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Nuova Denza Z9 GT 2025: Dati Tecnici e Foto

La nuova Denza Z9 GT promette uno stile unico.

Non è un segreto che la Cina abbia deciso di conquistare il mercato. La sua industria automobilistica si è risvegliata e le sue auto stanno attirando l’attenzione di tutto il mondo. Anche se per ora sono poche le auto che osano uscire dai confini del Paese, quelle che escono suscitano la curiosità di un numero sempre maggiore di clienti. La Denza Z9 GT promette di gettare le basi per l’arrivo in Europa di una berlina elettrificata in grado di tenere testa a qualsiasi marchio classico, da BMW a Mercedes passando per Tesla.

Denza non è un marchio cinese qualsiasi. È stata fondata nel 2010 e, sebbene abbia sede nella grande città di Shenzhen, l’azienda è il risultato di un’alleanza tra Daimler e BYD. Una società 50:50 che promette di unire il meglio di due mondi. Da un lato la tecnologia e l’immediatezza della Cina, dall’altro la qualità e l’esperienza di un marchio europeo come Daimler, proprietario di Mercedes. Denza ha già annunciato piani per elettrificare il Vecchio Continente, ma la sua nuova presentazione è a dir poco spettacolare.

DESIGN E NON SOLO

La vista posteriore è sorprendente della Denza Z9 GT. Ha un design molto strano per il segmento E europeo.

È evidente che si tratta di una berlina dalle grandi proporzioni e dalle linee poco tradizionali. Il frontale è affilato e slanciato, mentre il posteriore è arrotondato. Si potrebbe definire una Shooting Brake o una fastback. È difficile da definire. In termini di dimensioni, la Z9 rientra nella categoria delle grandi berline: misura 5,18 metri di lunghezza, 2 metri di larghezza e 1,5 metri di altezza, con un passo di 3,12 metri. Tra le sue rivali figurano modelli come la BMW Serie 7/i7, la Mercedes Classe S/EQS e la Tesla Model S Plaid. Prodotti che non possono assolutamente essere definiti economici o popolari.
Da qualche settimana, Denza sta dando piccole anticipazioni sulla sua prossima creatura. Già all’ultimo Salone dell’Auto di Ginevra ha fatto scalpore per i suoi progetti europei e per i suoi primi modelli nella regione. Il primo ad arrivare sarà la Denza D9, una monovolume plug-in che nella sua versione 100% elettrica promette fino a 620 chilometri di autonomia (ciclo CLTC) e una capacità di ricarica in grado di recuperare 230 chilometri di autonomia in 15 minuti. Il secondo modello in arrivo sarà il Denza N7, un SUV che può già essere considerato un successo in Cina, avendo ricevuto più di 24.000 ordini nel suo primo mese di vita. Sarà disponibile solo in versione elettrica con un’autonomia WLTP stimata fino a 560 chilometri.

DATI TECNICI E MOTORI

La nuova Denza Z9 GT promette di sbalordire. È stata appena presentata in Cina in due possibili versioni, BEV e PHEV. Il modello elettrico è dotato di tre motori, due sull’asse posteriore e uno su quello anteriore. Le specifiche tecniche annunciano una potenza massima di 952 CV e una velocità massima di 240 km/h (150 mph). Non sono state specificate né le dimensioni della batteria né l’autonomia ufficiale, ma è stata descritta una gamma completa di equipaggiamenti, compresi dettagli incredibili come un frigorifero nell’abitacolo, un radar LiDAR all’avanguardia e sedili anteriori a gravità zero. I sedili posteriori sono climatizzati e massaggianti.

Per quanto riguarda l’ibrido plug-in, la Denza Z9 GT è alimentata da un motore a benzina da due litri e da tre motori elettrici alimentati da una batteria BYD con capacità di 38,51 kWh. La combinazione sviluppa una potenza massima combinata di 858 CV, una velocità massima di 230 km/h e un’autonomia puramente elettrica di 161 chilometri nel ciclo WLTP. Non sono stati annunciati prezzi, ma si prevede che i prezzi cinesi partano da circa 70-80 mila euro al cambio. Sarà lanciata prima in Cina e dovrebbe arrivare in Europa a metà del prossimo anno.

