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Il 13 Aprile la Formula E torna a Roma: le info

Dopo il successo della prima edizione, il prossimo 13 aprile torna a Roma il campionato FIA Formula E. La seconda edizione dell’E-Prix di Roma è stata presentata oggi dalla Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi e dal Presidente e Fondatore di Formula E Alejandro Agag.
La tappa romana si terrà sabato 13 aprile sul circuito cittadino dell’Eur, che ospiterà quest’anno 35.000 spettatori. L’E-Prix di Roma è una delle tredici gare previste dalla quinta stagione del campionato, che è partito il 15 dicembre scorso ad Ad Diriyah e si concluderà il prossimo 13 e 14 luglio a New York, dopo aver attraversato 12 città e tutti e cinque i continenti. Quest’anno si arricchisce il numero di partner al fianco di Formula E per la tappa romana: Geox, già ‘Title Sponsor’ del Team GEOX Dragon Racing, diventa naming partner del 2019 GEOX Rome E-Prix, aggiungendo in questo modo valore e sostanza alla collaborazione, fondata sui valori della sostenibilità, innovazione e tecnologia. Huawei diventa inoltre partner dell’evento.

“Sono molto orgoglioso di essere qui oggi e poter annunciare i dettagli del ritorno a Roma della Formula E, che ormai è parte del tessuto culturale e sportivo di questa città” – ha affermato Alejandro Agag, Presidente e Fondatore di Formula E – “In un anno abbiamo compiuto importanti passi avanti in termini di innovazione tecnologica e qualità dei contenuti per il pubblico, con l’obiettivo di regalare agli spettatori una giornata di puro divertimento, velocità e sport”.

Il ritorno a Roma, in particolare, sarà ricco di novità. Quest’anno, le iniziative per la città eterna inizieranno già a partire da lunedì 8 aprile, con una due giorni di festa in Viale Europa dedicata in particolare ai residenti del quartiere Eur, che ospita la gara per il secondo anno consecutivo.

Inoltre, venerdì 12 a partire dalle ore 12.00, l’area interessata dalla Formula E sarà accessibile gratuitamente per permettere a tutti i cittadini di usufruire dei diversi servizi previsti e vivere da vicino le emozioni dei preparativi, partecipando a diverse attività di intrattenimento, tra cui la sessione di collaudo in pista delle Gen2, le prove libere del nuovo campionato Jaguar IPace eTrophy, competizioni di discipline paralimpiche, diverse attrazioni negli spazi E-Village e un grande concerto gratuito. Altra novità di quest’anno sarà la E-Parade, che permetterà a chiunque si presenti con un mezzo eco-sostenibile di provare il brivido di guidare sul circuito di gara.

BMW e Mercedes-Benz puntano sui monopattini hive

Hive, è il brand di monopattini elettrici in condivisione lanciato nel 2018 a Lisbona. Il servizio è ora parte di FREE NOW, la società nata dalla fusione tra Daimler e BMW. Hive si prepara ad avviare il servizio in Italia, in attesa della regolamentazione del settore. Lo fa partecipando comesupporting partner a BluE, la manifestazione dedicata alla mobilità elettrica, che invaderà la città di Milano dal 9 al 14 aprile con eventi, momenti di confronto, exhibition e test drive in varie zone della città.

Come spiega Tristan Torres Velat, CEO di hive: “Per tutta la durata dell’evento potrete trovare i nostri monopattini elettrici in diverse location della città ed in particolare nel BluE Village di Porta Venezia, dove sarà possibile effettuare un vero e proprio test drive del mezzo. Abbiamo scelto BluE per presentare ufficialmente il nostro servizio in Italia e dare così un segnale importante di come hive potrebbe contribuire a trasformare lo scenario di mobilità delle nostre città in chiave sostenibile, innovativa e divertente”.

Solo nei primi mesi del 2019, il servizio di monopattini elettrici in condivisione di hive è sbarcato in altre 3 città Europee – Parigi, Atene e Varsavia – che si si sono aggiunte alla capitale portoghese, raggiungendo una flotta totale di circa 4.000 monopattini elettrici. L’avvio di hive in queste location offre buone ragioni per credere in un ulteriore sviluppo di successo del servizio in tutta Europa ed anche in Italia. In pochi mesi, infatti, i monopattini di hive sono stati usati da oltre 11.000 passeggeri, che hanno effettuato più di 60.000 noleggi.

