Home Blog Pagina 158

Allarme sicurezza per Alfa Romeo Tonale

Dal 2023, tutte le forze dell’ordine italiane hanno in dotazione una Alfa Romeo Tonale.

Due anni dopo il modello è criticato perché ritenuto inadatto e “troppo pericoloso” in alcuni casi. È stata addirittura presentata una denuncia.

L’UNARMA, l’Associazione dei Carabinieri, ha presentato una denuncia ufficiale alla Procura della Repubblica di Roma in merito alle… auto utilizzate dagli ufficiali.
Nel 2023, tutti i carabinieri vengono dotati di un’Alfa Romeo Tonale. Due anni dopo, la polizia è delusa.
L’Alfa Romeo Tonale, un’auto inadeguata per gli agenti di polizia
“Nella denuncia ufficiale presentata nei giorni scorsi dall’UNARMA a Roma si legge: “L’Alfa Romeo Tonale non è idonea al servizio. Gli agenti di polizia stanno riscontrando gravi problemi di maneggevolezza del veicolo.

PERICOLO SICUREZZA

In definitiva, l’auto non è adatta a questo tipo di servizio. Sarebbe difficile da guidare “soprattutto in situazioni di emergenza, cioè quando è necessario viaggiare ad alta velocità (come durante gli inseguimenti o le richieste di soccorso), ma anche su fondi stradali sconnessi, situazioni tipiche degli stessi agenti”, secondo la stampa italiana.
Un’Alfa Romeo inadatta “alla sicurezza degli operatori costretti a utilizzare un mezzo che potrebbe compromettere l’efficacia degli interventi e mettere a rischio la loro incolumità”. Per Antonio Nicolosi, segretario della generazione nazionale dell’UNARMA, è inaccettabile che i militari “operino in condizioni di potenziale pericolo”.

Nuova Toyota Camry 2025: Dati Tecnici e Foto

La nuova Toyota Camry 2025 arriverà nei concessionari statunitensi nell’estate del 2025. I prezzi saranno resi noti successivamente.

La divisione americana di Toyota ha introdotto l’attuale Camry berlina a metà novembre 2023, uno dei mercati principali per il modello rimane quello degli Stati Uniti. La quattro porte è stata messa in vendita qui la scorsa primavera, e ora la sede locale ha rivelato che l’attuale Toyota Camry è stata leggermente aggiornata – al model year 2026 – e ha ricevuto una speciale performance Nightshade.

Nella foto: l’edizione speciale Toyota Camry Nightshade
La versione speciale “Dark” della Toyota Camry presenta una serie di differenze visive rispetto alla berlina standard. In particolare, l’esterno della vettura con l’aggiunta di Nightshade cambia attraverso vari elementi in grigio scuro: stiamo parlando della griglia, che si abbina alla presa d’aria centrale nella parte inferiore del paraurti anteriore, degli alloggiamenti degli specchietti laterali, delle maniglie delle porte e di uno spoiler situato sul bordo del cofano del bagagliaio.

La Toyota Camry Nightshade Edition ha cerchi originali neri da 19 pollici e targhette di colore simile sulla carrozzeria, compreso un logo riconoscibile. La carrozzeria dell’edizione speciale può essere verniciata in uno dei tre colori disponibili: Ice Cap, Supersonic Red e Midnight Black Metallic.

Gli interni speciali della Camry rinnovata sono caratterizzati da sedili in SofTex con rivestimenti neri e inserti bianchi a contrasto. Inoltre, i pedali sono in alluminio e il volante è rivestito in pelle. Davanti al guidatore c’è un cruscotto digitale da sette pollici e sul pannello anteriore un sistema di infotainment touchscreen da otto pollici; c’è anche un caricatore wireless per smartphone.

DATI TECNICI E MOTORI

Non ci sono cambiamenti in termini di tecnologia. La versione speciale della Toyota Camry Nightshade, così come tutte le altre varianti presenti sul mercato americano, viene offerta come ibrida HEV (cioè senza possibilità di ricarica dalla rete elettrica). Il cuore di questo sistema è un motore atmosferico a quattro cilindri da 2,5 litri, che lavora in tandem con un variatore elettromeccanico e una coppia di motori elettrici.

La potenza totale di questo propulsore è pari a 228 CV e, a un costo aggiuntivo, viene offerta la modifica della trazione integrale, il cui sistema è completato da un motore elettrico separato sull’asse posteriore. La potenza totale sale a 235 CV.

A parte la versione speciale, la Toyota Camry 2026 model year, in realtà, non differisce dalla berlina attuale. L’unico cambiamento è l’ampliamento della gamma di colori per le versioni SE, XLE e XSE: la gamma di opzioni per la verniciatura della carrozzeria include il colore Dark Cosmos, che l’azienda ha descritto come un “blu ricco e vaporoso”.

È noto che la Toyota Camry del prossimo anno modello raggiungerà i concessionari negli Stati Uniti nell’estate del 2025. Il costo della versione statunitense sarà annunciato in seguito. Ora il prezzo di partenza della berlina negli Stati Uniti è di 28.700 dollari, e per la versione top si chiedono almeno 34.900 dollari.

