Volkswagen è uno dei marchi con il maggior numero di presentazioni e lanci previsti per il 2024. La casa tedesca non ha ancora completato la gamma delle compatte, la prima delle sue versioni sportive è in attesa della pistola di partenza per conquistare i clienti, a patto che non aspettino la nuova Golf GTI Clubsport che è diventata un simbolo.
I suoi 300 CV rendono la Volkswagen Golf R uno dei modelli più desiderabili sul mercato e nella sua categoria, colmando il divario dalla potentissima Golf R. La Golf più potente che si possa acquistare, senza limiti di unità, attende la sua presentazione dopo aver subito il lifting ed è in stand-by dall’inizio dell’anno. Quasi alla vigilia del secondo mese dell’anno, Volkswagen ha presentato in anteprima la compatta più raffinata, vestita con un camuffamento speciale e in posa sulla neve.
All’epoca era stata mostrata solo la variante a cinque porte, ma in questa nuova anteprima appare anche la più pratica Volkswagen Golf R Variant, vestita con lo stesso abito di luci ed entrambe in posa su uno dei rettilinei del Nürburgring. Come una seconda pelle, le sue nuove caratteristiche sono perfettamente visibili, i fari uniti dalla sottile barra luminosa o le grandi prese d’aria alle estremità del paraurti.
Il posteriore, come prevedibile, presenta un grande spoiler sul cofano del bagagliaio, il caratteristico diffusore aerodinamico tra le due coppie di scarichi, i cerchi in lega da 19 pollici e le pinze dei freni verniciate in blu. Un’immagine esterna all’altezza, e anche se gli interni sono stati lasciati per la presentazione, non deluderanno. Si tratta di sostituire le cuciture decorative rosse della GTI con quelle blu e alcuni altri dettagli per un’atmosfera più sportiva.
DATI TECNICI
La nuova Volkswagen Golf R continuerà a essere alimentata dal motore a benzina quattro cilindri TSI da 2,0 litri, ma ottimizzato per le prestazioni, e almeno sotto il cofano ci saranno i 333 CV della Golf R 333 Limited Edition dell’era pre-restyling.
Il cambio automatico DSG a sette rapporti, la trazione integrale 4MOTION e i relativi bloccaggi del differenziale vi porteranno all’estasi del brivido. Tuttavia, c’è un piccolo, ma non meno importante dettaglio: non possiamo ancora dirvi quando sarà presentata, ma non manca molto.
Dopo essere stata per anni una delle auto più vendute in Italia Fiat 500X si stava avviando a lasciare il mercato. Eppure la falsa partenza della nuova 600 (inizialmente offerta nella ceraie re solo elettrica) ha dato nuovo impulso alle vendite. Ecco allora un altro lungo anno di produzione per l’ultima nata: Fiat 500X Hybrid.
Autosalone di un Brand generico, dodici anni fa: l’orizzonte del mercato auto italiano si è fatto scuro, il Governo Monti spinge per l’Austerithy e i trends commerciali sono tutti in crollo verticale.
I pochi avventurosi Clienti che si recano in Concessionaria per acquistare lo fanno con un clichè predefinito e collaudato: una decina di preventivi in una mano, e – chi può – libretto assegni nell’altra, a mò di messaggio subliminale rivolto al Venditore: “Cosa sei disposto a fare per avere il Vostro nome nello spazio del beneficiario??”. Sono i tempi in cui una City Car/Sub B da 800/1100 cc. si porta a casa nuova per non più di diecimila Euro, ed una media (Segmento C) con Impianto GPL, cinque posti comodissimi e full optional costa ancora meno di quindicimila, ad un solo patto: l’Usato te lo devi vendere da te. In parole povere dal Listino i Dealer sono pronti a tagliare fino al 25% pur di vendere.
“Click Day” dieci anni fa: la saga degli “ecoincentivi buoni” (quelli erogati in misura proporzionale con le emissioni del veicolo) porta una progressione mai vista prima nelle abitudini del consumatore; ci si comincia ad abituare ad un patto virtuoso: meno inquini più sei premiato, anche se gli ecoincentivi finiscono dopo la prima mezz’ora di “Click” e (ma è di certo una causalità) vengono spesso erogati anche per le Flotte ecologiche della Pubblica Amministrazione. Come a dire che lo Stato si incentiva da sé stesso.