Nuova Mazda MX-5 2024: addio al 2.0

La nuova Mazda MX-5 2024 di unica al motore più potente. Il motivo dell’abbandono del motore da 2,0 litri è da ricercare nei nuovi standard di emissione più severi.

Mazda produce la MX-5 a due porte dal 1989, con l’attuale quarta generazione arrivata nel 2014 (Roadster, Miata e MX-5 Miata in alcuni mercati). In precedenza abbiamo riferito che il modello è stato aggiornato per l’anno in corso: prima è arrivata la variante per il mercato domestico, poi la versione europea e successivamente anche la roadster americana è stata rinfrescata. Ora ci sono informazioni sulle modifiche alla gamma di motori della “vecchia scuola” MX-5.

Nella foto: l’attuale Mazda MX-5 roadster (per il mercato europeo)
Il marchio giapponese è stato costretto ad abbandonare il motore da 2,0 litri per la sua roadster venduta in Europa a causa delle più severe normative sulle emissioni. La notizia arriva da Motor1.com facendo riferimento ai rappresentanti degli uffici e dei concessionari dell’azienda in Italia, Croazia e Romania.

Secondo le fonti, ora gli europei non potranno più ordinare una nuova Mazda MX-5 roadster con motore da 2,0 litri, anche se alcuni concessionari hanno ancora queste auto in magazzino. Inoltre, è stato riferito che è ancora possibile acquistare una variante con questa “imbottitura” nel Regno Unito (uscito dall’Unione Europea all’inizio del 2020).

DATI TECNICI

Il motore Skyactive-G a quattro cilindri da 2,0 litri, con una potenza di 184 CV e una coppia massima di 205 Nm, è stato ritirato in Europa. Questo motore è abbinato a un cambio manuale a sei rapporti. Tra l’altro, questo è l’unico “ripieno” per la roadster Mazda negli Stati Uniti.

Ora, nel mercato del “Vecchio Mondo”, la due porte può essere acquistata solo con un motore più giovane: si tratta di un motore atmosferico da 1,5 litri con 132 CV (152 Nm). Funziona anche in un set con 6KMP. È noto che il volume di emissioni nelle auto con il motore di base è di 142 g/km, mentre nelle auto con motore da 2,0 litri è di 153 g/km.
Secondo il sito ufficiale di Mazda in Germania (uno dei maggiori mercati europei), la MX-5 con un motore più potente è ancora in vendita. Il suo prezzo qui parte da 37.790 euro, mentre per la variante entry-level si chiedono non meno di 33.190 euro.
Ricordiamo che ora la casa giapponese è impegnata nello sviluppo della Mazda MX-5 di nuova generazione. Si presume che la novità sarà creata sulla base della concept Iconic SP, presentata lo scorso autunno a Tokyo nell’ambito del Japan Mobility Show. Una delle caratteristiche principali della show car è la sua tecnologia ibrida: si basa su un motore a pistoni rotanti a due sezioni montato al centro della vettura. Il numero di giri ruota il generatore, che produce elettricità e la immagazzina in una batteria per alimentare il motore elettrico. La potenza dichiarata di questo sistema è di 370 CV con un peso a vuoto di 1.450 kg.

Tutte le domande sull’Auto europea che non avreste mai pensato di fare

Quali sono le domande più scomode e insidiose che e si possono ad oggi porre sulle auto europee? In questo articolo proviamo a dare una risposta nel dettaglio. 

1) La UE ci difende con i Dazi dalle BEV cinesi, o finora le ha rese più pericolose?

La questione Superdazi sulle BEV cinesi, ed in generale la fragilità dimensionale dei Marchi europei rispetto al rischio invasione da Asia, Cina e India ha distratto l’Opinione pubblica da un quesito: cosa ha reso improvvisamente pericolose ed importanti allo stesso tempo le BEV cinesi? Semplicemente la sensazione nel consumatore europeo non vi sia alternativa possibile alla mobilità elettrica visto il bombardamento suicida della UE sul motore endotermico (vero fiore all’occhiello della presenza europea nel mondo) e l’assenza di una piattaforma europea dell’elettrico capace di essere davvero competitiva e concorrenziale con i paradisi asiatici e indiani della filosofia BEV. Dunque finchè, per idiozia od interessi tutti da chiarire nella loro legittimità, la politica europea non porterà di nuovo il motore endotermico al rango di interlocutore alternativo all’elettrico puro con l’Ibridazione in serie e con le alimentazioni alternative, le BEV cinesi saranno l’unica soluzione percorribile per il consumatore europeo.

