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Motori Capitale 2024: all’auto storica diamo più valore non solo prezzi

Se questo fosse un articolo solo per romani, sarebbe scritto in un fraseggio dialettale dove risalterebbe da subito il sentimento del suo autore. 

Ma Autoprove è per suo merito una piattaforma seguita da un pubblico più vasto, e dunque sarò portato a rendere ben più articolata ed algida la mia panoramica sull’evento “Motori Capitale” svolto alla Nuova (ci tengo sempre a precisare l’aggettivo per onorare il ricordo della vecchia e gloriosa struttura un tempo operativa tra il quartiere Tre Fontane, la Colombo e Garbatella dalla parte opposta) Fiera di Roma sulla Portuense il 21 e 22 Settembre scorsi. 

Un Weekend discriminante per determinare, in fine dei conti, un positivo riscontro di pubblico e dunque la vittoria della “scommessa” professionale degli organizzatori (tra i quali Eugenio Bernardi, che ci ha cortesemente rilasciato una intervista che presenteremo nel contributo video nei prossimi giorni): in effetti la presenza dello Staff di “Autoprove” nella sola giornata di Sabato ha restituito l’immagine di partecipazione massiccia di visitatori in un giorno parzialmente lavorativo ma, soprattutto, ancora vacanziero o profumato di mare e di scampagnata per chi aveva a disposizione l’ultimo Weekend “ufficiale” di fine vacanze prima dell’inevitabile “breakdown” del calendario lavorativo.

Dunque l’interesse e la disponibilità dei Romani a visitare gli Stand della Fiera in questo contesto è il segnale che di motori e di belle auto si è disposti ancora a parlare e sentire parlare.

Le diatribe ecologiste, il fronte di guerra “elettrofili/endotermici” e soprattutto i venti di crisi che soffiano in lontananza sono stati esorcizzati per questa volta da un evento che ha offerto a tutti la bellezza di decine di auto classiche, antiche, “Youngtimer” ed “Instant Classic” tra le quali, ancora una volta, da romano in un evento capitolino “vintage” segnalo l’assenza sempre più pesante della Giannini e delle sue realizzazioni d’epoca; a parte questo si sono visti modelli davvero “cult” ed in molti casi sconosciuti al grande pubblico. 

Motori Capitale, Atto Primo: la scommessa “affluenza” è stata vinta

Le realizzazioni speciali di Zagato, Vignale, Pininfarina e delle altre firme di stile; le bellissime di ogni tempo, ed ovviamente nel contesto le nostre Fiat, Autobianchi, Lancia, Alfa Romeo, Ferrari, Cisitalia, Lamborghini, Maserati oltre ad alcune sportive artigianali di derivazione sportiva e Mille Miglia; senza dimenticare le due ruote di Ducati, Laverda, Vespa, Aermacchi, Benelli, Moto Morini. Ed una ricca presenza di belle realizzazioni dall’estero.

 

C’era la storia del miglior mondo motoristico tricolore che faceva gli onori di casa – in particolare -incorniciando uno dei protagonisti di eccellenza della storia nobile e leggendaria del motorsport : il “Bisiluro” Tarf motorizzato Gilera 350 del mitico Piero Taruffi, nella prima versione (a sua volta destinato ad ospitare diverse motorizzazioni motociclistiche di evoluzione e collaudo) che fu seguita dalla seconda con il motore Maserati a Compressore Volumetrico; un concetto ed una architettura tecnica, quello del “Bisiluro” che ha visto nel tempo e nel resto d’Europa diversi tentativi di altri Costruttori di realizzare modelli da record di velocità, ma che fa del “Tarf” l’unico in questa tipologia ad aver conseguito record ufficiali. Ed è stato un gesto azzeccatissimo fare del “Tarf” un poco la mascotte dell’evento romano: perché romano è il progetto di origine e persino le lavorazioni del prototipo svolte dal geniale Piero nel Garage dell’abitazione di Via Crescenzio; romano è il sottofondo di quella straordinaria Gilera “Rondine” e vicino a Roma c’è quella emblematica “Fettuccia di Terracina” scelta da Taruffi per alcuni tentativi di Record riusciti alla perfezione.

Il “Bisiluro” Tarf: la magia di Piero Taruffi, il racconto straordinario di Prisca

Un vanto in più per il nostro Pilota, Ingegnere, Sportivo ed imprenditore Piero Taruffi capace – con le sue conoscenze aerodinamiche, meccaniche e strutturali uniche al mondo – di concepire un mezzo vincente ed efficace.

Il “Tarf” presentato da Prisca, la figlia di Piero Taruffi che ha partecipato ad uno dei diversi “Talk” dello spazio conferenze in Fiera, ci ha davvero colpito per la perfetta semplicità ed essenzialità disegnata secondo forme aerodinamiche e proporzioni indovinate; con un peso di circa 350 Kg mostra in ogni caso una solidità strutturale merito anche dei due elementi trasversali aerodinamici di collegamento conformati ad ala rovesciata per fornire aderenza e direzionalità oltre a razionalizzare i flussi d’aria che attraversano al centro il “Bisiluro”.

Non è stato però solo il “Tarf” l’unico momento di emozione e di stupore della nostra visita. 

