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FV Frangivento Asfane la Supercar Ibrida Made in Italy

Dopo una serie di teaser, FV Frangivento ha svelato la supercar Asfane DieciDieci in Italia.

L’auto ha una struttura in fibra di carbonio simile a un cuneo e un corpo in alluminio con porte ad ala di gabbiano, uno spoiler in fibra di carbonio, e grandi cerchi OZ Racing.

Lo stile radicale continua nella parte posteriore della supercar ibrida plug-in. Si nota il diffusore massiccio e uno scarico a ben sei tubi. L’interno bicolore presenta un volante di ispirazione aeronautica e un quadro strumenti digitale.

L’azienda non ha parlato molto delle specifiche, ma Lastampa.it riporta che ci sarà un V10 ICE turbocompresso da 5,4 litri che produce 848 CV (633 kW ). È supportato da due motori elettrici montati sull’asse anteriore e sviluppa un ulteriore 148 CV (110 kW), per una potenza totale di 996 CV (743 kW). Il tutto con una trasmissione automatica a otto velocità, anche se non si sa ancora quale sia il dato sulle prestazioni.

Asfane DieciDieci è in vendita a una cifra compresa tra 1.1 e 1.7 milioni di euro.

Pagani Open Day, pronta la festa sul circuito di Monza

Le hypercar di Pagani in pista nel Tempio della Velocità. Domenica 2 giugno al Monza Eni Circuit andrà in scena il Pagani Open Day, il più grande evento mondiale dedicato agli appassionati della casa automobilistica italiana.
Decine tra le hypercar Pagani più esclusive mai create dall’atelier modenese sfileranno nel circuito di Monza, liberando su strada quel connubio di tecnica e poesia delle forme che ne ha guidato ogni dettaglio della creazione. L’evento permetterà al pubblico di unirsi alla famiglia Pagani e di celebrare insieme anche il ventesimo anniversario di Zonda, l’auto che ridefinì il concetto di supercar.
Per questa occasione, il marchio premierà i suoi fan offrendo, attraverso un contest aperto al pubblico, l’opportunità di vivere un’esperienza Pagani. In palio un emozionante giro del Monza Eni Circuit a bordo di una vettura Pagani e di incontrare Horacio Pagani in persona, fondatore e Chief Designer dell’atelier di San Cesario sul Panaro.
A Monza sarà inoltre possibile visitare l’esposizione itinerante Zonda Collection composta da cinque modelli iconici, rappresentativi dei primi vent’anni della “bottega modenese”. Il Pagani Open Day inizierà alle 11 con le prime sessioni di pista e terminerà alle 17, dopo la Parade lungo il rettifilo. L’ingresso per il pubblico è da via Vedano 5 a Monza, previa registrazione sul sito www.pagani.com/pagani-open-day/

La Hyundai Kona elettrica scelta dalla Polizia in Svizzera

Nel cantone svizzero di San Gallo, il dipartimento di polizia ha ordinato il 13 Hyundai Nona elettriche. Le vetture presentano la vernice arancione neon e bianca, luci LED della polizia, sirene e radio. Le altre otto vetture non aaranmo modificate perché utilizzate per compiti di pattugliamento.

Secondo Hyundai, la Kona è stata selezionato dopo appositi test e dopo aver soddisfatto i requisiti di base del dipartimento di polizia di San Gallo. Il nuovo mezzo di servizio doveva costare meno di 50.000 franchi e avere oltre 100 kW di potenza (134 cavalli). Richiesta anche una autonomia di oltre 400 chilometri. La Kona, con il suo prezzo base di 46,990 franchi svizzeri, e una autonomia nel WLTP di 449 km ha soddisfatto tali criteri e ha ottenuto il posto.

Germania, flop delle Auto Elettriche si allungano gli Ecoincentivi

Il governo tedesco sta estendendo gli incentivi all’acquisto delle auto elettriche fino alla fine del 2020.

Il programma lanciato tre anni fa avrebbe dovuto scadere alla fine di giugno, ma la domanda di auto elettriche è stata deludente. Il piano è sostenuto da un fondo da 1,2 miliardi di euro, metà finanziato dal governo federale e metà dall’industria automobilistica.