Tristan Torres Velat aggiunge: “Per noi questo è solo l’inizio: molte altre città verranno lanciate nel corso dell’anno. La micromobilità, infatti, è uno dei temi più attuali del momento e hive giocherà un ruolo di rilievo nello scenario Europeo. Nel 2019, ci aspettiamo, infatti, che il quadro normativo venga sviluppato anche in alcuni dei mercati che ne sono attualmente sprovvisti, come ad esempio l’Italia, dove siamo pronti a lanciare il servizio in completa collaborazione con le amministrazioni locali”.

Addio Bollo auto e Accise sui Carburanti Made in Italy

Nella notte il Governo abolisce a sorpresa bollo auto e accuse sui carburanti. La svolta arriva dopo una battaglia a suon di post social partita nella notte. Se da un lato dell’etere il Ministro Salvini annunciava la firma del decreto per il taglio delle accise sui carburanti dall’altro lato dell’internet rispondeva pronto il Ministro Toninelli. Salvini conferma su Whatsapp il taglio immediato alle accise sui carburanti ma solo su diesel e benzina prodotti in Italia. Insomma informatevi bene presso la vostra area di servizio. Solo il greggio Made in Italy beneficerà dello sconto.

In una lunga diretta Facebook il Ministro dei trasporti lanciava un altro siluro. Toninelli ha comunicato la firma del decreto per cancellazione del bollo auto. Si affretta a precisare, però, che il bollo non lo dovrà più pagare solo chi lo ha versato correttamente negli ultimi 35-40 anni.

Ma sarà tutto davvero come sembra sui social?

Abarth compie 70 anni: la storia del marchio

La leggenda dello Scorpione inizia il 31 marzo del 1949 quando Carlo Abarth (1908 – 1979) fonda la Abarth & C. con il pilota Guido Scagliarini. La prima vettura prodotta è una 204 A, derivata da una Fiat 1100, che è entrata nella storia dell’auto il 10 aprile 1950, quando Tazio Nuvolari l’ha utilizzata per correre e vincere la sua ultima gara, la Palermo-Monte Pellegrino. Da allora la storia dello Scorpione si è arricchita continuamente di record sportivi e industriali, seguendo sempre la filosofia del fondatore, ovvero massime prestazioni, cura artigianale di ogni prodotto e costante affinamento tecnico.
In realtà la storia di Carlo Abarth inizia con le motociclette: a vent’anni infatti coglie già i primi successi in sella a una Motor Thun mentre l’anno successivo costruisce la sua prima moto personalizzata con il marchio Abarth. Purtroppo, durante una competizione a Linz, un incidente lo costringe ad abbandonare le corse in moto, per continuare a gareggiare con i sidecar, mezzo che proprio lui porta all’apice della fama grazie a imprese come la sfida con il treno Orient Express, naturalmente vinta. Ma un secondo grave incidente nel 1939 l’obbliga ad abbandonare le competizioni.

