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Tre anni di Post su Autoprove: il racconto dell’Auto che nessuno osa 

Se avete pazienza e bontà di leggere i nostri articoli dalla fine del 2022 ad oggi, e li confrontate con il resto della cosiddetta Stampa informata, o con gli spazi Web dei tanti Guru delle notizie certe e della verità calata dall’alto, potreste davvero meravigliarVi della dabbenaggine con cui Vi siete per anni “sintonizzati” su canali informativi erronei non per mancanza di notizie ma per mancanza di libertà di analisi e buon senso. A Vostro unico danno, purtroppo: perché potete star certi che chi Vi ha propinato baggianate mediatiche il proprio ritorno lo ha avuto senz’altro.

Per cui dovete oggi fare i conti con una dinamica informativa “a pipistrello” grazie alla quale dalle medesime piattaforme “pregiate” siete stati edotti inizialmente della irresistibile avanzata del mondo elettrico, per poi capire che quel mondo elettrico in rapida avanzata era in realtà semplicemente l’estensione ed implementazione ibrida delle vecchie architetture endotermiche che per effetto della “elettrovestizione” Vi sono state riproposte a carissimo prezzo (Link).

E credo che la cosa migliore per renderVi il succo – a Vostra scelta – di quello che in tre anni abbiamo potuto, voluto e saputo raccontare a seconda dei temi chiave, può essere solo il richiamo ai diversi Link che Vi rimanderanno ai vari contenuti e sui quali se volete potete cliccare per leggere in dettaglio cosa siamo stati in grado di scrivere in anticipo di mesi su buona parte della cronaca nazionale.

Vi sarà di certo capitato poi di essere informati del “contrordine Compagni” fatto di correzioni redazionali in corso d’opera durante le quali le stesse fonti informative che celebravano anzitempo il funerale all’Endotermico si sono dovute ripresentare senza vergogna alcuna ad annunciare la 

resilienza imprevista del motore classico ed il ritorno di fiamma tra automobilisti e Gasolio dieci anni dopo il Dieselgate  (Link).Un ritorno di fiamma che coincide con un ritorno alla razionalità costruttiva che è figlia di quella “pulizia” mediatica e commerciale della bufala sostenuta per anni secondo cui al crescere di potenza e prestazioni dei Turbodiesel si verificasse un costante calo di consumi ed emissioni…Anche su questo siamo stati profetici.

Ed infine i siete persino dovuti sorbire la rincorsa alla serrata da parte dei principali organi di informazione che hanno deciso alla fine di “fare un mazzo così” – in tema di propaganda negativa – al mondo Full electric solo dopo aver preso atto senza timore di smentita che lo stesso è ormai, per il prossimo quarto di secolo, soltanto un inutile “Panda” tecnologico che nessun WWF della decarbonizzazione in Automotive si sogna più nemmeno di proteggere o sostenere. Insomma, i Media hanno deciso bene di seppellire un mondo BEV occidentale in stato di coma. Bella impresa…

Questo quel che “gli altri” Vi hanno somministrato a vario titolo da pagine di stampa riccamente finanziata dalla pubblicità e da piattaforme Video e multimediali a loro volta talmente intrise di interesse privato da appalesarne l’evidente stato di disagio ad ogni “Errata Corrige” obbligata dal mercato. (Link)

 

Ed in effetti guardate le cifre di alcune piattaforme Web o Riviste di rango durante questi ultimi cinque anni dal Lockdown: alcune sono finite, scomparse; la maggior parte ha tagliato budget pubblicitari e operatori di Redazione; una buona fetta vive la tragedia di un “Dowsizing“ oltre a quello di un “Downgrading” delle visite e degli acquisti in Edicola. 

Autoprove ha festeggiato dieci anni lo scorso anno, non si è autoridimensionata né ha vissuto alcun Downgrading, nel suo essere piattaforma di news, Consulenza e servizi per l’Automotive. Anzi sta crescendo, nella Jungla delle piattaforme su cui gira e che ogni tanto ci fanno impazzire con reset, aggiornamenti e malfunzionamenti ricorrenti; e soprattutto pur con il turn over di contenuti e partner che di anno in anno si rinnovano. 

 

E se solo una volta ci siamo un poco montati la testa per raccontare la serie di tracce che ci davano ragione al punto di farci azzardare doti di preveggenza (Link).

In questi anni Autoprove ha imparato a navigare con la sua dignitosa zattera bene in piedi nel mare tempestoso dell’Automotive odierno. 

Ma mai, né con riferimento alla nostra piattaforma né con riferimento al mercato Auto, abbiamo tuttavia abusato della parola più ridondata e spropositata del momento: CRISI.

Anzi, unica nel panorama, Autoprove ha spiegato come l’Auto europea mai nata non può essere mai stata in crisi. (Link) .Ironia? No, rassegnazione. E sana disillusione.