2) I Dazi sono una garanzia per le regole di concorrenza, ed un vantaggio per i consumatori?

No, sono una iniziativa debole di una politica debole. Un mio vecchio zio era solito dire che le poltrone si occupano con la testa e non con i glutei, e questo slogan andrebbe recapitato a Bruxelles. I Dazi ripeteranno in peggio quel che è capitato mezzo secolo fa nella guerra commerciale eurogiapponese sulle moto: il Giappone aggirò i dazi impiantando Stabilimenti in Italia, Grecia, Inghilterra ed altri Paesi aderenti alla CEE, ed in 15 anni dominarono la ridicola concorrenza europea che non veniva in nessun modo assistita dall’Europa al contrario di quel che faceva il Governo di Tokyo. La stessa cosa accadrà con le BEV cinesi: i Costruttori si insedieranno in Europa con linee di produzione prese tal quali dalla Cina, operando tuttavia un markup di prezzo legato ai maggiori costi industriali rispetto alla mera importazione senza Dazi. La cosa si estendera’ ai rapporti di costruzione su licenza od alle JV tipo LeapMotor/Stellantis creando in pochi anni un microcosmo di modelli pseudo cinesi che saranno semplicemente più cari essendo prodotte nominalmente in Europa. E dunque per tutelare una concorrenza inesistente la Commissione farà semplicemente pagare le BEV cinesi più di quanto sarebbe accaduto in un regime privo di sanzioni.

3) Si rischia un cartello tra Brand Automotive sui prezzi di base delle “BEV”?

Certamente, e non è solo e non è più semplicemente un rischio: forse questo cartello, culturalmente e ideologicamente esiste già ancora prima che siano lanciati sul mercato nuovi modelli BEV “Entry Level”: è un “filone” alimentato dalle tante e troppe dichiarazioni preventive di tutti i Costruttori all’unisono (nonostante la apparente concorrenzialità) che abbattono il miraggio di auto Low Cost elettriche molto inferiori ai ventimila Euro; è un fenomeno legato alla nuova segmentazione del mercato BEV che sotto determinate soglie e modelli propone direttamente soluzioni di Renting e Sharing invece che un prezzo di Listino, oppure offre direttamente le Km Zero piuttosto che il nuovo.

L’ipotesi che si abbiano modelli concorrenti tra loro con soglie di accesso quasi fotocopia è un rischio però per il consumatore destinato a pagare importi elevati per l’assenza di soluzioni alternative. Questo a meno che la Commissione ed il Parlamento non procedano ad una revisione drastica dell’eutanasia decretata per i motori endotermici.

4) Le BEV cinesi soggette a Dazi per contributi illegittimi in Europa saranno ecoincentivabili?

E’ l’ulteriore assurdità della strategia demenziale della Commissione in tema di Dazi ed agevolazioni: Quelli che il Governo cinese dispensa direttamente ai Costruttori locali sono sostegni pubblici “a monte” della catena produttiva. Ma esiste una ragionevolezza giuridica per negare che gli ecoincentivi dispensati dai Governi nazionali dentro la UE possano essere ritenuti sostegni pubblici “a valle” del workflow di vendita? Seppur tematici e motivati, sono contributi che abbattono artificialmente il prezzo di acquisto, non di listino, dell’auto incentivata. 

5) La Cina ha un reale interesse ad invadere l’Europa con le sue auto?