Nel frattempo sta succedendo, dieci anni fa, una cosa: i famosi listini di diecimila e quindicimila sopra ricordati non sono più appannaggio di auto nuove, ma delle sempre più frequenti “autoimmatricolazioni”, cioè in pratica delle Km Zero. I Listini del nuovo hanno una impennata pesante, ma vista la quantità di “Usato di facciata” venduto nei piazzali, chi le compra più le auto nuove?
Post Covid, post Lockdown, arriviamo ai giorni nostri: il “frullatore” sociale della pandemia ci ha distratti un attimo, giusto il tempo di farci passare sotto gli occhi una novità, da tre anni a questa parte.
La Gamma commerciale del mondo Auto si è terribilmente “inaridita”: il corpo vettura dominante è quello “SUV”, l’architettura dominante è quella “Ibrida”, il prezzo dominante è decisamente “a partire da” oltre ventimila Euro. Siamo talmente “lievitati” con i Listini che neppure si solleva un poco di scandalo popolare ai primi cenni di una forma di messaggio davvero nuova ed inaspettata:
“Signora mia, sa come vanno le cose: non ci sono più le mezze stagioni, quanto sono aumentati i carciofi, ma se noi Costruttori saremo bravi potremo persino vendere nel futuro una Full electric a prezzi Low Cost”…”Ah, si? E a quanto??” “Signora mia, intorno ai ventimila Euro!!”
Mondo Auto: dal “Low Cost” al “Cost…WOW!!!”
Ventimila Euro, Low Cost??? Capperi, poco più di vent’anni fa un noto Marchio generalista tedesco/americano proponeva persino ai propri Dealer di creare appositi “salottini” con angolo caffè e aria condizionata ai potenziali Clienti che a quella cifra avessero voluto comprare il Monovolume Premium della Casa.
Quindici anni fa lo stesso Marchio proponeva comunque, a quella cifra, una ottima Ammiraglia iperaccessoriata; e dieci anni fa per quella cifra era comunque disponibile una delle SW medie più vendute in Europa.
Cosa è accaduto nel frattempo? Semplice: è finito un mondo del credito facile, con il castelletto contabile che trasferiva i margini dei listini di vendita sui rendimenti dei piani finanziari; è finito il concetto canonico di acquisto, “dopato” dalle più svariate forme di Renting/Sharing/PeyperUse che hanno trasformato i listini in canoni; ed è finito il format classico dell’endotermico, sostituito da nuovi paradigmi elettrici ed Ibridi sui quali tuttavia non è così facile applicare un criterio di Benchmark.
L’Elettrico “resetta” l’esperienza di acquisto del Consumatore di massa?
Vi faccio una domanda “Urbi et Orbi”, prendendo in esame uno stesso modello di auto “classica”, ad esempio una “Segmento B” ipotetica: nuova M.Y. ‘24 (Ibrida a benzina) costa 15.000,00 Euro; “Km Zero”2022 GPL e non Ibrida costa – poniamo il caso – 11.000,00 Euro; Usata GPL 2018 è offerta dai Rivenditori a circa 8.500,00 Euro. Per ogni altro Usato di taglio differente ed anzianità progressiva si parte da 7.000,00 Euro in giù.
Domanda accademica: cosa è meglio per Voi? La scelta è Vostra e personale e segue una selezione di opzioni parametriche:
A) Quanto posso spendere?
B) Quale mi è più congeniale ed utile?
C) Quale di queste scelte ha il prezzo più proporzionale al valore?
Su ciascuna Opzione parametrica Voi potete rispondere senza problemi sulla base di esperienza e di competenza maturata in tema endotermico e persino di Ibridi la cui evoluzione e presenza sul mercato europeo parte dalle prime giapponesi pervenute un quarto di secolo fa.
Ora, cambiamo scenario: in campo metto un SUV “pseudo Segmento B” : esiste in versione Full electric M.Y. 2024, compro o Noleggio; esiste in Versione Ibrida ed endotermica nuova, compro o Noleggio a prezzi minori; esiste in Km Zero Ibrida ed Elettrica; esiste anche nell’offerta Usato di tre o quattro anni. Non voglio esporre tabelle di prezzo, perché mi basta segnalare che fin da subito Vi trovate di fronte ad un problema: delle tre opzioni A), B), C) di sopra la Vostra risposta sicura ed obbiettiva sarà solo su: “A) Quanto posso spendere?”.
Sulle altre due opzioni parametriche il Vostro senso di esperienza, di giudizio maturo e di competenza è evidentemente tutto da costruire e si baserà profondamente sulle informazioni di terzi.