Nel 1945 Abarth si trasferisce a Merano e diventa cittadino italiano a tutti gli effetti. Poi, dopo una breve esperienza in Cisitalia, nel 1949 fonda la Abarth &C e, contemporaneamente, ha l’intuizione di affiancare all’attività corse la produzione delle famose cassette di trasformazione per vetture di serie che aumentano potenza, velocità e accelerazione. Elementi di spicco nei kit sono le marmitte di scarico che, nel corso degli anni, diventano una vera propria icona dello “stile Abarth”. In pochi anni l’Abarth & C. raggiunge livelli globali: nel 1962 produce 257.000 marmitte, delle quali il 65% è destinato all’esportazione.
L’apice del successo lo raggiunge alla fine degli anni Cinquanta e lungo tutti gli anni Sessanta. Un esempio? Con una Fiat Abarth 750, carrozzata da Bertone nel 1956, il marchio firma un primato di durata e velocità: il 18 giugno, sulla pista di Monza, batte il record delle 24 ore percorrendo 3.743 km a una velocità media di 155 km/h. Poi, dal 27 al 29 giugno, sullo stesso circuito, inanella numerosi record: i 5.000 e i 10.000 km, le 5.000 miglia e anche le 48 e le 72 ore. La stessa vettura fu carrozzata Zagato in due versioni differenti: la Fiat Abarth 750 Zagato (1956) e la Fiat Abarth 750 GT Zagato (1956). Il “rombo” di quest’auto raggiunge Franklin Delano Roosevelt Jr., figlio del presidente degli USA, che si precipita in Italia per siglare con Abarth un accordo di distribuzione in esclusiva.
Nel 1958 Abarth compie un vero e proprio capolavoro sulla nuova Fiat 500, trasformando completamente la piccola utilitaria ed esaltandone al massimo le potenzialità.Dal 1971 Abarth diventa a tutti gli effetti di proprietà del Gruppo Fiat, e la memoria va alle famose Fiat 124 Abarth – vincitrice del titolo europeo nel 1972 e nel 1975 – 131 Abarth, campione del mondo di rally nel 1977, ’78 e ’80, e Ritmo Abarth. Intanto Carlo Abarth si era spento il 24 ottobre 1979, sotto lo stesso segno della nascita: quello dello scorpione.
Un passato glorioso, quindi, che si fa presente nel 2008 quando avviene il rilancio del marchio attraverso una nuova linea che nasce per far sognare tutti gli amanti dell’automobilismo sportivo, come dimostrano i modelli Abarth Grande Punto (2007) e Abarth 500 (2008), oltre ai kit prestazionali per ciascuna vettura e alle versioni da gara Abarth Grande Punto Rally Super 2000 e Abarth 500 Assetto Corse. Da allora i modelli si sono succeduti a ritmo incessante: dall’Abarth 695 Tributo Ferrari (2010) all’Abarth 595 Yamaha Factory Racing (2015), dall’Abarth 695 Biposto Record (2015) all’Abarth 695 Rivale (2017), dall’Abarth 124 spider (lanciata nel 2016), all’Abarth 124 GT e alla nuova gamma Abarth 595 (entrambe nel 2018). E oggi la leggenda dello Scorpione continua con la gamma Abarth “70esimo Anniversario” declinata sui modelli Abarth 595 e Abarth 124, oltre alle nuovissime Abarth 595 esseesse e Abarth 124 Rally Tribute.

Ford stop alla produzione di C-Max e Grand C-Max

La produzione C-Max e Grand C-Max ai piani di Saarlouis in Germania alla fine di giugno.

Steven Armstrong, Presidente del Consiglio di Sorveglianza, Ford-Werke GmbH. “Vogliamo continuare a investire in Focus e quei prodotti che stanno dimostrando di offrire un business più profittevole per noi nei prossimi anni“.

Ford Europe vuole annullare il turno di notte e passare a un modello operativo a due turni per “ridurre i costi strutturali e aumentare l’efficienza”.

Ford-Werke GmbH già aveva informato dipendenti dell’impianto di Saarlouis a dicembre 2018 sui piani per fermare la costruzione della C-Max / Grand C-Max. La casa automobilistica afferma che questa decisione è stata presa a causa di un forte calo della domanda dei veicoli del segmento multispazio.

Oltre alla C-Max e al Grand C-Max, lo stabilimento di Saarlouis costruisce attualmente le versioni Focus hatchback, Wagon, ST e Active.

Nissan Store: la vendita arriva al centro commerciale

Nissan ha presentato oggi il suo primo Hub cittadino. Si tratta di un approccio nuovo con la convergenza tra e-commerce e un concept store sul modello Tesla. Il debutto a a Parigi in centro commerciale.

Il Nissan City Hub vuole essere “la visione di Nissan per la mobilità di domani”.

“Nissan Città Hub vuole mettere le persone al centro della nostra visione per la vendita al dettaglio di domani”, ha detto Leon Dorssers, Corporate Vice President di Nissan. “La presentazione di oggi segna un nuovo passo avanti nella nostra strategia aziendale globale, utilizzando l’e-commerce e nuove tecnologie di mobilità per migliorare l’esperienza del cliente sia online che offline.”

Reinventare la rete di distribuzione diventa quindi la priorità.

