In questo video approfondiamo Pro e Contro della nuova Hyundai Kona 100% elettrica.
Con i suoi oltre 300km di autonomia (in inverno) la Kona Electric regala tanto spazio e prestazioni giuste. Ecco come se la cava con i suoi 204 CV e 255Nm di coppia.
Hyundai Kona Elettrica la Tesla che non ti aspetti: PRO e CONTRO
La crisi dell’auto europea dopo la droga tedesca finirà con Spinelli?
Era il tema “cult” della diplomazia, dei politologi, dei filosofi e degli opionisti: quell’Appello Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto del 1941 fu il titolone di benvenuto della nascente Europa di Maastricht.
Un’Europa libera ed unita, in politica e nel percorso sociale che si apriva verso Est. Un’Europa unita anche nell’Auto, ma dalla parte sbagliata.
Nata sotto l’influenza della Big Germania unita e condotta dal Marco forte perlomeno fino a tutti gli anni Novanta, anche l’Auto europea aveva esposto simbolicamente il suo Manifesto, ma più che libera ed unita era un’Europa monotematica e unitaria: l’Industria tedesca aveva ricevuto il “telepass” dal casello di Bruxelles mentre gli altri paesi erano rimasti in fila al pedaggio a mano e, nello stare in coda nello svincolo a serpentone dello SME l’Italia e la Gran Bretagna avevano avuto le proprie valute in ebollizione.
Dicono sia stata colpa di un casellante ungherese, di nome George Soros, se Lira e Sterlina sono finite all’angolo, ma forse un giorno la storia dirà altro.
AUTO EUROPEA IN CRISI
L’Europa dell’Auto che si presenta ad inizio anni Novanta ha un nemico dichiarato, il Giappone. E’ il Sol Levante ad aver disseminato nella ex-CEE Filiali e Insediamenti produttivi per bypassare Dazi e contingentamenti doganali, ed ovviamente l’Europa dei Dodici Stati autonomi nella Comunità Economica sente di poter contrapporre al modello giapponese un contrapposto modello “Continentale” ma una serie di “microcosmi” battaglieri (i Costruttori) ma a livello nazionale Gran Bretagna, Spagna ed Italia dopo il primo accordo epocale tra Austin ed Honda del 1979 stanno moltiplicando accordi di licenza e JV per le produzioni di auto giapponesi su suolo europeo.
Non bastava solo una piattaforma legislativa, commerciale e logistica “comune” all’interno della nuova Unione per fare muro contro il pericolo giallo: serviva, come negli Stati Uniti, un vero e proprio modello rappresentativo in grado di inquadrare in poche prerogative il profilo individuale della perfetta auto “Made in UE”. E visto che il modello europeo era, in ordine di tempo, l’ultimo arrivato tra quelli americano e giapponese, Bruxelles ha voluto esagerare: l’auto europea “DOC” sarebbe dovuta essere tecnologica e di qualità totale come in Giappone : e quindi tedesca, come era da sempre.
Poi sarebbe dovuta essere rispettosa dell’ambiente ed opulenta come negli Stati Uniti: e quindi tedesca, perché la Germania aveva fatto passi da gigante sotto questo aspetto.
Ma allo stesso tempo l’Europa aveva messo l’occhio sull’unica prerogativa motoristica sulla quale aveva un legittimo vantaggio anche rappresentativo e dunque validissimo per presentarsi nel nuovo mondo ad Est: ex Urss e Cina: il motore Diesel, coltivato e perfezionato in venti anni di mercato continentale e su cui neppure il Sol Levante della Isuzu o l’America delle Big Three erano stati capaci di fare tanta strada.
Lo abbiamo già detto: il motore Diesel è stato il Manifesto “Core” dell’auto europea, che tuttavia è stata condizionata ad indossare contemporaneamente anche l’abito ingessato del mercato Premium, della qualità totale e del Marco forte di Berlino. Scelta mercenaria, stupida e di breve respiro, visto che:
– la competizione contro il Giappone è stata fondamentalmente persa, lungo trent’anni di auto europea post Maastricht: tra primati nell’Import, penetrazione in Europa, siti costruttivi, crescita di mercato e soprattutto pregiudizio contro il Diesel euro-tedesco dopo il Dieselgate, il conto finale è in passivo; Giappone ha di gran lunga superato in qualità, tradizione e innovazione la UE germanizzata.
