Circa un mese fa abbiamo visto le prime foto spia della nuovissima Audi A3 Sportback 2020. Questa foto pubblicata da Carscoops.com ci permette di dare il primo sguardo alla variante RS3 ad alte prestazioni.
Il prototipo sviluppato da Audi Sport è completamente avvolto da una pellicola mimetica, ma è abbastanza chiaro che abbiamo a che fare con il corpo di produzione finale.
Questi includono i paraurti aggressivi con grandi prese d’aria nella parte anteriore e enormi terminali di scarico ovali che affiancano un diffusore centrale.
Altri elementi che indicano che questa non è una normale Audi A3 includono i grandi cerchi in lega, i freni potenziati con dischi ventilati e il motivo a nido d’ape della griglia anteriore.
Nel complesso, la nuova Audi RS3 promette di prestazioni evolute rispetto al modello attuale. Sotto il cofano un motore a benzina turbocompresso a cinque cilindri da 2,5 litri con un leggero aumento di potenza rispetto al modello attuale.
Aspettatevi 420 CV e 500 Nm di coppia nel modello standard e 450 CV sulla versione Performance che dovrebbe essere lanciata in seguito. Auto Bild afferma che il motore verrà aggiornato con iniezione di acqua e filtro antiparticolato per soddisfare il prossimo standard sulle emissioni Euro 7.
Ci saranno anche una trasmissione automatica a doppia frizione e un sistema di trazione integrale quattro aggiornato con una funzione RWD.
Spunta in rete una nuova immagine della BMW M3 G80 subito condivisa dal noto forum Bimmerpost.
Nonostante non si riesca a vedere tutta l’auto la parte frontale esposta corrisponde non solo alla filosofia di design della Concept 4, ma anche quello di un prototipo mimetizzato sorpreso in strada qualche settimana fa.
Ora, poiché la griglia è completamente diversa e più pronunciata, anche il design dei fanali sarà ripensato rispetto alla Serie 3 “standard”. Il nuovissimo modello è sopratutto atteso al banco di prova delle prestazioni. Per essere la migliore iterazione della serie M significa che l’auto vorrà anche essere la più veloce.
Secondo quanto riferito, verrà usata la stessa unità a sei cilindri TwinPower Turbo da 3,0 litri presente nei crossover X3 M e X4 M. Secondo il boss della divisione M di BMW, Markus Flasch, la M3 in configurazione base vanterà 480 CV, mentre il modello da competizione gestirà 510 CV.
Il la nuova BMW M3 G80 dovrebbe fare il suo debutto pubblico a metà del 2020.
Negli ultimi due mesi, Tesla ha aperto 3 nuove stazioni di ricarica Supercharger in Italia. Si tratta dei siti di Borca di Cadore (BL), Tarquinia (VT) e Vicenza. La rete italiana è ora composta da 33 stazioni per oltre 300 singoli Superchargers.
Mentre la maggior parte dei proprietari di veicoli elettrici ricarica a casa o al lavoro quando l’auto è in parcheggio, i Supercharger consentono viaggi a lunga distanza con tempi di ricarica ridotti. Sono collocati sulle principali sul rotte stradali in Europa e in Italia. Queste 3 nuove stazioni rendono l’esperienza di ricarica sempre più vantaggiosa per i possessori di Model S, Model X e Model 3.
Il Supercharger di Vicenza è il più recente. Situato all’interno del centro commerciale Le Piramidi, ospita 12 colonnine. È strategicamente posizionato in uno dei nodi autostradali più importanti d’Italia, nella seconda regione più visitata del Paese. Le 10 colonnine Supercharger di Tarquinia sono pensate per i clienti che guidano lungo la costa tirrenica. Questa stazione si trova vicino a Civitavecchia, consentendo ai conducenti di ricaricare prima di imbarcarsi per la Corsica o la Sardegna. La stazione di Borca di Cadore e i suoi 8 Supercharger consentono di raggiungere Cortina d’Ampezzo e altre localitù sciistiche della zona. È un sito ideale per ricaricare durante un viaggio per un week-end di montagna.