Siamo stati colpiti da altre “chicche” che hanno emozionato noi ed il resto del pubblico: la “Ferrari 308 GT4” di Marcello Gandini ottiene finalmente, mezzo secolo dopo, quella giustizia del tempo galantuomo che all’epoca della crisi energetica, dei falsi pudori e delle sacre ottusità congenite del “Drake” (perennemente scettico sul legame tra Marchio del Cavallino e sportive sotto una certa soglia di cubatura e cavalleria salvo dotare la GT4 in corso di vita del più piccolo V8 al mondo sotto i due litri); e soprattutto della critica banale dei Clienti più tradizionali del Cavallino; tutto questocolpì negli anni Settanta – immeritatamente – un modello rivoluzionario ed intelligentissimo che alla distanza ritengo abbia vinto la sua simbolica battaglia con Pininfarina – a mio personale avviso – costituendo a confronto della “Mondial” di poco successiva alla “GT4” un benchmark didascalico del concetto “2+2” di Maranello: la “Mondial” è e rimane infatti un ottimo prodotto ma tipicamente anni ’80. La “GT4” potrebbe essere rimessa in produzione in qualunque tempo, per la sua linea ed il suo canone al di là del tempo e delle mode. 

Ma come per tutte le opere del Maestro Gandini, il futuro che lui anticipava di decenni è stato compreso dalle persone comuni quando tempo dopo è diventato attualità corrente.

Ferrari “308 GT4” ed Alfa Romeo “RZ” : quando il tempo è galantuomo

Ci ha colpito anche la presenza di un’altra beniamina di “Autoprove”, cioè l’Alfa Romeo “RZ” del 1993, nel suo canonico rosso vivo; la versione Cabrio, dunque, della celebre ed ineguagliata “SZ”. Una prova di orgoglio e di appartenenza offerta da un manipolo di avventurosi ed appassionati Manager e Responsabili tecnici del Biscione che alla fine degli anni ’80 ha voluto lasciare alla storia uno degli ultimi “emblemi” del DNA vero di Arese, quasi un monito alla nuova proprietà: una sfida tra galantuomini e fuoriclasse dal sapore romantico, dove la “SZ” deriva dal confronto di idee e concetti a partire dal progetto “ES30” e dallo chassis derivato dalla “75” per il quale – poco prima di lasciare Corso Marconi – il vulcanico Vittorio Ghidella diede vita ad una “singolar tenzone” di sapore cavalleresco tra due Staff contrapposti tutti interni ad Alfa Romeo e Gruppo Fiat. Da un lato il Team di Arese guidato da Walter Da Silva, dall’altro il Centro Stile Fiat guidato all’epoca da Mario Maioli che come supervisore esterno chiamò addirittura l’erede naturale di Flaminio Bertoni: Robert Opron, che dopo il boom in Citroen ed il passaggio alla Renault aveva avviato un suo ruolo di Consulente libero professionista. “RZ” è appunto l’evoluzione Cabriolet della “SZ”, con cui condivide il fascino inimitabile.

Ci hanno colpito anche le davvero tante e scenografiche americane: Buick, Corvette, FordPackard monumentali e cromate.

Notevole la presenza di alcuni Gruppi di appassionati e di proprietari grazie ai quali si è potuta vedere una serie e non un modello solo di “Lancia Montecarlo”, di “A.R. Giulia (e Vi confesso l’emozione di averne rivista una che diversi anni fa appartenne alla mia famiglia….); ma anche di Porsche, di Mazda ed altre protagoniste del mondo del Collezionismo.

Motori Capitale: ottima iniziativa, ma noi giudichiamo da appassionati

Un primo ed affettuoso appunto. 

Ma non all’Organizzazione quanto ai proprietari ed intermediari delle auto in expo: trasmettiamo ai visitatori – per favore – non solo prezzi (tra l’altro in crescita esponenziale, e non è detto sia un bene da tutti i punti di vista) ma anche “Valori”: a farlo, caso raro nella Kermesse capitolina, uno stand che abbiamo visitato e che merita il pieno affetto e riconoscimento emotivo ma anche “culturale” di Autoprove e di tutti gli appassionati.

Abbiamo piacevolmente visitato lo Stand della Associazione “A.ST.OR.” guidata da Christian Apreda: da loro è arrivata una lezione “alternativa” di una visione possibile in cui ecologia e motorismo d’epoca (dai più ritenuto il male dell’ambiente) possono trovare un punto di incontro allo stesso tempo concreto ed encomibiabile attraverso azioni semplici: come quella del 27 Settembre, nella “Notte dei Ricercatori”, di piantare alberi nell’area di Montelibretti insieme ad altre Associazioni. 

Un modo per ricordare che l’inquinamento si combatte più popolando l’ambiente naturale che non tagliando le auto, e per riconciliare un mondo che l’esaltazione dei “Testimoni di GEOWatt” ha messo troppo violentemente dietro la sbarra degli imputati, ed un motivo in più per ripensare il rapporto tra automobilisti ed auto endotermiche, anziché prevedere funerali mai ancora avvenuti nella realtà.

Astor, l’ecologia sposa il Vintage; e che bello parlare con i giovani appassionati

Un fatto significativo per noi è stato dare decine di informazioni a ragazzi disinformati ma curiosi che ci incontravano nel fare il corredo immagini alle auto esposte, il segno promettente e consolatorio di una passione giovanile che chimere social ed eccesso tecnologico non hanno spazzato via: molti giovani stentavano a credere che auto di oltre mezzo secolo potessero essere tanto belle, tecnologiche ma “accoglienti” più di quanto lo siano i modelli attuali. 