Secondo uno studio di Bain & Company 2017, il 50% degli acquisti di auto inizia online mentre il 60% dei consumatori ha prima messo piede in una concessionaria. L’idea è mettere le concessionarie al passocon le nuove opportunità create con il digitale.

Smart addio Renault si punta sulla Cina

Daimler progetta di costruire la sua prossima generazione di auto elettriche in Cina. Attraverso una joint venture con Geely, si pensa ad un modo per aumentare le economie di scala in un segmento di mercato che sta lottando per ottenere un profitto.

La cincese Geely ha acquisito una quota di quasi il 10% Daimler lo scorso anno.

Daimler ha detto oggi che costruirà la prossima generazione di city car a marchio smart in una fabbrica appositamente costruita in Cina, e ha progettato di condividere la sua esperienza in produzione, ingegneria e design con Geely.

La rivale tedesca di Daimler, BMW, ha recentemente annunciato piani per la costruzione di piccoli veicoli elettrici in Cina, dove i costi di produzione sono bassi e la domanda di piccole auto elettriche.

Daimler e Geely non hanno rivelato i termini finanziari del loro accordo. I dettagli della joint venture saranno finalizzati entro la fine del 2019. Geely si è espansa rapidamente attraverso fusioni e acquisizioni dal 2010, quando ha acquistato la case automobilistica svedese Volvo.

DS 19 la storia della Dea e le mitiche sospensioni idrauliche

Il progetto della DS 19 aveva preso il via nel lontano 1938, quando l’allora direttore generale di Citroën, Pierre-Jules Boulanger, decise di dare un erede alla Traction Avant. Il lancio era previsto per gli anni ’40, ma la complessità della vettura e la Seconda guerra mondiale comportarono dieci anni di lavoro in più per l’equipe di progettisti capitanata dall’ingegner André Lefebvre, che già aveva concepito capolavori quali la Traction Avant e la 2CV.
Tra le cose che non cambiarono durante la lunga gestazione della Dea delle automobili c’erano certe idee di Lefebvre che, anzi, negli anni furono spinte ulteriormente avanti: con la Traction, l’ingegnere francese aveva creato una vettura molto meno alta delle automobili dell’epoca. Grazie alla trazione anteriore, i progettisti avevano eliminato l’albero di trasmissione e il differenziale posteriore, permettendo un abbassamento di tutta la carrozzeria (la Traction fu la prima auto priva di predellini: non occorreva più “salire” in vettura!). Oltre ai vantaggi estetici e aerodinamici, la Traction Avant beneficiava di una migliore ripartizione delle masse e di un baricentro più basso, a tutto vantaggio della stabilità.
Per la DS19 Lefebvre andò molto oltre: concepì un telaio a piattaforma, rigido, grazie a una progettazione accurata dei corpi cavi, che permettevano una grande leggerezza dell’insieme; su tale piattaforma, fissò una scocca che offriva i punti di ancoraggio per gli elementi della carrozzeria, anch’essi leggeri e smontabili: tetto in plastica, cofano in alluminio, portiere e parafanghi erano fissati alla scocca senza appesantirla in maniera significativa: sulla DS il baricentro è sotto all’asse delle ruote, rendendo la vettura impossibile da ribaltare, se non ricorrendo a trampolini o altri artifici. Non contento di questo, Lefebvre volle i due terzi della massa della vettura sulle ruote anteriori, direzionali e motrici, in modo da avere una perfetta aderenza al suolo e fece collocare tutti gli organi più pesanti dietro agli assali, così da ridurre al minimo gli sbalzi anteriore e posteriore.
Grazie alla sospensione idropneumatica, poi, era possibile alzare la vettura da terra sino a bloccare la sospensione. In tali condizioni, la DS19, grazie alla sua particolare ripartizione delle masse, può viaggiare anche con una ruota posteriore completamente rimossa.
Questa peculiarità è stata sfruttata nel corso degli anni in dimostrazioni pratiche durante saloni e prove su strada, è stata impiegata dal cinema e dalla tv (memorabile l’episodio della serie TV americana Chips, del 1977, dove i due celebri poliziotti in moto fermano una DS che percorre, su tre ruote, le highways californiane, senza capire come questo sia possibile).