Nessuna crisi commerciale, insomma, ma piuttosto di “sistema”

Un sistema dove l’Occidente ha offerto prima di tutto in pasto al Management vincente degli orientali il proprio parco buoi fatto diDirigenti impallati, avidi, limitati, a volte lavativi ma soprattutto figli di una tradizione consociativa e raccomandista nella elezione di veri e propri inetti a capo di strutture che hanno mostrato di non saper guidare. Ad eccezione, purtroppo, del solo e mai troppo rimpianto Sergio.Marchionne.(Link).

Al contrario, Autoprove Vi ha passato in rassegna, durante questi tre anni, una visione estesa e molto meno “plastica” della realtà del mondo Automotive che siamo riusciti, tra i pochi, a declinare alla Vostra attenzione su tre livelli tra loro simmetrici e poche volte tangenti: il mondo asiatico, Europa ed Occidente, e il mercato in attesa di esplodere (India ed Africa su tutti).

Dunque, se avete avuto la forza e la pazienza di leggere a volte anche sei o sette pagine di formato Word A4 per cogliere tutte le mie considerazioni su un argomento specifico (scommessa questa che l’ottimo Antonio Elia ha voluto azzardare, in un ambito Web dove non importa quanto sciocco sia quel che scrivi, basta che sia sintetizzato in 400 – 500 parole di testo; e per fortuna con le nuove regole “SEO” la schiavitù delle parole chiave ha finalmente allentato la stretta sui maroni di chi scrive….) Vi sarete resi conto che Vi abbiamo, lungo tre anni, spiegato in perfetta controtendenza questi aspetti chiave del mercato Auto:

Occidente e Oriente, due mondi dell’Auto che si incrociano a danno della vecchia Europa

Avevamo ben allertato su alcuni rischi che esulavano dal solo problema delle immatricolazioni annue in Europa: il problema della BER (Link) sia nella sua costruzione normativa sia nella ragionevolezza del sistema in cui deve inserirsi (Link), il problema dell’Aftermarket (Link) e della Logistica (Link) che rischia di soffocare a confronto della super organizzazione asiaticache non è più solo numerica ma anche qualitativa (Link); abbiamo doverosamente aggiunto in diversi contributi tuttavia anche il giusto rilievo al fatto che parlare di “auto cinesi” in senso dispregiativo è davvero infantile visto che (Link) ci stanno battendo anche sulla Logistica di Ultimo Miglio, da tempo baluardo della tecnologia europea; e che sulla reputazione di prodotto (Link) i cinesi non sono certo inferiori agli occidentali; ma ci è sembrato anche giusto correggere un tiro decisamente pretestuoso sul valore residuo in fase di Remarketing ( Link).

Abbiamo anche mostrato (Link) che il mondo cinese era in grado di far tremare più di un Costruttore europeo sia sul lato umano che stilistico (Link).

ed abbiamo chiarito a Voi, senza timore di smentita, cosa il mondo elettrico aveva scongiurato nel mercato endotermico e classico europeo: il rischio di un Default creditizio legato all’eccesso di credito (Link) ma anche agli ABS (Link); e il nuovo paradigma BEV ed Hybrid ha cancellato una articolazione dei listini che era diventata mortale per il mercato (Link) costringendoci a pagare sostanzialmente di più qualcosa che avevamo già in origine (Link)e forzandoci in domande che mai avremmo pensato di fare e di farci (Link).

I tedeschi: come al solito, fanno solo più casino e guai…

Impossibile parlare di Automotive europeo senza tracciare il percorso a metà tra il virtuoso ed il pernicioso della Germania(Link) in tutto e per tutto ausiliata da Bruxelles (Link)  e che ha ancora nella Volkswagen il simbolo iconico del disastro del Dieselgate di dieci anni fa esatti (Link). 

Germana che ha però adocchiato l’Africa come terra di conquista per le sue BEV Link) forse per delocalizzare la crisi che sta investendo temporaneamente il Paese (Link); e probabilmente per approfittare delle opportunità che il Continente può dare anche nell’Aftermarket (Link); e forse, approfittando della palude politica in cui è sprofondata la Francia (che ha storicamente nel Nord Africa una sorta di isola pedonale) per conquistare un mercato promettente ( Link)  come a loro volta fanno gli USA con l’India (in un trend nel quale prima o poi si inserirà anche la Gran Bretagna (Link). Vada come vada, speriamo solo che da questa nuova eventuale tappa tedesca in Africa non arriveranno altri conti da pagare a tutti noi europei. (Link)

 

Auto Elettrica: Grazie le faremo sapere ! I motivi di un Flop preannunciato

La certezza fideistica che il mondo BEV non avrebbe mai superato, nel corso di un decennio, una presenza pari al 15% del parco circolante in Europa ed al massimo una quota del 20% sull’immatricolato annuo della UE è stato il nostro leit motiv” contro l’informazione di settore di almeno otto anni dal 2012 fino alla Pandemia; poi è pervenuto un poco di buonsenso.