GTA VI nuova data di uscita e ultime notizie

Gli appassionati di tutto il mondo attendo ormai da anni il nuovo GTA VI.

Pubblicata nel dicembre 2023 da Rockstar Games, l’editore del gioco, questa immagine è già superata. Prometteva che il gioco tanto atteso sarebbe stato rilasciato nel 2025. Questo non accadrà. Venerdì 2 maggio è stata rivelata la data di uscita di GTA VI. Dovremo essere molto, molto pazienti.

NUOVO RINVIO

La buona notizia è che ora conosciamo ufficialmente la data di uscita del prossimo capitolo di Grand Theft Auto, il sesto di questo nome. La cattiva notizia è che dovremo essere pazienti e aspettare fino al… 2026. La data di uscita è stata posticipata di sei mesi.
Venerdì 2 maggio, l’editore del gioco d’auto più famoso del mondo, Rockstar Games, ha annunciato che GTA VI uscirà il 26 maggio 2026. “Speriamo che comprendiate che abbiamo bisogno di più tempo per portarvi il livello di qualità che vi aspettate”, ha spiegato la società in un comunicato.
“Ci scusiamo sinceramente per il ritardo rispetto alle vostre aspettative”, promette Rockstar. Va detto che questa nuova versione è stata molto attesa dai fan. L’ultimo, GTA V, è stato presentato oltre dieci anni fa. Uscito nel 2013, ha venduto 190 milioni di copie.
Si tratta di un’enorme delusione per i fan, nonostante il fatto che poche settimane fa un errore avesse fatto sperare per il meglio.

Nuovo GAC Pickup 01: Anteprima

In occasione del Salone Internazionale dell’Auto di Shanghai del 2025, il Gruppo GAC (Guangzhou Automobile Group) ha presentato il suo primo concept di pickup: il GAC PICKUP 01.
Primo prodotto della “135 Development Strategy” di GAC per i veicoli commerciali, questo modello segna l’ingresso ufficiale di GAC nel segmento dei pick-up con un design esterno che ricorda il CYBERTRUCK di Tesla.
Senza alcuna sorpresa, il PICKUP 01 è diventato uno dei debutti più chiacchierati del Salone di Shanghai.

A livello globale, i pick-up rimangono un segmento estremamente interessante del mercato automobilistico, con vendite annuali che superano i 6 milioni di unità, quasi il 20% delle vendite totali di veicoli.
Tuttavia, in Cina le vendite di pick-up si aggirano intorno alle 300.000 unità all’anno, soprattutto a causa delle normative restrittive e della percezione dei consumatori.
Riconoscendo questo “oceano blu” non ancora sfruttato, GAC ha scelto il GAC PICKUP 01 come biglietto d’ingresso nel mercato, sfruttando la sua strategia globale e le sue capacità nell’intera catena industriale.

In qualità di uno dei principali esportatori cinesi di automobili, GAC ha costruito un ecosistema completo che comprende ricerca e sviluppo, produzione e vendita. La sua divisione veicoli commerciali, GAC Hino Motors, beneficia dell’esperienza centenaria ereditata da Hino Motors (società del Gruppo Toyota) e integra l’efficienza produttiva cinese.
Il PICKUP 01 non è solo un passo verso il completamento della gamma di veicoli commerciali di GAC, ma anche un’operazione strategica per la sua espansione globale.
“Un pickup non è solo un veicolo utilitario, ma è un elemento che favorisce lo stile di vita”, ha dichiarato Du Peiyuan, Direttore Generale della Divisione Pickup di GAC Hino.
“Con l’evoluzione dello stile di vita dei consumatori a livello globale, la domanda si è spostata dalla pura funzionalità alla versatilità in tutti gli scenari”. Il PICKUP 01 incarna questa intuizione, fondendo un design incentrato sull’utente con l’esperienza tecnologica di GAC.

Lo stile unico

Il PICKUP 01 abbandona l’aspetto squadrato e robusto dei pick-up convenzionali per un design scolpito e high-tech simile al CYBERTRUCK di Tesla.
Il suo cuore è la piattaforma GAIA (GAC Adaptive Intelligent Architecture), un telaio body-on-frame progettato per la regolazione dinamica delle sospensioni, la risposta adattiva del propulsore e i sistemi 4×4 multimodali.
Pubblicità – Continua a scorrere per saperne di più

Il PICKUP01 è in grado di adattarsi perfettamente tra strade cittadine, terreni rocciosi o trasporti pesanti. È inoltre dotato dello “Starlight Safety Shield” di GAC, una suite di sicurezza di alto livello che combina una struttura in acciaio ad altissima resistenza con assistenze alla guida guidate dall’intelligenza artificiale.
Il PICKUP 01 offre anche funzionalità avanzate di guida autonoma, tra cui l’assistenza al traino intelligente e la navigazione su percorsi stretti.
All’interno, offre un comfort da SUV con una cabina intelligente a doppia cabina, un’ottima riduzione del rumore (NVH) e finiture di lusso.

