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Fca dice di no all’offerta di acquisto di Psa

Dopo che il gruppo PSA ha aveva lanciano dei choari segnali di avvicinamento a Fiat Chrysler Automobiles arriva la doccia fredda. La casa automobilistica italo-americana avrebbe respinto l’offerta dei francesi di Psa, come riferisce il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della questione.

La famiglia Agnelli, che detiene una partecipazione di controllo nella società, avrebbe respinto ogni scambio di azioni PSA.

Eppure, il CEO della FCA Mike Manley aveva detto ai giornalisti al Salone di Ginevra che non si sarebbe opposto ad un accordo con altri brand volto a rendere la sua azienda più forte.

Nel frattempo, Richard Hilgert, senior equity analyst di Morningstar, ha fatto notare che dal punto di vista del volume, avrebbe senso per FCA e PSA combinare le forze, dato che produrrebbero circa 9 milioni di auto all’anno, dando loro il potere di competere con il Gruppo VW, Toyota e l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi.

Una fusione potrebbe anche aiutare il marchio Peugeot a tornare a vendere le proprie auto in Nord America, ha aggiunto Hilgert.

Nissan e L’Aquila: l’alleanza passa per l’Università

Nissan Italia e l’Università dell’Aquila firmano un protocollo di intesa per la promozione e lo sviluppo della mobilità elettrica.
Al via la sperimentazione presso l’Università dell’Aquila con Nissan LEAF e una specifica infrastruttura di ricarica per sviluppare le conoscenze nell’ambito della mobilità elettrica, efficiente e sostenibile.
Ecco allora un protocollo di intesa per la sperimentazione di un modello di mobilità elettrica che lega ancor di più Nissan e L’Aquila.
Nell’ambito del protocollo d’intesa, Nissan Italia ha messo a disposizione del Laboratorio di Ingegneria Elettrica del Dipartimento DIIIE dell’Università dell’Aquila una Nissan LEAF 100% elettrica e un’infrastruttura di ricarica per la promozione e lo sviluppo delle conoscenze nell’ambito della mobilità elettrica e dell’efficienza energetica. In particolare la collaborazione tra il Dipartimento e Nissan Italia riguarda attività di ricerca scientifica, attività seminariale di supporto alla didattica e attività di consulenza sull’utilizzo quotidiano della mobilità a zero emissioni in un contesto urbano.
L’attività di ricerca e approfondimento sarà svolta dai docenti del Dipartimento, anche con il coinvolgimento degli studenti del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettrica, attraverso lo svolgimento di attività di laboratorio e tesi di Laurea.
Bruno Mattucci, Presidente e Amministratore Delegato di Nissan Italia ha dichiarato: “In Nissan lavoriamo da anni ad una mobilità eafficiente e sostenibile, per lo sviluppo di propulsori che siano sempre più ecocompatibili, sistemi sempre più integrati nelle smart cities e tecnologie di ausilio alla guida sempre più intelligenti e sicure. L’iniziativa intrapresa con l’Università dell’Aquila si inserisce proprio in questo contesto di efficienza e sostenibilità e l’apporto dell’Ateneo, degli studenti e dei ricercatori è fondamentale per proseguire nella strada dello sviluppo della mobilità elettrica, soprattutto in virtù dei target ambientali sempre più stringenti”.
Dal canto suo Nissan LEAF è il veicolo elettrico più venduto al mondo, con oltre 400.000 unità commercializzate a livello globale dal 2010, ed è l’icona della Nissan Intelligent Mobility, la roadmap strategica che ridefinisce l’offerta di prodotti e servizi energetici.

Koenigsegg Jesko la supercar è soldout

Il brand aveva annunciato che ne avrebbe costruiti 125 esemplari, e quando è stata rivelata al Salone di Ginevra, circa 80 erano già stati venduti. E anche se le 125 vetture non sembrano molte, Koenigsegg afferma che è il numero di produzione più alto tra tutti i suoi modelli.

Ora, se hai i 3 milioni di dollari necessari per comprarne una, ma c’è buona notizia. Apparentemente un certo numero di auto è stato venduto a un rivenditore Koenigsegg. Quindi c’è la possibilità di comprarne uno tramite questo dealer.

La produzione inizierà alla fine del 2020 e la società afferma che ne costruirà una ogni settimana. Con 52 settimane in un anno, alcune persone potrebbero ottenere le loro Jesko tra il 2022 e il 2023. Tuttavia per 1.600 cavalli e 400km/h ne vale la pena.

Batterie delle Auto elettriche e lavoro minorile

Half of the workforce of the artisanal mining sector is comprised of children. Without viable economic alternatives, most children must join their parents in rudimentary mining pits. Children as young as two years transport, wash, and crush minerals to earn half a dollar a day.

La maggior parte di noi non nasconde la propria gioia quando vengono vendute più auto elettriche, autobus elettrici, camion elettrici, navi elettriche e aerei elettrici. Ma alcuni osservatori avvertono che il processo di produzione delle batterie agli ioni di litio sta avendo gravi conseguenze.