Così come, senza alcuna gelosia professionale, siamo stati contenti e disponibili anche con tanti giovani “Blogger” che con Smartphone e microfono hanno svolto le loro recensioni dando libero sfogo anche alla passione che li animava.

 

E se da una parte ci ha colpito la voglia di maggior informazione storica e dettagliata dei visitatori dall’altro lato la configurazione, la spaziatura e l’allestimento dei diversi quadranti di allocazione di auto e moto ha trascurato totalmente un criterio espositivo strutturato secondo un elemento discriminante (epoche, stili, target commerciali, tipologia modelli, o ogni qualunque altra caratteristica parametrica in grado di organizzare la percezione del visitatore secondo classi qualitative specifiche). 

Allo stesso modo ci ha colpito una “disattenzione” didattica che si incontra in ogni Mostra o Fiera alla quale abbiamo finora assistito e la cui messa in opera costerebbe davvero poco: un ambiente ristretto ma accessibile dove con pannelli o supporti multimediali fosse estrinsecata e rappresentata in sintesi la storia industriale automotive del Paese, in un momento in cui l’Italia rischia davvero la desertificazione.

Fiere “Vintage”: non solo auto, diamo più spazio al mondo dei servizi

Altro piccolo aspetto da non sottovalutare: come mai Fiere del genere sono accompagnate esclusivamente, oltre le auto e le moto ed i settori più rappresentativi, da Stand di orologi, di accessori di fashion o moda? Una attitudine costante che ci permettiamo per la prima volta di stigmatizzare: è davvero così oneroso od inutile per Rettificatori e Rigeneratori, Componentisti, Fornitori di attrezzature speciali; ma anche per Scuole ed Enti che impartiscono Corsi professionali per operatori e tecnici, partecipare ad una Fiera di questa portata? Vero è che “Autoprove.it” era presente Sabato e non Domenica, tuttavia non ci è parso che l’indomani si sarebbero appalesati tutti i ruoli e le figure professionali, e le arti, che ci sembrerebbe inevitabile ed opportuno vedere in uno spazio espositivo di auto d’epoca.

E qui segnaliamo anche quanto la nostra eccellenza in termini di Restauri, Rigenerazione Ricambi, Perizie e Consulenze, attività di ricerca e ricostruzione documentale/tecnica/giuridica, meriterebbe persino il riportare in auge quelli che sparsi sul territorio sono ancora oggi esperti di questo o quel modello e Marchio, raggruppando tutto questo prezioso ecosistema in una sorta di “Albo di Qualificazione e Certificazione” (un poco come avviene in Edilizia con le “SOA”) in modo da non esporre l’appassionato neofita o poco attento al rischio di affidamento lavorazioni ed incarichi a profili professionali non proprio idonei. Insomma, a quando un “Annuario Vintage” garantito dalle massime autorità nazionali in tema di Auto d’Epoca? E ci perdoni l’Organizzazione dell’evento, ma il “Talk” Tavola Rotonda del Sabato (Carta dei Principi) non è totalmente esplicativo rispetto al nostro richiamo. 

Ed infine arriviamo alle note davvero “dolenti”: “Piatto ricco, mi ci ficco” ovvero: Signori, la mia auto “es un aseniocircular”!!!

“Puerto Escondido”, 1992, Gabriele Salvatores: uno scombinato ed impacciato Diego Abatantuono cerca di corrompere la polizia locale del Paese sperduto in cui si trova proponendogli il suo Rolex “assegno circolare” come voce di scambio per evitare grane giudiziarie… Da allora, ogni volta che il nascente fronte degli “Audisti”, “Mercedisti”, “Vaggari“ e “Bavaresi” contrapponeva sempre più spesso all’interlocutore le virtù taumaturgiche delle loro auto in fase di permuta e di valore usato, il buon Diego mi tornava in mente. 

 

Peccato che quello fosse un film mentre l’idiozia endemica di chi raccontava il suo onorevole pezzo di ferro su ruote come nemmeno un Van Gogh o un vaso cerimoniale minoico era tremendamente reale. Nessuna auto “corrente” e di produzione di serie è a lungo un “Assegno circolare”. Allo stesso modo un’auto storica non è la pietra filosofale che si vuole raccontare.

Di fronte a questo ho poco gradito le parole di entusiasmo quasi evangelico di uno Speaker della Fiera che Sabato, nel preannunciare il calendario dell’indomani, gongolava nel declinare le magnifiche e progressive sorti del mercato auto “storiche” ed il trend delle quotazioni medie. 

Allo stesso modo non so se la Domenica 22 Settembre sarebbero stati in programma, ma avrei voluto assistere a “Talk” con gli uomini di Eurotax per capire come nascono le quotazioni, un “Vademecum” per l’acquisto in sicurezza, un check informativo su trattamenti fiscali e soprattutto uno specchietto informativo sui temi più di attualità logistica: se alimento un motore d’epoca con “E85”? Con GPL o Metano? E se la converto full electric con i Kit? E gli “e-fuel”? 

Perché no, un “Valore Futuro Garantito” per Finanziamenti auto “vintage”??

La danza dei milioni: si chiama così un film bellissimo degli anni ’40 e che spero Vi capiterà di vedere. Ma che “lavoro”sceglierebbe oggi Gustavo Wiesinger (il protagonista del film) se fosse nato ai giorni e si fosse dovuto, come nel film, inventare un mestiere? Io ne sono certo, avrebbe lanciato una linea di finanziamenti per auto storiche; ma non di quelli “canonici”. No, il suo piano finanziario avrebbe avuto certamente la “Maxi rata”. 