Sebbene le politiche cinesi in materia di pick-up rimangano restrittive, GAC Hino punta innanzitutto all’espansione all’estero. I mercati iniziali includono l’Australia, l’Arabia Saudita, il Cile e il Messico, regioni con una forte domanda di pick-up e un’elevata ricettività nei confronti dei marchi cinesi.

Il GAC PICKUP 01 è stato sviluppato per soddisfare i parametri di riferimento a livello mondiale e i test hanno già convalidato le sue prestazioni in condizioni estreme. I piani futuri prevedono una linea completa di pick-up, in grado di soddisfare diversi segmenti in tutto il mondo.

Chi è GAC?

Il Gruppo GAC (Guangzhou Automobile Group) è una delle “Quattro grandi” case automobilistiche cinesi di proprietà statale (insieme a SAIC, FAW e Changan).
Nota per le sue joint venture con Toyota, Honda e Mitsubishi, GAC produce anche marchi propri come Aion (sub-brand leader nel settore EV, famoso per Aion S e Aion Y), Trumpchi (SUV/sedan a benzina e ibridi, ad esempio GS8, M8), Hycan (ex joint venture EV con NIO) e GAC Motor (modelli internazionali come GN8 e GS4).
Con il PICKUP 01, GAC si confronterà con i principali modelli di pick-up EV americani, come il Ford F-150 Lightning, il GMC Hummer EV, il RAM 1500 REV, il Rivian R1T e, naturalmente, il Tesla CYBERTRUCK.

Volkswagen storia del Lupo da dieci anni sulle montagne Russe

Se dieci o quindici anni fa il Vostro Marchio di fiducia, o quello per cui Vi batte il cuore, Vi avesse confidato:  “Amico mio, purtroppo abbiamo sbagliato tutto: abbiamo finanziato cani e porci; per farTi comprare auto più continuativamente e a cadenza aumentata Ti abbiamo

supervalutato persino l’armadietto delle scope; e per farci la guerra tra noi Costruttori abbiamo attuato un ping pong sul ribasso dei listini, al punto che durante una cronologia prolungata di acquisti nel tempo presso i nostri Rivenditori Tu stesso, amico mio, avrai notato che il prezzo promozionale di vendita della versione nuova della stessa famiglia di auto era sempre progressivamente inferiore a quello della versione vecchia

E la cosa bella è che Tu invece che incaxxxxxxxxarti come un gallo da combattimento ci ringraziaVi perché, tra piano rateale e valore di Remarketing che Ti proponevamo ogni volta, di solito finivi per andare sempre meglio. E’ stato un Doping necessario: dai primi anni Novanta avevamo un disperato bisogno di moltiplicare volumi di immatricolato e di finanziato dalle nostre Captive per un obbiettivo segreto: colonizzare l’Est Europa e l’Asia.

Ma un giorno, la festa è finita e non abbiamo avuto il coraggio di dirTelo: è stato quando in quel porcaio socioeconomicofinanziario che è l’America si sono fidati di Banche d’affari che sono saltate in aria per prestiti Subprimesulle case; ed è strano che il default non si sia verificato nel mondo dei crediti auto “NPL” che stavano per esplodere. Eppure dagli Stati Uniti quel virus del Credito a pioggia lo abbiamo contratto anche noi, e in solo venti anni di “Elycopter Money” abbiamo creato un volume di prestiti spazzatura che ancora oggi non si è assorbito del tutto.

Purtroppo, senza più credito facile, amico mio, continuare ad illuderTi con listini continuamente in discesa e permute continuamente rivalutate stava comportando un vero colpo di accetta sui nostri stessi zebedei. Soprattutto sul Diesel. 

E poi, il problema era diventato quello di entrare nei mercati in via di esplosione, e là per entrarci devi produrre milioni di auto, non centinaia di migliaia come in Europa; ma soprattutto dal 2001 era chiaro che in Asia si poteva vincerecon le auto elettriche: ci sarebbero serviti finanziamenti pubblici, tuttavia, per sviluppare piattaforme BEV in grado di qualificarci agli occhi del nuovo mercato. Ma da Bruxelles….Nisba. Quelli là sono talmente stupidi che si sono accorti per ultimi del problema, mentre avrebbero dovuto fare da promotori istituzionali. 

Ma la UE aveva commissionato la immagine istituzionale dell’Auto continentale alla Germania: per cui la regola per trenta anni in Europa è stata fatta con Gasolio più Premium più Qualità Totale = Tedesche. Se si fossero accorti che non doveva essere la Germania, ma tutta l’Europa ad entrare con il vessillo elettrico in Cina, le cose sarebbero andate diversamente. E quando la Angelona di Berlino ha deciso di imprimere la svolta elettrica per la Germania, lo ha fatto da monarca non illuminata: sarebbe stato meglio dare una unica voce per l’elettrico a Bruxelles sin dal 2010, non un decennio dopo……

 

E così noi Costruttori europei abbiamo perso tempo prezioso nell’accesso al mercato asiatico. Poteva finire davvero male, ma poi inaspettatamente è arrivato il DieselGate. 