E se questo è vero, vuol dire che in questo nuovo prospetto di mercato elettro/Ibrido Voi sarete anche nella difficoltà di fare confronti e “Benchmark”.
Cioè quello che siamo soliti fare da almeno mezzo secolo in Europa quando per definire un’auto di nostra preferenza siamo avvezzi ormai a chiederci : “E’ meglio questa o quell’altra?”
Bene, provate a fare la stessa domanda su due BEV a confronto non derivate dalla medesima piattaforma……E’ovvio che le valutazioni saranno fortemente guidate dal senso di appartenenza, familiarità od identificazione con il Vostro Brand preferito in campo “endotermico”. Ma il Benchmark si ferma qui. O sto forse esagerando nella mia analisi?
Il Benchmark, alla base delle scelte sulle Endotermiche, “scompare” nelle BEV; bene o male?
Siamo stati per anni abituati a scegliere: dalle elementari discendeva il famoso “mele con mele e pere con pere”; e nel mercato Consumer la scelta parametrica “questo è meglio perché quest’altro è peggio” ha guidato gli acquisti di miliardi di consumatori nel mercato “libero” occidentale da mezzo secolo in qua. Anche per il mondo dell’auto. C’era la popolare economica e frugale perché all’opposto c’era l’ammiraglia di lusso. Semplice ed efficace. C’era il “benzina” sportivo contro il Gasolio parsimonioso; c’era la piccola due volumi di famiglia per la città contro la Wagon multiposto o la monovolume. Insomma, nella “biodiversità comparata” il mercato Auto è cresciuto rispondendo ad esigenze personali economiche, funzionali ed edonistiche. Fino alla metà degli anni Novanta.
Poi le “Rate per tutti” ed il Valore di Remarketing ha associato il Gasolio al concetto di investimento, portando le Diesel a sostituzione programmata alla maggioranza assoluta del mercato.
Vincevano tutti, troppi, ed alla fine non vinceva più nessuno. Il Dieselgate, provvidenziale, ha spento questa miccia in corsa verso la bomba, così come un benemerito Crack Lehman ha spento la bomba subprime sui crediti Auto.
Le BEV: un bel “frullato” di antiche consapevolezze?
Ci voleva a questo punto un bel frullato di consapevolezze nella testa dei potenziali Clienti, ed eccola: fine del Diesel, viva le Elettriche, a farci dimenticare i vecchi capisaldi del mercato Endotermico; meglio se in connessione continua e con il miraggio della “teleguida”. Ed ecco i nuovi “Mobility Provider” a farci dimenticare anche il pregresso di identità e di “Family Feeling” con i “vecchi” profili dei Marchi e Brand Auto.
Poi arriva il Covid che cambia il mondo: ristrutturazioni aziendali e riorganizzazioni, nuovo mercato e nuovi Player mondiali, con la Cina prima Nazione per produzione ed export.
La UE 2014/2019 molto attiva sul piano della elettrificazione e del Mobility Providing viene sostituita dalla nuova classe 2019/2024 che porta l’Auto europea sull’altalena e sugli “Stop&Go” su ogni tema.
Nel frattempo nella consapevolezza del mondo Consumer prendono forma alcuni capisaldi: le auto nuove saranno sempre meno disponibili per via dei costi e della scarsità delle materie prime; il loro prezzo salirà e soprattutto non sarà inesorabile il cimitero per le endotermiche. Quello che sarà sempre meno esercitabile, dal consumatore europeo, sarà un criterio di selezione e “Benchmark” sul nuovo.
Ma una cosa soprattutto rimane, da oggi, una certezza: il “Low Cost” che lo vogliate o no, parte da 20.000,00 Euro. Grazie anche alla rivoluzione elettrica.
La nuova Jeep Wagoneer S è un vero mostro con due motori a trazione integrale, la potenza totale supera i 600 CV.
Il crossover elettrico Jeep Wagoneer S ha debuttato due anni fa sotto forma di concept e le prime immagini del modello pronto per la produzione sono state pubblicate all’inizio del 2024. Ora il SUV è stato quasi completamente svelato. Tra l’altro, formalmente, il crossover è considerato la prima Jeep elettrica globale, perché la più giovane Jeep Avenger non è venduta negli Stati Uniti.