O meglio, traduciamo tutto in dati pratici e reali: perché un settore finanziario Automotive in fase di “ristrutturazione” (dopo aver rischiato perlomeno in due occasioni, tra il 2005 ed il 2018, il default pieno) per la riduzione del volume di credito sospeso ed erogato, per la crescita dei contratti Noleggio e Flotte e per la contemporanea risalita temporanea del valore medio del comparto usato che dà il suo aiuto ai bilanci di Dealer e Servizi Postvendita dei Costruttori.

Eppure di strumenti finanziati dedicati e proposti al Cliente potenziale se ne dovrebbero poter trovare, se le previsioni commerciali sono fondate ed hanno un senso: perché non è disponibile ordinariamente, per una storica certificata di 40.000,00 Euro (ipotesi) un supporto finanziario che ne permetta l’acquisto da un qualunque privato con un anticipo “umano” (10.000,00 Euro, ad esempio) e con un piano rateale di neppure 200,00 Euro mensili per ritrovare un Valore residuo che, alla luce delle proiezioni commerciali odierne, possa essere facilmente gestito dal prezzo di rivendita potenziale a tre anni? Non dimentichiamo che una “storica” diventerebbe per un proprietario un secondo o terzo mezzo e dunque un ausilio finanziario e commerciale allo stesso tempo sarebbe una mano santa. E non parliamo dei sogni legislativi nel cassetto, come agevolazioni fiscali e strumenti giuridici ad Hoc per la multiproprietà di auto storiche, oppure i Gruppi di Acquisto, oppure gli strumenti di investimento “linkati” ai trends di valore delle auto storiche (anche se il programma Dibattiti aveva uno spazio dedicato al tema dell’investimento su auto storiche).

Tutto quel che per ora sembra seppellire ogni questione “accessoria” sembra proprio essere il miraggio dell’esplosione delle valutazioni. Speriamo che non finisca tutto in una bolla.

Ecco perché il nostro giudizio alla fine di “Motori Capitale” è : Bene, un segno di stima e di supporto da noi di Autoproveper cameratismo e passione. 

Ma un bell’auspicio e in contemporanea un impegno: sappiamo che si può e si deve arrivare ad un “Layout” di Fiera il prossimo anno ancora migliore. 

Lo chiede il Giubileo Capitale, lo chiede il centenario del primo Gran Premio di Roma nel 2025; lo chiede soprattutto il pubblico più autentico ed appassionato di motori, quello che preferibilmente legge anche la nostra piattaforma. 

 

E che aspetta un rilancio vero e strutturale del mondo che amiamo, non solo di leggere quotazioni e “borsini”. 

Alla fine, sono proprio quelli che – sostituendosi interamente al simbolo dell’Auto come valore e piacere – hanno distrutto in dieci anni un intero comparto industriale auto che dal Dopoguerra aveva superato benissimo perlomeno altre due crisi pesantissime (l’austerità energetica e petrolifera e le contestazioni sociali ed operaie) fino ai giorni nostri. 

Riccardo Bellumori

Trofeo Italia Storico Classico e Prototipi: la quarta gara al Circuito di Magione

Il 28 settembre, il Circuito di Magione sarà il palcoscenico della quarta gara del Trofeo Italia Storico Classico e Prototipi, un evento imperdibile organizzato dal Circolo Auto Storiche Paolo Piantini dei Fratelli Bartoli. Questa manifestazione celebra la passione per le auto storiche e i prototipi, portando in pista alcuni dei volti più noti e talentuosi del motorsport.

Tra i partecipanti spicca Gianluca Bardelli, pilota romano che, dopo venti anni di assenza dalle gare, tornerà a correre con una Morris Cooper S del 1964, un’auto iconica che ha segnato la storia dei campionati italiani degli anni ’80.

IL TEAM BARDELLI

Per il suo ritorno, Bardelli ha formato un team di altissimo livello. Ad assisterlo ci sarà Angelo Fiorucci, storico preparatore della Classic Auto di Roma, con una decennale esperienza nella preparazione delle velocissime vetture inglesi. La supervisione del team sarà affidata a Enzo Coloni, ex protagonista della Formula 1, la cui presenza aggiunge ulteriore prestigio all’evento.

La partecipazione dei piloti romani sarà arricchita dalla presenza del leggendario Claudio Francisci, icona del motorsport internazionale, che gareggerà con un prototipo Lucchini, portando la sua esperienza e il suo carisma sulla pista di Magione.

Nuova Citroen C4 2025: il Rendering

La Citroen C4 si prepara all’atteso appuntamento con il restyling di metà carriera.

La Citroen C4 è stata introdotta per la prima volta nel 2004 come hatchback a tre o cinque porte. Nella seconda generazione, che ha debuttato nel 2010, è stata aggiunta anche una berlina. Oggi è in linea di montaggio la terza generazione della vettura, che debutterà nell’estate del 2020.

Inizialmente è stata offerta sotto forma di cross-hatchback, ma tre anni dopo l’azienda gli ha affiancato una cross-sedan con il prefisso X. Ora Citroen sta preparando un restyling del modello e i prototipi della cross-hatchback sono già stati avvistati dai fotografi.