Questa favola tuttavia noi Ve la abbiamo serenamente smentita da tempo parlandoVi di Milestones (Link) di interessi politici (Link). Abbiamo anche spiegato che l’UE con questa fisima della decarbonizzazione sta diventando schizofrenica (Link) e soprattutto sta alimentando una semplice chimera (Link) nella quale ecobonus, incentivi e SuperDazi mostrano la reale confusione che regna sovrana a Bruxelles. (Link) e spiegano bene la vacuità dei Superdazi che ci portano dritti ad una possibile nuova guerra contro Trump per i superdazi del 50% alla componentistica (Link).

Eppure in questo ginepraio siamo riusciti a spiegarVi come l’Auto elettrica abbia ben svolto il compito di ammazzare le Utilitarie (Link) ed il Mass Market (Link); mentre poco dopo i vari dietrofront sul no alle endotermiche, ed infine il rischio che l’Europa diventasse terra di licenze per le linee produttive asiatiche(Link) da esportare in Africa, tutto ciò ci ha spinto ad aprire un faro su un possibile equivoco: cosa è davvero “vecchio” e nuovo” nel mondo 100% elettrico (Link)? 

Ed alla fine non è stato meglio per molti “perdere tempo” invece che buttarsi a picco nella concorrenza immediata dentro un mercato impazzito?( Link)

Ovviamente in questo il ruolo di strumento di confusione di massa delle Hybrid viene spiegato benissimo nel senso di una chiave di volta per riportare in su i Listini (Link); mentre il rischio rincari per le multi alimentazioni per endotermiche e Hybrid (Link) ci ha spinto a ricordare che fra i Guru dell’etanolo per combustibile ci fu Raul Gardini (Link); ed abbiamo voluto ricordare, nella menzione anche al mercato del GNL, come le multi alimentazioni possano essere anche un motivo di risveglio dell’Usato (Link).

L’auto costa più cara? Ma per carità, il problema è che non sanno più venderla

così come è il mercato auto è in crisi? Lo dicono gli altri, ma noi spieghiamo perché il problema delle vendite risiede nei Dealer (Link) e non certo nel prezzo di acquisto aumentato (Link) visto che abbiamo dimostrato l’esatto contrario (Link).

 

Ed allora, cosa frena le vendite di auto in Italia ed Europa ??Leggetelo Voi da noi, (Link) anche se in Italia il problema è sempre il benaltrismo (Link) mentre invece noi crediamo che in Italia sia arrivato il momento buono per fare chiarezza sul Made in Italy: se ne parla troppo e ce n’è sempre meno in giro (Link)

Ed alla fine ci pare proprio il caso di rinnovare l’atroce dubbio: ma non è che in Europa l’Automotive sta ritornando ad essere una proprietà degli Stati nazionali, e che la strategia di indebolimento dei Costruttori sia funzionale ad un passaggio di consegne che riporterebbe il mercato a quel che fu fino al secondo Dopoguerra? (Link).

Nulla di male, ma se io dovessi scegliere se consegnare il patrimonio Automotive europeo ai Governanti in giro per i diversi Stati o se cederlo ai cinesi, non avrei dubbi: la Cina è in questo caso molto più vicina. E più affidabile.

Riccardo Bellumori

 

Nuova Voyah 9L Taishan: super SUV

Il nuovo Voyah 9L Taishan sarà un super SUV ibrido Plug-in.

Il marchio Voyah, di proprietà della società cinese Dongfeng, è apparso nel 2019: sotto questo marchio si prevedeva di produrre modelli completamente elettrici e ibridi plug-in. L’attuale gamma di modelli di questo marchio comprende attualmente i SUV Courage e Free, la berlina di punta Passion e il lussuoso minivan Dream. A breve entrerà a far parte della gamma un grande crossover a tre file.

Secondo l’edizione cinese di Autohome, il nuovo SUV del marchio Voyah sarà chiamato 9L Taishan (non è escluso che la versione destinata all’esportazione avrà un nome diverso). Ora le foto e i primi dettagli su questa vettura sono apparsi nella banca dati del Ministero dell’Industria cinese. Si presume che Voyah 9L Taishan sarà in grado di competere sul mercato con il grande crossover Zeekr 9X.
La lunghezza complessiva della nuova Voyah è di 5230 mm (9 mm in meno rispetto alla Zeekr 9X), la larghezza è di 2025 mm (4 mm in meno), l’altezza è di 1817 mm (2 mm in meno) e la distanza tra gli assi è di 3120 mm (49 mm in meno). Il crossover 9L Taishan ha una grande griglia cromata con un motivo a barre verticali sottili e ravvicinate (in stile Rolls-Royce), una cornice compatta e il logo del marchio al centro.

