Chiamata in codice U11 il modello è atteso per il prossimo anno. La nuova BMW iX2 avrà una batteria da circa 70 kWh un’autonomia di circa 500 chilometri nel ciclo di omologazione WLTP. Come ci si aspetterebbe da una società che vende più crossover che berline e coupe la iX2 strizzerà l’occhio ai clienti più attenti al design.
Nel rendering di Bernhard Reichel per Autoevolution, il modello è immaginato con griglie a chiuse ispirate alla iX e fari ultrasottili con due prese d’aria alle estremità del paraurti anteriore. Fotografata con accenti blu qua sui montanti C, la iX2 non dovrebbe differire troppo dalla X2 xDrive 25e PHEV per quanto riguarda il design interno.
Parlando del sistema di trazione integrale della casa automobilistica di Monaco, BMW sfrutterà una configurazione a doppio motore. Non aspettatevi, tuttavia, che la iX2 sia competitiva contro la più spaziosa Model Y di Tesla.
Il nuovo Volkswagen ID. Buzz sta già facendo dei test in diverse città europee.
Il nuovo furgone elettrico, una reinterpretazione moderna del vecchio Bulli, arriverà sul mercato nell’estate del 2022, con una variante speciale dotata di tecnologia di guida autonoma di livello 5 in arrivo due o tre anni dopo. Volkswagen ci sta già lavorando, con questo veicolo di prova sviluppato in collaborazione con uno specialista di alto livello, qule Argo AI. Come si può vedere, il mezzo monta sensori LIDAR installati sulle estremità del paraurti, e anche sul tetto.
GUIDA AUTONOMA AL CENTRO
Le unità equipaggiate con la quinta generazione della tecnologia Argo AI saranno perfettamente riconoscibili dalla forma a cupola del tetto. Questa sarà dovuta alla presenza di sensori specifici che saranno alloggiati anche sul paraurti anteriore, sul parabrezza e ai quattro angoli del veicolo.
Il futuro ID. Buzz entrerà a far parte della flotta di mezzi a disposizione del fornitore di mobilità condivisa MOIA. Il marchio di Volkswagen è attivo nei servizi di “car sharing” e prossimamente si doterà di una flotta a guida completamente autonoma.
Incidente ai limiti dell’incredibile in autostrada vicino a Samsun, in Turchia.
L’incidente ha visto protagonista il guidatore di un Fiat Fiorino e si è verificato vicino a Samsun, sulla costa del Mar Nero, circa 450 miglia a est di Istanbul. Nel video i due conducenti si speronano a vicenda con nessuno dei due intenzionato a fare strada all’altro.
La Fiat, Fiorino Panorama in Turchia e Qubo in altri mercati, sembra iniziare l’alterco con il camionista.
Alla fine del video, il camion si muove da una corsia all’altra bloccando la Fiat. Dopo un tentativo infruttuoso di superare un altro camion da trasporto sulla destra, il conducente del Fiorino accelera e tenta un’altra manovra di sorpasso.
FIORINO SENZA PAURA
Il video finisce male quando il camion che spinge la Fiat al lato della strada in un fosso.
Fortunatamente, l’incidente, anche se senza dubbio preoccupante per il conducente del Fiat Fiorino, sembra essere molto meno violento di quanto potrebbe sembrare. Anche se litigare con un camionista sembra poco saggio, questo certamente non giustifica il fatto che l’autista del mezzo pesante possa buttare un altro veicolo fuori strada.
La Renault Captur è un crossover del segmento B che mi ha colpito per coerenza. Il modello è molto simile alla concept che ne ha preceduto l’arrivo sul mercato e presenta una cerca continuità stilistica con il resto della gamma del brand francese. In questa prova su strada metto sotto torchio la versione ibrida ricaricabile E-Tech che offre 160 CV e tanta tecnologia.