– il motore identificativo e simbolico dell’Unione motoristica europea, il Diesel, è stato martirizzato da utili idioti governativi a Bruxelles, Parigi, Berlino, Amsterdam e saltuariamente anche a Roma quando, a ridosso dello scandalo Dieselgate, invece che attuare una politica comunicativa di supporto e di “recovery” gli stessi utili idioti hanno tappezzato la cronaca mediatica di scadenze, ultimatum, ghigliottine contro l’unico simbolo motoristico continentale in grado di affrontare la concorrenza sui mercati esteri: va bene tagliare temporaneamente con la produzione del motore a gasolio presso i Brand europei per evitare ulteriori bagni di sangue con concorrenza al limite del dumping commerciale, ma la scelta politica di affossare un moribondo (il Diesel) ferito dall’EPA statunitense è stato un gesto da idioti. Andate tranquillamente a vedere che vita fanno oggi i dilettanti allo sbaraglio posti sullo scranno di governo italiano, francese, tedesco, inglese tra il 2013 e i pochi anni post Dieselgate e come hanno lasciato i rispettivi Paesi…..;
– dopo la condanna a morte del Diesel e dell’endotermico con le date ultimatum dei Governi nazionali (ad eccezione della sola Norvegia che tuttavia ha il parco auto circolante numericamente più vicino a quello che potrebbero vantare il Molise e San Marino messe insieme…..), gli stessi governi che hanno ereditato quelle scadenze perentorie sono oggi a miagolare a Bruxelles perché sia cancellata la tagliola agli endotermici decretata per il 2035;
– dopo il Giappone che ci ha menato un po’ dappertutto lungo il primo quarto di secolo di Unione dopo Maastricht, dal Lockdown in poi è arrivata l’ora dei Costruttori cinesi, cresciuti a furia di Joint Ventures con tedeschi e francesi e con gli antichi eredi degli Unni animati, trenta anni fa, dal desiderio di colonizzare un mercato che invece, alla fine, ha saputo costruire la scalata al contrario: perché il primo motivo di crisi nell’Automotive tedesco si trova proprio in quella Cina che la Germania ha stupidamente identificato alle origini come un ventre di vacca dove passare il resto della vita; e che invece ora spinge il paese di Sigfdrido a prendere un bel po’ di sole in Africa, la nuova terra promessa dell’Industria tedesca che a casa sua trasloca proprio per cominciare a trovare i primi posti nel nuovo mercato unico africano in arrivo nel 2035.
PROSPETTIVA 20235
Ecco: come arrivare al 2035? La speranza è che in Europa finiscano i tavoli di concertazione, che servono sempre e solo per sfoggiare bei catering, e si voglia scrivere il nuovo Manifesto per l’Automotive e la Componentistica Europea. I capisaldi di questo Manifesto, secondo noi?
– Rivedere completamente la “BER 2028” ed uscire definitivamente dal modello arcaico e penalizzante della revisione di Monti degli accordi verticali, e richiamare in Europa le delocalizzazioni industriali nell’Est del mondo;
– Permettere la creazione di “No Tax District” produttivi in Italia, unico Paese realmente martoriato in campo Automotive, per riprendere e riqualificare la vitalità dei distretti industriali nazionali della meccanica, dell’elettronica, dell’artigianato, della rigenerazione e del Design;
– Rigenerare offerta di nuova Impresa (e possibilmente allargando la fascia anagrafica degli aspiranti, visto che ormai i trentenni imprenditori li dobbiamo importare, qui in Europa….) potenziando aree di Incubazione e strumenti speciali flessibili di nuova occupazione nelle StartUp in deroga temporanea ai capisaldi sindacali;
– Consentire a nuove imprese europee di iniziare da subito attività industriali e commerciali in modalità Blockchain;
-Regolamentare la Supply in arrivo dall’estero secondo criteri di decarbonizzazione, per favorire la rigenerazione e produzione a “Km Zero” europea;
– Regolamentare e promuovere la figura del “piccolo Imprenditore Costruttore o Assemblatore Automotive” di qualità, figura chiave del mercato che la elefantiasi europea ha schiacciato lungo trenta anni di politica di grandi numeri.
