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Grazie al Dazio: le follie di Bruxelles sugli Ecobonus per acquisto Auto

Secondo i soliti ben informati Henry Ford avrebbe visto in tutti questi anni travisare il suo pensiero e la sua famosa frase. Quel che rimane alla memoria collettiva come “Potete comprare la Ford T di qualunque colore, purchè sia nera” sarebbe invece il rimaneggiamento di “Potete comprare la Ford T di qualunque colore, purchè sia ecobonus”…….Come, “Ecobonus”??? Ebbene si, Sir Henry aveva avuto il potere magico di prevedere quello che sarebbe accaduto quasi un secolo dopo e di cui lui tuttavia non avrebbe potuto fregiarsi.

Parliamoci chiaro, tutto questo avrebbe persino avuto un illustre adepto successivo nel Vate D’Annunzio che sul tema di un ecobonus statale sulla sua Isotta Fraschini avrebbe volentieri discusso favorevolmente. Peccato che nel 90% dei casi le IF vendute ai Vip del tempo erano contemplate contrattualmente come uno chassis a longheroni attrezzato e il celebre motore otto  cilindri e che la carrozzeria esclusiva e fatta a mano fosse un costo da aggiungere ai circa 250.000 Euro odierni per il pacchetto telaio + motore.

Insomma, la vendita di cosa avrebbe incentivato un “bonus” nel 1908 o nel 1925? Nel primo caso un’auto assolutamente identica a tutte le altre di produzione su catena di montaggio: motivo per il quale – si fosse trovato un appiglio per indirizzare un ecobonus –tutte le Ford T prodotte nel periodo sarebbero state destinatarie dello stesso.

All’altro versante la famosa “Isotta 8 Cilindri” nella offerta commerciale della Casa avrebbe visto un incentivo spalmato solo su una parte dell’auto finale completa della carrozzatura. 

Ma il problema non si pone: all’epoca non c’erano gli incentivi, direte Voi. Oggi si, però. O meglio, ci sono stati per almeno tre decenni come concetto, e in diverse annualità spot nel corso dei tre decenni nei quali non sempre l’incentivo o “sconto” è stato presente. All’inizio tutti ricorderete l’incentivo Rottamazione. Il riferimento giuridico per il riconoscimento dell’extrasconto era la possibilità di demolire e dunque togliere dall’ambiente circostante una c.d. auto inquinante perché vecchia, con nessuna attenzione verso ad esempio le qualità e le condizioni di mantenimento del mezzo o verso una particolare alimentazione: per la legge erano inquinanti, in base all’anno, sia un vecchio Diesel magari non ancora catalizzato così come una vettura a metano perfetta e ben tenuta. Dunque destinatario dell’incentivo era l’acquirente e oggetto del contributo la stessa auto da rottamare. In sintesi: il primo pacchetto di ecoincentivi statali immessi dal ministro Bersani nel mercato italiano era fatto strutturalmente da “indennizzi”; questa è la verità.

Sorvolo sulla dimensione degli ecoincentivi rottamazione di Dealer e CaseMadri, che corrispondono semplicemente alla generalizzazione un poco voyeristica del premio Fedeltà o Loyalty. In ogni caso Vi posso assicurare che si trattava in generale di un sistema di scontistica estremizzata poiché articolata su piani finanziari di “recupero” dei margini. 

SCELTE SBAGLIATE?

Ok: dopo il 2007 e fino al 2015 il concetto di maxisconto sulla vendita di auto era finito nel freezer causa crisi; ma dopo? Ecco che prende piede un nuovo riferimento giuridico per l’indirizzamento del contributo pubblico all’acquisto: la soglia emissioni. Ok. Diamo per noto a tutti il concetto. O forse no???