Annunciando l’estensione il ministro dell’Economia Peter Altmaier ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di continuità nel supporto alle auto elettriche”. Gli incentivi continueranno così come già attivi. Gli acquirenti di auto 100% elettriche continueranno a ottenere 4.000 euro mentre per gli ibridi plug-in si ottengono 3.000 euro.

Insomma gli ordini sono andati più piano di quanto preventivato e si spera in un miglioramento.

Negli Usa un uomo sequestra un’auto del Carsharing: “Ora pagatemi”

This undated photo provided by KOMO News shows a car-share vehicle parked at a Seattle duplex. Dan Smith took exception to the car2go Mercedes that has been parked there since May 17, 2019. He says he doesn't know who parked the car there, but it wasn't one of the tenants. By the next day he had erected the barricade, preventing other customers from using the vehicle. He wants Share Now, which operates car2go, to pay storage fees. The company says it won't tolerate having its vehicle held for ransom. (KOMO News via AP)

Un uomo di Seattle ha dichiarato guerra ai un veicoli condivisi. Qualcuno ha lasciato una Mercedes-Benz CLA di Car2go nel suo parcheggio senza il suo permesso. Così ha costruito un recinto attorno ad essa.

Dan Smith ha detto a KIRO-TV che non sa chi abbia parcheggiato a casa sua la Mercedes di Car2go. Lo scorso 17 maggio l’uomo ha contattato Share Now, la società che gestisce Car2go, e ha dato loro due ore di tempo per spostare il veicolo. Poche ore dopo, ha eretto la barricata, impedendo ad altri clienti di usare l’auto.

Il sequestratore vuole che la società paghi 65 dollari al giorno in spese di deposito, 300 dolalri per la recinzione e fino a 500$ per il suo disturbo.

In una dichiarazione scritta, Share Now ha suggerito che potrebbe trattarsi di estorsione. Il portavoce Tim Krebs ha dichiarato alla Associated Press che la compagnia ha chiesto aiuto alla polizia.

La società ha detto che non è stata in grado di rimuovere la berlina a causa della recinzione. È noto che i clienti del servizio che parcheggiano le auto in aree non autorizzate devono pagare una multa e le spese di rimorchio; i recidivi sono banditi dal servizio.

Smith si è giustificato dicendo di aver agito a difesa della proprietà privata e perché era preoccupato se un cliente del carsharing si fosse fatto male nel suo posto auto. L’uomo ha detto di aver inizialmente cercato di far rimuovere l’auto, ma tre compagnie diverse hanno rifiutato la sua richiesta.

Targhe Estere in Italia, Salvini vuole il limite di utilizzo ad 1 Anno

Una nuova norma del decreto sicurezza introduce il divieto alla circolazione per i mezzi immatricolati all’estero utilizzati da chi ha la residenza in Italia da più di 60 giorni.

Dalla sua introduzione molte sono state le polemiche sollevate sopratutto da coloro che non intendono eludere gli obblighi ma ad esempio utilizzano mezzi con targa estera per lavoro o sono transfrontalieri.

A tutela di questi soggetti si è schierato in un question time alla Camera il il Ministro degli Interni Salvini. Il Ministro ha riferito di come si stia lavorando a una soluzione per escludere dal divieto coloro che sono residenti all’estero e chi circola sul territorio italiano con targa estera per massimo 1 anno. La norma introdotta, ha sottolineato Salvini, non vuole colpire gli autisti della Croce Bianca o gli addetti di alberghi di confine ma chi mette in atto fenomeni di esterovestizione. L’esterovestizione è quella azione messa in atto da soggetti circolanti con targa estera sul suolo nazionale al solo fine di aggirare gli obblighi assicurativi e fiscali o sottrarsi alle pene del codice della strada. Riferendosi a quest’ultimo caso Salvini ha evidenziato come la pratica riguardasse migliaia di casi e quindi dovesse essere arginata. La normazione quindi pur essendo legittima non dovrebbe andare a colpire “Le poche ma evidenti situazioni meritevoli di specifico trattamento derogatorio, fermo restando l’obiettivo di colpire le migliaia di condotte elusive degli obblighi di legge” ha affermato il Ministro degli Interni.