Dopodiche, se questo sarà un manifesto unitario, non potra’ che essere tecnologicamente neutrale: la leggenda ed il carisma dell’Industria Auto europea si basa da sempre sulla biodiversità.
E come il Manifesto di Spinelli a Ventotene nacque contro l’arianesimo ed il predominio di pochi su tanti, così speriamo che la nuova prossima Europa dell’Auto unita saprà farla finita con elettro-arianesimo e con doping tedesco. L’auto europea è e sarà sempre bella perché varia. Quella di adesso è solo avariata.
Per questo ai rappresentanti delle Istituzioni di Bruxelles, e persino alla spettabile Presidente Von Der Layern, consiglio una volta per tutte di smettere di assumere droga pesante teutonica sull’Automotive, che fa solo male. Lo sanno tutti…
E di tornare, come una volta, al sano e meno dannoso…Spinelli. Altiero.
Ed al ricordo del suo Manifesto, emblema di Europa. Mai come ora un Manifesto dell’auto europea sarebbe indispensabile.
Riccardo Bellumori
Nuova Citroen C5 Aircross 2025: Anteprima Rendering
La grande novità di Citroen per quest’anno è la C5 Aircross e tutto ciò che resta da vedere di questo grande SUV in carne e ossa – e non manca molto. Soprattutto alla luce di questa importante fuga di notizie che ha rivelato l’ammiraglia della gamma Citroen nella sua interezza.
Citroën ha mantenuto la parola data quando ha svelato l’anteprima del concept all’ultimo Salone di Parigi e ha già avvertito che si trattava al 90% del modello di produzione. Non voleva che nessuno fosse colto di sorpresa da un design all’avanguardia: le caratteristiche del concept OLI sono state riportate direttamente sulla nuova C3, ulteriormente ammorbidite sulla C4 ridisegnata e riportate al massimo del loro potenziale su questa C5 Aircross di seconda generazione.
I disegni trapelati del modello di produzione sono emersi dall’ufficio di registrazione dei brevetti argentino, quindi ora sappiamo che questo nuovo SUV sarà più internazionale e sarà venduto almeno in Argentina. Tre immagini che mostrano le viste principali, le due più importanti delle quali sono la vista laterale e quella posteriore.
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Perché, a sorpresa, gli stilisti guidati da Thierry Koskas hanno rispettato il più possibile il design della C5 Aircross Concept, compresa la forma del tetto e del montante posteriore, nonché il finestrino portaoggetti nel volume posteriore, evidenziato da una rientranza nella parte superiore. Questa è la parte con cui Citroen si è differenziata dalla fiancata della nuova Opel Grandland, oltre ad aver optato per maniglie delle porte convenzionali anziché a scomparsa.

IL NUOVO SCHEMA
Anche il posteriore è stato rielaborato, con una serie di luci non convenzionali, non perché siano a filo del lunotto, ma perché le funzioni delle luci sono state separate. È il design più futuristico di tutti i SUV compatti Stellantis, con un aumento significativo di tutte le dimensioni, ma soprattutto della lunghezza, 115 millimetri in più rispetto alla C5 Aircross ancora in vendita.
Citroën non ha intenzione, per il momento, di offrire la C5 Aircross a sette posti, almeno nel continente europeo, ma sarà equipaggiata con motori a benzina elettrificati, ibridi plug-in PHEV e trazione integrale elettrica con un’autonomia di oltre 600 chilometri.
Quando arriverà la nuova Citroen C5 Aircross? La presentazione era prevista per la prima metà del 2025, intorno alla metà della primavera, quindi tra maggio e giugno, con un lancio sul mercato intorno a novembre.
Nuova BMW M5 2026: Anteprima Rendering
Con le prime auto appena arrivate nelle concessionarie, è stato recentemente avvistato un prototipo della BMW M5 Restyling.