La nuova Jeep Wagoneer S è basata sulla piattaforma STLA Large di Stellantis, su cui è costruita, ad esempio, anche la nuova Dodge Charger. La lunghezza del crossover è di 4886 mm (tutte le caratteristiche sono reali per la versione americana), la larghezza di 2123 mm, l’altezza di 1645 mm, il passo di 2870 mm.
In altre parole, in lunghezza supera leggermente il suo principale concorrente, la Tesla Model Y, ma la distanza tra gli assi della Tesla è maggiore. L’altezza da terra della Jeep elettrica Passport è di soli 162 mm. Il coefficiente di resistenza aerodinamica Cd è di 0,29 contro lo 0,23 della Tesla. Tuttavia, è ancora il migliore tra le Jeep.
IL NUOVO DESIGN JEEP
Le caratteristiche del design esterno della Jeep Wagoneer S sono la “griglia del radiatore” concava con fessure familiari, i gruppi ottici stretti, i passaruota squadrati e i fanali posteriori a forma di piatto unico. Il crossover è stato finora presentato in un’unica versione top Launch Edition, con i suoi stessi chip – dischi neri da 20 pollici e una piccola quantità di dettagli cromati esterni.
Nel modello a cinque posti sono presenti ben quattro schermi: il quadro strumenti, i touchscreen centrale e dei passeggeri del sistema multimediale e un touch panel separato, responsabile del controllo del “clima” e di altre funzioni. La Jeep Wagoneer S ha ricevuto anche un volante a due razze. Nell’arsenale dell’allestimento Launch Edition sono presenti l’illuminazione interna d’atmosfera, il riscaldamento e la ventilazione di tutti i sedili, il tetto apribile panoramico, le telecamere, il “sistema di assistenza alla guida attiva” e altri assistenti.
MOTRE E DATI TECNICI
La Jeep Wagoneer S Launch Edition è dotata di trazione integrale a doppio motore, con il motore anteriore in grado di “staccare” per risparmiare energia. La potenza totale è di 608 CV e 837 Nm. È presente un sistema Select-Terrain con modalità Auto, Sand, Snow, Eco e Sport. Il crossover è dotato di una batteria con una capacità di 100,5 kWh. Si dice che l’auto elettrica acceleri da fermo a 97 km/h in 3,4 secondi, mentre la Tesla Model Y Performance lo fa in 3,5 secondi. La Wagoneer S ha un’autonomia di “oltre 483 chilometri” rispetto ai 449 chilometri della Model Y Performance.
Contemporaneamente al crossover elettrico di punta commerciale, il Gruppo Stellantis ha mostrato la Jeep Wagoneer S Trailhawk concept. Non ci sono informazioni sulle prospettive di produzione della show car, ma, a quanto pare, abbiamo un prototipo della futura variante “off-road”. Questo SUV ha un dodger più imponente, portapacchi, gomma da fuoristrada e un salone con solo due schermi (un pannello separato dal tunnel e un touchscreen per il passeggero sono stati rimossi). Inoltre, la Jeep Wagoneer S Trailhawk Concept ha un sistema Select-Terrain integrato con Rock preset, oltre a un blocco elettronico dell’asse posteriore.
Negli Stati Uniti le vendite della Jeep Wagoneer S elettrica inizieranno in autunno. Il prezzo della versione top Launch Edition è già stato annunciato: 71.995 dollari (consegna inclusa). Si tratta di 20.000 dollari in più rispetto alla Tesla Model Y Performance! Tuttavia, in seguito la Wagoneer S avrà versioni più accessibili. Dopo aver conquistato il mercato americano, l’auto elettrica raggiungerà altre regioni.
Qualche settimana fa abbiamo immaginato come sarebbero stati i nuovi prodotti del marchio bavarese senza il “piano superiore” dei gruppi ottici sdoppiati, e ora raffigureremo gli stessi modelli, ma con i fari tradizionali. Questi rendering di Kolesa.ru ci mostrano un lato inedito della gamma BMW. Come l’ultima volta, iniziamo con il crossover X7, che durante il restyling è stato il primo (nell’aprile 2022) della linea di modelli a provare la soluzione di design ormai di moda dei gruppi ottici anteriori. Il rendering mostra non solo una variante con ottica tradizionale, come il parketnik pre restyling, ma proprio realizzata in un nuovo stile.
Anche l’ammiraglia BMW Serie 7, che entra nella gamma BMW pochi giorni dopo la X7, ha subito trasformazioni simili. Inoltre, per un’immagine più tradizionale, sono stati ridisegnati i raccordi del cofano, che ora arrivano fino alle “narici” della griglia del radiatore. La griglia stessa, come in tutti i rendering, è rimasta invariata.