Bella domanda: Vi rispondo così; quando nel 2009 in tutta Europa scoppiarono i primi effetti del Crack Lehman e la prima beatificazione delle auto elettriche, la indiana Tata (appena acquistate Jaguar e Land Rover, dunque ben presente in tutte le piazze commerciali d’Occidente) presentò la full electric “Nano”. Misure e allestimento da Citycar quattro posti, omologazione europea ed EuroNcap ottenuta. Prezzo in casa 1.500,00 Euro (!!!! Esatto, mille e 500 euro). Portata in Europa, e venduta a cifre a partire da novemila Euro avrebbe consentito un ricarico ed un margine colossali, restando persino concorrente di piccole BEV come Citroen C-Zero, DR1 e Renault Twizy. E di certo l’ambiente e l’opinione pubblica favorevole all’epoca c’erano tutti. Cosa ha fatto desistere la Tata da una operazione a costo zero e dal rischio minimo? Cosa ha generato una moria di soluzioni “Entry Level” e “Low Cost” (non ultima la Dacia Spring) che hanno rapidamente fatto rotta contraria quando il prezzo di offerta si è pericolosamente portato alle soglie di acquisto di un buon endotermico nuovo? Ve lo dico io: la volontà di non tagliare del tutto via dal mercato l’eventuale opzione “di salvaguardia” proprio per le alternative endotermiche “pure” o Hybrid. Pertanto, la prima risposta è che un sistema produttivo come la Cina vede in primo luogo l’opportunità di soddisfare una domanda interna già pari al volume del venduto annuo in tutta Europa ma in continua crescita. Ed in assenza di domanda forte nel Vecchio Continente è tutto da vedere se i Brand cinesi avranno voglia di investire in massa in stabilimenti produttivi europei. Al massimo potranno avviare rapporti su licenza.

6) La Cina può essere concorrente dei Brand europei sull’Endotermico?

Ma non scherziamo neppure: solo il Giappone, e per determinate soluzioni e architetture tecnologiche, può oggi impensierire la storia e la classe dei Brand europei in tema di motore classico. Nessuno può competere con la progettazione, la metallurgia e la subfornitura dei Distretti europei, e poi anche se la Cina può opporre prezzi di partenza inferiori dovrebbe comunque adeguare la sua produzione allo Step Euro VII e garantire un servizio di Post vendita concorrenziale a quello continentale. Non è mai avvenuto, un motivo ci deve pur essere.

7) Quanto è concreta la diffusione di massa delle auto “BEV” in Europa?

Questo è un falso problema, ma si può e si potrà parlare di un uso diffuso della mobilità Z.E. anche con quote prevedibili di massimo il 10/12% di auto elettriche in Europa: basta proiettare al futuro prossimo la serie di supporti e di azioni possibili con Sharing e Pooling, e con i supporti di mobilità “micro”, “Smart”, “Urban” (Quadricicli, E-scooter, etc…) di cui ci doteremo “on demand” e per utilizzi specifici; dunque sembra difficile che, con l’assenza di una leva del prezzo basso, vi possa essere una invasione di BEV maggioritarie in volumi e unità su un Parco circolante di 160 milioni di pezzi nei confini europei.

8) Noi europei stiamo “finanziando” l’ingresso dei Brand continentali nei mercati emergenti?

Strano mondo, l’Europa, per il mondo Auto: da quando è nata l’Unione – nel 1992 – i confini comunitari sono sempre costantemente cresciuti (siamo passati dai sei Paesi fondatori della prima Unione politica postbellica, ai Dodici firmatari di Maastricht, ed oggi dopo aver raggiunto quota 27 inizia una ipotesi di trattativa con l’Ucraina) ma il volume di auto prodotte negli Stabilimenti interni alla UE è progressivamente calato e in proporzione i numeri medi “procapite” di produzione annuale è oggi letteralmente dimezzata rispetto a 30 anni fa. Di certo i Brand europei dichiarano situazioni di criticità o di quasi defalt solo nel vecchio Contiente, mentre in Cina ed Asia, come nelle aree a basso costo produttivo continuano ad investire. Andate a contabilizzare le spese di un qualunque Gruppo europeo in stabilimenti produttivi in Brasile, Uruguay, Messico, Canada, Marocco, Taiwan, etc. e misurate la situazione di disinvestimento ed esuberi nei siti produttivi della vecchia Europa…….

Contemporaneamente è cresciuto il volume di importazione di auto dai confini extraeuropei, riducendo la simbolica “autosufficienza” che pemetteva alla ex CEE di poter soddisfare con il proprio prodotto interno automobilistico l’85% di domanda.