 

E insomma, amico mio, una frana era comunque meglio dello Tsunami, e dunque……Benvenuto DieselGate!!! E dopo quello benvenuti pure al Lockdown ed alla crisi dei Microchips. Con entrambi abbiamo ottenuto ben tre obbiettivi: 1) Trovare un alibi alla rivoluzione del tutto-elettrico; 2)farTi pagare uno sproposito per lo stesso modello vecchio, con lo stesso motore precedente che con un impianto Mild Hybrid diventa ecologico; 3)aver iniziato a costruire un argine contro l’incombenza del mondo Indipendente nel Postvendita. Grazie !!! ”

E a questo punto invece pensate se, invece che dirVi quello che c’è scritto sopra (e che è tutto tremendamente vero) i Costruttori del Vostro cuore Vi hanno recitato a macchinetta questa storiella: 

“Caro amico, dopo il g, il DieselGate e il Covidè cambiato il mondo: l’Europa ci odia; la Cina ci combatte; abbiamo Nettuno in trigono sul Capricorno, le cavallette e una grande carestia. Siamo sul lastrico, e dunque Ti preghiamo di continuare a comprarci a prezzi maggiorati, con meno assortimento e disponibilità, e se puoi cerca dipagare cash. Ti spiace?

Un grande abbraccio. Firmato: il Tuo Brand preferito”.

 

Quello strano “binario” tra Wolfsburg, Berlino e Bruxelles

Bene, io riflettevo su un semplice excursus storico: la Volkswagen è nel bene e nel male la grande protagonista del palcoscenico motoristico europeo da trenta anni. Una simbiosi con l’evoluzione della UE imbarazzante, e non può essere casuale. E’ Volkswagen che dalla crisi dello SME all’avvio di Maastricht si prende il bollino di Gruppo più importante ai danni della Fiat; è sempre Volkswagen che dalla fine degli anni Ottanta inizia uno shopping di Marchi e di Supplier straordinario ed ineguagliato in Europa. La stessa Volkswagen che però, nel 1993 rischia il crack industriale e taglia il 30% dei suoi operai in Germania costringendo il Laend della Bassa Sassonia (azionista per il 20% di Volkswagen) a fare pressing su Governo e Sindacati per salvare il Marchio di Wolfsburg. Dal milione e poco più di pezzi prodotti nel 1993 (anno in cui si è scongiurata la crisi) fino alla cifra di oltre cinque milioni di pezzi prodotti nel 2003 passano dieci anni in cui il Marco forte nella UE viene surrogato dall’Euro franco-germanico. Per arrivare nella prima volta nella storia di Wolfsburg a registrare DIECI milioni di pezzi prodotti in tutto il Gruppo ed in tutto il mondo. E’ il 2014, un attimo prima del DieselGate, e nell’anno dello scandalo e per diversi anni a venire i 10 milioni come livello simbolico sono una costante del Gruppo VW. Ma qualcosa sta cambiando intorno alla Germania. E gli ultimi ad accorgersene sono nell’ordine Bruxelles, Berlino e proprio Volkswagen.

Con il 2015 e la crisi del DieselGate Volkswagen ha semplicemente cambiato focus: dall’Europa ad Asia e Cina per concludere Joint Ventures e aprire Stabilimenti, dentro una lotta e un tandem per il primato mondiale con Toyota. Ma dal 1993 un Gruppo VW in crisi 

è forse lo stesso Gruppo che 30 anni dopo chiude Stabilimenti, licenzia operai e dichiara una crisi nonostante nove milioni e passa di pezzi prodotti t anno? No, dunque qualcosa va analizzato alla luce delle profonde trasformazioni nel corso di trent’anni lungo i quali Volkswagen rimane un Marchio politicamente influente in Germania e che pesa ancora tanto nelle strategie politiche in tutta la UE anche se industrialmente oggi produce propriamente in tutto il perimetro europeo unito degli Stabilimenti Volkswagen una quota minoritaria di tutta la sua produzione mondiale.c

Come le Campagne di Russia? Automotive europeo che caccia, ma che viene cacciato

Le prime auto “moderne” che percorrono le strade cinesi sono le famose “Santana” e “Passat” prodotte su licenza in Cina dalla prima metà degli anni Ottanta; la conoscenza da parte del Gruppo del mercato cinese dovrebbe essere per questo vincente, eppure arriva la prima nobile fesseria di VW come compartecipe del Capitale azionario, ancora, della Porsche. 

Quella “C88” a firma Porsche Engineering – tanto per capire – è un cazzotto in pancia alla fantasia ed alla razionalità necessaria per capire che l’Europa che interessa al mercato cinese non è quella delle “Commodities” ma quella del pre stigio anche se indovinare cosa sia prestigio per i Cinesi non è un lavoro facile per gli europei: ad c falliscono le “Maybach” pensate dal Centro Stile giapponese di Mercedes per i ricchissimi latifondisti cinesi che percorrono le loro proprietà dormendo comodamente sulle poltrone posteriori reclinabili e con piano di appoggio per piedi e gambe.