Partendo dalle dimensioni la Renault Captur è larga 1.80 cm, lunga 4.23 e alta 1.58 cm. Esteticamente questa Captur in allestimento Intes si rende subito riconoscibile grazie alla vernice bicolore che abbina ad una carrozzeria in blue elettrico un tetto grigio. Nel frontale si notano i fari full LED con la tipica sagoma “c-shape” che li vede raccordarsi alla griglia anteriore. Belli i cerchi in lega opzionali da 18 pollici con finitura nera che riempiono il passaruota e “abbassano” a terra la vettura. La fiancata si caratterizza per la linea di cintura che sale nel retro e prelude al baule. Qui troviamo una coppia di fanali LED estremamente sottili con retromarcia e retronebbia che sono stati spostati nel paraurti.
RENAULT CAPTUR E-TECH SU STRADA
Il motore di questa prova è l’interessantissimo ibrido Plug-in da 160 CV. La potenza viene fuori dal lavoro congiunto di ben tre motori, uno termico il 1.6 benzina aspirato da 91 CV e due elettrici, uno da 67 e l’altro da 34 CV. I due motori elettrici sono evidentemente diversi per dimensioni e funzioni. Il più piccolo funge infatti da starter e da sincronizzatore per il cambio automatico a 4 rapporti multi mode. A coadiuvare il sistema c’è una batteria al litio da 9.8 kWh montata al di sotto del piano di carico del bagagliaio. Quest’ultima permette un’autonomia in 100% elettrico di circa 45 km.
Dinamicamente parlando la Renault Captur si guida bene grazie ad uno sterzo decisamente modulare e delle sospensioni che assorbono bene le buche. L’esemplare in prova ha, però, manifestato una certa rigidità su strada legata ai cerchi in lega opzionali da 18 pollici. Il baricentro alto si traduce in un marcato rollio in curva che è in parte compensato dal peso della batteria nel retro. Il motore ibrido è molto fluido con i passaggi tra elettrico e benzina che avvengono in maniera silenziosa e senza strattoni di sorta. Quando il livello della batteria scende al 20%, l’auto passa alla modalità full hybrid con il motore termico che lavora per fornire energia alla batteria. A semplificare l’esperienza di guida ci sono 3 modalità preimpostate, pure (solo elettrico), sport (attiva il motore termico per una maggiore trazione) e my sense (massimizzazione della dinamica ibrida).
Capitolo consumi. Come per tutte le ibride plug in ci sono due scenari completamente diversi, a batteria carica, esaurita prima l’autonomia in 100% elettrico, si toccano i 23 km/l. A batteria scarica, invece, è difficile fare meglio dei 18 km/l che scendono a 15 in autostrada. La batteria si carica in fase di decelerazione e frenata ma anche a casa, qui servono 5 ore a 2,3 kW, o alla colonnina da 7,3 kW in circa 3 ore. Il consiglio da parte mia è caricate ogni giorno l’auto terrete a bada i consumi con vantaggi importanti a livello di costi di gestione.
GLI INTERNI
A bordo Renault Captur si conferma tecnologica e razionale vista la dominanza delle plastiche rigide. Il tachimetro digitale da 10,2 pollici è abbinato ad un sistema di infotainment da 9,3 pollici. Semplice ed intuitivo il sistema permette il mirroring Apple e Android con il cavo usb.
Tanti gli ADAS presenti a bordo per fruire dei vantaggi della guida autonoma di secondo livello. Tra gli altri ci sono il cruise control adattivo, la fenata autimatica d’emergenza con il riconoscimento di pedoni e ciclisti e il lane assist. Menzione speciale alla funzione di parcheggio automatico e al sistema di telecamere a 360° che ci aiutano nelle manovre in città vista la limitata visibilità posteriore.
Tanto lo spazio anche nella seconda fila di sedili con il divano che scorre in avanti di ben 16 centimetri a tutto vantaggio dello spazio nel bagagliaio. Quest’ultimo ha una capienza di 379 litri in calo rispetto ai 420 delle altre versioni vista la presenza della batteria da 9.8 kWh sotto il piano di carico. Punto debole del bagagliaio è sicuramente l’elevata altezza del piano da terra, ben 78 cm.