A giudicare dalle foto disponibili, la Citroen C4 cambierà in modo piuttosto significativo all’esterno. Innanzitutto, avrà un frontale completamente nuovo, realizzato secondo il nuovo stile più spigoloso dell’azienda, già sperimentato sulla più giovane hatchback C3. Gli esemplari di prova camuffati presentano nuovi fari dalla configurazione insolita, con due strisce orizzontali di LED più vicine al centro e strisce singole appena sotto e sui bordi del paraurti. L’auto avrà sicuramente un nuovo logo ovale dell’azienda, come sulla stessa C3.

Anche la parte posteriore sarà interessata dal restyling, sono già visibili le caratteristiche dei nuovi gruppi ottici, che assumeranno una forma più rigorosa e saranno privati degli spettacolari “trattini” che arrivano fino allo spoiler del portellone dei bagagli. Inoltre, la Cross-Hatchback in versione aggiornata presenta un paraurti posteriore ammodernato.

Questi rendering di Kolesa.ru ci permettono di dare uno sguardo al design definitivo del modello.

Rendering Kolesa.ru

DATI TECNICI E MOTORI

La Citroen C4 di terza generazione è costruita sulla piattaforma modulare CMP del Groupe PSA (Peugeot Société Anonyme). La stessa piattaforma è utilizzata, ad esempio, dal crossover Opel Mokka della scorsa generazione. In termini di dimensioni, la C4 (lunghezza 4360 mm, passo 2670 mm) è molto vicina alla cross-hatchback Kia XCeed (lunghezza 4395 mm, passo 2650 mm) precedentemente venduta ufficialmente sul mercato russo.

Per quanto riguarda la parte tecnica, molto probabilmente non cambierà in modo significativo. La Citroen C4 può essere equipaggiata sia con i tradizionali motori a combustione interna sia con propulsori completamente elettrici (sono stati ammodernati lo scorso anno). Una peculiarità della piattaforma SMR è la trazione esclusivamente anteriore.
L’anteprima della Citroen C4 aggiornata potrebbe avvenire il mese prossimo al Salone dell’Auto di Parigi.

Biden contro il Made in Cina e Russia

L’amministrazione Biden continua a prendere di mira le case automobilistiche e le aziende tecnologiche cinesi e la sua ultima azione si concentra sulle auto connesse. Come ha spiegato la Casa Bianca, “le case automobilistiche cinesi stanno cercando di dominare le tecnologie dei veicoli connessi negli Stati Uniti e a livello globale, ponendo nuove minacce alla nostra sicurezza nazionale, anche attraverso le nostre catene di approvvigionamento”.

Per far fronte a questa minaccia, il Dipartimento del Commercio ha proposto una nuova norma che “proibirebbe la vendita o l’importazione di veicoli connessi che incorporano determinate tecnologie e l’importazione di particolari componenti da paesi che destano preoccupazione, in particolare dalla Repubblica Popolare Cinese e dalla Russia”. La Cina è l’obiettivo principale e il governo è preoccupato per i potenziali rischi per la sicurezza in quanto i veicoli connessi “raccolgono dati sensibili del conducente e dei passeggeri” e sono dotati di telecamere e sensori che “registrano informazioni dettagliate sulle infrastrutture americane”.

USA CONTRO CINA E RUSSIA

La Casa Bianca guidata da Biden ha poi aggiunto che le informazioni raccolte dalle auto connesse potrebbero essere utilizzate da soggetti malintenzionati per distruggere le infrastrutture o i veicoli stessi.

Il governo ha aggiunto di aver già identificato diverse tecnologie nei veicoli connessi provenienti da Cina e Russia che rappresentano “minacce particolarmente acute”.
La norma proposta negli USA riguarda i sistemi di veicoli connessi progettati, sviluppati, prodotti o forniti da entità con un “nesso sufficiente” con la Cina o la Russia. Si concentra inoltre sulla connettività – compresi Bluetooth, cellulari, satelliti e Wi-Fi – e sui sistemi di guida automatizzata.
La norma prevede “restrizioni alle importazioni o alle vendite di veicoli connessi che utilizzano software VCS [sistemi di connettività dei veicoli] e ADS [sistemi di guida automatizzata], nonché alle importazioni di attrezzature hardware VCS”. Tuttavia, la proposta prevede anche esenzioni per le piccole case automobilistiche su “base eccezionale”.

Se la norma verrà attuata come previsto, i divieti sul software entreranno in vigore a partire dal 2027, mentre i divieti sull’hardware si applicheranno a partire dall’anno modello 2030 o dal 1° gennaio 2029 per le unità senza anno modello.

Sebbene le specifiche esatte siano ancora in fase di definizione, il governo ha dichiarato che il Dipartimento del Commercio lavorerà a stretto contatto con “l’industria, gli alleati e i partner statunitensi e le altre parti interessate durante l’intero processo normativo per garantire che qualsiasi azione protegga al massimo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, riducendo al minimo le conseguenze indesiderate o le interruzioni”.

Nuova BMW X5 2026: il Rendering

Ispirandosi alla Vision Neue Klasse X Concept di BMW, la X5 incarna la nuova e audace direzione del design della casa automobilistica bavarese, caratterizzata da superfici più nitide e da un sottile richiamo alla sobria modernità dei suoi iconici modelli degli anni Settanta e Ottanta.

Nel frontale, la griglia a doppio rene reinterpretata è affiancata da gruppi ottici allungati e da DRL orizzontali che reclamano attenzione. Il cofano sagomato con una rientranza centrale conferisce una posizione decisa, mentre i parafanghi muscolosi lungo la fiancata – presi in prestito dalla nuova X3 – ospitano una porta di ricarica per le varianti ibride ed elettriche plug-in, lasciando intendere cosa c’è sotto il cofano.