Ma a metà degli anni Novanta si ragionava così: le auto di lusso europee ecrano per America, Medio Oriente, e soprattutto per la nuova nomenklatura imprenditoriale dell’ex Unione Sovietica che però per le auto popolari trovava più vantaggioso comprare dal Giappone; le auto Diesel erano il muro di gomma che l’industria europea aveva dovuto in fretta creare contro la plausibile invasione nipponica entro le frontiere abbattute della nuova Unione, ed infine le aree più povere dell’ex europa socialista e il nuovo mercato cinese dovevano essere il nuovo Eden delle utilitarie economiche e dell’Usato proveniente da Ovest.

Paradigmi studiati per mesi dalle grandi” di consulenza aziendale e commerciale che non capiscono che in Cina il primo elemento di promozione ed incentivo all’acquisto non è il “Branding” tanto ricercato dagli europei ma il “Geomarketing V” che stimola l’appartenenza di una comunità all’Industria locale di auto e moto.

Certo non si può trascurare la pesante ipoteca imposta dalla Cina nei confronti dei Marchi occidentali interessati ad entrare nel mercato con le J.V. “obbligatorie con costruttori cinesi; tuttavia è proprio in virtù di quelle Joint Ventures che i Costruttori europei, inclusa Volkswagen, sviluppano Know How sui “NEV- New Energy Vehicles” con esperienze e risorse territoriali, energetiche, finanziarie ed industriali consentite sul suolo cinese.

Eppure quelle stesse Joint vengono gradualmente “faide te” da una nuova politica cinese che, alla luce della espansione del mercato interno, ritiene (forse anche legittimamente e prevedibilmente) dal 2021 di non imporre più vincolanti ed obbligatorie per i Costruttori esteri le Joint Ventures come strumento di accesso al mercato interno. 

Ed è infatti da questo momento che i Marchi europei in Cina vedono ridotti sia gli investimenti effettuati, sia la quota proporzionale di aiuti governativi per le BEV, sia le quote di mercato dei loro Brand nel mercato interno.

 

Il futuro? Per me, se leggerete gli articoli già fatti su Autoprove, a questo punto è soprattutto in Africa.

 

DieselGate e Volkswagen. Scandalo o spinta a tornare ragionevoli?

Nessuno si spinge a ricordare il monito e la previsione dell’emerito Professore Carlo Rubbia, Premio Nobel solo quando ci pare, evidentemente: secondo il suo parere eminente e tecnico – espresso nel 2009 se non ricordo male -lo Step Euro IV era e sarebbe stato di per sé già la soglia di eccellenza e di ragiungibilità pratica per il taglio di emissioni di un motore endotermico Diesel. Forse, aveva ragione Lui.Perché era nell’aria, quella sorta di scandalo mediatico che – non so perché – a me ricordò subito una versione “transatlantica” del famoso scandalo “Test dell’Alce” in chiave “romanzo Noir”. Detto senza imbarazzo ancora oggi sono persuaso, senza però il supporto probatorio, che il Dieselgate sia stato una bellissima sceneggiatura con tanti registi, due Sceneggiatori ed un solo attore protagonista: il Gasolio.

Ma non conta quello che penso, e dunque ricapitoliamo i passaggi chiave secondo le risultanze storiche e di cronaca: è il 2012 e la celebre “West Virginia University” decide di svolgere dei test per misurare le emissioni “EFFETTIVE” di alcune auto Diesel vendute negli Stati Uniti, dotandosi di un sistema di rilevazione “onboard” realizzato in Giappone. Dalla serie di rilevazioni risultò che il motore 2000 cc. Turbodiesel serie “TDI” (il corrispondente “Euro V” montato in Europa anche sulle Golf della VI° Serie) produceva emissioni peggiori e sostanzialmente non conformi nell’uso convenzionale a quanto dichiarato da Wolfsburg in omologazione. 

E il problema non era solo per “Golf” ma anche per modelli comunque importati e venduti negli USA come “New Beetle”, “Jetta”, “Passat” “A3”, ed altri modelli. Ma come era arrivata la “West Virginia University” a poter avere in dotazione, testare e monitorare una decina circa di modelli da sottoporre a Test, e su cosa aveva fondato la selezione dei modelli da testare? 

Facile la prima risposta : a commissionare all’Università i controlli affidando le diverse auto era stato l’International Council on Clean Transportation – ICCT che tuttavia, badate bene, non era un organismo istituzionale, né amministrativo ne’ legislativo americano, ma un Ente “No Profit” per quanto autorevole; alla seconda domanda solo la Provvidenza può dare risposta, ed è per questo che manca un tassello tra l’ammissione spontanea della Volkswagen che fondamentalmente riscontra un test autorevole ma comunque non di “diritto” federale. Governativo o ministeriale. 