IL NUOVO TOP DI GAMMA

Il SUV Voyah a tre file di prossima uscita ha ricevuto un sistema ottico a due piani, una presa d’aria centrale trapezoidale con barre nere verticali e una coppia di prese d’aria laterali con un motivo a rete a maglie fini.

La novità sfoggia un lidar integrato nella parte anteriore del tetto, normali specchietti esterni, maniglie delle porte incassate, bordi cromati della linea dei finestrini laterali e cerchi simili, anch’essi decorati in stile “lusso”.

La parte posteriore della 9L Taishan è impreziosita da uno spoiler essenziale nella parte superiore del quinto portellone, da fanali posteriori realizzati come un unico elemento che attraversa tutta la larghezza del bagagliaio e da una coppia di riflettori orizzontali stretti situati nella parte inferiore del paraurti posteriore.

Non ci sono ancora informazioni sull’interno del SUV Voyah. Si sa che l’abitacolo avrà una configurazione a tre file, probabilmente pensata per sette o sei passeggeri. I media cinesi sottolineano anche che il modello sarà dotato di un sistema di assistenza alla guida elettronico sviluppato da Huawei.

Non ci sono ancora informazioni complete sul “riempimento” della Voyah 9L Taishan. Come riportato in precedenza da Kolesa.ru, il modello sarà basato su una piattaforma con architettura elettrica da 800 volt e sono previste sia versioni ibride plug-in che completamente elettriche. Secondo le informazioni provenienti dalla banca dati del Ministero dell’Industria e del Commercio della Repubblica Popolare Cinese, il sistema ibrido plug-in comprenderà un motore turbo da 1,5 litri con una potenza di 150 CV, nonché una batteria di trazione agli ioni di litio di CATL e Honeycomb Energy (capacità sconosciuta). L’autonomia in modalità solo elettrica, calcolata secondo il ciclo CLTC, sarà di 370 km, mentre l’autonomia complessiva sarà di 1400 km. Gli altri dettagli tecnici saranno resi noti in seguito.

Nuova Changan Deepal S05: Anteprima

Siamo volati a Monaco di Baviera dove, in occasione del salone IAA Mobility 2025, è apparsa la Changan Deepal S05.

Changan è pronta a conquistare il continente europeo, come già annunciato da altri marchi locali. Si tratta di una delle aziende più importanti e performanti del Paese dell’Asia orientale, che ha stretto importanti partnership con produttori europei per scambiare tecnologie e produrre modelli nel gigante cinese.

Changan vende già un modello nel continente europeo. L’innovativo Deepal S07 è stato presentato la scorsa primavera in alcuni paesi dell’Europa centrale, un SUV lungo poco più di 4,7 metri e dotato di equipaggiamenti all’avanguardia per conquistare il vasto ed esigente pubblico occidentale, che ora ha una nuova offerta. Si chiama Changan Deepal S05 ed è attualmente disponibile solo in Norvegia, ma con argomenti importanti che sono propri di un leader di mercato.

STILE DISTINTIVO

La Changan Deepal S05 è un SUV all’avanguardia, sia nella parte anteriore che in quella posteriore, e grazie ai suoi enormi cerchi in lega da 20 pollici con un tocco sportivo. All’interno offre spazio per cinque passeggeri, il volante ha una forma leggermente ovale e un grande touchscreen da 15,4 pollici centralizza tutte le impostazioni del controllo del telaio e delle dotazioni di comfort.

La Changan Deepal S05 ha un bagagliaio con una capacità di 492 litri, a cui si aggiungono 152 litri dal bagagliaio anteriore.

Changan, che intende vendere circa 2.000 esemplari della nuova Deepal S05 in Norvegia nel corso del 2026, sa bene che il prezzo è fondamentale per consentire al produttore di conquistare quote di mercato rispetto ai marchi più tradizionali, motivo per cui il prezzo della Deepal S05 è più che interessante: costa 33.275 euro.

Tra i suoi vantaggi c’è anche la trazione integrale grazie a due motori elettrici con una potenza totale di 435 CV, che le consentono di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 5,5 secondi. La batteria è al litio-ferro-fosfato (LFP), ha un’autonomia di 445 chilometri ed è coperta da una garanzia di otto anni o 200.000 chilometri.

Nuova Ferrari 849 Testarossa: Dati Tecnici e Foto

Ferrari ha presentato ufficialmente la 849 Testarossa, svelando questa sera a Milano la sostituta della SF90 Stradale, dove ospiterà potenziali clienti dell’auto per i prossimi tre giorni. In anticipo sull’evento, l’ibrida plug-in è stata mostrata a membri selezionati della stampa automobilistica durante un’anteprima speciale.

Parleremo presto delle caratteristiche tecniche della nuova proposta, ma prima affrontiamo il punto più discusso: il nome. Sono state apportate abbastanza modifiche da considerarla una nuova vettura, e quindi quel nome scelto, che naturalmente evoca per molti l’auto che lo portava quattro decenni fa.