Le nuove infrastrutture di ricarica non sono l’unico modo in cui Tesla cerca di migliorare l’esperienza di ricarica dei propri clienti. Di recente, Tesla ha aggiornato la maggior parte dei Supercharger situati in Europa per fornire fino a 150 kWh di potenza (da 120 kWh in precedenza). Inoltre, Tesla ha implementato una nuova funzionalità per tutte le auto chiamata Riscaldamento della Batteria in Viaggio. Con questa funzione, ogni volta che una Tesla naviga verso una stazione Supercharger, la vettura riscalda in modo intelligente la batteria per garantire che arrivi alla temperatura ottimale per la ricarica, riducendo del 25% i tempi medi di ricarica.
La ricarica al Supercharger è gratuita per tutte le nuove Model S e Model X. Su Model 3 si applicano le tariffe standard, ma i costi complessivi di ricairca risultano comunque inferiori ai costi di mantenimento di unequivalente veicolo con motore a combustione interna.
Lo scandalo delle emissioni truccate – ormai è storia più che cronaca – individua il Gruppo Vw come primo e più evidente responsabile in modo imbarazzante – sia per il metodo che per i numeri, di quella che tuttavia si è poi appalesata quasi come una “prassi” condivisa tra diversi Players del mercato Auto globale. Per effetto dello scandalo, e della campagna mediatica di demonizzazione dell’alimentazione a Gasolio, si sono avute diverse conseguenze.
La prima, diretta sulle diverse Case colpite dai provvedimenti governativi, è stato ovviamente di tipo “giuridico – sanzionatorio”, mentre alterni sono stati gli effetti che ciascun Marchio ha potuto registrare sui numeri di produzione ed immatricolazione annua. La flessione di vendite nei principali mercati europei registrata l’anno scorso, quando praticamente poco più di una auto su tre immatricolate era a motore Diesel, è stata parzialmente tenuta a bada dalla vitalità del mercato Usato e dalla continuata richiesta proveniente dall’Est Europa.
AFP PHOTO / TOBIAS SCHWARZ
Effetto questo che perlomeno a livello di Componentistica e di Autoriparazione ha compensato per Dealers e Distributori il crollo di valore dello Stock di Usato, evitando contemporaneamente il Default nei valori di Magazzino Ricambi e l’esigenza di riqualificare ed i riprogrammare il Know How di officina.
E fin qui, possiamo dire, siamo d’accordo su quanto è avvenuto e su quanto di peggio poteva succedere, ed in effetti non è successo.
Ed a fronte di questo excursus storico, addirittura alcuni comparti industriali, come ad esempio l’impiantistica a Gas nonché la tecnologia e la componentistica “Green”, hanno potuto godere di un buon periodo di rilancio e di espansione proprio perché individuati come alternativi alla motorizzazione Diesel. Tra i territori industriali “beneficiati” da questo effetto secondario generato dal Dieselgate, possiamo addirittura includere l’Italia. Basti pensare ad esempio agli Installatori e Produttori di Impianti a Gas, tra i quali l’Italia annovera uno dei primi Top Players mondiali; pensiamo anche agli effetti sul comparto delle energie rinnovabili e specificatamente del “BioGas” dove l’Italia è tra i primi produttori. E non trascuriamo la capacità e la ripresa di produttività di piccole Imprese, Reti di Impresa, Distretti dedicati e costituiti nel Paese intorno alla tematica della mobilità elettro/Ibrida.
Tutto bene, dunque? No, assolutamente.
Per intanto, il futuro incerto e confusionario del mercato auto europeo, di sicuro non aiutato dallo stato confusionale della Commissione, non agevola di certo la ripresa di valore del Parco circolante nazionale, ancora in maggioranza costituito da mezzi a Gasolio. E la perdita di valore, se non addirittura l’inabilità di gran parte del Parco circolante sarebbe in primis una perdita patrimoniale per cittadini ed Imprese titolari.