Forse no: perché la falla concettuale su questo aspetto, da parte istituzionale, è gigantesca. E se non fosse tutta Bruxelles ormai un immenso teatro comico, sarebbe interessante porre ai menestrelli politici in Commissione una domanda: quali sono le emissioni che vengono “premiate” o bocciate tramite ecoincentivo? Sono le emissioni “ZERO” delle BEV, ovviamente. Su questo, al momento mi approccio come se fossi in qualche modo concorde. Ma per il concetto della “catena di continuità ecologica” neppure una BEV può essere mai ad emissione “Zero”. Anzi, questa è una pessima nozione di acculturamento che porta ad un paradosso di conoscenza. Rispetto a cui la domanda retorica è sempre la stessa, da parte dei non evangelici del BEV: a parità di Zero Emission, quanto “costa” all’ambiente una Hypercar Z.E. ovvero un SUB taglia gigante rispetto ad un quadriciclo leggero (sempre elettrico) da spostamento urbano? Chiaramente in termini di dispendio energetico il “peso” di entrambi nel ciclo di vita è diverso. Certo, anche il maggior consumo di una Limousine a combustibile fossile pesa di più sull’ambiente rispetto a quello di una microcarendotermica, eppure nulla incentiva più l’acquisto di questa ultima rispetto alle altre endotermiche più sprecone. Al contrario il sistema degli ecobonus premia molto di più le maggiorate del BEV rispetto alle utilitarie economiche, poiché incentiva ugualmente la piattaforma elettrica ma sconta il prezzo di acquisto in percentuale molto spesso fissa del prezzo di listino. Fate Voi le relative riflessioni… Si potrebbe passare ad un ecoincentivo basato sulla definizione di un algoritmo che equilibri nel mercato non solo emissioni ma anche consumi in termini di energia elettrica, e prezzo finale? Sarebbe una cosa ragionevole se non fosse che la stessa UE e i Governi nazionali stanno progressivamente picconando il concetto di ecobonus come conosciuto finora per passare a sistemi diversi. Forse che non ho del tutto torto nei miei concetti? 

Però nella scaletta degli “ecobonus” entrano anche le Hybrid. Ovvio. Che sono costituite da un endotermico supportato  – ovvero a supporto – della parte elettrica. E qui l’algoritmo che intendo io per la costruzione dell’ecoincentivo dovrebbe essere molto più rigoroso. Scusate, cosa significa “soglia di emissioni” in un Ibrido, a seconda che la modalità di funzionamento in elettrico sia: autonoma o vincolata al funzionamento del motore endotermico, di ampio o limitatissimo range, e a prescindere dalla alimentazione dell’endotermico? La soglia di emissioni contemplata nelle griglie infatti è per le Ibride fin troppo ampia, e discriminante. Ma se c’è nella concretezza della strada una differenza di peso ambientale persino tra due stessi identici modelli Hybrid, uno con endotermico alimentato a benzina e l’altro – mettiamo – a GPL o Metano, come mai non trovo questa giusta discriminazione anche sulla modulazione degli ecobonus? Il tema è davvero lungo, ed infatti come novelli Alessandro Magno i governi e le istituzioni UE sono pronti a tagliare di netto il nodo di Gordio ecobonus con una rivoluzione concettuale: gli aiuti statali alla fonte, cioè quelli indirizzati alla produzione diretta di BEV. Apriti cielo e che Dio ci assista. 