Gli appassionati più attenti avranno subito notato l’assenza delle prese d’aria laterali, e quindi la domanda naturale è: prende in prestito qualcosa o rende omaggio in qualche modo allo stile della Testarossa del 1984? Secondo il capo del design Flavio Manzoni, la risposta è no.

Tuttavia, il nome è profondamente legato alla storia di Maranello, con una eredità di quasi 70 anni, poiché fu usato per la prima volta sulla 500 TR nel 1956 per descrivere il colore dei coperchi delle camme di alcuni dei motori da corsa Ferrari più estremi, ad alte prestazioni e iconici, prima di essere applicato al Tipo F110, che è l’immagine associata nella mente di molti ogni volta che viene menzionato. Con il tempo, questa nuova vettura dovrebbe diventare il riferimento principale quando si parla del nome.

IL DESIGN UNICO

Detto ciò, passiamo all’auto, che viene introdotta contemporaneamente in versione coupé e Spider, per offrire ai clienti una scelta più semplice fin da subito. Come la sua predecessora, la 849 Testarossa mantiene il motore V8 biturbo abbinato allo stesso layout a tre motori elettrici, due dei quali indipendenti e posizionati sull’asse anteriore, con il terzo, un MGUK (Motor Generator Unit, Kinetic) al posteriore, collocato tra il motore e il cambio.

Come per la SF90, che presentava una versione ampiamente rielaborata del motore F154 tanto da essere considerata nuova, anche la 849 fa lo stesso, rinnovando profondamente il gruppo propulsore precedente al punto da meritare la designazione F154FC. La cilindrata rimane 3.990 cc, ma l’unità ora produce 50 CV e 42 Nm in più rispetto a prima.

Da sola, l’unità termica eroga 830 CV a 7.500 giri/min e 842 Nm a 6.500 giri/min (780 CV e 800 Nm sulla SF90). Questo incremento è stato ottenuto rivedendo i componenti, tra cui un turbocompressore completamente nuovo e più grande, testate, blocco motore, collettori di scarico, plenum di aspirazione, viti in titanio, sistema di distribuzione e rail del carburante.

Il pezzo forte è il turbocompressore, il più grande mai montato su una Ferrari di produzione, adottato con cuscinetti a basso attrito derivati dalla F80 e uno scudo termico innovativo sulla carcassa della turbina (ispirato alla 296 GT3) per migliorare la gestione termica nel vano motore. Le giranti del compressore e della turbina sono state ottimizzate in termini di materiali e aerodinamica, e una strategia di calibrazione raffinata minimizza il turbo lag e mantiene la reattività del motore.

Anche l’intercooler è stato ricalibrato per gestire l’aumento di potenza e migliorare l’efficienza termica. Altrove, l’alleggerimento degli alberi a camme e l’adozione di viti in titanio significa che l’aumento di potenza è stato ottenuto senza penalizzazioni di peso.

La parte elettrica del sistema propulsivo continua a offrire la stessa potenza di prima, ovvero 220 CV, e i componenti associati e le specifiche rimangono simili a quelle precedenti, con una batteria agli ioni di litio da 7,45 kWh (7,9 kWh sulla SF90) in grado di fornire all’auto un’autonomia elettrica identica di 25 km utilizzando solo i motori dell’asse anteriore. I due motori anteriori indipendenti consentono la guida completamente elettrica fino a 130 km/h.

Sebbene i numeri siano simili, l’azienda afferma che l’intero sistema è stato rivisto per migliorare le prestazioni e il comfort di guida, con una calibrazione ottimizzata per lavorare in sinergia con il motore termico. Il sistema di controllo integra anche una nuova funzione di smorzamento attivo volta a regolarizzare il minimo del motore, migliorando la transizione tra le fasi di funzionamento termico ed elettrico.

Inoltre, le mappe di raffreddamento dei motori elettrici sono state ridisegnate, garantendo una maggiore efficienza termica di 10-12 °C, che mantiene le prestazioni elettriche costanti per un periodo più lungo, anche in condizioni di utilizzo intensivo. Il dato principale è naturalmente la potenza combinata di 1.050 CV, che la casa automobilistica presenta come un record assoluto per una Ferrari di produzione.

Debutta la Ferrari 849 Testarossa – il leggendario nome ritorna con la sostituta della SF90 Stradale

La nuova Testarossa misura 4.718 mm in lunghezza, 2.304 mm in larghezza e 1.225 mm in altezza, risultando otto mm più lunga, 332 mm più larga e 39 mm più alta della SF90 (4.710 mm di lunghezza, 1.972 mm di larghezza e 1.186 mm di altezza). Il peso a secco è di 1.570 kg, identico alla SF90. Come da prassi, non è stata consentita la fotografia, quindi ci si dovrà accontentare delle immagini disponibili fino a quando non arriveranno quelle dal vivo.