Il 2025 sarà per BMW una rivoluzione stilistica con l’arrivo dei modelli di serie basati sulla nuova piattaforma Neue Klasse assumeranno un aspetto completamente nuovo. Il rendering in copertina di Auto-moto.com ci permette di visualizzare l’aspetto definitivo della prossima BMW M5.
Il linguaggio stilistico si tingerà di numerosi riferimenti al passato, in particolare sotto forma di una griglia del radiatore orizzontale che integrerà i fari, alla maniera delle linee BMW che si sono succedute dalla metà degli anni ’70 alla fine del secolo scorso.
LA PROSSIMA SPORTIVA
L’onore del debutto di questo nuovo look spetterà probabilmente alle nuove Serie 3 e i3, forse già nel prossimo autunno, prima che le future iX3, X5 e X5 ne seguano le orme. Naturalmente, si prevede che i modelli attuali si integrino con il restyling. Pensiamo in particolare alla BMX X1, attesa per la fine dell’anno, o addirittura per le prime luci del 2026, e in misura minore alla famiglia della serie i5/5. Essendo sul mercato solo dall’anno scorso, il suo rinnovamento non era logicamente previsto prima del 2027, o addirittura del 2028. Ma potrebbe avvenire già l’anno prossimo e includere la BMW M5.
BMW BLOG ha appena pubblicato le foto di un prototipo di M5 camuffato sottoposto a test invernali nei giorni scorsi. È evidente che il frontale dell’auto ha assunto proporzioni insolite, poiché sfoggia la famosa griglia Neue Klasse sotto un cofano completamente rielaborato. Perché tanta fretta? Sicuramente per armonizzare il più rapidamente possibile il design della gamma bavarese. Oltre alla BMW M5, tutte le Serie 5 e la i5 dovrebbero avere questo nuovo frontale a partire dal prossimo anno.
Mercedes salva i motori V8 e V12
Sebbene si sia vociferato che Mercedes-Benz stia rinunciando del tutto ai motori V8, l’azienda ha recentemente ribadito che non è così e che il V8 è qui per restare. Durante la presentazione della roadmap “Mastering Transformation”, il marchio tedesco ha affermato che il V8, e persino il V12, avranno un futuro nella sua gamma.
“Mercedes-AMG intende superare il mercato delle prestazioni, grazie a una gamma di modelli fortemente rinnovata a partire dal 2026 e a un’evoluzione strategica del suo portafoglio, che comprenderà un V8 elettrificato di nuova generazione ad alta tecnologia e modelli elettrici dedicati ad alte prestazioni basati su AMG.EA”, ha scritto l’azienda in un comunicato.
Gli attuali modelli con V8 elettrificato sono le versioni E Performance di S63, SL63 e GT63 (coupé e 4 porte). Da come si legge nell’annuncio, sembra che l’azienda continuerà a sviluppare V8 con una qualche forma di ibridazione per soddisfare le più severe normative sulle emissioni in Europa.
Questo significa che le future versioni della C63 e della E63 (se mai dovesse tornare) avranno di nuovo un V8? In passato l’azienda aveva respinto l’idea, ma potrebbe cambiare idea alla luce di quanto sta accadendo con l’ultima C63. Attualmente, la C63 monta un motore in linea elettrificato (in precedenza un V8), che non è stato accolto bene dai clienti.
Diversi rapporti indicano che le vendite della C63 sono state scarse, il che potrebbe comportare il ritorno del V8 in futuro. Autocar, citando alti funzionari di Mercedes-Benz, ha dichiarato che la prossima CLE63 non avrà un propulsore 2.0 litri elettrificato, come inizialmente previsto, e riceverà invece un V8 con tecnologia mild hybrid.
IL DESTINO DEL TERMICO
Questa decisione probabilmente eviterebbe qualsiasi confusione che una CLE63 a quattro cilindri potrebbe causare, dato che la CLE53 ha un motore in linea da 3,0 litri.
E la E63 allora? Facendo riferimento a una recensione di Car Magazine della E53 – l’unica Classe E a marchio AMG attualmente disponibile – non ci sarà una nuova E63 all’orizzonte, anche se mai dire mai, giusto? Con quasi 40 modelli che Mercedes-Benz presenterà fino al 2027, possiamo sperare.