Un altro fiore all’occhiello dell’azienda è il crossover sportivo BMW XM, presentato in anteprima nel settembre 2022. Qui le modifiche sono leggermente diverse: sono i gruppi ottici diurni a essere presi come base, in quanto sono posizionati con successo sotto il bordo orizzontale del cofano. Questi blocchi sono stati ingranditi per ospitare gli elementi degli anabbaglianti e degli abbaglianti; anche le stesse “strisce” di LED sono diventate leggermente più grandi. Nel frattempo, l’altro ieri sono state presentate in anteprima le versioni aggiornate della Serie 3 berlina e station wagon, nonché le versioni sportive della M3. Fortunatamente, per ora mantengono i tradizionali gruppi ottici anteriori.
Con la nuova Voyah Free il colosso cinese Dongfeng arriva ufficialmente in Italia. Nella nuova puntata del podcast Spotify di Autoprove.it metto alla prova Voyah Free in anteprima esclusiva.
La nuova Renault Twingo è pronta a sbarcare sul mercato.
Renault ha deciso di dare continuità alla sua leggendaria e popolare city car.
Alla fine del 2023 è arrivata la notizia. Un modello concettuale molto importante ha fatto irruzione sulla scena. Una concept car che mostrava in anteprima quella che sarebbe diventata la nuova Renault Twingo. Sì, il marchio Twingo non scomparirà e questa utilitaria di segmento A sarà completamente rinnovata. Un cambio generazionale per continuare a competere in una categoria dove la concorrenza è agguerrita. L’annuncio della nuova Twingo elettrica ha suscitato molto interesse. Non c’è da stupirsi, considerando la storia di questo modello e i numerosi successi ottenuti nei suoi tre decenni di commercializzazione. Negli ultimi mesi si è ipotizzato che Renault possa stringere un’alleanza strategica con Volkswagen per sviluppare la nuova Twingo e che, allo stesso tempo, la casa automobilistica tedesca dia vita alla nuova Volkswagen ID.1 per continuare l’eredità della defunta elettrica Volkswagen up! L’alleanza tra due giganti dell’industria automobilistica europea sembrava essere sulla buona strada. Tuttavia, circa quindici giorni fa si è saputo che l’alleanza tra Volkswagen e Renault è crollata. Tuttavia, questo non significa che la ID.1 e la Twingo siano state dimenticate. Entrambi i progetti continuano a essere portati avanti, anche se i marchi prenderanno strade diverse.
DATI TECNICI
Renault si è mossa. Dopo aver interrotto ogni possibilità di collaborazione con Volkswagen, la casa automobilistica francese sta cercando un nuovo partner nella lontana Cina. Lo ha confermato un portavoce di Renault in una recente dichiarazione riportata da Autonews: “Lo sviluppo della vettura sarà portato avanti con un partner cinese per migliorare i tempi e i costi di sviluppo”. È importante ricordare che la stessa Renault ha assicurato che la nuova Twingo elettrica arriverà sul mercato nel 2026. Ampere, la divisione veicoli elettrici del Gruppo Renault, non ha molto tempo per affrontare l’intero processo di sviluppo. Tuttavia, se i produttori cinesi specializzati in veicoli elettrici hanno dimostrato qualcosa, è che sono in grado di completare il lavoro in tempi record. Renault Twingo Concept – vista laterale La nuova Renault Twingo elettrica sarà sviluppata con un partner cinese. Renault Twingo 2026, un’auto elettrica economica a meno di 20.000 euro Un portavoce della casa francese ha sottolineato che la progettazione della nuova Twingo viene effettuata in Francia e che la produzione del veicolo avverrà in Europa. Un modello che, se tutto va secondo i piani, sarà in vendita a meno di 20.000 euro. Ciò che non è del tutto chiaro è se il partner cinese con cui il Gruppo Renault sta già lavorando trarrà vantaggio dallo sviluppo della nuova Twingo per poter vendere una propria versione di questo modello in Cina. Non è da esclude
Se siete interessati ad acquistare la Volkswagen Golf GTI aggiornata, dovrete aspettare a lungo. Il marchio tedesco ha avviato il lancio di questa versione sportiva sul mercato europeo, anche se il prezzo per l’Italia non è ancora noto. Questo è il momento ideale per Volkswagen per presentare quella che è ufficialmente la versione più potente di questo modello nei suoi cinquant’anni di storia.