“Trovare soluzioni efficaci alla crisi climatica è un imperativo assoluto, e le auto elettriche hanno un ruolo importante da svolgere in questo” ha detto Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, che ha aggounto: “Senza cambiamenti radicali, le batterie continueranno ad essere prodotte con violazioni dei diritti umani”.

Con la domanda di batterie in aumento occorre vigilare su come le multinazionali fronteggiano questa situazione.

“Ogni fase del ciclo di vita della batteria, dall’estrazione di minerali allo smaltimento, comporta violazioni di diritti umani e rischi ambientali. Le soluzioni energetiche del futuro non devono essere basate sulle ingiustizie del passato.”

Preoccupazioni ambientali ed etiche insomma devono coincidere.

L’organizzazione sui diritti umani ha espresso serie preoccupazioni riguardo al lavoro minorile nella Repubblica Democratica del Congo e sull’impatto della salute sulle popolazioni locali in prossimità dei siti di estrazione del litio in Argentina.

La ricerca di materie prime ha portato a un rinnovato interesse anche per l’estrazione sul fondale oceanico, ma si tratta di un processo che pone dei rischi per la vita marina. Uno studio condotto da scienziati dell’Università di Exeter, concluso l’anno scorso, ha sottolineato che l’estrazione in acque profonde potrebbe portare al rilascio di elementi tossici e alla rapida perdita di specie marine. L’Unione internazionale per la conservazione della natura stima che l’estrazione commerciale potrebbe comunque iniziare nel 2020 nelle acque nazionali della Papua Nuova Guinea e entro il 2025 in acque internazionali.

Amnesty International chiede ai produttori di auto elettriche e alle aziende tecnologiche di porre in essere pratiche etiche lungo tutta la loro catena di approvvigionamento. Amnesty riconosce che alcune aziende, tra cui Apple, BMW, Daimler e Renault, stanno ora pubblicando dati sulle loro catene di approvvigionamento che lasciano ben sperare.

Ferrari una nuova mostra al Museo di Modena

Il Museo Enzo Ferrari di Modena si rinnova con “Capolavori senza tempo”, un’esposizione di alcune delle vetture più eleganti della storia della Casa.
La scelta dei modelli si è focalizzata su alcune delle gran turismo e delle auto sportive che, per il loro valore iconico e per l’importanza nell’evoluzione stilistica di Ferrari, hanno dato forma alla visione estetica della loro epoca, lasciando un segno indelebile nel settore automobilistico e non solo.
Per l’apertura della mostra sono state scelte la 166 Inter del 1948 e la 750 Monza del 1954, affascinanti simboli del boom economico del dopoguerra. La 250 California del 1957 prosegue questa serie leggendaria, seguita ad esempio dalla 250 GTO del 1962 e dalla 365 GTS4 del 1969, e dalle più recenti Ferrari California del 2008 e GTC4Lusso del 2016. Chiude idealmente questa sfilata d’eccezione la Ferrari Monza SP1, presentata lo scorso anno, una reinterpretazione innovativa delle barchette degli anni ’50 e capostipite di “Icona”, un nuovo concetto di vetture in serie limitata che sono ispirate ai modelli più evocativi della storia di Ferrari. Sono solo alcuni ma significativi esempi di come un’automobile possa diventare un simbolo universale ed eterno di bellezza.
Le vetture sono presentate e messe in relazione con altri prodotti indimenticabili di diversi settori, dall’arredo all’elettronica e all’architettura, con i miti della musica e del cinema, in un raffinato gioco di rimandi e di influenze reciproche.
Delle teche espongono cronologicamente oggetti, opere artistiche e personaggi famosi, svelando inaspettate associazioni con le vetture Ferrari di quell’epoca. Un invito a rileggere il design automobilistico come espressione di più ampi movimenti creativi, dallo stile streamlined che si diffuse a partire dagli anni ’30 alla ricerca di personalizzazione che distingue i nostri giorni.
La mostra instaura così un dialogo fra mondi diversi che aiuta il visitatore a comprendere la formazione degli stilemi e dei simboli di ogni epoca, facendo rivivere le emozioni che ci hanno regalato.

La Cina di Xi Jinping in Italia con la nuova berlina

La berlina a quattro porte è lunga più di 5 metri e ha una grossa griglia anteriore che è chiaramente destinata a evocare auto di lusso di fascia alta. Riferimento alle rivali grandi dimensioni come Rolls-Royce, Bentleys e Mercedes, quest’ultima sceltae dal leader nordcoreano Kim Jong Un. Secondo quanto riferito la nuova limousine Made in Cina, ha un motore V8 turbocompresso da 402 cavalli abbinato a una trasmissione automatica e può coprire più di 900km su un singolo serbatoio di carburante.
Oltre a ciò, ci sono pochi dettagli disponibili sull’auto o sulle sue caratteristiche. Le informazioni sulla nuova N501 hanno iniziato a emergere nel 2016, e potrebbe essere una nuova aggiunta nella gamma del costruttore cinese Hongqi.