 

Eppure Volkswagen ammette esplicitamente le risultanze che l’International Council on Clean Transportation – ICCT” pubblica nel 2014 inviandole al “CARB – California Air Resources Board” e proprio all’Ente Federale EPA. Da qui, dall’ammissione esplicita da parte di Volkswagen di aver “corrotto” funzionamento e livelli di emissione di ben 11 milioni di vetture vendute negli USA attraverso l’interposizione di un Software additivo dentro il Sistema elettronico di controllo originale. Ma come, 11 milioni? Eh, già: il motore “incriminato” della Volkswagen – il “2.0 TDI” – era entrato in commercio negli USA nel 2007, abbastanza vicino al trionfo storico di Audi con la sua “TDI” a Le Mans nell’estate precedente, dunque sfruttando la corrente favorevole di media e reputazione sportiva anche nel mercato americano. 

 

Eppure c’è un antefatto che si lega a questa avventura: il sistema di controllo e limitazione delle emissioni in vigore in America all’epoca è un po’ diverso da quello in vigore in Europa nel passaggio tra Euro “IV” ed Euro “V”. In particolare gli USA sono molto più vincolanti sulla emissione di “NOx”, inquinante sul quale invece la Volkswagen non riesce a trovare la quadra scendendo ai valori minimi di norma. Proprio per questo si accorda nel 2005 con Mercedesper la licenza del sistema di monitoraggio e regolazione  SCR (Selective Catalytic Reduction) denominato “BlueTec”; salvo recedere dall’accordo di licenza due anni dopo, riscontrandone un costo eccessivo; ed a quel punto Volkswagen decide di sviluppare un proprio Software dedicato. Evidentemente i risultati di questa scelta sono stati resi noti a tutti a Ottobre 2015.

E però dopo l’”Outing” di Volkswagen che ha ammesso la responsabilità diretta nel “DieselGate” americano, l’EPA (Environmental Protection Agency) ha dichiarato di voler estendere i controlli anche su altri Marchi importatori negli USA di motorizzazioni Turbodiesel.Ovviamente, tra flagranze scoperte dalle Istituzioni USA, autodenunce e ammissioni parziali, si costruì in pochi anni una lista interminabile di Gruppi e Marchi implicati nello scandalo emissioni.

 

Quello che però entrò inizialmente, improvvisamente e progressivamente in crisi nell’immagine mediatica globale fu proprio la Germania, e proprio per questo legame a doppio filo tra il sistema socio politico tedesco così incombente nella gestione di Bruxelles e il colosso di Wolfsburg, improvvisamente sprofondato in uno scandalo internazionale abbastanza deleterio per l’immagine del Gruppo. Non fu un 2015 esaltante per diversi fronti della presunta “superiorità” tedesca peraltro corroborata dalla vittoria ai mondiali del 2014.

Nello stesso anno negli USA circa 30.000 Mini erano state messe sotto osservazione per problemi durante i “Crash test”; Vw doveva rassegnarsi all’idea che la Bugatti “Veyron” dei sogni gli aveva fatto perdere un Miliardo di Euro, praticamente la ripetizione delle perdite che Mercedes lamentava dall’avventura “MCC Smart” che aveva vinto la classifica non esaltante di Auto che era costata piu’ perdite ad una Casa Costruttrice.


Tuttavia il mercato auto e l’orizzonte politico erano ancora davvero positivi, e proprio Vw era passataall’inizio del 2014 alle cronache per i “Bonus” elargiti ai suoi dipendenti.

Ma era in arrivo la prima gelata: la questione “Ucraina/Russia” e il temporaneo blocco di un mercato che in Germania è sempre stato strategico. Poi è arrivato il “Quantitative Easing” della BCE che ha tolto alla Germania il particolare privilegio di poter finanziare le sue Imprese a tassi bassissimi espandendo una facilitazione monetaria a tutti gli altri Paesi Europei. Poi nel 2015 il terremoto estivo della Borsa di Shanghai e la frenata sulla prospettiva di crescita cinese, Paese dove i giganti tedeschi avevanoinvestito decine di miliardi di Euro.

Infine, ad estate non ancora finita, ecco lo scandalo delle emissioni del Gruppo Volkswagen.

 

Ormai la “bomba” era scoppiata: l’Automotive  tedesco non era più la invincibile macchina da guerra che sinora era sembrata.

Sembravano passati secoli dal primo scandalo ancora raccontato e ricordato in casa Volkswagen, quando cioè l’ammiraglia rappresentativa di tutto il Gruppo in America, la “5000” di Audi fu indagata per il sospetto di malfunzionamento dell’acceleratore elettronico colpevole, secondo le inchieste, di gravi incidenti. Dal 2015 al 2025 realmente l’immagine di Germania e Volkswagen si è di nuovo appaiata in una prospettiva nuvolosa, con la nazione tedesca in una spirale di frenata economica contemporanea a segnali di forte criticità per il Marchio di Wolfsburg. 

Nel frattempo, mentre l’immagine “Full Electric” di Volkswagen è ancora incerta e da costruire per posizionamento ed assortimento, quel Diesel che per Wolfsburg è stato letale sta tornando imperiosamente nel futuro e nelle scelte commerciali di diversi Brand concorrenti di Volkswagen. 