Tutto questo potrebbe sembrare insensato, se si aggiunge che i Marchi europei “canonici” ed in alcuni casi storici del vecchio Continente hanno aumentato la loro quota produttiva di Gamma sovraimpegnando i propri Stabilimenti in Asia, Turchia, Sudamerica, NordAfrica, ed aree extraeuropee; e che, per corollario, la produzione auto nel mondo lungo quaranta anni è stata in alcune Stagioni praticamente triplicata rispetto ai dati di metà/fine anni Ottanta.

Altra riflessione “curiosa”: alcuni Gruppi Europei lungo i trent’anni di evoluzione comunitaria sono arrivati a volumi annui complessivi straordinari, in alcuni casi avvicinandosi a cifre a quattro zeri, elemento che attesta la loro piena convergenza sul mercato mondiale esteso, al punto da poter ribadire quello che già da qualche tempo si ripete convenzionalmente: la identità o la corrispondenza di un Marchio o di un Gruppo Internazionale con la nazione (storica) di origine ormai lascia il tempo che trova, e forse tra non molti anni cominceremo a ritenere le c.d. “Sedi Legali” delle presenza più giuridico/amministrative che collegamento tra un Marchio e le sue radici: del resto, proprio noi italiani con FCA (Fiat) siamo testimoni di questo, visti i trasferimenti di Sede dell’ormai ex Capogruppo torinese. 

Di fronte a questa “globalizzazione” (in cui se ci fate caso non si sente praticamente più parlare di “Produttori” americani ma di mercato statunitense) il confronto si è radicalizzato tra “Brand Europei” e “Marchi cinesi” con un unico tema in dibattito: la richiesta cadenzata e costante da parte dei “Brand europei” di aiuti all’Unione Europea, chiamata in causa in quanto “casa” degli stessi Marchi.

Ma su questo tema torniamo alla risposta fatta per le prime domande di sopra.

Riccardo Bellumori

Nuova Skoda Elroq 2025: Rendering Totale

La nuova Skoda Elroq proporrà uno stile assolutamente innovativo in un formato compatto e di sicuro successo.

All’inizio di questa settimana, l’azienda ceca ha diffuso nuovi teaser dell’imminente novità, grazie ai quali gli amici di Kolesa.ru hanno creato questi rendering.

Le prime informazioni sul rinnovamento della gamma di modelli Skoda sono apparse la scorsa primavera, quando è stato annunciato, tra gli altri, il crossover compatto con il nuovo nome Elroq. E pochi giorni fa sono state pubblicate le foto di prototipi camuffati, che permettono di considerare le caratteristiche principali dell’aspetto del modello. A proposito. Nella stessa azienda, la novità è considerata un’alternativa al crossover Skoda Karoq, molto popolare in Europa.
La cosa più interessante è la parte anteriore della vettura, che non è simile a nessun altro modello Skoda. Qui è stato realizzato secondo l’ultima moda dell’ottica frontale “a due piani”: lungo il bordo del cofano ci sono quattro tratti di luci di marcia a LED su ciascun lato, e i blocchi principali dei fari sono incorporati nel paraurti. Tra i segmenti superiori sono state realizzate una sorta di “tacche”, anch’esse illuminate.

Il logo del marchio sul cofano è ora realizzato sotto forma di lettere e non di un emblema rotondo come su tutte le altre Skoda.

DATI TECNICI E MOTORI

Lateralmente, la Skoda Elroq assomiglia ad altri modelli del marchio, e alcuni dettagli (connettore del cofano con un inserto decorativo, specchietti, intagli arrotondati sopra i passaruota) sono più simili a un altro modello elettrico dell’azienda – un crossover più grande Enyaq. Anche nella parte posteriore non ci sono particolari rivelazioni, ci sono i tradizionali fari Skoda con una nicchia per la targa situata tra di essi, e solo le caratteristiche tacche del paraurti e del cofano del bagagliaio sono interessanti.
Il nuovo crossover sarà costruito sulla piattaforma MEB di Volkswagen, già utilizzata dalla già citata Enyaq.

