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Nuova Fiat Topolino 2026: cambia colore

Proposto inizialmente solo in verde pastello, all’inizio del 2026 la Fiat Topolino acquisisce una nuova tonalità: l’aria ciò Corallo. Questa tonalità più vivace si aggiunge alla gamma di colori già composta dal Verde Vita, che rimane disponibile, e conferisce un carattere diverso alla micro city car elettrica senza patente.
fiat topolino orange corallo La tonalità Orange Corallo è vivace e porta una ventata di energia in un panorama automobilistico molto grigio.
La cugina della Citroën Ami punta infatti su tonalità chiare e divertenti, “pensate per illuminare maggiormente la città” secondo il marchio. Ed è una scelta azzeccata, dato che Citroën si accontenta di tonalità sobrie come il tortora o il nero, fortunatamente punteggiate da colori vivaci opzionali. Ispirata alla prima Fiat 500 degli anni ’50 con i suoi piccoli fari rotondi che le conferiscono un aspetto inimitabile, la Topolino moderna conserva i suoi punti di forza come il grande tetto in vetro e gli ampi finestrini laterali, nonostante l’apertura limitata. Può anche essere declinata in versione da spiaggia sostituendo le portiere con delle corde.

COLORE E TECNOLOGIE

Fiat ne approfitta per modernizzare l’abitacolo del suo quadriciclo elettrico con una nuova strumentazione digitale. Lo schermo passa da 3,5″ a 5,7″, con una superficie di visualizzazione totale di 8,3″ secondo il marchio. Il display è molto più leggibile, con un’ampia indicazione digitale della velocità al centro e una grafica più accattivante.
Sempre limitata a 45 km/h per essere disponibile senza patente a partire dai 14 anni, la Topolino offre ancora due posti leggermente sfalsati in una dimensione ridotta di 2,53 m. La sua batteria da 5,4 kWh le consente di raggiungere fino a 75 km di autonomia, con un utilizzo principalmente urbano vista la sua velocità limitata.

Fiat Topolono beneficia di un’interessante offerta promozionale che ne abbassa il prezzo a 7.650 € o 59 € al mese con un contratto di noleggio a lungo termine.

Nuova BYD Racco: tutti i dettagli sulla Key Car

L’inizio delle vendite della BYD Racco è previsto per l’estate. Il modello sarà disponibile con due opzioni di batteria tra cui scegliere.

Sono già tre anni che l’azienda cinese BYD vende le sue autovetture in Giappone. L’azienda ha iniziato con il SUV elettrico Atto 3 e la hatchback Dolphin, poi la gamma è stata ampliata con la berlina “verde” Seal e il crossover Sealion 7, e alla fine dello scorso anno è stato lanciato sul mercato il crossover ibrido Sealion 6 (in Cina alcuni modelli hanno nomi diversi). I cinesi non hanno ottenuto particolari successi nel Paese del Sol Levante, anche se secondo le statistiche della stessa BYD, alla fine del 2025 le vendite sono aumentate del 68% fino a raggiungere le 3742 unità. L’azienda intende migliorare la propria posizione con il modello Racco, creato appositamente per il Giappone e appartenente al segmento delle kei car, molto popolare in quel Paese.

La presentazione ufficiale della subcompatta è avvenuta lo scorso autunno a Tokyo, in occasione del Japan Mobility Show. Oggi BYD ha lanciato il sito promozionale del modello, dove ha mostrato per la prima volta le immagini ufficiali degli interni della Racco. Inoltre, il produttore ha condiviso alcuni dati aggiornati. Ma prima diamo un’altra occhiata all’aspetto esteriore della novità.