EUROPA ALLA FINESTRA

La coerenza ferrea della “ConfUnione Europea” ha colpito ancora. E se davvero si realizzasse? Beh, il contributo diretto governativo ai siti di produzione di auto BEV in Europa rovescerebbe sulla UE il capo di imputazione che genera contro la Cina l’applicazione dei Super Dazi, rendendoli strumenti illegittimi di tutela Antitrust. Per cui cadendo il muro dei superdazi avremmo una flotta di BEV prodotte in Cina libera di entrare in Europa a prezzi davvero popolari. Il che porterebbe la produzione europea, probabilmente più cara, a fare i funghi nei piazzali dei Dealer come autoimmatricolazioni usate. Funghi ben cari, però, visto che quelle auto non interessanti per il consumatore europeo  – attratto dal sospetto dumping cinese che abbassa i prezzi di acquisto dei prodotti in commercio – liberi dalla accusa del Dumping medesimo comprerebbero “Made in China” buttando al vento i contributi eventuali concessi dalla UE alla produzione continentale. Ma quali sarebbero i produttori continentali? Semplice: nella assenza di tecnologia o industry europea di massa (per le BEV) chiaro che la produzione locale in UE sarebbe costituita da linee di prodotto cinese impiantate dentro il Vecchio continente attraverso J.V. con produttori europei. Insomma, sarebbe Bruxelles stessa a raddoppiare a favore dei cinesi il temuto effetto dumping che oggi contestiamo con i Super Dazi. Non bastasse, visto che produrre ed immatricolare auto BEV nel 2025 serve ai Costruttori europei per evitare le multe sullo sforamento alle emissioni di Gamma, le autoimmatricolazioniindispensabili per evitare le multe ma invendute prenderebbero la Via dei mercati esteri più promettenti. Come l’Africa, su cui Autoprove.it sta componendo un Dossier non da poco. 

Insomma, cosa non si farebbe per regalare ai nostri amici del continente africano la gioia di viaggiare su BEV progettate in Cina, costruite in Europa e scontate grazie ai contribuenti comunitari? Natale è ancora nell’aria, ci sentiamo più buoni. 

Riccardo Bellumori

Ford Serie F: da 48 anni record di vendite

Per il 48° anno consecutivo, la Serie F di Ford è ancora una volta il camion più venduto in America, ha annunciato l’azienda in un recente comunicato. Secondo la casa automobilistica, dal 1977 sono stati venduti oltre 33 milioni di pick-up della Serie F.

Pur non avendo comunicato i dati relativi all’anno in corso (YTD) per il 2024, Ford ha dichiarato che la Serie F è rimasta il veicolo più venduto del Paese per il 43° anno consecutivo, in base alle proiezioni interne e ai record dell’anno in corso.

I NUMERI DA RECORD

Facendo riferimento ai numeri di vendita compilati da Car and Driver, non ci sono dubbi sulla dichiarazione di Ford: 528.028 unità della Serie F sono state vendute secondo l’ultimo aggiornamento del 9 ottobre 2024, con la Chevrolet Silverado al secondo posto con 399.604 unità.

“L’eredità duratura della Serie F non è solo il risultato della nostra incessante ricerca del miglioramento, ma è anche il riflesso della fiducia tra Ford, i nostri concessionari e i clienti”, ha dichiarato Andrew Frick, presidente di Ford Blue “Siamo profondamente grati per l’opportunità di servire i nostri clienti e ci impegniamo a continuare a guadagnare la loro fiducia ogni singolo giorno”, ha aggiunto.

La Serie F va dalla F-600 alla F-150, quest’ultima è la più piccola del gruppo e l’anno prossimo festeggerà il suo 50° anniversario. Ford offre una varietà di propulsori, tra cui motori a benzina e diesel, per la Serie F, che è disponibile anche con alimentazione completamente elettrica sotto forma di F-150 Lightning.

Pro e Contro dalla prova di Ford Mustang GT [VIDEO]

Ecco l’atteso video dedicato a PRO e CONTRO della Ford Mustang GT con il 5.0 V8 da 446CV.

SAIC investe con MG in Egitto e punta l’Europa

SAIC inizierà a costruire veicoli MG in Egitto nel secondo trimestre del 2026.

Si tratta un passo importante nella continua espansione globale del marchio. In questo modo MG si posizionerà vicino ai mercati europei e africani e ridurrà la sua dipendenza dalla produzione cinese, dove vengono costruiti tutti i suoi veicoli attuali.