Luci e ombre della fusione tra Fca e Renault

Fiat Chryler Automobiles e Renault stimano un grande risparmio dato dalla probabile fusione. Gli esperti di settore però mettono in guardia dall’essere così certi che si avranno i benefici preventivati. Questa incertezza è dovuta ai lunghi cicli di produzione del settore automobilistico e dal successo reale che può avere un progetto commerciale simile. Guardando operazioni di questa tipologia vengono in mente le fusioni di BMW e Rover nel 1994 e Daimler – Chryler del 1998. In entrambi i casi le partership furono impraticabili. La stessa Renault nella fusione con Nissan datata 1999, non ha avuto nella realtà i risvolti preventivati. Inizialmente Renault e Nissan si erano poste come obiettivo di condividere il 70% delle piattaforme su cui costruire veicoli. Secondo Morgan Stanley, le vetture realmente costruite con pianali condivisi fra le due aziende rappresentano solo il 35% del totale delle vetture prodotte dal duo franco-nipponico.

Fiat- Renault hanno alzato ulteriormente l’asticella prefigurando non solo la condivisone delle piattaforme ma una fusione senza chiusure degli impianti. Cuni dovrebbe essere un risparmio di 5 miliardi annui grazie anche ad acquisti comuni e investimenti in ricerca condivisi. Per arrivare a risultati concreti la strada è ancora lunga. Il consiglio di amministrazione di Renault sembra essere vicino ad accettare la proposta FCA, ma anche se la partership avesse esito positivo, nell’immediato si avrebbe solamente un atto di intesa con il quale prefissare i piani operativi e i dettagli finanziari.

Per avere invece un accordo finale con annessa determinazione della varie componenti societarie si avrà bisogno di mesi se si arriverà in fondo alla fusione. Uno dei principali motivi per cui FCA e Renault voglio unirsi è la questione ambientale. Entrambe stanno investendo nello sviluppo di motori elettrici/ibridi, con la casa francese in netto vantaggio su Fiat per soluzione proposte sul mercato. Da qui la volontà FCA di acquisire tecnologie innovative e la possibilità per entrambe di tagliare i costi di ricerca e sviluppo. Inoltre le auto dei due marchi potranno essere vendute nei rispettivi concessionari. Entrambi i marchi vogliono puntare sul nuovo trend elettrico ma questa tipologia di veicoli è per le aziende una fonte di perdite dati gli alti costi di produzione. Questa è la grande sfida per i marchi che vogliono vendere city-car in Europa senza perderci: non solo costruire auto elettrico, ma sopratutto farlo non in perdita. Come detto in precedenza la fusione e la condivisione di piattaforme potrebbe richiedere molto tempo. Secondo Carl-Peter Forster, ex Volvo, BMW e Opel, i risultati positivi potrebbero richiedere anni. L’ex AD per fare un esempio ha citato la partership Fiat-Opel per sviluppare la Punto e la Corsa. Il risultato fu quello di avere un’eccellente cooperazione che però necessitò di 3-4 anni per avere i suoi frutti.

Altra necessità per Fiat, oltre quella di acquisire tecnologie è quella Fiat di abbassare le proprie soglie medie di emissione della sua gamma per rispettare le regole dell’Unione Europea che impongono i 93g/km. La flotta Fiat ha come media quella di 124g/km mentre quella Renault di 113 grammi per chilometro. La nuova fusione andrebbe anche nella direzione di abbassare la propria media di emissioni della flotta di veicoli prodotti così da avvinarsi alla soglia richiesta dalle istituzioni europee.
In definitiva, i risultati ottenibili da una fusione FCA-Reanult sarebbe notevoli ma rimane la questione di chi sarà poi effettivamente a guidare il nuovo gruppo. Secondo Thomas Stallkamp, ex dirigente Chryler Corp, un grande problema sarà quello relativo all’integrazione manageriale dei due gruppi e di chi avrarà il controllo del capitale azionario. Se nella fusione si dovessero aggiungere Nissan e Mitsubishi il compito sarebbe ancora più difficile. Nessuno sano di mente proverebbe a mettere insieme le cinque case Renault- Fiat – Chryler – Nissan e Mitsubishi, ha concluso.