Dal punto di vista stilistico, la nuova Testarossa si distingue dalla SF90 soprattutto nella parte posteriore, da cui deriva la maggiore larghezza. Il retro dell’auto è prominente, con fianchi ispirati ai prototipi sportivi 512 degli anni ’70, pensati per migliorare l’aerodinamica e aiutare la vettura a dissipare meglio l’energia termica. Ad esempio, l’intercooler laterale, preso dalla F80, ha una superficie del 19% più grande, richiedendo modifiche alla forma.

Il frontale presenta una fascia luminosa che attraversa la larghezza dell’auto, come visto sulla 12Cilindri, e ha una linea affilata da molte angolazioni, ma il punto forte è l’architettura a doppia ala posteriore, con due sezioni alari che sfruttano il flusso energetico proveniente dai passaruota posteriori muscolosi, ispirati alla Purosangue. Queste doppie ali, con un elemento verticale all’inizio della loro struttura, si assottigliano al posteriore con estensioni dello spoiler passivo che conferiscono all’auto un aspetto molto diverso dal consueto.

Debutta la Ferrari 849 Testarossa – il leggendario nome ritorna con la sostituta della SF90 Stradale

Nel frattempo, lo spoiler posteriore attivo, derivato da quello della SF90 Stradale e della 296 GTB, è integrato nella carrozzeria e azionato da una soluzione cinematica più leggera di due kg. Capace di passare da configurazioni a bassa resistenza a quelle ad alta deportanza in meno di un secondo, può generare fino a 100 kg di carico aerodinamico a 250 km/h, lavorando in sinergia con gli elementi passivi della coda.

Sempre al posteriore, tre feritoie sulla modanatura laterale aiutano a evacuare l’aria ad alta pressione dal vano ruota, e una presa d’aria sul paraurti sfrutta la depressione del flusso d’aria per aumentare l’estrazione dell’aria dal vano motore.

Parlando di frenata, il sistema di raffreddamento è stato migliorato per gestire la maggiore potenza frenante (+2% all’anteriore e +15% al posteriore). All’anteriore, la presa d’aria integrata nel condotto e la carenatura dedicata del supporto del tubo dell’olio garantiscono un flusso maggiore del 15% verso

Nuova Lexus IS 2026: Anteprima Restyling

La terza generazione della Lexus IS, presente sul mercato dal 2013, riceve un terzo restyling dopo due revisioni precedenti nel 2017 e nel 2021 – quest’ultima particolarmente significativa. Il nuovo modello sarà disponibile in vari mercati all’inizio del 2026 e verrà offerto con due motorizzazioni, di cui parleremo più avanti.

La novità principale riguarda il design esterno, che secondo Lexus perfeziona al massimo l’“aggressività distintiva” della berlina. Il cambiamento più evidente è il frontale, con una griglia a maglia più grande che si collega ai fari anteriori, rimasti invariati.

In linea con la transizione del marchio dalla griglia a clessidra al corpo a clessidra, la parte superiore della forma a clessidra presenta un inserto in tinta carrozzeria che estende visivamente il cofano. Questo termina in una piccola presa d’aria e ospita il logo Lexus riposizionato. Il posteriore rimane praticamente invariato, ad eccezione del passaggio al lettering “Lexus” sul cofano del bagagliaio.

IL RESTYLING SOSTANZIOSO

Le versioni F Sport ricevono uno spoiler posteriore più pronunciato e nuovi cerchi in lega leggera da 19 pollici con razze sottili. Sono disponibili otto colori esterni, incluso il nuovo Neutrino Grey, mentre le pinze dei freni possono essere rifinite in rosso.

Il restyling comporta un leggero cambiamento nelle dimensioni: la lunghezza totale aumenta di 10 mm, arrivando a 4.720 mm. Larghezza (1.840 mm), altezza (da 1.435 a 1.440 mm) e passo (2.800 mm) restano invariati.

INTERNI E TECNOLOGIE

L’interno presenta una plancia ridisegnata per accogliere un quadro strumenti digitale e un display infotainment, entrambi da 12,3 pollici. Il touchscreen sostituisce il discusso touchpad centrale, ora rimpiazzato da un selettore del volume e comandi per i sedili ventilati e riscaldati.

La rimozione del lettore CD (sì, era ancora presente nel restyling del 2020) e lo spostamento dei controlli di comfort dei sedili permettono l’inserimento di un vano portaoggetti con ricarica wireless. Il pannello di controllo del climatizzatore è ora più compatto, e il pulsante delle luci di emergenza è stato spostato tra le bocchette dell’aria, eliminando l’orologio analogico.