Un degno omaggio a un modello che è diventato un punto di riferimento e che ha costretto Mercedes e BMW a darsi una mossa con le rispettive compatte per non perdere un treno pieno di passeggeri che amano la sportività assoluta. Ma la nuova Volkswagen Golf GTI Clubsport fa un ulteriore passo avanti, trasformando l’ammiraglia del marchio tedesco nella compatta a trazione anteriore più potente e veloce della sua categoria.
La nuova Volkswagen Golf GTI Clubsport eredita il look più moderno della Golf, ma rafforzato da una personalità più aggressiva. I suoi fari più sottili sono dotati di un’avanzata tecnologia di illuminazione Full LED Plus: niente di nuovo, se non si guarda più da vicino la fascia paraurti. Le alette laterali di ingresso dell’aria sono più grandi e puntano verso l’interno con la loro forma a freccia, verniciata in nero lucido come la maglia decorativa della griglia.
OLTRE LA GTI
Nella parte posteriore, lo spoiler sul cofano del bagagliaio è più pronunciato, aperto attraverso il tetto e anch’esso verniciato in nero lucido, mentre un altro dettaglio differenziante è l’impianto di scarico con due terminali, uno su entrambi i lati del diffusore aerodinamico. I clienti possono scegliere un impianto di scarico normale o l’impianto di scarico Akrapovič. Nel mezzo, questa nuova Clubsport è dotata di cerchi in lega da 19 pollici di serie, oppure dello stesso diametro ma forgiati con un sovrapprezzo.
All’interno, l’essenza è la stessa della nuova, con una strumentazione “Digital Cockpit Pro” da 10,2 pollici e un touchscreen da 12,9 pollici sopra la console centrale dotato dell’assistente vocale ChatGPT. Il volante multifunzione presenta marcature delle zone di aderenza e palette del cambio in alluminio – lo stesso materiale dei pedali – e sedili sportivi con poggiatesta integrati, riscaldati e climatizzati, oltre a dettagli in vero carbonio.
Ma ciò che rende speciale la nuova Golf GTI Clubsport è senza dubbio il suo motore TSI da 1,0 litri, che colma il divario con la prossima Golf R, non ancora presentata. La potenza massima di 300 CV rende la GTI l’auto a trazione anteriore più potente della storia, abbinata al cambio automatico DSG a sette rapporti, che garantisce prestazioni spettacolari.
DATI TECNICI E PRESTAZIONI
Per mostrarvi le differenze, vi proponiamo di seguito un confronto con le prestazioni della nuova Volkswagen Golf GTI: Motore 2.0 TSI 2.0 TSI Potenza / Coppia 300 CV / 400 Nm 265 CV / 370 Nm Cambio Aut. 7v Aut. 7v 0-100 km/h 5,6 s 5,9 s V. Max. 250 km/h 250 km/h / 265 km/h Trazione Trazione anteriore Trazione anteriore
La nuova Golf GTI Clubsport ha un assetto più orientato alla pista. Il fatto che si tratti di una trazione anteriore non la esime dall’avere un differenziale autobloccante sull’asse anteriore e una sospensione adattiva che tiene conto degli interventi su sterzo, frenata e accelerazione reagendo immediatamente alle variazioni su ciascuna ruota e regolando contemporaneamente la rigidità di tutti e quattro gli ammortizzatori. Volkswagen annuncia la nuova Golf R su ghiaccio e neve, il top di gamma della compatta tedesca arriverà nel 2025 più aggressiva e veloce. Ma non solo, perché il suo sterzo progressivo, dotato di motore elettrico, è un’eredità della Bugatti Chiron Pur Sport, con un minore sforzo nelle manovre e un rapporto più diretto e dinamico nei tratti curvilinei.
I proprietari potranno selezionare la modalità di regolazione che preferiscono tra “Eco”, “Comfort”, “Sport”, “Individual” e “Special”. La prima e la seconda sono impostate per il comfort, la terza per l’agilità riducendo il rollio, la quarta è personalizzabile e la quinta è messa a punto per offrire prestazioni da corsa su misura per le esigenti specifiche di un circuito come il Nürburgring, in modo da poter avere un’idea di quanto sarà divertente.
I prezzi non sono stati annunciati ma, viste le caratteristiche, siamo certi che penserete seriamente se valga la pena ordinare la nuova Golf GTI o aspettare qualche mese per il lancio della Clubsport.