Il rendering in copertina di Carscoops.com ci permette di dare uno sguardo alla nuova BMW X5.

Le maniglie delle porte a filo, che ricordano quelle utilizzate sulla Mustang Mach-E di Ford, sono integrate perfettamente nel rivestimento dei finestrini, conferendo un aspetto elegante e minimalista. E non preoccupatevi, l’iconica curva Hofmeister è ancora intatta.

Il design aggiornato presenta anche un rapporto asse-cruscotto più arretrato, che conferisce all’X5 una posizione più arretrata rispetto alla cabina. Nella parte posteriore, il veicolo presenta un aspetto più monolitico e squadrato, con un notevole distacco dai suoi predecessori.

LE TECNOLOGIE

L’abitacolo rispecchierà l’ambiente raffinato dell’ultima Serie 5, con un pannello curvo che ospita un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici e un touchscreen da 14,9 pollici per l’infotainment, con l’ultima interfaccia iDrive 8.5 di BMW. È tutto molto futuristico, ma non dimenticate di usarlo per guidare.

Naturalmente, nessun SUV di lusso moderno sarebbe completo senza Apple CarPlay, Android Auto, ricarica wireless e hotspot Wi-Fi a bordo. L’impianto stereo Harman/Kardon rende i vostri viaggi in auto come un concerto, mentre gli aggiornamenti over-the-air mantengono la vostra tecnologia fresca come il giorno in cui l’avete acquistata. Volete ancora di più? Tocchi premium come i comandi interni in vetro, le configurazioni a 7 posti e l’Highway Assistant a mani libere di BMW saranno tutti disponibili per migliorare il vostro gioco.
La prossima BMW X5 dovrebbe rimanere sulla piattaforma CLAR di BMW, piuttosto che adottare l’architettura Neue Klasse. La flessibilità di CLAR, tuttavia, le consente di gestire sia motori a combustione sia propulsori elettrici.

Pertanto, sotto il cofano (o meglio, sotto vari cofani) la X5 offrirà opzioni ibride, ibride plug-in e, forse, completamente elettriche, con quest’ultima che prenderà il nome di iX5. I dettagli non sono ancora stati resi noti, ma se seguirà l’esempio dell’ultima Serie 5, ci si aspetta una gamma di motori turbo a quattro cilindri e sei cilindri in linea. Purtroppo, questa volta non ci sono V8 ruggenti nella linea standard della X5, anche se chi ne ha voglia può ancora aspettarsi il modello M – ma di questo parleremo tra poco.

I MOTORI

Tra le numerose opzioni disponibili, è probabile trovare un sei cilindri in linea turbocompresso da 375 CV con un sistema ibrido a 48 volt, un ibrido plug-in da 483 cavalli e una versione completamente elettrica che eroga fino a 593 CV. Sì, sono molti cavalli, ma si tratta di BMW, quindi non è esattamente una sorpresa. L’ibrido plug-in utilizzerà probabilmente una batteria da 19,4 kWh, per un’autonomia di oltre 40 miglia in modalità esclusivamente elettrica.
Se si sceglie l’alimentazione completamente elettrica, la batteria da 84,3 kWh della i5 dovrebbe garantire un’autonomia di circa 475 km per carica, a patto di non guidare come un pazzo. Ricarica rapida in corrente continua? Sì, vi porterà dal 10 all’80% in soli 30 minuti, quindi niente scuse per lunghe soste ai box.

La trazione posteriore sarà di serie sulle varianti della X5 di minore potenza, mentre la trazione integrale xDrive sarà riservata ai modelli più potenti, anche se la disponibilità potrà variare a seconda del mercato.

Più avanti, verrà introdotta la variante top di gamma BMW X5 M, che probabilmente sarà l’unico modello V8 della gamma. Dovrebbe montare lo stesso V8 biturbo da 4,4 litri della nuova M5, coadiuvato da un motore elettrico integrato nel cambio automatico a otto rapporti, in grado di erogare 717 cavalli e 738 lb-ft di coppia.

E sì, considerando che l’attuale X5 M pesa già 2.474 kg e la nuova M5 2.445 kg, con ben 400 kg attribuiti al sistema ibrido, abbiamo quasi paura a chiederci quanto peso si porterà dietro la nuova X5 M.

La nuova BMW X5 arriverà nelle concessionarie italiane a fine 2026.

Nuova DS3 2026: Rendering esclusivo

Dall’anno scorso circolano voci secondo cui la DS3 avrebbe abbandonato l’architettura da crossover. I nostri colleghi de L’Argus hanno appena confermato la notizia ed eccola nel rendering in copertina di Auto-moto.com.

Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma sembra che l’insuccesso commerciale dell’attuale DS3 SUV abbia spinto il marchio a rivedere i piani per il suo rinnovamento. Già poco brillante nel primo anno di vendite (2020), i suoi risultati hanno continuato a calare, nonostante il restyling del 2022, mentre nei primi otto mesi del 2024, la più piccola della gamma DS ha visto le sue vendite sul mercato europeo calare del 27% (4.942 unità) rispetto al 2023.