In chiusura i prezzi. Renault Captur Plug-in ha un listino che parte da 33.000 € che diventano circa 37.000 per l’esemplare in prova. Vale la pena considerare che la vettura beneficia a pieno titolo dell’ecobonus per l’acquisto di vetture a basse emissioni di CO2.
Mercedes ha da poco depositato i marchi per i nomi EQG 560 e EQG 580. Le stesse dichiarazioni del CEO di Daimler, Ola Källenius, rendono abbastanza chiaro quello che sarà il futuro dello storico modello. C’è in arrivo una Mercedes Classe G completamente elettrica ed è solo una questione di tempo, non molto, prima del debutto che potrebbe avvenire già l’anno prossimo (anche se verso la fine).
Se siamo onesti, il design esterno di una Geländewagen a batteria è l’ultimo dei misteri che circondano il modello. Mercedes può essere costretta a trasformare il suo modello iconico in un EV, ma nessuno le sta puntando una pistola alla tempia affinché ne steavolga il design di successo. Il costruttore tedesco ha mantenuto il modello fedele all’originale in tutti questi decenni di produzione.
Del resto il nuovo tipo di propulsore sarà già un cambiamento abbastanza indigesto per i puristi del marchio.
IL CLASSE G DIVENTA ELETTRICO
Questo rendering realizzato da Carwow ci permette di dare uno sguardo alla parte anteriore del futuro modello. Si nota la “griglia” chiusa e un paraurti che è quasi una copia esatta di quello che troverete sull’ammiraglia EQS. La EQG del rendering sfoggia una verniciatura bicolore che le dà un aspetto più raffinato ed elegante, che è in diretto contrasto con il paraurti sportivo.
Nel pianale ci dovrebbe essere abbastanza spazio per il pacco batterie senza alcuna modifica all’altezza complessiva del veicolo o allo spazio disponibile all’interno. Inoltre, l’enorme spazio lasciato libero sotto il cofano dovrebbe offrire alla EQG un bagagliaio anteriore enorme secondo solo a quello della Ford F-150 Lightning.
La preoccupazione principale, tuttavia, riguarderà la capacità off-road del SUV elettrico. Una configurazione a doppio motore può facilmente sostituire i tre differenziali dell’attuale Mercedes-Benz Classe G ma il peso extra legato alle batterie potrebbe limitare I’m maniera importante l’esperienza di guida.
Mercedes-Benz presenterà ufficialmente la nuova EQG nel 2023.
BMW M Motorsport ha presentato la sua ultima auto da corsa, la M4 GT3. La vettura da pista è attualmente nella fase finale dei test (ha accumulato oltre 14.000 km di chilometri di prova fino ad oggi; equivalente a 70 ore di pista), dopo di che farà il suo debutto in gara il 26 giugno alla 24 ore del Nürburgring.
La nuova M4 GT3 sostituisce la M6 GT3, e i numeri che fa sono piuttosto impressionanti. La potenza proviene da un motore speciale P58 3.0 litri a sei cilindri in linea (fondamentalmente un S58 aggiornato) con M TwinPower Turbo, capace di erogare fino a 590 CV e 700 Nm di coppia.
Questo lo rende il più potente motore da corsa dai tempi della BMW M1. La vecchia M6 GT3 da corsa aveva un V8 P63 da 4,4 litri che produceva fino a 580 CV. L’utilizzo di un sei cilindri al posto di un V8 permette di risparmiare 40 kg, con una migliore distribuzione del peso.
UNA SPORTIVA A TUTTO TONDO
Il motore è stato aggiornato con lubrificazione a carter secco, nuovo basamento, testa del cilindro, bielle, albero a gomiti e azionamento dell’albero motore. C’è anche un serbatoio dell’olio specifico con scambiatore olio/acqua integrato, sistema di aspirazione con divisione della carica e due valvole a farfalla, sistema di scarico con divisione del ciclo di carica e una nuova frizione elettro-idraulica. L’abitacolo è conforme alle norme FIA e c’è un nuovo sistema di aria condizionata che è due volte più potente della vecchia M6 GT3. La posizione del volante, i pedali e la console centrale possono essere regolati per adattarsi a piloti di varia statura.