Il modello avrà quattro versioni, la Elroq 50 di base è dotata di un motore elettrico da 170 cavalli sull’asse posteriore e di una batteria con una capacità di 55 kWh. Skoda Elroq 60 offre un motore da 204 CV e una batteria da 63 kWh, Elroq 85 – motore elettrico da 285 CV sull’asse posteriore con batteria da 82 kWh. Infine, la versione top di gamma la Skoda Elroq 85x che avrà una trazione integrale a due motori, con una potenza totale di 299 CV. Per quanto riguarda le dimensioni, si prevede una lunghezza di 4,5 metri e un passo di circa 2,77 metri.

La nuova Skoda Elroq arriverà sul mercato entro la fine dell’anno.

Nuova Audi Q3 Sportback 2025: Rendering

La nuova Audi Q3 Sportback beneficerà a breve di un vero e proprio salto generazionale.

Questi rendering di Largus.fr ci permettono di dare uno sguardo in anteprima alla prossima Audi Q3 Sportback.
Come cugina tecnica dell’ultima VW Tiguan e della futura Cupra Terramar, la prossima Q3 beneficerà della stessa piattaforma MQB EVO. La piattaforma è “ecocompatibile”, in quanto potrà ospitare motori micro-ibridi e ibridi plug-in.
La nuova Audi Q3 Sportback dovrebbe utilizzare gli stessi motori della Volkswagen, con due microibridi 1.5 e-TSI 48V da 130 e 150 CV, due 1.5 eHybrid PHEV da 204 e 272 CV e due diesel TDI da 150 e 193 CV. Tutti questi motori saranno disponibili solo con un cambio automatico S tronic a sette rapporti (sei per le versioni 1.5 eHybrid). L’unica grande incognita è se verrà mantenuto o meno il 5 cilindri turbo 2.5 da 400 CV che equipaggia l’attuale variante della RS Q3. E se questa versione sarà rinnovata.

Rendering l’Argus.fr

STILE COUPÉ E NON SOLO

A differenza della sua rivale, la BMW X2, la prossima Q3 non offrirà una versione 100% elettrica. Per Audi, “tutta la batteria” è il business della gamma e-tron. Ma con un’autonomia elettrica compresa tra 110 e 128 CV, la nuova Q3 eHybrid PHEV farà già meglio del modello attuale, che promette solo 50 km senza benzina.
Tra la prima generazione della Q3 (2011 – 2018) e quella attuale, il cambiamento di stile è stato piuttosto evidente. Una mossa sorprendentemente audace da parte di Audi, più abituata a sviluppi morbidi.

Per questa terza generazione , il produttore sembra essere tornato alle sue abitudini, almeno se guardiamo solo il profilo. Nella parte anteriore si nota subito la nuova firma luminosa a doppio stadio. Nella parte superiore, l’Audi guadagna luci diurne molto sottili e, ai lati del paraurti, gruppi ottici squadrati incastonati in grandi cornici.

La griglia del radiatore, leggermente più spigolosa, si estende orizzontalmente ma è leggermente più bassa per ospitare prese d’aria più grandi nella parte inferiore e un cofano più spiovente, ma sempre ben sagomato, nella parte superiore.
Rispetto alla Q3 “classica”, la Sportback acquista uno stile più sportivo grazie al tetto spiovente e al portellone posteriore fortemente inclinato.
Le dimensioni rimarranno invariate (4,50 m di lunghezza) e lo stile complessivo sarà mantenuto. Tuttavia, la nuova Q3 Sportback sarà caratterizzata da una nuova firma luminosa.
Le dimensioni dell’auto rimarranno invariate (4,50 m di lunghezza) e lo stile complessivo sarà mantenuto. Ma la nuova Q3 Sportback avrà una nuova firma luminosa.
Il design di L’argus/oufti
In Italia l’Audi Q3 Sportback è stata più popolare della Q3 “classica”. È quindi un’occasione per vedere che il nuovo modello manterrà lo stesso profilo sportivo, tipicamente Sportback, con un tetto spiovente, un piccolo lunotto che sale verso il montante posteriore fortemente inclinato e fianchi scolpiti. Sono tutti accorgimenti di design che aggiungono dinamismo alle linee. In termini di dimensioni, la tedesca non dovrebbe allungarsi ulteriormente, rimanendo lunga 4,50 metri.