“Per garantire una gamma completa di veicoli elettrificati high-tech con motore a combustione, Mercedes-Benz dispone già di una gamma completa di motori e trasmissioni a prova di futuro, pronti per l’EU-7, da quattro a otto cilindri. In alcuni mercati selezionati continueranno a essere offerti motori a 12 cilindri”, ha dichiarato l’azienda nel suo comunicato. L’unico modello che attualmente dispone di un V12 nella gamma del marchio è la Mercedes-Maybach S680, che probabilmente attira ancora abbastanza acquirenti per essere mantenuta.
Nuova Jeep Compass 2026: Anteprima Rendering
La nuova generazione della Jeep Compass è una delle grandi novità del 2025 nell’ambito dei SUV compatti, con una gamma molto migliorata che la rende una scelta sempre più difficile se state pensando di cambiare auto nei prossimi mesi.
Una decisione che sarà resa ancora più difficile da un terzo modello completamente nuovo. Il bozzetto ufficiale presentato in anteprima da Jeep lo scorso anno mostrava solo i contorni di una silhouette, ma nulla di più concreto. Tuttavia, le prime foto spia di un prototipo situato nei pressi dello stabilimento italiano di Melfi, dove verrà prodotta la nuova Jeep Compass 2026, hanno svelato tanto quanto questa anteprima in cui si vede il modello senza camuffature.
Il rendering in copertina di Motor.es ci permette di dare uno sguardo in anteprima alla nuova Jeep Compass.
LO STILE JEEP
L’influenza della nuova Wagoneer S è più che evidente, e non solo sulla fiancata, che ora presenta un finestrino aggiuntivo in un montante posteriore più grande. Dettagli che sono stati trasferiti in questa riproduzione, che rispecchia fedelmente il design di produzione ma con una grande differenza rispetto alla Compass in vendita, e che non può essere riprodotta: la nuova Compass cresce in lunghezza e anche il passo, pur essendo lo stesso della nuova Peugeot 3008.
Il frontale è caratterizzato da fari più sottili che si fondono con la griglia a sette feritoie. Lo stile più moderno della nuova Jeep Compass è più che evidente, anche se mantiene caratteristiche tipiche del marchio americano come i passaruota squadrati, che ospitano cerchi in lega fino a 18 pollici di diametro.
Jeep ha anche mantenuto una delle sue qualità di design più tipiche, gli sbalzi anteriori e posteriori corti che migliorano gli angoli di attacco e di allontanamento nella guida in fuoristrada.
Jeep sta mantenendo uno stretto riserbo su tutto ciò che riguarda la nuova Compass, ma gli schemi tecnici in questo video di Stellantis (da 01:20) non solo confermano questo design più familiare. Confermano anche che, come altri SUV compatti di Stellantis, sarà disponibile in versione elettrica e che il peso è di poco inferiore alle due tonnellate e mezzo.
Naturalmente gli interni non sono stati visti, ma la crescita significativa delle dimensioni è tale da far presagire un maggiore spazio interno. Questo è uno dei vantaggi della nuova piattaforma “STLA Medium”, così come il maggior carico di tecnologia. La nuova Compass potrebbe beneficiare del nuovo sistema di guida autonoma di livello 3 di Stellantis e di una posizione di guida simile a quella della nuova Wagoneer S.
La tanto attesa Jeep Compass debutterà questa primavera e dovrebbe essere messa in vendita entro la fine dell’anno. La casa automobilistica continuerà a puntare sui motori a benzina con tecnologia MHEV e introdurrà nuovi ibridi plug-in e versioni elettriche con un’autonomia fino a 700 chilometri.
Nuova Maserati Grancabrio 490CV
La nuova Maserati GranCabrio arriva nella versione base. Ecco il motore a benzina con un V6 da 490 CV e trazione integrale.