Anche il pulsante di avviamento del motore è stato riposizionato più in basso. Altri cambiamenti includono un nuovo volante e bocchette d’aria angolari esagonali. Lexus introduce anche una nuova finitura “Forged Bamboo” per la console centrale e la cornice del pulsante di avviamento, oltre al nuovo colore interno “Prominence”.

La prima versione è la IS 350, disponibile con trazione posteriore o integrale. Sebbene Lexus non abbia ancora fornito le specifiche complete, si presume che mantenga il V6 aspirato da 3,5 litri con 318 CV e 380 Nm di coppia. La versione RWD è abbinata a un cambio automatico a otto rapporti, mentre la AWD utilizza un automatico a sei rapporti.

La seconda opzione è la IS 300h, un’ibrida con trasmissione E-CVT, probabilmente basata su un quattro cilindri aspirato da 2,5 litri, per una potenza totale di 220 CV. Nessuna menzione della versione V8 IS 500 nel comunicato Lexus.

Il sistema di sterzo elettrico adotta un motore a bassa inerzia e sostituisce il tradizionale sistema coassiale con un meccanismo a cremagliera parallela a rapporto variabile. Lexus afferma che questo migliora la linearità e la fluidità dello sterzo, offrendo una guida più precisa sia su strade tortuose che in autostrada.

Le sospensioni adattive AVS ricevono un nuovo attuatore lineare integrato, che migliora la risposta dell’ammortizzazione di circa quattro volte rispetto al precedente attuatore a gradini. Questo consente un comportamento più stabile e una riduzione degli urti provenienti dalla superficie stradale.

Il pacchetto Lexus Safety System+ include il Proactive Driving Assist (PDA), che aiuta nella decelerazione per veicoli davanti o curve in avvicinamento, riducendo il passaggio frequente tra pedali. Fornisce anche supporto continuo allo sterzo all’interno della corsia.

Il sistema Pre-Collision (PCS), il cruise control adattivo, l’assistenza alla lettura dei segnali stradali, la notifica di ritardo alla partenza e l’assistenza al cambio corsia sono stati migliorati con funzioni aggiuntive. Presente anche l’Advanced Drive, un supporto alla guida in caso di traffico intenso, utile per ridurre la fatica sulle autostrade principali.

GAC AION UT 2025 è la sorpresa dell’anno: Prova in Anteprima

In questo video mettiamo alla prova la GAC Aion UT, la nuova city car elettrica del marchio cinese GAC pronta a sbarcare in Europa. Design moderno, interni spaziosi e fino a 420 km di autonomia: sarà davvero la rivale perfetta di BYD Dolphin e MG4?

BYD apre la fabbrica in Ungheria e 300 punti di ricarica

BYD non si è persa uno dei grandi appuntamenti dell’industria automobilistica. Il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici ha fatto la sua comparsa al Salone dell’Automobile di Monaco 2025. Un evento che assume un’importanza aggiuntiva dal punto di vista degli interessi di BYD e, soprattutto, dell’ambiziosa espansione che il marchio cinese sta portando avanti sul territorio.

Approfittando della “vetrina internazionale” rappresentata dal suddetto salone dell’auto, BYD ha presentato ufficialmente tutta una serie di novità. E anche se la più importante è senza dubbio la nuova BYD Seal 6 DM-i ibrida plug-in che arriverà presto nelle nostre concessionarie, la verità è che l’azienda ha fatto tutta una serie di annunci ufficiali che sono altrettanto importanti per i suoi interessi nella vecchia Europa.
La Dolphin Surf sarà la prima auto elettrica BYD prodotta in Europa.
La Dolphin Surf sarà la prima auto elettrica BYD prodotta in Europa

Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD, ha guidato la conferenza stampa del marchio al Salone di Monaco (evento noto anche come IAA Mobility). Li ha puntato l’attenzione sulla BYD Dolphin Surf, un modello il cui lancio commerciale ha suscitato molta aspettativa, tra l’altro, per il suo prezzo contenuto. La Dolphin Surf è una delle auto elettriche più economiche che si possano acquistare oggi in Spagna.
Occupa il gradino d’accesso nella crescente gamma europea di BYD e molto presto sfoggerà il marchio “Made in Europe“.

La BYD Dolphin Surf sarà la prima auto elettrica BYD prodotta in Europa. Li ha annunciato che la Dolphin Surf sarà il primo modello ad essere prodotto nel prossimo stabilimento di produzione BYD in Ungheria. Uno stabilimento situato a Szeged. Se tutto andrà secondo i piani, alla fine di quest’anno il centro di produzione sarà operativo. Tutte le BYD prodotte lì saranno destinate al mercato europeo.

BYD SI PRENDE L’EUROPA

L’Europa è uno dei principali mercati di destinazione della Dolphin Surf. Pertanto, era logico che la produzione fosse locale. Inoltre, con questa misura, BYD eviterà qualsiasi tipo di dazio doganale e potrà rispondere in modo rapido ed efficace ai cambiamenti della domanda che potrebbero verificarsi tra i conducenti europei.
Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD, alla conferenza stampa del Salone di Monaco 2025.