Al posteriore, è ancora una volta la firma luminosa a catturare l’attenzione, con nuovi gruppi ottici a forma di croce collegati da una sottile linea luminosa. Nelle versioni più sportive, lo spoiler integrato nel cofano del bagagliaio può essere sormontato da una sottile lama nera.

GLI INTERNI

L’utilizzo della piattaforma MQB EVO modernizzerà anche l’abitacolo dell’Audi Q3. E questo è un vero vantaggio, perché quello attuale, che risale alla fine del 2018, è un po’ invecchiato. Con l’arrivo di schermi touchscreen più grandi (12,9 o 15 pollici a seconda del livello di allestimento, rispetto agli attuali 10,1 pollici) e di un quadro strumenti completamente digitale a partire dalla gamma entry-level, la Q3 si aggiornerà. Anche un look più contemporaneo e una qualità di assemblaggio che speriamo sia degna degli standard Audi dovrebbero giocare a favore di questa nuova opera. Infine, in termini di spazio interno, la Q3 Sportback dovrebbe essere accogliente come sempre, soprattutto perché i sedili posteriori scorrevoli saranno ancora presenti.
La nuova Volkswagen Tiguan darà alla prossima Q3 il suo grande schermo touch screen (15″ al massimo), rispetto ai soli 10,1″ del modello attuale.
La nuova Tiguan darà alla prossima Q3 il suo grande schermo touchscreen (15” al massimo), rispetto ai soli 10,1” del modello attuale.
Attualmente disponibile a partire da 43.215 euro con motore 35 TFSI da 150 CV e cambio manuale a sei marce, la Q3 Sportback rischia di gonfiare seriamente il cartellino del prezzo. Questo rincaro è giustificato dall’arrivo, all’inizio della gamma, di un’unità micro-ibrida da 48V abbinata a un cambio automatico. Per non parlare dell’equipaggiamento ammodernato e del look aggiornato. In attesa dei prezzi ufficiali, possiamo scommettere su un prezzo di ingresso di circa 46.000 euro.

I segreti del motore ibrido E-Power [VIDEO]

La Nissan Qashqai con la sua tecnologia ibrida E-Power è un punto di riferimento tra i C-SUV.

Ecco tutti i segreti del motore che permette di toccare i 20km/l.

Nuova Toyota Crown Sport 2025: il Rendering

La nuova Toyota Crown Sport aprirà un capitolo ad alte prestazioni.

Si dice che Gazoo Racing sia al lavoro su una versione ad alte prestazioni del crossover Toyota Crown. E se invece si dedicassero alla Crown Sport? Ecco l’artista digitale Theottle, che ha scatenato il trattamento GR completo sul SUV. Il risultato? Un design accattivante che reimmagina la Crown Sport come una hyper hatch dalla presenza innegabile.

Il rendering digitale è iniziato prendendo in prestito il paraurti e i parafanghi anteriori dalla Toyota GR Yaris aggiornata. Le prese d’aria più grandi si adattano perfettamente al SUV Crown, mentre un paio di branchie laterali aggiungono un ulteriore tocco di aggressività.

Il profilo è stato aggiornato con un nuovo set di cerchi in lega con pinze dei freni rosse e parafanghi posteriori più larghi provenienti dalla Toyota GR Corolla.
Nella parte posteriore, il designer indipendente ha aggiunto un massiccio alettone sul tetto, che non ha l’aria di ricevere il via libera per la produzione. In ogni caso, è completato da un diffusore, da una terza luce freno in stile F1 e da doppi terminali di scarico integrati nel paraurti posteriore rivisto.

IL DESIGN SENZA COMPROMESSI

La Toyota Crown Sport è stata spesso paragonata a una Ferrari Purosangue economica giapponese, per via di alcune somiglianze nel design esterno. Di conseguenza, questo rendering immaginario potrebbe essere l’approssimazione più vicina a un sosia della Purosangue in versione rally che potremmo mai vedere.