La BYD Racco è un microvan elettrico con porte posteriori scorrevoli (già presenti nella versione base). Il modello ha una carrozzeria rettangolare con tetto alto, tradizionale per il suo segmento. Il minivan ha anche fari uniti da un inserto in tinta con la carrozzeria con luci di marcia a LED a forma di C e fanali posteriori realizzati come un unico blocco. Come riportato in precedenza, la lunghezza del Racco è di 3395 mm, la larghezza di 1475 mm e l’altezza di 1800 mm. Ciò significa che le dimensioni sono regolamentate dalla legislazione giapponese per le kei car.

IL MODELLO UNICO

All’interno della BYD Racco sono stati installati un pannello frontale essenziale, un volante a tre razze, schermi separati per la strumentazione e il sistema multimediale. Sotto il pannello centrale ci sono due file di pulsanti fisici che controllano il climatizzatore e altre funzioni.

È stato annunciato ufficialmente che la Racco ha la trazione anteriore. BYD non ha ancora rivelato la potenza del motore elettrico. Tuttavia, i cinesi hanno rivelato che il microvan sarà disponibile con due opzioni di batteria tra cui scegliere, con una capacità di circa 20 e 30 kWh. Con la batteria base, il kei car potrà percorrere “oltre 200 km”, con quella top di gamma “oltre 300 km”.

BYD Racco sarà lanciato sul mercato giapponese nell’estate di quest’anno. Maggiori dettagli sul nuovo modello saranno disponibili più vicino alla data di inizio delle vendite.

Nuovo Toyota Land Cruiser FJ punta sul Diesel

Il Toyota Land Cruiser ha sempre avuto un grande peso e ora il suo membro più piccolo e più recente entra sotto i riflettori.

La FJ è già in produzione in Thailandia e le prime consegne sono previste per la fine dell’anno. Si presenta come un fuoristrada compatto ma serio, lanciato con un motore a benzina familiare, mentre Toyota starebbe valutando un’alternativa per soddisfare le norme globali sempre più severe in materia di emissioni.

Al momento del lancio, il Land Cruiser FJ sarà disponibile esclusivamente con un motore a benzina aspirato da 2,7 litri. Questo propulsore è un cavallo di battaglia a livello globale, presente anche nel Land Cruiser Prado, nel Fortuner, nell’Hilux, nell’HiAce e nella precedente generazione del Tacoma. Nella FJ, produce 161 CV (120 kW / 163 PS) e 246 Nm (181 lb-ft) di coppia, abbinati a un cambio automatico a sei marce e a un sistema 4WD part-time.

La mini Land Cruiser FJ potrebbe finalmente ottenere il motore che gli acquirenti desiderano
Secondo un nuovo rapporto della rivista giapponese Best Car, la prossima probabile aggiunta alla gamma di motori della FJ è un turbodiesel a quattro cilindri da 2,8 litri. Proveniente dal più grande Land Cruiser 250 e dall’Hilux, questo motore produce 201 CV (150 kW / 204 PS) e 500 Nm di coppia, raddoppiando efficacemente la coppia dell’unità a benzina e offrendo al contempo un notevole aumento della potenza complessiva.

Il turbodiesel da 2,8 litri ha già dimostrato di essere compatibile con un sistema ibrido leggero a 48 V, anche se non è ancora chiaro se il Land Cruiser FJ riceverà la versione elettrificata. Con una lunghezza di 4.575 mm (180,1 pollici), il fuoristrada è costruito sulla collaudata architettura IMV con telaio a longheroni di Toyota, condivisa con Hilux, Hilux Champ e Fortuner.

MOTORI E DATI TECNICI

Gli appassionati del diesel che sono stati incoraggiati dalla notizia potrebbero dover pazientare ancora un po’. Il turbodiesel non dovrebbe entrare a far parte della gamma fino al 2029. Questo intervallo di tre anni sembra intenzionale.

Un motore più recente darebbe a Toyota la possibilità di incorporare hardware di emissione più avanzato, aiutando l’FJ a rimanere conforme nei mercati come il Giappone fino al 2030. Il vecchio motore a benzina da 2,7 litri potrebbe trovare questo compito sempre più difficile.
L’introduzione del diesel potrebbe anche aprire nuovi mercati. I dirigenti Toyota in Australia hanno già suggerito che la Land Cruiser FJ avrebbe ottime possibilità di successo in Australia se fosse equipaggiata con un propulsore conforme alla normativa Euro 6.