Ma poi in Italia la questione “Dieselgate” e lotta al Diesel riguarda in primis alcuni Gruppi, nazionali ovvero a vocazione nazionale ovvero insediati sul nostro territorio, la cui produttività è dipesa e dipende tuttora dai numeri del motore a Gasolio sul mercato.
E più che di FCA, che sul DieselGate combatte tuttora un battaglia di carte bollate con l’amministrazione Usa, sono altri i protagonisti da ricordare.
Il dieselgate in Italia
Come detto, da noi come in altri Paesi una frana ulteriore sul mercato Diesel avrebbe effetti nefasti e diretti sulle Flotte, sul Long Term Rent (rischio svalutazione di una fetta del parco auto, difficoltà di programmazione ordini, contestazioni e rivalsa sui contratti in corso) ed ovviamente sulla vendita del Nuovo, che in una fase di rinnovata criticità del mercato dopo una crisi epocale come quella del Crack Lehman, non sarebbe salutare.
Ricordo però che limitatamente alla galassia Volkswagen (la prima vittima di quel DieselGate), nel nostro Paese noi ospitiamo dei pilastri industriali del Gruppo tedesco (Lamborghini, Ducati ad esempio) oltre ad una rete di Dealer ed Officine dirette, con tutto il rischio di ricaduta su impiego ed indotto sul territorio.
Poi c’è la filiera dellaSupply Chaine della subfornitura legata alla galassia Vokswagen; ed eventualmente pensiamo alla Bosch (in Puglia ha il più grande complesso della Regione), la regina incontrastata della componentistica e delle apparecchiature legate al “Common Rail” che riceverebbe una “botta” non indifferente da uno stop al Diesel e da un nuovo calo del mercato globale.
Infine c’è la questione VM di Cento: la fabbrica passata al 100% nel 2013 nelle mani di Fiat è il fiore all’occhiello della produzione nazionale di motori Diesel. Nata nel 1947, ha montato il suo primo motore per auto nel 1979 sull’Alfetta e, per nemesi storica, nel 1990 presentò il Turbotronic, definito “il Diesel più pulito del mondo”. Chiaro che se si tratterà di acquisire quote di mercato lasciate temporaneamente libere da VW/Audi la VM farà la sua brava parte, ma se al contrario dovesse materializzarsi un Armageddon mondiale sul mercato dei Diesel, anche a Ferrara se ne sentirebbero gli effetti in modo nefasto.
La prossima Mercedes-Benz GLA 2020 sarà più moderna, sportiva e spaziosa. Il crossover ha regalato numeri importanti al marchio tedesco, ecco allora apparire in rete un nuovo render.
Nel 2020 arriverà la seconda generazione della Mercedes GLA e Autobild ne ha elaborato una riproduzione grafica sulla base delle molte foto spia. Il SUV compatto basato sulla Classe A ne erediterà anche elementi di design. Davanti troviamo una griglia trapezoidale, fari anteriori più piccoli e affilati, un paraurti con ampie prese d’aria laterali. Nella parte posteriore i fanali ricordano la Classe A con il design a due elementi luminosi proprio dei nuovi SUV della stella. L’area del tetto significativamente più alta nel retrotreno garantirà più spazio nella parte posteriore, specialmente per la testa dei passeggeri e nel bagagliaio. La lungeza dovrebbe essere di circa 4,42 metri così da permettere alla Mercedes-Benz GLA 2020 di sfidare la BMW X1 e la Audi Q3.
Come nell’attuale Classe A, nella GLA ci sarà una ampia dashboard centrale. Gli strumenti analogici hanno fatto il loro tempo e anche la versione base sarà dotata di display completamente digitali per il tachimetro. A seconda della versione la dimensione dei display varia tra due display da sette pollici (base), una combinazione di display da 7 e 10,25 pollici o due schermi da 10,25 pollici. Ovviamente ci sarà il sistema di infotainment Mercedes MBUX.