All’inizio di questa settimana, SAIC ha firmato un accordo con l’egiziano Al Mansour Automotive Group, impegnandosi a investire 135 milioni di dollari nel Paese. Il sito sarà situato nella zona industriale di New October City, che l’Egitto descrive come l’ultima delle sue “città di quarta generazione”.

Lo stabilimento MG si estenderà su 126.000 metri quadrati e sarà in grado di produrre 50.000 veicoli all’anno nella prima fase. In seguito, la capacità sarà aumentata a 100.000 unità. Comprenderà anche una carrozzeria di 8.000 metri quadrati, un grande reparto di verniciatura, un’area di assemblaggio, un magazzino chiuso ed edifici per uffici amministrativi. Il sito potrebbe creare fino a 10.000 posti di lavoro diretti e indiretti.

I PROGETTI GLOBALI DI SAIC

Secondo Car News China, la MG5 sarà il primo modello costruito nell’impianto. Presentata ad agosto, presenta un frontale e un posteriore aggiornati e leggermente più grandi rispetto al modello precedente.

Sono state apportate numerose modifiche agli interni, tra cui l’installazione di una coppia di schermi da 12,3 pollici. In seguito, presso il sito verranno costruiti diversi SUV e veicoli a nuova energia.

La MG è desiderosa di entrare in nuovi mercati e questo stabilimento egiziano potrebbe aiutarla a farlo. Negli ultimi 18 mesi si sono rincorse voci sul progetto di creare uno stabilimento dedicato alla produzione di veicoli elettrici in Europa. Il marchio ha valutato la possibilità di costruire il sito in Spagna, Ungheria o Repubblica Ceca, ma si ritiene che stia privilegiando la prima opzione. La costruzione di veicoli elettrici in Spagna le consentirà di evitare le nuove tariffe sui veicoli elettrici di produzione cinese importati e venduti in Europa.

Lamborghini Revuelto Mansory: esagerata

La nuova Lamborghini Revuelto Mansory è semplicemente esagerata.

I tedeschi di MANSORY hanno due ottiche da cui misurare i loro interventi nei modelli più raffinati, lussuosi e inaccessibili del mercato. Perché o sono “corti” e preferiscono dare un tocco di stile in più, rispettando il più possibile l’essenza del design originale del produttore, oppure si spingono fino in fondo e scatenano la loro potenza.

La Lamborghini Revuelto, presentata quasi due anni fa, in tutto questo tempo è passata a malapena per le officine di uno specialista del tuning.

DMC Tuning è stato il primo a osare dare un’impronta esterna alla supercar italiana, ma questi tedeschi hanno fatto un ulteriore passo avanti presentando un pacchetto più completo che ne eleva lo status e il prestigio a un livello tale da cambiarne il nome.

Il MANSORY INITIATE sfoggia il materiale leggero per eccellenza, che il tuner non solo sa come sfruttare al meglio, ma anche come trattare con la massima cura per rendere ancora più appariscente e raffinato il modello che lo indossa, anche se, come tutti, è realizzato su misura. E in questa Lamborghini Revuelto non è da meno, tanto che l’intera carrozzeria è realizzata in carbonio, anche se non è visibile.
Lo splitter anteriore è completamente nuova e ora si adatta perfettamente a uno spoiler con ali laterali alle estremità del paraurti, che contribuiscono a migliorare l’aerodinamica aumentando la pressione sull’asse anteriore. Questi componenti, come il cofano, espongono i fasci di fibre, a testimonianza di un elevato grado di perfezione tecnica.

Anche le minigonne laterali hanno un nuovo design e sono dotate di prese d’aria supplementari per garantire un raffreddamento più efficiente del motore e dei freni. Un assetto potente con dischi carboceramici dietro a enormi cerchi in lega forgiati da 21 pollici all’anteriore e 22 pollici al posteriore, montati su pneumatici ad alte prestazioni da 265 millimetri all’anteriore e 355 millimetri al posteriore.