Per ora, Toyota mantiene la sua roadmap in gran parte segreta, concentrandosi sul lancio giapponese previsto per maggio 2026. Gli acquirenti giapponesi avranno accesso a un unico allestimento, il VX, che si distingue per i fari LED rettangolari e una generosa dotazione di serie.

Meloni taglia i prezzi delle ricariche per le auto elettriche?

Auto elettrica: quello che si dovrebbe dire, e non si dice (parte Seconda)

La paralisi che affligge il mercato delle auto elettriche nei paesi dell’Europa meridionale non è dovuta solo al prezzo elevato di acquisto dei veicoli o alla rete di infrastrutture di ricarica ancora insufficiente. Esiste un fattore determinante che sta frenando migliaia di potenziali acquirenti: l’incertezza sul costo operativo reale a lungo termine. Di fronte a questa situazione, il governo italiano ha deciso di prendere in mano la situazione con una posizione ferma che promette di segnare una svolta nelle politiche di sostegno ai veicoli a emissioni zero.

Per Giorgia Meloni, è una contraddizione tecnica e politica chiedere ai cittadini uno sforzo economico considerevole per rinnovare il proprio parco auto privato se, in seguito, l’uso quotidiano dei veicoli elettrici risulta meno competitivo rispetto a quello dei veicoli a combustibile tradizionale. Meloni ha sottolineato nei suoi ultimi interventi che l’energia non può diventare la “tassa invisibile” che finisce per affondare l’industria automobilistica europea in un momento critico. “Me ne occuperò personalmente”, ha assicurato, chiarendo che l’accesso a una ricarica accessibile è ora una questione di Stato in Italia.

Questa strategia comporta un necessario cambiamento di paradigma. Finora, gli incentivi governativi si sono concentrati principalmente sul momento dell’acquisto (aiuti diretti, piani di rottamazione o vantaggi fiscali), ma l’Italia vuole fare un passo avanti regolamentando lo scenario energetico “post-vendita”. L’obiettivo è evitare che le fluttuazioni del mercato elettrico e i margini di profitto degli operatori di ricarica rendano l’auto elettrica un prodotto esclusivo per redditi elevati o utenti con capacità di ricarica domestica.

LA RICARICA FATTORE CHIAVE

La posizione dell’Italia ha anche una profonda lettura in chiave europea. Il nostro paese, che insieme ad altre potenze industriali come la Germania ha duramente contestato i tempi del divieto dei motori a combustione entro il 2035, sembra aver adottato una linea di realismo politico. Se la road map di Bruxelles è immutabile, la competitività delle famiglie e delle imprese italiane deve essere protetta garantendo che il costo del kWh sia stabile, prevedibile e, soprattutto, basso.

La proposta che si profila all’orizzonte di Roma include una possibile revisione dei pedaggi energetici specifici per i trasporti e una maggiore pressione normativa sulle compagnie elettriche affinché le infrastrutture pubbliche non siano un freno per le loro tariffe, ma un motore di cambiamento.

L’Italia cerca di guidare un blocco di paesi che chieda all’Unione Europea una politica energetica comune che non lasci senza protezione gli automobilisti nelle stazioni di servizio del futuro.
Ciò che oggi si prospetta in Italia potrebbe essere il preludio di ciò che vedremo in altri mercati con problematiche identiche, come nel caso della Spagna. Se un governo dell’importanza di quello italiano decide di intervenire o di regolamentare attivamente i prezzi delle ricariche per promuovere la domanda, si crea un precedente legale e politico difficile da ignorare per il resto dei partner comunitari del sud.
In definitiva, la mobilità elettrica sta smettendo di essere una questione puramente industriale per diventare una battaglia per il controllo e il prezzo dell’energia. Il successo dell’auto elettrica in questa seconda metà del decennio non dipenderà solo dall’autonomia o dalla tecnologia delle batterie, ma da qualcosa di essenziale per le tasche dei cittadini come il prezzo che segna la colonnina di ricarica alla fine di ogni viaggio.