A partire da maggio 2018, tuttavia, Hongqi non ha ancora ufficialmente lanciato l’N501 e non si trova da nessuna parte nei cataloghi dell’azienda.

La prima apparizione nella visita di Xi in Africa e ora al suo fianco nella visita in Italia. Le immagini mostrano, non sorprendentemente, che la N501 del presidente cinese ha pesanti porte e finestrini blindate. Ha anche un certo numero di dispositivi di sicurezza aggiuntiva e altre funzionalità, tra cui attrezzature di comunicazione sicure mentre è in movimento.
Hongqi è un marchio sotto l’egida del gruppo FAW di proprietà statale. Questo conglomerato automobilistico costruisce progetti per il mercato cinese in collaborazione con aziende come Audi e Toyota.

I rapporti iniziali che dicono che la N501 userebbe un motore Toyota, ma le dimensioni e la forma dell’osservatore fanno supporre che il veicolo è stato utilizzato sullo chassis dell’Audi A6L. conferisce un aspetto decisamente cinese. Dalla sua fondazione nel 1958, la compagnia è stata strettamente associata ai presidenti cinesi, tra cui Mao Tse Tung e altri alti dirigenti del partito comunista.

Range Rover Evoque vince la causa in Cina contro la sua copia

Jaguar Land Rover, controllata dall’indiana TataMotors, ha fatto sapere di aver vinto la battaglia legale in Cina contro la rivale Jiangling Motors. Oggetto del contendere il design della Range Rover Evoque.

Il tribunale distrettuale di Pechino Chaoyang ha stabilito che la Range Rover Evoque, il cui ultimo modello è stato lanciato nel 2018, aveva cinque caratteristiche uniche che sono state copiate direttamente nella Land X7 Wind prodotta da Jiangling Motors. Il clone avrebbe portando a una diffusa confusione nei consumatori. La corte ha stabilito che tutte le vendite, la produzione e la commercializzazione del Land X7 devono essere immediatamente interrotte e Jaguar Land Rover ha diritto ad un risarcimento.

I due SUV hanno una forma simile, con il tetto e i finestrini che si assottiglian, le luci di coda e linee di caratteri quasi identiche sui pannelli laterali. La più grande casa automobilistica britannica aveva citato in giudizio Jiangling nel lontano 2016.

Nonostante le copie spudorate e spesso palesi di propri modelli, le case automobilistiche globali generalmente non intraprendono azioni legali in Cina in quanto ritengono che le probabilità di vincere contro le imprese locali siano basse. Peraltro è ritenuta una causa può essere negativa per il marchio se il pubblico cinese pensa che un’azienda straniera stia agendo con i concorrenti nazionali.

Nissan scende in pista nel campo degli ESports

Nissan entra nel mondo degli Esport, gli sport elettronici competitivi e dei videogame in streaming. Attraverso la partnership con FaZe Clan e OpTic Gaming, due delle più importanti organizzazioni nel panorama del gaming mondiale. Una partnership del tutto inedita, considerando che Nissan è il primo marchio automotive a siglare un simile accordo con i due colossi degli Esport.
“Per le aziende che desiderano raggiungere un pubblico composto soprattutto da Generazione Z e Millennial, lo streaming e gli Esport offrono un’enorme opportunità” ha dichiarato Robert Cross, Direttore Media & Activation di Nissan North America, Inc. “Crediamo che questa partnership rappresenti un modo innovativo per far conoscere Nissan ed entrare in contatto con milioni di appassionati tramite i loro giocatori preferiti”.
Secondo il Global Esports Market Report 2019 di Newzoo, il pubblico mondiale degli Esport è destinato a toccare quota 453,8 milioni nel corso di quest’anno. Inoltre, nel 2018, gli spettatori degli Esport su YouTube e Twitch hanno superato la platea complessiva di Netflix, HBO e ESPN.
FaZe Clan, con sede a Hollywood Hills, è la squadra di Esport con il maggior numero di tesserati al mondo. Compete in titoli quali Call of Duty, Counter-Strike: Global Offensive, FIFA, Fortnite Battle Royale, PlayerUnknown’s Battlegrounds e Tom Clancy’s Rainbow Six Siege. Inoltre è nota per il brand di lifestyle sviluppato tramite il merchandising e le sponsorizzazioni dei celebrity player che trasmettono le proprie imprese su Twitch e YouTube.
“Siamo entusiasti di avere come sponsor e brand partner una casa automotive innovativa come Nissan” ha dichiarato Lee Trink, CEO di FaZe Clan, aggiungendo che “Non vediamo l’ora di creare insieme contenuti coinvolgenti nell’ambito di questa collaborazione”.