Non all’altezza delle aspettative
A parte il carattere preoccupante di questi dati, è il confronto con quelli del resto della gamma DS a preoccupare, in quanto il grande SUV DS7 ha venduto più di 2,5 volte le unità (12.696), nonostante la sua età ancora più avanzata (lancio nel 2017) e il suo sviluppo in un segmento meno vivace di quello dei SUV urbani. Peggio ancora, nello stesso periodo, la DS3 è stata superata dalla DS4 (8.301 unità), nonostante sia protagonista di un segmento di berline compatte che in Europa sta generalmente perdendo terreno. Ma l’umiliazione definitiva per la DS3 è arrivata quando le sue vendite sono state confrontate con un modello già morto e sepolto da Peugeot: la berlina 508, che ha avuto il lusso di vendere 6.658 unità tra gennaio e agosto 2024. Si tratta di 1.716 unità in più rispetto al SUV DS3.

IL RITORNO DI DS

Non c’è nulla di paragonabile alla precedente generazione di DS3, nata come Citroen nel 2009 prima di passare al marchio DS nel 2016. Nel suo decennio di produzione sono state prodotte più di 500.000 unità, mentre è improbabile che l’attuale crossover riesca a raggiungere un quinto di quella performance nel corso della sua intera carriera, al ritmo in cui le cose stanno andando. Un motivo in più per mettere una pietra sopra al fallimento di questo SUV guardando al futuro, con la determinazione interna di tornare al formato di pura city car con l’obiettivo di tornare a competere con la Mini. Per non parlare dell’imminente arrivo dell’auto elettrica Renault 5, con la quale la futura DS3 entrerà in diretta competizione adottando la piattaforma STLA Small, dedicata esclusivamente a questo tipo di energia, che la Peugeot E-208 inaugurerà nel 2027. Sempre secondo L’Argus, l’urban car di DS aspetterà l’anno successivo per svelare il suo aspetto.

Nuovo Zeekr 7X 2025: Anteprima

Dopo il debutto al recente Salone dell’Auto di Chengdu, lo Zeekr 7X è stato lanciato ufficialmente in Cina. Le consegne del primo SUV elettrico di medie dimensioni del marchio inizieranno questo mese, mentre i mercati globali riceveranno il modello nei prossimi mesi.

Costruito sulla piattaforma PMA2+, derivata dalla Sustainable Experience Architecture di Geely e utilizzata anche per la berlina 007, il 7X è un cinque posti che misura 4.825 mm di lunghezza, 1.930 mm di larghezza, 1.666 mm di altezza e ha un passo di 2.925 mm – l’altezza da terra è di 197 mm.

La piattaforma è dotata di un’architettura elettrica a 800 V ed è equipaggiata con una batteria da 75 kWh al litio ferro fosfato (LFP) “Golden Brick” o da 100 kWh al nichel manganese cobalto (NMC) “Qilin”. La variante base – una delle tre offerte – ha un prezzo di 229.900 yuane prevede la batteria più piccola LFP che alimenta un motore elettrico montato sul retro con una potenza di 421 PS (416 CV o 310 kW) e 440 Nm di coppia.

In questa configurazione, la Zeekr 7X scatta da 0 a 100 km/h in 5,8 secondi e offre fino a 605 km di autonomia secondo il generoso standard cinese CLTC. La variante intermedia, al prezzo di 249.900 yuan, utilizza lo stesso motore elettrico ma dispone di una batteria NMC più grande per un’autonomia maggiore, fino a 780 km, mentre il tempo di sprint del secolo si riduce di 0,1 secondi.

DATI TECNICI E MOTORE

Per quanto riguarda il range-topper, viene venduto a 269.900 yuan e utilizza la batteria NMC ma guadagna un altro motore elettrico all’anteriore per la trazione integrale. La potenza totale del sistema è di 637 PS (637 CV o 475 kW) e 710 Nm, che consentono un tempo di 0-100 km/h di 3,8 secondi e un’autonomia fino a 705 km.

Come è tipico delle case automobilistiche cinesi, sul sito ufficiale di Zeekr non sono disponibili informazioni dettagliate sulla ricarica. L’azienda afferma invece che il 7X supporta la ricarica 5,5C (la “C” indica quante volte può essere caricata una batteria in un’ora) e può passare da uno stato di carica del 10-80% (SoC) in 10,5 minuti tramite la ricarica rapida DC.

Questo vale solo per la variante base, mentre le opzioni dotate di NMC richiedono 15 minuti, a indicare che supportano invece la ricarica 4C. Il Zeekr 7X dispone anche di alimentatori esterni che possono erogare fino a 60 kW in corrente continua o 3,3 kW in corrente alternata.

La Zeekr 7X è dotata di serie di sospensioni pneumatiche, ma solo per la variante AWD, mentre il sistema è un optional per le opzioni minori. L’esclusiva della versione AWD è la modalità off-road per chi si sente avventuroso.

Dal punto di vista del design, la 7X presenta elementi già visti sulla 007, tra cui le maniglie delle porte a filo, il sensore lidar montato sul tetto, i fanali posteriori a tutta larghezza e quella che l’azienda definisce una “barriera luminosa intelligente”.

Quest’ultimo elemento è essenzialmente un display da 93 pollici che si trova tra i fari a LED a matrice e copre tutta la parte anteriore dell’auto. Incorpora oltre 1.800 singoli LED e può essere configurato per visualizzare vari grafici o avvisi sull’ambiente circostante. È presente anche un bagagliaio con 62 litri di volume per completare il bagagliaio posteriore che può contenere 616 litri.