Questa ferma determinazione dell’Italia dimostra che il futuro dell’industria automobilistica europea non sarà deciso solo dai tavoli di progettazione dei costruttori, ma dalla capacità degli Stati di garantire un ecosistema energetico sostenibile. Se il piano di Meloni riuscirà a stabilizzare i costi operativi, l’Italia potrebbe dimostrare che il vero incentivo all’elettrificazione non è un assegno puntuale all’acquisto, ma la certezza che il risparmio promesso per chilometro è, in effetti, una realtà tangibile. Questa manovra costringe ora Bruxelles a ripensare se la decarbonizzazione del continente possa avere successo senza un intervento diretto sui mercati energetici che protegga il consumatore finale.

Nuovo Jeep Wrangler Willys: il V8 Hemi

Jeep Wrangler ha una nuova versione speciale Willys 392 con motore V8 Hemi.
Il costo di questo fuoristrada del marchio americano è già noto: sul mercato interno costa almeno 69.995 dollari. Le vendite inizieranno nel marzo 2026.

Il marchio Jeep, di proprietà del colosso automobilistico Stellantis, è nato 85 anni fa. Per celebrare questa data commemorativa, il produttore americano ha lanciato la campagna Twelve 4 Twelve, nell’ambito della quale intende lanciare 12 versioni speciali in 12 mesi. Come riportato in precedenza da Kolesa.ru, il primo modello è stato il Wrangler Moab 392, presentato nel novembre 2025, seguito dal Wrangler Whitecap nel dicembre dello stesso anno e dal Wrangler 85th Anniversary Edition nel gennaio 2026. Ora è il turno del nuovo Wrangler Willys 392.

MOTORE E DATI TECNICI

La nuova versione speciale ha una carrozzeria verniciata in giallo Goldilocks, adesivi con la scritta Willys sul cofano con presa d’aria aggiuntiva e Heritage 4WD sul portellone posteriore. Inoltre, è dotata di ottica a LED e pneumatici fuoristrada BF Goodrich KO2 da 35 pollici, montati su cerchi da 17 pollici con coprimozzi. Inoltre, la Willys 392 è dotata di paraurti anteriori e posteriori in acciaio, con la possibilità di installare un verricello su quello anteriore.

L’abitacolo della Jeep Wrangler Willys 392 è dotato di sedili anteriori rivestiti in pelle Nappa con riscaldamento e regolazione elettrica, nonché di un sistema audio Alpine con nove altoparlanti, subwoofer e amplificatore. Il modello è dotato anche di uno schermo touchscreen del sistema di informazione e intrattenimento con navigatore GPS, con diagonale di 12,3 pollici.

Inoltre, il fuoristrada è stato dotato di un kit per il traino di rimorchi, assali alternativi che aumentano la capacità di carico, un ripartitore di coppia Selec-Trac e un differenziale posteriore Tru-Lok con bloccaggio elettronico. L’altezza da terra della Jeep Wrangler Willys 392 è di 282 mm.

Sotto il cofano della nuova versione del classico fuoristrada si trova un motore V8 Hemi da 477 cavalli con una cilindrata di 6,4 litri, la cui coppia massima è pari a 637 Nm (questi motori sono tornati nella gamma dei modelli dei marchi appartenenti a Stellantis lo scorso anno). Questo fuoristrada a trazione integrale può accelerare da fermo fino a 100km/h in circa 4,5 secondi.