Per rendere il suo nuovo portafoglio di veicoli elettrici meno costoso e più efficiente Toyota ha creato una piattaforma dedicata chiamata e-TNGA. Il pianale per le auto elettriche si chiama “New Global Architecture” e promette di portare Toyota a rispettare l’obiettivo della neutralità di CO2 entro il 2050.
Sei tratterà di una piattaforma flessibile, Toyota vuole che un ampio spettro di veicoli elettrici competa sul mercato a prezzi ragionevoli.
“Quello che ho proposto era un’idea di piattaforma come un’auto radiocomandata, in cui hai una batteria, un motore e un telaio che possono essere combinati per produrre diversi tipi di veicoli“, ha dichiarato il capo ingegnere del progetto Koji Toyoshima a Automotive News. “Le parti della macchina sono tutte prodotte come moduli”.
Toyoshima ha diviso l’auto in diversi moduli, per la parte anteriore, centrale, posteriore, batteria e motore. L’idea è di mescolare e abbinare questi elementi costitutivi in diversi tipi di carrozzeria.
Questo approccio supporterà layout di trazione posteriore, trazione anteriore e trazione integrale, ha affermato Toyoshima. E la piattaforma può essere ingrandita o ridotta per creare veicoli di piccole, medie e grandi dimensioni.
Le batterie vanno da50 a 100 kWh, ha detto Toyoshima. Ci saranno due tipi di motori, piccoli o medi, con una potenza che sarà compresa tra 80 e 150 kilowatt.
I piccoli veicoli elettrici dovrebbero una autonomia da 300 km. Per quelli più grandi, come un crossover l’autonomia potrebbe arrivare 450km.
Inizialmente, i veicoli elettrici di Toyota sfrutteranno batterie agli ioni di litio. Ma Toyota punta anche su una svolta nelle batterie a stato solido. Questa tecnologia promette batterie più leggere, più potenti e più sicure e potrebbe stimolare la domanda di veicoli elettrici offrendo loro una maggiore autonomia.
Il Gruppo Cavauto aggiunge un altro marchio di prestigio al suo nutrito portfolio di brand americani. L’azienda è diventata il distributore unico in Italia del marchio Shelby.
Si tratta dell’unica realtà imprenditoriale ufficialmente autorizzata a distribuire nel nostro Paese i veicoli appositamente preparati nella factory fondata dal leggendario pilota Carroll Shelby. L’accordo è stato siglato con Shelby Europe, responsabile della commercializzazione ufficiale delle vetture Shelby in Europa.
LA STORIA DI SHELBY
Shelby American è un Marchio automobilistico indipendente specializzato in performance car. L’azienda è all’avanguardia sin dalla sua fondazione nel 1962, ad opera di Carroll Shelby, uno dei più grandi piloti di auto da corsa a livello internazionale. La sua vittoria più eclatante rimane quelle nella 24 ore di Le Mans del 1959 in coppia con Roy Salvadori.
Shelby Europe è stata fondata nel 2016 dalla società GU Auto Trade B.V., con sede in Olanda, al fine di importare ufficialmente in Europa la gamma di vetture moderne (non quelle storiche) realizzate da questo brand leggendario. L’azienda si è fatta carico dell’adempiendo a tutte le formalità legali e di omologazione richieste dal mercato europeo.
Con una sede produttiva presso l’autorevole partner tecnico Magna in Austria, Shelby Europe è entrata nel mercato continentale con i modelli sportivi Mustang Super Snake e GT/GT-H, e con il pick-up F-150 in diverse versioni. I pick-up F-150 sono dotati di display da 12” e visore notturno.
Lo stabilimento principale resta quello Wolfsburg in Germania. Il sito si sta preparando a sfornare 450.000 Volkswagen Golf 8 all’anno.
Il taglio dei tempi permetterà a VW di ottimizzare il lavoro della catena di montaggio. In campo un investimento da 3 milioni di euro nella produzione.