Anche gli interni della 7X sono simili a quelli della 007, con una plancia semplice che ospita un quadro strumenti digitale da 13,02 pollici e un touchscreen da 16 pollici con display mini-LED a risoluzione 3,5K. Un chip Qualcomm Snapdragon 8295 alimenta il sistema di infotainment, dotato di funzionalità AI e collegato a un sistema audio con 21 altoparlanti.

INTERNI E TECNOLOGIE

I comfort all’interno dell’abitacolo includono sedili anteriori motorizzati con funzioni di riscaldamento, ventilazione, massaggio e memoria, a cui si aggiungono un climatizzatore a tre zone con bocchette sul montante B, un filtro dell’aria CN95 e un sistema di profumazione intelligente.

Per chi desidera un’esperienza “tauke”, la Zeekr 7X può essere dotata di rivestimenti in pelle Nappa e di un cosiddetto “divano elettrico posteriore”, che trasforma la parte posteriore in un salotto con sedili ricchi di funzioni. Parliamo di 134 gradi di regolazione dell’angolo dello schienale, un poggiapiedi, un pannello di controllo touchscreen da 6 pollici dedicato e le stesse funzioni di riscaldamento, ventilazione, massaggio e memoria dei sedili anteriori.
Altri lussi offerti per i sedili posteriori sono un display OLED da 13 pollici con risoluzione 2K, tavolini a scomparsa motorizzati, un frigorifero integrato nell’area appena dietro la console centrale anteriore e parasole motorizzati per un’esperienza da cinema.

Come altri modelli Zeekr, la 7X è dotata di serie di numerosi sistemi avanzati di assistenza alla guida e di sicurezza, tra cui airbag attivi, cruise control adattivo a tutta velocità, assistenza attiva al cambio di corsia, assistenza automatica al parcheggio, frenata autonoma di emergenza, avviso e assistenza al superamento della corsia, monitoraggio dell’angolo cieco, riconoscimento della segnaletica stradale e avviso di traffico trasversale.

Volkswagen ID.4 non vende: stop produzione

Il produttore tedesco continua ad avere una “striscia nera” per quanto riguarda le auto elettriche. Questa volta la sospensione del nastro trasportatore non è stata causata da un calo della domanda, ma da un difetto identificato.

L’azienda tedesca, che ha investito molto solidamente nello sviluppo e nella produzione di auto elettriche, ha già riconosciuto che la strategia dovrà cambiare. Il fatto che la domanda di auto “verdi” non è stata così alta come molti produttori di auto si aspettavano. Di conseguenza, Volkswagen è costretta a fermare periodicamente il lavoro dei suoi impianti per evitare un eccesso di scorte. Più di recente si è saputo che VW si sta preparando a chiudere gli stabilimenti in Cina.
Ora il produttore ha confermato che l’impianto che produce il crossover elettrico Volkswagen ID.4 negli Stati Uniti dovrà fermarsi. Questo impianto si trova a Chattanooga (Tennessee). Curiosamente, questa sospensione non è associata a una domanda debole per il parketnik (anche se le vendite del modello non possono essere definite particolarmente elevate: per il primo semestre di quest’anno, i clienti hanno acquistato solo 11.857 esemplari). Ma questo “intoppo” è causato dalla necessità di lavorare sugli errori.

Il fatto è che la Volkswagen ID.4 ha rivelato un difetto abbastanza grave nelle maniglie delle porte, a causa del quale l’auto elettrica apre spontaneamente le porte. Il fatto è che le guarnizioni delle porte perdono acqua e per questo motivo si verifica un errore che costringe il sistema a sbloccare le serrature.

LA CRISI DELLE ELETTRICHE

Il produttore è da tempo consapevole del problema: sono già stati annunciati tre richiami, con l’ultima campagna che ha coinvolto 98.606 esemplari della Volkswagen ID.4.

È noto che il problema delle maniglie delle porte difettose non sempre si risolve anche dopo la riparazione. Inoltre, Volkswagen non ha ancora trovato il modo di far cessare l’uscita delle auto difettose dalla catena di montaggio. La soluzione dovrebbe essere trovata mentre lo stabilimento del Tennessee è in pausa.

Si sa che mentre l’impianto sarà inattivo, duecento dei suoi dipendenti saranno mandati in congedo forzato (inizierà il 23 settembre), durante il quale riceveranno l’80% del loro stipendio base e tutti i benefit per intero. Non ci sono ancora informazioni sulla durata della pausa della catena di montaggio. Vale la pena notare che Volkswagen sta anche “esplorando opzioni di supporto” per i concessionari che non possono vendere i crossover difettosi.

Come abbiamo notato in precedenza, i problemi di Volkswagen con la domanda di “auto elettriche” non sono ancora risolti.

L’azienda tedesca ha attualmente 39 stabilimenti in Cina, la cui capacità produttiva totale supera i 3 milioni di auto all’anno. La maggior parte dei siti lavora nell’ambito delle joint venture SAIC-VW e FAW-VW, per un totale di oltre 90 mila dipendenti.

Probabilmente, l’azienda è giunta alla conclusione che l’attuale capacità produttiva di Volkswagen nel Celeste Impero è eccessiva, per cui dovrà liberarsi di alcuni siti. Quindi, secondo le indiscrezioni, l’anno prossimo verrà chiuso lo stabilimento di Nanchino (di proprietà della JV SAIC-VW). È probabile che ulteriori cambiamenti e tagli continuino. Tra l’altro, all’inizio di questo mese si è saputo che la Volkswagen si sta preparando a chiudere stabilimenti anche nella natia Germania.