Ne vuoi una per la tua squadra? Il prezzo per unità è di 415.000 euro, circa 4.000 euro in meno del suo predecessore, la M6 GT3. Disponibile anche un pacchetto competizione specifico che include una giornata di formazione esclusiva con un simulatore che riproduce fedelmente la BMW M4 GT3.
Aurus Senat, la berlina di lusso russa che sfida la Rolls Royce, è entrata ufficialmente in produzione in una fabbrica di Yelabuga, Russia.
L’avvio della produzione era originariamente previsto nel 2020, con la Senat che ha fatto il suo debutto europeo al Salone di Ginevra 2019.
La nuova casa automobilistica è di proprietà di NAMI, abbreviazione di Central Scientific Research Automobile and Automotive Engine Institute. Aurus Motors è un progetto di prestigio per il Cremlino, con il presidente Vladimir Putin che ne è diventato ambassador.
AMMIRAGLIA MADE IN RUSSIA
Il ministro dell’industria russo Denis Manturov ha detto che circa 200-300 esemplari dell’Aurus Senat saranno prodotti quest’anno. La versione entry-level della Senat ha un prezzo di 18 milioni di rubli (circa 245.000 dollari al cambio attuale).
Aurus sta producendo due diverse versioni della Senat; il modello più grande L700 è creato per l’uso solo da funzionari statali, mentre la Senat S600 è il modello offerto ai clienti “consumer”. La casa automobilistica russa offrirà anche un SUV e un modello cabrio.
La potenza è fornita da un V8 biturbo ibrido da 4,4 litri sviluppato in collaborazione con Porsche, che produce 590 CV e 880 Nm di coppia, accoppiato a un cambio automatico a nove velocità e un sistema di trazione integrale permanente. Aurus ha anche annunciato che stanno progettando di introdurre una versione V12.
I clienti possono optare per una configurazione a due posti per i passeggeri posteriori, con due sedili individuali reclinabili, un mini-frigo e naturalmente tantissima pelle e finiture in legno. Il cruscotto presenta una configurazione a doppio display sotto un singolo pannello di vetro.
Jaguar Land Rover sta cambiando rotta. Il nuovo CEO Thierry Bollore, invece di inseguire volumi di vendita, ora si concentrerà sulla massimizzazione dei profitti facendo auto premium con margini di profitto elevati. Queste auto includono la Land Rover Discovery Sport 2024, che sta per ottenere un aggiornamento radicale per gentile concessione di una nuovissima piattaforma riservata ai modelli elettrici.
I veicoli elettrici sono molto presenti nei piani di JLR, come per tutte le case automobilistiche. Land Rover continuerà ad offrire per qualche anno motori termici soprattutto in veicoli più grandi come la Range Rover che comunque proporranno delle versioni elettriche. JLR dice che il marchio Land Rover accoglierà sei varianti elettriche nei prossimi cinque anni e offrirà una versione elettrica di ogni modello entro la fine del decennio.
UN PIANALE TUTTO NUOVO
La prossima generazione della Range Rover inaugurerà la nuova piattaforma MLA di JLR. I grandi SUV di Land Rover – la Land Rover Discovery, la Range Rover e il suo fratellino Range Rover Sport – sfrutteranno la Modular Longitudinal Architecture (MLA) che può essere configurata per funzionare sia con motori a benzina che elettrici. Spetterà alla nuova Range Rover in arrivo il prossimo anno il compito di inaugurare la base tecnica.
I modelli più piccoli come la Land Rover Discovery Sport e la Range Rover Evoque passeranno all’Architettura Modulare Elettrica (EMA) che rappresenterà la metà delle vendite di Land Rover entro il 2030. Il Rendering realizzato dagli amici di Carscoops.com ci permette di dare uno sguardo in anteprima all’aspetto della prossima e prima Land Rover Discovery Sport 100% elettrica. Purtroppo al momento non abbiamo ulteriori dettagli tecnici ma vi terremo aggiornati su tutte le notizie che arriveranno a riguardo.