La prossima settimana Stellantis pubblicherà la relazione finanziaria per il 2024, che consentirà di valutare l’entità della crisi in cui l’azienda è scivolata lo scorso anno, ma è già chiaro che una delle principali delusioni è stata Maserati. Il mercato chiave per Maserati è la natia Europa: l’anno scorso il marchio italiano ha venduto qui solo 4.607 vetture, secondo l’agenzia di analisi JATO Dynamics, con un calo del 40% delle vendite nel 2023.
Le ragioni di questo calo sono da ricercare nella scarsa promozione e nel prolungato rinnovamento della gamma di modelli Maserati: l’anno scorso sono state dismesse le berline Quattroporte e Ghibli, il crossover Levante e i motori V8. Non c’è nulla che possa sostituire i modelli usciti di scena, Maserati non ha più una chiara strategia di sviluppo, il precedente corso sulle auto elettriche non è più attuale, gli acquirenti di auto di lusso sono ora particolarmente insistenti nel richiedere nuovi prodotti con motori a combustione interna.
Gli ultimi modelli Maserati, fortunatamente, sono offerti sia con motori elettrici che a benzina.
La Maserati GranCabrio a benzina di seconda generazione ha debuttato nel febbraio 2024 nella versione Trofeo con un motore V6 Nettuno biturbo da 3,0 litri da 550 CV. La versione elettrica Folgore con un propulsore a tre motori da 829 CV ha debuttato nell’aprile dello stesso anno.

DATI TECNICI E MOTORI
Oggi è stata presentata la versione base a benzina della Maserati GranCabrio con una versione meno potente del V6 Nettuno, che qui eroga 490 CV e 600 Nm, anziché i 550 CV e 650 Nm della versione Trofeo.
Tra l’altro, la Maserati GranTurismo coupé aveva inizialmente una versione a benzina da 490 CV. La Maserati GranCabrio di base ha solo la trazione integrale, la trasmissione è solo automatica idromeccanica ZF a 8 rapporti. La cabrio di base accelera a 100 km/h in 3,9 secondi (versione Trofeo – in 3,6 secondi), la velocità massima è di 302 km/h (versione Trofeo – 316 km/h).
Da noi in Italia una cabriolet di questo tipo costa 169.600 euro, mentre per la versione Trofeo è necessario sborsare almeno 210.800 euro, per la versione Folgore – sempre 210.800 euro.
Per fare un confronto, la Porsche 911 Carrera Cabriolet (394 CV) a trazione posteriore di base costa in Italia 148.117 euro, la Porsche 911 Carrera 4 GTS Cabriolet (541 CV) a trazione integrale 200.332 euro. L’abbandono della trazione integrale probabilmente ridurrebbe ulteriormente il prezzo della Maserati GranCabrio, ma è improbabile che questa misura sia economicamente fattibile, a meno che una versione a trazione posteriore non sia stata originariamente concepita per l’attuale famiglia Maserati GranTurismo/GranCabrio.
Nuovo Dongfeng Nammi 06: Anteprima
Ecco il nuovo Dongfeng Nammi 06.
Il Dongfeng Nammi 01 è già in vendita in Asia e in Europa come Dongfeng Box ; ora c’è qualcosa di più grande – il Nammi 06. Si tratta in realtà del secondo veicolo sviluppato da Nammi.
Secondo Car News China, il Dongfeng Nammi 06 è lungo 4.306 mm, largo 1.868 mm e alto 1.645 mm, con 2.715 mm tra le ruote anteriori e posteriori. È quindi più lunga di 286 mm, più larga di 58 mm e più alta di 75 mm rispetto alla Dongfeng Box, con un passo più lungo di 65 mm.

DATI TECNICI
C’è un singolo motore da 184 CV – sebbene CNC non indichi se sia montato anteriormente o posteriormente, quello della Dongfeng Box è montato anteriormente, quindi è ragionevole aspettarsi lo stesso. Il peso a vuoto è di 1.975 kg e la velocità massima è di 150 km/h, mentre i dettagli sulla batteria non sono ancora stati rivelati.
Gli specchietti laterali montati sul pedale sono comunque interessanti. Secondo CNC, il veicolo potrebbe essere presentato all’Auto Shanghai di aprile.