Quanto costa acquistare e mantenere una Maserati Grecale Trofeo in Italia

Scopri quanto costa davvero mantenere una Maserati Grecale Trofeo è fondamentale prima di entrare nel mondo del suo V6 Nettuno da 530 CV. In questo video analizziamo tutti i costi di gestione reali, dal carburante alla manutenzione, passando per assicurazione, bollo e svalutazione.

Un’analisi completa, chiara e senza filtri, pensata per chi vuole capire se il Grecale Trofeo è solo un sogno… o un investimento possibile.

Nuova Mercedes GLA 2026: Rendering

Il prossimo capitolo della storia della Mercedes-Benz GLA sembra destinato a evolversi all’esterno e a reinventarsi all’interno, mantenendo la sua forma familiare ma introducendo un nucleo completamente riprogettato.

Posizionata al di sotto della GLB recentemente riprogettata, la GLA passa alla nuova architettura MMA del marchio, aprendo le porte a una gamma più ampia di propulsori elettrici e ibridi, pur mantenendo intatte le caratteristiche del SUV compatto.

Sulla base dei prototipi di prova immortalati dai nostri spioni armati di macchina fotografica, abbiamo illustrato come potrebbe essere l’auto di serie e raccolto tutto ciò che si sa attualmente al riguardo.
Nella parte anteriore, la prossima GLA adotta l’ultima griglia verticale di Mercedes, con prese d’aria di raffreddamento per le versioni ibride e un pannello chiuso per le versioni EV. È affiancata da fari sottili che presentano una fascia LED orizzontale sopra le luci diurne a forma di stella, simili a quelle dell’ultima GLB.

Di profilo, la Mercedes GLA mantiene la sua silhouette rialzata da hatchback piuttosto che l’estetica “verticale” della sua sorella maggiore. Sbalzi corti, una linea di cintura leggermente rialzata e un rivestimento pronunciato dei passaruota le conferiscono un aspetto compatto e atletico. Le maniglie delle porte a filo riducono l’ingombro visivo e la linea del tetto si assottiglia leggermente verso la parte posteriore, completando i suoi fianchi bombati.

Nella parte posteriore, i fanali a LED a forma di stella sono incorniciati da un anello luminoso che si estende dal pannello posteriore al portellone, creando una firma luminosa continua immediatamente riconoscibile di notte.

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Superscreen Overload

Il SUV più piccolo di Mercedes punta a un futuro compatto di tipo diverso
Gli interni della Mercedes-Benz GLB 2026.
Sebbene l’abitacolo rimanga segreto, la nuova GLA dovrebbe rispecchiare da vicino le ultime CLA e GLB. Ciò significa un cruscotto ricco di pixel dominato da un MBUX Superscreen che va da un montante all’altro, combinando un quadro strumenti digitale, un display centrale di infotainment e uno schermo opzionale per il passeggero all’interno di un unico pannello di vetro.

Saranno presenti anche un assistente virtuale basato su Google, un sistema audio surround 3D Burmester e aggiornamenti over-the-air.

La qualità dei materiali dovrebbe migliorare, con finiture riciclate di qualità superiore, superfici più pulite e illuminazione ambientale dinamica. Il miglioramento del packaging dovrebbe anche liberare più spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori e un bagagliaio leggermente più grande. È prevista una suite completa di sistemi di assistenza alla guida MB.Drive, come il parcheggio automatico e la guida semi-autonoma in autostrada senza mani.
Sotto il cofano, la GLA monta l’architettura modulare Mercedes Benz, o MMA, che supporta sia i propulsori elettrici che quelli elettrificati a combustione interna con trazione anteriore e integrale.

DATI TECNICI E MOTORI

Le versioni elettriche utilizzeranno un sistema elettrico a 800 volt e offriranno configurazioni a trazione posteriore o a trazione integrale con doppio motore. La potenza della prima versione dovrebbe essere di 268 CV (200 kW) e 335 Nm, mentre la versione a doppio motore arriva a circa 350 CV (257 kW).