IL MOSTRO MANSORY

L’aspetto spettacolare della Lamborghini Revuelto Mansory è completato da uno spoiler posteriore in carbonio che, come il diffusore, bilancia la deportanza. I tedeschi hanno portato la fibra di carbonio anche in un abitacolo già di per sé da sogno, che spetta a ciascun proprietario personalizzare a proprio piacimento, anche se questa proposta non lo sminuisce affatto.

A differenza di altre volte, questa volta MANSORY ha deciso di dare più vita a un ibrido plug-in che offre prestazioni da vera vertigine, superando la barriera che la separa dalle hypercar, anche se di poco. I tedeschi hanno potenziato le prestazioni del motore V12 aspirato da 6,5 litri, che eroga 880 CV e, insieme ai motori elettrici (due anteriori e uno posteriore), arriva a erogare ben 1.070 CV.

La sezione elettrica rimane intoccabile, in questa Lamborghini e in qualsiasi supercar ibrida, per qualsiasi tuner, anche se il giusto ritocco ha permesso alla INITIATE di Sant’Agata Bolognese di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 2,4 secondi e di raggiungere una velocità massima di 354 km/h.

BYD leader mondiale per investimenti in sviluppo

Secondo CarNewsChina, BYD ha quasi un milione di dipendenti, 11 importanti istituti di ricerca e 110.000 ingegneri, che la rendono la casa automobilistica con il maggior numero di addetti alla ricerca e sviluppo al mondo, come ha rivelato il fondatore, presidente e amministratore delegato Wang Chuanfu al primo China Innovation and Technology Festival ospitato dalla China Central Television.

Dal 2011, il numero di ingegneri della casa automobilistica è cresciuto da oltre 20.000 a quasi 110.000. Nel 2021 si sono aggiunti più di 60.000 dipendenti per portare l’organico totale a 280.000 unità, che l’anno successivo sono raddoppiate a circa 570.000 unità. Nel 2024, BYD avrà quasi un milione di dipendenti, con l’aumento più consistente del personale addetto alla produzione e alla ricerca e sviluppo.

Inoltre, BYD richiede in media 32 brevetti al giorno e, a partire dal terzo trimestre del 2024, l’investimento cumulativo in R&S dell’azienda ha superato i 160 miliardi di RMB.

IL RECORD BYD

Negli ultimi due o tre anni BYD ha assunto più di 50.000 neolaureati, di cui quasi il 70% quest’anno ha conseguito un master o un dottorato, e quasi l’80% è costituito da personale addetto alla ricerca e sviluppo.

Wang ha dichiarato che la maggior parte degli alti dirigenti e dei responsabili tecnici sono stati assunti da neolaureati, tra cui il COO del gruppo veicoli passeggeri He Zhiqi e il vicepresidente senior Yang Dongsheng.

La CNC riferisce inoltre che BYD ha venduto 3,7573 milioni di veicoli a nuova energia da gennaio a novembre 2024, con un aumento del 40,02% rispetto all’anno precedente. Inoltre, la capacità totale installata delle batterie a novembre ha raggiunto i 16,87 GWh, portando il totale cumulativo dell’anno a 117,54 GWh. La casa automobilistica prevede di chiudere il 2024 con 4,27 milioni di veicoli venduti, superando l’obiettivo di 3,6 milioni di unità.

Più vicino a noi, il gigante cinese sta costruendo uno stabilimento in Indonesia che dovrebbe entrare in funzione nel quarto trimestre del 2025, creando circa 8.700 posti di lavoro. Attenzione quest’anno l’azienda compie 30 anni.

Il folle Ford SuperVan da 1400CV

Ford è ansiosa di dimostrare al mondo che i veicoli elettrici possono essere veloci ed emozionanti con diversi veicoli dimostrativi tecnici ad alta potenza negli ultimi anni. Tra questi, la Mustang Mach-E 1400 da 1.400 CV e, più recentemente, l’F-150 Lightning SuperTruck concepito per la Pikes Peak. C’è anche il SuperVan 4.2 presentato nel 2023.

