabato e non Domenica, tuttavia non ci è parso che l’indomani si sarebbero appalesati tutti i ruoli e le figure professionali, e le arti, che ci sembrerebbe inevitabile ed opportuno vedere in uno spazio espositivo di auto d’epoca.

E qui segnaliamo anche quanto la nostra eccellenza in termini di Restauri, Rigenerazione Ricambi, Perizie e Consulenze, attività di ricerca e ricostruzione documentale/tecnica/giuridica, meriterebbe persino il riportare in auge quelli che sparsi sul territorio sono ancora oggi esperti di questo o quel modello e Marchio, raggruppando tutto questo prezioso ecosistema in una sorta di “Albo di Qualificazione e Certificazione” (un poco come avviene in Edilizia con le “SOA”) in modo da non esporre l’appassionato neofita o poco attento al rischio di affidamento lavorazioni ed incarichi a profili professionali non proprio idonei. Insomma, a quando un “Annuario Vintage” garantito dalle massime autorità nazionali in tema di Auto d’Epoca? E ci perdoni l’Organizzazione dell’evento, ma il “Talk” Tavola Rotonda del Sabato (Carta dei Principi) non è totalmente esplicativo rispetto al nostro richiamo. 

Ed infine arriviamo alle note davvero “dolenti”: “Piatto ricco, mi ci ficco” ovvero: Signori, la mia auto “es un aseniocircular”!!!

“Puerto Escondido”, 1992, Gabriele Salvatores: uno scombinato ed impacciato Diego Abatantuono cerca di corrompere la polizia locale del Paese sperduto in cui si trova proponendogli il suo Rolex “assegno circolare” come voce di scambio per evitare grane giudiziarie… Da allora, ogni volta che il nascente fronte degli “Audisti”, “Mercedisti”, “Vaggari“ e “Bavaresi” contrapponeva sempre più spesso all’interlocutore le virtù taumaturgiche delle loro auto in fase di permuta e di valore usato, il buon Diego mi tornava in mente. 

 

Peccato che quello fosse un film mentre l’idiozia endemica di chi raccontava il suo onorevole pezzo di ferro su ruote come nemmeno un Van Gogh o un vaso cerimoniale minoico era tremendamente reale. Nessuna auto “corrente” e di produzione di serie è a lungo un “Assegno circolare”. Allo stesso modo un’auto storica non è la pietra filosofale che si vuole raccontare.

Di fronte a questo ho poco gradito le parole di entusiasmo quasi evangelico di uno Speaker della Fiera che Sabato, nel preannunciare il calendario dell’indomani, gongolava nel declinare le magnifiche e progressive sorti del mercato auto “storiche” ed il trend delle quotazioni medie. 

Allo stesso modo non so se la Domenica 22 Settembre sarebbero stati in programma, ma avrei voluto assistere a “Talk” con gli uomini di Eurotax per capire come nascono le quotazioni, un “Vademecum” per l’acquisto in sicurezza, un check informativo su trattamenti fiscali e soprattutto uno specchietto informativo sui temi più di attualità logistica: se alimento un motore d’epoca con “E85”? Con GPL o Metano? E se la converto full electric con i Kit? E gli “e-fuel”? 

Perché no, un “Valore Futuro Garantito” per Finanziamenti auto “vintage”??

La danza dei milioni: si chiama così un film bellissimo degli anni ’40 e che spero Vi capiterà di vedere. Ma che “lavoro”sceglierebbe oggi Gustavo Wiesinger (il protagonista del film) se fosse nato ai giorni e si fosse dovuto, come nel film, inventare un mestiere? Io ne sono certo, avrebbe lanciato una linea di finanziamenti per auto storiche; ma non di quelli “canonici”. No, il suo piano finanziario avrebbe avuto certamente la “Maxi rata”. 

O meglio, traduciamo tutto in dati pratici e reali: perché un settore finanziario Automotive in fase di “ristrutturazione” (dopo aver rischiato perlomeno in due occasioni, tra il 2005 ed il 2018, il default pieno) per la riduzione del volume di credito sospeso ed erogato, per la crescita dei contratti Noleggio e Flotte e per la contemporanea risalita temporanea del valore medio del comparto usato che dà il suo aiuto ai bilanci di Dealer e Servizi Postvendita dei Costruttori.

Eppure di strumenti finanziati dedicati e proposti al Cliente potenziale se ne dovrebbero poter trovare, se le previsioni commerciali sono fondate ed hanno un senso: perché non è disponibile ordinariamente, per una storica certificata di 40.000,00 Euro (ipotesi) un supporto finanziario che ne permetta l’acquisto da un qualunque privato con un anticipo “umano” (10.000,00 Euro, ad esempio) e con un piano rateale di neppure 200,00 Euro mensili per ritrovare un Valore residuo che, alla luce delle proiezioni commerciali odierne, possa essere facilmente gestito dal prezzo di rivendita potenziale a tre anni? Non dimentichiamo che una “storica” diventerebbe per un proprietario un secondo o terzo mezzo e dunque un ausilio finanziario e commerciale allo stesso tempo sarebbe una mano santa. E non parliamo dei sogni legislativi nel cassetto, come agevolazioni fiscali e strumenti giuridici ad Hoc per la multiproprietà di auto storiche, oppure i Gruppi di Acquisto, oppure gli strumenti di investimento “linkati” ai trends di valore delle auto storiche (anche se il programma Dibattiti aveva uno spazio dedicato al tema dell’investimento su auto storiche).

Tutto quel che per ora sembra seppellire ogni questione “accessoria” sembra proprio essere il miraggio dell’esplosione delle valutazioni. Speriamo che non finisca tutto in una bolla.

Ecco perché il nostro giudizio alla fine di “Motori Capitale” è : Bene, un segno di stima e di supporto da noi di Autoproveper cameratismo e passione. 

Ma un bell’auspicio e in contemporanea un impegno: sappiamo che si può e si deve arrivare ad un “Layout” di Fiera il prossimo anno ancora migliore. 

Lo chiede il Giubileo Capitale, lo chiede il centenario del primo Gran Premio di Roma nel 2025; lo chiede soprattutto il pubblico più autentico ed appassionato di motori, quello che preferibilmente legge anche la nostra piattaforma. 

 

E che aspetta un rilancio vero e strutturale del mondo che amiamo, non solo di leggere quotazioni e “borsini”. 

Alla fine, sono proprio quelli che – sostituendosi interamente al simbolo dell’Auto come valore e piacere – hanno distrutto in dieci anni un intero comparto industriale auto che dal Dopoguerra aveva superato benissimo perlomeno altre due crisi pesantissime (l’austerità energetica e petrolifera e le contestazioni sociali ed operaie) fino ai giorni nostri. 

Riccardo Bellumori