Come andrà nel prossimo futuro? Forse è proprio qui la questione: Volkswagen, per affrontare il proprio futuro, dovrebbe ritornare ad essere fedele al suo passato. A me, personalmente, pare proprio che l’”Auto del Popolo” debbatornare vicina al popolo. Quello che negli anni l’ha resa grande. 

 

Riccardo Bellumori

Mattel sfida Lego e lancia le sue auto

Per anni, Lego è stato il campione indiscusso dei mattoncini a tema automobilistico, offrendo set con licenza e altamente desiderabili praticamente a ogni prezzo. Il suo monopolio è finito, però, perché Mattel ha lanciato la sua nuova linea Brick Shop e la sua prima collezione – una collaborazione con Hot Wheels – punta dritto al pubblico di appassionati che ha fatto guadagnare molti soldi al rivale danese negli ultimi tempi.

Questi modelli non hanno le funzionalità della serie Technic di Lego, come motori in movimento, trasmissioni e sospensioni, ma compensano offrendo quella che sembra una maggiore somiglianza con le auto reali e con i componenti in metallo. Inoltre, vengono forniti pezzi extra per personalizzare la propria costruzione, come copricerchi diversi e decalcomanie su licenza. Ogni set offre anche qualcosa che Lego non può offrire: un modello Hot Wheels in scala 1:64, esclusivo della collezione.

I SET DI MODELLI

Mattel lancia la collezione con tre livelli di set, che aumentano di scala e di dettaglio man mano che si sale di prezzo. Proprio come la Speed Champions di Lego, la Speed Series costituisce la base della linea in scala 1:32 e include porte apribili e copriruota intercambiabili, con la Cadillac V-Series.R LMDh racer, la Maserati MC20 (completa di porte a farfalla) e la Chevrolet Camaro 1968 personalizzata disponibili al lancio.
La serie Elite passa alla scala 1:16 e aggiunge le parti metalliche già citate, lo sterzo funzionante e ulteriori opzioni di personalizzazione. Le auto incluse in questa serie sono la Chevrolet Corvette Grand Sport C2, un pick-up Chevrolet del 1962 personalizzato e la preferita di questo autore, la Honda NSX originale, che viene persino fornita con le TE37 Volk Racing in bronzo con licenza. Ma il fiore all’occhiello è la Serie Premium, con un solo modello, la Mercedes-Benz 300SL, presentata in scala 1:12 con il massimo livello di dettaglio.

I prezzi partono da 19,99 dollari per la Speed Series, fino a 49,99 dollari per la Elite Series e 119,99 dollari per l’unico set della Premium Series. I set Marvel Brick Shop Hot Wheels sono disponibili su ordinazione presso rivenditori selezionati in tutto il mondo e arriveranno sugli scaffali quest’estate.

Nuova Jeep Compass: fa sul serio

La nuova Jeep Compass è an un passo dal lancio sul mercato,

La produzione in serie della novità del marchio americano sarà avviata presso lo stabilimento italiano del colosso automobilistico Stellantis. Il modello è destinato principalmente al mercato europeo.

Una delle novità precedentemente annunciate da Stellantis è il crossover Jeep Compass di nuova generazione. Ricordiamo che la prima immagine di questo SUV del marchio americano è stata pubblicata nell’autunno del 2024, mentre una serie di teaser sono stati pubblicati all’inizio di marzo e aprile di quest’anno. In precedenza è stato riferito che l’anteprima della novità avverrà entro la primavera del 2025. Il nostro designer Nikita Chuiko ha recentemente suggerito il probabile aspetto di questo crossover.
E ora l’aspetto del modello non è più un segreto: le foto della nuova Jeep Compass sono arrivate sul web prima della prima, sono state pubblicate dall’edizione brasiliana di Quatrorodas. Il crossover, progettato nello stile della compatta Avenger, ha ricevuto una nuova ottica a LED, e i fari sono visivamente collegati con la griglia del radiatore, composta da sette elementi separati.

A giudicare dalle foto, la prossima Compass avrà passaruota allargati, cerchi originali, maniglie delle porte “normali”, un massiccio dodger in plastica non verniciata lungo il perimetro della carrozzeria, diverse opzioni di design per la presa d’aria integrata nella parte inferiore del paraurti anteriore (probabilmente, a seconda della versione), capote nera, montanti del tetto e barre sul tetto di colore simile, nonché alloggiamenti degli specchietti retrovisori esterni.ii

IL RILANCIOUH UN

Il posteriore è dotato di uno spoiler sulla parte superiore del portabagagli, nonché di un grande “mono-lanterna” con motivo luminoso a “X”, scritta illuminata con il nome del marchio; inoltre, l’elemento di grandi dimensioni include un posto per attaccare il segno di immatricolazione statale. Dall’alto del tetto è possibile vedere l’antenna “a pinna di squalo”.

A giudicare dall’unica foto, nell’abitacolo della Jeep Compass di nuova generazione sarà possibile notare un assetto combinato con cuciture bianche, decoro “sotto legno”, un tablet orizzontale piuttosto grande del sistema di infotainment, al di sotto del quale è presente una serie di pulsanti fisici, oltre a un dispositivo per la ricarica wireless degli smartphone; è presente un tetto apribile.