Il SUV più piccolo di Mercedes punta a un futuro compatto diverso
Illustrazioni Josh Byrnes / Carscoops
Entrambe le varianti elettriche utilizzano la stessa batteria NMC da 85 kWh, con un’autonomia WLTP stimata tra i 337 e i 392 miglia, e possono essere ricaricate fino a 320 kilowatt utilizzando un caricatore rapido CC.

I modelli ibridi sono alimentati da un motore turbo a quattro cilindri da 1,5 litri abbinato a un sistema a 48 volt e a un motore elettrico integrato in una trasmissione a doppia frizione a otto rapporti. Le potenze dovrebbero variare da circa 136 CV (100 kW) a 190 CV (140 kW), con opzioni di trazione anteriore e integrale, anche se potremmo vedere versioni più potenti aggiungersi alla gamma standard.

E poi c’è il probabile aspetto delle prestazioni. Ci si aspetta che in una fase successiva si aggiungano alla gamma varianti più potenti in stile AMG, tra cui potenzialmente una versione elettrica EQ con oltre 500 cavalli di potenza, se Mercedes seguirà la direzione prevista per la prossima CLA AMG.

Il SUV più piccolo di Mercedes punta a un futuro compatto di tipo diverso
I principali concorrenti includono la BMW X1 e iX1, l’Audi Q3, la Genesis GV60, la Volvo EX30, la Polestar 4 e la Lexus UX, una gamma che copre tutto, dai modelli premium tradizionali a quelli innovativi dal design accattivante. In altre parole, la GLA sta entrando in un ring già affollato e non particolarmente indulgente.

La Mercedes GLA completamente elettrica dovrebbe debuttare entro la fine dell’anno, mentre le varianti ibride e AMG di punta sono previste per il 2027.

Cosa ne pensate del restyling evolutivo della GLA? Giocare sul sicuro è la mossa giusta in questo segmento, o Mercedes avrebbe dovuto spingersi oltre? Condividete le vostre opinioni nei commenti qui sotto.

Anantara Concorso Roma: Roma sarà la Capitale dell’Auto da favola

La scorsa edizione sarebbe dovuta essere l’inaugurazione epocale, e si sarebbe tenuta tra il 24 ed il 27 Aprile del 2025 in una cornice davvero speciale: una manifestazione di altissimo rango, che partendo dall’ ”Anantara Palazzo Naiadi – Rome Hotel” – immerso nel cuore di Piazza della Repubblica e sorto sulle antiche Terme di Diocleziano – avrebbe raggiunto la corniceespositiva di Casina Valadier a Villa Borghese, dove cinquantaauto di ben dieci Marchi storici di eccezione (disegnate con il supporto magistrale di undici profeti dello stile artigianale) avrebbero regalato la loro bellezza impareggiabile ai visitatori. E tutto questo, come prima assoluta, nel contesto del Giubileo Cristiano particolarmente sentito nella Città Eterna. 

Purtroppo il lutto per la scomparsa del Pontefice ha giustamente imposto alla macchina organizzativa ed agli espositori un atto – insieme – di rispetto ma anche di discreto e silenzioso sacrificio: la scomparsa del Santo Padre è avvenuto il 21 Aprile, a solo tre giorni dall’inizio calendarizzato del Concorso. 

Dunque decine di espositori, organizzatori, supporti Media, cronisti, invitati da ogni parte del mondo hanno partecipato al doveroso atto di rinuncia avendo tuttavia impegnato già una parte cospicua di risorse e di logistica per raggiungere Roma.