Se Toyota dovesse produrre una GR Crown Sport, l’aerodinamica aggressiva si accompagnerebbe senza dubbio a una configurazione del telaio più orientata alla pista e a un motore più potente. Attualmente, la motorizzazione più potente disponibile per la Toyota Crown Sport in Giappone è la PHEV, che eroga 302 CV (225 kW / 306 PS) insieme al sistema di trazione integrale elettrica E-Four di serie.

Resta da vedere se qualche modello della serie allargata Crown riceverà mai l’emblema GR e quali mercati avranno il privilegio di goderne.

Nuovo Mitsubishi Pajero 2025: il Rendering

All’inizio di quest’anno, abbiamo riferito che il Mitsubishi Pajero potrebbe tornare in auge nel 2027. Diverse informazioni provenienti dal Giappone che indicano che potrebbe essere caratterizzato da un tocco di lusso per competere con la Range Rover. Le stesse fonti suggeriscono che l’iconico fuoristrada sarà reintrodotto come SUV ibrido plug-in di fascia alta, basato sulla piattaforma dell’Outlander.

Sebbene ci si chieda se gli acquirenti saranno disposti a investire in una Mitsubishi glorificata, il suo arrivo non potrà avvenire tanto presto. La casa automobilistica giapponese, a parte l’Outlander e la nuova Triton, ha una linea invecchiata che potrebbe trarre grande giovamento da un’iniezione di vitalità.

Il rendering in copertina di Carscoops.com rendono immediatamente riconoscibile con il suo volto ispirato all’Outlander e l’estetica del tetto flottante. Ciò che lo differenzia dal SUV più piccolo sono le proporzioni. È alto, con una maggiore altezza da terra e una linea del cofano più alta che scende bruscamente verso il basso, ricordando i vecchi camion Dodge Ram.

Le sottili luci diurne a LED sono posizionate sopra gli intarsi geometrici che circondano i fari principali. Il paraurti inferiore è stato progettato per migliorare gli angoli di approccio al fuoristrada. Il profilo laterale dinamico è caratterizzato da porte smerlate, montanti oscurati e modanature dei passaruota, che contribuiscono a creare un aspetto moderno ed elegante.

Nella parte posteriore, il veicolo vanta un gruppo ottico posteriore a forma di T a tutta larghezza e un portellone posteriore sdoppiato con una sezione in vetro separata per un comodo accesso.
Certo, l’attuale Outlander può già presentarsi bene negli allestimenti di alta gamma, quindi il Mitsubishi Pajero ha il potenziale per elevarsi ulteriormente. Il rendering combina lo stile robusto degli esterni con finiture lussuose e tecnologia all’avanguardia. La plancia rivestita in pelle presenta un design a più livelli con prese d’aria verticali e un touchscreen posizionato in basso, che migliora l’estetica complessiva.
Il Pajero vanterà dimensioni interne maggiori rispetto all’Outlander, offrendo un miglior comfort nella terza fila e una maggiore capacità di carico. Inoltre, sarà dotato di proiezione wireless del telefono, integrazione vocale AI e aggiornamenti over-the-air, oltre a una suite completa di funzioni tecnologiche e di assistenza alla guida.

I RIVALI

Le fonti indicano che il nuovo Mitsubishi Pajero utilizzerà una piattaforma CMF-C/D aggiornata e una versione migliorata del propulsore ibrido plug-in da 2,4 litri dell’Outlander, anche se con una potenza significativamente maggiore. Questa configurazione prevede due motori elettrici sull’asse posteriore e uno su quello anteriore, che lavorano insieme al motore a benzina. Complessivamente, si prevede una potenza di 382 cavalli (285 kW).

Oltre a offrire un equilibrio tra prestazioni ed efficienza dei consumi, la potenza e la coppia immediate dei propulsori elettrici migliorerebbero le credenziali in fuoristrada, così come il torque vectoring dinamico in combinazione con i differenziali elettronici di bloccaggio anteriori e posteriori.
Grazie al suo posizionamento premium, i principali concorrenti del nuovo Mitsubishi Pajero potrebbero includere Lexus GX, Land Rover Defender, Jeep Grand Cherokee, Range Rover Sport, Audi Q7, BMW X7 e Infiniti QX80. Attendiamo ulteriori notizie sul suo potenziale ritorno prima di arrivare sul mercato intorno al 2027.