Nella foto: gli interni della nuova generazione di Jeep Compass
Come riportato da Kolesa.ru, il nuovo crossover è basato sulla piattaforma STLA Medium, appartenente al colosso automobilistico multimarca Stellantis. Questo “carrello” mette in relazione la novità con le attuali Peugeot 3008, Peugeot 5008, Opel Grandland e DS #8. Non ci sono ancora molte informazioni ufficiali sulla tecnica, ma si sa che il modello di prossima generazione sarà offerto sotto forma di ibrido “convenzionale” e ibrido plug-in, oltre che come auto elettrica a tutti gli effetti.

Il prezzo della Jeep Compass di nuova generazione non è ancora stato comunicato. Su uno dei maggiori mercati europei, in Germania, l’attuale crossover può essere acquistato per almeno 39 900 euro, e per la versione 4xe qui si chiedono almeno 50 200 euro.

Nuova Audi RS Q8 Mansory: mostro

Un’altra bestia si è recentemente aggiunta al catalogo di MANSORY. Il tuner tedesco ha deciso di lasciare da parte le auto italiane e inglesi per dedicarsi a una tedesca, l’Audi RS Q8. Il SUV sportivo rinnovato è passato tra le sue mani e la potenza offerta è travolgente.
L’Audi RS Q8 più brutale del pianeta è già reale, non è la firma di Audi e nemmeno Lamborghini oserebbe tanto.
L’Audi RS Q8 è una bestia con più di 600 CV e, solo per alcuni, raggiunge vette inimmaginabili.
MANSORY è più che fedele ai suoi principi, in cui lusso, esclusività e potenza si uniscono per offrire vere e proprie macchine dei migliori asfalti, allo stesso tempo che cavalcano per essere ammirate. Dopo averlo fatto con modelli di prestigiosi marchi britannici e italiani, è stata ora la volta di una vettura tedesca che, sicuramente, era in cantiere da tempo.

Si tratta della potente Audi RS Q8. Una bestia tremenda tra la vasta gamma di SUV sportivi che ora ha raggiunto un nuovo livello grazie allo specialista tedesco del tuning. Una disciplina oggi praticamente limitata ai ricchi che cercano la più squisita delle distinzioni, e che si può trovare in questa creazione sul modello dei quattro anelli piena di fibra di carbonio.

UNICA E INIMITABILE

Naturalmente, questa Audi RS Q8 di MANSORY non è discreta. Il kit appositamente sviluppato presenta un frontale straordinariamente aggressivo che conserva solo la griglia single-frame. Il resto è completamente nuovo, con cornici più affilate ed enormi prese d’aria che occupano quasi l’intera superficie del paraurti. Il carbonio a vista riveste tutti i bordi, aggiungendo una striscia di LED nella parte inferiore, sopra il sottile spoiler.

CALCOLA ORA IL PREZZO DELLA TUA ASSICURAZIONE AUTO
Calcola il tuo prezzo online
La verniciatura nera contribuisce a nascondere l’attraente finitura del materiale leggero, ma anche a creare un contrasto sorprendente con i dettagli decorativi gialli. Il pacchetto esterno è completato da una grande presa d’aria aperta sul cofano, parafanghi svasati, minigonne laterali, un diffusore aerodinamico e un sistema di scarico con tre terminali disposti a triangolo.

Questa Audi RS Q8 più cruda presenta anche due spoiler posteriori, quello tipico sopra il portellone posteriore e uno nella funzionalità attiva sotto la sporgenza del lunotto. All’interno, questo SUV sportivo non ha eguali, con un abitacolo interamente rivestito in pelle gialla, dal pavimento al tetto, ai sedili e al volante. I lati del tetto panoramico sono ornati da una coltre di stelle in stile Rolls-Royce.

La Lamborghini mette alla prova una Urus al Nürburgring che nasconde molto di più di quanto si possa immaginare
NOTIZIE
La Lamborghini mette alla prova una Urus al Nürburgring che nasconde più di quanto sembri

PRESTAZIONI ESAGERATE

L’ammiraglia Audi vanta prestazioni da urlo con il suo motore V8 biturbo da 4,0 litri e una potenza massima di 640 CV. Troppo per la maggior parte degli automobilisti, con cui raggiunge i 100 km/h da fermo in soli 3,4 secondi, ma MANSORY non si accontenta di queste cifre e ha implementato significativi miglioramenti.

Nuovi turbocompressori e intercooler, un filtro dell’aria sportivo, un sistema di scarico sportivo – senza catalizzatore – e una centralina del motore modificata hanno portato la potenza massima della RS Q8 a 1.000 CV e 1.250 Nm di coppia. Non è la norma, ma il tuner ha aumentato le prestazioni di 360 CV, mantenendo il riserbo sui dati relativi alle prestazioni. Non ha nemmeno bisogno di dirli, perché è chiaro che lo scatto da 0 a 100 km/h dovrebbe avvenire in meno di tre secondi…