Motivo in più per apprezzare la sensibilità degli organizzatori nella loro scelta certamente difficile, pubblicizzata sul sito ufficiale di Anantara con un comunicato ufficiale: “Nel profondo rispetto per la scomparsa di Papa Francesco e per l’importanza di questo momento, annunciamo con rammarico il rinvio dell’Anantara Concorso Roma, che sarà riprogrammato il 16-19 aprile 2026”.(per leggere l’articolo dedicato fai Click QUI)

Quest’anno, appunto alla data preannunciata, l’evento non si ripete ma di fatto debutta; e davvero l’attesa è valsa la pena della “nuova” Prima edizione del Concorso Anantara nella Capitale: perno dell’evento è ovviamente il bellissimo Hotel (posto dentro un bellissimo palazzo storico del XIX Secolo) che si affaccia nella splendida cornice di Piazza Esedra al cui centro spicca la bellissima Fontana delle Naiadi. 

In questo contesto il Concorso organizzato da Anantara Hotels & Resorts, presentato da UBS e supportato dai partner Richard Mille e Lockton – in collaborazione con Roma Capitale – si snoderà per una tre giorni di celebrazione dell’ospitalità romana, della cucina italiana e del lusso: La Dolce Vita che abbraccerà settanta pezzi di arte a quattro ruote che da Piazza della Repubblica si sposteranno verso Casina Valadier a Villa Borghese, tra Largo Amleto Cataldi e Piazza Bucarest. 

Qui, una Giuria internazionale selezionerà i vincitori di categoria, tra i quali verrà scelto il vincitore assoluto, al quale sarà assegnato il prestigioso trofeo “Best of Show” dell’Anantara Concorso Roma, dentro un assortimento che vedrà in Gara rigorosamente auto italiane dei più grandi Marchi della storia dentro un ventaglio di epoche che vanno dai tempi dell’inizio pionieristico passando per le eroine delle Competizioni, alle regine dello stile e della potenza per arrivare alle Supercar più attuali.

Prima fila simbolica ovviamente per tre Ferrari che – insieme – hanno vinto sei edizioni della prestigiosa 24 Ore di Le Mans: le edizioni del 1963, 1964 e 1965 sono state appannaggio di 275P e 250 LM; e poi c’è la modernissima 499P, la ibrida che ha centrato un tris d’autore (2023, 2024, 2025).

EVENTO ESCLUSIVO

Il Concorso Roma in effetti si apre mercoledì 15 aprile per ospiti e collezionisti, con la possibilità di partecipare a tour privati della città ed esperienze di shopping di lusso, mentre la sera di giovedì 16 aprile gli ospiti saranno invitati al ricevimento di benvenuto sulla terrazza panoramica dell’Anantara Palazzo Naiadi.

Venerdì 17 aprile, di mattina, il Giro d’Anantara partirà da Piazza della Repubblica attraversando le strade della Capitale, e la sera stessa è prevista una cena alla trattoria “pop-up” di Guglielmo a Casina Valadier, all’interno di Villa Borghese. 

Da Sabato 18 aprile il concorso entra nel vivo con l’incontro tra le auto partecipanti e la Giuria: i proprietari si riuniranno con le loro vetture a Casina Valadier per un ricevimento con champagne, a cui seguirà un pranzo a loro dedicato in un’area esclusiva e ulteriori esperienze VIP. 

In questa giornata di esposizione potranno ammirare le auto anche i possessori di biglietto giornaliero. La giornata culminerà con la Cena di Gala nello splendido Palazzo Brancaccio.

Domenica 19 aprile l’esposizione sarà nuovamente accessibile ai visitatori; nel pomeriggio si terrà la cerimonia di premiazione che celebrerà i vincitori di ogni classe e i secondi classificati, fino all’assegnazione del primo trofeo Best of Show del Concorso. Ed il programma completo è disponibile al seguente link: https://www.anantaraconcorsoroma.com/en/programma/

Un nuovo “benvenuto” al Concorso, un segno di profonda ammirazione per gli Organizzatori di fronte ad un impegno davvero notevole, ed una sola riflessione da Autoprove.it: speriamo che l’eleganza di queste meraviglie a quattro ruote, la loro storia e le loro avventure siano il segnale di un risveglio di tutto l’Automotive nazionale ed europeo.