D’altra parte, Li ha confermato che l’attesa tecnologia Flash Charging di ricarica ultraveloce di BYD arriverà molto presto in Europa. In questo momento l’azienda sta ultimando i dettagli per implementarla il prima possibile. Entro il secondo trimestre del 2026 l’azienda prevede di disporre di 200-300 stazioni di ricarica con tecnologia Flash Charging distribuite in tutta Europa. Denza, il marchio premium di BYD, promuoverà questa tecnologia.

Infine, ma non meno importante, BYD ha approfittato del Salone di Monaco per annunciare il lancio di un nuovo programma di veicoli usati certificati per i suoi modelli. Tutte le auto usate vendute attraverso il programma BYD Certified saranno sottoposte a un’ispezione di 179 punti, avranno una garanzia di salute della batteria di almeno il 90% della sua capacità e saranno supportate da una serie di vantaggi come garanzia, assistenza stradale e servizi di connettività.

Avatr Vision Xpectra: Changan cala l’asso

Entrare nel mercato europeo non è un’impresa facile per un nuovo arrivato nel segmento premium, ma Avatr è determinata a farsi notare.

La casa automobilistica cinese, che ha già uno studio di design a Monaco di Baviera, ha scelto il Salone dell’Automobile di Francoforte per presentare la Vision Xpectra, una berlina futuristica dalle proporzioni e dall’aspetto simili a quelli di Maybach e Rolls-Royce.

Secondo il team di progettazione, la Vision Xpectra coniuga un esterno “solido” con un interno “morbido“. Nella parte anteriore, i fari a LED divisi si estendono nel profilo, collegandosi a un paraurti scolpito che trasmette forza e precisione. Il look è coerente con gli altri prodotti Avatr, ma ancora più spettacolare nella realizzazione.

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IL CONCEPT DA SOGNO

Il fulcro dell’esterno è l’ampia superficie vetrata, con i suoi montanti sottili e il parabrezza inclinato che crea un flusso continuo fino al cofano. Il profilo laterale enfatizza le proporzioni audaci con cerchi in lega sovradimensionati, parafanghi squadrati e un ponte posteriore corto che si fonde con le spalle larghe. Nella parte posteriore, un diffusore prominente domina il paraurti, rafforzando l’aspetto atletico del concept.

Fedele all’obiettivo di Avatr di realizzare veicoli con “intelligenza emotiva”, Vision Xpectra percepisce l’ambiente circostante e l’utente, con sezioni illuminate della carrozzeria che creano una sequenza accogliente. Inoltre, l’abitacolo in vetro prismatico irradia una calda luce accogliente dall’interno.

Le grandi porte suicide con design senza montanti consentono un facile accesso all’interno. L’abitacolo a quattro posti è dotato di illuminazione ambientale dinamica, poggiatesta che sembrano cuscini gonfiabili e display trasparenti. Un altro tocco di classe sono le sculture a lamelle sulle porte che si fondono con il cruscotto quando si aprono e si chiudono.

L’elemento al centro del cruscotto è chiamato “vortex” e ospita una “entità AI vivente” che interagisce con gli occupanti. Per quanto riguarda l’interfaccia, la “corteccia” sulla console centrale combina comandi touch e gestuali in un elemento circolare. Infine, il team di progettazione ha anche creato bicchieri da champagne e accessori da viaggio in linea con l’atmosfera degli interni.

DIMENSIONI XXL

Il concept misura 5.843 mm (230 pollici) di lunghezza, 2.132 mm (83,9 pollici) di larghezza e 1.405 mm (55,3 pollici) di altezza, con un passo di 3.450 mm (135,8 pollici). Si tratta di 823 mm (32,4 pollici) in più rispetto al modello di serie più grande di Avatr. In realtà, l’ingombro della Vision Xpectra è simile a quello della Rolls-Royce Phantom Extended Wheelbase e della gigantesca Hongqi Guoli, superando la Maextro S800 di Huawei e JAC.

Non ci sono informazioni sulle specifiche tecniche, ma Avart offre attualmente modelli con propulsori completamente elettrici e range extender, che combinano la base Changan, le batterie CATL e la tecnologia Huawei.

Come avrete intuito, l’Avatr Vision Xpectra non è destinata alla produzione. Tuttavia, essa definisce il tono dell’evoluzione del linguaggio stilistico del marchio e alcune delle sue caratteristiche potrebbero trovare spazio in un futuro modello di punta.

L’attuale gamma di Avart comprende due coppie di berline e crossover meccanicamente correlati: la 06 / 07, rivale della Tesla, e la più grande 12 / 11. Tuttavia, si prevede che questo numero crescerà in modo significativo nei prossimi anni, con non meno di 17 nuovi prodotti entro il 2030.