Questa folle rivisitazione di un minivan non ha nulla da invidiare a nessun’altra vettura su quattro ruote e si è aggiudicata la vittoria al Goodwood Festival of Speed Hillclimb di quest’anno, percorrendo il tracciato in un impressionante tempo di 43,98 secondi. Recentemente, Top Gear ha messo le mani sulla one-off e ha deciso di metterla alla prova, consegnando le chiavi a Stig per un giro ad alta velocità intorno all’aerodromo di Dunsfold.

DATI TECNICI E MOTORE

Ai tempi di Top Gear, il SuperVan 4.2 sarebbe stato escluso da qualsiasi classifica ufficiale dei tempi sul giro perché non era omologato per la strada e troppo basso per superare un dosso. Ciononostante, il tempo che ha fatto registrare è sbalorditivo.

Solo 1 minuto e 5,3 secondi dopo la partenza, lo Stig ha tagliato il traguardo. Ciò rende il Ford SuperVan 4.2 la terza auto più veloce ad aver mai girato sul circuito, subito dopo il giro di 59 secondi di una Renault R24 F1 e la Lotus T125 con il suo miglior tempo di 1:03.8. Inoltre, la Ford 1.9 è diventata un’auto da corsa. Inoltre, la Ford è più veloce di 1,9 secondi rispetto a una McLaren 720S GTX, di 3,2 secondi rispetto a una Pagani Zonda R e di 5,6 secondi rispetto all’attuale detentore del record di produzione, la Koenigsegg Jesko Attack.

La chiave delle folli prestazioni del SuperVan è un trio di motori elettrici da 1.400 CV. Inoltre, il veicolo monta pneumatici slick da competizione e produce 1.995 kg di deportanza a 242 km/h.

Tesla Model Y: il kit luci ambiente in Cina

Alcuni di voi ricorderanno che l’anno scorso la Tesla Model Y ha ricevuto un aggiornamento che ha portato con sé alcune modifiche della Model 3 Highland. In Cina, questo includeva un nuovo sistema di illuminazione ambientale integrato nell’arredamento del cruscotto, completo di colori personalizzabili.

Ora, i clienti che hanno acquistato le versioni precedenti della Model Y (prodotte tra il 24 gennaio 2022 e il 1° ottobre 2023, data in cui è stato introdotto l’aggiornamento) possono acquistare il sistema come accessorio direttamente da Tesla. Ciò significa che non è più necessario ricorrere a cablaggi difficili e all’installazione di kit aftermarket.

La versione OEM è piuttosto complessa. Oltre alle strisce luminose in sé, il kit sostituisce l’arredamento originale in legno con il rivestimento in tessuto che si trova anche nell’ultima Model 3. Proprio come sulla Model Y aggiornata, è possibile cambiare il colore dell’illuminazione attraverso il grande touchscreen centrale.

IL KIT AFTERMARKET

Ecco la cattiva notizia: purtroppo, come per la stessa Model Y aggiornata, è possibile acquistare il kit solo se ci si trova in Cina. E dato che il Regno di Mezzo è una nazione con guida a sinistra, non sperate che il kit arrivi in Malesia. Se siete ancora curiosi, il kit costa 1.599 yuan; per fortuna, questa cifra include il costo di installazione presso qualsiasi centro di assistenza autorizzato Tesla nel Paese.

Se volete ancora una Tesla Model Y con illuminazione ambientale in Malesia, farete meglio a aspettare il modello aggiornato, nome in codice Project Juniper. Quest’auto, che presenterà anche un design rivisto e alcune parti della Model 3, è stata recentemente avvistata in fase di test e dovrebbe essere messa in vendita entro i primi mesi del 2025.